<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nazione Indiana &#187; biblioteche</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/tag/biblioteche/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com</link>
	<description>versione beta 3.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 18:19:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>caro sindaco, parliamo di biblioteche</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[antonella agnoli]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[caro sindaco parliamo di biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[chiara valerio]]></category>
		<category><![CDATA[christian raimo]]></category>
		<category><![CDATA[il Manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[l'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[laterza]]></category>
		<category><![CDATA[le piazze del sapere]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41336</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/idea-store-2/" rel="attachment wp-att-41339"></a></p>
<p>(Di seguito due pezzi usciti rispettivamente a mia firma su <em>l&#8217;Unità</em> e a firma di Christian Raimo su <em>Il Manifesto</em> riguardo la questione biblioteche, diffusione della cultura ed enti locali. Lo spunto è stato il libro pubblicato nel dicembre scorso da Antonella Agnoli per Editrice Bibliografica)</p>
<p>di Chiara Valerio e Christian Raimo</p>
<p>#1 (Chiara Valerio)</p>
<p>“La biblioteca è un servizio di base, trasversale, che offre qualcosa a tutte le categorie di cittadini: vecchi e giovani, professionisti e disoccupati, casalinghe e immigrati.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/">caro sindaco, parliamo di biblioteche</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/idea-store-2/" rel="attachment wp-att-41339"><img class="aligncenter size-full wp-image-41339" title="idea store 2" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/idea-store-2.jpg" alt="" width="363" height="314" /></a></p>
<p><span style="color: #800000;">(Di seguito due pezzi usciti rispettivamente a mia firma su <em>l&#8217;Unità</em> e a firma di Christian Raimo su <em>Il Manifesto</em> riguardo la questione biblioteche, diffusione della cultura ed enti locali. Lo spunto è stato il libro pubblicato nel dicembre scorso da Antonella Agnoli per Editrice Bibliografica)</span></p>
<p>di Chiara Valerio e Christian Raimo</p>
<p>#1 (Chiara Valerio)</p>
<p>“La biblioteca è un servizio di base, trasversale, che offre qualcosa a tutte le categorie di cittadini: vecchi e giovani, professionisti e disoccupati, casalinghe e immigrati. Copre un arco di interessi vastissimo e quindi è un sostegno vitale anche per altre strutture culturali come i musei, i teatri, i cinema. Occorre promuovere il coordinamento e l’integrazione fra tutti questi servizi.” <strong><em>Caro sindaco, parliamo di biblioteche</em></strong> (Editrice Bibliografica, 2011) è un altro tassello che Antonella Agnoli, bibliotecaria et alia in un paese in cui (quasi) nessuno legge, sottrae al muraglione ideologico che sta intorno all’idea di cultura, di intellettuale e di privilegio culturale e che è il principale fortilizio che soffoca la mobilità tra le classi sociali nel nostro paese. Ed è quindi un altro tassello aggiunto al concetto di democrazia. Se ne <strong><em>Le piazze del sapere. <span id="more-41336"></span> Biblioteche e libertà</em></strong> (Laterza, 2009), Agnoli ha scritto che prima di fare cultura è necessario fare alfabetizzazione – e che entrare in una biblioteca in Italia significa, invece e troppo spesso, essere costretti a valutare la situazione sociale nella quale ci si trova, in base all’esperienza in altri ambienti pubblici e all’arredamento e che dunque “occorre pochissimo tempo a un potenziale lettore per capire, grazie a una quantità di indizi, quale sarà il suo posto all’interno dell’istituzione e valutare se rischia di rendersi ridicolo o di perdere la faccia” –, in questo pamphlet si rivolge direttamente alle amministrazioni locali per spiegare e dimostrare come, anche in tempo di crisi, sia possibile e pure necessario investire nelle biblioteche di pubblica lettura. Perché dire alle persone i libri che devono leggere è ideologia, lasciare che leggano e basta è democrazia. E quindi possibilità di evoluzione ancora prima che di rivoluzione. Le biblioteche di pubblica lettura, al contrario delle biblioteche di conservazione – che pure “sono state sempre un oggetto di valore collocato nelle nostra città come un vaso cinese in salotto, che potrebbe esserci oppure non esserci” – dal 1972 sono una responsabilità degli enti locali e spesso sono vissute come un “optional affidato alla buona volontà e alla lungimiranza della singola amministrazione” e non come la risorsa energetica che sono. “Nella crisi, la biblioteca è un’ancora di salvezza per i ceti più deboli, i giovani che non riescono a trovare un lavoro, i bambini che hanno bisogno di crescere in un ambiente stimolante e di fare esperienze culturali che in famiglia non potrebbero avere”. Tuttavia per essere davvero una risorsa energetica la cultura – continua Agnoli – ha bisogno di una società che pensa e che ama pensare. Tutto il lavoro saggistico, e tutto il lavoro che Antonella Agnoli ha fatto e fa sul territorio – la direzione della biblioteca di Spinea (Venezia), l’ideazione della Biblioteca San Giovanni di Pesaro, il capillare giro di presentazioni de <em>Le piazze del sapere </em>in ogni minimo comune, biblioteca, circolo di lettura, presidio del libro italiano, scuole – gira intorno al concetto che il libero accesso ai libri è condizione necessaria e sufficiente alla salute, al mantenimento e all’adattamento, in epoca di accelerazione e manipolazione dell’informazione, del concetto di democrazia e della democrazia in sé. “Non si riflette abbastanza sul paradosso di un pianeta dove l’informazione è (relativamente) alla portata di tutti mentre l’impoverimento culturale della vita collettiva è palese”. Antonella Agnoli, come tutti coloro che sono padroni di un’ortodossia, è una vera eretica, le sue proposte per le biblioteche di pubblica lettura in tempo di crisi spaziano dalla possibilità di usare i locali delle biblioteche – di conservazione e di pubblica lettura – per matrimoni, feste di compleanno, mercatini di libri usati, come location per pubblicità, tutte proposte che rappresentano la reale possibilità di aprire un luogo considerato storicamente per studiosi, studenti, curiosi e intellettuali, a tutti. La sopravvivenza di una biblioteca garantisce – e leggendo Agnoli si esclama “è vero!” – la possibilità, a chi non può consentirselo per ragioni economiche o di lingua, di accedere alla rete, alla modulistica per bollette, pensione, alla possibilità di compilare un curriculum vitae. “Come i sindaci di un secolo fa non avevano dubbi sulla necessità di realizzare le foglie e di portare l’acquedotto nei loro comuni, così oggi si deve guardare alle connessioni a banda larga come a un diritto basilare dei cittadini, un <em>bene comune</em> importante quanto l’acqua”. La biblioteca, è insomma un luogo di confronto, discussione, alfabetizzazione e cultura. “La perdita dell’abitudine a ritrovarsi e confrontarsi in piazza, al bar, dal parrucchiere è uno dei molti motivi che rendono la nostra democrazia un guscio vuoto”.</p>
<p><strong>Odio la parola vocazione, tuttavia mi pare che per lei la diffusione della cultura somigli abbastanza a una vocazione… sono stati la scuola, l’università, i libri, le persone?</strong></p>
<p>Se sono quello che sono lo devo alla politica, non certo alla scuola. Non so bene chi mi abbia insegnato a leggere e scrivere, ma sono sicura che dai 14 ai 18 anni l’unica cosa che mi interessava era andare a ballare. Se dicessi che la cultura è stata per me una vocazione fin dall’infanzia penso che finirei nell’ultimo girone dell’inferno dantesco: dopo la maturità sono andata a Roma e invece che fare l’università frequentavo giovani artisti e la cellula di Potere Operaio (prima che fosse messo fuori legge). L’università, ripresa più volte, non l’ho mai finita, c’era sempre qualche cosa di più importante da fare. Penso che negli anni Settanta  il PCI sia stato l’università di un’intera generazione.</p>
<div>
<p><strong>Perché ha deciso di lavorare su, con e per le biblioteche?</strong></p>
<p>La biblioteca l’ho scoperta quando me ne hanno data una da fondare: prima non ci ero mai entrata. Avevo fatto la campagna per il referendum sul divorzio, e poi quello sull’aborto e così avevo conosciuto il sindaco di Spinea, una città-dormitorio alla periferia di Venezia. Non sapevo nulla, ma a me piace fare cose nuove, organizzare luoghi e attività dove le persone possano stare insieme quindi ho iniziato dalla biblioteca per bambini, scommettendo che i genitori che accompagnavano i figli si sarebbero prima o poi accorti che era un posto piacevole anche per loro. Ho cercato di raggiungere le giovani coppie con figli, comprato i libri di Munari e sperato che funzionasse. Ha funzionato. Quando me ne sono andata, nel 2000, era passato in biblioteca il 50% di cittadini.</p>
</div>
<p><strong>#2</strong> (Christian Raimo)</p>
<p>Antonella Agnoli ha scritto un libretto semplice e bellissimo. S&#8217;intitola <em>Caro sindaco, parliamo di biblioteche</em>, l&#8217;ha pubblicato l&#8217;Editrice Bibliografica (in una collana d&#8217;introduzione alle biblioteche che comprende altri titoli utilissimi), costa dodici euro, è lungo un centinaio di cartelle non di più. È un libro-manifesto: puntuale nelle sue rivendicazioni come una <em>Lettera a una professoressa</em>, documentato e efficace contro l&#8217;ideologia dei social network come <em> Tu non sei un gadget </em>di Jaron Lanier, difensore di una prospettiva umanistica come <em>Non per profitto</em> di Martha Nussbaum. Leggendolo &#8211; ci si impiegano un paio d&#8217;ore &#8211; si imparano (o si fa mente locale su) diverse cose: che esistono due tipi di biblioteche pubbliche (quelle di conservazione tipo quelle della tradizione umanistica italiana; le <em> public libraries</em> tipiche di una tradizione protestante), che solo il 2% di italiani legge più di due libri al mese, che all&#8217;estero gli intellettuali non hanno il feticcio di costruirsi biblioteche domestiche e utilizzano quelle pubbliche, che a pensarci una biblioteca è un luogo di socializzazione e googlebooks no, che i volumi cartacei garantiscono meglio l&#8217;integrità e la permanenza di un testo rispetto ai loro corrispettivi digitali, che i supporti informatici cambiano nel tempo e diventano spesso non utilizzabili (leggere una cinquecentina oggi sarebbe possibile, provate a fare lo stesso con un floppy), che per trovare un testo che ci serve non abbiamo bisogno di un&#8217;infinità di possibilità ma di una selezione ragionevole, che  spesso un bibliotecario riesce a trovare quello che ci occorre meglio di un motore di ricerca, che i computer non possono essere un sostituto della scuola né di una biblioteca perché se accedo a più contenuti non è per niente detto che ne comprenda di più, che affinché arrivi la democrazia anche in Egitto o in Tunisia non bastano twitter o facebook ma serve scendere in piazza coi propri corpi e qualche volta morire, che Wikipedia non ce la fa già più a reggersi solo sul volontariato o sull&#8217;entusiasmo e che quindi tocca alle istituzioni mantenere nel tempo le grandi spinte collettive, che in Italia c&#8217;è un arretratezza culturale che sta diventando immobilismo (percentuali di lettori in diminuzione, tassi di laureati metà di quelli europei, grandi sperequazioni tra scuole rurali e scuole cittadine), che la cultura ha un bisogno vitale di infrastrutture intangibili tipo la capacità di dare valore a contesti di esperienze ricchi e complessi (e va letto o riletto il molto citato <em>Italia reloaded </em> di Coliandro e Sacco), che le biblioteche possono funzionare come luoghi sociali deputati all&#8217;incontro con l&#8217;Altro (questo capita per esempio alle donne musulmane a Whitechapel che utilizzano gli Idea Store per uscire di casa e emanciparsi frequentando un corso d&#8217;informatica all&#8217;insaputa dei mariti), che dalla crisi del 2007 le biblioteche pubbliche fanno da ammortizzatore sociale indispensabile per molti di questi nuovi poveri, che le public libraries sempre di più svolgono un ruolo di accesso alla cittadinanza (ci si va per avere una connessione gratuita a internet, o capire come presentare un documento on-line), che trovare i soldi per le biblioteche in tempi di crisi anche per un piccolo comune non è per nulla impossibile &#8211; qualche concorso Miss Bikini in meno o l&#8217;affitto delle sale magari per un matrimonio o una festa di compleanno sono solo alcune delle idee possibili, che se le biblioteche diventassero  capaci di fornire molti, moltissimi servizi (da uno sportello giuridico alla possibilità di pagare le bollette a una sede per corsi di yoga al bar per l&#8217;aperitivo) si trasformerebbero nei luoghi di riferimento per i cittadini e quindi dei presìdi democratici (<em>piazze del sapere</em>, per usare il titolo del precedente libro di Agnoli), che è basilare coinvolgere dei volontari che amplino lo spettro delle attività socioculturali da offrire, che le biblioteche &#8211; a saperle progettare &#8211; possono diventare come è accaduto in molti casi in Italia i centri propulsori di una strategia di riqualificazione urbana&#8230;</p>
<p>Insomma se io fossi un amministratore pubblico eleggerei questo <em>Caro sindaco </em> a mio libretto rosso per le prossime elezioni e scriverei il mio programma politico a partire da qui, ricavandone uno slogan semplicissimo: una biblioteca pubblica all&#8217;avanguardia in ogni quartiere e tra cinque anni l&#8217;Italia sarà diversa. Se, come racconta Agnoli, ha funzionato a Maiolati Spontini, un comune di 6132 abitanti in provincia di Ancona, perché non dovrebbe funzionare dappertutto?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/copj170/" rel="attachment wp-att-41337"><img class="aligncenter size-full wp-image-41337" title="copj170" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/copj170.jpg" alt="" width="170" height="284" /></a><br />
<strong><br />
A. Agnoli, <em>Caro sindaco, parliamo di biblioteche</em>, Editrice Bibliografica (2011), pp. 138, 11 euro.</strong></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/">caro sindaco, parliamo di biblioteche</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/09/07/la-rivoluzione-non-e-una-festa-letteraria/' rel='bookmark' title='La rivoluzione non è una festa letteraria'>La rivoluzione non è una festa letteraria</a> <small> di Chiara Valerio La perdita dell’abitudine a ritrovarsi e...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/06/10/altroche-fascio-littorio/' rel='bookmark' title='altroché fascio littorio'>altroché fascio littorio</a> <small> di Alessandro Bertante “Non si può dedicare un certo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/25/fronte-del-libro/' rel='bookmark' title='fronte del libro'>fronte del libro</a> <small> di Antonella Agnoli Per parlare del futuro delle biblioteche...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/11/12/siti-hall/' rel='bookmark' title='Siti hall'>Siti hall</a> <small> di Chiara Valerio Senza metafisica, l’ossessione diventa stupido collezionismo,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/26/parigi-val-bene-un-best-seller/' rel='bookmark' title='Parigi val bene un best seller'>Parigi val bene un best seller</a> <small> di Chiara Valerio Allo stesso modo, molti scrittori non...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 05:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[archivi]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Italiana Biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Valle]]></category>
		<category><![CDATA[TQ]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=40847</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><strong>ASSEMBLEA APERTA</strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center">i lavoratori delle biblioteche e degli archivi</p>
<p style="text-align: center;" align="center">discutono con le associazioni culturali</p>
<p style="text-align: center;" align="center">e la società civile</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>30 novembre</strong> 2011 : ore <strong>15,30 &#8211; 18,30</strong></p>
<p style="text-align: center;">      Aula Magna  <strong>Biblioteca Nazionale</strong> di Roma</p>
<p style="text-align: center;">*</p>

<strong>UN PAESE SENZA MEMORIA È UN PAESE SENZA FUTURO&#8230;</strong>
.<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/">Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>ASSEMBLEA APERTA</strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center">i lavoratori delle biblioteche e degli archivi</p>
<p style="text-align: center;" align="center">discutono con le associazioni culturali</p>
<p style="text-align: center;" align="center">e la società civile</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>30 novembre</strong> 2011 : ore <strong>15,30 &#8211; 18,30</strong></p>
<p style="text-align: center;">      Aula Magna  <strong>Biblioteca Nazionale</strong> di Roma</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
</div>
<div style="text-align: center;"><strong>UN PAESE SENZA MEMORIA È UN PAESE SENZA FUTURO</strong></div>
<div style="text-align: right;">.</div>
<div><strong>Contro il declino di bilioteche e archivi discutiamone:</strong></div>
<div>i lavoratori, l&#8217;Associazione italiana biblioteche, l&#8217;Associazione forum del libro, i lavoratori del Teatro Valle, la generazione TQ, esponenti del mondo della cultura, la SLC CGIL e la CGIL di Roma e Lazio.<span id="more-40847"></span></div>
<div style="text-align: right;">.</div>
<div>Un paese senza memoria è un paese che non investe in cultura, che non apre i luoghi di cultura ai cittadini, che non qualifica i propri servizi culturali, che non dà occupazione di qualità nei settori della conoscenza.</div>
<div style="text-align: right;">.</div>
<div>La <strong>FP CGIL</strong> ha indetto una assemblea dei lavoratori  impiegati nel settore delle Biblioteche e degli Archivi per discutere e confrontarsi con le associazioni professionali e con la società civile sulla grave situazione di crisi di queste funzioni vitali per la conservazione della memoria collettiva e per la crescita culturale e sociale dell’Italia.</div>
<div>
<p>La faccia dura della crisi ha prodotto abbassamento nella qualità  dei servizi, ha ridotto spese e investimenti del 60%, ha tagliato i fondi sull’informatizzazione, ha  compresso in modo ingiustificato i livelli occupazionali, ha favorito l’emergere di lavoro precario, diffuso e incontrollato, senza diritti né tutele  e con  bassi salari.</p>
<p>Noi crediamo, invece che la crisi possa mutare in una opportunità di crescita, a patto che  la cultura sia assunta come priorità e le attività culturali, di conseguenza, diventino volano di crescita socio-economica e culturale.</p>
<p>Noi vogliamo cambiare questa situazione, vogliamo che il sistema delle Biblioteche e degli Archivi divenga il centro di un progetto che ne riaffermi la centralità come servizio pubblico.</p>
<p>E pensiamo ad un progetto che trasformi Biblioteche e Archivi in luoghi vivi ed al servizio dei cittadini, nei quali si abbattano barriere burocratiche tristi ed autoreferenziali e si determinino luoghi di incontro, di scambio, di confronto, di fruizione, di riconoscibilità sociale e territoriale.</p>
<p>Luoghi utili a coniugare il divenire della conoscenza con il progresso sociale: le Biblioteche e gli Archivi  come bene comune al servizio dei cittadini, punto di riferimento vitale per il territorio, luogo dei diritti di cittadinanza.</p>
</div>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/">Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/' rel='bookmark' title='La notte delle biblioteche'>La notte delle biblioteche</a> <small> [A fronte dei pesanti tagli alle biblioteche e dopo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/' rel='bookmark' title='Ancora contro la censura in biblioteca'>Ancora contro la censura in biblioteca</a> <small>[In merito all'iniziativa lanciata dall'Assessore alla Cultura della Provincia di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/' rel='bookmark' title='Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)'>Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)</a> <small>[A Musile di Piave, un paesino del veneto, il sindaco...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/23/basilicata-post-to-post/' rel='bookmark' title='Basilicata Post to Post'>Basilicata Post to Post</a> <small> Allora, ça y est, stiamo per lasciare Matera. Eravamo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/06/tq-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-federica-sgaggio/' rel='bookmark' title='TQ: fenomenologia di una generazione letteraria allo specchio: Federica Sgaggio'>TQ: fenomenologia di una generazione letteraria allo specchio: Federica Sgaggio</a> <small> Sognai che ero una farfalla che d&#8217;esser me sognava...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La notte delle biblioteche</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Bianchi Bandinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Italiana Biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[EBLIDA]]></category>
