<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nazione Indiana &#187; Ariel Sharon</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/tag/ariel-sharon/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com</link>
	<description>versione beta 3.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 18:19:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Ipotesi per la tonnara di Gaza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 09:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[A gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Ariel Sharon]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto arabo-israeliano]]></category>
		<category><![CDATA[Ehud Barak]]></category>
		<category><![CDATA[Folke Bernadotte]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[guerra di opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[guerra elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Ilan Pappe]]></category>
		<category><![CDATA[ISM]]></category>
		<category><![CDATA[Lehi]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo galbiati]]></category>
		<category><![CDATA[Michel Chossudovsky]]></category>
		<category><![CDATA[Nakba]]></category>
		<category><![CDATA[operazione piombo fuso]]></category>
		<category><![CDATA[Operazione Vendetta Giustificata]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia etnica]]></category>
		<category><![CDATA[razzi Qassam]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Falk]]></category>
		<category><![CDATA[striscia di gaza]]></category>
		<category><![CDATA[UNRWA]]></category>
		<category><![CDATA[Uri Avnery]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>
		<category><![CDATA[Walid Khalidi]]></category>
		<category><![CDATA[Yitzhak Shamir]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13448</guid>
		<description><![CDATA[<p>di <a href="http://www.pistorius.splinder.com/" target="_blank"><strong>Lorenzo Galbiati</strong></a></p>
<p class="MsoNoSpacing">Il 17 settembre 1948, mentre era in corso la guerra arabo-israeliana, l’emissario dell’ONU <strong>Folke Bernadotte</strong> fu ucciso a Gerusalemme da alcuni terroristi israeliani.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Durante la II Guerra mondiale Bernadotte era stato molto attivo nella Croce Rossa svedese per salvare gli ebrei dai campi di concentramento nazisti e per questo motivo Israele lo aveva accettato come mediatore ONU: evidentemente, il governo sionista non si aspettava che si sarebbe prodigato per salvare i palestinesi dalla <em>pulizia etnica</em> israeliana.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/">Ipotesi per la tonnara di Gaza</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.pistorius.splinder.com/" target="_blank"><strong>Lorenzo Galbiati</strong></a></p>
<p class="MsoNoSpacing">Il 17 settembre 1948, mentre era in corso la guerra arabo-israeliana, l’emissario dell’ONU <strong>Folke Bernadotte</strong> fu ucciso a Gerusalemme da alcuni terroristi israeliani.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Durante la II Guerra mondiale Bernadotte era stato molto attivo nella Croce Rossa svedese per salvare gli ebrei dai campi di concentramento nazisti e per questo motivo Israele lo aveva accettato come mediatore ONU: evidentemente, il governo sionista non si aspettava che si sarebbe prodigato per salvare i palestinesi dalla <em>pulizia etnica</em> israeliana. Bernadotte arrivò in Palestina il 20 maggio 1948 e in breve tempo riuscì a ottenere una tregua nella guerra arabo-israeliana e a porre le fondamenta per l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’assistenza ai rifugiati palestinesi, l’UNRWA. Nell’indifferenza generale degli osservatori ONU, Folke Bernadotte non rimase a guardare con le mani in mano la popolazione civile palestinese minacciata e terrorizzata dai bombardamenti, espulsa dalle proprie case, dai propri villaggi, molti dei quali poi rasi al suolo, e propose alle Nazioni Unite di ridividere la Palestina in due, e di dare il diritto di ritorno ai profughi palestinesi. Fu dopo il suo assassinio che l’ONU, nel dicembre 1948, deliberò la risoluzione 194 sul ritorno incondizionato di tutti i profughi espulsi da Israele &#8211; risoluzione che è stata sistematicamente disattesa dallo stato ebraico dal 1948 a tutt’oggi.<span id="more-13448"></span></p>
<p class="MsoNoSpacing">Gli uccisori di Bernadotte erano terroristi dei <strong>Combattenti per la Libertà d’Israele</strong> (Lehi), una formazione paramilitare sionista che si distinse per la sua ricerca di una guerra totale all’impero britannico, tanto che già nel 1941 tentò di allearsi formalmente con la Germania nazista al fine di liberare la terra di Israele dal nemico inglese &#8211; i nazisti non risposero alle loro richieste.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Israele condannò alcuni dei capi del Lehi e gli attentatori, ma l’amnistia del 1949 li rese subito liberi. Alla cospirazione per uccidere Bernadotte prese parte anche <strong>Yitzhak Shamir</strong>, uno dei capi del Lehi, che più tardi ammise di non averla ostacolata. Shamir sarebbe diventato poi Primo ministro israeliano.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Sessant’anni dopo questi fatti, il 14 dicembre 2008 l’inviato speciale dell’ONU nei territori palestinesi <strong>Richard Falk</strong> è stato arrestato al momento del suo arrivo all’aeroporto di Tel Aviv, incarcerato senza accuse e poi espulso dallo stato ebraico per volontà del Primo ministro <strong>Olmert</strong>. In un articolo per il «Guardian», Falk ha scritto che: “Israele avrebbe potuto o rifiutarsi di accettare i visti o comunicare alle Nazioni Unite che non mi avrebbero permesso di entrare, ma non è stata presa nessuna delle due misure. Sembra che Israele abbia voluto impartire a me, e in modo assai più significativo alle Nazioni Unite, una lezione: non vi sarà nessuna collaborazione con coloro che esprimono forti critiche sulla politica di occupazione israeliana. Dopo che mi è stato negato l’ingresso, sono stato tenuto in custodia cautelare insieme a circa altre 20 persone con problemi d’ingresso. Da questo momento, sono stato trattato non come un rappresentante delle Nazioni Unite, ma come una sorta di minaccia per la sicurezza, sottoposto ad una perquisizione corporale minuziosa e alla più puntigliosa ispezione dei bagagli che abbia mai visto.<br />
