<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nazione Indiana &#187; blaise cendrars</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/tag/blaise-cendrars/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com</link>
	<description>versione beta 3.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 18:19:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>à Ma main: alcune note su Blaise Cendrars</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
				<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Amedeo Modigliani]]></category>
		<category><![CDATA[Aosta]]></category>
		<category><![CDATA[blaise cendrars]]></category>
		<category><![CDATA[Bourlinguer]]></category>
		<category><![CDATA[Doisneau]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[La mano mozza]]></category>
		<category><![CDATA[Le lotissement du ciel]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Puecher]]></category>
		<category><![CDATA[Viviane Gregotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41009</guid>
		<description><![CDATA[<p>di<br />
<strong>Francesco Forlani</strong><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/#footnote_0_41009" id="identifier_0_41009" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="LA POSSIBILIT&#201; D&#38;#8217;UN VOYAGE
Louis Ferdinand C&#233;line e Blaise Cendrars
conversazione con Ernesto Ferrero e Francesco Forlani
In collaborazione con l&#38;#8217;Associazione Terrainvague Culture du Monde en Fran&#231;ais
venerd&#236; 16 dicembre &#38;#8211; ore 21.00
Biblioteca civica Centrale
via della Cittadella 5 &#38;#8211; tel. 011 4429836">1</a></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/390_1.jpg"></a></p>
<p style="text-align: right;"><em>alla mia amica Gabriella</em></p>
<p style="text-align: left;">Portare in giro Patrioska è stato per me l&#8217;occasione di incontro con delle realtà artistiche presenti sul territorio assai straordinarie. Non so quanti conoscano il lavoro che svolgono i ragazzi del <a href="http://www.teatrocivico14.it/">Teatro Civico 14</a> a Caserta, del <a href="http://www.bolognatoday.it/eventi/teatro/shakespeare-sonnets-playhouse-791454.html">Circolo Pavese</a> di Bologna, Beppe Mecconi al <a href="http://www.castellodilerici.it/">Castello di Lerici</a> o Diego Nuzzo al <a href="http://www.penguincafe.it/">Penguin Café</a> di Napoli e Pasquale e Nicoletta alla <a href="http://www.locandatlantide.com/">Locanda Atlantide </a>di Roma.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/">à Ma main: alcune note su Blaise Cendrars</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di<br />
<strong>Francesco Forlani</strong><sup><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/#footnote_0_41009" id="identifier_0_41009" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="LA POSSIBILIT&Eacute; D&amp;#8217;UN VOYAGE
Louis Ferdinand C&eacute;line e Blaise Cendrars
conversazione con Ernesto Ferrero e Francesco Forlani
In collaborazione con l&amp;#8217;Associazione Terrainvague Culture du Monde en Fran&ccedil;ais
venerd&igrave; 16 dicembre &amp;#8211; ore 21.00
Biblioteca civica Centrale
via della Cittadella 5 &amp;#8211; tel. 011 4429836">1</a></sup></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/390_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-41010" title="390_1" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/390_1.jpg" alt="" width="295" height="204" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em>alla mia amica Gabriella</em></p>
<p style="text-align: left;">Portare in giro Patrioska è stato per me l&#8217;occasione di incontro con delle realtà artistiche presenti sul territorio assai straordinarie. Non so quanti conoscano il lavoro che svolgono i ragazzi del <a href="http://www.teatrocivico14.it/">Teatro Civico 14</a> a Caserta, del <a href="http://www.bolognatoday.it/eventi/teatro/shakespeare-sonnets-playhouse-791454.html">Circolo Pavese</a> di Bologna, Beppe Mecconi al <a href="http://www.castellodilerici.it/">Castello di Lerici</a> o Diego Nuzzo al <a href="http://www.penguincafe.it/">Penguin Café</a> di Napoli e Pasquale e Nicoletta alla <a href="http://www.locandatlantide.com/">Locanda Atlantide </a>di Roma. Scene indipendenti in cui, per una sera, protagonista fu la main coupée di Blaise Cendrars. Perché nello spettacolo uno dei tre atti era dedicato a un episodio raccontato da Blaise Cendrars in <a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/">Bourlinguer</a> e che narra l&#8217;amicizia del poeta con Amedeo Modigliani. Ieri, in un incontro con i ragazzi di un istituto professionale di Aosta, dove tra gli altri ho utilizzato alcuni materiali di Nazione Indiana a cura di Orsola Puecher, sono partito proprio da qui, da questo racconto.<br />
Per chi non volesse rileggerselo, ma sarebbe un peccato, Blaise Cendrars racconta di una sbronza consumata lungo la Senna insieme all&#8217;amico italiano. Provocato dalle lavandaie di un bateau-lavoir che è giusto di fronte, Modì tenta di raggiungere la prescelta, &#8220;la più brutta&#8221;, per darle un bacio sulla bocca in cambio di una bottiglia. Il tentativo di camminare sulle acque evidentemente fallisce e il nostro, non sapendo nuotare, cola rovinosamente a picco rischiando di annegare. A salvarlo, ovvero a dargli una mano, è proprio Cendrars, che però nel momento cruciale realizza la propria condizione di &#8221; manchot de la main droite &#8220;, mano perduta in guerra.</p>
<p><em>&#8220;Quando lo afferrai per i capelli, mi trovai impacciato non avendo che un solo braccio. Un vigoroso colpo di talloni mi fece risalire in superficie, e il padrone del lavatoio, che era saltato su una barchetta ci ripescò.&#8221;</em> Scrive Cendrars.<br />
Il momento secondo me più emozionante di questo racconto che peraltro ci informa del fatto che Modì odiasse essere chiamato per nome, Amedeo, è quando il poeta descrive l&#8217;amico ormai salvo e disteso al suo fianco.</p>
<p><em>&#8220;Modigliani nudo come una mano e bello come un San Sebastiano, vuotava la bottiglia che non aveva mollato e parlava già di come ritentare l’impresa.&#8221;</em></p>
<p>&#8220;Nudo come una mano&#8221; capite? (Intanto si associano in mente due distinte fotografie di Man Ray, di due mani che sembrano dialogare fra loro)</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/hands.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-41015" title="hands" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/hands-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Leggendo e rileggendo due straordinarie Memoires di Blaise Cendrars, Bourlinguer (1948) e Le lotissement du ciel (1949), entrambi non tradotti, a mia conoscenza, in italiano, mi sono imbattuto in un <em>&#8220;je ne sais quoi</em>&#8221; che mi ha aperto, tutto ad un tratto un vero e proprio mondo fino ad allora su un secondo piano ma che a mio parere meritava di essere esplorato, riportato in superficie.<br />