		<category><![CDATA[Forum del libro]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione TQ]]></category>
		<category><![CDATA[IFLA]]></category>
		<category><![CDATA[Presidi del libro]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=40498</guid>
		<description><![CDATA[<p align="center"><a title="Come in to the Booth.  Asks Questions About Your Libraries. di New York Public Library, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nypl/3110117432/"></a></p>
<p>[<em>A fronte dei pesanti tagli alle biblioteche e dopo gli avvenimenti dell'11 ottobre, quando un'assemblea convocata nella Biblioteca centrale nazionale di Roma è stata impedita da agenti di polizia in tenuta antisommossa, l'Associazione Italiana Biblioteche, insieme ad altre realtà, ha deciso di promuovere l'appello che viene riportato di seguito.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/">La notte delle biblioteche</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a title="Come in to the Booth.  Asks Questions About Your Libraries. di New York Public Library, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nypl/3110117432/"><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3270/3110117432_851a2af9c9.jpg" alt="Come in to the Booth.  Asks Questions About Your Libraries." width="350" /></a></p>
<p>[<em>A fronte dei pesanti tagli alle biblioteche e dopo gli avvenimenti dell'11 ottobre, quando un'assemblea convocata nella Biblioteca centrale nazionale di Roma è stata impedita da agenti di polizia in tenuta antisommossa, l'Associazione Italiana Biblioteche, insieme ad altre realtà, ha deciso di promuovere l'appello che viene riportato di seguito. Nazione Indiana sostiene questo appello e invita tutti a firmarlo. <a title="appello dell'aib" href="http://www.aib.it/aib/cen/iniz/in1110.htm" target="_blank">Potete farlo su questa pagina</a></em>]</p>
<p>L&#8217;<a title="aib" href="http://www.aib.it" target="_blank">Associazione Italiana Biblioteche</a>, il <a title="forum del libro" href="http://www.forumdellibro.org/" target="_blank">Forum del Libro</a>, l&#8217;<a title="associazione bianchi bandinelli" href="http://www.bianchibandinelli.it/" target="_blank">Associazione Bianchi Bandinelli</a>, <a title="generazione tq" href="http://www.generazionetq.org/" target="_blank">Generazione TQ</a> e i <a title="presidi del libro" href="http://www.presidi.org/" target="_blank">Presìdi del libro</a>, con il sostegno di <a title="ifla" href="http://www.ifla.org/" target="_blank">IFLA</a> &#8211; International Federation of Library Associations and Institutions, ed <a title="eblida" href="http://www.eblida.org/" target="_blank">EBLIDA</a> &#8211; European Bureau of Library, Information and Documentation Associations, promuovono un appello a tutta la società italiana, per chiedere un&#8217;inversione di rotta che porti maggiore attenzione e maggiori risorse per le biblioteche italiane, prima che sia troppo tardi.<span id="more-40498"></span></p>
<p>Le biblioteche sono un servizio essenziale per la vita culturale, sociale e civile del Paese e rappresentano un presidio di democrazia fondato sulla libertà di espressione e sul confronto delle idee.</p>
<p>Le biblioteche costituiscono un&#8217;infrastruttura della conoscenza che raccoglie, organizza e rende disponibili i prodotti della creatività e dell&#8217;ingegno, fornisce accesso a una pluralità di saperi e di informazioni, agevola l&#8217;attività dei ricercatori e degli studiosi, tutela la memoria culturale della nazione, offre a tutti i cittadini occasioni di crescita personale e culturale, favorisce l&#8217;acquisizione di competenze che possono essere spese nella vita sociale e lavorativa.</p>
<p>In Germania i frequentatori delle biblioteche superano gli spettatori delle partite del campionato di calcio; negli Stati Uniti l&#8217;investimento sulle biblioteche è parte integrante degli interventi governativi per contrastare la crisi economica; in Francia, Gran Bretagna e Spagna le biblioteche nazionali ottengono finanziamenti e dispongono di personale, attrezzature, risorse adeguate a un paese ad economia avanzata.</p>
<p>Mentre in queste nazioni le biblioteche sono considerate servizi indispensabili, da tutelare in quanto bene comune, da promuovere perché grazie ed esse è possibile costruire una coscienza civica fondata sulla centralità della cultura e dell&#8217;istruzione, in Italia, per colpa della crisi economica e di una politica culturale miope, le biblioteche sono allo stremo e hanno bisogno del supporto di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della cultura.</p>
<p>Moltissime biblioteche (statali, di ente locale, universitarie, scolastiche, di istituti culturali) hanno subito pesanti tagli ai bilanci e al personale, blocchi all&#8217;aggiornamento delle raccolte e riduzioni all&#8217;orario di apertura, e ciò rende spesso impossibile l&#8217;esercizio delle funzioni più elementari, pregiudicando il diritto dei cittadini alla cultura, all&#8217;istruzione, alla conoscenza, alla condivisione dei valori su cui si è costruita la nostra storia.</p>
<p>Un paese senza biblioteche efficienti è un paese senza memoria e senza futuro. Per ogni biblioteca che chiude, si restringono gli spazi di democrazia e di libertà. Uno Stato che ha paura di discutere i problemi delle biblioteche e della cultura, riducendo la richiesta di dare vita a un dibattito pubblico sul loro ruolo e sulla loro crisi a un problema di ordine pubblico – come è avvenuto <a title="comunicato stampa aib" href="http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1110a.htm" target="_blank">martedì 11 ottobre davanti alla Biblioteca nazionale centrale di Roma</a>, dove cittadini che volevano difendere le biblioteche e valorizzarne la funzione hanno trovato i cancelli sbarrati e sono stati accolti da poliziotti in tenuta antisommossa – è uno Stato che tradisce l&#8217;interesse pubblico, che nega a chi ha a cuore le sorti delle biblioteche persino la possibilità di parlarne.</p>
<p>Roma, 22 ottobre 2011</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/">La notte delle biblioteche</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/' rel='bookmark' title='Ancora contro la censura in biblioteca'>Ancora contro la censura in biblioteca</a> <small>[In merito all'iniziativa lanciata dall'Assessore alla Cultura della Provincia di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/' rel='bookmark' title='Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)'>Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)</a> <small>[A Musile di Piave, un paesino del veneto, il sindaco...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/' rel='bookmark' title='Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)'>Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)</a> <small>ASSEMBLEA APERTA i lavoratori delle biblioteche e degli archivi discutono...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/' rel='bookmark' title='Censure: il passato davanti'>Censure: il passato davanti</a> <small>Censure: il passato davanti / Giambattista Tirelli [In via sperimentale,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/07/tq-fenomenologia-di-una-generazione-letteraria-allo-specchio-prima-parte/' rel='bookmark' title='TQ – fenomenologia di una generazione letteraria allo specchio (prima parte)'>TQ – fenomenologia di una generazione letteraria allo specchio (prima parte)</a> <small>Sognai che ero una farfalla che d’esser me sognava guardava...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>amazon, gli sconti e le biblioteche</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/08/03/amazon-gli-sconti-e-le-biblioteche/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/08/03/amazon-gli-sconti-e-le-biblioteche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 07:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[ddl levi]]></category>
		<category><![CDATA[industria editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[legge sul prezzo del libro]]></category>
		<category><![CDATA[sconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=39740</guid>
		<description><![CDATA[<h3>Nuova disciplina del prezzo dei libri : DDL Levi n. 2281-B</h3>
<p>Il 20 luglio scorso il Senato ha approvato definitivamente il <a title="ddl 2281-b" href="http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/71910" target="_blank"><strong>DDL n. 2281-B</strong></a> (primo firmatario: Ricardo Franco <strong>Levi</strong>, <em>PD</em>, e relatori: Franco <strong>Asciutti</strong>, <em>PdL</em>, e Vincenzo Maria <strong>Vita</strong>, <em>PD</em>) che riguarda la disciplina del <strong>prezzo dei libri</strong> ed entrerà in vigore dal 1 settembre prossimo.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/08/03/amazon-gli-sconti-e-le-biblioteche/">amazon, gli sconti e le biblioteche</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nuova disciplina del prezzo dei libri : DDL Levi n. 2281-B</h3>
<p>Il 20 luglio scorso il Senato ha approvato definitivamente il <a title="ddl 2281-b" href="http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/71910" target="_blank"><strong>DDL n. 2281-B</strong></a> (primo firmatario: Ricardo Franco <strong>Levi</strong>, <em>PD</em>, e relatori: Franco <strong>Asciutti</strong>, <em>PdL</em>, e Vincenzo Maria <strong>Vita</strong>, <em>PD</em>) che riguarda la disciplina del <strong>prezzo dei libri</strong> ed entrerà in vigore dal 1 settembre prossimo. La nuova disciplina comporterà una forte limitazione della scontistica applicabile ai libri e in molti la leggono in funzione anti-Amazon e, comunque, <strong>in funzione protettiva dello <em>status quo</em></strong> nel mercato del libro. <a title="il sole 24 ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-08-02/libri-vendita-limiti-sconti-064042.shtml" target="_blank">Qui</a>, <a title="la stampa" href="http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/413255/" target="_blank">qui</a> e <a title="webnews" href="http://www.webnews.it/2011/07/27/addio-aie-il-ddl-levi-uccidera-il-settore/" target="_blank">qui</a> trovate alcuni articoli, commenti, reazioni.</p>
<p>Dato che questa legge <strong>colpirà in modo significativo le biblioteche di pubblica lettura</strong>, che grazie agli sconti dei fornitori hanno potuto mantenere un patrimonio vivo nonostante i continui tagli di bilancio, l&#8217;<em>Associazione italiana biblioteche</em> ha scritto  al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Presidenti delle Commissioni cultura di Camera e Senato e all&#8217;On. Levi in merito al DDL in questione. Di seguito il testo della lettera (pubblicata <a title="aib.it" href="http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1108.htm" target="_blank">qui</a>):<span id="more-39740"></span></p>
<blockquote><p>al Presidente della Repubblica<br />
ai Presidenti di Camera e Senato<br />
ai Presidenti delle Commissioni cultura di Camera e Senato<br />
e p.c. all&#8217;On. Levi</p>
<p>Signor Presidente,<br />
desidero sottoporre alla Sua attenzione le conseguenze che la recente approvazione da parte del Senato della Repubblica del ddl Levi n. 2281-B, riguardante la nuova disciplina del prezzo dei libri, avrà sulle biblioteche italiane.</p>
<p>Il provvedimento dispone che la vendita di libri in favore di biblioteche, archivi, musei pubblici, istituzioni scolastiche e università (art. 2 c. 4 lett. b) possa essere effettuata con sconti fino ad una percentuale massima del 20 per cento sul prezzo di vendita fissato dall&#8217;editore. Questa previsione, che nelle intenzioni del legislatore deroga in senso positivo al tetto di sconto massimo fissato dalla norma (15 per cento), in realtà produrrà l&#8217;effetto opposto, compromettendo la possibilità di documentare adeguatamente nelle collezioni bibliotecarie la produzione editoriale corrente.<br />
Le biblioteche, infatti, hanno goduto sino a questo momento di percentuali di sconto più elevate grazie alle politiche di vendita effettuate a loro favore direttamente dagli editori o dagli intermediari specializzati che competono sul mercato degli appalti pubblici di fornitura.<br />
Questa situazione, determinata da dinamiche di libera competizione commerciale, ha compensato, almeno parzialmente, la significativa riduzione di risorse economiche disposta dagli enti titolari (lo Stato, gli Enti Locali e le Università in primis) a seguito degli interventi di contenimento della spesa pubblica emanati dal Governo; interventi che negli ultimi 5 anni hanno quasi dimezzato del peso delle biblioteche come acquirenti sul mercato editoriale, passato dal 5% del fatturato complessivo nel 2005 a circa il 3% nel 2010.</p>
<p>Da settembre, con l&#8217;entrata in vigore del DDL Levi, sarà come se sulle biblioteche d&#8217;Italia si abbattesse un&#8217;altra manovra finanziaria, che penalizzerà la possibilità di offrire servizi di accesso all&#8217;informazione e alla conoscenza di livello adeguato alle esigenze dei cittadini e toglierà strumenti di lavoro alla ricerca scientifica.<br />
La nostra Associazione non è mai stata pregiudizialmente contraria all&#8217;esigenza di una regolamentazione che tutelasse le librerie indipendenti, un anello fondamentale nella filiera del libro e della lettura. Abbiamo tuttavia sottolineato l&#8217;esigenza di contemperare le specifiche esigenze dei diversi attori dell&#8217;intera filiera del libro, che non sono totalmente coincidenti.<br />
La previsione di eccezioni per scuole e biblioteche, modellata su analoghi provvedimenti in vigore in alcuni Paesi comunitari, avrebbe dovuto tenere conto della carenza di politiche di sostegno, anche economico, da parte delle Istituzioni alle nostre biblioteche. Solo per fare un esempio relativo a due grandi aree metropolitane, l&#8217;indice di investimento pro-capite per il potenziamento delle dotazioni librarie nel 2008 era pari a 1,30 euro a Torino e 3,40 euro a Lione (dati IFLA &#8211; International Federation of Library Associations).<br />
Per queste ragioni abbiamo sostenuto, inascoltati, la necessità di prevedere una piena esenzione per le biblioteche, che pur rientrando nella categoria dei &#8220;consumatori finali&#8221; rappresentano in realtà una categoria di mediatori della conoscenza e della cultura che agisce per rafforzare l&#8217;attitudine alla lettura e allo studio della popolazione e per favorire l&#8217;accesso ai prodotti editoriali; non, dunque, pericolosi concorrenti delle librerie ma preziosi alleati nella faticosa impresa di innalzare i livelli culturali della nazione e di aumentare la familiarità degli italiani con libri e lettura.<br />
Le biblioteche offrono in forma gratuita un servizio pubblico di accesso alla cultura, alla conoscenza e all&#8217;informazione a tutti i cittadini, senza discriminazioni; forniscono un supporto a studenti, ricercatori e a quanti lavorano per creare le condizioni per una ripresa di competitività del Paese; conservano, valorizzano e trasmettono alle generazioni future attraverso le loro raccolte la memoria della nostra produzione culturale, che è il fondamento dell&#8217;identità nazionale. Temo che assolvere queste finalità a partire dal primo settembre sarà ancora più difficile.</p>
<p>Signor Presidente, se le biblioteche sono un bene comune come è possibile che una legge dello Stato non ne tenga conto?</p>
<p>Stefano Parise<br />
Presidente AIB &#8211; Associazione Italiana Biblioteche</p>
<p>Roma, 1 agosto 2011<br />
Prot. n. 145/2011</p></blockquote>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/08/03/amazon-gli-sconti-e-le-biblioteche/">amazon, gli sconti e le biblioteche</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/' rel='bookmark' title='l&#8217;appello'>l&#8217;appello</a> <small> de i mulini a vento La legge sul prezzo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/piccoli-editori/' rel='bookmark' title='piccoli editori'>piccoli editori</a> <small> Ritorna Piccoli editori a Mantova, il viaggio nel mondo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/' rel='bookmark' title='Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)'>Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)</a> <small>[A Musile di Piave, un paesino del veneto, il sindaco...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/' rel='bookmark' title='E&#8217; festa!'>E&#8217; festa!</a> <small> un consiglio di Gianni Biondillo Questo fine settimana artisti,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/' rel='bookmark' title='Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!'>Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!</a> <small> di Simonetta Bitasi Di lavoro leggo. Spesso faccio fatica...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/08/03/amazon-gli-sconti-e-le-biblioteche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>piccoli editori</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/piccoli-editori/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/piccoli-editori/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[66thand2nd]]></category>
		<category><![CDATA[:duepunti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia Nazionale Virgiliana]]></category>
		<category><![CDATA[Almayer]]></category>
		<category><![CDATA[Angelica]]></category>
		<category><![CDATA[Arcari]]></category>
		<category><![CDATA[Arianna]]></category>
		<category><![CDATA[Arka]]></category>
		<category><![CDATA[Artebambini]]></category>
		<category><![CDATA[Arti Grafiche Bottazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Astoria]]></category>
		<category><![CDATA[Bao Publishing]]></category>
		<category><![CDATA[BeccoGiallo]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[Camelopardus]]></category>
		<category><![CDATA[Cargo]]></category>
		<category><![CDATA[Carthusia]]></category>
		<category><![CDATA[Coconino]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperativa Librai Mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[Corraini]]></category>
		<category><![CDATA[Di Pellegrini]]></category>
		<category><![CDATA[Diabasis]]></category>
		<category><![CDATA[E. Lui]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni dell'Asino]]></category>
		<category><![CDATA[Eléuthera]]></category>
		<category><![CDATA[Elliot]]></category>
		<category><![CDATA[Fandango]]></category>
		<category><![CDATA[francesco cataluccio]]></category>
		<category><![CDATA[Hacca]]></category>
		<category><![CDATA[Ideeali]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cartiglio Mantovano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Castoro]]></category>
		<category><![CDATA[Il Gioco di Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[il maestrale]]></category>
		<category><![CDATA[iperborea]]></category>
		<category><![CDATA[isbn]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto mantovano di storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Keller]]></category>
		<category><![CDATA[Kellermann]]></category>
		<category><![CDATA[Kite]]></category>
		<category><![CDATA[La Giuntina]]></category>
		<category><![CDATA[La Nuova Frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[Lavieri]]></category>
		<category><![CDATA[Le Nubi]]></category>
		<category><![CDATA[Lineadaria]]></category>
		<category><![CDATA[mantova]]></category>
		<category><![CDATA[marcos y marcos]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
		<category><![CDATA[Negretto]]></category>
		<category><![CDATA[Nottetempo]]></category>
		<category><![CDATA[O barra O]]></category>
		<category><![CDATA[Paolini]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli editori al baratta]]></category>
		<category><![CDATA[Playground]]></category>
		<category><![CDATA[Publi]]></category>
		<category><![CDATA[Pulcinoelefante]]></category>
		<category><![CDATA[quodlibet]]></category>
		<category><![CDATA[Sartori]]></category>
		<category><![CDATA[simonetta bitasi]]></category>
		<category><![CDATA[Sinnos]]></category>
		<category><![CDATA[Sometti]]></category>
		<category><![CDATA[Terre di Mezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Topipittori]]></category>
		<category><![CDATA[Tunué]]></category>
		<category><![CDATA[zandonai]]></category>
		<category><![CDATA[Zero91]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=39159</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/cartolina_mantova.jpg"></a></p>
<p>Ritorna <em>Piccoli editori</em> a Mantova, il viaggio nel mondo della lettura che vede coinvolti, tutti insieme e in sinergia, editori, biblioteche, librerie e lettori. L’esposizione organizzata dal Centro Culturale Gino Baratta e dal Sistema Bibliotecario Grande Mantova vuole essere un nuovo e significativo momento per favorire l’incontro tra libro e lettore.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/piccoli-editori/">piccoli editori</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/cartolina_mantova.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-39160" title="cartolina_mantova" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/cartolina_mantova.jpg" alt="" width="349" height="529" /></a></p>