Sono stato separato dai miei due colleghi delle Nazioni Unite, a cui è stato permesso di entrare in Israele, e condotto nell’edificio di detenzione dell’aeroporto, distante circa un miglio. Mi è stato chiesto di mettere tutti i miei bagagli, insieme al cellulare, in una stanza e sono stato portato in un piccolo locale chiuso a chiave che puzzava di urina e di sudiciume. Conteneva altri cinque detenuti e costituiva uno sgradito invito alla claustrofobia. Ho passato le successive 15 ore rinchiuso in questo modo, il che è equivalso ad un corso intensivo sulle miserie della vita carceraria, inclusi lenzuola sporche, cibo immangiabile e luci che passavano dal bagliore all’oscurità, controllate dall’ufficio di guardia.”<span> </span>
</p>
<p class="MsoNoSpacing">Richard Falk è un professore di diritto internazionale della Princeton University che nell’estate del 2008 ha accusato Israele di violare la legge internazionale, le leggi umanitarie internazionali e la convenzione di Ginevra; ha descritto le politiche di Israele contro i palestinesi e l&#8217;assedio di Gaza come &#8221; crimini di guerra&#8221;, &#8220;tendenze genocide&#8221;, &#8220;risvolti da Olocausto&#8221; e &#8221; Olocausto in corso&#8221;; ha esortato il Tribunale Criminale Internazionale ad indagare sulla possibilità di incriminare i leader israeliani per crimini di guerra. Falk è insomma una persona non gradita a Israele in quanto “ebreo antisemita”, ossia “ebreo che odia se stesso” – queste le accuse rivoltegli da vari ambienti sionisti, come ha spiegato lo stesso Falk in un’intervista recente.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Quello che ha denunciato Falk all’ONU, sessant’anni dopo Bernadotte, è il continuo del crimine della pulizia etnica del popolo palestinese compiuta dallo stato ebraico, crimine che comprende eccidi cronici come la carneficina appena compiuta a Gaza. Non si possono capire le ragioni profonde che guidano una siffatta politica criminale se non si comprende approfonditamente l’ideologia sionista, che costituisce il movente della nascita di Israele e del suo operato dal 1948 a oggi.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Per esempio, perché Israele dichiarando la “tregua unilaterale” ha affermato – esattamente come fece nel 2006 dopo la guerra di invasione al Libano &#8211; di aver raggiunto gran parte dei suoi obiettivi?</p>
<p class="MsoNoSpacing">C’è da chiedersi innanzi tutto quali fossero questi obiettivi.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Di certo tra essi non c’era la fine del lancio di <strong>razzi Qassam</strong>. Del resto, la guerra anzi il massacro compiuto da Israele a Gaza non è iniziato come risposta al lancio dei Qassam. È stato infatti inequivocabilmente dimostrato che Israele ha rotto per primo la tregua con <strong>Hamas </strong>a novembre, con le incursioni militari via terra e via mare nella <strong>Striscia di Gaza</strong> che hanno provocato l’uccisione di sei miliziani di Hamas (49 palestinesi in totale, tra Gaza e Cisgiordania) e il sequestro di 15 pescatori palestinesi e tre volontari dell’<strong>ISM</strong>, tra cui l’italiano <strong>Vittorio Arrigoni</strong>, rapito in acque palestinesi da un’operazione israeliana di pirateria internazionale, condotto in Israele, incarcerato in condizioni al limite della tortura e poi espulso.</p>
<p class="MsoNoSpacing">L’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza, per ammissione del ministro della Difesa israeliano <strong>Barak </strong>alla conferenza stampa di sabato notte, è stata premeditata e giustificata come “<strong>guerra di opportunità</strong>”. Una chiara <strong><em>guerra elettorale</em></strong>, quindi. Lo aveva già dichiarato il pacifista israeliano <strong>Uri Avnery</strong> in un suo ficcante articolo del 3 gennaio, in cui tra l’altro scriveva: “qualche tempo fa ho scritto che la chiusura di Gaza è stato un esperimento scientifico progettato per capire in quanto tempo si può far morire di fame una popolazione giocando con la sua vita in un girone dantesco prima di farla collassare. Questo esperimento è stato condotto con il generoso aiuto di Europa e Stati Uniti. Fino ad ora, non ha avuto successo. Hamās è diventata più forte e la gittata dei Qassam è diventato più lunga. L&#8217;attuale guerra è la continuazione di questo esperimento con altri mezzi.”</p>
<p class="MsoNoSpacing">Uri Avnery denuncia cioè le stesse cose che riportava all’ONU Richard Falk, senza fare riferimenti al genocidio della Shoah. Cambiano le parole, ma la sostanza è la stessa: crimini contro l’umanità. Avnery fornisce anche un elenco delle tante guerre elettorali sostenute da Israele, facendo capire come il consenso degli israeliani lo si conquista colpendo e umiliando il popolo palestinese: in questo senso, Barak e Livni non vogliono essere da meno di Netanyahu.</p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong>Possibile che vi sia la volontà di uccidere e distruggere a prescindere dall’obiettivo della sicurezza nazionale?</strong></p>
