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	<title>Nazione Indiana &#187; amazon</title>
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		<title>L’editore automatico</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 06:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’editore automatico
<p style="text-align: right;"><strong><em>Raffaele Alberto Ventura</em></strong> [<em>articolo già apparso <a title="l'editore automatico su eschaton" href="http://www.eschaton.it/blog/?p=4711" target="_blank">qui</a></em>]</p>
<p>Questa è una storia bizzarra, paradossale, persino affascinante. Una storia vera dell’epoca della <strong>coda lunga</strong>, che (naturalmente) inizia sulle pagine di <strong>Amazon</strong>. Comincia con me che capito su una serie di libri dedicata ai generi musicali e capisco rapidamente, per via di una certa incoerenza nella strutturazione dei capitoli, che si tratta di compilazioni tratte da <strong>Wikipedia</strong>.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/09/22/l%e2%80%99editore-automatico/">L’editore automatico</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">L’editore automatico</h2>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Raffaele Alberto Ventura</em></strong> [<em>articolo già apparso <a title="l'editore automatico su eschaton" href="http://www.eschaton.it/blog/?p=4711" target="_blank">qui</a></em>]</p>
<p>Questa è una storia bizzarra, paradossale, persino affascinante. Una storia vera dell’epoca della <strong>coda lunga</strong>, che (naturalmente) inizia sulle pagine di <strong>Amazon</strong>. Comincia con me che capito su una serie di libri dedicata ai generi musicali e capisco rapidamente, per via di una certa incoerenza nella strutturazione dei capitoli, che si tratta di compilazioni tratte da <strong>Wikipedia</strong>. In effetti l’autore indicato è proprio “fonte wikipedia”, in <a href="http://livres.fluctuat.net/blog/46023-des-articles-de-wikipedia-vendus-sur-amazon-pour-10-euros-et-plus.html">apparente</a>infrazione della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Copyright#Condizioni_d.27uso">licenza CC-BY-SA</a> con la quale sono rilasciati i contenuti dell’enciclopedia collaborativa. Digitando il nome dell’editore nel motore di Amazon, capito su altri titoli.<a href="http://www.amazon.it/Agricoltura-Agrosistema-Culla-Civilt-Biodinamica/dp/1153749769/ref=sr_1_32?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334449&amp;sr=1-32"><em>Agricoltura</em></a> (38 pp), <a href="http://www.amazon.it/Abati-Francesi-Bernardo-Chiaravalle-Silvestro/dp/1231725842/ref=sr_1_86?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334558&amp;sr=1-86"><em>Abati francesi</em></a> (54 pp), <em><a href="http://www.amazon.it/Accordi-Diplomatici-Della-Guerra-Mondiale/dp/123172658X/ref=sr_1_124?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334663&amp;sr=1-124">Accordi Diplomatici Della Prima Guerra Mondiale</a></em> (52 pp) o ancora <a href="http://www.amazon.it/Ebraismo-Religioni-Nazione-Filosofia-Ebraica/dp/1153751623/ref=sr_1_38?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334524&amp;sr=1-38"><em>Ebraismo</em></a> (178 pp) o <a href="http://www.amazon.it/Generi-Cinematografici-Fantascienza-Dellorrore-Allitaliana/dp/123199777X/ref=sr_1_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334750&amp;sr=1-2"><em>Generi cinematografici</em></a> (126 pp). La grafica di copertina è sempre identica: sfondo colorato e la fotografia d’un fiore. Il prezzo, prima che Amazon li rendesse indisponibili alla vendita in Italia, era di circa dieci euro l’uno.