<p>Ritorna <em>Piccoli editori</em> a Mantova, il viaggio nel mondo della lettura che vede coinvolti, tutti insieme e in sinergia, editori, biblioteche, librerie e lettori. L’esposizione organizzata dal Centro Culturale Gino Baratta e dal Sistema Bibliotecario Grande Mantova vuole essere un nuovo e significativo momento per favorire l’incontro tra libro e lettore.</p>
<p>Nella accogliente sede della Biblioteca Baratta, la manifestazione propone una indicativa rassegna della produzione di piccoli editori di qualità, di rilevanza nazionale, con particolare riguardo all’editoria per l’infanzia e al graphic novel.<br />
<span id="more-39159"></span><br />
Una specifica attenzione è stata, inoltre, rivolta alle opere locali, cui viene dedicata una apposita sezione, che presenta autori e temi rilevanti dell’ambiente culturale mantovano, fonti molto spesso insostituibili per la conoscenza del nostro territorio.</p>
<p>L&#8217;esposizione, che si svolgerà presso la Biblioteca G. Baratta nelle giornate  di sabato 4 e domenica 5 giugno 2011, sarà visitabile liberamente da qualsiasi  cittadino e i  libri  esposti  saranno messi  in vendita. Inoltre, durante la  manifestazione si avranno occasioni di approfondimento sul tema della piccola  editoria con interventi di alcune delle personalità che lavorano nel mondo del libro  e della lettura.  Ci sarà inoltre un momento di lettura dedicata ai più piccoli.</p>
<p>Il progetto nasce dalla collaborazione delle biblioteche mantovane con  Simonetta Bitasi, coordinatrice di molti gruppi di lettura del territorio direttamente  coinvolti  nell’iniziativa. I lettori,  infatti, contribuiranno all&#8217;allestimento e alla gestione della  mostra.  Il progetto coinvolge i  librai di Mantova che avranno il compito di curare il reperimento dei libri, individuando,  in collaborazione con gli organizzatori e con gli editori stessi, i titoli di ogni editore da esporre.</p>
<p>Grazie a questa iniziativa, dunque, la piccola editoria, che spesso fatica a far conoscere la propria produzione, incontra il suo pubblico nella biblioteca, luogo privilegiato di confronto per i lettori e per tutte le professionalità che operano nel mondo del libro e della lettura.</p>
<p style="text-align: center;">Per informazioni www.bibliotecabaratta.it  0376.352711<br />
biblioteca.baratta@domino.comune.mantova.it</p>
<p>Elenco Editori presenti alla seconda edizione di Piccoli editori a Mantova:</p>
<p>66thand2nd, Accademia Nazionale Virgiliana, Almayer, Angelica, Arcari, Arianna, Sartori, Arka, Artebambini, Arti Grafiche Bottazzi, Astoria, Bao Publishing, BeccoGiallo, Camelopardus, Cargo, Carthusia, Coconino, Cooperativa Librai Mantovani, Corraini, Di Pellegrini, Diabasis, Duepunti, E. Lui, Edizioni Ambiente, Edizioni dell&#8217;Asino, Eléuthera, Elliot, Fandango, Hacca, Ideeali, Il Cartiglio Mantovano, Il Castoro, Il Gioco di Leggere, Il Maestrale, Iperborea, Isbn, Istituto mantovano di storia contemporanea, Keller, Kellermann, Kite, La Giuntina, La Nuova Frontiera, Lavieri, Le Nubi, Lineadaria, Marcos y Marcos, Minimum Fax, Negretto, nottetempo, O barra O, Playground, Pulcinoelefante, Publi, Paolini, Quodlibet, Sinnos, Sometti, Terre di Mezzo, Topipittori, Tunué, Zandonai, Zero91</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Programma della manifestazione</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Orario d&#8217;apertura:<br />
sabato 4 giugno ore 10.00-13.00 / 15.00-18.30<br />
domenica 5 giugno ore 10.00-13.00 / 15.00-18.30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>sabato 4 giugno ore 10<br />
inaugurazione</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>sabato 4 giugno ore 17.00<br />
piccolo raduno dei Gruppi di Lettura<br />
con una visita guidata all&#8217;esposizione a cura di Simonetta Bitasi e Emanuele Salvato  e un dibattito aperto sulle modalità e le scelte di lettura dei vari gruppi presenti</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>domenica 5 ore 11.00<br />
<em>Che fine faranno i libri?</em></strong> <strong> con Francesco Cataluccio</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Domenica 5 ore 16.00 ricci e pasticci per piccoli lettori con Segni d’infanzia.</strong></p>
<p style="text-align: center;">Per informazioni www.bibliotecabaratta.it  0376.352711<br />
biblioteca.baratta@domino.comune.mantova.it</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/piccoli-editori/">piccoli editori</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/' rel='bookmark' title='(chi) Legge sul libro'>(chi) Legge sul libro</a> <small> [Il progetto di legge sul libro è stato approvato...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/' rel='bookmark' title='l&#8217;appello'>l&#8217;appello</a> <small> de i mulini a vento La legge sul prezzo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/' rel='bookmark' title='Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!'>Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!</a> <small> di Simonetta Bitasi Di lavoro leggo. Spesso faccio fatica...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/08/01/scusate-la-polvere/' rel='bookmark' title='scusate la polvere'>scusate la polvere</a> <small> di Daria Corrias La prima volta che la vidi,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/09/16/per-memorire-di-marco-ceriani/' rel='bookmark' title='Per &lt;em&gt;Memoriré&lt;/em&gt;, di Marco Ceriani'>Per <em>Memoriré</em>, di Marco Ceriani</a> <small>Venerdì 17 settembre ore 21:00 Aula Polifunzionale via per Origgio...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/piccoli-editori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>fronte del libro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/25/fronte-del-libro/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/25/fronte-del-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 May 2011 07:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[antonella agnoli]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[il Manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[tribù]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=39089</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/Linus-biblioteca_bordo.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Antonella Agnoli</strong></p>
<p>Per parlare del futuro delle biblioteche dobbiamo partire da domande apparentemente lontane dal nostro tema, come per esempio: “Perché esistono i pub a Londra, le osterie a Venezia e i caffè sul porto di Marsiglia?” “Perché andiamo ad ascoltare un gruppetto di strimpellatori nella sala comunale quando potremmo ascoltare Bach sul divano di casa nostra?” E ancora: “Perché Netflix oggi negli USA è più conosciuto della Library of Congress ma non sufficiente?”<br />
<br />
Tutte queste domande sono legate tra loro e riconducono a una riflessione sul motivo per cui esistono dei luoghi che non sono né casa né lavoro eppure sono popolarissimi?&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/25/fronte-del-libro/">fronte del libro</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/Linus-biblioteca_bordo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-39091" title="Linus-biblioteca_bordo" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/Linus-biblioteca_bordo.jpg" alt="" width="400" height="340" /></a></p>
<p>di <strong>Antonella Agnoli</strong></p>
<p>Per parlare del futuro delle biblioteche dobbiamo partire da domande apparentemente lontane dal nostro tema, come per esempio: “Perché esistono i pub a Londra, le osterie a Venezia e i caffè sul porto di Marsiglia?” “Perché andiamo ad ascoltare un gruppetto di strimpellatori nella sala comunale quando potremmo ascoltare Bach sul divano di casa nostra?” E ancora: “Perché Netflix oggi negli USA è più conosciuto della Library of Congress ma non sufficiente?”<br />
<span id="more-39089"></span><br />
Tutte queste domande sono legate tra loro e riconducono a una riflessione sul motivo per cui esistono dei luoghi che non sono né casa né lavoro eppure sono popolarissimi? Perché “perdiamo tempo” a chiacchierare al mercato, in osteria, al pub, nel caffè greco dove si gioca a Backgammon? Se lo era chiesto negli anni Ottanta Ray Oldeburg scrivendo il suo libro sui <em>Third Places</em>, che dovrebbe essere oggi considerato un classico della sociologia. I “terzi luoghi” (né casa né lavoro) sono importanti perché fanno di noi degli esseri umani, cioè parte di una tribù.<br />
<!--more--><br />
Il lavoro è una corvée, la casa è il regno della famiglia nucleare mentre il bar, il pub, il caffè sono i luoghi dove troviamo gli amici, i vicini di casa, tutti coloro che non sono parenti ma a cui siamo legati da vincoli ben più profondi di quelli che ci uniscono ai cugini che incontriamo due volte l’anno. La nostra tribù.</p>
<p>Scimpanzè e <em>homo sapiens</em> condividono la caratteristica di aggregarsi in unità più grandi della famiglia ma molto più piccole della città o della nazione: tribù di alcune decine o centinaia di persone che condividono residenza, modi di comportamento, rituali, solidarietà. Le tribù sono indistruttibili (anche se capitalismo e burocrazia fanno del loro meglio per sopprimerle) perché non possiamo vivere isolati, nemmeno con mariti e figli al fianco: abbiamo bisogno della vicina del piano di sopra, della compagna di scuola che non ha cambiato città, del compagno di lavoro che ha sempre una battuta pronta, della signora che fa le tagliatelle come nessun’altra. Non siamo fatti per stare da soli (o con i rispettivi partner),  per questo i matrimoni sono delle feste e i bambini fanno allegria.</p>
<p>Le tribù sono entità territoriali, anche nell’era di Facebook. Non siamo “veramente” membri di una tribù che condivide attraverso internet la passione per Audrey Hepburn, per i vini argentini o per i modellini di aerei della seconda guerra mondiale: questi hobby possono essere divertenti ma non creano solidarietà forti, impegni reciproci. I vincoli che ci fanno sentire più sicuri di noi stessi, più rilassati, più forti, si creano in piazza, in strada, al caffè. Possiamo sentirci “veramente” vicini solo a chi c’era ieri e ci sarà domani, alle persone di cui notiamo l’assenza quando non compaiono alla solita ora. Non ci sono tribù cosmopolite e il <em>networking</em> di cui si vantano i manager di successo è un patetico tentativo di sostituire il gruppo da parte chi viaggia troppo per trovare veri amici.</p>
<p>Le tribù hanno i loro rituali e tra questi rientrano attività come guardare collettivamente un film o una partita di calcio, cantare insieme, fare una gita a Brisighella, scambiarsi ricette di cucina, andare ad ascoltare gli amici che cantano nel coro della chiesa, partecipare a un gruppo di lettura.  La settimana scorsa, a Flagstaff in Arizona, mi sono ritrovata in un pub affollato ad ascoltare una band che improvvisava una jam session con più entusiasmo che talento. Perché stare lì, quando tutti i presenti avrebbero potuto ascoltare Miles Davis o Wynton Marsalis a casa loro (o sul loro iPod) con una qualità ben migliore di quella delle gracchianti casse che il gruppetto aveva a disposizione?<br />
La risposta è che ciò che contava non era la qualità della musica ma <em>la qualità dello stare insieme</em>, il piacere di ritrovarsi attorno a una passione comune, con gli amici che salgono sul palco per una canzone, o per un assolo di chitarra, poi scendono perché è il turno di qualcun altro, poi bevono una birra discutendo di un concerto che hanno sentito vent’anni fa, o di  un nuovo musicista che si esibirà la settimana prossima. Era questa la ricchezza della serata, il collante che teneva insieme persone diversissime tra loro.</p>
<p>Quello di Flagstaff era un pub, ma avrebbe potuto benissimo essere una biblioteca: il successo delle public libraries americane non nasce dalla qualità delle collezioni o dall’opulenza degli edifici, ma dalla loro capacità di presentarsi come luoghi neutrali ed accoglienti dove microtribù si possono aggregare.</p>
<p>Si possono, naturalmente: le tribù non si formano a comando e nessuno può prevedere se e come i pensionati di Phoenix o i teenager di Seattle approfitteranno delle ricche (e costose) biblioteche che le città hanno messo a loro disposizione. Forse una modesta biblioteca di quartiere a Pittsburgh, o nel Bronx, avrà più successo perché un bibliotecario più intraprendente e tenace è riuscito a tessere legami con le casalinghe, gli scacchisti o gli alcoolisti anonimi della zona.</p>
<p>A questo punto, una buona domanda sarebbe: “Scusate, ma perché dovremmo creare delle biblioteche quando la gente è contentissima di ritrovarsi in piazza, al bar, dal barbiere? Se è la spontaneità a decidere delle aggregazioni, la biblioteca che c’entra?”</p>
<p>La prima risposta è che negli ultimi 25 anni la pressione del lavoro sul tempo libero è fortemente aumentata: abbiamo sempre meno tempo per fare qualsiasi cosa e, a questo, si sono aggiunte le riduzioni nei servizi sociali: se l’autobus passa ogni mezz’ora, quella è una mezz’ora che non posso usare per la mia vita personale o per stare con gli amici. Se devo occuparmi dei genitori anziani, o dei figli piccoli che non trovano posto in asilo, questi impegni comprimono la mia giornata. Una biblioteca a portata di mano (come gli Idea Store di Londra, collocati dentro o a prossimità dei centri commerciali) facilita la vita, soprattutto se ha lunghi orari di apertura.</p>
<p>La seconda risposta è che la biblioteca (o, almeno, la biblioteca che ho in mente io) è più attrezzata per svolgere vari ruoli socialmente utili di quanto non lo sia il caffè. La biblioteca è gratuita, e accetta chi non può, o non vuole, consumare. La biblioteca è della collettività e non respinge nessuno. La biblioteca garantisce la possibilità di entrare in contatto con il mondo esterno anche a chi non possiede un computer portatile per usufruire della rete wireless di Starbucks. Reti che in Italia sono in ogni caso rarissime, mentre negli USA, paese del <em>Patriot Act</em> e ossessionato dai controlli, si trovano connessioni wi-fi ovunque e non è richiesta nessuna password per accedervi.  La biblioteca offre un accesso gratuito a consumi culturali (“alti” o “bassi” che siano) anche a chi non ha i mezzi per andare in libreria, o per scaricare un nuovo album di Vasco Rossi da iTunes o semplicemente per comprarsi un computer e collegarsi a Internet. Chi abita in casette mobili (usatissime dai vecchietti nel caldo Sud) spesso non si può permettere un collegamento alla rete e, nella nuova bella biblioteca di Prescott Valley, era appunto pieno di vecchietti che usavano Internet.</p>
<p>Soprattutto la biblioteca è un luogo dove, con <em>un po’ di aiuto</em>, si può capire meglio cosa sta facendo il governo, perché la benzina è aumentata, cosa sta succedendo in Afghanistan o come affrontare la crisi economica. Un tempo, la domenica mattina, le belle piazze italiane avrebbero parzialmente svolto questo ruolo, oggi ci incontriamo solo i turisti, e qualche badante che non sa dove andare. Questo compito è vitale per la democrazia, anche se i cittadini fossero indifferenti e disgustati dalla politica, come spesso sono.<br />
In altre parole, le biblioteche del XXI secolo hanno come missione quella di creare delle tribù attive, dei gruppi di cittadini che godono della compagnia reciproca, che magari non vanno più in là dello scambiarsi ricette di cucina, ma che nello stesso tempo diventano più curiosi, più consapevoli, più informati. E anche più umani. Che i nostri iPad ci mettano a disposizione tutto ciò che il genio umano ha prodotto da Leonardo in poi non è sufficiente: Italia-Germania 4 a 3 si guarda solo in compagnia.</p>
<p>In compagnia, anche se ci sono da tempo gli iPod e ora anche Netflix, che sta per sbarcare in Italia. Netflix non è un’invenzione come la bomba atomica o la penicillina, è piuttosto un modo intelligente per fare un lavoro assai banale come quello di affittare film. L’azienda statunitense che ha base a Los Gatos, in California, ha oltre 20 milioni di abbonati, si fa pagare 8,99 dollari al mese (6 euro al cambio attuale) per mettere a disposizione un numero indefinito di film. Un nipote tecnologicamente avanzato di Blockbuster, dove sia andava fino a qualche tempo fa per affittare un dvd. Niente di rivoluzionario.</p>
<p>Ciò che ci interessa di Netflix è il fatto che offre una scelta di film così vasta da far impallidire qualunque cineteca e qualunque museo del cinema, a un costo che chiunque può permettersi. Non solo: grazie alle efficienti poste americane il dvd ordinato arriva entro 48 ore (la spedizione non costa nulla), mentre gli impazienti possono guardare il film in streaming sul proprio televisore o sul proprio smart-phone, senza particolari difficoltà. Netflix è talmente efficiente da aver fatto dimenticare nel giro di due anni i celebri siti peer-to-peer dove faticosamente ci si poteva scaricare Via col vento stando collegati una settimana.</p>
<p>Di nuovo, la domanda è: “Se esiste Netflix, perché abbiamo bisogno di una biblioteca, dove occorre avere la tessera, andare a cercare il film (magari ancora su una cassetta VHS…), fare la fila al bancone del prestito, e restituire il dvd entro una settimana?” La domanda è più che legittima e la mia risposta è che le biblioteche pubbliche (ovviamente non quelle di conservazione) dovrebbero effettivamente sparire se non sono in grado di competere con Netflix. Ma se avessimo una biblioteca più utile di Netflix?</p>
<p>Una biblioteca è un luogo dove i film possono essere contestualizzati e studiati, perché per esempio esiste una sezione di libri sul cinema, o perché il bibliotecario sa come aiutarvi a cercare. Netflix può rendere più amichevole la selezione dei propri titoli ma non può spiegare a nessuno come sono nati gli “Spaghetti-Western” di Sergio Leone, né come recitare in quei film sia stato un’esperienza fondamentale nella carriera di Clint Eastwood come attore e come regista. La biblioteca (o almeno, un certo tipo di biblioteca) può far scoprire al più indifferente dei teenager che non esistono solo <em>Harry Potter </em>e <em>Guerre stellari</em> ma anche <em>Blade Runner</em>, <em>Fronte del porto</em> e <em>La corazzata Potemkin</em>.</p>
<p>In realtà, Netflix, il caffè sul porto e la biblioteca non sono in concorrenza fra loro: sono piuttosto luoghi tutti necessari per garantire una certa qualità della vita. Luoghi dove lo stare insieme diventa occasione di scambio, di arricchimento, di riflessione. Situazioni dove si può discutere dei bei ragazzi e del matrimonio di Harry e Kate ma anche della morte di Osama bin Laden e dell’elezione del sindaco. In fondo, se a Milano qualcuno organizzasse una serie di proiezioni di <em>Mani sulla città</em> di Francesco Rosi prima di andare a votare sarebbe un vantaggio, no?</p>
<p><span style="color: #800000;">Questo articolo è stato pubblicato su Il Manifesto Venerdì 13 Maggio 2011</span></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/25/fronte-del-libro/">fronte del libro</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/' rel='bookmark' title='caro sindaco, parliamo di biblioteche'>caro sindaco, parliamo di biblioteche</a> <small> (Di seguito due pezzi usciti rispettivamente a mia firma...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/09/07/la-rivoluzione-non-e-una-festa-letteraria/' rel='bookmark' title='La rivoluzione non è una festa letteraria'>La rivoluzione non è una festa letteraria</a> <small> di Chiara Valerio La perdita dell’abitudine a ritrovarsi e...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/' rel='bookmark' title='Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!'>Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!</a> <small> di Simonetta Bitasi Di lavoro leggo. Spesso faccio fatica...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/' rel='bookmark' title='Censure: il passato davanti'>Censure: il passato davanti</a> <small>Censure: il passato davanti / Giambattista Tirelli [In via sperimentale,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/10/27/rapporto-sullo-stato-delleditoria-italiana-2010/' rel='bookmark' title='Rapporto sullo stato dell&#8217;editoria italiana 2010'>Rapporto sullo stato dell&#8217;editoria italiana 2010</a> <small>È uscito da poco il rapporto 2010 dell&#8217;AIE (Associazione Italiana...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/25/fronte-del-libro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Censure: il passato davanti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 06:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Giambattista Tirelli]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marshall McLuhan]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=38915</guid>