<p class="MsoNoSpacing">Possibile.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Infatti, il lancio di razzi è stato interrotto dall’aggressione sionista? No, è aumentato e ha provocato subito 4 morti tra i civili israeliani. La minaccia del terrorismo è più lontana ora che milletrecento persone sono state uccise? No, è più vicina. Il consenso ad Hamas si è indebolito? Al contrario, si è rafforzato sia tra la popolazione civile palestinese sia all’estero e, se si fosse indebolito, lascerebbe ora spazio a movimenti terroristici integralisti. Se Israele avesse come primo obiettivo la propria sicurezza, non avrebbe provocato una emergenza umanitaria a Gaza chiudendo i valichi, non avrebbe infranto la tregua con incursioni, uccisioni e rapimenti per provocare la prevedibilissima reazione di Hamas e avere così il pretesto per compiere la carneficina da poco – forse – conclusasi nella Striscia di Gaza.</p>
<p class="MsoNoSpacing">È possibile quindi<span> </span>che l’aggressione e la distruzione della Striscia di Gaza siano state pianificate da anni, per esempio dal governo Sharon, quello che ha posto fine all’occupazione costringendo al ritorno i coloni. E’ quanto sostiene <strong>Michel Chossudovsky</strong> in un articolo in cui scrive che: &#8220;Fonti dell&#8217;establishment della difesa hanno dichiarato che il ministro della difesa Ehud Barak ha ordinato alle Forze Aeree Israeliane di prepararsi per l&#8217;operazione più di sei mesi fa, anche mentre Israele iniziava a negoziare un accordo per il cessate il fuoco con Hamas&#8221; […]. L&#8217;operazione &#8220;Piombo Fuso&#8221; è intesa, del tutto deliberatamente, a provocare vittime civili. Ciò con cui stiamo trattando è un &#8220;disastro umanitario pianificato&#8221; a Gaza in un&#8217;area urbana densamente popolata. L&#8217;obiettivo a più lungo termine di questo piano, come formulato dai funzionari politici israeliani, è l&#8217;espulsione dei palestinesi dalle terre palestinesi: &#8220;Terrorizzare la popolazione civile, garantendo la massima distruzione delle proprietà e delle risorse culturali&#8230; La vita quotidiana dei palestinesi deve essere resa insopportabile: dovrebbero essere bloccati in città e villaggi, impediti ad esercitare una normale vita economica, rimossi dai luoghi di lavoro, dalle scuole e dagli ospedali. Questo incoraggerà l&#8217;emigrazione ed indebolirà la resistenza a future espulsioni&#8221;. <span lang="EN-GB">(Ur Shlonsky, citato da Ghali Hassan, Gaza: <em>The World’s Largest Prison, Global Research</em>, 2005). </span>L&#8217;operazione &#8220;Piombo Fuso&#8221; fa parte della più ampia operazione militare e di intelligence iniziata nel 2001 al principio del governo di Ariel Sharon. È stato sotto l&#8217;&#8221;<strong>Operazione Vendetta Giustificata</strong>&#8221; di <strong>Sharon</strong> che sono stati inizialmente utilizzati quegli aerei da caccia F-16 per bombardare le città palestinesi. L&#8217;&#8221;Operazione Vendetta Giustificata&#8221; è stata presentata nel luglio del 2001 al governo israeliano di Ariel Sharon dal capo di stato maggiore dell&#8217;IDF Shaul Mofaz, sotto il titolo &#8220;La distruzione dell&#8217;Autorità Palestinese ed il disarmo di tutte le forze armate&#8221;.</p>
<p class="MsoNoSpacing">&#8220;Lo scorso giugno [2001] è stato redatto un piano di contingenza, dal nome in codice di Operazione Vendetta Giustificata per rioccupare tutta la Cisgiordania e forse la Striscia di Gaza al costo probabile di &#8220;centinaia&#8221; di vittime israeliane&#8221; («Washington Times», 19 marzo 2002).”</p>
<p class="MsoNoSpacing">Secondo altri analisti, Gaza potrebbe essere annessa dall’Egitto e la Cisgiordania dalla Giordania, o diventare uno stato <em>bantustan </em>sotto il controllo israeliano.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Come andrà a finire?</p>
<p class="MsoNoSpacing">Staremo a vedere.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Personalmente, non credo possibili i suddetti esiti, almeno in tempi brevi, né tanto meno ritengo possibile uno stato palestinese in Cisgiordania, viste le numerosissime enclave israeliane presenti e il rifiuto israeliano di cedere Gerusalemme est ai palestinesi – senza contare il problema del ritorno dei profughi.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Allo stato attuale, cioè, non vedo nessuna possibile soluzione a breve termine alla fine dell’oppressione del popolo palestinese; <strong>forse, la soluzione di uno stato binazionale, laico e democratico, per quanto a tutt’oggi inverosimile, è la più praticabile “sul campo”</strong> oltre a essere, per certi versi, la soluzione ideale per una riconciliazione tra ebrei e palestinesi.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Peraltro, non vedo nemmeno all’opera un piano israeliano lungimirante volto a eliminare ogni possibilità di dare uno stato ai palestinesi, credo anzi che l’agire sionista poggi su basi irrazionali, che non rendono possibile il raggiungimento di obiettivi a lungo termine. È l’effetto della <em>follia morale</em> che pervade la classe dirigente israeliana; ne parla Uri Avnery in un articolo pubblicato su Il Manifesto il 13 gennaio a proposito del massacro di Gaza, in cui si legge: “Nell&#8217;atto della morte, ogni bambino si trasformava in un terrorista di Hamas. Ogni moschea bombardata diventava istantaneamente una base di Hamas, ogni palazzina un deposito di armi, ogni scuola una postazione terroristica, ogni edificio dell&#8217;amministrazione pubblica un «simbolo del potere di Hamas». Così l&#8217;esercito israeliano manteneva la sua purezza di «esercito più morale del mondo». La verità è che le atrocità sono un risultato diretto del piano di guerra. Questo riflette la personalità di Ehud Barak &#8211; un uomo