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	<title>Nazione Indiana &#187; analisi traffico</title>
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		<title>Tor: lezioni di server 5</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 05:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<h4>di <strong>Marco Calamari</strong></h4>
<p>L&#8217;installazione del router Tor è ora a portata di mano, con pochi piccoli passi: Marco Calamari con la nuova lezione spiega come attivare il sospirato strumento di tutela e difesa della privacy. Ecco cosa fare<br />
<br />
La <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/19/tor-lezioni-di-guida-3/">scorsa settimana</a> molte persone si sono fatte un&#8217;idea più precisa di cosa è un router Tor e di cosa significa decidere di crearne uno, sia dal punto di vista filosofico e morale, sia da quello legale.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/12/03/tor-lezioni-di-server/">Tor: lezioni di server 5</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<h4>di <strong>Marco Calamari</strong></h4>
<p>L&#8217;installazione del router Tor è ora a portata di mano, con pochi piccoli passi: Marco Calamari con la nuova lezione spiega come attivare il sospirato strumento di tutela e difesa della privacy. Ecco cosa fare<br />
<span id="more-4782"></span><br />
La <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/19/tor-lezioni-di-guida-3/">scorsa settimana</a> molte persone si sono fatte un&#8217;idea più precisa di cosa è un router Tor e di cosa significa decidere di crearne uno, sia dal punto di vista filosofico e morale, sia da quello legale. Prima di proseguire parlando di tecnica, è necessaria una precisazione che penso risponderà ad alcuni dubbi espressi sul forum della settimana scorsa. Per quanto riguarda l&#8217;ampia esperienza del <a href="http://www.winstonsmith.info/pws/index.html">nostro gruppo</a> e degli amministratori di router Tor con cui siamo in contatto, l&#8217;unica tipologia di interazione avvenuta con indagini di polizia in Italia è stata quella descritta nella <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/26/tor-lezione-di-teoria-4/">scorsa rubrica</a>.</p>
<p>Questo non puo&#8217; ovviamente escludere che siano avvenute, o possano avvenire, altri tipi di interazioni, come ad esempio perquisizioni e sequestri di materiale informatico che la magistratura ha l&#8217;autorità di far eseguire quando ritenga che possano sussistere ipotesi di reato. Per quanto ci è noto, negli ultimi due anni c&#8217;è stato un unico caso, avvenuto in Germania, in cui almeno 3 operatori sono stati oggetto di perquisizioni nell&#8217;ambito di una stessa indagine che pare riguardasse (non è nemmeno il caso di dirlo) una questione di pedopornografia, e che non ha portato nessuna imputazione e tantomeno condanna degli operatori Tor coinvolti.<br />
Nello stesso periodo, come tutti sappiamo, ci sono state invece migliaia di perquisizioni e di sequestri di materiale informatico legate a semplici scambi di mail rilevanti per indagini di polizia, a copia di materiale protetto da copyright e per utilizzo illegale di reti peer-to-peer.</p>
<p>È comunque senz&#8217;altro vero che esistono passatempi decisamente più tranquilli che gestire un router Tor, come ad esempio collezionare etichette di vino, o farsi semplicemente e su scala industriale gli affari propri e basta. Ma rientriamo in tema; alcune persone, sperabilmente molte, avranno preso in considerazione l&#8217;impresa di realizzare un router Tor, e sono percio&#8217; in attesa di questa puntata; altre magari avranno preso la palla al balzo e, valendosi delle ottime istruzioni sia <a href="http://www.torproject.org/docs/tor-doc-win32.html.it">per Windows</a> che <a href="http://www.torproject.org/docs/tor-doc-relay.html.it">per Linux</a>, reperibili sul sito <a href="http://torproject.org/">Tor</a> di <a href="http://www.eff.org/">EFF</a>, si sono già messe all&#8217;opera.</p>
<p>Quasi tutti avranno notato che lavoro abitualmente solo su Linux, e che dove necessario descrivo le applicazioni in ambiente Windows &#8220;per differenza&#8221;. Con gioia degli utenti con solo &#8220;finestre&#8221;, oggi invertirò il mio punto di vista, descrivendo l&#8217;installazione di un router Tor in ambiente Windows. Questa scelta non è dovuta solo al numero degli utenti Redmond-centrici, ma soprattutto alla disponibilità di un bundle (un gruppo di programmi, che si configura praticamente da solo come client, ed in maniera elementare come server). Gli utenti *nix e GNU/Linux d&#8217;altra parte sono abbastanza smaliziati per poter seguire <a href="http://www.torproject.org/docs/tor-doc-unix.html.it">queste</a> semplicissime istruzioni, e se specialmente usano <a href="http://www.debian.org/">Debian</a> sono distanti solo un paio di <a href="http://www.debian.org/doc/manuals/apt-howto/">apt-get</a> dal risultato.</p>
<p>Poche volte in vita mia mi sono trovato di fronte ad un&#8217;applicazione server cosi bene integrata e leggera come il bundle Tor/Privoxy/Vidalia/TorButton scaricabile <a href="http://www.torproject.org/download.html.it">da questa pagina</a>.</p>
<p>L&#8217;installazione e l&#8217;avvio sono indolori; è pero&#8217; d&#8217;obbligo ricordare che dovete trovarvi su un&#8217;ADSL flat, con un IP pubblico e che non sia filtrata. Servono infatti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_porte_standard">due porte</a> TCP, di solito 9001 e 9030 (ma si possono cambiare) raggiungibili da Internet. Tor è comunque in grado di verificarlo da solo, come potete vedere facendo attenzione ai messaggi di log quando farete partire il vostro nodo come server. Per renderle raggiungibili è necessario anche avere un nome host pubblico, ma questo non è un problema.</p>
<p>Bastano infatti pochi minuti per registrare gratuitamente il vostro su uno dei tanti provider come ad esempio <a href="http://www.dyndns.com/">DynDNS</a> ed installare il <a href="http://www.dyndns.com/support/clients/">client dyndns</a> che &#8220;battezzerà&#8221; l&#8217;indirizzo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP#Indirizzi_dinamici">ip dinamico</a> del vostro PC con un nome a vostra scelta. Vi ricordo che la lista <a href="https://lists.firenze.linux.it/mailman/listinfo/e-privacy">e-privacy</a> è come sempre a disposizione per indicazioni e chiarimenti.</p>