<span id="more-40130"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41d34qDTprL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Ok, quindi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Books_LLC">questi</a> prendono voci di Wikipedia e fanno dei libri. Lo facevano in America, e ora lo fanno anche in Italia. Anzi, a dire il vero lo fanno in <strong>24 lingue</strong>, dall’arabo al cinese. Il meccanismo è trasparente, a leggere quanto scrivono nelle FAQ del loro sito: le versioni cartacee permettono di evitare la fastidiosa lettura a schermo. Anche se poi su Amazon è facile scambiarli per libri “veri”, e qualcuno <a href="http://community.soldionline.it/discussioni-consumatori-tutela/46525-fregatura-books-llc.html">rischia di portarsi a casa</a> una <em>voce</em> sui racconti di Bradbury credendo che si tratti <em>dei</em> racconti di Bradbury. Ma tutto questo, lo ammetto, non è molto bizzarro, né tantomeno affascinante. Infatti la storia non è ancora finita.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51e38FFUHIL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Quanti sono i titoli prodotti con questo procedimento? Non tre, né quattro o dieci o cento: sono <a href="http://www.amazon.it/gp/search/ref=sr_nr_seeall_1?rh=k%3ABooks+Llc%5Cc+Wiki+Series%2Ci%3Astripbooks&amp;keywords=Books+Llc%2C+Wiki+Series&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316274620#/ref=sr_pg_3?rh=k%3ABooks+Llc%5Cc+Wiki+Series%2Cn%3A411663031&amp;page=3&amp;keywords=Books+Llc%2C+Wiki+Series&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316275506">quindicimila</a> solo in italiano, a partire da luglio 2011. E come li produce quindicimila libri un editore straniero, in due mesi? <em>A casaccio</em>. No, davvero: a casaccio. Scorrendo la lista dei titoli, appare evidente che gli elenchi di voci sono raccolti <em>automaticamente</em> a partire dalle categorie di Wikipedia, tra le quali persino meta-categorie proprie all’enciclopedia, che non hanno nessuna pertinenza se stampate nella forma di un libro:<a href="http://www.amazon.it/Trasferire-Commons-Wikibooks-Wikinotizie-Wikiquote/dp/1232642266/ref=sr_1_24?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334083&amp;sr=1-24"><em>Da trasferire</em></a> (292 pp), <em><a href="http://www.amazon.it/Pagine-Orfane-Letteratura-Sedicesima-valentina/dp/1232591580/ref=sr_1_18?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334083&amp;sr=1-18">Pagine orfane – Letteratura</a> </em>(32 pp), <a href="http://www.amazon.it/Stub-Atletica-Skyrunner-Maratona-Ostacoli/dp/1232631361/ref=sr_1_23?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316334083&amp;sr=1-23"><em>Stub – Atletica leggera</em></a> (28 pp), <a href="http://www.amazon.it/Pagine-Essere-Aggiunto-Template-Sportivo/dp/1153749750/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316347738&amp;sr=1-1"><em>Pagine a cui deve essere aggiunto il template sportivo</em></a> (182 pp) o lo struggente <a href="http://www.amazon.it/Voci-Mancanti-Fonti-Neuropatia-Poliomielite/dp/1232365386/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316348247&amp;sr=1-1"><em>Voci mancanti di fonti</em></a> (78 pagine dense e poetiche). In modo del tutto automatico dunque, e indipendentemente da ogni competenza semantica, un editore-robot ha prodotto e messo in vendita quindicimila libri, rivolti soprattutto ad acquirenti distratti. Puro <em>Spam</em>editoriale. Ma vediamo: in che senso l’editore ha <em>prodotto </em>questi libri?</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51JgsXwZstL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Io non credo che questi libri <em>esistano</em>. <em><a href="http://www.amazon.it/Vincitori-del-National-Book-Award/dp/1232628581/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316335192&amp;sr=1-1">Vincitori del National Book Award</a> </em>(100 pp) o <em><a href="http://www.amazon.it/Episodi-Lost-Stagioni-Attraverso-Specchio/dp/1231984767/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1316335223&amp;sr=1-1">Episodi di Lost</a></em> (54 pp) non sono mai stati stampati né giacciono in alcun magazzino. Perlomeno questa mi pare la spiegazione più sostenibile. La probabilità di vendere <em>un singolo libro</em> tra questi quindicimila è molto bassa, cioè precisamente uno su quindicimila ovvero 0,006%. In fin dei conti, ognuno di questi libri equivale all’altro, e non ha in sé alcun valore intrinseco. Tuttavia, la probabilità di vendere <em>uno qualsiasi di questi libri</em> è già migliore. Ipotizzando che su Amazon ci siano circa trecentomila libri italiani in vendita, <strong>le probabilità salgono attorno a quindici su trecento, ovvero ben 5%.