Judith vs Joseph

8 aprile 2012
Pubblicato da

di Franco Buffoni

Judith Butler (Cleveland, 1956), professore di filosofia a Berkeley, è la studiosa che maggiormente ha contribuito alla codificazione della Gender Theory. In base alla quale, nel mondo moderno, l’omossessualità diviene un destino culturalmente accettabile, e la differenza tra uomo e donna finisce inevitabilmente con l’essere più un fatto di rilevanza sociale che di rilevanza biologica. Fondamentale il saggio Gender Trouble, pubblicato nel 1990, in cui la studiosa discute e attualizza in ottica queer l’opera di Freud e Lacan, Derrida e Foucault, nonché il pensiero di due antesignane delle battaglie femministe e gay quali Simone de Beauvoir e Julia Kristeva.


Da qui il conflitto con gli abramitici e in particolare da noi con il Vaticano. Esplicito il proclama lanciato l’8 ottobre 2009 dal segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, monsignor Robert Sarah. Che ha definito la Gender Theory “una ideologia omicida”. 

Per Sarah, la Gender Theory “destabilizza il senso della vita coniugale e familiare, si oppone all’identità sponsale della persona umana, alla complementarietà antropologica tra l’uomo e la donna, al matrimonio, alla maternità e alla paternità, alla famiglia e alla procreazione”. Si tratta, per Sarah, di una “ideologia irrealistica e disincarnata”, “che nega il disegno di Dio”, e che spinge la società a “forgiare il genere maschile e femminile sulla base delle scelte mutevoli dell’individuo”.

 “Essendo il diritto di scelta il valore supremo di questa nuova etica, l’omosessualità diventa una scelta culturalmente accettabile, e la possibilità di questa scelta viene in tal modo promossa”.
Il conflitto in corso tra Vaticano e Gender Theory (parallelo a quello che sul piano dei diritti civili oppone il Vaticano alla Comunità Europea) è di tipo antropologico. Non può concludersi che con un vincitore e con un vinto. Culturalmente parlando, ovviamente. Come è stato per la visione cosmogonica copernicana vs quella tolemaica, o per lo studio dell’anatomia, o per la vaccinazione antivaiolosa, o per l’istruzione femminile, eccetera eccetera. Ma gli abramitici ci riprovano sempre. E quelli di casa nostra sono tra i più potenti e cocciuti nell’imporre la propria visione antropologica come l’unica possibile.

Tag: , , , ,

17 Responses to Judith vs Joseph

  1. Gian Pietro Leonardi il 8 aprile 2012 alle 23:48

    Ottima sintesi. L’opposizione binaria che Joseph Ratzinger vuole riproporre è stata ampiamente messa in discussione e decostruita dalla teoria queer. La sua è dunque un’ideologia già vinta dalla storia, dalle culture, etc.

  2. daniele ventre il 9 aprile 2012 alle 11:21

    Come sono già vinte dalla storia le visioni dell’universo che sempre lo stesso pulpito propala.

    D’altro canto, in questo momento, sono io che mi sento vinto dalla storia, visto che noi siamo qui a roderci il fegato su ciò che è vero, mentre l’oligarchia pretonzola continua a ingrassare come una cimice fra le lenzuola vecchie.

  3. Giulio Mozzi il 9 aprile 2012 alle 12:24

    Se non erro “Gender Trouble. Feminism and the Subversion of Identity”, diversamente da altri libri di J. Butler, non ha trovato in Italia un grande editore. Prima uscì per Sansoni (“Scambi di genere. Identità, sesso e desiderio”), ora lo si trova pur con qualche difficoltà nell’edizione Meltemi (“La disfatta del genere”).

    Se qualcuno fosse interessato a conoscere di prima mano le ragioni di una presa di posizione così netta e dura da parte di Robert Sarah, può consultare il volume del 2009 “Origines et conséquences de la négation de la différence sexuelle. Étude critique de la gender theory”, di Agnès Villié, prefazione appunto di R. Sarah (vedi).

