Nuova puntata per gli amici di Torno Giovedì dedicata a un vero gentleman della letteratura italiana, Carlo Grande. Così Torino ci accoglie tra le strade illuminate dalle luci d’artista, caffè storici, come il caval ‘d brons di Piazza San Carlo, l’area di rigore di un campo di calcio su cui si allena l’Osvaldo Soriano Football club e soprattutto le pagine di Terre alte, ed Ponte alle Grazie, che si lasciano sfogliare strada facendo. La band torinese che ci accompagna è quella dei Nadar Solo il cui cantante, Matteo de Simone, scrittore e promessa della scena musicale rock torinese, ci ha suggerito “Radical Trip” come colonna sonora. Cosa aggiungere se non, Hare Krishna, Hare Krishna, Hare Krishna, hare Hare… effeffe
Altri articoli su questo argomento:
- Dalla, De Gregori e il Santo Inquisitore di Francesco Forlani (Racconto pubblicato dagli amici che tornano sempre di Giovedì) Mi sono sempre chiesto come invecchiassero i...
- Leggerezze ( a reti leggere ) Due carissimi e talentuosi amici, Fernando Coratelli e Luigi Carrozzo si sono inventati ‘sta cosa. Una bella cosa che mi...
- Pier Paolo’s dream Domani partirò insieme ai compagni dell’Osvaldo Soriano Football Club alla volta di Unna, in Germania dove dal 29 Aprile...
- Fuori ( gioco ) Racconto per i miei compagni di squadra della Nazionale Scrittori Osvaldo Soriano Football Club di Francesco Forlani Quella che valeva...
- Il resto in cantanti di Matteo De Simone Quando si racconta una storia, e lo si fa attraverso una canzone, bisogna stare molto attenti,...




visto e rivisto, torno a vederlo, ascoltarlo: bello, bello, bello!
“il vero isolamento, quello che ci fa sentire soli, non è una condizione fisica, è uno stato morale. E’ rimanere tra gente insulsa e compiere azioni insignificanti, è produrre cose inutili che mortificano la nostra vita e la svuotano di senso”
moooolto bello, Fra’, grazie.
Si respira il mondo. E’ una parola essenziale al sentimento di essere nel cosmos.
Il nostro corpo soffre come la nostra mente. Città prigione. Corpo chiuso nella macchina, nella scuola, nella fabbrica, nell’ufficio…E’ difficile sentire la respirazione. Gli occhi sono privati dell’orizzonte.
Con una parola si immagina il paesaggio imane, teso, fragile. L”influenza del luogo anima la gioia di vivere o l’indifferenza alla vita.
Molto bello, da sognare con anima svegliata.
Guardando la video, mi è venuta nella mente l’idea che il cielo blu era una traccia dell’avventura. Il cielo blu era portato dalle montagne, aveva viaggiato, era entrato negli occhi dello scrittore. Il cielo blu a stento voleva invadere la strada con illuminazioni, aveva inventato questa parola poetica sul punto di spiccare il volo.