<p>Appena terminata l&#8217;installazione, eseguita selezionando la lingua italiana (caso raro ma piacevole) Tor, Privoxy e Vidalia partiranno automaticamente e vi si presenterà la finestra del pannello di controllo di Vidalia, che permette di gestire anche Tor. Aprite le finestre dei log, della mappa e della banda, lanciate il vostro Firefox, ben configurato nelle precedenti lezioni (non vorrete mica usare Internet Explorer, vero?) e vi troverete davanti ad un desktop come questo:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/11/cc1.jpg" alt="Tor" /></p>
<p>Prima di proseguire, abbiate cura di controllare che sia possibile raggiungere Internet sia normalmente che attraverso la rete Tor, collegandovi all&#8217;oramai notissimo <a href="https://torcheck.xenobite.eu/">Torcheck</a> e cambiando stato utilizzando il pulsante di TorButton.<br />
Ponete un occhio ai messaggi di log che scorrono durante la navigazione e seguite l&#8217;apertura e la chiusura delle connessioni utilizzando la mappa zoomabile. Per vedere sulla mappa la rappresentazione di uno dei quattro circuiti che in ogni momento Tor tiene aperti per voi e che sono elencati sotto la mappa, vi basterà selezionarli con il mouse.</p>
<p>Allora ci siamo; attiviamo l&#8217;iperguida e diventiamo server. Nel pannello di controllo di Vidalia:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/11/cc2.jpg" alt="Tor2" /></p>
<p>Cliccate sull&#8217;icona Server e spuntate l&#8217;anonima casellina &#8220;Scambia traffico per la rete Tor&#8221; che vi si presenterà. Inserite un nickname per il vostro server ed un indirizzo di posta per contatti amministrativi (ambedue facoltativi). Non spuntate per adesso la casella &#8220;Copia la directory del server&#8221;; vedremo poi perché.<br />
Andate ora sulla linguetta &#8220;Limiti di banda&#8221;:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/11/cc3.jpg" alt="linguetta Limiti di banda" /></p>
<p>e selezionate il valore 256K. Non preoccupatevi per la vostra banda, è un valore di picco che non viene mai raggiunto. In ogni caso, se notaste prolungati rallentamenti potete diminuirlo, avendo cura di non scendere sottoi i 150K.</p>
<p>Infine, giusto per volare un po&#8217; più bassi, selezionate la linguetta &#8220;Policy delle uscite&#8221;</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/11/cc4.jpg" alt="exit policy" /></p>
<p>e togliete il segno di spunta da &#8220;altri servizi&#8221;. Anche su questo torneremo prossimamente.<br />
Un click sull&#8217;icona Salva ed abbiamo finito.</p>
<p>Contrariamente a quella del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Millennium_Falcon">Millennium Falcon</a>, se l&#8217;Impero non vi ha nel frattempo <strike>intercettato</strike> filtrato, la vostra iperguida sarà in piena attività, ed il vostro router Tor starà fornendo privacy a centinaia di navigatori.</p>
<p>Ora è il momento di leggersi religiosamente tutta l&#8217;ottima documentazione italiana presente sul sito e se necessario chiedere lumi ad amministratori navigati. Nella prossima puntata un po&#8217; di dettagli e di tuning.</p>
<p>Buon lavoro.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2116209">Punto Informatico</a> Anno XII n. 2879 di venerdì 16 novembre 2007</p>
<p>Licenza Creative Commons <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/12/03/tor-lezioni-di-server/">Tor: lezioni di server 5</a></p>
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		<title>Tor: lezione di teoria 4</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 05:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<h4>di Marco Calamari</h4>
<p><em>Un excursus sulle tecnologie di anonimizzazione. Dopo aver compreso cosa è Tor e come si usa, e con quali tutele e cautele, ora è il momento di vedere come contribuire al suo funzionamento</em><br />
<br />
Fino ad ora <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/tor-lezione-di-teoria/%22" alt="teoria di Tor">abbiamo considerato</a> l&#8217;uso di <a href="http://www.torproject.org/index.html.it" alt="sito ufficiale Tor">Tor</a> solo come applicazione (in gergo &#8220;client&#8221;), e descritto e risolto alcuni problemi elementari che possono compromettere l&#8217;alto livello di sicurezza e privacy ottenibile con il suo utilizzo.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/26/tor-lezione-di-teoria-4/">Tor: lezione di teoria 4</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>di Marco Calamari</h4>
<p><em>Un excursus sulle tecnologie di anonimizzazione. Dopo aver compreso cosa è Tor e come si usa, e con quali tutele e cautele, ora è il momento di vedere come contribuire al suo funzionamento</em><br />
<span id="more-4858"></span><br />
Fino ad ora <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/tor-lezione-di-teoria/%22" alt="teoria di Tor">abbiamo considerato</a> l&#8217;uso di <a href="http://www.torproject.org/index.html.it" alt="sito ufficiale Tor">Tor</a> solo come applicazione (in gergo &#8220;client&#8221;), e descritto e risolto alcuni problemi elementari che possono compromettere l&#8217;alto livello di sicurezza e privacy ottenibile con il suo utilizzo. La rete Tor non è simile alle reti paritetiche P2P in cui tutti nodi sono uguali. I client Tor per funzionare non si connettono tra di loro ma devono obbligatoriamente connettersi a dei server, o più propriamente a dei &#8220;<a href="http://www.torproject.org/docs/tor-doc-relay.html.it" alt="come funziona un relay Tor">router</a>&#8221; Tor.</p>
<p>I Router Tor non stanno lì fuori nella Rete perché ce li mettono i provider; il mestiere dei provider è fare business e l&#8217;anonimato, come anche la vicenda di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Radialpoint" alt="il contributo di Zero Knowledge a Tor">Zero Knowledge</a> ha dimostrato, non lo è. Non li ha nemmeno prescritti il medico e non sono nati sotto i cavoli. C&#8217;è qualcuno che ha deciso di metterceli e di fare anche la fatica di farceli restare.</p>