Del secondo colpiscono le note ad un ignoto lettore, (pour le lecteur inconnu) che ritroveremo anche in Bourlinguer, in cui si sente la profonda consapevolezza di uno scrittore pre-postumo, una consapevolezza quasi divertita che gli farà scrivere proprio dopo la pubblicazione di questo libro dal titolo a dir poco fantastico, &#8220;La lottizzazione del cielo&#8221;:</p>
<p><em>&#8221; Le lotissement du ciel est le livre qui a fait taire la critique. Pas un seul grand ténor n&#8217;a donné. Ce n&#8217;est pas un mince résultat.&#8221;</em> (<em>un libro che ha zittito la critica</em>)</p>
<p>In Bourlinguer, quel che ha attirato la mia attenzione è stato invece il &#8220;segno&#8221; che Blaise Cendrars lascia in due casi, accanto alla dedica riportata in esergo di ogni capitolo. La formula riporta la dicitura : <em>ma main amie au deporté de Lipari</em> (Malaparte), <em>avec ma main amie</em> (Henry Miller).<br />
Di quale mano parla? Della destra, coupée-coupable, ovvero della mano colpevole che in guerra serviva a premere il grilletto della mitragliatrice, a lanciare granate, spesso vittima proprio del fuoco amico, dell&#8217;esplosione dell&#8217;arma, della macchina, al momento dell&#8217;esplosione o di quell&#8217;altra che rendeva incerta la scrittura, della mano sinistra che suppliva la mancanza?</p>
<p>Grazie a una studiosa di Cendrars, Viviana Gregotti incontrata proprio ad Aosta ho potuto vedere la cartolina che la vedova del poeta le aveva regalato durante una sua visita a Lausanne, in cui è riprodotto il ritratto di Cendrars realizzato da un amico pittore. Il poeta è sdraiato sul letto, quasi seduto e sulla sua destra, appoggiato sulla coperta c&#8217;è un libro. Rispetto a molte fotografie in cui quasi non si vede il vuoto lasciato dal braccio amputato all&#8217;altezza del gomito a causa delle ferite di guerra, nel ritratto quel vuoto è quasi in primo piano, è tangibile. E quel vuoto è in grado di reggere un libro, sfogliarlo, afferrarlo, altrimenti non si capirebbe perché si trovasse proprio lì, ovvero nel posto più scomodo rispetto all&#8217;unico braccio, all&#8217;unica mano in grado di farne qualcosa. E il pensiero questa volta corre all&#8217;Hidalgo, a Cervantes, che aveva subito lo stesso destino.</p>
<p>Sono andato così a riprendermi un libro che per i miei quarantanni, Gabriella, della libreria francofona Voyelles di Torino, mi aveva regalato. Una bellissima edizione Buchet-Castel, delle fotografie di Doisneau consacrate a Cendrars. La prima cosa che salta agli occhi è una lettera che il poeta invia all&#8217;amico e che si conclude con il rituale saluto, <em>ma main amie, Blaise Cendrars</em>.<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/9782283020722FS.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-41017" title="9782283020722FS" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/9782283020722FS-237x300.gif" alt="" width="237" height="300" /></a></p>
<p>Riguardando le foto, che all&#8217;epoca in cui viviamo avrebbero certamente suscitato uno <a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/01/03/a-gamba-tesa-ma-non-troppo/">scandalo</a> visto che nella maggior parte di esse, compresa quella in copertina, il nostro ha una sigaretta fra le labbra, mi sono imbattuto su un testo tratto da &#8220;la mano mozza&#8221; e che mi ha lasciato senza parole. In appena due pagine stabiliva un lien, una connessione a dir poco illuminante.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/9788882462383g.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-41016" title="9788882462383g" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/9788882462383g.jpg" alt="" width="200" height="319" /></a><br />
« Mais le cri le plus affreux que l’on puisse entendre et qui n’a pas besoin de s’armer d’une machine pour vous percer le cœur, c’est l’appel tout nu d’un petit enfant au berceau : « Maman ! Maman ! » que poussent les hommes blessés à mort (…) et ce petit cri instinctif qui sort du plus profond de la chair angoissée et que l’on guette pour voir s’il va encore une dernière fois se renouveler est si épouvantable à entendre que l’on tire des feux de salve sur cette voix pour la faire taire (…) par pitié…par rage…par désespoir…par impuissance…par dégoût…par amour, ô ma maman ! ».</p>
<p>Le urla più insostenibili, spaventose, terribili, ci dice Cendrars, erano quelle dei feriti a morte che gridavano &#8220;Mamma, mamma!&#8221; che paragona a quelle dei piccoli nelle culle. Grida a cui i soldati nelle trincee, scrive, tendevano l&#8217;orecchio per vedere se si fossero ripetute ancora, per un&#8217;ultima volta e così spaventose che si sparava su quelle voci per farle zittire.</p>
<p>Allora <em>ô ma maman, ma main,</em> mano mia, ci verrebbe da aggiungere.<br />
Così potremmo parlare del secondo capitolo di Bourlinguer, intitolato <em>Naples,</em> in cui Cendrars si definisce <em>napoletano d&#8217;occasione</em> e dove si racconta come all&#8217;età di quattro anni avesse pianificato con la complicità di un mozzo di bordo, napoletano, Domenico, il proprio rapimento per fuggire a New York. E quasi ci crede fino a quando il marinaio non lo consegna, alla fine della traversata proprio a colei da cui voleva fuggire, sua madre. Ma questa è un&#8217;altra storia. Blaise Cendrars a New York ci ritornerà giovanissimo per scrivere uno dei suoi più straordinari poemi, <em>Les Pâques à New York</em> , di cui Orsola vi darà notizia su Nazione indiana.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/">à Ma main: alcune note su Blaise Cendrars</a></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_41009" class="footnote">LA POSSIBILITÉ D&#8217;UN VOYAGE<br />
Louis Ferdinand Céline e Blaise Cendrars<br />
conversazione con Ernesto Ferrero e Francesco Forlani<br />
In collaborazione con l&#8217;Associazione Terrainvague Culture du Monde en Français<br />
venerdì 16 dicembre &#8211; ore 21.00<br />
Biblioteca civica Centrale<br />
via della Cittadella 5 &#8211; tel. 011 4429836</li></ol><hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/' rel='bookmark' title='Sbronze memorabili: Blaise Cendrars e Amedeo Modigliani'>Sbronze memorabili: Blaise Cendrars e Amedeo Modigliani</a> <small>Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere....</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/06/18/vivavoce04-guillaume-apollinaire-1880%e2%80%931918/' rel='bookmark' title='VivaVoce#04: Guillaume Apollinaire [1880–1918]'>VivaVoce#04: Guillaume Apollinaire [1880–1918]</a> <small> Le Pont Mirabeau dalla viva voce di Apollinaire [1913]...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/02/02/dieci-buone-ragioni-per-amare-un-romanzo-florina-ilis/' rel='bookmark' title='Dieci buone ragioni per amare un romanzo: Florina Ilis'>Dieci buone ragioni per amare un romanzo: Florina Ilis</a> <small> Intervista a Florina Ilis qui la recensione di Bruno...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/12/29/libri-ad-alta-voce-toni-servillo-legge-paolo-sorrentino/' rel='bookmark' title='Libri ad alta voce: Toni Servillo legge Paolo Sorrentino'>Libri ad alta voce: Toni Servillo legge Paolo Sorrentino</a> <small> Stamattina ho ricevuto una mail di Cristiana, del narratore...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/12/16/radio-londra-a-corral-protest/' rel='bookmark' title='Radio Londra: Play Immobil'>Radio Londra: Play Immobil</a> <small> A &#8220;Corral&#8221; protest di Paolo Mossetti When hit by...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VivaVoce#04: Guillaume Apollinaire [1880–1918]</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/18/vivavoce04-guillaume-apollinaire-1880%e2%80%931918/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/18/vivavoce04-guillaume-apollinaire-1880%e2%80%931918/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 09:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[blaise cendrars]]></category>
