Archivi per autore: giorgio vasta

Ignaz Philipp Semmelweis, il medico

di Gessica Franco Carlevero

Era di gran moda l’anatomia patologica, a Vienna.
E le gravidanze facili eran di gran moda anche loro, a Vienna.
Noi altri da un morto a una puerpera saltavamo.
Toccavamo, tagliavamo, tiravamo, toglievamo.
E le operazioni ci andavano storte,
le donne anche loro diventavano morte.
Io indagavo, facevo pensieri.
I dottori i morti li trattavano leggeri.
Poi vidi un baffuto [...]

Diorama dell’est #5

di Giovanni Catelli

Hlavnà Stanica
Ora puoi stringere il dono dell’istante, al caffè della stazione, a Bratislava, nell’ora dubbiosa che mescola i treni e divide, l’arrivo il partire, la sosta l’addio, l’attesa il ritorno, quali sostanze aduni al ricordo, quali stagioni trattieni alla mano, senza smarrire il peso del giorno, vasta misura di brezze penombre, luci fragori, [...]

Mio caro Josif

di Linnio Accorroni

Mio caro Josif,
dunque, ieri, t’ho sognato.
T’ho sognato perchè, magna cum voluptate, m’è accaduto di rileggere il tuo amato Orazio. È accaduto un po’ perché l’ininterrotta frequentazione del ‘novismo’, pur nella mutevolezza delle sue forme (film nuovi, dischi nuovi, libri nuovi), genera in me sempre più spesso sazietà e noia piuttosto che entusiasmo. E [...]

Separare, pesare e distinguere. Un vizio di forma e una forma di virtù. Primo Levi scrittore tra scienza e morale

di Demetrio Paolin

A Bruno Vasari
in memoriam
Lo sguardo
Primo Levi non scrive, guarda, a voler essere precisi, notomizza e seziona con precisione chirurgica i fatti vissuti; per questo l’aggettivazione, come ebbe a dire Mengaldo, rappresenta il sigillo regale della sua scrittura.(1) Levi, con molta sobrietà e ironia, non ha mai fatto distinzioni tra lo scrittore e il [...]

Diorama dell’est #4

di Giovanni Catelli

Hradec Kralové
Tu ricordi questi alberghi tiepidi, a cui tornare nell’alba, fumando piano sulle scale in attesa del giorno, disponibili alla luce, alla visione della vita, precari nell’altezza, sospesi, all’insegna sottile che sbiadisce d’azzurro, nell’ora del mattino che venera il silenzio, mi confortano, leggeri di vetrate, deserti, così giovani a sorreggere il presente, la [...]

Intervista a Patrik Ourednik

di Giorgio Vasta

[Seconda parte dell'articolo su Europeana di Patrik Ourednik, pubblicato sull'ultimo numero della rivista Notable. Questa volta, intervista all'autore. Qui la recensione al libro]
In Europeana, la particolare morfologia del linguaggio – il fatto di eliminare del tutto le virgole e collegare le parti della frase tramite la congiunzione “e” – determina nel lettore la [...]

Europeana e la polvere della storia

di Giorgio Vasta

[Pubblico oggi la recensione a Europeana di Patrik Ourednik, a breve l'intervista all'autore. Recensione e intervista sono entrambe pubblicate sull'ultimo numero della rivista Notable]
C’è un film di William Wyler – un western che si intitola Il grande paese ed è del 1958 – nel quale a un certo punto si assiste a una [...]

Appunti e amputazioni

di Giorgio Vasta

Primo ragazzo
Su una spiaggia di ghiaia di ritorno da Spalato. Oltre la spiaggia c’è una pineta. Tavoli di legno, panchine, un bar ristorante. È tardo pomeriggio, stanno apparecchiando i tavoli. Si sente il rumore delle posate che battono fra loro o contro il bordo dei piatti. Tanti piccoli rumori separati, rumori utili, dolci. [...]

Diorama dell’est #3

di Giovanni Catelli

Trnava
E’ un errore il viaggio, in queste città d’illusione, lunga pena il partire, al termine dei giorni, al segreto confine, che divide nel mattino, la luce dal passo, le monete dal gesto, l’ora dal respiro : si va, poi, come sonnambuli al distacco, avidi ancora dei minuti, colmi di vita nello sguardo, eppure [...]