		<description><![CDATA[Censure: il passato davanti / Giambattista Tirelli
<p style="text-align: justify; font-size: 80%;">[In via sperimentale, Nazione Indiana mette a disposizione questo articolo anche come <em>ebook</em>, nei formati .epub e .mobi (<a title="articolo in formato .mobi" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/censure_il_passato_davanti_giambattista_tirelli.zip" target="_blank">file zip scaricabile qui</a>)]</p>
<p style="text-align: right;"><em>Al mio coraggioso Marco che onora le virtù civiche.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/">Censure: il passato davanti</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Censure: il passato davanti / Giambattista Tirelli</h2>
<p style="text-align: justify; font-size: 80%;">[In via sperimentale, Nazione Indiana mette a disposizione questo articolo anche come <em>ebook</em>, nei formati .epub e .mobi (<a title="articolo in formato .mobi" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/05/censure_il_passato_davanti_giambattista_tirelli.zip" target="_blank">file zip scaricabile qui</a>)]</p>
<p style="text-align: right;"><em>Al mio coraggioso Marco che onora le virtù civiche.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Svolgeremo alcune considerazioni motivate innanzitutto dalla volontà di comprendere se per le biblioteche pubbliche si pone, e in quali termini, una questione <em>censura</em>, la cui pericolosità potrebbe derivare dal suo svilupparsi <em>nelle cose</em>: da un’insufficiente comprensione della natura degli interessi che la ripropongono, nonché dalla mancata percezione dei possibili approdi cui potrebbero condurre le tecnologie della comunicazione istantanea globalizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Proveremo ad attualizzare qualche categoria analitica ampiamente utilizzata dagli storici che si sono occupati di censura libraria. Speriamo che lo sforzo di mantenere agganciati, entro un continuo argomentativo, passato e presente e futuro, non offra il fianco a fondate critiche di anacronismo.<span id="more-38915"></span></p>
<h3 style="text-align: justify;">1. “Con le stesse sinistre operazioni”</h3>
<p style="text-align: justify;">Un apprezzabile e essenziale lavoro di Mario Infelise, dedicato a evidenziare ragioni e forme della plurisecolare censura libraria, si conclude avanzando considerazioni che possono ben fungere da sostanziale asse metodologico di altri ragionamenti tesi a mettere in luce tanto le variabili quanto le costanti politiche e culturali che hanno motivato e motivano l’intervento delle forze dominanti &#8211; del <em>potere</em> – nei processi di comunicazione sociale al fine di influire su dinamiche e esiti della formazione intellettuale e morale dei governati, o per dirlo altrimenti, dell’opinione pubblica e quindi sugli orientamenti collettivi cruciali per il consenso ai governanti (considerati non solo sotto il profilo istituzionale).</p>
<p style="text-align: justify;">Va accolto l’invito a evitare valutazioni semplicistiche, e in ultima analisi cieche, ricorrenti a schemi interpretativi manichei, dove si confrontano in secca contrapposizione il bene e il male, l’oppressione e la libertà; dove si sottovalutano le questioni che fondano le legislazioni, o si dimenticano le sinergie del punire giuridicizzato col sorvegliare del conformismo sociale, delle intolleranze ideologiche (secolari e religiose) a danno delle minoranze ritenute devianti.<a name="testo1" href="#nota1"><sup>1</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ben sappiamo che non è storicamente data governabilità equiparabile alla pura coercizione. Sempre si esprime, invece, tramite una miscela di costrizioni e persuasioni assai variamente dosate, condizionata dalla natura dei poteri vigenti e dalla loro articolazione più o meno complessa, nonché dall’efficacia delle autonome forze imperative. Non è riscontrabile censura che non sia affiancata da interventi positivi – compresi compromessi e studiate passività – a sostegno dell’ortodossia, o comunque utili a depotenziare gli antagonismi. Proprio così allora: “non è possibile definire una volta per tutte il quadro entro il quale la libertà di espressione può essere esercitata poiché esso tende a configurarsi in maniera sempre nuova, a seconda dell’evolversi delle tecnologie dell’informazione, in funzione dei sistemi istituzionali e di esigenze di carattere sociale”,<a name="testo2" href="#nota2"><sup>2</sup></a> dove le componenti economiche sono sempre presenti e rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sospettiamo tuttavia che cogliere come “spesso la repressione si sia manifestata in epoche [diverse e anche] lontane con le stesse sinistre operazioni”<a name="testo3" href="#nota3"><sup>3</sup></a> dia giustificato segno a non pochi sforzi storicizzanti, nel senso di necessitarne le conclusioni: a fronte di radicali cambiamenti, nel tempo, degli strumenti (i <em>media</em>) di diffusione delle idee registrate e quindi delle armi della battaglia culturale, gli aspiranti all’<em>egemonia repressiva</em> hanno messo in campo strategie (e tattiche conseguenti) sempre tese a realizzare un più o meno penetrante controllo, a seconda delle necessità richieste dalle circostanze, della disponibilità materiale e concettuale delle risorse informative rivolte a utilizzatori reali e potenziali. Insomma: che la critica ai novelli fautori della “licenza de’ superiori” possa con pertinenza ricorrere ad antiche obiezioni, forse è indizio di involuzioni conservatrici nella dimensione politico-sociale, più che di una pigrizia metodologica da ascrivere a chi le indaga.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrà pur dire qualcosa &#8211; l’esempio s’impone &#8211; che sia del presente ravvicinato (A. D. 2011, era della <em>rete</em>) la minacciata iniziativa di privare le biblioteche pubbliche del glorioso territorio veneto delle pubblicazioni dovute ad autori sgraditi a personaggi dell’amministrazione locale.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda risulta tanto più preoccupante quanto più i suoi promotori sembra non ne colgano l’enormità, le implicazioni eversive rispetto alle logiche democratiche generali. Dalla stampa locale veneziana si apprende infatti che l’assessore regionale all’istruzione ribatte all’accusa di illiberalità rivendicando la liceità del proprio autonominarsi gestore della “censura morale”, e pure del dare “un indirizzo politico” a insegnanti e bibliotecari affinché non diffondano i libri di autori nemmeno giudicati per le loro opere, ma in ragione delle opinioni manifestate relativamente a un fatto politico-giudiziario specifico.<a name="testo4" href="#nota4"><sup>4</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’imperdonabile colpa dei reprobi è la stessa contestata dai coscritti romani &#8211; era il 25 d.C. &#8211; a Cremuzio Cordo, ossia di non aver chiamato anch’essi <em>bandito</em> chi ritenuto per diffusa opinione tale.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo storico accadimento è proprio Mario Infelise a ricordarcelo,<a name="testo5" href="#nota5"><sup>5</sup></a> a proposito di origini della censura, citando il Tacito degli Annali, dove racconta che il nostalgico delle virtù repubblicane Cremuzio, certo della condanna, “uscì dal senato e si lasciò morire di fame. I senatori decretarono il rogo, per mano degli edili, dei suoi libri; ma sopravvissero, prima nascosti e poi divulgati.”<a name="testo6" href="#nota6"><sup>6</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna qui sottolineare che l’auspicio dei nostri contemporanei insipienti veneti (tridentini espurgatori <em>ad honorem</em>) sarebbe di rendere indisponibili ai cittadini documenti già accessibili, cioè eliminarli funzionalmente: ancora roghi di fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Distruzione e occultamento dei libri sono azioni analoghe per scopo e risultato; almeno finché la segregazione è efficace e dà, a chi la mette in atto, l’accesso esclusivo ai supporti documentari in termini di consultazione e studio. Si pensi all’organizzazione delle biblioteche impiegate nella battaglia controriformista. Spesso previdero la realizzazione di ricetti <em>segreti</em> destinati a ospitare i libri proibiti ai fedeli, ma non ai custodi dell’ortodossia dottrinaria e perciò documentaria. L’obbiettivo, naturalmente, era il non impedirsi la conoscenza degli avversari necessaria a meglio contrastarli. Inscindibile conoscenza bibliografica e di contenuti.<a name="testo7" href="#nota7"><sup>7</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">È evidente il prioritario scopo della censura applicata alla biblioteca: definire il profilo culturale &#8211; filosofico, scientifico, letterario – della raccolta e determinare così le condizioni della sua reale disponibilità (pubblicità).<a name="testo8" href="#nota8"><sup>8</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’episodio che vede affannarsi mediocri protagonisti risulta paradigmatico della variegata fenomenologia censoria prima tratteggiata, nella quale sembra ineluttabile che gli intolleranti riescano “solo a provocare disonore a sé e notorietà alle loro vittime.”<a name="testo9" href="#nota9"><sup>9</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">A noi immersi nei flussi gratuiti della comunicazione di massa è familiare l’effetto pubblicitario indotto dalle pressioni proibizioniste in generale, e in particolare da quelle esercitate in campo culturale. Per l’ostracismo librario la cosa è ampiamente provata e documentata (anche nelle carte dell’Inquisizione) per ogni tempo e luogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a fronte delle dure repliche della realtà, le Chiese e gli Stati dovettero compiere una progressiva conversione strategica delle pratiche censorie e puntare più sulla risposta culturale che sulla non risolutiva azione repressiva preventiva. La Chiesa cattolica, in particolare, non lesinò i mezzi tipografici e le risorse intellettuali necessari a dispiegare in tale chiave una controffensiva che divenne permanente: inaugurata per contrastare la Riforma, si prolungò prima contro i Lumi e poi &#8211; ancora si manifesta &#8211; in antagonismo alle varie declinazioni della laicità (spesso tacciate di laicismo).</p>
<p style="text-align: justify;">Le pretese di controllo culturale dichiarate dagli aspiranti censori padani presentano rozze caratteristiche da rimarcare: l’apparente inconsapevolezza intorno alla irrealizzabilità pratica dei limitati obiettivi prospettati &#8211; interdizione in una <em>Provincia sola</em> &#8211; dovuta innanzitutto alla molteplicità dei canali di comunicazione alternativi; la mancata promozione di <em>buoni maestri</em>. Si tratta, ci sembra, di eclatanti prove del fatto che si sentono impegnati non in una contesa per far prevalere autonome letture della realtà, ma solo a impedire l’espressione di quelle giudicate avverse; non nella controversia delle idee, ma nell’eliminazione dei termini di confronto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la miltoniana Areopagitica possiamo ripetere che la loro proposta censoria non può “sottrarsi al novero dei tentativi inutili e vani. E chi avesse voglia di scherzare non potrebbe fare a meno di paragonarla alla trovata di quel bell’ingegno che pensò d’imprigionare le cornacchie chiudendo il cancello del parco”;<a name="testo10" href="#nota10"><sup>10</sup></a> eppoi ribadire che “la migliore e più ferma soppressione del falso ne è la confutazione.”<a name="testo11" href="#nota11"><sup>11</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">Altri costruttori del consenso sociale, assai più avvertiti, sanno invece quali siano le leve su cui agire per stare nella partita per l’egemonia. Sì, non si può evitare di <em>buttarla in politica</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia però prima concesso rammentare che la nemesi della censura brandita da chi fu censurato è di antica data e sempre palesa le incoerenze degli immemori delle ingiustizie patite. Ancora John Milton non sbagliava, a metà Seicento, a cogliere la gigantesca contraddizione insita nelle misure di controllo preventivo della stampa disposte dai <em>riformati</em>, nonostante rivendicasse orgogliosamente d’esserne parte. Il poeta denunciava, con precoce sensibilità, un sopruso non nuovo e destinato a perpetuarsi nei secoli, fino a manifestarsi negli autentici tradimenti consumati da sedicenti epigoni del pensiero liberaldemocratico, dunque anche <em>sub specie</em> Popolo della libertà.</p>
<h3 style="text-align: justify;">2. Privatizzatori di risorse strategiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Le grandi linee dell’effettuale e formale mutamento costituzionale cui ambisce la destra italiana, e persegue con aperta determinazione e qualche risultato, rivelano il disegno di spostare decisamente gli equilibri dei poteri a favore dell’esecutivo,<a name="testo12" href="#nota12"><sup>12</sup></a> appropriarsi dei principali spazi di iniziativa legislativa e piegare a domestiche priorità l’azione della magistratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Fulcro dell’autentico rivoluzionamento istituzionale è la frantumazione degli interessi per agevolare la preminenza delle alleanze che derivano potere dalla forza economica e dalla collocazione strategica nelle sedi dove si prendono le fondamentali decisioni sistemiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia a livello sociale che culturale lo scenario prevede il trionfo dei cosiddetti gruppi forti, rinvigoriti dal vantaggio di competere con concorrenti polverizzati (presupposto per evoluzioni oligopolistiche sovranazionali) e dall’estenuazione dall’immateriale condizionamento che promana dal comune sentire.</p>
<p style="text-align: justify;">La governabilità del processo necessita di una riunificazione in larga parte ideologica della rappresentanza sociale, anche cementata da un individualismo alimentato dal rapporto diretto con l’individualità mitica di un capo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’accreditamento della specialità individuale del <em>leader</em> è fattore della lotta per il consenso, necessariamente combattuta con le armi di persuasione collettiva e in primo luogo con i media di massa, nei quali la televisione ha ruolo cruciale.</p>
<p style="text-align: justify;">La linea scelta dalla destra governante, un ipotetico leniniano-mcluhaniano potrebbe riassumerla con la formula “Esecutivizzazione + mediasettizzazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è populismo senza quota di popolo abbagliato. E ben si badi: l’estensione sufficiente di questo segmento sociale sedato è, almeno nelle cosiddette democrazie rappresentative, quella che consente la vittoria elettorale; dunque una frazione non necessariamente grande di cittadini, il cui peso può essere reso più determinante attraverso i meccanismi elettorali che premiano la maggioranza relativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dividere per imperare è tattica sempre produttiva e mentre cerca di strutturare assetti neocorporativi, parallelamente destruttura gli istituti del pubblico interesse per creare i presupposti oggettivi della loro delegittimazione.<br />
La marginalizzazione del ruolo pubblico, in economia e nei processi educativi, attraverso la parcellizzazione degli interessi e della loro rappresentazione istituzionale, è la sostanza essenziale delle politiche di appropriazione privata della produzione sociale. Il loro inesorabile esito, ripetiamolo, è il trionfo dei soggetti forti, cioè un riassetto strutturale oligopolistico. Esempio clamoroso, leggibile quale esperimento di laboratorio, lo si è avuto con la riconversione postcomunista dell’ex Unione Sovietica. Lì l’inversione dell’economia si è appoggiata all’irresistibile azione dello Stato forgiato dal socialismo reale: interessi privati prima <em>creati</em> a tavolino e poi garantiti dalla cogenza della nuova legalità. In altri termini: utilizzare la forza autoritativa statale in direzione autolimitativa per aprire spazi ai processi di privativizzazione e in siffatto modo costituzionalizzarli a posteriori; fare acquisire a nuovi ceti, in una partita truccata, forza regolatrice (censoria) poco avversabile perché incorporata nei meccanismi di costruzione e espressione della rappresentanza politica. L’ordinario si fa costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i nostri privatizzatori di risorse strategiche sembra agiscano secondo logiche orientali,<a name="testo13" href="#nota13"><sup>13</sup></a> certo adeguandole a uno scenario dove complessa è l’articolazione dei poteri e degli interessi consolidati, e dove la statualità forte affidata al primato dell’esecutivo (declinazione della statualità di parte, privatizzata) è in costruzione ma fortemente contrastata: proprio strani questi predicatori liberali che razzolano come neogiacobini (autoinvestiti della rappresentanza integrale del popolo sovrano).<a name="testo14" href="#nota14"><sup>14</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">La privatizzazione forzata &#8211; garantita dallo Stato &#8211; non può sopportare riaggregazioni intorno a un ampio “per sé” proteso a raggiungere lo sbocco politico generale. Di qui la perseveranza con cui la destra lavora a minare le basi socioculturali favorevoli alla formazione di siffatta sintesi, a inaridire dunque il terreno da cui potrebbe trarre alimento. Ecco la contrazione degli spazi d’iniziativa economica pubblica di qualche rilevanza; la balcanizzazione della scuola e dei riferimenti pedagogici, con il lento e inesorabile ridimensionamento di quella statale (infatti la si vuole piegare alle convenienze delle imprese &#8211; necessariamente di breve periodo, vista la rapidità del mutamento del globale quadro economico in cui competono &#8211; utilizzando motivazioni derisorie degli studi interdisciplinari d’impianto umanistico). Di qui l’attacco all’unità sindacale dei lavoratori imperniato sulla promozione della contrattazione individuale; la diminuzione fino all’insignificanza del contributo pubblico a sostegno ai progetti culturali senza finalità di lucro, e così marginalizzare le produzioni indipendenti; l’indebolimento fino allo stremo dei canali pubblici di informazione/autoformazione, fra i quali si situano le biblioteche. Non si ipotizzano un altro teatro, un diverso cinema, biblioteche riposizionate, bensì drastici rovesciamenti o liquidazioni di tutto quanto non sia collocabile in sorvegliate dinamiche economiciste.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opzione non prevede <em>entrismi</em> ma il più rapido smantellamento possibile degli istituti del pluralismo e di quelli concepiti per realizzare equilibri frutto del libero confronto che concretizza il <em>contratto sociale</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultato prevedibile? La moltiplicazione dei conflitti d’interesse conseguente all’esasperata granulare polarizzazione socioculturale.</p>
<p style="text-align: justify;">In tale contesto stanno le biblioteche pubbliche: scandalosamente gratuite, solo indirettamente produttive di ricchezza materiale, e <em>di tutti</em> per vocazione; intrinsecamente avversarie dei particolarismi, sia nella versione dei localismi identitari che degli specialismi strumentali; mezzi della cittadinanza consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Verso <em>queste</em> biblioteche la censura da attendersi dalle autorità neocorporative è la più radicale: il progressivo indebolimento fino alla consunzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Previsioni diverse potrebbero essere giustificate per il futuro di <em>altre</em> biblioteche: pubbliche solo per afferenza istituzionale e campo per ruoli innocui variamente interpretabili (compreso il ritorno a prioritarie funzioni celebrative del campanile).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, qui giunti, è inevitabile interrogarci sul presente che viviamo, il quale suscita l’allarme di Giovanni Solimine fino a denunciare che “di questo passo si va inesorabilmente verso la chiusura.”<a name="testo15" href="#nota15"><sup>15</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">I giochi non sono fatti, almeno finché la lotta politica generale resta aperta a sbocchi alternativi. Anche per questo non sono accettabili ignavie di chi si dice pensieroso per le sorti delle biblioteche pubbliche, né incoerenze teoriche e operative.</p>