il cui modo di pensare e le cui azioni sono una chiara esemplificazione di quella che viene chiamata «follia morale», un disturbo sociopatico. […] Chi dà l&#8217;ordine di una simile guerra, con tali metodi, in un&#8217;area densamente popolata, sa che causerà il massacro di civili. A quanto pare, ciò non lo ha toccato. O forse credeva che loro avrebbero «cambiato modo» e la guerra avrebbe «marchiato a fuoco la loro coscienza», per cui in futuro non oseranno resistere a Israele. […] Le persone affette da follia morale non riescono a capire le motivazioni delle persone normali, e devono indovinare le loro reazioni. «Quante divisioni ha il papa?» se la rideva Stalin. «Quante divisioni hanno le persone con una coscienza?» potrebbe chiedersi oggi Ehud Barak. Ma, come stiamo vedendo, ne hanno qualcuna. Non tante. Non molto veloci a reagire. Non molto forti e organizzate. Ma a un certo momento, quando le atrocità dilagano e masse di persone si uniscono per protestare, questo può decidere di una guerra. […] Nella coscienza del mondo, resterà impressa a fuoco l&#8217;immagine di Israele come un mostro lordo di sangue, pronto in qualunque momento a commettere crimini di guerra e non intenzionato a rispettare alcun freno morale. Questo avrà gravi conseguenze a lungo termine per il nostro futuro, per la nostra posizione nel mondo, per la nostra chance di raggiungere la pace e la tranquillità. In fondo, questa guerra è anche un crimine contro noi stessi, un crimine contro lo stato di Israele.”</p>
<p class="MsoNoSpacing">“Follia morale”, un disturbo sociopatico. Avnery lo attribuisce solo a Barak, non ha il coraggio di dire che è presente in molti governanti sionisti e in larghi strati della società civile, altrimenti non si spiegherebbe l’appoggio di gran parte dei cittadini israeliani all’operazione “Piombo fuso”, benché occorra considerare anche il condizionamento della censura governativa e della propaganda mediatica sulla formazione delle opinioni del popolo israeliano.<span> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing">Che cosa sta alla base di questo fenomeno che Avnery chiama follia morale? O, in altre parole,<strong> perché Israele fa quello che fa</strong>, con il consenso della maggior parte della sua cittadinanza, di molte comunità ebraiche delle diaspora e, in generale, dell’Occidente?</p>
<p class="MsoNoSpacing">Credo che la radice di questa diffusa distorsione del senso morale sia da ricercarsi nel meccanismo psicologico della <em>negazione</em> del crimine della pulizia etnica, crimine senza il quale probabilmente<span> </span>Israele non sarebbe nato come stato ebraico, visto che la popolazione palestinese residente<span> </span>all’interno dei suoi confini era, alla fine del 1947, il 45% del totale &#8211; per poi ridursi a meno del 20% alla fine del 1948, a pulizia etnica completata. Per lo più, l’opinione pubblica israeliana nega, rimuove il fatto che Israele è stato creato<span> </span>distruggendo interi quartieri di città e villaggi palestinesi, per poi edificare abitazioni per soli ebrei e parchi nazionali sulle rovine della civiltà palestinese. Circa ottocentomila persone, gran parte di un popolo inerme è stata sradicata dalla terra in cui viveva da secoli, la sua cultura distrutta o ghettizzata. È quella che i palestinesi chiamano la Nakba, la “Catastrofe”, termine che solo da pochi anni sta diventando, confusamente, patrimonio linguistico dell’Occidente perché la politica e la storiografia hanno commesso, e per lo più stanno ancora commettendo, un crimine contro la storia e la cultura, il suo memoricidio.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Chi sa, per esempio, che le città di Ashkelon e di Sderot, le più colpite dai razzi Qassam, sono state costruite rispettivamente sulle rovine dei villaggi di Al-Jura e Najd, distrutti nel 1947-49 per mano dei sionisti, come documenta lo storico palestinese Walid Khalidi nel suo libro <em>All that remains</em>?</p>
<p class="MsoNoSpacing">Scrive Ilan Pappe che conoscere “il “trattamento” riservato ai palestinesi in quegli anni è collegato con l’emergere di questioni spiacevoli rispetto alla legittimazione del progetto sionista nel suo complesso. Per gli israeliani è quindi fondamentale sostenere e rafforzare il meccanismo della negazione, non solo per far fallire le rivendicazioni palestinesi nel processo di pace, ma &#8211; molto più importante &#8211; per ostacolare ogni discussione significativa sulla natura e sui fondamenti morali del sionismo. Per gli israeliani, riconoscere i palestinesi come vittime delle azioni di Israele è fonte di profondo turbamento, almeno per due motivi. Sia perché dovrebbero fare i conti con l’ingiustizia storica che metterebbe Israele sotto accusa per la pulizia etnica della Palestina del 1948 e in dubbio gli stessi miti fondanti dello Stato di Israele, sia perché […] scatenerebbe anche ripercussioni morali ed esistenziali sulla psiche degli ebrei israeliani: dovrebbero riconoscere di essere divenuti l’immagine speculare dei loro incubi peggiori.”</p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong>In ultima analisi, alla domanda sul perché del crimine contro l’umanità commesso da Israele nella Striscia di Gaza si può rispondere almeno in due modi</strong>, a seconda di quanto si voglia scavare nel presente e nel passato della storia israeliana per trovare le risposte. Le cause prossime del crimine risiedono senz’altro nella ricerca del consenso elettorale da parte dei governanti israeliani. Ma questa causa non spiega la “follia morale” con cui la leadership israeliana ha compiuto questo crimine. Per poter rendere conto di un tale complesso di superiorità morale credo occorra considerarlo come l’effetto di un ossessivo rafforzamento del meccanismo di negazione sul peccato originale che ha contraddistinto la nascita dello stato ebraico, ossia la pulizia etnica del popolo palestinese.<span> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing">