Fine settimana

di Giorgio Vasta

Andrea posò l’aculeo sul tavolo, tagliò una fetta di torta e la avvolse in un tovagliolo. Quando uscì di casa teneva l’involto in mano e subito vide Alice già lontana nella sera, sul prato bagnato di pioggia, al limite della cintura d’alberi dove cominciava il bosco. Lei gli fece un cenno.
Aspetta, gridò Andrea, [...]

Caravaggio in due mosse

di Demetrio Paolin

Prima mossa, Milano
Tu devi immaginare che la luce non viene ma va.
Se ne fugge proprio come un esercito in disarmo; scappa via. E’ questa la luce vera, che consegna ogni cosa al buio. Pensa a questo corpo di bimbo addormentato in un nero di pece: non è un ritratto lo vedi? No.
La posa, [...]

13 minuti alla fine del lavaggio

di Costanza Masi

Cari vicini spagnoli, vi scrivo dalla lavanderia a gettoni come Nick Kamen nella pubblicità della Levi’s prima che se lo dimenticassero tutti come per l’Isola dei famosi. Compatibilmente agli orari di apertura questa è la mia seconda casa – c’è il rumore delle lavatrici Electrolux W375N Exacta Control da 7 chili (un lavaggio: [...]

Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

di Linnio Accorroni
Coltivo da sempre (non penso di essere il solo, del resto) una insopprimibile passione per la pagina delle lettere nei quotidiani: ritengo che essa sia spesso illuminante per comprendere ‘lo stato delle cose’, come se in quelle cronache dal basso ci fosse un’indelebile componente di autenticità, vanamente poi rincorsa dalle altre pagine del [...]

Diorama dell’est #2

di Giovanni Catelli

Arkadia
Quando seguo il tuo passo morbido che scala i selciati dell’alba, so di essere immortale non temo lo scempio dell’ora, l’attentato dei tram alla luce, lo spazio che cresce tra i fili del cielo, i motori che salgono inquieti dai viali sommersi, ti seguo alla veglia dei mari sconfitti, alla rotta di fiamme [...]

Diorama dell’est #1

di Giovanni Catelli

[...]

Lezione

di Luigi Meneghello

A lezione una giovane dai lunghi capelli, che pare disegnata da Ciarrocchi, mi ha domandato che cosa vuol dire deorum manium jura sancta sunto. Eravamo verso la fine dell’ora, mancava un quarto all’una.
Ho confessato che da ragazzo credevo volesse dire: “I morti hanno un loro mondo giuridico: rispettatelo”. Ho detto che ogni volta [...]

In via Barbaroux, ovvero dei limiti della scrittura

di Demetrio Paolin

A Torino, dal mio ufficio ho un luogo privilegiato d’osservazione. Riesco a vedere l’incrocio tra corso Siccardi e via Barbaroux. Così certe volte, soprattutto nelle giornate in cui piove, mi metto alla finestra, e aspetto.
Immancabile arriva.
Vedo comparire un pedone che attraversa - ha solitamente un piccolo ombrello di quelli che stanno in una [...]

No direction home

di Linnio Accorroni

Qualche numero a tentare di contornare e delimitare ciò che deborda e sfugge da tutte le parti, ciò che fa dell’Eccezione la Norma, della Delusione la Consuetudine: 500 canzoni, 1400 concerti, quasi tutti (pubblicamente o clandestinamente) registrati, centinaia di libri sulla vita e/o sull’opera, più di: 50 album ufficiali e oltre 500 bootleg, [...]

Il letto di Procuste e la Cura Ludovico #6 (e fine)

di Giorgio Vasta

Con quella a Maurizio Donati, editor della saggistica per la casa editrice Chiarelettere, concludo il ciclo di interviste sull’editing e il sistema editoriale. Per chi fosse interessato alle interviste precedenti, qui la premessa, segue il punto di vista di Paola Gallo, di Giulio Mozzi, di Nicola Lagioia, di Michele Rossi.
Ringrazio tutti gli editor [...]

Ripelliniana

di Linnio Accorroni

La pubblicazione, dopo anni di colpevole silenzio, di alcune raccolte poetiche di Angelo Maria Ripellino (Palermo 1923 - Roma 1978) per i tipi dell’Aragno (Poesie prime ed ultime, pag. 512, euro 30,00) ha lo stesso languore melanconico degli anniversari quando vengono celebrati fuori tempo massimo: il festeggiato infatti non è più fra noi, [...]