<p style="text-align: justify;">I bibliotecari presi dall’<em>economia della biblioteca</em> (come se fosse ambito di una indifferenziata <em>economia della cultura</em>), dalle mirabolanti virtù del mercato, quando non abbiano personali spinte all’innamoramento (comprese le ambizioni accademiche) temiamo non siano immuni dalla subalternità a un pensiero che ha fatto passi da gigante nel lavoro di disseminazione della sfiducia, del disprezzo anzi, verso ogni richiamo all’utilità non immediatamente monetizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure la biblioteca pubblica non può lavorare che rivolgendosi a tutti i cittadini, rifacendosi cioè a un canone culturale nemmeno indirettamente specialistico (proprio non orientato all’economicismo) e dunque confermando anch’essa, alla luce dei cambiamenti e dei bisogni generali della società servita, l’apertura privilegiata a ricontestualizzate istanze umanistiche, ch’è come dire democratiche: “non per profitto”.<a name="testo16" href="#nota16"><sup>16</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non riteniamo perciò una forzatura polemica interpretare come frutto censorio l’opacità delle biblioteche pubbliche derivata da gestioni non all’altezza della loro missione: pseudoservizi che si autoperpetuano prescindendo dal valore d’uso. Sicché ai bibliotecari incapaci è giustificato imputare la connivenza coi censori in stretta accezione, sotto forma di oggettiva compartecipazione al sistema che questi costruiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi combatte le interdizioni può legittimamente appellarsi alla deontologia professionale dei bibliotecari, ma ancor più deve pretendere da essi che la interpretino come dovere di onorare il <em>mestiere</em>.<a name="testo17" href="#nota17"><sup>17</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quando poi volgiamo l’attenzione ai titolari istituzionali delle biblioteche &#8211; non di unica casacca &#8211; non di rado li vediamo disinteressati al loro produttivo funzionamento, o addirittura scientemente impegnati a minarne la vitalità.<br />
Si sa della cura rivolta dalle organizzazioni censorie al controllo della vita quotidiana, del loro insinuarsi nell’intimità dei fedeli/sudditi affinché interiorizzassero il timore di inesorabili punizioni per ogni cedimento a tentazioni trasgressive, fra le quali avevano posto significativo le private letture. E particolarmente perniciosa era ritenuta la lettura di autori contemporanei non allineati, giacché il loro intervenire sul presente li faceva percepire come incombenti pericoli per l’ordine costituito e la sua credibilità. Fu così per i <em>philosophes</em> e, guarda caso, lo è per Roberto Saviano in alcune verdi contrade.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non stupisce che i dominanti siano assai sensibili a tutto ciò che contribuisce a plasmare i connotati della contemporaneità di cui partecipano, allora ben si spiegano le coazioni a ripetere verificabili nelle interferenze di non isolati amministratori locali nella scelta dei periodici da mettere a disposizione del pubblico nelle biblioteche comunali, e innanzitutto dei quotidiani e dei settimanali. Operazioni immancabilmente aperte dall’invocazione di maggiore pluralismo politico-culturale e altrettanto immancabilmente sfocianti nel suo impoverimento, nella riduzione dell’ampiezza e della varietà dell’offerta informativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Deprimenti criteri selettivi del personale impiegato nelle biblioteche pubbliche e tagli dei finanziamenti destinati al loro funzionamento ordinario, non sono tipici dei soli momenti di crisi economica generale; si registrano anche in fasi di relativa prosperità e perlopiù inaugurati decurtando le somme destinate al rinnovamento delle raccolte (scelta coerente di una volontà tesa a prosciugare le fonti della ricchezza ideale).</p>
<h3 style="text-align: justify;">3. “Se mi portano via i neuroni devo stare zitto?”</h3>
<p style="text-align: justify;">La recrudescenza delle iniziative censorie è sempre contestuale all’importanza e all’intensità dei movimenti di antagonismo politico e culturale, ma acuisce parallelamente alla crescita quantitativa e all’efficacia della diffusione degli strumenti di comunicazione che li fanno conoscere. Lo si è visto nella fase di spettacolare dilatazione della produzione libraria dovuta alla stampa tipografica, quando i ceti egemoni si sono trovati a fare i conti con la necessità di controllare gli ampi effetti liberatori dovuti alla nuova tecnologia (<em>miracolosa</em>) presentatasi come radicale rottura delle pratiche artigianali di copiatura manoscritta. Bisogna tuttavia rilevare un dato importante: mentre la sorveglianza della pur ristretta e disseminata produzione calligrafica era sostanzialmente impensabile, la nuova stampa seriale offriva possibilità di controllo dovute al fatto che richiedeva una struttura tecnica e una organizzazione difficilmente occultabili. Solo la moltiplicazione e la diffusione territoriale delle officine di stampa ricostituirono condizioni di obiettiva incontrollabilità della produzione libraria e della sua circolazione: controprova di quanto più la produzione è concentrata, tanto più il suo controllo è facilitato. E si è già potuto constatare che ciò vale anche per la <em>rete</em>, per “Internet bifronte” che “aiuta i dimostranti e difende i regimi”.<a name="testo18" href="#nota18"><sup>18</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">C’è una dialettica <em>centralizzazione produttiva/controllabilità</em> cui è indispensabile porre attenzione. Ne è lontano esempio il rovesciamento funzionale conosciuto da famosissime opere d’informazione bibliografica.<a name="testo19" href="#nota19"><sup>19</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">La circolazione dei documenti stampati è stata favorita anche dall’efficacia dei mezzi di segnalazione al pubblico, cioè dall’incisività informazionale dei repertori bibliografici: di quegli strumenti a lungo definiti “biblioteche”, a loro volta, proprio perché potenti disseminatori di notizie librarie, controllati dalle autorità custodi dell’ortodossia intellettuale e dei costumi.</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>biblioteca repertorio</em> quale ideale progetto della raccolta reale insinua riflessioni angoscianti se volgiamo lo sguardo al futuro del controllo delle memorie registrate, del processo documentario di produzione/circolazione/fruizione, alla luce delle vicende del passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo al ribaltamento di finalità conosciuto dalla <em>Bibliotheca universalis</em> di Konrad Gesner: concepita dall’autore anche per aiutare “la costituzione di biblioteche pubbliche, ‘le sole &#8211; affermava &#8211; in grado di conservare i libri a lunghissima scadenza e, nello stesso tempo, a tenerli a portata di mano per l’uso immediato del lettore’”,<a name="testo20" href="#nota20"><sup>20</sup></a> venne cinicamente e proficuamente utilizzata dai censori cattolici. Nell’appassionato lavoro bibliografico gesneriano, pur ritenendolo eretico, essi trovarono, bell’e pronte, “già accuratamente raggruppate, grazie alla classificazione, le opere filosofiche e teologiche che si volevano inserire nell’Indice dei libri proibiti.”<a name="testo21" href="#nota21"><sup>21</sup></a> E non ci può confortare che a sua volta l’<em>Index</em> cattolico sia spesso servito a facilitare le ricerche (certo assai rischiose) operate dai <em>riformati</em>, oltre che dagli avidi di pagine rese ancor più desiderabili dai divieti di lettura totale o parziale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inquietudine ci prende immaginando che a un attacco censorio incisivo possa essere esposto l’equivalente fisico della universale biblioteca repertorio, ed è accresciuta dall’ambivalente presa d’atto che le tecnologie digitali possono compattare il ciclo della <em>documentalità</em> al punto di far coincidere il momento della produzione dei contenuti con quello della pubblicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tommaso Giordano, in un lucido recente intervento, ha proposto agli interlocutori di riflettere sull’urgenza di dare soluzione ai problemi che la conservazione di lungo periodo delle memorie registrate deve affrontare passando dal trattamento dei documenti analogici a quello delle risorse digitali. Ha formulato un chiaro quesito: <em>se</em> e <em>come</em> non banali virtù, storicamente accertate, della tradizionale organizzazione conservativa sperimentata in contesto analogico dovranno/potranno venire salvaguardate in ambiente digitale (da considerare in tutta la sua enorme novità e non solo sotto il profilo tecnologico). Egli risponde positivamente e sostiene la necessità di continuare a impegnare, in puntuali pratiche cooperative, molteplici soggetti istituzionali e biblioteche di ogni tipologia, con la consapevole ambizione di “tutelare la diversità culturale e la libertà intellettuale”.<a name="testo22" href="#nota22"><sup>22</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il vice direttore della Biblioteca dell’Istituto universitario europeo di Fiesole sembra convinto sia preferibile optare per assetti organizzativi distribuiti, e sia possibile farlo senza perdere i vantaggi che in termini di efficacia ed economie di scala possono venire dall’impiego delle tecnologie elettroniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quadro così abbozzato è tuttavia osservabile con ulteriori preoccupazioni se pensiamo alle implicazioni antropologico-culturali dei processi di conservazione delle memoria; se li riferiamo alla individuale capacità umana di memorizzare e mantenere l’accesso incondizionato al memorizzato, in altre parole di salvaguardare la sovranità su esso. Si tratta nientemeno dell’orizzonte ove ora si collocano le grandi questioni &#8211; queste sì permanenti &#8211; implicate dalla censura.</p>
<p style="text-align: justify;">Mantengono formidabile forza euristica molti costrutti metaforici mcluhaniani, e rimane intatta l’attualità dell’invito a considerare che “possiamo, se vogliamo, riflettere sulle cose prima di produrle”<a name="testo23" href="#nota23"><sup>23</sup></a>: a farlo in anticipo sui punti di svolta oltre i quali non è più possibile il recupero di margini sufficienti a compiere scelte correttive sostanziali, dove il “<em>medium</em> […] ha il potere di imporre agli incauti i propri presupposti.”<a name="testo24" href="#nota24"><sup>24</sup></a> Infatti la strada su cui già siamo incamminati punta a una meta interpretabile come altro arrivo di tappa sul lungo percorso di esternalizzazione tecnologica della sensorialità umana: amputazione, per sostituirli, di organi non più in grado di svolgere in modo adeguato, per dimensione e velocità, le funzioni richieste dalla dinamica sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta si tratta di surrogare facoltà intellettuali della specie. Di nuovo l’operazione prevede amputazioni degli organi di senso per convertirli in aggeggi (ora elettronici) con ingigantite capacità di stoccaggio e elaborazione. Ma la dolorosità dell’intervento reclama l’anestesia preventiva: narcosi che intorpidisca il corpo e con esso la coscienza di una perdita.</p>
<p style="text-align: justify;">L’astuzia insita nel processo sta nell’avallare l’assunto che non si tratterebbe di vere sottrazioni, giacché quei prolungamenti sarebbero sempre a libera disposizione. Però è lecito sospettare non sia così: avremo a che fare con un miraggio procurato, paragonabile alla sindrome nota in neurologia come dell’<em>arto fantasma</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Resteranno attive nelle teste le aree una volta dedite al controllo delle parti corporee protesizzate. Lì, allucinate, continueranno a percepire segnali in realtà dovuti a un’assenza. Proprio la condizione “di chi è ipnotizzato dal suo proprio essere, amputato ed estensivamente assunto in una nuova forma tecnica.”<a name="testo25" href="#nota25"><sup>25</sup></a> L’effetto è dovuto al marchingegno che ricorre a “una massiva riorganizzazione delle aree topografiche cerebrali [dove] le zone che controllano le parti del corpo rimaste intatte”<a name="testo26" href="#nota26"><sup>26</sup></a> integrano , entro un nuovo equilibrio, quelle ormai senza compiti informativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla sembra cambiato, ma tutto lo è: si è ridisegnato “contemporaneamente l’intero campo dei sensi”<a name="testo27" href="#nota27"><sup>27</sup></a>. Come nella testa di Ahab risarcito con un arto d’avorio, ma il cui “corpo dilaniato e l’anima squarciata sanguinarono l’uno nell’altra e, confondendosi, lo fecero impazzire.”<a name="testo28" href="#nota28"><sup>28</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">È ormai qui il tempo del sistema nervoso centrale fuori di noi, dell’intera memoria elaborata posta (migrata/amputata) sul web e da riattivare/rielaborare in <em>streaming</em>. E l’avvento dell’ebook ci sta dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito mantenuto nell’orizzonte della <em>rivoluzione materiale del libro</em> è puro diversivo, proprio in senso militare: scaramuccia per distogliere l’attenzione dal fronte dove si combattono le battaglie decisive con in palio la presa sull’encefalo del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le armi spianate, per lo più fatte di rassicurante plastica, non sono però caricate a salve. Nei conflitti avviati, o che incombono, non è certo l’acciaio che serve. Si manovrano attrezzi variamente siglati, tipo quanto “concepito per vivere esclusivamente su internet e per dominare [?] la grande nuvola di codici binari che sovrasta le nostre vite moderne”<a name="testo29" href="#nota29"><sup>29</sup></a>: cirri digitali di tessuto cerebrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che s’intravede ha poco da spartire coi timori di Ray Bradbury: non le memorie registrate messe al rogo, ma tolte quelle psichiche. E non si tratta di cronaca marziana.</p>
<p style="text-align: justify;">Induce qualche turbamento che proprio nella fase in cui sono venuti meno gli ostacoli materiali per la conservazione ravvicinata di immense risorse documentarie coordinate – impregiudicata la più ampia ed efficiente condivisione &#8211; si ipotizzi di spostare e concentrare le archiviazioni, e i software di elaborazione, in remoto, alla possibile mercé di pochi depositari sovrani (magari uno, onnipotente).</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non è peregrina la messa in guardia affinché non ci si debba trovare, stupiti e inermi, a onorare una resa nemmeno trattata; a constatare di avere consegnato sensi e senso “agli interessi commerciali [dominanti], alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo […] i nostri occhi, le orecchie e i nervi [e scoprire che] in realtà non abbiamo più diritti.”<a name="testo30" href="#nota30"><sup>30</sup></a></p>
<p style="text-align: justify;">La chiara visione storica di quali sono stati i fattori organizzativi e istituzionali che hanno messo a rischio mortale la disponibilità delle fonti indispensabili all’esercizio e allo sviluppo della libertà di studio e ricerca e del diritto all’informazione attivo e passivo &#8211; e al contrario di quali ne hanno favorito la difesa e la crescita &#8211; dovrebbe fungere da bussola anche per le scelte strategiche di ristrutturazione del sistema di produzione, conservazione e trasmissione del sapere raccolto con tecnologie digitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo allora sia indispensabile puntare all’assetto multipolare, nel quale sedi operative e fonti trattate abbiano autorità e gradi di ridondanza sufficienti a minimizzare le possibilità di interdizione (proibire) o manipolazione (espurgare) a opera di chiunque. Il suo obiettivo centrale non può che essere l’effettivo libero uso individuale e sociale delle risorse documentarie, a cominciare da quelle cumulate nella lunga era della registrazione analogica.<br />
I problemi pratici da affrontare sono certo complessi, ma la loro soluzione non può ricorrere a scorciatoie tecnicistiche, e ancor meno prescindere da un rigoroso principio direttivo democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Segnaliamo la necessità di uscire dall’equivoco mascherato dal disinvolto uso della formula “possesso/accesso” per sottolineare l’essenzialità del secondo elemento della coppia rispetto alla presunta scarsa rilevanza funzionale del primo; come se la piena disponibilità di una risorsa fosse del tutto indipendente dalla sua effettiva titolarità. No, non è mai stato così. La sottovalutazione è forse stata coperta anche dall’equivoco linguistico, giacché l’accesso non è altro che possesso. La distinzione gravida di conseguenze è tra proprietà e possesso. Alla proprietà si connette il diritto di completa disponibilità delle cose.</p>
<p style="text-align: justify;">L’organizzazione policentrica delle condizioni di conservazione e recupero delle memorie (ovviamente pensiamo alle raccolte pubbliche) dovrebbe basarsi sul mantenimento integrale della sovranità d’uso derivante dalla proprietà. Per le biblioteche le implicazioni di ciò sono manifeste, innanzitutto rispetto agli accordi con partner commerciali per la digitalizzazione e la messa a disposizione delle preesistenze analogiche, e nondimeno per la stesura degli articolati contrattuali d’acquisizione della disponibilità non effimera della produzione documentaria corrente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella contesa lanciata dai tagliatori di teste necessita tenere “conto della sterminata capacità che l’uomo ha di ipnotizzare se stesso fino a perdere la consapevolezza dell’esistente sfida [e] che, per sopravvivere, la forza di volontà è necessaria quanto l’intelligenza”<a name="testo31" href="#nota31"><sup>31</sup></a>, [p.76] giacché questa non si dispiegherà senza che quella l’incalzi.</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso &#8211; ecco l’eco gramsciana &#8211; di appellarci a quell’intelligenza avvertita che “oggi […] abbiamo anche bisogno della volontà di essere straordinariamente informati e consapevoli”<a name="testo32" href="#nota32"><sup>32</sup></a> su come e dove si vuole montare la ghigliottina a cui intendono trascinarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma pure possiamo farci dare voce da un infuriato e lungimirante artista e ripetere con lui: “Ce l’ho con l’energia nera che ci sta sommergendo, con la perdita del pensiero, dell’anima, della consapevolezza. Con i direttori di riviste patinate che si credono giornalisti, con l’omicidio plurimo della cultura, con la delinquenza intellettuale. Perché se mi portano via i risparmi da una banca posso incazzarmi, ma se mi portano via i neuroni devo stare zitto?”<a name="testo33" href="#nota33"><sup>33</sup></a></p>