  4. gina il 9 aprile 2012 alle 12:48

    gender trouble (in italia scambi di genere) e undoing gender (in italia la disfatta del genere) NON sono lo stesso libro

  5. franco buffoni il 9 aprile 2012 alle 14:20

    Grazie, Gina, mi hai preceduto nella precisazione. Se hai a disposizione qualche stralcio significativo, per favore, pubblicalo in questo thread. Grande abbraccio. franco

  6. gina il 9 aprile 2012 alle 16:17

    voilà.
    ma anche due dita in gola, che dopo i bagordi da ingurgito di sterminio (di agnelli e capretti) non fan mai male: alla radice della fatwa c’è il joseph nazionale, allora prefetto della congrega
    lettera ai vescovi della chiesa cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella chiesa e nel mondo

  7. Giulio Mozzi il 10 aprile 2012 alle 08:26

    Chiedo scusa. Io ho l’edizione Sansoni, mi sono ingannato sfogliando il catalogo Meltemi. (Quindi: in Italia non c’è in commercio un’edizione di “Gender Trouble”. Giusto?).

  8. enrico dignani il 10 aprile 2012 alle 15:06

    si prefigura un mondo che ancora non c’è, quello che c’è bene o male funziona grazie o per colpa anche alle religioni, che le scienze umanistiche siano pronte a presidiare il sistema e i cervelli a discapito delle potenti oligarchie a cui piace il mondo così com’è e bene o male funziona è una bella domanda.

  9. andrea barbieri il 10 aprile 2012 alle 15:41

    @ Mozzi,
    L’edizione italiana di “Gender Trouble” intitolata “La disfatta del genere” è uscita per Meltemi nel 2006, da due anni è fuori commercio. Il volume si trova come e-book su amazon in lingua originale. Ma se pensi che ti possa essere utile, te lo fotocopio volentieri (che mi devo ancora sdebitare di un pranzo a Ravenna).

    “Gender Trouble. Feminism and the Subversion of Identity” (“Scambi di genere”) è un libro precedente, diciamo più acerbo.

  10. andrea barbieri il 10 aprile 2012 alle 15:42

    Ovviamente ti fotocopierei l’edizione italiana.

  11. andrea barbieri il 10 aprile 2012 alle 16:20

    Uhm, sì si può anche dire “L’opposizione binaria che Joseph Ratzinger vuole riproporre è stata ampiamente messa in discussione e decostruita dalla teoria queer.” [Gian Pietro Leonardi]

    Ma già Kinsey, che era anche biologo, negli anni cinquanta aveva scritto (prendo la cit. da wikipedia):
    «Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.»
    [da “Il comportamento sessuale nel maschio umano”]

    Kinsey si riferiva espressamente al comportamento sessuale, ma la sua osservazione sul continuum si applica anche al dimorfismo sessuale e all’identità di genere.
    Oggi la conoscenza approfondita dell’intersessualità e della transessualità rendono impraticabile l’idea del binarismo sessuale. Si mostra chiaramente la drammatica lacuna nei diritti umani per i soggetti marginalizzati dal sistema binario ed eterosessista. E’ il razzismo contemporaneo, prima lo capiamo, prima ce ne liberiamo.

  12. mariasole il 10 aprile 2012 alle 18:00

    OT: Andrea Barbieri, ma allora esisti ancora!

  13. franco buffoni il 10 aprile 2012 alle 18:01

    eh sì, caro Barbieri, parole sante le sue, mi verrebbe da dire. E non si stupisca, sa, se ogni tanto mi vede ripartire dai fondamentali: si intercetta sempre qualcuno che non ne sa nulla, persino tra i lettori di Nazione Indiana…

  14. andrea barbieri il 10 aprile 2012 alle 22:37

    Buffoni, grazie. Sui fondamentali è uscito un libro fatto molto bene: “Filosofia della sessualità” di Vera Tripodi (che è una filosofa di scuola analitica), ed. Carocci, 128 pag, € 10,50.

    Mariasole, ciao. Guarda che ogni tanto mi rispunti in mente :-)
    Eh la groupie di Les Anarchistes!

  15. franco buffoni il 10 aprile 2012 alle 22:48

    Vuole farne una recensione per Nazione Indiana? Senza fretta: gliela pubblico molto volentieri. Cordialità fb

  16. andrea barbieri il 11 aprile 2012 alle 22:33

    Posso provarci, ma non sono uno studioso di gender-studies, sono un pericoloso autodidatta totale :-)

  17. franco buffoni il 13 aprile 2012 alle 13:54

    Così averne! Grazie, aspetto il suo pezzo. fb