		<category><![CDATA[calligrammi]]></category>
		<category><![CDATA[Francis Poulenc]]></category>
		<category><![CDATA[Guillaume Apollinaire]]></category>
		<category><![CDATA[Léo Ferré]]></category>
		<category><![CDATA[le Bateau-Lavoir]]></category>
		<category><![CDATA[Le mammelle di Tiresia]]></category>
		<category><![CDATA[Le Pont Mirabeau]]></category>
		<category><![CDATA[Marie Laurencin]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Puecher]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Picasso]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Celan]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[VivaVoce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=6137</guid>
		<description><![CDATA[<p align="center"></p>
<p align="center"><strong><a title="Le Pont Mirabeau letta da Guillaume Apollinaire, 1913" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/apollinaire-guillaume_01_le-pont-mirabeau_1913.mp3" target="_blank">Le Pont Mirabeau dalla viva voce di Apollinaire [1913]</a></strong></p>
<p align="center"><strong><a title="Le Pont Mirabeau cantata da Leo Ferré" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/leo-ferre-le-pont-mirabeau.mp3" target="_blank">[ musicata e cantata da Léo Ferré (1953) ]</a></strong></p>
<p><br />


<br />
<strong>Le Pont Mirabeau</strong></p>
<p align="left">Sous le pont Mirabeau coule la Seine<br />
Et nos amours<br />
Faut-il qu&#8217;il m&#8217;en souvienne<br />
La joie venait toujours après la peine</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p>
<em><br />
<strong>Il Ponte Mirabeau</strong></em></p>
<p align="left">Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna<br />
E i nostri amori<br />
Tocca che me lo rammenti<br />
La gioia sempre veniva dopo la pena</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p>


</p><p><br />
<br />
<br />



</p><p align="left">Les mains dans les mains restons face à face<br />
Tandis que sous<br />
Le pont de nos bras passe<br />
Des éternels regards l&#8217;onde si lasse</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p>
<em>
<p align="left">Le mani nelle mani restiamo faccia a faccia<br />
Mentre giu<br />
Dal ponte delle nostre braccia passa<br />
D&#8217;eterni sguardi l’onda così spossata</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p></p></em>


</p><p><br />



</p><p align="left">L&#8217;amour s&#8217;en va comme cette eau courente<br />
L&#8217;amour s&#8217;en va<br />
Comme la vie est lente<br />
Et comme l&#8217;Espérance est violente</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p>
<em>
<p align="left">L&#8217;amore se ne va come  quest’acqua corrente<br />
L&#8217;amore se ne va<br />
Come la vita è lenta<br />
E come la Speranza è violenta</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p></p></em>


</p><p><br />
<br />




</p><p align="left">Passent les jours et passent les semaines<br />
Ni temps passé<br />
Ni les amours reviennent<br />
Sous le pont Mirabeau coule la Seine</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p>
<em>
<p align="left">Passano i giorni e passano le settimane<br />
Nulla del tempo passato<br />
Nulla degli amori riviene<br />
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p></p></em>



</p><p></p>
<p ALIGN="center">&#160;</p>
<p>[ <em><strong>Wilhelm Albert Vladimir Popowski de La Selvade Apollinaris de Wąż-Kostrowitcky</strong> nasce a Roma da una nobildonna polacca e da un aristocratico ufficiale italiano, che mai riconobbe lui e il fratello.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/06/18/vivavoce04-guillaume-apollinaire-1880%e2%80%931918/">VivaVoce#04: Guillaume Apollinaire [1880–1918]</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/mirabeau.gif" border="0" alt="" width="405" /></p>
<p align="center"><script type="text/javascript" src="http://mediaplayer.yahoo.com/js"></script><big><strong><span style="font-family: Garamond;"><a title="Le Pont Mirabeau letta da Guillaume Apollinaire, 1913" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/apollinaire-guillaume_01_le-pont-mirabeau_1913.mp3" target="_blank">Le Pont Mirabeau dalla viva voce di Apollinaire [1913]</a></span></strong></big></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: Garamond;"><a title="Le Pont Mirabeau cantata da Leo Ferré" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/leo-ferre-le-pont-mirabeau.mp3" target="_blank">[ musicata e cantata da Léo Ferré (1953) ]</a></span></strong></p>
<p><center><br />
<table border="0" cellspacing="4" cellpadding="4" width="100%">
<tr>
<td><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond"><br />
<big><strong>Le Pont Mirabeau</strong></big></p>
<p align="left">Sous le pont Mirabeau coule la Seine<br />
Et nos amours<br />
Faut-il qu&#8217;il m&#8217;en souvienne<br />
La joie venait toujours après la peine</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p></span></td>
<td><em><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond"><br />
<strong><big>Il Ponte Mirabeau</big></strong></p>
<p align="left">Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna<br />
E i nostri amori<br />
Tocca che me lo rammenti<br />
La gioia sempre veniva dopo la pena</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p></span></em></td>
</tr>
</table>
<p></center><br />
<span id="more-6137"></span><br />
<center><br />
<table border="0" cellspacing="4" cellpadding="4" width="100%">
<tr>
<td><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond">
<p align="left">Les mains dans les mains restons face à face<br />
Tandis que sous<br />
Le pont de nos bras passe<br />
Des éternels regards l&#8217;onde si lasse</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p></span></td>
<td><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond"><em>
<p align="left">Le mani nelle mani restiamo faccia a faccia<br />
Mentre giu<br />
Dal ponte delle nostre braccia passa<br />
D&#8217;eterni sguardi l’onda così spossata</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p></em></span></td>
</tr>
</table>
<p></center><center><br />
<table border="0" cellspacing="3" cellpadding="3" width="100%">