<p style="text-align: center; margin-top: 10px; margin-bottom: 20px;">* ** *** * *** ** *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a name="nota1">[1]</a> Si veda, a riguardo di approcci problematizzanti: La censura nel secolo dei Lumi : una visione internazionale / a cura di Edoardo Tortarolo ; saggi di Patrizia Delpiano … [et al.]. – Torino : UTET libreria, 2011. <a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota2">[2]</a> I libri proibiti : da Gutenberg all’Encyclopedie / Mario Infelise. &#8211; Roma : Laterza, 1999, p. 123. <a href="#testo2">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota3">[3]</a> Ibidem. <a href="#testo3">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota4">[4]</a> Non diamo ulteriore conto della questione (peraltro assai nota grazie all’eco avuta anche sulla stampa nazionale) per l’ovvio motivo che non può avere qui, da nessun punto di vista, oggettiva importanza. Chi volesse documentarsi veda, nel sito dell’Associazione italiana biblioteche, all’URL: &lt;<a title="AIB" href="http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1101.htm" target="_blank">http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1101.htm</a>&gt; (ultima consultazione 01.05.2011). <a href="#testo4">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota5">[5]</a> I libri proibiti / M. Infelise, cit., p. 3. Anche Luciano Canfora ha in più d’una occasione ricordato l’episodio: Studi di storia della storiografia romana. &#8211; Bari : Edipuglia, 1993, p. 221-239 &#8212; Libro e libertà. &#8211; Roma ; Bari : Laterza, 1994, p. 64-65. <a href="#testo5">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota6">[6]</a> Riscontrabile in qualunque ed. di: Annali / Cornelio Tacito,  Libro IV, 34-35. <a href="#testo6">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota7">[7]</a> Sulla “necessità di conoscere gli scritti dei loro avversari per poterne dare confutazioni argomentate” (p. 41), si veda: Vicende censorie in Inghilterra tra ‘500 e ‘600 / Luigi Balsamo, p. 31-52, in: La censura libraria nell’ Europa del secolo XVI : convegno internazionale di studi, Cividale del Friuli, 9-10 novembre 1995 / a cura di Ugo Rozzo. &#8211; Udine : Forum, 1997. <a href="#testo7">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota8">[8]</a> A proposito di <em>condizioni di disponibilità</em> appaiono esemplari gli ostacoli frapposti dalla Chiesa romana controriformista alla stampa e alla circolazione della Bibbia volgarizzata. Sono illuminanti le ricerche dedicate a questo tema da Gigliola Fragnito: La Bibbia al rogo : la censura ecclesiastica e i volgarizzamenti della Scrittura : 1471-1605. &#8211; Bologna : Il mulino, 1997 &#8212; Proibito capire : la Chiesa e il volgare nella prima età moderna. &#8211; Bologna : Il mulino, 2005. <a href="#testo8">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota9">[9]</a> Annali / Tacito, cit., ibidem. <a href="#testo9">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota10">[10]</a> Rimandiamo a una delle recenti riproposizioni del celeberrimo testo miltoniano: Areopagitica : discorso per la libertà di stampa / John Milton ; introduzione, traduzione, note e apparati di Mariano Gatti e Hilary Gatti. &#8211; Milano : Bompiani, 2002, p. 35. <a href="#testo10">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota11">[11]</a> Ivi, p. 85. <a href="#testo11">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota12">[12]</a> Bisognerà pur dire che non è mancata la corrività dello schieramento opposto, promotore di una profonda revisione dell’Amministrazione locale nel segno dell’ampliamento non bilanciato dei poteri dei sindaci e dei presidenti delle giunte regionali, e dei loro assessori. L’operazione, nobilitata dal richiamo alla “governabilità”, ha dato i frutti che necessariamente produce ogni deriva dirigista che sente come inutile zavorra le procedure del controllo democratico formale e sostanziale. Gli inconsulti furori censori (o apologetici) di qualunque “governatore”, o sindaco, o assessore, sarebbero impensabili entro un quadro normativo dove i loro poteri personali fossero del tutto compatibili con i princìpi di <em>garanzia</em>. <a href="#testo12">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota13">[13]</a> È stato indagato con approccio eccessivamente psicologistico l’evidente trasporto berlusconiano verso le figure di conclamati oligarchi e per Vladimir Putin in primo luogo. <a href="#testo13">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota14">[14]</a> “Come giustamente è stato notato, l’intenzione del contrappeso del giudizio di costituzionalità non è di natura giacobina, ma moderata, in quanto i giacobini non ammettevano contrappesi all’esercizio del potere legislativo e spostavano tutto il discorso sul principio assoluto e non contrastabile del popolo sovrano.” Così a p. 32 di: Costituzionalizzare la censura / Antonio Trampus, p. 3-41, in : La censura nel secolo dei Lumi / a cura di E. Tortarolo, cit. <a href="#testo14">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota15">[15]</a> L’Italia che legge / Giovanni Solimine. &#8211; Roma ; Bari : Laterza, 2010, p. 51. <a href="#testo15">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota16">[16]</a> L’allusione, forse troppo scontata, evoca: Non per profitto : perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica / Martha C. Nussbaum. – Bologna : Il mulino, 2011. <a href="#testo16">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota17">[17]</a> Cfr.: La censura in biblioteca : ma non c’è l’etica del bibliotecario? / Fausto Rosa. &#8211; <em>AIB Notizie</em>, 2 (2010), p. 4-5. Disponibile anche all’URL: &lt;<a title="AIB" href="http://www.aib.it/aib/editoria/n22/0202.htm3" target="_blank">http://www.aib.it/aib/editoria/n22/0202.htm3</a>&gt; (ultima consultazione 01.05.2011). <a href="#testo17">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota18">[18]</a> La citazione riproduce il titolo dell’articolo di Andreas Whittam-Smith, giornalista del quotidiano inglese The Indipendent, ripreso su L’unità del 7 febbraio 2011. <a href="#testo18">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota19">[19]</a> La nostra mente va alla valenza esemplare dei fondamentali studi dedicati da Luigi Balsamo all’opera di Konrad Gesner e alle opposte fatiche normalizzatrici del gesuita Antonio Possevino. Riviamo ad alcuni suoi magistrali lavori: La bibliografia : storia di una tradizione. &#8211; Firenze : Sansoni, 1984 &#8212; Il canone bibliografico di Konrad Gesner e il concetto di biblioteca pubblica nel Cinquecento, p. 77-95, in: Studi di biblioteconomia e storia del libro in onore di Francesco Barberi / a cura di Giorgio De Gregori e Maria Valenti con la collaborazione di Giovanna Merola. &#8211; Roma : Associazione italiana biblioteche, 1976 &#8212; Antonio Possevino S. I. bibliografo della Controriforma e diffusione della sua opera in area anglicana. &#8211; Firenze : Olschki, 2006. <a href="#testo19">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota20">[20]</a> La bibliografia / L. Balsamo, cit., p. 29. <a href="#testo20">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota21">[21]</a> Ivi, p. 37. L’autore sottolinea l’imprevisto uso fatto delle <em>Pandectae</em> a fini selettivi. <a href="#testo21">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota22">[22]</a> L’occasione è stata il convegno “L’Italia delle biblioteche. Scommettendo sul futuro nel 150º anniversario dell’unità nazionale”, Milano, Palazzo delle Stelline, 3-4 marzo 2011. Citiamo dal fascicoletto lì distribuito, riportante la versione provvisoria dell’intervento: Dalla memoria cartacea alla memoria digitale : verso nuovi modelli di riferimento / Tommaso Giordano, p. 7. <a href="#testo22">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota23">[23]</a> Gli strumenti del comunicare / Marshall McLuhan. &#8211; Milano : Garzanti, 1977, p. 54. <a href="#testo23">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota24">[24]</a> Ivi, p. 20. <a href="#testo24">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota25">[25]</a> Ivi, p. 15. <a href="#testo25">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota26">[26]</a> Lo spavento per l’arto fantasma / Bianca Fossati, p 18-20, in: <em>Occhio clinico : rivista di pratica medica</em>, 2 (feb. 2008), p. 20. Raggiungibile all’URL &lt;<a title="arto fantasma" href="http://www.occhioclinico.it/cms/files/oc080218.pdf" target="_blank">http://www.occhioclinico.it/cms/files/oc080218.pdf</a>&gt; (ultima consultazione 01.05.2011). Nel contributo si ricorda anche la sofferenza del capitano Ahab. <a href="#testo26">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota27">[27]</a> Gli strumenti del comunicare / M. McLuhan, cit., p. 51. <a href="#testo27">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota28">[28]</a> Moby Dick / Herman Melville ; introduzione di Vito Amoruso ; traduzione di Lara Fantoni. &#8211; Roma : La repubblica, 2004, p. 242. <a href="#testo28">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota29">[29]</a> Così all’URL &lt;<a title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/12/27/news/prova_cr-48-10547730/index.html?ref=search" target="_blank">http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/12/27/news/prova_cr-48-10547730/index.html?ref=search</a>&gt; (ultima consultazione 01.05.2011), sotto la firma di Paolo Pontoniere, a proposito del Cr-48 di Google. <a href="#testo29">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota30">[30]</a> Gli strumenti del comunicare / M. McLuhan, cit., p. 74. Qui sia permesso respingere quella che abbiamo inteso come intimazione alla concretezza. Alludiamo al passaggio conclusivo dell’ interessante articolo: Ebook, DRM e biblioteche : una mappa sintetica sulle prospettive del “digital lending” per libri e altri media in Italia / Giulio Blasi, in: <em>Bibliotime</em>, 3 (nov. 2010). Il contributo è raggiungibile all’URL &lt;<a title="Bibliotime" href="http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-xiii-3/blasi.htm" target="_blank">http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-xiii-3/blasi.htm</a>&gt; (ultima consultazione 01.05.2011). Non sappiamo se anche il sociologo canadese soffrisse di “tic ‘crociano italico’”: propensione all’indugio del filosofare invece che fare, a occuparsi “di storia della tecnologia” piuttosto che innovare. Chissà. Azzardiamo tuttavia che la sua tensione a capire postulasse tutt’altro che l’immobilità. Ci piace pensare che esortasse, semplicemente, a valutare la pericolosità di ogni nuovismo acritico (tautologia, ovviamente). <a href="#testo30">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota31">[31]</a> Gli strumenti del comunicare / M. McLuhan, cit., p. 76. <a href="#testo31">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota32">[32]</a> Ibidem. <a href="#testo32">&uArr;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="nota33">[33]</a> Così Alessandro Bergonzoni nella veramente bella intervista rilasciata a Sara Chiappori e apparsa, il 5 marzo 2011, nelle pagine milanesi del quotidiano <em>La Repubblica</em>. Titolo della conversazione: “Non sono soltanto un comico ma uno che ricerca l’invisibile”. Leggibile all’URL: &lt;<a title="Repubblica" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/03/05/non-sono-soltanto-un-comico-ma-uno.html" target="_blank">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/03/05/non-sono-soltanto-un-comico-ma-uno.html</a>&gt; (ultima consultazione 01.05.2011). <a href="#testo33">&uArr;</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/">Censure: il passato davanti</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/29/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-progettarla-2/' rel='bookmark' title='La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (2)'>La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (2)</a> <small>di Ethan Zuckerman &#8211; traduzione di B. Borgato e B. Parrella...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/' rel='bookmark' title='La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (1)'>La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (1)</a> <small>di Ethan Zuckerman &#8211; traduzione di B. Borgato e B....</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/21/questioni-di-censura/' rel='bookmark' title='Questioni di censura'>Questioni di censura</a> <small>di Ethan Zuckerman Il recente intervento del segretario di Stato...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/03/29/i-meccanismi-della-censura-in-cina/' rel='bookmark' title='I meccanismi della censura in Cina'>I meccanismi della censura in Cina</a> <small> Il 12 marzo si è celebrata la Giornata Mondiale contro...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/03/12/giornata-mondiale-contro-la-cybercensura/' rel='bookmark' title='Giornata mondiale contro la Cybercensura'>Giornata mondiale contro la Cybercensura</a> <small> verbatim da Guido Scorza: Il rapporto di Reporters sans...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ancora contro la censura in biblioteca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 11:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gherardo bortolotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[A gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[AIB]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Italiana Biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Battisti]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Guerrini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=37915</guid>
		<description><![CDATA[<p>[<em>In merito all'iniziativa lanciata dall'Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, <a title="la lettera sul sito aib" href="http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1101l.htm" target="_blank">ecco la lettera</a> inviata il 19 gennaio scorso dall'<strong>Associazione Italiana Biblioteche</strong> al Presidente della Regione Veneto e al Presidente della Provincia di Venezia</em>. <em>Non è la prima volta che l'AIB si occupa della ingerenze politiche in Veneto: <a title="post su nazione indiana" href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/" target="_blank">qui un caso simile</a>.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/">Ancora contro la censura in biblioteca</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>In merito all'iniziativa lanciata dall'Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, <a title="la lettera sul sito aib" href="http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1101l.htm" target="_blank">ecco la lettera</a> inviata il 19 gennaio scorso dall'<strong>Associazione Italiana Biblioteche</strong> al Presidente della Regione Veneto e al Presidente della Provincia di Venezia</em>. <em>Non è la prima volta che l'AIB si occupa della ingerenze politiche in Veneto: <a title="post su nazione indiana" href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/" target="_blank">qui un caso simile</a>.</em>]</p>
<p>Al Presidente della Regione del Veneto<br />
Luca Zaia<br />
Palazzo Balbi &#8211; Dorsoduro 3901<br />
30123 Venezia</p>
<p>Al Presidente della Provincia di Venezia<br />
Francesca Zaccariotto<br />
Palazzo Ca&#8217; Corner, San Marco 2662<br />
30124 Venezia</p>
<p>Egregio Presidente,</p>
<p>sono venuto a conoscenza dalla stampa dell&#8217;intento, da parte di un suo Assessore, di intraprendere iniziative volte a eliminare dagli scaffali delle biblioteche civiche e scolastiche del territorio tutti i libri i cui autori firmarono nel 2004 una petizione a favore di Cesare Battisti.<br />
<span id="more-37915"></span><br />
Desidero pertanto sottoporre alla Sua attenzione la posizione dell&#8217;<strong>Associazione Italiana Biblioteche</strong>. L&#8217;Associazione esprime la propria <strong>solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime</strong>. In uno stato di diritto sorretto da istituzioni democratiche e da una società libera e aperta, chiunque sia condannato a quattro ergastoli con sentenze passate in giudicato deve scontare la propria pena. In democrazia, tuttavia, <strong>non sono ammissibili liste di proscrizione</strong>, censure, divieti espliciti o impliciti di accesso ai documenti della biblioteca. Immaginare provvedimenti di questo tipo, oltre che violare la nostra carta costituzionale, produrre un imbarbarimento del nostro vivere civile e costituire un precedente gravissimo, rischia di danneggiare gli stessi sacrosanti tentativi di far estradare nel nostro paese Battisti.</p>
<p>Questo tipo di iniziative è in netto contrasto con le <strong>finalità della biblioteca pubblica</strong>, che è strumento essenziale per la democrazia solo se viene garantita la pluralità delle opinioni e l&#8217;accesso senza filtri o pregiudiziali ideologiche &#8220;a ogni genere di conoscenza e informazione&#8221;, come recita il Manifesto UNESCO per la biblioteca pubblica.</p>
<p>Intraprendere azioni simili implica anche una sorta di dichiarazione di <strong>sfiducia nei confronti della società civile e dell&#8217;intelligenza dei cittadini</strong>, che evidentemente non sono ritenuti in grado di formarsi un giudizio critico sulla questione senza un intervento censorio da parte delle istituzioni.</p>
<p><strong>Le biblioteche sono l&#8217;emblema stesso della libertà e della democrazia</strong>, sono un patrimonio di tutti. La censura è la negazione delle ragioni per cui le biblioteche vengono finanziate dalla collettività.</p>
<p>A nome dell&#8217;Associazione Italiana Biblioteche mi appello a Lei e alla alta carica istituzionale che ricopre affinché impedisca ogni intervento che miri a limitare direttamente o indirettamente l&#8217;accesso alle collezioni e ai documenti delle biblioteche.</p>
<p>Nell&#8217;anno che celebra il centocinquantesimo dell&#8217;unità d&#8217;Italia l&#8217;Associazione Italiana Biblioteche si augura che vengano evitati provvedimenti illiberali e che prevalga piuttosto il rispetto per il nostro vivere civile e democratico.</p>
<p>Confidando sulla sensibilità per le questioni di libertà e democrazia che La contraddistingue e su una risposta positiva a questo appello, Le porgo distinti saluti.</p>
<p>Il Presidente dell&#8217;Associazione Italiana Biblioteche<br />
Prof. <strong>Mauro Guerrini</strong></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/">Ancora contro la censura in biblioteca</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/' rel='bookmark' title='La notte delle biblioteche'>La notte delle biblioteche</a> <small> [A fronte dei pesanti tagli alle biblioteche e dopo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/' rel='bookmark' title='Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)'>Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)</a> <small>[A Musile di Piave, un paesino del veneto, il sindaco...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/' rel='bookmark' title='Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)'>Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)</a> <small>ASSEMBLEA APERTA i lavoratori delle biblioteche e degli archivi discutono...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/' rel='bookmark' title='Censure: il passato davanti'>Censure: il passato davanti</a> <small>Censure: il passato davanti / Giambattista Tirelli [In via sperimentale,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/21/su-battisti/' rel='bookmark' title='Hai firmato l&#8217;appello per Battisti? Che si brucino i tuoi libri&#8230;'>Hai firmato l&#8217;appello per Battisti? Che si brucino i tuoi libri&#8230;</a> <small>Lello Voce I fatti credo siano ormai conosciuti da tutti:...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 06:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Italiana Biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Nord-Est]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=24872</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>[A Musile di Piave, un paesino del veneto, il sindaco ha vietato la presenza de "La repubblica" in biblioteca in quanto giornale politicizzato (<a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=76217&#038;sez=NORDEST)">www.gazzettino.it/articolo.php?id=76217&#038;sez=NORDEST</a>). Ringrazio Gherardo Bortolotti che mi ha segnalato questo ulteriore caso di "civiltà" settentrionale. A I]</em></p>
<p>Il Presidente dell&#8217;Associazione Italiana Biblioteche<br />
Prof.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/">Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[A Musile di Piave, un paesino del veneto, il sindaco ha vietato la presenza de "La repubblica" in biblioteca in quanto giornale politicizzato (<a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=76217&#038;sez=NORDEST)">www.gazzettino.it/articolo.php?id=76217&#038;sez=NORDEST</a>). Ringrazio Gherardo Bortolotti che mi ha segnalato questo ulteriore caso di "civiltà" settentrionale. A I]</em></p>
<p>Il Presidente dell&#8217;Associazione Italiana Biblioteche<br />
Prof. <strong>Mauro Guerrini</strong></p>
<p>Spett.le Sig. Sindaco,<br />
sono venuto a conoscenza dalla stampa (&#8216;Il Gazzettino&#8217;, sabato 10<br />
ottobre 2009, Cronaca di Venezia, p. 1) delle disposizioni impartite<br />
alla biblioteca del Comune da Lei amministrato, tendenti a eliminare<br />
dalle raccolte bibliotecarie la presenza di pubblicazioni periodiche<br />
ritenute &#8216;politicizzate&#8217;.<br />
<span id="more-24872"></span><br />
Questo tipo di provvedimenti è in netto contrasto con le finalità della<br />
biblioteca pubblica, che è strumento essenziale per la democrazia solo<br />
se viene garantita la pluralità delle opinioni e l&#8217;accesso senza filtri<br />
o pregiudiziali ideologiche &#8216;a ogni genere di conoscenza e<br />
informazione&#8217;, come recita il <a href="http://www.aib.it/aib/commiss/cnbp/unesco.htm">Manifesto Unesco per la biblioteca<br />
pubblica</a>.</p>
<p>Le raccolte di ogni biblioteca che voglia realmente essere al servizio<br />
della comunità locale dovrebbero riflettere tutti gli orientamenti<br />
attuali e l&#8217;evoluzione della società , così come la memoria<br />
dell&#8217;immaginazione e degli sforzi dell&#8217;uomo, senza essere soggette ad<br />
alcun tipo di censura ideologica, politica o religiosa, né a pressioni<br />
commerciali. In realtà si assiste sempre più spesso a forme di malinteso spoil system, in base al quale chi prevale si sente in diritto di imporre la propria visione del mondo cancellando le opinioni della parte<br />
avversa.</p>
<p>Le Sue disposizioni sembra mettano in luce la sfiducia che la Sua<br />
amministrazione nutre nei confronti dei concittadini, che evidentemente<br />
non sono ritenuti in grado di formarsi un giudizio critico e che quindi<br />
devono essere messi sotto tutela, al riparo dall&#8217;informazione di parte o<br />
politicizzata, un concetto peraltro assai discutibile in sé. Credo che<br />
qualsiasi amministratore pubblico non possa che convenire sulla<br />
necessità opposta, ovvero ampliare la dotazione di quotidiani di tutte<br />
le tendenze e provenienze, per garantire il pluralismo e consentire a<br />
chiunque di formarsi liberamente un&#8217;idea sui fatti del mondo.</p>
<p>La tutela del bene comune rappresentato dall&#8217;accesso alle opinioni &#8211; a<br />
tutte le opinioni &#8211; è il presupposto che mette tutti noi in condizione<br />
di formarci in proprio convinzioni e idee. Questo diritto, sancito<br />
dall&#8217;art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo,<br />
dovrebbe essere in cima alle preoccupazioni di ogni amministratore<br />
locale che desideri il bene della comunità che l&#8217;ha eletto.</p>
<p>Le biblioteche sono l&#8217;emblema stesso della libertà e della democrazia,<br />
sono un patrimonio di tutti. La censura è la negazione delle ragioni per<br />