<p class="MsoNoSpacing">
<p class="MsoNoSpacing"><strong>Fonti:</strong></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span lang="EN-GB"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong><span lang="EN-GB">Su Richard Falk:</span></strong></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span lang="EN-GB">1) <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5479&amp;mode=&amp;order=0&amp;thold=0 " target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5479&amp;mode=&amp;order=0&amp;thold=0 </a></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span lang="EN-GB">2) <a href="http://pensatoio.ilcannocchiale.it/post/2132534.html " target="_blank">http://pensatoio.ilcannocchiale.it/post/2132534.html </a></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span lang="EN-GB">3) <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5391" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5391</a></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span lang="EN-GB"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong>Sugli obiettivi raggiunti da Israele e su chi ha violato la tregua:</strong></p>
<p class="MsoNoSpacing">1) <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/13786/La+reputazione+%26egrave%3B+tutto" target="_blank">http://it.peacereporter.net/articolo/13786/La+reputazione+%26egrave%3B+tutto</a></p>
<p class="MsoNoSpacing">2)<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5455" target="_blank"> http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5455</a></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong>L&#8217;articolo di Michel Chossudovsky:</strong></p>
<p class="MsoNoSpacing"><a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5436" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5436</a></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong>Su Ashkelon e Sderot:</strong></p>
<p class="MsoNoSpacing"><a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5423" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5423</a></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong>Gli articoli di Avnery:</strong></p>
<p class="MsoNoSpacing"><a href="http://www.peacelink.it/palestina/a/28335.html" target="_blank">http://www.peacelink.it/palestina/a/28335.html</a></p>
<p class="MsoNoSpacing"><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090113/pagina/05/pezzo/239282/" target="_blank">http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090113/pagina/05/pezzo/239282/</a></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><strong>Lo scritto di Ilan Pappé:</strong></p>
<p class="MsoNoSpacing">Da Ilan Pappé, <em>La pulizia etnica della Palestina</em>, Fazi editore, pag. 292.</p>
<p class="MsoNoSpacing">
<p class="MsoNoSpacing">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12pt;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12pt;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12pt;">
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/">Ipotesi per la tonnara di Gaza</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/07/23/la-storia-degli-altri/' rel='bookmark' title='La storia degli altri'>La storia degli altri</a> <small>[Da sempre ritengo che il conflitto tra lo stato d'Israele...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/04/28/per-non-dimenticare-vik/' rel='bookmark' title='Per non dimenticare Vik'>Per non dimenticare Vik</a> <small> di Lorenzo Galbiati﻿ Vedo tutto dall’alto della platea, seduto...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/09/17/i-palestinesi-un-popolo-di-troppo-intervista-a-jeff-halper/' rel='bookmark' title='I Palestinesi, un popolo di troppo &#8211; Intervista a Jeff Halper (1)'>I Palestinesi, un popolo di troppo &#8211; Intervista a Jeff Halper (1)</a> <small> [Invito tutti coloro che s'interessano alla questione israelo-palestinese a...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/09/23/riflessioni-su-un-documentario-israelo-palestinese/' rel='bookmark' title='Riflessioni su un documentario israelo-palestinese'>Riflessioni su un documentario israelo-palestinese</a> <small>di Andrea Inglese Mi sono rivisto una parte del documentario...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/' rel='bookmark' title='Gaza, chi ha iniziato?'>Gaza, chi ha iniziato?</a> <small>[Ieri sul Corriere della Sera ho letto la risposta di...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>79</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impero della vergogna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/26/limpero-della-vergogna/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/26/limpero-della-vergogna/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 May 2008 11:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Ariel Sharon]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritto internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[fame nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[george w bush]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Ziegler]]></category>
		<category><![CDATA[Lula da Silva]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[rifeudalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vladimir V. Putin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=5976</guid>
		<description><![CDATA[<p>intervista con <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jean_Ziegler">Jean Ziegler</a></strong><br />
<a href='http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/jean_ziegler.jpg'></a><br />