<p>Infatti, anche se tendiamo a dimenticarcelo, in Rete tutte le cose interessanti (ed anche quelle meno interessanti o decisamente brutte) ci sono perché qualcuno ce le ha messe, spesso volontariamente e senza essere pagato, anzi investendo il proprio tempo ed i propri soldi. Molti navigatori sembrano invece convinti di avere il diritto di prendere a man bassa senza mai dare niente, o che &#8220;dare&#8221; significhi inserire qualche post demenziale in un forum o creare un blog pieno di applet ed effetti speciali e presto abbandonarlo (non me ne vogliano i miei amici blogger che ne mantengono alcuni pieni dei migliori contenuti della Rete &#8211; sono purtroppo una minoranza).</p>
<p>I router Tor sono come certe bestiole simpatiche, semplicissimi da installare ma difficili da mantenere, e qualche rara volta possono anche mordervi, proprio come un cucciolo. Sono semplici da installare perché se state già usando Tor per navigare, avete già installato tutto il software necessario. È solo questione di fare un semplice cambiamento di configurazione, dopo aver controllato che il proprio PC sia sempre raggiungibile da Internet. Infatti potete &#8220;pubblicare&#8221; un router Tor solo se da Internet gli altri server possono raggiungervi. Il che vuol dire che non dovete trovarvi su una rete privata (in gergo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Network_address_translation" alt="cosa è il NAT">NATtata</a>&#8220;) e dovete avere una connessione permanente (ADSL) tariffata flat (altrimenti poveri voi!) e non filtrata.</p>
<p>Solo a titolo esemplificativo, risulta che la maggior parte degli utenti Telecom Italia possono essere raggiunti, mentre la maggior parte degli utenti Fastweb sono nattati e, trovandosi in una rete privata non possono essere raggiunti da Internet. &#8220;Your mileage may vary&#8221; quindi fatevi i vostri controlli.</p>
<p>Ma prima di parlare di questioni tecniche ci servono un pizzico di filosofia e di leggi.</p>
<p>Davvero volete realizzare qualcosa col vostro e regalarlo agli altri, a gente che non avete mai visto e che non vedrette mai? Perché è questo che farete; regalerete una parte della vostra ADSL e del vostro tempo ad altri sconosciuti, tra cui anche coloro che fino ad ora l&#8217;hanno regalata a voi. Benissimo, ma nel momento stesso in cui iniziate questo cammino, vi caricate anche di una responsabilità. Un router Tor che duri poche ore o pochi giorni, oppure che si blocchi in continuazione non solo non è di nessuna utilità, ma è addirittura dannoso. Se non avete le possibilità materiali o la costanza di non stancarvi è meglio non farne di niente.</p>
<p>E visto che un server Tor deve stare acceso in continuazione, ne avete la possibilità?<br />
O vi piace tanto fare quei videogame per cui è necessario fare reboot in continuazione? In questo caso potrebbe essere necessario dotarvi di un secondo pc, anche senza monitor e di modestissime prestazioni. Potete permettervi il (modesto) aumento della bolletta Enel dovuto al vostro pc sempre acceso giorno e notte? Puo&#8217; costarvi anche 50-100 euro in più all&#8217;anno. Ed avete pensato anche al rumore? Il vostro pc è in un luogo dove non arreca disturbo, nemmeno la notte?</p>
<p>In questo potrebbe venirvi in aiuto realizzare una PBox, Privacy Box. Trovate <a href="http://www.winstonsmith.info/pbox/index.html" alt="cos'è la privacy box">qui</a> la descrizione di alcuni prototipi e <a href="https://lists.firenze.linux.it/mailman/listinfo/p-box" alt="mailing list privacy box">qui</a> una mail list in cui chiedere lumi in caso di difficoltà.</p>
<p>Bene. Se tutti queste problemi sono per voi superabili c&#8217;è un&#8217;altra questione di cui occuparsi; la più importante di tutte, l&#8217;aspetto legale. Infatti per gestire un router, ed in particolare un nodo di uscita dalla rete Tor (il tipo più utile alla rete Tor stessa) ci si deve preoccupare anche di problemi di responsabilità legali, analoghi a quelli da affrontare prima di mettersi alla guida di un motorino.</p>
<p>Esattamente come per le Poste e la rete autostradale, anche la rete Tor puo&#8217; essere utilizzata da malintenzionati od anche da veri e propri criminali. Regalare libertà e privacy a tutti &#8220;costringe&#8221; anche a non poter escludere nessuno, nemmeno i cattivi. Applicazioni per la privacy come Tor, infatti, possono funzionare solo se rendono impossibile qualsiasi tentativo di controllo, localizzazione o censura, e non ammettono mezze misure. Non esiste una &#8220;privacy abbastanza buona&#8221;.<br />
O la privacy è totale o non esiste, proprio come una ragazza non puo&#8217; essere &#8220;abbastanza&#8221; incinta; o lo è o non lo è. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yoda" alt="Yoda su wikipedia">Yoda</a> sarebbe certamente d&#8217;accordo.</p>
<p>Chi fosse interessato a questo tipo di considerazioni può andarsi a leggere <a href="http://anon.inf.tu-dresden.de/index_en.html" alt="storia di jap">la vicenda reale di Jap</a>, un&#8217;applicazione per la privacy che finì per essere <a href="http://www.securityfocus.com/news/6779" alt="Jap e la polizia">controllata</a> (a fin di bene?) dalla polizia tedesca. Magari avrà fatto catturare dei criminali, ma di certo non ha offerto privacy &#8220;reale&#8221; ai suoi inconsapevoli utenti.</p>
<p>Mettere in rete un server Tor espone a responsabilità di tipo legale. Badate bene, responsabilità, non necessariamente conseguenze. Il fatto è che ovviamente se qualcuno usa il vostro router per accedere, ad esempio, a contenuti controversi, la connessione avrà il vostro IP, e se durante un&#8217;indagine si tentasse di ricostruire all&#8217;indietro una connessione passata attraverso il vostro ipotetico router vi potrebbero essere chieste spiegazioni. A maggior ragione se il vostro router fosse di &#8220;uscita&#8221;, tutte le connessioni fatte attraverso esso avrebbero come indirizzo quello della vostra ADSL.<br />