cui le biblioteche vengono finanziate dalla collettività : i problemi si<br />
risolvono affrontandoli con il dialogo e il confronto fra i diversi<br />
punti di vista sul mondo e sulla vita, ma non apponendo divieti e<br />
minacciando sanzioni.</p>
<p>Per queste ragioni l&#8217;Associazione Italiana Biblioteche (AIB) si oppone<br />
e denuncia ogni tentativo di censurare, limitare e sviare la loro<br />
funzione culturale e sociale.</p>
<p>A nome dell&#8217;AIB, la invito a riconsiderare le sue decisioni e a<br />
guardare con fiducia al ruolo delle biblioteche pubbliche, che sono e<br />
devono restare luoghi per il libero confronto delle idee e per la<br />
formazione delle opinioni, non terreni di scontro ideologico.</p>
<p>Il pluralismo, come ha ricordato proprio oggi il Presidente della<br />
Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrando la giornata<br />
dell&#8217;informazione, &#8220;è un valore insostituibile&#8221;.</p>
<p>Il Presidente dell&#8217;Associazione Italiana Biblioteche<br />
Prof. Mauro Guerrini</p>
<p>Roma, 16/10/2009</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/">Censura Bibliotecaria (Lettera ad un Sindaco)</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/' rel='bookmark' title='La notte delle biblioteche'>La notte delle biblioteche</a> <small> [A fronte dei pesanti tagli alle biblioteche e dopo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/ancora-contro-la-censura-in-biblioteca/' rel='bookmark' title='Ancora contro la censura in biblioteca'>Ancora contro la censura in biblioteca</a> <small>[In merito all'iniziativa lanciata dall'Assessore alla Cultura della Provincia di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/' rel='bookmark' title='Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)'>Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)</a> <small>ASSEMBLEA APERTA i lavoratori delle biblioteche e degli archivi discutono...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/23/il-telefono-dellincendiario/' rel='bookmark' title='Il telefono dell&#8217;incendiario'>Il telefono dell&#8217;incendiario</a> <small>di Giacomo Sartori Oggi su Repubblica è riportata l’intercettazione di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/' rel='bookmark' title='Censure: il passato davanti'>Censure: il passato davanti</a> <small>Censure: il passato davanti / Giambattista Tirelli [In via sperimentale,...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/10/22/censura-bibliotecaria-lettera-ad-un-sindaco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione non è una festa letteraria</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/09/07/la-rivoluzione-non-e-una-festa-letteraria/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/09/07/la-rivoluzione-non-e-una-festa-letteraria/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 07:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[antonella agnoli]]></category>
		<category><![CDATA[bibliotecari]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[chiara valerio]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[la fisica per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[laterza]]></category>
		<category><![CDATA[le piazze del sapere]]></category>
		<category><![CDATA[lev landau]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=21133</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>La perdita dell’abitudine a ritrovarsi e confrontarsi in piazza, al bar,<br />
dal parrucchiere<br />
è uno dei molti motivi che rendono la nostra democrazia<br />
un guscio vuoto.</em></p>
<p>La rivoluzione non è una festa letteraria e questa non è una recensione.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/07/la-rivoluzione-non-e-una-festa-letteraria/">La rivoluzione non è una festa letteraria</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-21140" title="le20piazze20del20sapere" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/le20piazze20del20sapere.jpg" alt="le20piazze20del20sapere" width="200" height="299" /></p>
<p>di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>La perdita dell’abitudine a ritrovarsi e confrontarsi in piazza, al bar,<br />
dal parrucchiere<br />
è uno dei molti motivi che rendono la nostra democrazia<br />
un guscio vuoto.</em></p>
<p>La rivoluzione non è una festa letteraria e questa non è una recensione. <em><strong>Le piazze del sapere </strong></em>di <strong>Antonella Agnoli </strong>(Laterza 2009) è un libro che una parte di me vorrebbe mettere all’Indice se ancora esistesse, o comunque vorrebbe bruciare. Perché una parte di me, che vive nell’immaginario bellepoque dell’intellettuale settario di sinistra, appena conformista, utopista, elitista, e tanti altri <em>–ista </em>che nemmeno voglio elencare, oltre che snob e la-miseria-del mondo-mi straccia-il-cuore quindi me ne sto fuori a bere finché non piove, suppone, anzi sa, che <em>Le piazze del sapere</em> possono mutarsi in roghi del sapere e soprattutto sono posti dove facilmente, per parafrasare Saramago, il rametto d’ulivo di Pasqua (leggere tutti) diventa la prima frasca per la pira del supplizio (leggere cosa?). Quando ho letto <em>Le piazze del sapere </em>ho sentito molto odore di bruciato.<br />
<span id="more-21133"></span><br />
Già perché mentre il mio problema (nel caso io avessi mai guardato il mondo) è sempre stato cosa leggono le persone, il problema (risolto) della Agnoli è invece come far arrivar loro i libri in mano. Come avvicinare le persone alle biblioteche pubbliche, come farle rimanere, come eliminare le difettività nel gesti di un individuo che non ha mai allungato le mani su un libro. E incredibilmente, Agnoli non vuole cambiare le persone, non ci pensa nemmeno, non vuole parlare di generali astratti in un salotto con i divani a righe e braccioli, vuole (e lo ha fatto) cambiare i luoghi affinché risultino accoglienti. Agnoli che il mondo lo guarda e lo studia da più di trenta anni, attraverso lo specchio convesso del lavoro in biblioteca, non ha paura di usare statistiche e di procedere per approssimazioni successive. Di aggiustare il tiro, di costruire scaffali di romanzi rosa e di lasciare i libri per bambini nelle ceste sul pavimento. Antonella Agnoli è una empirista, una umanista e tanti altri <em>-ista</em> che non voglio nemmeno elencare ma che fanno di lei una maledetta, pericolosissima, rivoluzionaria. Rivoluzionaria pure perché contraddicendo Mao Tze Tung, la rivoluzione di Agnoli è proprio <em>un disegno o un ricamo</em>. È provare a sedurre i passanti, siano professori, casalinghe, bambini o pensionati, siano di destra o di sinistra, e trasformarli in lettori, aggregarli in forma di insieme. Potete capire che per me che vivo ancora come un adolescente nel mito di Ulisse, imbattersi in Circe che trasforma i libri in mezzane, e che potrebbe trasformarci me, è un incubo. <em>L’impoverimento della lingua usata anche dai giovani inseriti nel sistema scolastico è tale che la comprensione dei testi è difficile per molti di loro, il che significa essere persone che non possono leggere un libro o un giornale, e soprattutto, cittadini a rischio nei loro diritti elementari perché in difficoltà a capire una bolletta della luce o un estratto conto. La drammaticità del problema nasce dal fatto che Nella società dell’informazione l’alfabetizzazione è una necessità fondamentale in quanto funzionale ai fin del consumo dell’informazione stessa, e dunque dell’intero volano economico sul quale si regge l’Occidente contemporaneo</em>. Pensare che le biblioteche pubbliche possano servire, anche e in un paese come il nostro soprattutto, alle persone per leggere le bollette del gas o dell’acqua. O per interpretare le offerte delle televisioni via cavo mi fa venire la pelle d’oca. Siamo forse un paese di analfabeti? <em>Le biblioteche devono qualificarsi come luoghi dove si fanno esperienze comuni: questa deve essere la dimensione nuova delle loro azioni sul territorio.</em> Perché?</p>
<p>Perché finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere, partendo dai libri, che prima di fare cultura, bisogna fare alfabetizzazione. Ho scritto alfabetizzare. La biblioteca per tutti di Antonella Agnoli, come <em>La fisica per tutti </em>di Lev Landau. Siamo forse un paese di analfabeti (di ritorno?).</p>
<p>Ma come è possibile che una casa editrice solida, accademicamente di riferimento come Laterza (e il motto dell’accademia è <em>Fa che nulla cambi</em>), abbia deciso di pubblicare un libro sovversivo, irriverente, che schiaffeggia tutta la sinistra italiana (dovunque si nasconda) e parli con consapevole e arguta veemenza, di classi sociali, di scuola pubblica, analizzi e progetti una urbanistica culturale e dica che se le biblioteche devono somigliare a centri commerciali purché la gente ci vada, allora che si faccia, che si pensi, che si cambi. <em>Ciascuno di noi viene addestrato fin dalla più tenera età a valutare con esattezza la situazione sociale in cui si trova: anche chi non è mai entrato in biblioteca, sulla base della sua esperienza in altri ambienti pubblici, capirà ugualmente il messaggio implicito nell’arredamento dei locali. Occorre pochissimo tempo a un potenziale lettore per capire, grazie a una quantità di indizi, quale sarà il suo posto all’interno dell’istituzione e valutare se rischia di rendersi ridicolo o di perdere la faccia. Il nostro compito, all’ingresso, è convincerlo che la biblioteca è anche per lui</em>. Io parlo di sinistra italiana perché la cultura è un sistema che è stato gestito dal dopoguerra a oggi (con le eccezioni ministeriali della democrazia cristiana) dai partiti di sinistra. Perché la cultura è sempre stato un punto di forza dei loro programmi elettorali. Io che sono nata nel millenovecentosettantotto (da genitori comunisti e in una casa piena di libri, anche nel vano ferro da stiro) posso solo dire che da quando sono entrata all’università mi è sempre sembrato che le cattedre fossero utilizzate dalla sinistra come l’impiego alle poste dalla destra. Collocamento puro. Per questo mi accanisco, per questo una parte di me è innamorata di questo libro e un’altra vorrebbe che non esistesse, che non mi sbattesse in faccia la mia idea (anacronistica) di cultura, che non mi dicesse che io posso dire che la bellezza, e i bei libri salvano il mondo perché io so che i libri esistono e so che esistono le biblioteche pubbliche, che mi facesse sentire una privilegiata che ha scelto sì di leggere, ma leggere apparteneva comunque allo skyline culturale che ha sempre avuto di fronte. Ed è per questo che in barba a tutti i collocamenti accademici, alle pagine culturali dei quotidiani appannaggio di una certa sinistra, reazionaria e non sempre meritocratica, <em>Le piazze del sapere</em> mi pare veramente, finalmente, definitivamente un libro di sinistra, di quella sinistra che ben lungi dallo starsene seduta in qualche luogo ben ventilato si preoccupa di far studiare tutti.</p>
<p>Perché dire alle persone i libri che devono leggere è ideologia, lasciare che leggano e basta è democrazia. E quindi possibilità di evoluzione ancora prima che di rivoluzione.</p>
<p>Io non so cosa voti Antonella Agnoli e non mi interessa, perché ho letto che cosa ha fatto. E anche se io non farei che immaginarmi felice a fumare discettando di Huysmans, Satyajit Ray, le sfumature degli aggettivi, Blob, e a pensare che un mondo nuovo è possibile ma che lo facciano altri, e a convincermi che prima o poi tutti leggeranno tutto perché i libri sono la salvezza del mondo, devo ringraziare con sdegno Antonella Agnoli per avermi sbattuto in faccia le mie pochezze, la mia natura meticcia e apostata. <em>Il pubblico fischiava, applaudiva, partecipava: solo a fine Ottocento la strategia di imporre una contemplazione totalmente passiva si impose, segmentando i pubblici e trasformando un divertimento comune a tutte le classi sociali in una pratica culturale delle sole persone colte. Nel novecento, Shakespeare fu “trasformato da un autore per l’intero pubblico in uno per una audience specifica. La metamorfosi fu da cultura popolare a cultura educata, da intrattenimento a erudizione, dalla proprietà dell’uomo della strada al possesso di circoli elitari.</em></p>
<p><em>Si può diventare eretici solo se si è padroni dell’ortodossia</em> (Carla Ida Salviati, <em>Poesie e antologia contemporanee per la scuola media</em>). Non che mi piaccia essere un eretico, avrei preferito essere donna di una sinistra colta e intellettuale, di una sinistra da biblioteche di marocchino e <em>blasoni che comportano terre e residenze di campagna; che generano semplicità, eccentricità, agio; e una tale sicurezza del proprio stato che ci si può circondare il piatto di orologi di Waterbury e dare con le mani ossi sanguinolenti al cane</em> (V. Woolf, Sono una Snob?).</p>
<p>Ma mio nonno faceva il muratore.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-21142  aligncenter" title="DE HE BUCHMESSE" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/frankfurter_buchmesse_buchmesse20081008144420-300x180.jpg" alt="DE HE BUCHMESSE" width="300" height="180" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>A. Agnoli, Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Laterza (2009), € 18,00.</strong></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/07/la-rivoluzione-non-e-una-festa-letteraria/">La rivoluzione non è una festa letteraria</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2012/01/16/caro-sindaco-parliamo-di-biblioteche/' rel='bookmark' title='caro sindaco, parliamo di biblioteche'>caro sindaco, parliamo di biblioteche</a> <small> (Di seguito due pezzi usciti rispettivamente a mia firma...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/08/22/fantapolitica/' rel='bookmark' title='un&#8217;altra volta'>un&#8217;altra volta</a> <small> di Chiara Valerio Piero Marrazzo è l’ultimo uomo politico...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/censure-il-passato-davanti/' rel='bookmark' title='Censure: il passato davanti'>Censure: il passato davanti</a> <small>Censure: il passato davanti / Giambattista Tirelli [In via sperimentale,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/26/parigi-val-bene-un-best-seller/' rel='bookmark' title='Parigi val bene un best seller'>Parigi val bene un best seller</a> <small> di Chiara Valerio Allo stesso modo, molti scrittori non...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/09/24/ogni-cosa-e-sempre-qualcosaltro/' rel='bookmark' title='Ogni cosa è sempre qualcos&#8217;altro'>Ogni cosa è sempre qualcos&#8217;altro</a> <small> di Chiara Valerio Qual è l’uso di un relitto...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/09/07/la-rivoluzione-non-e-una-festa-letteraria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>64</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[circoli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Raimondi]]></category>
		<category><![CDATA[idest edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[la lettura nonostante]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Bichsel]]></category>
		<category><![CDATA[simonetta bitasi]]></category>
		<category><![CDATA[Zadie Smith]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=9014</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://Nessuna"></a></p>
<p><strong>di Simonetta Bitasi</strong></p>
<p>Di lavoro leggo. Spesso faccio fatica a dirlo.<br />
Sento quasi di dovermi giustificare, a volte di dover scontare un privilegio unico o almeno di dover spiegare come da una lunga esperienza in una libreria e dall’affettuosa corrispondenza sin da piccola con le biblioteche io sia arrivata ad essere un lettore ambulante, a leggere per poi girare a raccontare le mie letture.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/">Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://Nessuna"><img class="alignnone size-medium wp-image-9013" title="m66" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/m66-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>di Simonetta Bitasi</strong></p>
<p>Di lavoro leggo. Spesso faccio fatica a dirlo.<br />
Sento quasi di dovermi giustificare, a volte di dover scontare un privilegio unico o almeno di dover spiegare come da una lunga esperienza in una libreria e dall’affettuosa corrispondenza sin da piccola con le biblioteche io sia arrivata ad essere un lettore ambulante, a leggere per poi girare a raccontare le mie letture. Sulla mia strana attività mi ha dato recentemente un po’ di conforto e coraggio un articolo della scrittrice Zadie Smith che su Internazionale dice: <em>Leggere, se fatto come si deve, è difficile tanto quanto scrivere… Chi equipara la lettura all’esperienza essenzialmente passiva di guardare la tv, vuole solo svilire la lettura e i lettori. La similitudine più calzante è con il musicista dilettante che sistema lo spartito sul leggio e si prepara a suonare. Deve usare le competenze acquisite con fatica per suonare quel brano musicale. Quanto maggiori sono le sue competenze, tanto più grande è il dono che fa al compositore e quello che il compositore fa a lui. E’ una “nozione” di lettura che ormai sentiamo proporre di rado. Eppure quando fai esercizio di lettura, quando passi del tempo con un libro, la vecchia morale dello sforzo e del compenso è innegabile. Leggere è un’abilità e un’arte. I lettori dovrebbero andare fieri delle loro competenze e non vergognarsi di coltivarle, non fosse altro perché gli scrittori hanno bisogno di loro… Anche il lettore deve avere talento</em>. Confortante, vero?<br />
<span id="more-9014"></span><br />
Riguardo al leggere vi segnalo una cosa curiosa: in un paese in cui si legge sempre meno e i lettori sono pochi e anche maltrattati il panorama editoriale ci sommerge ultimamente di titoli sulla lettura e i lettori. Non mi soffermerò sui peggiori, la maggior parte, ma su un piccolo gioiello che dice con poche precise parole cosa vuol dire leggere e perché noi lettori cerchiamo di contagiare tutti quelli che incontriamo: <em>Non c’è dubbio che quando leggiamo le parole di un testo le riempiamo della nostra esperienza. Nel momento in cui leggo, è vero, sono come sospeso in un altrove tessuto di ombre e di fantasmi. Leggendo, calati nella logosfera del testo, ci si può persino sentire, a occhi aperti, immersi in un sogno più vero e più vivo della realtà circostante. E tuttavia questo spazio sono io a costruirlo, per animarlo lo reinvento di continuo partecipando del suo movimento nello specchio attivo dell’immaginazione, come invece non può avvenire con le immagini dello schermo televisivo, implacabilmente imposte a un occhio passivo</em>. [Ezio Raimondi, <em>Un’etica del lettore</em>]. Questo per definire il concetto di lettura e anche per darci un minimo di importanza. Leggere certo non ci rende migliori, ma con un gesto apparentemente semplice mette in moto meccanismi ricchi e complessi. Ma una volta che si è entrati, come dire, nella magia della lettura non siamo ancora al traguardo. Perché il problema spesso è cosa leggere e come scegliere tra una produzione sterminata e spesso ingannevolmente pubblicizzata. Per chi si occupa di promozione o meglio contagio della lettura il problema è : <em>come faccio a sapere che c’è un libro che vale la pena di leggere e poi di far leggere?</em> I lettori sono esseri fiduciosi e invece cercano di scoraggiarli su tutti i fronti. Ed è ancora peggio quando le logiche puramente commerciali colpiscono la narrativa per l’infanzia. Vediamo come la strada della scelta sia sempre più un percorso faticoso, che spesso induce il lettore meno convinto ad abbandonarla:</p>
<p>1. le librerie indipendente con librai e libraie informati, appassionati, competenti stanno ormai scomparendo a favore dei supermercati del libro, dove oltre alla mancanza di consigli, manca anche un’onesta e completa scelta tra la produzione libraria, che penalizza in particolare medi e piccoli editori.</p>
<p>2. anche nelle biblioteche, oltre a una scelta ampia e completa, spesso è anche difficile trovare indicazioni e informazioni perché ai bibliotecari è praticamente impedito di leggere. Troppo oberati di impegni burocratici e di gestione e sempre gravati da sott’organico, non riescono certo, se non alla sera prima di addormentarsi, a leggere qualche pagina. Nelle biblioteche spagnole (alcune registrano un tesseramento del 70% della popolazione), sono distinti i vari ruoli e ci sono bibliotecari incaricati di leggere.</p>
<p>3. L’informazione dei giornali sui libri è fortemente non attendibile, spesso vittima di giochi di potere e favori reciproci tra operatori editoriali. E comunque molte recensioni non sono frutto, come sarebbe naturale, di una lettura.</p>
<p>4. A un livello superiore, parlando cioè di critica letteraria, non si trova molto di meglio. Totale indifferenza o parole altisonanti e illeggibili non aiutano a orientarsi nella narrativa contemporanea. Più che morta, come dicono molti, la critica letteraria italiana mi sembra in un eterno letargo.</p>