[Il prossimo 6 giugno si terrà a Roma un vertice speciale della <a href="http://www.fao.org/">Fao</a>. per l'occasione Il Manifesto ha pubblicato il 23 maggio un'<a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/23-Maggio-2008/art35.html">intervista</a> a <strong>Jean Ziegler</strong>, esperto internazionale dell'ONU; a complemento di questa riporto quest'altra, rilasciata nel 2005 al giornalista Giuseppe Accardo durante la presentazione del suo ultimo libro “L'impero della vergogna” al canale televisivo francese TV5.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/26/limpero-della-vergogna/">L&#8217;impero della vergogna</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>intervista con <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jean_Ziegler">Jean Ziegler</a></strong><br />
<a href='http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/jean_ziegler.jpg'><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/jean_ziegler-150x150.jpg" alt="" title="JEAN ZIEGLER" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5977" /></a><br />
[Il prossimo 6 giugno si terrà a Roma un vertice speciale della <a href="http://www.fao.org/">Fao</a>. per l'occasione Il Manifesto ha pubblicato il 23 maggio un'<a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/23-Maggio-2008/art35.html">intervista</a> a <strong>Jean Ziegler</strong>, esperto internazionale dell'ONU; a complemento di questa riporto quest'altra, rilasciata nel 2005 al giornalista Giuseppe Accardo durante la presentazione del suo ultimo libro “L'impero della vergogna” al canale televisivo francese TV5. Mi sembra scavi molto di più nei problemi e sia comunque assai attuale, l'unico aggiornamento che richiede è quello di sostituire al nome di Sharon quello di Olmert, a.s.]</p>
<p>(Traduzione dal testo francese di Manuel Antonini)</p>
<p>D. <em>Il suo libro si intitola L&#8217;impero della vergogna. Qual è questo impero? Perché “della vergogna”? Qual è questa vergogna? </em></p>
<p>Nelle favelas del nord del Brasile, capita alle madri, la sera, di mettere dell&#8217;acqua nella pentola e di infilarci delle pietre. Ai loro figli che piangono per la fame, spiegano che “presto la cena sarà pronta&#8230;”, sperando che nel frattempo i ragazzi si addormentino.<br />
Provi a misurare la vergogna provata da una madre davanti ai suoi figli vittime della fame e che lei è incapace di nutrire.<br />
L&#8217;ordine omicida del mondo – che uccide attraverso la fame e l&#8217;epidemia 100.000 persone al giorno – non provoca solamente la vergogna tra le sue vittime, ma anche fra di noi, occidentali, bianchi, dominatori, che siamo i complici di questa ecatombe, coscienti, informati e, tuttavia, silenziosi, vigliacchi e paralizzati. <span id="more-5976"></span><br />
L&#8217;impero della vergogna? Ecco ciò che potrebbe essere questo impero generalizzato del sentimento di vergogna provocato dall&#8217;inumanità dell&#8217;ordine mondiale. Infatti, egli rappresenta l&#8217;impero delle multinazionali private, dirette dai cosmocrati [cosmocrates]. Le 500 più potenti tra queste l&#8217;anno scorso [2004 n.d.r.] hanno controllato il 52% del prodotto mondiale lordo, ossia di tutta la ricchezza prodotta sul pianeta. </p>
<p>D. <em>Nel libro lei parla di “violenza strutturale”. Che cosa significa? </em></p>
<p>Nell&#8217;impero della vergogna, governato da pochi ben organizzati, la guerra non è più episodica, è permanente. Non costituisce più una crisi, una patologia, bensì la normalità. Non equivale più all&#8217;eclisse della ragione, come <a href="http://www.ibs.it/code/9788806154370/horkheimer-max/eclissi-della-ragione.html">affermava</a> Horkheimer, ma è la ragione d&#8217;essere dell&#8217;impero.<br />
I signori della guerra economica hanno messo il pianeta in scacco. Attaccano i poteri normativi degli stati, contestano la sovranità popolare, sovvertono la democrazia, devastano la natura, distruggono gli uomini e le loro libertà. La liberalizzazione dell&#8217;economia, la mano invisibile del mercato sono la loro cosmogonia; la massimizzazione del profitto, la loro pratica.<br />
Chiamo violenza strutturale questa pratica e questa cosmogonia. </p>
<p>D. <em>Parla anche di una “agonia del diritto”. Che cosa intende dire con questa espressione?</em> </p>
<p>Ormai la guerra preventiva senza fine, l&#8217;aggressività permanente dei signori, l&#8217;arbitrio, la violenza strutturale regnano senza ostacoli. La maggior parte delle barriere del diritto internazionale affondano. L&#8217;Onu stessa è esangue. I cosmocrati sono al di sopra della legge.<br />
Il mio libro è il racconto del crollo del diritto internazionale, citando numerosi esempi tratti direttamente dalla mia esperienza di consulente speciale delle Nazioni Unite per il diritto all&#8217;alimentazione. </p>
<p>D. <em>Lei considera la fame come un&#8217;arma di distruzione di massa. Quale soluzione suggerisce? </em></p>
<p>Con il debito internazionale, la fame è l&#8217;arma di distruzione di massa che serve ai cosmocrati per stritolare – e per sfruttare – i popoli, specialmente nell&#8217;emisfero Sud del mondo. Un insieme complesso di misure, immediatamente realizzabile e che descrivo nel libro, potrebbe rapidamente mettere un termine alla fame. E&#8217; impossibile riassumerle in una frase.<br />
Una cosa, però, è certa: l&#8217;agricoltura mondiale, nello stato attuale della sua produttività, potrebbe soddisfare il bisogno di cibo in un numero doppio rispetto all&#8217;umanità presente oggi nel mondo. Non esiste alcuna fatalità: la fame è una questione che riguarda l&#8217;uomo. </p>
<p>D. <em>Certi paesi sono oppressi da un debito che lei definisce odioso. Che cosa intende dire con la formula “debito odioso” e quale può essere una soluzione?</em> </p>