<tr>
<td><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond">
<p align="left">L&#8217;amour s&#8217;en va comme cette eau courente<br />
L&#8217;amour s&#8217;en va<br />
Comme la vie est lente<br />
Et comme l&#8217;Espérance est violente</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p></span></td>
<td><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond"><em>
<p align="left">L&#8217;amore se ne va come  quest’acqua corrente<br />
L&#8217;amore se ne va<br />
Come la vita è lenta<br />
E come la Speranza è violenta</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p></em></span></td>
</tr>
</table>
<p></center><br />
<center><br />
<table border="0" cellspacing="3" cellpadding="3" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond">
<p align="left">Passent les jours et passent les semaines<br />
Ni temps passé<br />
Ni les amours reviennent<br />
Sous le pont Mirabeau coule la Seine</p>
<p>Vienne la nuit sonne l&#8217;heure<br />
Les jours s&#8217;en vont je demeure</p>
<p></span></td>
<td><span style="font-size:11pt; font-family: Garamond"><em>
<p align="left">Passano i giorni e passano le settimane<br />
Nulla del tempo passato<br />
Nulla degli amori riviene<br />
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna</p>
<p>Venga la notte suoni l&#8217;ora<br />
I giorni vanno qui m’è dimora</p>
<p></em></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p ALIGN="center">&nbsp;</p>
<p>[ <em><strong>Wilhelm Albert Vladimir Popowski de La Selvade Apollinaris de Wąż-Kostrowitcky</strong> nasce a Roma da una nobildonna polacca e da un aristocratico ufficiale italiano, che mai riconobbe lui e il fratello. Infanzia in collegio, mentre la madre con alterne fortune passa da un Casinò all'altro. Nessun titolo o diploma: come Università la Parigi di inizio '900, dove tutti sembrano arrivare e tutto sembra accadere. Come aula <strong>le Bateau-Lavoir</strong> con in cattedra e fra i banchi la cosmopolita e vivace <strong>Bande de Picassò</strong>. Molti lavori per sopravvivere, perfino il precettore, immancabilmente innamorandosi dell'istitutrice inglese della sua alunna, che lo rifuterà: il primo di una lunga serie di amori infelici. Compone versi e traduce dall'italiano. Fonda fugaci riviste di qualche numero soltanto, partecipa al <strong>Mercure de France</strong> e persino ad un giornale femminile con lo pseudonimo di Louise Lalanne. Nel 1903 scrive una opera teatrale, l'ironica e straniata <strong>Le mammelle di Tiresia</strong>, rappresentata nel '17 fra i clamori del pubblico e le stroncature della critica, nella cui introduzione conia la parola <strong>sur-realiste </strong>che tanta fortuna poi avrà. L'opera sarà musicata nel 1944 da <strong>Francis Poulenc</strong> (1899-1963). Nella divertentissima aria <a href="http://www.nkenge.net/non_monsieur_mon_mari.mp3" target="_blank"><strong>Non, monsieur mon marie</strong></a> la protagonista Teresa si ribella al ruolo storico femminile di fattrice e, sbottonandosi la camicetta, si libera delle mammelle e assume l'dentità maschile di Tiresia. Il marito da solo riuscirà a dare alla luce 40.049 figli in un solo giorno in un assurdo avvicendarsi di personaggi e di equivoci alla Helzapoppin. Intanto l'infaticabile Guillaume scrive racconti erotici e riesce addirittura ad essere accusato ingiustamente ed imprigionato per il furto della Gioconda al Louvre. Sarà critico d'arte e lascerà ad un certo punto correre via le parole dalle righe a comporre le immagini dei suoi <strong>calligrammi</strong>. </p>
<p align="center"><strong>§</strong></p>
<p><strong>Le Pont Mirabeau</strong>, compresa nella raccolta <strong>Alcools</strong> del 1913, nasce dalla fine dell'amore tumultuoso per la giovane pittrice <strong>Marie Laurencin</strong>, presentatagli da <strong>Pablo Picasso</strong>, talento delicato di figure eteree con visi bianchi da geisha, di trasparenze acquarellate e fiori. Lei gli preferirà un solido barone tedesco e l'ambiente mondano di cui diverrà la ritrattista ufficiale. Nel ritratto di gruppo, in cui ha immortalato con appena accennata ironia Picasso, Fernand Olivier, Apollinaire e se stessa, s'incarna lo spirito speciale di quegli anni che ormai volgono verso la Grande Guerra. Ugualmente in <strong>Le Pont Mirabeau</strong>, "la chanson triste de cette longue liaison brisée", come la definisce Apollinaire in una lettera dal fronte a Madeleine Pagès, scorre via con l'acqua della Senna un'epoca felice ed irripetibile. Come Apollinaire molti poeti e scrittori, animati da entusiasmo patriottico e dal grano di follia militare interventista del futurismo, partono volontari: <strong>Genevoix, Dorgelès, Péguy, Alain-Fournier, Céline, Bernanos, Duhamel, Green, Pergaud</strong>, alcuni senza ritorno, ed anche il suo grande amico <strong>Blaise Cendrars,</strong> che perderà il braccio destro e scriverà con mancina oggettività della Prima Guerra Mondiale e di tutte le guerre passate e future la vera epigrafe finale in "J'ai tué", [ Ho ucciso ], 1918:</em></p>
<p>Sfiderò l&#8217; uomo. Il mio simile. Una scimmia. Occhio per occhio, dente per dente. A noi due ora. A colpi di pugno, a colpi di coltello. Senza pietà. Salto sul mio antagonista. Gli sferro un colpo terribile. La testa è quasi decapitata. Ho ucciso il crucco. Sono stato più sveglio e più rapido di lui. Più diretto. Ho colpito per primo. Ho il senso della realtà, io, poeta. Ho agito. Ho ucciso. Come quello che vuole vivere. </p>
<p><em>Nessuna &#8220;igiene del mondo&#8221;, ma solo una terrible carneficina: mors tua vita mea. Apollinaire tornerà ferito alla testa, dopo aver subito un&#8217;operazione di trapanazione cranica. Indebolito morirà a soli 38 anni per l&#8217;epidemia di Spagnola, nel &#8217;18. </p>
<p align="center"><strong>§</strong><em></em><em></em></p>
<p>Delle immagini del breve filmato che lo vede conversare e scherzare con un amico, il fisico massiccio, molto elegante con papillon a pois e Borsalino all&#8217;indietro, resta il sorriso aperto dell&#8217;uomo entusiasta della vita nonostante i dolori, che scrive la parola Speranza con la lettera maiuscola. Fra il fruscio della riproduzione meccanica la declamazione della poesia, quasi una melopea con musicalità da spartito, sottolinea le rime dei versi tutte al femminile&#8230; </em>Seine, peine, heure, demeure, courente, lente, semaines ed ancora Seine&#8230;<em> e le assonanze interne, il girotondo del ritornello. Dalla voce, che ci arriva scavalcando quasi un secolo, traspare la piccola ambiguita di senso dell&#8217;assenza di punteggiatura, l&#8217;ondeggiare alterno fra soggetto ed oggetti reali ed una vaga malinconia, che va solo un poco accentuandosi di tono nel finale, ma senza dramma o attrazione verso quell&#8217;acqua. Da quello stesso ponte, fratello di ferro fiorito della Tour Eiffel, dopo altra guerra mondiale ed altre tragedie, il 20 aprile 1970, salterà nella corrente <strong>Paul Celan</strong>.</em>]</p>
<p><small><em>[ traduzioni ed animazione di Orsola Puecher ]</em></small></p>