</strong> Tutto sta, dunque, nel stampare questi libri <em><strong>on demand</strong></em>, cosa che la tecnologia ha oramai reso possibile e redditizio.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/412krPc%2BrNL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Il nostro bizzarro editore automatico ha generato quindicimila esche virtuali e stamperà soltanto al momento dell’incauto acquisto. Nessun essere umano di carne e sangue sceglie e compila, nessun volume di carta attende di essere venduto. L’editore automatico è un catalogo di possibilità. In tutto il mondo, la sua strategia è <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Livres_Groupe">inondare i siti di vendita</a> con la sua merce avariata. E c’è da credere che il suo <strong><em>business model</em> stocastico</strong> funzioni. La legge dei grandi numeri gli garantisce, dove e fino a quando la legge glielo permette, di guadagnare senza muovere un dito, lasciando che i suoi libri si producano e si vendano da soli. Se un milione di scimmie in un milione di anni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_della_scimmia_instancabile">finiranno per riscrivere Shakespeare</a>, l’incontro tra un milione di patacche e un milione di potenziali acquirenti finirà per generare profitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Voci di fonti mancanti</h2>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Raffaele Alberto Ventura</em></strong> [<em>articolo già apparso <a title="voci di fonti mancanti su eschaton" href="http://www.eschaton.it/blog/?p=4739" target="_blank">qui</a></em>]</p>
<p><strong>Jorge Luis Borges</strong>, non sei nessuno. <strong>Douglas Hofstadter</strong>, torna a disegnare ambigrammi. Ieri ho scoperto <a href="http://www.eschaton.it/blog/?p=4711">una cosa affascinante</a>, e oggi se ne aggiunge un’altra che compie e corona<em> </em>la vicenda. Dunque c’é questo editore che copia e stampa le pagine di<em>wikipedia</em>, giusto? Wikipedia sapete come funziona: gli utenti collaborano e si correggono tra loro, ma alla fine l’ultima parola ce l’ha la <strong>fonte primaria cartacea</strong>, il testo pubblicato. Ebbene io non so nemmeno come dirvelo, in fondo per raccontare una cosa tanto meravigliosa le parole non ci sono, eppure é tutto vero, commovente, perfetto, simmetrico: <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale%3ARicerca&amp;search=books+llc&amp;fulltext=1">in un centinaio di casi</a>,<strong> wikipedia ha usato come fonti primarie proprio quei libri copiati da wikipedia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo wikipedia un certo fatto é <em>vero</em> perché riportato in un certo libro, nel quale é semplicemente riportata la voce di wikipedia. Questo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autoriferimento_incrociato"><strong>autoriferimento incrociato</strong></a> é senz’altro dovuto a un’aggiunta <em>automatica</em> del libro alla bibliografia (da parte di un redattore di wikipedia) proprio come <em>automatica</em> era la creazione del libro a partire dalla pagina. Per la precisione, é probabile che il redattore non abbia <em>mai letto</em> il libro in questione ma ne abbia semplicemente trovato il titolo, poiché probabilmente il libro<em>non é mai stato stampato</em> — probabilità di essere stampato e letto che tuttavia aumenta considerevolmente quando il libro inizia ad apparire nella bibliografia di wikipedia… Insomma, nel mondo realmente ricorsivo, la realtà é il risultato di un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Infinite_loop">loop infinito</a>.