Quanto segue è la mia opinione personale, ma come forse alcuni dei miei 22 lettori ricorderanno, io faccio l&#8217;ingegnere e non l&#8217;avvocato, quindi prendete tutto con beneficio d&#8217;inventario. Nella legislazione italiana esistono a riguardo due leggi significative, la legge Gasparri, o <a href="http://www.uilbasilicata.it/testo_legge_gasparri.htm" alt="il testo della legge Gasparri">Testo Unico delle Comunicazioni</a> ed il cosiddetto <a href="http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l155_05.html" alt="il testo del decreto Pisanu">decreto Pisanu</a>.<br />
Nel loro complesso sanciscono due cose. L&#8217;obbligo di identificare gli utenti di un servizio pubblico di accesso alla Rete, e l&#8217;obbligo di conservare i log identificativi delle comunicazioni realizzate tramite il servizio stesso.</p>
<p>Secondo l&#8217;interpretazione letterale (e più comune) dei testi, l&#8217;obbligo di identificazione degli utenti sussiste solo per i fornitori diretti di accesso alla Rete, quali Internet provider commerciali oppure fornitori di accesso gratuito aperto al pubblico, come un bar od una palestra che regalino l&#8217;accesso wireless ai loro clienti.<br />
Chi gestisce un router Tor tuttavia non fornisce accesso a fini di lucro o pubblico, perché non ha utenti identificabili, e perché le connessioni provengono solo da altri client o router Tor e non sono distinguibili tra loro perché criptate ed anche affasciate (più connessioni separate che diventano una sola).</p>
<p>Inoltre i router Tor non hanno informazioni utili per il tracciamento, normalmente non salvano i log, ed anche se li si salvasse essi non contengono di per sè informazioni utili per il tracciamento di una particolare connessione. Quindi, sempre secondo l&#8217;opinione e l&#8217;esperienza di chi scrive, l&#8217;unica conseguenza che potrebbe accadere al gestore di un router Tor è quella di ricevere da parte di una Autorità giudiziaria (di solito la <a href="http://www.poliziadistato.it/pds/informatica/" alt="sito della PolPost">Polizia Postale e delle Comunicazioni</a>) la richiesta di fornire i dati di una certa connessione o tutti i log del server, che viene recapitata presso il domicilio del titolare dell&#8217;abbonamento ADSL da un messo oppure direttamente da personale coinvolto nelle indagini.</p>
<p>L&#8217;unica risposta possibile a richieste di questo tipo consiste nello spiegare che l&#8217;origine della connessione è un server Tor, che non è l&#8217;origine della connessione tracciata e che non è possibile risalire al suo originatore; eventualmente (se per maggiore sicurezza fossero stati conservati) potrebbe essere fornita la parte degli (inutili) log Tor richiesti.</p>
<p>Puo&#8217; essere utile, per rispondere &#8220;a priori&#8221; riducendo la possibilità di ricevere la richiesta, dotare i router Tor di una pagina web che spieghi l&#8217;impossibilità di fornire informazioni e ne motivi tecnicamente e legalmente le ragioni. A conoscenza di chi scrive, questo in Italia è avvenuto poche volte (probabilmente una sola) nei parecchi anni di funzionamento di una trentina di router italiani. Ovviamente <a href="https://lists.firenze.linux.it/mailman/listinfo/e-privacy" alt="la lista di discussione e-privacy">la lista del Progetto Winston Smith</a> (pubblica, ma per postare dovete iscrivervi) è disponibile per fornire consigli e delucidazioni.</p>
<p>È quindi opportuno che una attività di gestione di un router Tor, attività <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1447728" alt="convegno di varenna e Articolato Tanga">fino ad oggi</a> assolutamente legale in Italia, sia svolta solo da persone maggiorenni e tramite una connessione a loro intestata od intestata ad altra persona che sia assolutamente d&#8217;accordo. Questo per evitare di essere generosi sulla pelle degli altri.</p>
<p>Bene, spero che questa breve chiacchierata abbia chiarito le idee a molti e dato degli spunti di riflessione a parecchi. Per oggi quindi basta così e niente dettagli tecnici fino alla prossima rubrica. I frettolosi od i decisi possono comunque trovare molte informazioni sulla <a href="http://www.torproject.org/docs/tor-doc-relay.html.it" alt="documentazione per creare un relay Tor">pagina di installazione</a> del server sul <a href="http://www.torproject.org/index.html.it" alt="sito ufficiale Tor">sito Tor</a> gestito in collaborazione <a href="http://www.eff.org/" alt="il sito di Electronics Frontier Foundation">da EFF</a> e dal <a href="http://www.torproject.org/people.html.it" alt="sito dell'associazione The Tor Project">Progetto Tor</a></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2110219" title="articolo originale">Punto Informatico</a> n. 2874 di venerdì 9 novembre 2007</p>
<p>Licenza Creative Commons <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/26/tor-lezione-di-teoria-4/">Tor: lezione di teoria 4</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tor: lezioni di guida &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 05:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<category><![CDATA[privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong>di Marco Calamari</strong></p>
<p><em>La difesa dell&#8217;anonimato in rete e l&#8217;autotutela sono alla portata di tutti: terzo step nell&#8217;utilizzo di Tor, alla conquista di Privoxy. Pochi clic per un nuovo mondo</em><br />
Fino ad ora abbiamo considerato l&#8217;uso di <a href="http://www.torproject.org/index.html.it" target="_blank">Tor</a> come <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/05/tor-lezioni-di-guida/">applicazione isolata</a>, e <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/tor-lezione-di-teoria/">descritto e risolto</a> alcuni problemi elementari che possono compromettere il livello di privacy ed anonimato raggiungibile con il suo uso.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/19/tor-lezioni-di-guida-3/">Tor: lezioni di guida &#8211; 3</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Calamari</strong></p>
<p><em>La difesa dell&#8217;anonimato in rete e l&#8217;autotutela sono alla portata di tutti: terzo step nell&#8217;utilizzo di Tor, alla conquista di Privoxy. Pochi clic per un nuovo mondo</em><br />
