NUOVI INQUADERNATI 5.

27 novembre 2011
Pubblicato da

FABIO DONALISIO

(manifestino)

rivendico il diritto all’incostanza
alla linea interrotta al buco
alla danza
l’indisciplina come forma e sostanza
di una cosa poetica
violenta (e soprattutto non stanca)
rivendico oltre un noi o un loro
voto vita contro lavoro

(che poeta è, mal e detto, destino

*

la resa della sera
dopo odierno inciampare
è più vera
dell’abituare
e si abitano case
d’incidente
pur di qualcosa
pur di niente

*

“puoi credere nel buio quando la luce mente”

sono incredibilmente solo
nel senso che non ci credo
anche e soprattutto
quando vedo

e le semplici ragioni del biglietto
tramontano nel volo

*

fertilità in armi nella città occupata
che la vita è insana ad aggrappare
– a vivere
sulle strade frammentate
deraglia in vento

per infinito diminuito
ricominciare

*

chissà se
cotto dal sole e dalla morte
mi sarà rimessa (perdonata)
la solitudine se, persa la misura
e la portata dell’abiura,
sarà prescrizione per lo sfrontato
innamorarmi
(il mio)

la paga a giornata
e i rotti sul conto di dio

*

scardini la mia memoria istituzionale
fornisci ricordi incastrati, una volta,
senza fare male
ogni complessità del reale (abituale)
si fa sudore
e anche se non so (mai saputo)
te lo scopo nel cuore,
l’amore

(e chiedo aiuto)

*

hai presente il calzino
sì, roba simile alla rivolta
toccati dentro e pronta
per la cosa sepolta
i baraccati dell’amore sanno
profonde diversità sgorgate
oltre il confino
sanno il tempo, così
mani aperte e poi giunte
menti sconvolte
corpi dotati di destino

*

macina macina macina
dicevo, rimugina
e ormai la citazione sconfina
quel che resta
è dolore a grana
fina
quello che, sempre,
viene prima

*

Fabio Donalisio è nato nel ’77 in fondo alla provincia Granda. Vive e non lavora a Roma. Scrive di libri su Blowup, Rolling Stone e Pulp. Ha pubblicato miti logiche (ExCogita, 2007) e poco altro. Prima o poi tornerà sulle montagne. Lo si trova qui: fabiodonalisio@hotmail.com

Azzurra D’Agostino
Yari Bernasconi
Eleonora Pinzuti
Mariagiorgia Ulbar

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21 Responses to NUOVI INQUADERNATI 5.

  1. Eleonora Pinzuti il 27 novembre 2011 alle 08:47

    Stamattina, assieme al caffé, gusto queste lasse splendide di Donalisio: un uso forte dell’allitterazione senza nulla condere al prevedibile amplesso della forma. Messaggio stremato per quanto netto e incisivo. Notevolissimo. Complimenti veri.

  2. desdemona il 27 novembre 2011 alle 10:06

    a me questi versi fanno pensare che ci sia davvero speranza per la poesia contemporanea. un ritmo, una sonorità, una digestione sana di maestri e tradizioni, e una rielaborazione che trova la sua espressione in quel “(che poeta è, mal e detto, destino”. bravo donalisio. ti si può leggere da qualche altra parte?

  3. dod il 27 novembre 2011 alle 12:10

    dopo aver letto gli interessanti versi di fabio, come non dare un’occhiata alle

    http://officinedipoesialin.wordpress.com/

    la poesia sperimentale ad un nuovo livello

    [sì, è un messaggio autopromozionale, sorry]

  4. arminio il 27 novembre 2011 alle 12:11

    le sento, le avverto…

  5. marco m il 27 novembre 2011 alle 12:47

    quest’uomo mi è prossimo. buona domenica.

  6. nc il 27 novembre 2011 alle 14:22

    Donalisio, un hommage a la sua poesia:

    http://www.youtube.com/watch?v=Q3Kvu6Kgp88

    piaciute.