<p><small><em>[ Léo Ferré, Le Pont Mirabeau, 2005, Les Annees Odeon 1953-1955,Sony BMG Music ]</em></small><br />
<small><em>[ file audio di Apollinaire da <a href="http://www.ubu.com/" target="_blank">www.ubu.com</a> ]</em></small></p>
<p ALIGN="center">&nbsp;</p>
<p>,\\&#8217;</p>
<p ALIGN="center">&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/04/21/vivavoce-01-thomas-stearn-eliot-1888–1965/" target="_blank">VivaVoce#01: Thomas Stearns Eliot [1888–1965] </a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/01/vivavoce02-gherashim-luca-23-luglio-1913-–-9-febbraio-1994/" target="_blank">VivaVoce#02: Gherasim Luca [1913–1994] </a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/14/vivavoce03-sylvia-plath-1932–1963/" target="_blank">VivaVoce#03: Sylvia Plath [1932–1963]</a></p>
<p ALIGN="center">&nbsp;</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/06/18/vivavoce04-guillaume-apollinaire-1880%e2%80%931918/">VivaVoce#04: Guillaume Apollinaire [1880–1918]</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/11/12/vivavoce06-elizabeth-bishop-1911-1979/' rel='bookmark' title='VivaVoce#06: Elizabeth Bishop [ 1911 - 1979 ]'>VivaVoce#06: Elizabeth Bishop [ 1911 - 1979 ]</a> <small> [ lacerti dal documentario Voice&amp;Vision: Elizabeth Bishop (1999) ]...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/09/20/vivavoce05-juan-gelman-1930-buenos-aires/' rel='bookmark' title='VivaVoce#05: Juan Gelman [ 1930, Buenos Aires ]'>VivaVoce#05: Juan Gelman [ 1930, Buenos Aires ]</a> <small> [ Louise Brooks da Lulu (Die Büchse der Pandora)...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/05/14/vivavoce03-sylvia-plath-1932%e2%80%931963/' rel='bookmark' title='VivaVoce#03: Sylvia Plath [1932–1963]'>VivaVoce#03: Sylvia Plath [1932–1963]</a> <small> Daddy [ dalla viva voce di Sylvia Plath -...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/04/21/vivavoce-01-thomas-stearn-eliot-1888%e2%80%931965/' rel='bookmark' title='VivaVoce#01: Thomas Stearns Eliot [1888–1965]'>VivaVoce#01: Thomas Stearns Eliot [1888–1965]</a> <small> [T. S. Eliot in un ritratto di Percy Wyndham...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/03/20/variazioni-meridiano-lidia-riviello/' rel='bookmark' title='Variazioni Meridiano &#8211; 6: Lidia Riviello'>Variazioni Meridiano &#8211; 6: Lidia Riviello</a> <small>”Fu uno shock in età celeste avanzata, e non sapendo...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/18/vivavoce04-guillaume-apollinaire-1880%e2%80%931918/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
<enclosure url="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/apollinaire-guillaume_01_le-pont-mirabeau_1913.mp3" length="1189983" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/leo-ferre-le-pont-mirabeau.mp3" length="2944383" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://www.nkenge.net/non_monsieur_mon_mari.mp3" length="5311680" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Sbronze memorabili: Blaise Cendrars e Amedeo Modigliani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 12:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
				<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Amedeo Modigliani]]></category>
		<category><![CDATA[blaise cendrars]]></category>
		<category><![CDATA[Bourlinguer]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[sbronze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.</em> (Charles Bukowski, <em>Donne</em>)<br />
<br />
Immagine tratta dal sito dedicato a <a href="http://www.cebc-cendrars.ch/">Blaise Cendrars</a></p>
<p>Brano tratto da <strong>Bourlinguer</strong><br />
di<br />
<strong>Blaise Cendrars</strong><br />
trad.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/">Sbronze memorabili: Blaise Cendrars e Amedeo Modigliani</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.</em> (Charles Bukowski, <em>Donne</em>)<br />
<img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/pho001.jpg" alt="pho001.jpg" /><br />
Immagine tratta dal sito dedicato a <a href="http://www.cebc-cendrars.ch/">Blaise Cendrars</a></p>
<p>Brano tratto da <strong>Bourlinguer</strong><br />
di<br />
<strong>Blaise Cendrars</strong><br />
trad. <em>Francesco Forlani</em></p>
<p>(&#8230;)Oggi vorrei raccontarvi la nostra più bella sbronzografia.<br />
Un pomeriggio d&#8217;estate , incontro Modigliani in fondo alla <a href="http://europe.mapquest.com/maps/map.adp?address=10%20rue%20dauphine&amp;city=Paris&amp;zipcode=75006&amp;country=FR&amp;style=3&amp;cid=lfmaplink">rue Dauphine.</a><br />
- Ce l&#8217;hai il grano? mi chiese lui<br />
- Un biglietto da cinquanta. E tu?<br />
- Cento<br />
- Figo, allora, si va a bere! gli dissi<br />
Entrammo in una drogheria per comprare del vino e ci andammo a sistemare dietro al <a href="http://farm1.static.flickr.com/188/468968980_914b12197b.jpg?v=0">Vert Galant,</a> lungo la Senna, di fronte al battello- lavatoio, dove immediatamente stappammo due, tre bottiglie.<br />
- Ce l&#8217;hai dello spago? mi chiese Modigliani<br />
- No, per farci cosa?<br />
<span id="more-5912"></span><br />
- Beh, per mettere in ammollo le bottiglie, al fresco, fa caldo<br />
E Modigliani si tirò su per andare a trattare con il padrone del battello e farsi prestare un gomitolo di filo.<br />
Calammo le bottiglie sul fondo e di tanto in tanto ne ripescavamo una per stapparla e vuotarla, non prima di aver fatto un brindisi roboante alle vecchie lavandaie che battevano il bucato, in ginocchio davanti alle tinozze.<br />
Le lavandaie la sanno lunga e così si può immaginare bene come potesse succedere di tutto: risate, provocazioni d&#8217;ogni sorta, parolacce e gesti osceni da parte delle vecchie, e a cui rispondevamo al nostro meglio, senza smancerie e sempre di buon umore; l&#8217;ebbrezza ci aiutava e allo stesso tempo si impadroniva di noi, e a un certo punto Modigliani offrì una bottiglia alla più brutta a patto di lasciarsi baciare sulla bocca.</p>
<p>Incitato a farlo da tutte quelle megere, Modigliani, ignaro di tutto, si mise a voler camminare sulle acque per raggiungere la strega prescelta e colò a picco. Su uno scoppio di risa generale per tutto il lavatoio tanto inattesa era stata la cosa, ma non per me che mi arrovellavo su come salvare Modigliani che, naturalmente, non sapeva nuotare. Quando lo afferrai per i capelli, mi trovai impacciato non avendo che un solo braccio*. Un vigoroso colpo di talloni mi fece risalire in superficie, e il padrone del lavatoio, che era saltato su una barchetta ci ripescò. Ne seguì il fragore delle vecchie diavole che ci prendevano per il culo mentre asciugavamo i vestiti sul bordo del fiume, con il padrone che ci strapazzava e Modigliani nudo come una mano e bello come un San Sebastiano, vuotava la bottiglia che non aveva mollato e parlava già di come ritentare l&#8217;impresa. Il tutto terminò con la nostra espulsione. Era ora, del resto. L&#8217;alcolico si era scatenato e quelle vecchie virtuose erano pronte a massacrarci.<br />