Fino ad ora abbiamo considerato l&#8217;uso di <a href="http://www.torproject.org/index.html.it" target="_blank">Tor</a> come <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/05/tor-lezioni-di-guida/">applicazione isolata</a>, e <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/tor-lezione-di-teoria/">descritto e risolto</a> alcuni problemi elementari che possono compromettere il livello di privacy ed anonimato raggiungibile con il suo uso. Oggi affronteremo il problema da un punto di vista diverso: porremo al centro dell&#8217;attenzione non i software che girano all&#8217;interno del PC, ma piuttosto il flusso di informazioni che si muove tra il PC ed internet, indipendentemente dai programmi che lo generano.<br />
<span id="more-4727"></span><br />
Chi seguendo queste chiacchierate avesse installato Tor per la prima volta, si sarà probabilmente accorto che anche i siti di download più popolari di Tor come ad esempio <a href="http://www.torproject.org/download.html.it">quello</a> di <a href="http://www.eff.org/">EFF</a> propongono, accanto ai file di installazione di Tor, alcuni <a href="http://www.torproject.org/dist/vidalia-bundles/vidalia-bundle-0.1.2.17-0.0.14.exe">bundle</a>, che contengono oltre a Tor anche altri programmi, tra cui immancabilmente <a href="http://www.privoxy.org/">Privoxy</a>.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è Privoxy?</strong><br />
Questa è facile. Privoxy è un proxy filtrante.<br />
<em>E perché ne abbiamo bisogno? Tor non è già lui un proxy?</em><br />
Facciamo un passo indietro. Tra il nostro PC ed i server cui accediamo via Internet esiste un flusso di informazioni fatto di richieste e risposte alle richieste. Senza perdita di generalità possiamo continuare a pensare alla normale navigazione web fatta con un browser come Firefox. Usare Tor durante la navigazione &#8220;devia&#8221; questo flusso e lo costringe a fare delle tappe intermedie attraverso la rete dei router Tor prima di raggiungere la destinazione finale; questi passaggi intermedi rendono difficile correlare le richieste che raggiungono i server web e le relative risposte con l&#8217;utente che le ha generate.</p>
<p>Continuando ad utilizzare il modello a flusso di informazioni possiamo evidenziare due tipi di rischi per la privacy.</p>
<p>Il primo ed il più banale è quello di una parziale &#8220;deviazione&#8221; di questo flusso, normalmente incanalato nella rete Tor attraverso il nostro proxy Tor locale, che faccia uscire direttamente alcune informazioni su Internet, compromettendo così la privacy della navigazione. Questo esempio non è scelto a caso, perché è stato un problema delle prime release di Tor.<br />
In pratica, quando usiamo Tor diciamo al nostro browser &#8220;usa Tor come proxy socks&#8221; ovvero &#8220;fai passare tutto attraverso Tor&#8221;.<br />
Alcuni browser ed applicazioni Internet, certi più di altri, possono non onorare completamente questa richiesta.</p>
<p>La prima operazione che il browser deve compiere prima di stabilire la connessione che gli abbiamo richiesto è quella di prendere il nome del server contenuto nell&#8217;indirizzo della pagina richiesta e tradurlo nell&#8217;IP verso cui aprire la connessione. Per far questo deve aprire una diversa connessione verso un server particolare di cui già conosce l&#8217;indirizzo (il server DNS) al quale inviare il nome dell&#8217;host e riceverne il corrispondente IP. In alcuni casi questa nuova richiesta non veniva fatta passare da Tor e quindi diventava banale per un attaccante correlare l&#8217;IP di chi aveva appena richiesto l&#8217;indirizzo di un certo sito con il richiedente di una connessione anonima che arrivava immediatamente dopo allo stesso sito.<br />
In certi casi (tipicamente bachi del browser) queste richieste potevano passare all&#8217;esterno di Tor.</p>
<p>Il secondo, e ancor più grave problema, è quando nel flusso di informazioni passano dati che possono far identificare l&#8217;utente. Le connessioni fatte attraverso Tor sono normali sessioni HTTP od HTTPS. Il server a cui vengono effettuate le richieste, e nel caso che si usi l&#8217;HTTP non criptato anche il router Tor di uscita e chi è in grado di sniffare il traffico, possono intercettare e raccogliere tutto quello che viene trasmesso.<br />
Se l&#8217;utente accede a delle informazioni su un suo sito personale ma gestito da un provider, o per distrazione invia dati personali riempiendo un form, magari con il numero della sua carta di credito, il suo anonimato viene irrimediabilmente compromesso.</p>
<p>Il problema può essere risolto, od almeno grandemente mitigato, installando (in termini tecnici: concatenando) un secondo proxy a Tor, Privoxy appunto.<br />
In questo caso il browser non manda più i dati direttamente a Tor, ma li invia a Privoxy, che può esaminarli ed eventualmente modificarli prima di inviarli in Rete; può così ad esempio rimuovere il nome ed il cognome dell&#8217;utente che per qualsiasi motivo fossero finiti nel flusso dei dati. Analogamente può essere configurato per intercettare la pagina in arrivo da Tor e rimuovere tutti gli script Javascript, in modo che anche se il browser fosse impostato per eseguirli il problema sia risolto &#8220;alla radice&#8221;.</p>
<p>Se installate Tor con il bundle dal sito di EFF vi ritroverete con Privoxy già installato e configurato, ed avrete anche Torbutton ed un pannello informativo molto utile che si chiama <a href="http://vidalia-project.net/">Vidalia</a>, che permette di visualizzare, anche geograficamente, il routing di Tor attraverso la Rete.</p>
<p>Privoxy ha un dettagliatissimo pannello di controllo raggiungibile dall&#8217;indirizzo <a href="http://config.privoxy.org/">http://config.privoxy.org</a> (indirizzo che usando Privoxy non è su Internet ma sul vostro pc!)</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/11/cc_lezioni_di_guida_12.jpg" alt="pannello privoxy" /></p>
<p>da cui è possibile verificare lo stato del proxy, controllare il dettaglio delle azioni compiute su una certa pagina, configurare azioni predefinite o crearne di nuove, abilitare o disabilitare opzioni.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/11/cc_lezioni_di_guida_13.jpg" alt="documentazione e opzioni privoxy" /></p>
