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	<title>Nazione Indiana &#187; Adam Smith a Pechino</title>
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		<title>Giovanni Arrighi a &#8220;L&#8217;infedele&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 11:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
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<p>La presenza di Giovanni Arrighi <strong>mercoledì 7 maggio ore 21</strong> in televisione, alla trasmissione di Gad Lerner <em>L’infedele</em>, su <strong>La 7</strong>, è una di quelle rare occasioni da non perdere per chi voglia sapere qualcosa in più e di meglio sul mondo in cui viviamo.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/04/giovanni-arrighi-a-linfedele/">Giovanni Arrighi a &#8220;L&#8217;infedele&#8221;</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giorgio Mascitelli </strong></p>
<p>La presenza di Giovanni Arrighi <strong>mercoledì 7 maggio ore 21</strong> in televisione, alla trasmissione di Gad Lerner <em>L’infedele</em>, su <strong>La 7</strong>, è una di quelle rare occasioni da non perdere per chi voglia sapere qualcosa in più e di meglio sul mondo in cui viviamo. <strong>Giovanni Arrighi</strong>, professore di sociologia alla John Hopkins University di Baltimora, infatti è uno dei più eminenti intellettuali mondiali, le cui tesi storiche ed economiche sono al centro del dibattito internazionale. Alcuni dei suoi libri, come <em>Il lungo XX secolo</em> (ed. it Il Saggiatore, 1999) e <em>Adam Smith a Pechino</em> (Feltrinelli, 2008), sono delle opere considerate indispensabili per capire i processi di globalizzazione e l’attuale fase di turbolenza mondiale. Categoria principale dell’analisi dell’attuale momento è per Arrighi quella di caos sistemico, in altri termini l’attuale globalizzazione non sarebbe altro che un momento in cui il capitalismo distrugge gli equilibri politici che hanno retto la fase precedente di accumulazione perché ormai questi non sono più in grado di garantirne l’espansione.<br />
<span id="more-5845"></span><br />
Conseguenza di questa analisi è che la globalizzazione non è un processo pacifico al massimo turbato da qualche oppositore residualmente legato a forme di produzione passate, come affermano le teorie più in voga, ma è sostanzialmente una fase di lotta per l’egemonia caratterizzata principalmente da disordine e violenza. Altra aspetto importante è che la globalizzazione non è un elemento assolutamente nuovo e imprevisto nella storia perché già nel passato si sono conosciute altre fasi di caos sistemico nei passaggi da un ciclo capitalistico di accumulazione all’altro. Infatti il capitalismo, che non è nato con la rivoluzione industriale ma nei comuni italiani medievali, ha sempre creato forme politiche ( e militari) adatte a garantire la sua crescita per poi abbatterle conflittualmente quando queste si rivelavano obsolete. Così, per esempio, il sistema capitalistico che ebbe il suo epicentro nella Amsterdam seicentesca nacque dal lungo periodo di guerre olandesi cinquecentesche contro la Spagna e declinò a favore dell’Inghilterra con le guerre di successione settecentesche.</p>
<p>L’originalità teorica di una simile impostazione è dovuta al ricorso sia a categorie classiche della teoria critica, per esempio la nozione di imperialismo, sia alla visione storica di <strong>Braudel</strong>, il grande storico francese che per primo notò come il capitalismo fosse un modo di organizzazione sociale preesistente alla rivoluzione industriale. Il pregio delle ricostruzioni storiche di Arrighi non consiste soltanto nel fornire un’adeguata sistemazione teorica a determinati fenomeni e problemi, ma sta anche nel dare un’idea molto concreta dei rapporti di forza finanziari, politici e militari che si celano dietro a categorie astratte come quelle di capitalismo. Non si deve pensare che l’opera di Arrighi sia un lavoro erudito di scavo nel passato perché al contrario la sua rilettura della storia capitalistica è l’elemento essenziale per comprendere il presente, prova ne sia che il suo ultimo saggio, <em>Adam Smith a Pechino</em>, attraverso un’interpretazione inedita e avversa a quella della vulgata liberista del pensiero del grande economista scozzese, indaga i rapporti politici ed economici attuali tra Cina e Stati Uniti.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/04/giovanni-arrighi-a-linfedele/">Giovanni Arrighi a &#8220;L&#8217;infedele&#8221;</a></p>
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