<p>5. Per i cosiddetti operatori poi un utile strumento potrebbe essere quello degli uffici stampa delle case editrici, che naturalmente devono vendere il loro prodotto, che spesso però non conoscono. Perché non leggono. Così anche le campagne stampa sono ingannevoli e tendono a rendere la diffusione dell’informazione libraria stereotipata.</p>
<p>6. La mancanza o la poca qualità della scelta, in particolare nelle biblioteche, è causata da improvvide scelte amministrative, che preferiscono spendere magari su un grande e unico evento che sull’acquisto dei libri. O che pongono come unico criterio di scelta del fornitore lo sconto praticato. In questo modo si offende l’intelligenza dei lettori o dei futuri lettori, facendo loro mancare la materia prima. Ma si sa una biblioteca che funziona grazie a un buona e costante fornitura di libri e al lavoro e alla competenza di personale qualificato non è una vetrina sufficientemente eclatante per la campagna politica.</p>
<p>Cosa rimane? Incontrarsi tra lettori, condividere le letture. Frequentare e far conoscere ai bambini librerie e biblioteche. Per i lettori adulti poi uno strumento di incontro e scambio ancora abbastanza attendibile è internet. Per ora blog, forum, siti sulla passione per leggere ribaltano i punti precedenti e sono un’oasi per chi ama leggere e far leggere.</p>
<p>Un modo molto più limitato, ma che si sta diffondendo sempre più è il fenomeno dei gruppi di lettura. Per molti la lettura è un’attività solitaria e anch’io non nego che la partita vera si gioca tra il lettore e il libro. Questo rimane il nucleo essenziale e indispensabile della magia del leggere. Quando ho letto un bel libro il cerchio idealmente si chiude e sia io che ho letto, in qualche modo riscrivendo il libro, sia lo scrittore abbiamo svolto appieno il nostro ruolo. Però è innegabile che quando sono rimasto colpito da un libro mi viene voglia di comunicarlo senza forse arrivare all’affermazione estrema di Peter Bichsel: <em>E so cosa mi porterei dietro su un’isola completamente deserta, dove si è totalmente soli e senza nessuna possibilità di tornare indietro…in realtà non mi porterei dietro nessun libro, perché senza una comunicazione quotidiana cesserebbe sia la lettura che la scrittura. Ho bisogno degli altri almeno per far sapere che ho letto</em>. [Il lettore, il narrare]. Allo scrittore svizzero i gruppi di lettura sarebbero probabilmente piaciuti. Lo loro funzione è quella di condividere una passione ma anche di scambiarsi informazioni e far girare sempre più libri. Un paio di anni fa ho partecipato al primo raduno italiano dei gruppi di lettura ad Arco di Trento dove erano ospiti anche alcuni bibliotecari spagnoli (sempre la Spagna…). Sono venuta così a conoscenza di gruppi per bambini e ragazzi e così ho proposto anche a Mantova di provare a crearne uno in biblioteca. Capitan Uncino esiste da due anni e si è clonato: i ragazzi infatti si sono divisi in junior (11-13 anni) e senior (13-16). Lavorano come consulenti agli acquisti della biblioteca, hanno compilato una bibliografia con le loro letture preferite, stanno realizzando un giornalino per meglio consigliare i loro coetanei. Come gruppo sono entusiasti, autonomi, curiosi e più facilmente gestibili degli adulti. Non assomigliano al ritratto che si fa degli adolescenti allergici alla lettura e ai libri. E sono sicura che non sono un caso a parte, tutt’altro.</p>
<p>Per estendere il contagio della lettura quindi …basta leggere. Però devono lasciarcelo fare predisponendo luoghi della lettura piacevoli e invitanti, dove trovare magari professionisti che ci possono consigliare; con informazioni attendibili per trovare i <em>nostri</em> libri; creando una diffusa cultura del libro come oggetto quotidiano e “naturale” e non come materia di studio e mezzo di punizione. Nasciamo potenziali lettori. Se lo diventeremo sarà grazie all’incontro con il libro giusto. Ecco, io voglio fare questo: favorire l’incontro tra i libri e i loro lettori che li stanno, magari inconsciamente, cercando.<br />
<a href="http://www.biblioteche.mn.it/LibriLettori.jsp">anche qui!</a></p>
<p>[da <strong>La lettura, nonostante</strong>. Libri e ragazzi, tra promozione e rimozione, Idest, 2009, pp. 96 p.,Euro 11,00]</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/">Oh, quanti libri non ti si spezza il cuore!</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/piccoli-editori/' rel='bookmark' title='piccoli editori'>piccoli editori</a> <small> Ritorna Piccoli editori a Mantova, il viaggio nel mondo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/05/25/fronte-del-libro/' rel='bookmark' title='fronte del libro'>fronte del libro</a> <small> di Antonella Agnoli Per parlare del futuro delle biblioteche...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/25/assemblea-aperta-contro-il-declino-delle-biblioteche-30-novembre-a-roma/' rel='bookmark' title='Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)'>Assemblea aperta contro il declino delle biblioteche (30 novembre a Roma)</a> <small>ASSEMBLEA APERTA i lavoratori delle biblioteche e degli archivi discutono...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/27/la-notte-delle-biblioteche/' rel='bookmark' title='La notte delle biblioteche'>La notte delle biblioteche</a> <small> [A fronte dei pesanti tagli alle biblioteche e dopo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/01/23/ce-tutto-un-mondo-intorno/' rel='bookmark' title='C&#8217;è tutto un mondo intorno'>C&#8217;è tutto un mondo intorno</a> <small> Michele Monina, C&#8217;è tutto un mondo intorno, No Reply,...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/19/oh-quanti-libri-non-ti-si-spezza-il-cuore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; festa!</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[Bovisa]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Raffa]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[Gisella Bassanini]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Molinari]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Vittoria Capitanucci]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[MilanOpen]]></category>
		<category><![CDATA[Milena Sacchi]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[periferia]]></category>
		<category><![CDATA[Quarto Oggiaro]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=11309</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>un consiglio di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Questo fine settimana artisti, scrittori, registi, architetti, fotografi, ma soprattutto, associazioni culturali, frequentatori della rete, oratori, biblioteche, scuole, campi sportivi e gli abitanti dei quartieri Bovisa e Quarto Oggiaro fanno una festa.<br />
L&#8217;abbiamo chiamata <a href="http://www.milanopen.com/">MilanOpen</a>.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/">E&#8217; festa!</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/11/milanopen_logo1.gif" alt="" title="milanopen_logo1" width="142" height="127" class="alignnone size-medium wp-image-11318" /><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/11/milanopen_logo22.jpg" alt="" title="milanopen_logo22" width="283" height="50" class="alignnone size-medium wp-image-11317" /></p>
<p>un consiglio di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Questo fine settimana artisti, scrittori, registi, architetti, fotografi, ma soprattutto, associazioni culturali, frequentatori della rete, oratori, biblioteche, scuole, campi sportivi e gli abitanti dei quartieri Bovisa e Quarto Oggiaro fanno una festa.<br />
L&#8217;abbiamo chiamata <a href="http://www.milanopen.com/">MilanOpen</a>.<br />
Venerdì c&#8217;è l&#8217;inaugurazione della restaurata villa Scheibler (e tutta una serie di tagli di nastri e convegni). Da sabato mattina parte la festa popolare. Mi piacerebbe che anche gli altri abitanti di Milano vengano in questi quartieri e si divertano. Il programma è fitto, gli eventi sono tutti gratuiti, e per chi non sa come raggiungerci (?!?) può sempre andare o in Centrale o a Cadorna dove due servizi navetta dell&#8217;ATM (gratuitissimi!) li porteranno a destinazione.<br />
Mettete per una volta al centro una periferia.</p>
<p>(il sottoscritto gironzolerà un po&#8217; ovunque, ma mi trovate di certo, come da programma, sabato mattina alle 11.30 e domenica pomeriggio alle 15.00)<br />
<span id="more-11309"></span><br />
<strong>Venerdì 21 Novembre 2008<br />
QUARTO OGGIARO &#8211; VILLA SCHEIBLER</strong><br />
<em>Via Orsini, 21 &#8211; dalle 9:30 alle 19:30</em><br />
“OPEN CITY. WHICH URBAN DESIGN FOR THE PUBLIC CITY?”<br />
Convegno internazionale Programma Urban II Milano<br />
9.30-10.30 Introducono:<br />
Carlo Masseroli, Assessore allo sviluppo del territorio del Comune di Milano<br />
Mariolina Moioli, Assessore alla famiglia, scuola e politiche sociali del Comune di Milano<br />
Franco Sarbia, Assistenza tecnica all’elaborazione e allo sviluppo del Programma Urban II Milano<br />
Giovanni Oggioni, Direttore settore pianificazione urbanistica generale Comune di Milano<br />
11.00 – 13.00 LA CITTA’ DEL FUTURO TRA NUOVE REGOLE E PROGETTO URBANO – MODELLI DI SVILUPPO URBANO IN EUROPA E NEGLI U.S.A.<br />
Paolo Simonetti, Direttore centrale direzione sviluppo del territorio del Comune di Milano<br />
Olympia Kazi, Urban Design New York<br />
Jeroen Ruitenbeek, Urban Design Rotterdam &#8211; Studio Palmboon &#038; Van der Bout<br />
14.00 – 16.00 URBAN FUTURO &#8211; TAVOLO TECNICO: MODELLI DI ATTUAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO: I FONDI DI SVILUPPO URBANO (URBAN, UE, MINISTERO, BUONE PRATICHE, BEI)<br />
Franco Sarbia, Assistenza tecnica all’elaborazione e allo sviluppo del Programma Urban II Milano<br />
Ivano Ilardo, Direttore Generale BNL Fondi Immobiliari SGR p.A.<br />
Alberto Mutti, Capo Servizio Progettazione del Comune di Ravenna<br />
Gianni Carbonaro, European Investment Bank – BEI<br />
Loredana Campagna, Ministero delle Infrastrutture<br />
Sebastiano Zilli, Commissione Europea, DG Regio<br />
16.00 &#8211; 18.00 PENSARE GLI SPAZI PUBBLICI DEL FUTURO: L’EUROPA.<br />
Luca Molinari Studio / Milano<br />
Metrogramma / Milano<br />
A12 Associati / Milano<br />
Ecosistema Urbano / Madrid<br />
Beckmann-N’Thepe / Parigi</p>
<p>18:30<br />
Inaugurazione “MilanOpen chiama milanouel!w”<br />
Mostra fotografica a cielo aperto con scatti del gruppo di Flickr Milanouel!W<br />
Istantanee di Scalo Farini, Bovisa, Quarto Oggiaro, Villapizzone e Villa Scheibler<br />
Inaugurazione mostra “Check-in Architecture”<br />
progetto di Mario Flavio Benini a cura di Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli, Luca Molinari</p>
<p><strong>Sabato 22 Novembre 2008<br />
QUARTO OGGIARO &#8211; VILLA SCHEIBLER</strong><br />
<em>Via Orsini, 21 &#8211; dalle 9:30 alle 19:30</em></p>
<p>10:00 Visita guidata in Villa Scheibler<br />
“Da “Viviamo il Parco” a Vill@perta”<br />
Mostra fotografica degli eventi realizzati dalle Associazioni di Quarto Oggiaro finanziati dal Progetto Urban II Milano (2006-2008). A cura di: Associazione Vill@perta</p>
<p>“Check-in Architecture”<br />
progetto di Mario Flavio Benini a cura di Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli, Luca Molinari</p>
<p>“MilanOpen chiama milanouel!w”<br />
Mostra fotografica a cielo aperto con scatti del gruppo di Flickr Milanouel!W<br />
Istantanee di Scalo Farini, Bovisa, Quarto Oggiaro, Villapizzone e Villa Scheibler</p>
<p>15:00 Visita guidata in Villa Scheibler</p>
<p>dalle 16:00 alle 19:30<br />
“Tutti al GAS”<br />
Risparmiamo insieme facendo la spesa. Stand con assaggi di prodotti di qualità del territorio. A cura di: Circolo ACLI S. Lucia in collaborazione con QuartoGAS, GAS Pascarella e Gruppo Missionario Pentecoste</p>
<p><strong>QUARTO OGGIARO</strong><br />
9:30- 18:30 <em>Fondazione C. Perini</em> &#8211; Via Aldini 72<br />
Mostra fotografica<br />
”La memoria storica dei quartieri Quarto Oggiaro, Vialba, Musocco, Villapizzone e Bovisa”</p>
<p>11:30 <em>Biblioteca Quarto Oggiaro</em> &#8211; Via Otranto (ang. Via Carbonia)<br />
<em>”Improvvisazioni d’autore &#8211; L’Arte visiva di strada” </em>Ospiti: Gianni Biondillo, Stefano Massaron e Cosimo Argentina alla “lavagna”. A cura dell’<em>Associazione Amici delle Biblioteche </em>in collaborazione con <em>No Reply</em></p>
<p>14:30 <em>Chiesa S.Lucia</em> – Via Federico De Roberto, 20<br />
“Le Vetrate di Santa Lucia”<br />
Narrazione di Elvis Pinna sulle vetrate della chiesa da lui realizzate agli inizi degli anni ‘80.<br />
Seguirà l’itinerario presso le chiese del quartiere:<br />
. Chiesa della Pentecoste, Via Graf 29<br />
. Chiesa dei SS. MM .Nazaro e Celso, Via Aldini, 33<br />
. Chiesa di Sant’Agnese, Via Arsia, 3<br />
. Ex Chiesa dei SS. Agricola e Vitale, via Orsini<br />
. Chiesa della Resurrezione, Via Longarone, 5</p>
<p>15:00 -18:00 <em>Istituto Comprensivo Trilussa </em>- Via Trilussa, 10 &#8211; Via Graf, 70 &#8211; Via Graf, 74<br />
“Open Day”<br />
Durante l’ “Open Day Trilussa” all’interno di ciascun plesso scolastico verrà allestito un laboratorio creativo-interattivo sul tema “I bambini/ragazzi e la città”</p>
<p>16:30 &#8211; 18:00 <em>Oratorio della Parrocchia SS. MM. Nazaro e Celso in Quarto Uglerio</em> &#8211; Via Aldini, 33<br />
“Figli delle stelle. Per coperta il cielo”(2007).<br />
Proiezione del film di G. Patricola. Sarà presente il regista.</p>
<p>21:00 <em>Chiesa di SS. MM. Nazaro e Celso in Quarto Uglerio</em> &#8211; Via Aldini, 33<br />
“Un gioiello a Quarto Oggiaro. L’organo V. Mascioni, 1904”<br />
Incontro con brani organistici eseguiti da padre Gianmario Monza, introduce Fausto Moretti, agronomo ed esperto di storia del territorio locale.</p>
<p>21:00 – 23:00 <em>CAM &#8211; Centro Aggregativo Multifunzionale</em>, Via Lessona 20<br />
Proiezione di cortometraggi realizzati dagli allievi della Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media:<br />
- Milano Città Fantasma di Francesca Fuso<br />
- Un’esile incrinatura di Tomas Tezzon<br />
- Il CT delle onde di Daniela Paternostro<br />
- Milano Settanta di Davide Fois<br />
- La superficie delle cose di Dario Antonioli<br />
- Viaggio intorno a Miracolo a Milano di Sanela Baijric<br />
Sarà presente il Direttore della scuola Daniele Maggioni</p>
<p><strong>Sabato 22 Novembre 2008<br />
BOVISA</strong><br />
10:00 <em>Blitz </em>- Via Enrico Cosenz, 44/4<br />
Incontro con Andrea Branzi “Un lavoro di ricerca nell’ambito dell’università”</p>
<p>12:00 <em>Blitz </em>- Via Enrico Cosenz, 44/4<br />
Incontro con Francesco e Alessandro Mendini. In caso di bel tempo: a spasso con Francesco e Alessandro Mendini attraverso i luoghi dei cantieri dell’atelier Mendini:<br />
- Tara gialla (ex campari), via Schiaffino<br />
- Tara rossa (ex I.C.I.), via Cosenz, via Durando<br />
- Senio (ex Ronchi), via Guicciardi, via Carnevali</p>
<p><strong>Domenica 23 Novembre 2008<br />
QUARTO OGGIARO &#8211; VILLA SCHEIBLER</strong><br />
<em>Via Orsini, 21 &#8211; dalle 9:30 alle 19:30</em></p>
<p>10:00 Visita guidata in Villa Scheibler</p>
<p>“Da “Viviamo il Parco” a Vill@perta”<br />
Mostra fotografica degli eventi realizzati dalle Associazioni di Quarto Oggiaro finanziati dal Progetto Urban II Milano (2006-2008). A cura di: Associazione Vill@perta</p>
<p>“Check-in Architecture”<br />
progetto di Mario Flavio Benini a cura di Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli, Luca Molinari</p>
<p>“MilanOpen chiama milanouel!w”<br />
Mostra fotografica a cielo aperto con scatti del gruppo di Flicker Milanouel!W<br />
Istantanee di Scalo Farini, Bovisa, Quarto Oggiaro, Villapizzone e Villa Scheibler</p>
<p>Ore 10:00 “Alla scoperta del parco di Villa Scheibler”<br />
Visita guidata del parco in compagnia di un agronomo.Ritrovo c/o l’entrata di Villa Scheibler Via Orsini. Durata del tour 90 min ca. &#8211; Presentarsi con calzature idonee<br />
A cura di: Associazione Vill@perta</p>
<p>15:00 Visita guidata in Villa Scheibler</p>
<p>dalle 15:30 alle 17:30 “Il lavoro che cambia”<br />
Selezione di filmati cine video corti dedicata agli autori di opere Cine-Video amatoriali che hanno partecipato al Concorso Nazionale Perini 2008 &#8211; A cura di: Fondazione C. Perini</p>
<p>dalle 15:30<br />
“La Ludoteca &#8211; Spazio di creatività e mostra giochi”<br />
A cura di: Associazione Asso.Ge.20</p>
<p>21.00 &#8211; c/o <em>Chiesetta SS. Agricola e Vitale </em>Complesso di Villa Scheibler<br />
“La Corale Graf per Quarto”<br />
Coro: a cura dell’Associazione Corale Graf<br />
Accompagnamento musicale: fisarmonica<br />
Programma: brani corali tratti da colonne sonore di cinema, musica sacra, musica popolare italiana e<br />
straniera</p>
<p><strong>QUARTO OGGIARO</strong><br />
9:30 Appuntamento in <em>Piazza Pompeo Castelli</em><br />
Itinerario attraverso i quartieri Mangiagalli I e II, realizzati a cavallo degli anni ‘50 (1946-1952)<br />
curato da Federico Bucci, storico dell’architettura e docente del Politecnico di Milano. In caso di maltempo l’appuntamento si terrà nello spazio ALER &#8211; Via Concilio Vaticano II, 2</p>
<p>9:30- 18:30<br />
<em>Fondazione C. Perini </em>- Via Aldini 72<br />
Mostra fotografica<br />
”La memoria storica dei quartieri Quarto Oggiaro, Vialba, Musocco, Villapizzone e Bovisa”</p>
<p>11:00 – 17:00<br />
<em>Campo di calcio dell’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile</em><br />
Trofeo di calcio <em>&#8220;la pace tra i popoli&#8221;</em> Torneo interetnico Italia &#8211; Egitto &#8211; Marocco organizzato dall’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile – Vill@perta</p>
<p>15:00 – 17:30 <em>Salone Teatro Santa Lucia,</em> Parrocchia Santa Lucia &#8211; Via Federico De Roberto, 20<br />
Proiezione dei film di Fabio Martina “A due calci dal paradiso” (2006) e “Ascolto il tuo cuore, Milano” (2007).<br />
Saranno presenti il regista Fabio Martina e lo scrittore e architetto Gianni Biondillo</p>
<p>21:00 -23:00 <em>CAM &#8211; Centro Aggregativo Multifunzionale</em> &#8211; Via Lessona 20<br />
Proiezione del film “I luoghi di Christian” di E. Annese e R. Monteleone,<br />
progetto coordinato da Ermanno Olmi “Bovisa ‘89. Postazione della Memoria”<br />
Sarà presente il regista Elvio Annese.<br />
Seguirà un’intervento dal titolo “Le ragioni di Bovisa. Note di un racconto sulla goccia di Milano”<br />
di Leonardo Cascitelli, urbanista e direttore area tecnica e marketing territoriale Aler Milano.</p>
<p><strong>Domenica 23 Novembre 2008<br />
BOVISA</strong><br />
11:00 Piazza Bausan<br />
Francesco Radino: la Bovisa raccontata attraverso la visione di un fotografo.<br />
Francesco Radino trasformerà l’itinerario in un work in progress realizzando un reportage fotografico durante il percorso.</p>
<p>14:00 Chiesa Santi Giovanni e Paolo – Via Marco Porcio Catone, 10<br />
“Un fortino tra le architetture industriali”<br />
Visita alla Chiesa si SS. Giovanni e Paolo degli Arch. L. Figini, G. Pollini (1964) condotta da Maria Vittoria Capitanucci, storico dell’architettura e docente presso il Politecnico di Milano</p>
<p><em>Come raggiungerci:</em><br />
QUARTO OGGIARO<br />
Servizio navetta dedicato ATM in partenza da Cadorna<br />
e Stazione Centrale (sabato e domenica)<br />
Ferrovie Nord Milano (Quarto Oggiaro)<br />
Tram 12, 19 / Bus 40, 57<br />
BOVISA<br />
Ferrovie Nord Milano (Bovisa)<br />
Passante ferroviario (Bovisa)<br />
Tram 3 / Bus 92, 82</p>
<p>La partecipazione agli eventi e l’ingresso alle mostre sono liberi e gratuiti.<br />
Sul <a href="http://www.milanopen.com/">sito ufficiale</a> troverete il programma, e tutta una serie di documenti da scaricare.</p>
<p><strong>MILANOPEN LAB</strong><br />
<em>Responsabile scientifico:</em> Luca Molinari<br />
<em>Contenuti e rapporto con il territorio</em>: Gisella Bassanini, Gianni Biondillo, Maria Vittoria Capitanucci<br />
<em>Coordinamento generale:</em> Francesca Raffa, Milena Sacchi</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/">E&#8217; festa!</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2007/01/08/quartowood/' rel='bookmark' title='Quartowood'>Quartowood</a> <small>di Gianni Biondillo Ad un certo punto arrivarono i camion...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/01/28/le-citta-visibili/' rel='bookmark' title='Le città visibili'>Le città visibili</a> <small>Spazi urbani in Italia, culture e trasformazioni dal dopoguerra a...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/gli-altri-siamo-noi/' rel='bookmark' title='Gli altri siamo noi'>Gli altri siamo noi</a> <small> di Gianni Biondillo [a fine luglio, dopo una operazione...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/10/17/tre-personaggi-in-cerca-damore/' rel='bookmark' title='Tre personaggi in cerca d&#8217;amore'>Tre personaggi in cerca d&#8217;amore</a> <small> di Sergio Garufi Nicole vive col marito Martino e...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/10/30/urbanita-5/' rel='bookmark' title='Urbanità 5'>Urbanità 5</a> <small> di Gianni Biondillo Se chiedessimo a un romano quanti...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic page generated in 2.331 seconds. -->
<!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-13 05:04:52 -->
<!-- Compression = gzip -->