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/09/22/l%e2%80%99editore-automatico/">L’editore automatico</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Editoria digitale, ebook e mercato italiano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/10/21/editoria-digitale-ebook-e-mercato-italiano/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p><em><a href="http://www.simplicissimus.it">Antonio Tombolini</a> (Simplicissimus.it) <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">commenta</a> l&#8217;uscita dell&#8217;ebook-reader di Barnes&#38;Noble (Nook, concorrente di Amazon Kindle) e dopo aver analizzato le strategie dei due editori USA, offre il suo punto di vista sul </em>mercato dell&#8217;editoria in Italia<em>. Da leggere con attenzione. Jan Reister</em></p>
<p><a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">Scrive</a> Tombolini:</p>
<p>[...]</p>

<strong>un’idea per gli autori&#8230;</strong>: cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre.<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/21/editoria-digitale-ebook-e-mercato-italiano/">Editoria digitale, ebook e mercato italiano</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-24831" title="kindle-vs-nook" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/kindle-vs-nook1.jpg" alt="kindle-vs-nook" width="446" height="321" /></p>
<p><em><a href="http://www.simplicissimus.it">Antonio Tombolini</a> (Simplicissimus.it) <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">commenta</a> l&#8217;uscita dell&#8217;ebook-reader di Barnes&amp;Noble (Nook, concorrente di Amazon Kindle) e dopo aver analizzato le strategie dei due editori USA, offre il suo punto di vista sul </em>mercato dell&#8217;editoria in Italia<em>. Da leggere con attenzione. Jan Reister<span id="more-24825"></span></em></p>
<p><a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">Scrive</a> Tombolini:</p>
<p>[...]</p>
<ol>
<li><strong>un’idea per gli autori</strong>: cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre. Se il libro è in qualche modo una realtà parallela, e se nella realtà di ogni giorno la rete sta integrando una <span id="apture_prvw6"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Augmented%20reality"><em>augmented reality</em></a></span>, attraverso cui ogni individuo può abbinare alla realtà dei luoghi e dei momenti che vive le informazioni e i tool che a quei luoghi e a quei momenti la rete abbina. Bene: scrivete tenendo presente la possibilità che il lettore possa integrare una <em>augmented reality</em> anche nel mondo e nelle vicende che state raccontando.</li>
<li>un’idea per editor e agenti letterari: aiutate gli autori a pensare al libro come sopra, diventando voi stessi esperti di ciò che la rete può offrire, e valutate caso per caso se non sia forse possibile autopubblicare il proprio ebook, sperimentando anche modalità di rapporto nuovo con i lettori</li>
<li><strong>un’idea per gli editori, <em>anzi due</em></strong>: <strong>la prima</strong>, rilasciate subito tutto il vostro catalogo in formato ePub, cribbio, cosa state ancora aspettando? E se avete il fegato per farlo, <em>senza <span id="apture_prvw7"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital%20rights%20management">DRM</a></span></em>, ché tanto sappiamo già tutti che tra due anni, forse meno, saremo lì a toglierli (noi di Simplicissimus vi suggeriamo <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/ebook-ok-ma-come-venderli-sbf-stealth/">SBF STEALTH</a>, con i <span id="apture_prvw8"><a href="http://blog.feedbooks.com/?p=82" target="_blank">Social DRM</a></span>, col nostro tool di <span id="apture_prvw9"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital%20watermarking"><em>watermarking</em></a></span>, che consente una personalizzazione dell’ebook aggiungendo sul frontespizio del libro un vero e proprio <em>ex-libris</em> digitale, col nome e cognome dell’acquirente); se però non ne avete il fegato, metteteci pure i DRM (tanto tra due anni, forse meno, li toglierete), e <em>rilasciate subito ’sto benedetto catalogo!</em> <strong>Seconda idea</strong>, smettetela di dire agli autori che il vostro ruolo non morirà mai perché siete voi a dare autorevolezza ai loro libri appiccicandoci il vostro <em>brand</em>. Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: la<em> ricerca e scoperta di talenti nuovi, e la loro cura</em>, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori, … imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di <em>padroneggiare la tecnologia</em> per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori</li>