- Dai, Amedeo, andiamocene<br />
Ecco allora che la sua incazzatura mi si ritorce contro. A Modigliani faceva orrore il suo nome.</p>
<p>E&#8217; su questo unico aneddoto che mi piacerebbe chiudere le mie considerazioni sui piaceri del palato anche perché avrei troppi aneddoti da raccontare, visto che i compagni di tavola e di sbronza sono generalmente dei campatori, chiacchieroni, compiacenti, tolleranti, pronti alla risata, magnifici e pronti a scherzare di tutto. E a futura memoria vorrei soltanto rammentarvi che i peggiori eccessi della tavola sono gli eccessi dell&#8217;astinenza, un rimedio peggiore del male, come gli anacoreti sanno bene quando perdono lo spirito di umiltà e della preghiera e vengono distratti dallo stomaco che li strattona.</p>
<p>Ma io che sono uno senza fede, a cui è spesso mancato di tutto e che oggi so privarmi di tutto, perfino di fumare e bere, posso assicurarvi che la povertà è una grande forza spirituale a condizione di essere veramente sprovvisti di tutto.</p>
<p>* Blaise Cendrars aveva perso la mano destra, main d&#8217;écrivain, durante la prima guerra mondiale.</p>
<p><strong>Nota</strong><br />
A parlarmi per primo di questo libro straordinario, Bourlinguer, a mia conoscenza inedito in Italia, è stato lo storico dell&#8217;arte Francesco Poli, durante una delle nostre innumerevoli e fantastiche conversazioni.<br />
Grazie a Véronique Vergé, commentatrice di Nazione Indiana, sono riuscito ad averne una copia. Ringrazio allora i miei due amici per il regalo che mi hanno fatto.<br />
<strong>effeffe</strong></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/">Sbronze memorabili: Blaise Cendrars e Amedeo Modigliani</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/12/14/a-ma-main-alcune-note-su-blaise-cendrars/' rel='bookmark' title='à Ma main: alcune note su Blaise Cendrars'>à Ma main: alcune note su Blaise Cendrars</a> <small>di Francesco Forlani1 alla mia amica Gabriella Portare in giro...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/la-comunarda-canzone-in-si-minore/' rel='bookmark' title='La Comunarda (canzone in Si minore)'>La Comunarda (canzone in Si minore)</a> <small>di Francesco Forlani e Marco Rovelli    Furia barricadera degli amori Il...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/05/highway-caserta-nord-revisited/' rel='bookmark' title='Highway (Caserta Nord) Revisited'>Highway (Caserta Nord) Revisited</a> <small> Felicità. Tra venti metri ha inizio. di Giovanni di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/un-libro-vi-trasportera-michel-deon/' rel='bookmark' title='Un libro vi trasporterà: Michel Déon'>Un libro vi trasporterà: Michel Déon</a> <small>In casa d&#8217;amici (si vedono di giovedì) ho messo su...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/11/04/livio-borriello-legge-franco-arminio/' rel='bookmark' title='Livio Borriello legge Franco Arminio'>Livio Borriello legge Franco Arminio</a> <small> Arminio all’inizio e alla fine della neve. di Livio...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/15/per-una-storia-della-sbronza-blaise-cendrars-e-amedeo-modigliani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’odiatore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/04/l%e2%80%99odiatore/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/04/l%e2%80%99odiatore/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2004 18:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tiziano scarpa</dc:creator>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[blaise cendrars]]></category>
		<category><![CDATA[charles baudelaire]]></category>
		<category><![CDATA[louis ferdinand céline]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=425</guid>
		<description><![CDATA[<p>di <strong>Roberto Saviano</strong></p>
<p>Odio. Odio vivo, sanguinante, pulsante. Odio vero, non gioco di prestigio, sotterfugio letterario, pigro sfogo di penna. Odio, odio, odio. Scriverlo tre volte di seguito forse basterà nella somma a far intuire cosa ha scritto e chi è stato <strong>Dante Virgili</strong>.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/05/04/l%e2%80%99odiatore/">L’odiatore</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Roberto Saviano</strong></p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/archives/33_dist.jpg" alt="33_dist.jpg" align="left" border="0" height="126" hspace="4" vspace="2" width="84" />Odio. Odio vivo, sanguinante, pulsante. Odio vero, non gioco di prestigio, sotterfugio letterario, pigro sfogo di penna. Odio, odio, odio. Scriverlo tre volte di seguito forse basterà nella somma a far intuire cosa ha scritto e chi è stato <strong>Dante Virgili</strong>. I francesi, in letteratura sanno quando si parla d’odio vero, con che cosa si ha a che fare.<br />
<span id="more-425"></span><br />
<strong>Louis-Ferdinand Céline</strong>, che non abbisogna altro che d’esser citato, <strong>Blaise Cendrars</strong> e la sua mano mozza artefice di pagine dove l’odio umano vibra in un incredibile meccanismo armonioso ed il padre assoluto degli <strong>odiatori</strong>: <strong>Charles Baudelaire</strong>, sono autori capaci d’usare la parola come arnese acuminato contro tutto ciò che si pone a portata d’affondo, di staffilata. L’odio totale non ha un obiettivo preciso, o un piano d’accusa, è un’irradiazione circolare che investe ogni elemento e soprattutto l’origine del proprio odio: se stessi. Nell’attività dell’odiatore letterario vi sono oggetti prediletti, preferenze di distruzione, precedenze di disprezzo ma non v’è una chiara gerarchia ed ancor più non v’è una politica dell’odio, una possibilità di soluzione dialettica tra odiatore ed odiato. E’ una scrittura fatta col martello!</p>
<p>Detto ciò, prendete le pagine di <strong>Dante Virgili</strong> e schiacciatele con un pestello in un robusto mortaio di pietra viva, dopo pochissime pestate nel fondo del mortaio troverete un liquido bilioso, denso, simile ad un bolo di catarro narrativo e rigagnoli di sangue, <strong>un pasticcio d’ossa umane ed ali di falena</strong>. Non mi sovviene altra figura descrittiva per meglio rappresentare la scrittura di questo osceno narratore ritrovato. Il nome <strong>Dante Virgili</strong> è sconosciuto ai più. Anche gli addetti ai lavori non ricordano questo strano nome, anzi si arrovellano nel cercare di venire a capo dello pseudonimo così assurdo da sembrare banale. Nessuno pseudonimo. Dante Virgili è il nome reale dell’unico scrittore “nazista” italiano autore di un solo romanzo pubblicato (e con diversi pseudonimi autore di molti romanzi western e libri per ragazzi), personaggio solitario, ipocondriaco, di lui non esiste neanche una fotografia. Nel 1970 la <strong>Mondadori</strong> pubblica un romanzo, <strong>La distruzione</strong>, in copertina campeggia il volto di <strong>Adolf Hitler</strong> in una sua smorfia tipica, costruita con una molteplicità di colori a chiazze. Una grafica particolare per un testo davvero singolare. Il libro è