<p>Il Ruanda è una piccola repubblica di 26.000 km², posta sulla cresta dell&#8217;Africa centrale, che separa le acqua del Nilo e del Congo e coltiva tè e caffé. Da aprile a giugno del 1994, un genocidio terribile, organizzato dal governo hutu alleato alla Francia di François Mitterand, ha provocato la morte di oltre 800.000 uomini, donne e bambini tutsi [e hutu moderati n.d.r.]. I machete che servirono per i massacri sono stati importati dalla Cina e dall&#8217;Egitto, e finanziati, fondamentalmente, dal <em>Crédit Lyonnais</em>. Oggi, i sopravvissuti, dei contadini poveri come Job, devono rimborsare le banche e i governi creditori perfino dei crediti che sono serviti per l&#8217;acquisto dei machete degli autori del genocidio.<br />
Ecco un esempio di debito odioso. La soluzione passa per l&#8217;annullamento immediato e senza compromessi o, per cominciare, da un esame del debito, come suggerito dall&#8217;Internazionale socialista o come ha fatto in brasile il presidente Lula, per rinegoziarlo in seguito voce per voce. In ogni voce ci sono infatti elementi delittuosi – corruzione, eccesso di fatturazione, etc. &#8211; che devono essere ridotti. Delle società internazionali di esame, come Price Waterhouse Cooper o Ernst &#038; Young, possono farsene carico, come fanno ogni anno con le verifiche dei conti delle multinazionali. </p>
<p>D. <em>Lei cita più volte il presidente Lula da Silva come un modello. Che cosa della sua azione le inspira questa considerazione? </em></p>
<p>Provo a volte dell&#8217;ammirazione e dell&#8217;inquietudine considerando gli obiettivi politici e l&#8217;azione del presidente Lula: dell&#8217;ammirazione perché è il primo presidente brasiliano ad aver riconosciuto che il suo paese conta 44 milioni di cittadini gravemente e permanentemente malnutriti e ad aver voluto mettere un termine a questa situazione inumana; dell&#8217;inquietudine, perché con un debito estero di 235 miliardi di dollari Lula non ha i mezzi per porre fine a questa situazione. </p>
<p>D. <em>Nel suo libro parla anche di una “rifeudalizzazione del mondo”. Cosa vuol dire?</em> </p>
<p>Il 4 agosto 1789, i deputati dell&#8217;Assemblea Nazionale francese hanno abolito il regime feudale. La loro azione ha avuto un&#8217;eco universale. Bene, oggi, noi assistiamo a un formidabile ritorno indietro. L&#8217;11 settembre 2001 non ha solamente fornito a George W. Bush l&#8217;occasione di estendere l&#8217;impero degli Usa sul mondo, ma l&#8217;evento ha anche giustificato la messa in scacco dei popoli dell&#8217;emisfero Sud per conto delle grandi società private transcontinentali. </p>
<p>D. <em>Nel testo fa molto spesso riferimento alla Rivoluzione francese e a certi suoi protagonisti (Danton, Babeuf, Marat&#8230;): in cosa crede questa possa avere ancora qualcosa da apportare, due secoli dopo e in un mondo molto differente? </em></p>
<p>Basta leggere i testi! Il “Manifeste des Enragés” di <a href="http://jccabanel.free.fr/th_jacques_roux.htm#_ftnref1">Jacques Roux</a> fissa l&#8217;orizzonte di qualsiasi lotta per la giustizia sociale planetaria. I valori fondatori della repubblica, o meglio, della civilizzazione tout court, risalgono all&#8217;epoca dei Lumi. Oggi l&#8217;impero della vergogna distrugge persino la speranza di concretizzare questi valori. </p>
<p>D. <em>Accusa anche la guerra globale contro il terrorismo di togliere le risorse necessarie ad altri combattimenti più importanti, come quello contro la fame. Lei pensa che il terrorismo sia una falsa minaccia, coltivata da qualche stato? Se sì, che cosa glielo fa credere? Pensa inoltre che questa minaccia non sia reale o meriti un trattamento differente? </em></p>
<p>Il terrorismo di stato di Bush, Putin, Sharon è altrettanto detestabile del terrorismo dei gruppi jihadisti o di altri pazzi sanguinari di questo tipo. Sono due facce di una stessa barbarie. E sono reali sia l&#8217;una che l&#8217;altra, poiché sia Bush che Ben Laden uccidono. Il problema è sradicare il terrorismo: non può avvenire che con uno sconvolgimento totale dell&#8217;impero della vergogna. Solo la giustizia sociale planetaria potrà tagliare ai jihadisti le loro radici e privare i lacchè dei cosmocrati dei pretesti fondanti le loro risposte. </p>
<p>D.<em> Nel 2002, lei è stato nominato consulente speciale dell&#8217;Onu per il diritto all&#8217;alimentazione. Quali riflessioni le ha ispirato questa missione? </em></p>
<p>Il mio mandato è appassionante: in totale indipendenza – responsabile davanti all&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu e alla Commissione dei diritti dell&#8217;uomo – devo rendere valido giuridicamente, attraverso il diritto statutario o consuetudinario, un nuovo diritto dell&#8217;uomo all&#8217;alimentazione. E&#8217; un lavoro di Sisifo! Avanza millimetro dopo millimetro. Il luogo centrale di questa lotta è la coscienza collettiva. Per molto tempo la morte degli esseri umani a causa della fame è stata tollerata in una sorta di normalità congelata. Oggi, è considerata intollerabile. L&#8217;opinione pubblica fa pressioni sui governi e sulle organizzazioni (WTO, FMI, Banca Mondiale etc.) affinché misure elementari siano prese per sconfiggere il nemico: riforme agrarie nel terzo mondo, prezzi adeguati pagati per i prodotti agricoli del Sud, razionalizzazione dell&#8217;aiuto umanitario in caso di improvvise catastrofi, chiusura della Borsa delle materie prime agricole di Chicago (che specula sui principali alimenti), lotta contro la privatizzazione dell&#8217;acqua etc. </p>
<p>D. <em>Nel suo libro appare come un difensore della causa altermondialista, come un portavoce di questo movimento. Come mai interviene raramente nelle manifestazioni “alter” e che il movimento non vi considera generalmente come un intellettuale altermondialista? </em></p>