<p>ed infine accedere alla documentazione.</p>
<p>Un esercizio molto interessante che consiglio a tutti è di creare ed abilitare un filtro che sostituisca sistematicamente una parola nelle pagine in arrivo. Nel file di configurazione ce ne è uno predefinito (solo da abilitare).<br />
Possono essere eseguite anche altre azioni più sofisticate come rimuovere le immagini provenienti da siti di pubblicità basandosi sulla loro dimensione in pixel, oppure sostituire i gif animati con il loro primo fotogramma, per evitare quella pagine frenetiche piene di animazioni.</p>
<p>Infine vale la pena di ricordare che, dopo averlo installato, anche un proxy filtrante funziona comunque molto meglio se c&#8217;è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PEBKAC">qualcosa</a> collegato tra la tastiera e la sedia; niente può sostituire un po&#8217; di attenzione e di accortezza da parte dell&#8217;utente.</p>
<p>Oggi abbiamo individuato una soluzione efficace ed utilissima ad una parte degli errori e delle distrazioni che si possono commettere navigando anonimamente in Rete con Tor; la prossima volta parleremo dell&#8217;installazione di un server Tor.</p>
<p>&#8211;<br />
Pubblicato su <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2104131">Punto Informatico</a> Anno XII n. 2869 di mercoledì 31 ottobre 2007</p>
<p>Licenza Creative Commons <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/19/tor-lezioni-di-guida-3/">Tor: lezioni di guida &#8211; 3</a></p>
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		<title>Tor: lezione di teoria 2</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 05:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[<h4>Proseguono gli approfondimenti su Tor e le tecnologie di anonimizzazione, dalla teoria alla pratica. A parlarne è un esperto d&#8217;eccezione: Marco Calamari. Siamo al secondo round</h4>
<p>Roma &#8211; Qualche settimana fa la prima <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/05/tor-lezioni-di-guida/">lezione di guida</a> di Tor è stata accolta con interesse dai miei 23 lettori; il diluvio di fatti importanti accaduti in questi giorni pero&#8217; aveva richiesto che <em>Cassandra Crossing</em> si occupasse di altri temi.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/tor-lezione-di-teoria/">Tor: lezione di teoria 2</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Proseguono gli approfondimenti su Tor e le tecnologie di anonimizzazione, dalla teoria alla pratica. A parlarne è un esperto d&#8217;eccezione: Marco Calamari. Siamo al secondo round</h4>
<p>Roma &#8211; Qualche settimana fa la prima <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/05/tor-lezioni-di-guida/">lezione di guida</a> di Tor è stata accolta con interesse dai miei 23 lettori; il diluvio di fatti importanti accaduti in questi giorni pero&#8217; aveva richiesto che <em>Cassandra Crossing</em> si occupasse di altri temi. Ma ogni promessa è debito, quindi eccoci qui. Come ai tempi della scuola guida pero&#8217;, lezioni pratiche vanno alternate con lezioni teoriche, quindi oggi la &#8220;lezione&#8221; sarà meno divertente perché tocca alla teoria, anzi alla teoria di base. Niente crittografia od algoritmi però, ma solo una importantissima riflessione su quello che accade realmente nel PC quando navighiamo.<span id="more-4685"></span><br />
La normale navigazione con un browser (useremo nuovamente <a href="http://www.mozilla-europe.org/it/" target="_blank">Firefox</a> come esempio) è molto più complessa di quello che sembra.<br />
Un sacco di cose accadono &#8220;dietro le quinte&#8221; all&#8217;insaputa dell&#8217;utente che non si interessi specificamente all&#8217;aspetto informatico; un buon motivo per interessarsene almeno un po&#8217; è appunto la difesa della propria privacy. Chi naviga percepisce distintamente di avere &#8220;il controllo&#8221; della situazione, di essere l&#8217;attore del processo in corso, di essere colui che &#8220;fa succedere&#8221; le cose.</p>
<p>Orbene, non è esattamente cosi; anzi non è proprio così.<br />
Anzi non è affatto così.</p>
<p>Quando navigate, l&#8217;unico vostro ordine è quello di scegliere il prossimo link da visualizzare. A questo punto il browser apre un collegamento HTTP verso il server e richiede una certa pagina. Quello che viene trasmesso dal server al vostro browser sono una serie di informazioni che gli fanno compiere certe azioni.</p>
<p>Ai vecchi tempi della rete queste informazioni erano soltanto comandi HTML e file grafici. Il browser non sapeva fare altro che interpretare questi comandi, leggere le immagini e rappresentarli (il termine corretto è &#8220;renderizzare&#8221;) sul vostro schermo. Nessuna altra azione era possibile perché i vecchi browser (ricordate Mosaic?) sapevano fare solo questo.<br />
Oggi fortunatamente/purtroppo le cose sono molto cambiate. I browser sanno fare un sacco di cose in più, conoscono e possono eseguire &#8220;programmi&#8221; scritti in vari linguaggi (javascript, java e vbscript sono alcuni di essi) e possono quindi compere tutte le azioni eseguite da essi sul vostro computer; in termini tecnici possiedono interpreti o runtime interni per questi linguaggi.</p>
<p>Cosa significa questo? Che se la pagina che il server decide di mandarvi in risposta alla vostra richiesta contiene un programma (tecnicamente uno script od un applet) scritto in uno di questi linguaggi, esso verrà eseguito dal browser che compirà le azioni richieste dal programma stesso. Normalmente si tratta di azioni che hanno lo scopo di visualizzare una pagina web più &#8220;ricca&#8221; di contenuti, e di renderne alcuni attivi.</p>
<p>Gli interpreti ed i runtime dei browser normalmente hanno delle limitazioni su cio&#8217; che possono fare; ad esempio non possono passare un comando direttamente al sistema operativo, od accedere in maniera incontrollata al disco del PC. Ma gli interpreti hanno bachi che permettono di compiere anche azioni non previste, e le azioni previste possono spesso essere usate in maniera &#8220;creativamente dannosa&#8221;.</p>