provocatorio, dannatamente tormentato, un inno disperato al nazismo ed al <strong>Führer</strong> come negazione assoluta di un presente decadente e decaduto. L’Italia intellettuale ha ancora nelle mani il libro di <strong>Mario Tronti</strong>, <strong>Operai e Capitale</strong>, <strong>Eco</strong>, <strong>Sanguineti</strong>, <strong>Manganelli</strong>, <strong>Balestrini</strong>, imbastiscono metafisiche d’avanguardia, il fermento marxista sta mutando verso lidi libertari e si contamina di suggestioni strutturaliste. Il libro di Dante Virgili è una cassa di nitroglicerina pronta ad esplodere. Potrebbe accendere nuove attenzioni sul delirio nazionalsocialista, sul carisma del Führer, sulla possente e fallita impresa del <strong>Terzo Reich</strong>, sulla brama di distruzione d’un uomo solitario ed indolente, nemico giurato del vivere borghese. Invece, il romanzo è ignorato. Gli ambienti politici non lo considerano, i cenacoli intellettuali non lo detestano, non lo stroncano, nessuno mette il naso nella poltiglia “virgiliana”. Tutto ciò che secondo ragionevole previsione, avrebbe potuto suscitare un libro d’apologia nazista e di distruzione sadomasochista, non si compie. Virgili e <strong>La distruzione</strong> sono riassorbiti nell’oblio.</p>
<p>Il protagonista de <strong>La distruzione</strong> è un uomo brutto, che lavora come correttore di bozze in un giornale squallido, burocratizzato, circondato da mediocrità e stupidaggine. Sogna la fine dell’umanità, gode nell’immaginare la tragedia ultima di una guerra nucleare che possa far terminare “l’esperimento umano, come quello dei dinosauri”. Il distruttore non ha famiglia, non ha moglie né figli, osserva la politica internazionale nella speranza che i tempi per il conflitto nucleare si velocizzino, che la catastrofe sia prossima. Il distruttore ha nostalgia del Reich, ammira la <strong>Germania</strong> di <strong>Hitler</strong>, adora le possenti armate tedesche, ha svolto il ruolo di traduttore per le SS, durante l’occupazione tedesca in Italia, ha assistito estatico a <strong>Berlino</strong> ad un discorso del <strong>Führer</strong>. Eppure Dante Virgili non sembra essere un’intellettuale conservatore, un ammiratore del pensiero d’acciaio e di terra di <strong>Ernst Jünger</strong>, né un seguace di <strong>Oswald Spengler</strong> e del suo sguardo universalista sopra il brulicare della storia delle civiltà umane. Dante Virgili ed il suo personaggio non sono dei militanti non combattono per un ideale, semmai come intuì <strong>Vittorio Sereni</strong>, la loro tensione passa “dalla volontà di potenza alla nostalgia di potenza”. Certo, in filigrana è possibile cogliere tutta l’energica forza distruttiva della rivolta contro il mondo moderno di <strong>Julius Evola</strong>, sentire tutti i lugubri echi del <strong>Mein Kampf</strong> hitleriano, nonostante ciò, Virgili non è in continuità con l’impegno neofascista, con l’onore del combattente e del cavaliere. Piuttosto, il distruttore, si appella all’ideologia nella misura in cui gli permette di negare il quotidiano, il giorno scandito dal lavoro, la vita ordinata sulla copula e la riproduzione. La sua antimodernità non è progettuale, non possiede manifesti politici, piani di azione ribelle. Virgili detesta la vita così com’è costretto a viverla, la felicità banale ed insulsa della borghesia che si appaga della merce, della proprietà, della finzione delle pantomime umane. Virgili predilige il suono del cingolato, la marcia della <strong>Wermacht</strong>, la protervia del soldato, gli scenari di sangue che appaiono nella sua mente gli ricordano, nella melma della pigrizia, cosa può ancora significare essere uomo.</p>
<p>“Ho evitato la mediocrità. Moglie scialba prole male allevata. Accettando la pura sopravvivenza non mi sono compromesso. Vivendo in attesa della vendetta non mi sono alienato. Sono ancora IO. <em>Dovrò solo eliminare alcuni</em>. Più irriducibile e coerente che mai. L’orgoglio della mia integrità. In ultimo un conflitto nucleare mi salverà. E’ fatale che scoppi prima o poi. DEVE scoppiare. Si strazieranno a vicenda bruceranno vivi nel loro calderone di streghe. Si macereranno in un’orgia di fuoco.”</p>
<p>La distruzione è l’elemento che lega il distruttore al mondo infausto che è costretto a subire, il collante tra l’io e il circostante. V’è un’unica possibilità di liberarsi dall’odio ed è il suicidio: “Aveva deciso di morire, e questa gli sembrava la migliore decisione che avesse preso nella vita”, così Virgili, pensava all’incipit di un suo nuovo romanzo. Ma forse proprio ogni tensione autodistruttiva viene esorcizzata nella prosa, nella costruzione della narrazione. La scrittura de <strong>La distruzione</strong> è complessa, come afferma <strong>Bruno Pischedda</strong>, Virgili è assai più vicino ai modelli futuristi, marinettiani che al surrealismo o uno sperimentalismo joyciano. Un proteico slancio contro la composizione della società, una scientifica esattezza nella vivisezione psicologica del proprio io, che si compie con continui flashback, estemporanee riflessioni, caotici e imperativi corsivi. La prosa è intessuta di frasi in tedesco, ma come lo stesso autore dichiara, è soltanto “una massa fonica” non è cosa necessaria comprendere la lingua. Basta ascoltarlo nella crudezza della decisione, nel gelo della pronuncia. Il tedesco come strascico di memoria.</p>
<p>“Ho scelto la parte sbagliata. Sbagliato tutto. La mia inutile vicenda umana. Scelto che. Le esperienze giovanili mi hanno condotto là mio padre mi portò in Germania. Morto senza lasciarmi una lira carogna. Mi ha trasmesso solo la sua libidine”</p>
<p>La libidine e la Germania sono due cardini, due ossessioni che tempestano il romanzo. Il sadomasochismo, spinto sino ad aneliti pornografici, è una costante per Virgili che lo usa con un accento misogino. Il distruttore considera la donna null’altro che la vita trionfante che si manifesta in tutta la sua versatilità. Le donne rifuggono dal distruttore, lo disprezzano a volte persino lo usano. Trionfo della vita, che nel tempo del capitalismo significa trionfo della merce, attrazione per il danaro, rapporti finalizzati all’accumulare finanze: “In un paese democratico se non sei ricco sei spacciato, il denaro è il solo mezzo di comunicazione. Non vorrai negare che da noi tutto è merce ”. Il distruttore vede nella possibilità di pagare le donne un mezzo per dominarle, per esperire il potere su quegli esseri che essendo lui squattrinato, brutto e trascurato, non si avvicinerebbero mai: “io pago per arrivare dove gli altri arrivano gratis”.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/archives/cronaca-fine.jpg" alt="cronaca-fine.jpg" align="right" border="0" height="196" hspace="4" vspace="2" width="120" />Nel suo libro <strong>Cronaca della fine</strong> (Marsilio pag. 262 Euro 14) <strong>Antonio Franchini</strong> racconta della vicenda umana ed intellettuale di Dante Virgili, della complicatissima vicenda editoriale dei suoi scritti, delle sue manie di tormentare i funzionari della <strong>Mondadori</strong>. Franchini, certamente una delle menti più brillanti del bel paese, descrive nel migliore dei modi questo scrittore: “Dante Virgili non poteva essere considerato né l’uomo né il cane, ma il morso stesso, la ferita.” Il mito di Dante Virgili nasce proprio all’interno della sua bizzarra vicenda editoriale. Il suo romanzo generò nella valutazione, pareri contrastanti, decisioni tormentate. <strong>Vittorio Sereni</strong> non fu convinto della pubblicazione, <strong>Alcide Paolini</strong> invece ne era entusiasta: “che ti devo dire? A me, dopo tanti manoscritti pieni di cacatine di mosca sulla carta immacolata, di lamenti di quarantenni falliti, di nevrosi di cinquantenni incompresi, di balordaggini intelligentissime e precisissime e lucidissime di trentenni frigidi o al massimo impotenti, trovarmi di fronte a un testo così “sinistro” hai detto bene, così pieno di celiniani vomiti e veleni mi ha fatto tirare un sospiro.”</p>