<p>In che senso? Ho parlato davanti a 20.000 persone al &#8220;Gigantino&#8221; di Porto Alegre nel gennaio del 2003. Mi sento come un intellettuale organico della nuova società civile planetaria, dei suoi molteplici fronti di resistenza, di questa formidabile fraternità della notte. Ma resto fedele ai principi dell&#8217;analisi rivoluzionaria di classe, a Jacques Roux, Babeuf, Marat e Saint-Just. </p>
<p>D. <em>Sembra che lei attribuisca tutti i drammi del mondo alle multinazionali e ad una manciata di stati (Russia, Usa, Israele&#8230;): non è un po&#8217; riduttivo?</em>              </p>
<p>L&#8217;ordine del mondo attuale non è solamente omicida, è anche assurdo. Uccide, distrugge, massacra, ma senza altra necessità che la ricerca del massimo profitto per qualche cosmocrate ossessionato dal potere e da un&#8217;avidità illimitata.<br />
Bush, Sharon, Putin? Dei lacchè, degli ausiliari. Aggiungo un post-scriptum su Israele: Sharon non è Israele. E&#8217; la sua perversione. Michael Warshavski, Lea Tselem, i “Rabbini per i diritti dell&#8217;uomo” e tante altre organizzazioni di resistenza incarnano il vero Israele, il suo avvenire. Meritano tutta la nostra solidarietà. </p>
<p>D. <em>Crede che la morale abbia il suo posto nelle relazioni internazionali, che sono attualmente piuttosto dettate dagli interessi economici e geopolitici?</em> </p>
<p>Non c&#8217;è scelta. O si sceglie per lo sviluppo e l&#8217;organizzazione normativa o si sceglie per la mano invisibile del mercato, la violenza del più forte e l&#8217;arbitrio. Potere feudale e giustizia sociale sono radicalmente antinomici.<br />
“In avanti verso le nostre radici” esige il marxista tedesco Ernst Bloch. Se noi non restauriamo con tutta urgenza i valori dei Lumi, la repubblica, il diritto internazionale, la civilizzazione come noi li abbiamo costruiti negli ultimi 250 anni sono destinati a essere ricoperti, inghiottiti dalla giungla. </p>
<p>D. <em>Da quando i talebani sono hanno lasciato il governo dell&#8217;Afghanistan, il Medio Oriente sembra essere attraversato da un&#8217;ondata di democratizzazione più o meno spontanea (elezioni in Afghanistan, in Iraq, in Palestina, apertura delle presidenziali ad altri candidati in Egitto&#8230;). Come giudica tutto questo? Crede che la democrazia possa essere esportata in questi paesi? O ritiene piuttosto che siano condannati ad avere regimi dispotici? </em></p>
<p>Non si tratta di esportare la democrazia. Il desiderio di autonomia, di democrazia, di sovranità popolare è consustanziale all&#8217;essere umano, quale che sia la regione del mondo dove egli è nato. Il mio amico e grande sociologo siriano Bassam Tibi vuole vivere in una democrazia e ne ha diritto. Ora, da oltre trent&#8217;anni, vive in Germania , esiliato dalla dittatura terribile che imperversa nel suo paese.<br />
Elias Sambar, scrittore palestinese, un altro mio amico, ha diritto a una Palestina libera e democratica, non a una Palestina occupata, né ad una vita sotto la ferocia dei fondamentalisti islamici.<br />
Tibi, Sambar ed io vogliamo la stessa cosa e ne abbiamo diritto: la democrazia. Il problema: la guerra fredda, la strumentalizzazione dei regimi al potere da parte delle grandi potenze ed infine la vigliaccheria dei democratici occidentali, la loro mancanza di solidarietà attiva e reale, fanno in modo che i tiranni del Medio Oriente, dell&#8217;Arabia Saudita, dell&#8217;Egitto, della Siria, dei paesi del Golfo, dell&#8217;Iran hanno potuto durare fino ad oggi. </p>
<p>Fine intervista. Ecco a voi una eloquente mappa della fame nel mondo: vengono indicate le proporzioni delle persone sottonutrite (1998-2000)<br />
<a href='http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/famenelmondo.jpg'><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/famenelmondo.jpg" alt="" title="famenelmondo" width="500" height="340" class="aligncenter size-full wp-image-5978" /></a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/26/limpero-della-vergogna/">L&#8217;impero della vergogna</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/22/la-fine-della-dittatura-in-tunisia/' rel='bookmark' title='La fine della dittatura in Tunisia'>La fine della dittatura in Tunisia</a> <small>di Giacomo Sartori Il giorno in cui Zine El-Abidine Ben...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/10/battisti-le-vittime-lo-stato/' rel='bookmark' title='BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO'>BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO</a> <small>di Giacomo Sartori Ho conosciuto personalmente Cesare Battisti, intendo il...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2003/04/15/pensieri-neri1-la-guerra-sta-finendo/' rel='bookmark' title='Pensieri neri/1: La guerra sta finendo'>Pensieri neri/1: La guerra sta finendo</a> <small>di Antonio Moresco La guerra sta finendo. Ci dicono che...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2003/04/06/il-lato-oscuro-della-forza/' rel='bookmark' title='Il lato oscuro della forza'>Il lato oscuro della forza</a> <small>di Helena Janeczek Questa guerra palesa una cosa che non...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2003/03/23/un-calcio-alla-guerra/' rel='bookmark' title='Un calcio alla guerra'>Un calcio alla guerra</a> <small>di Tiziano Scarpa L’unico giornale che ho comprato ieri, all’indomani...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/26/limpero-della-vergogna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic page generated in 0.669 seconds. -->
<!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-13 04:32:41 -->
<!-- Compression = gzip -->