  7. anna il 27 novembre 2011 alle 15:11

    incredibilmente logico e alato. poetico, per davvero. grazie, per quel che serve. ho molto apprezzato

  8. joanna burden il 27 novembre 2011 alle 16:35

    [...] il tempo, così mani aperte e poi giunte menti sconvolte corpi dotati di destino Fabio Donalisio (qui il resto) Like this:LikeBe the first to like this post. Pubblicato da joanna burden Inserito [...]

  9. SP il 27 novembre 2011 alle 17:09

    sono versi veramente molto belli, e denotano anche, rispetto a Miti logiche, un’importante maturazione. complimenti a Donalisio.

  10. N il 27 novembre 2011 alle 17:35

    Poesie che lasciano un segno nell’immaginazione e la cambiano per sempre.

  11. luigisocci il 28 novembre 2011 alle 00:32

    sì, viene voglia di leggerne altre

  12. marco simonelli il 28 novembre 2011 alle 04:41

    Serie e per fortuna non seriose. M.

  13. Chiappanuvoli il 28 novembre 2011 alle 08:36

    Leggo e rileggo. Ne colgo il senso, anzi l’intenzione. Ma non mi convincono del tutto. A tratti incisive, a tratti non abbastanza. Se ho tempo, nel pomeriggio, approfondisco la critica.

  14. Gianni Montieri il 28 novembre 2011 alle 12:55

    bravo, la prima parola che mi viene in mente

  15. paola lovisolo (cara polvere) il 28 novembre 2011 alle 13:34

    versi inquadernati alla contemplazione distaccata quindi quanto mai più cruda – al dente – ritmo e tenuta. inconscio operativo. forse più di quanto vorrebbe l’ autore ma è mia supponente supposizione.
    una poetica che non usa afrodisiaci o fascinazione avvolgente ma come una disciplina naturale e profonda ricavata certp da una ricerca che fa il contropelo al vissuto e che non sbava mai e ha – nel suo specifico – un peso incisivo e attraente.
    sono versi dai colori freddi entelechialmente eleganti e calibrati nel loro complesso di percezioni e immagine rimandate al lettore.
    distaccati amplessi di animali a sangue freddo. piaciute.

    mi permetto di lasciare qui una interessante visione della poesia dell’ autore che leggo tra l’ altro per la prima volta.

    http://www.lanotadeltraduttore.it/speciale_poesia_cura.htm?n_page=3

    un saluto.
    paola

  16. fabio donalisio il 28 novembre 2011 alle 20:53

    piacere poco commensurabile quello di leggere le tracce, le scintille o le scartavetrate lasciate/provocate/incoraggiate dai versi che si scrivono. quindi, senza fronzoli, grazie. curioso di risentirvi a libro in mano. chi volesse approfondire discorsi (anche non belli, tondi o ragionevoli), sa dove trovarmi. per scritto, almeno.

  17. Yari il 29 novembre 2011 alle 09:29

    Versi come “strade frammentate”, mi verrebbe da dire. Un percorso che si svela avvincente (in attesa del libro).

  18. vincenzo frungillo il 29 novembre 2011 alle 10:37

    Un uso essenziale della lingua, con guizzi molto efficaci :

    quel che resta
    è dolore a grana
    fina
    quello che, sempre,
    viene prima.

    Versi come questi valgono una raccolta. Anche io ho in sospetto le allitterazioni….

  19. mariagiorgia il 29 novembre 2011 alle 10:57

    L’allitterazione e la rarefazione del verso mi attraggono molto.
    Trovo somiglianze con le poesie di Ivano Ferrari.

  20. rossella il 29 novembre 2011 alle 12:34

    grazie fabio.

  21. carlo bordini il 29 novembre 2011 alle 17:11

    Questo misto di comico e tragico, questo assurdo come la vita che si esprime nel ritmo zoppo dei versi, nell’ossimoro, nell’assurdo, mi attrae molto.