<p>Ad esempio, un applet Java puo&#8217; aprire una connessione ad Internet, ma solo al dominio da cui l&#8217;applet stesso è stato scaricato. Questo permette ad un server maligno di ottenere l&#8217;IP di un utente Tor; il server maligno vede arrivare la connessione da un router Tor, gli invia un applet con un identificativo casuale che, una volta eseguito dal browser, apre una nuova connessione verso il server stesso e gli invia l&#8217;identificativo. La nuova connessione viene fatta al di fuori della rete Tor e quindi rivela l&#8217;IP del PC, e l&#8217;identificativo restituito permette di associare l&#8217;IP reale alla connessione <em>anonima</em>. Voilà.</p>
<p>In realtà questo attacco non è più possibile con una configurazione di Tor &#8220;moderna&#8221; ma se ne possono realizzare di simili, solo tecnicamente più sofisticati. Ecco perché, se si desiderano connessioni anonime, è necessario disabilitare tutti gli interpreti interni al browser (Java e Javascript) rinunciando quindi a vedere correttamente tutte le pagine che contengono script. È un prezzo da pagare.</p>
<p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. I browser moderni sono scritti con una architettura a plugin, che permette di installare applicazioni scritte da terze parti dentro il browser stesso. Queste applicazioni, senza aver bisogno di script inviati dal server, possono eseguire tutte le azioni che desiderano, limitate solo da quelle ammesse dal browser.</p>
<p>Esempi di plugin che probabilmente tutti possiedono nel proprio browser sono Flashplayer, Realplayer, Shockwave, Quicktime, Media Player. Tutti questi plugin possono contattare il server di origine od un altro server a piacere, molti di essi possono anche installare legalmente ulteriori applicazioni arbitrarie nel vostro browser.</p>
<p>Vi sembra impossibile? Allora dovreste provare a leggere gli accordi di licenza che approvate durante l&#8217;installazione o quando comprate il sistema operativo! Ma lasciamo perdere questo aspetto perché il discorso richiederebbe non un articolo ma una serie di articoli a parte. Facciamo solo un paio di esempi.</p>
<p>Il plugin, quando eseguito, si collega normalmente con un server dell&#8217;azienda che lo produce per verificare la presenza di aggiornamenti; in questa situazione puo&#8217; tranquillamente (e legalmente) trasmettere dati che annullano il vostro anonimato. Anche senza considerare questa funzione, il plugin usato ad esempio per visualizzare un filmato scaricato da un server puo&#8217; eseguire una richiesta di collegamento inserita nel filmato stesso, e siamo daccapo.</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali la navigazione con Tor deve dovrebbe essere eseguita con un browser diverso da quello normalmente usato, configurato &#8220;castrando&#8221; tutto cio&#8217; che puo&#8217; portare all&#8217;esecuzione di contenuti attivi scaricati dal server con cui ci colleghiamo.<br />
Quindi non solo disabilitare Java, Javascript e VBscript, ma anche cancellare tutti i plugin ed i player add-on, e lasciare solo il minimo necessario di estensioni, come ad esempio TorButton.</p>
<p>In Firefox ad esempio, lo potete fare nel menù Tools/Add-on:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/cc_lezioni_di_guida_11png.jpeg" alt="su Firefox" /></p>
<blockquote><p><em>in figura potete vedere sia la pagina da cui si scaricano gli add-on che la finestra da cui si gestiscono (e cancellano!)</em></p></blockquote>
<p>Far questo significa ovviamente rinunciare ad una parte delle pagine e dei siti che non funzionano senza queste opzioni; è, come dicevamo, un prezzo da pagare per poter mantenere la propria privacy e/o il proprio anonimato.</p>
<p>Ovviamente esistono soluzioni intermedie che portano a quantità di anonimato e sicurezza intermedie, ma anche questo sarebbe un discorso amplissimo, e ne parleremo un&#8217;altra volta.<br />
Esiste, per la gioia di chi vuol faticare poco, una soluzione ad una buona parte dei problemi suaccennati; si chiama Privoxy e moltissime installazioni di Tor per fortuna ve la installano automaticamente.<br />
Ma questa&#8230; questa è un&#8217;altra storia, per un&#8217;altra puntata. Se Frattini, Gentiloni e soci faranno il ponte e non avranno altre alzate di ingegno, potrebbe anche essere pubblicata la prossima settimana.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://punto-informatico.it/servizi/ps.asp?i=2099433">Punto Informatico</a> Anno XII n. 2866 di venerdì 26 ottobre 2007</p>
<p>Licenza Creative Commons <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/12/tor-lezione-di-teoria/">Tor: lezione di teoria 2</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tor: lezioni di guida 1</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 05:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[analisi traffico]]></category>
		<category><![CDATA[anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Tor]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>di Marco Calamari</strong></p>
<p><em>Dato che si chiacchiera tanto ma ci smanettano in pochi ecco una guida al miglior uso di Tor, piccoli accorgimenti per partire in scioltezza e chiudere le palpebre dei mille occhi che guardano ciò che non devono </em></p>
<p>Nella Rete di oggi, dove la privacy è quotidianamente massacrata, <a href="http://torproject.org/" alt="il sito ufficiale di del progetto Tor">Tor</a> è senz&#8217;altro l&#8217;applicazione per l&#8217;anonimato che può alleviare il problema nella misura maggiore e per il maggior numero di utenti.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/05/tor-lezioni-di-guida/">Tor: lezioni di guida 1</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Calamari</strong></p>
<p><em>Dato che si chiacchiera tanto ma ci smanettano in pochi ecco una guida al miglior uso di Tor, piccoli accorgimenti per partire in scioltezza e chiudere le palpebre dei mille occhi che guardano ciò che non devono </em></p>