<li><strong>un’idea per i tipografi</strong>: dedicatevi alla stampa su carta di qualità elevata, anzi no, di qualità <em>altissima</em>; e per il pane quotidiano attrezzatevi per <em>stampare</em> ebook di qualità professionale nei vari formati. L’ebook non è il vostro nemico, <em>è il vostro futuro!</em></li>
<li><strong>un’idea per i distributori</strong>: cambiate (progressivamente) mestiere, quello che fate attualmente è destinato a rimpicciolirsi drammaticamente. Siete voi quelli che soffriranno di più dal cambiamento: <em>ci sarà sempre meno carta da trasportare avanti e indietro</em>. Del resto è anche logico che sia così: <em>siete stati voi quelli che hanno guadagnato di più negli ultimi 50 anni</em>, proprio portando avanti e indietro montagne di carta. E magari dedicatevi di più a fare gli editori (coi soldi che avete guadagnato avete spesso comprato molti editori vostri clienti) o riconvertitevi alla <em>distribuzione digitale</em> degli ebook: ma fatelo solo se avete spalle larghe, ché di distributori digitali non ne servono molti, sono i bit a dover essere immagazzinati e distribuiti, mica pallet di carta!</li>
<li><strong>un’idea per i librai <em>brick&amp;mortar</em></strong>: siete ancora lì senza neanche un ebook reader da vendere? Siete ancora lì senza neanche una connessione wifi da offrire gratuitamente ai vostri visitatori? Siete ancora lì senza neanche una poltroncina su cui sedersi, un salottino in cui leggere e chiacchierare, un caffè a cui rifocillarsi? Siete ancora lì senza avere qua e là un computer con la connessione pronta e attiva a disposizione dei visitatori? Siete ancora lì ad ammucchiare copie su copie di libri di carta, invece di aver già attrezzato una sezione ebook, una specie di tabellone con su le sole copertine dei libri e il link per il download immediato dell’ebook corrispondente da comprare lì, seduta stante? E siete ancora lì senza aver allestito la vostra e-dicola, da cui consentire l’acquisto a tutti i quotidiani e periodici disponibili in formato ebook?</li>
<li><strong>un’idea per i librai <em>online</em></strong>: aprite <em>subito</em>, ma <em>subito subito</em>, una sezione ebook e cominciate a venderli. Siete privilegiati, grazie alle piattaforme di distribuzione non dovete investire un solo euro per farlo. Se non in termini di dedizione, di arricchimento di contenuti, di tool, di informazioni da offrire al cliente. Ed è un business in cui la logistica la fanno le piattaforme di distribuzione di cui vi servite, non vi servono magazzini, corrieri, spedizioni… ci state ancora pensando?</li>
<li><strong>un’idea per i lettori</strong>: smettetela di fare i bambini capricciosi, <em>ah ma vuoi mettere la carta e l’inchiostro e il profumo…</em> <strong>tutte balle</strong>, il 95% della carta stampata che maneggiate fa schifo, è stampata male, puzza, vi sporca le dita, i caratteri sono troppo piccoli e da una pagina vedete in trasparenza quella successiva. E pesa. E… insomma, piantatela: date soddisfazione al vostro feticismo spendendo dei bei soldoni in qualche <em>realmente bella</em> edizione cartacea, e correte a comprarvi un ebook reader, e cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che <strong>leggerete di più</strong>, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.</li>
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<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/21/editoria-digitale-ebook-e-mercato-italiano/">Editoria digitale, ebook e mercato italiano</a></p>
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