<p>Nella Rete di oggi, dove la privacy è quotidianamente massacrata, <a href="http://torproject.org/" alt="il sito ufficiale di del progetto Tor">Tor</a> è senz&#8217;altro l&#8217;applicazione per l&#8217;anonimato che può alleviare il problema nella misura maggiore e per il maggior numero di utenti.<br />
Per questo motivo dedicherò alcune puntate di Cassandra Crossing all&#8217;illustrazione di accorgimenti pratici per il miglior uso di Tor; &#8220;lezioni di guida&#8221; con istruttore a fianco.<span id="more-4677"></span></p>
<p>Non parleremo dell&#8217;installazione di Tor; le <a href="https://www.torproject.org/download.html.it" title="pagina download di torproject.org">istruzioni sul sito</a>, oltretutto in italiano, sono molto chiare ed esaurienti; chi avesse su questo punto delle difficoltà è caldamente invitato ad iscriversi alla <a href="https://lists.firenze.linux.it/mailman/listinfo/e-privacy" alt="come iscriversi alla lista e-privacy">mail list e-privacy</a> e descrivere il problema; riceverà senz&#8217;altro una risposta.</p>
<p><strong>L&#8217;anello più debole della catena della privacy è senz&#8217;altro l&#8217;utente</strong><br />
Non importa il livello di abilità e di conoscenza posseduto; la privacy in Rete è una cosa che si ottiene grazie a molteplici attività di installazione, setup ed uso accurato; basta invece un unico click disattento per perderla, ed un momento di disattenzione capita a tutti.</p>
<p>È per questo motivo che consiglio a tutti un setup tanto semplice quanto utile per diminuire la possibilità di &#8220;disattenzioni&#8221;, e cioè quello di avere un browser separato da usare solo per la navigazione con Tor.<br />
Avendo Linux sul portatile, io uso Konqueror per la navigazione normale e Firefox con Torbutton per quella con Tor. L&#8217;installazione di Firefox è elementare, e quella di Torbutton si esegue tramite il menu Tools/Add-on ed eseguendo una ricerca; in ogni caso lo si puo&#8217; scaricare da <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/2275" alt="installa Torbutton">qui</a>; inseritelo anche come icona nella toolbar, ed attivatelo.</p>
<p>Ora collegatevi all&#8217; utilissimo sito <a href="http://torcheck.xenobite.eu/" alt="torcheck controlla che rete usi e che settaggi hai nel browser">Torcheck</a> meglio se in HTTPS. Se i settaggi di Tor sono perfetti dovrebbe apparirvi la schermata qui sotto, che vi comunica che che state usando la rete Tor:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/cc1.jpg" alt="schermata torcheck" /></p>
<p>È un passo essenziale ed importantissimo. Se non fosse così, correggete l&#8217;errore che avete senz&#8217;altro compiuto durante l&#8217;installazione di Tor. Non è questo pero&#8217; il tema di oggi, quindi proseguiamo.</p>
<p>Cliccando sul tasto &#8220;Start&#8221; in basso a sinistra la pagina si ricaricherà 4 volte; non interrompete il processo ed aspettate il suo completamento. Solo se la pagina non si ricaricasse da sola usate il tasto &#8220;Next&#8221; che avrà sostituito quello &#8220;Start&#8221; per farlo manualmente. La schermata si aggiornerà nel riquadro centrale fornendo informazioni su una serie di aspetti del funzionamento del browser che impattano la privacy quando non correttamente configurati.</p>
<p>Siccome siamo partiti da zero ci saranno sicuramente problemi di configurazione; nella prima parte della schermata alcune voci saranno evidenziate in rosa e nella seconda parte ci saranno dei riquadri in rosso che evidenziano i problemi gravi:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/cc2.jpg" alt="torcheck voci di errore" /></p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/cc3.jpg" alt="torcheck errori gravi" /></p>
<p>Nel caso illustrato, peraltro il più comune, ci sono tre problemi:<br />
- i cookie sono abilitati<br />
- javascript è abilitato<br />
- i referer sono abilitati</p>
<p>Andiamo con ordine, continuando a supporre di utilizzare Firefox; altri browser avranno tuttavia modalità simili di settaggio.</p>
<p>- I <strong>cookie</strong> sono piccoli file che possono essere letti e scritti da parte del sito a cui vi collegate, che può memorizzarvi informazioni. Il sito puo&#8217; usarli ad esempio per tenere traccia di quello che avete fatto in visite passate e riconoscervi da una sessione all&#8217;altra. Questo è male per la privacy, e quindi disabilitiamoli subito utilizzando il menu Edit/Preferences/Privacy:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/cc4.jpg" alt="cookie cattivi" /></p>
<p>- Il <strong>linguaggio Javascript</strong> incluso in tutti i browser permette di realizzare utili effetti, ed è molto usato. Potrebbe essere usato per ottenere informazioni sul vostro browser ed in certi casi addirittura l&#8217;IP. Male, molto molto male. A costo di rinunciare al completo funzionamento di alcuni siti disabilitiamolo subito usando il menu Edit/Preferences/Content:</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/cc5.jpg" alt="pericolo script" /></p>
<p>- I <strong>Referer</strong> sono un parametro non obbligatorio di tutte le transazioni HTTP; il vostro browser fornisce al sito l&#8217;indirizzo della pagina precedente che avete visitato. Anatema! Senza perdere nemmeno un istante disabilitiamolo.<br />
Scriviamo &#8220;about:config&#8221; sulla barra dell&#8217;indirizzo di Firefox, scriviamo &#8220;referer&#8221; nella barra Filter, clicchiamo col tasto destro sul campo &#8220;value&#8221; e selezioniamo dal menu contestuale &#8220;Modify&#8221;. Cambiamo il valore da 2 a 0.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/cc6.jpg" alt="eliminare il referer!" /></p>
<p>Voilà, adesso se rieseguiamo il test, tutti i riquadri rossi dovrebbero essere spariti.<br />
Ora potete dedicare una parte della vostra paranoia ad altri problemi più sofisticati.<br />
Per oggi basta così.</p>
<p>Marco Calamari</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://punto-informatico.it/servizi/ps.asp?i=2070093" alt="articolo originale su Punto Informatico">Punto Informatico</a> il 21 settembre 2007 sotto una licenza <strong>Creative Commons</strong> <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/11/05/tor-lezioni-di-guida/">Tor: lezioni di guida 1</a></p>
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