<p>Il libro come prima detto, non ebbe alcun’eco, le speranze di successo ed affermazione, che pur attraversavano Dante Virgili, furono frustrate, la carriera di scrittore terminò ancor prima di nascere. Anche Antonio Franchini, vent’anni dopo l’uscita del <strong>La distruzione</strong>, bocciò il secondo romanzo (rimasto tuttora inedito) di Dante Virgili <strong>Metodo della sopravvivenza</strong>: “Lo rifiutai nel nome di una piatta ragione in cui però credo. Credo che si possa imbandire il male agli uomini se c’è qualcosa che lo trascende, e allora non mi sembrava che nelle pagine del <strong>Metodo</strong> il male fosse trasceso”. Quel male non trasceso, ma anzi, difeso, reso forsennato è proprio l’elemento di bellezza e di disprezzo che rende complessa la valutazione dell’opera di Virgili.  Ciò che emerge dal libro di Franchini è che molti funzionari della Mondadori, si erano legati a Virgili (venne mantenuto per gran parte della sua vita dai funzionari Mondadori, con donazioni e raccomandazioni per qualche lavoretto), nonostante la sua insistenza, antipatia, spesso tracotanza. Insomma Virgili pur avendo tutte le caratteristiche del solito aspirante scrittore scocciatore e rompiballe, aveva lasciato traccia di se nella casa editrice. Il suo primo romanzo fu pubblicato quasi come tentativo provocatorio, l’altro testo fu bocciato, eppure quando Dante Virgili si presentava, fisicamente, alla Mondadori un capannello di persone gli si raccoglieva d’intorno. Cosa questi funzionari vedevano nelle pagine e nella vita di Virgili? Solo curiosità per un mostro metropolitano, nascosto al terzo piano di un qualsiasi palazzo ad imbrattare fogli? C’era la voglia di sapere a cosa stava lavorando, in attesa di un capolavoro che certamente sarebbe stato in grado di scrivere? Meglio, i funzionari sapevano che Virgili era già autore di un capolavoro, ma impubblicabile! Dante Virgili è impubblicabile. Non per ragioni di censura politica, di leggibilità di massa, di senso morale, di tendenza al pornografico, motivi che pure hanno determinato la sua assenza dal mondo letterario; la scrittura di Virgili è impubblicabile perché non possiede misura, non adopera la tecnica della bugia, è una prosa simile ad una massa di carne senza epidermide, le budella sono ostentate. Il pensiero distruttivo è spifferato direttamente allo stomaco, è un inno, una fanfara alla disperazione intima, alla malvagità individuale, alla miseria umana. E’ chiaro che nel nostro tempo dove molti individui perdono tempo a leggersi diari di veline, pippofrancate, elkannate d’accatto, merdate su fogli bianchi, tentare di dare spazio a Dante Virgili è cosa doverosa. Non per forza nella scrittura però, tutto ciò che può risultare interessante, importante e bello deve esser trascinato nella pubblicazione. La sua rimane una scrittura privata, forse adatta esclusivamente ad un unico lettore che dopo averla letta dovrebbe distruggerla, o farsi distruggere. Bisogna forse comprendere che c’è una ragione oltre le volontà del mercato e la qualità di un testo, ed è proprio il significato primo del verbo “pubblicare”. Virgili non è per il pubblico, la sua non è arte di diffusione, foss’anche minuta, elitaria. Può finire sulla carta (come tutto del resto) ma il suo è un messaggio legato alla zampa d’un piccione, inserito nella bottiglia gettata in mare, è un grido urlato nella tuba d’un ottone.</p>
<p>Una delle case editrici più talentuose e valide in circolazione, la <strong>Pequod</strong>, ha deciso di ripubblicare <strong>La distruzione</strong> e ciò è una fortuna, altrimenti si sarebbe smarrito questo potenziale bellico letterario ma è davvero un’impresa coraggiosa (come sempre accade nei mari editoriali) sobbarcarsi di un autore così ambiguo. D’altronde proprio la Pequod aveva mandato in libreria un bel libro di <strong>Giuseppe Genna</strong>, <strong>Michele Monina</strong> e <strong>Ferruccio Parazzoli</strong> dal titolo <strong>I Demoni</strong> dove il personaggio Dante Virgili (modificata in Dante Virgilio) è mostrato in tutto il suo aspetto mitico, amalgamato agli spettri dostoevskijani di cui sembra essere figlio abortito. Proprio la magica impubblicabilità di Virgili, rende le sue pagine così importanti, e necessarie, ma d’una necessità che trascende il piano d’un romanzo. Le parole di Virgili marchiate a fuoco su pagine bianche, potranno anche esser pubblicate (come ci auguriamo) ma manterranno la loro labirintite scompaginata, l’accumulazione parossistica d’odio ed efferatezza, la tenerezza nascosta di un’umanità in letargo. Virgili non è da leggere ma da iniettare.</p>
<p>____________________________</p>
<p>Una versione ridotta di questo articolo è uscita su &#8220;<strong>Pulp</strong>&#8221; nel 2003.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/05/04/l%e2%80%99odiatore/">L’odiatore</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/02/18/non-sentite-lodore-del-fumo/' rel='bookmark' title='Non sentite l&#8217;odore del fumo?'>Non sentite l&#8217;odore del fumo?</a> <small>di Paolo Mossetti Le Regole! Va bene combattere il Tiranno,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/07/26/notizie-da-un-tribunale/' rel='bookmark' title='Notizie da un tribunale'>Notizie da un tribunale</a> <small>(ANSA) &#8211; NAPOLI, 21 LUG &#8211; Il Tribunale di Napoli...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/06/14/carta-canta/' rel='bookmark' title='Carta canta'>Carta canta</a> <small>di Helena Janeczek Premessa: Un piccolo libro contro Roberto Saviano...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2007/06/20/londa-anomala/' rel='bookmark' title='L&#8217;onda anomala'>L&#8217;onda anomala</a> <small> di Nicolò La Rocca Prima o poi doveva succedere:...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2003/09/16/la-parola-camorra-non-esiste/' rel='bookmark' title='La parola camorra non esiste'>La parola camorra non esiste</a> <small>di Roberto Saviano La camorra diviene crimine quando perde, quando...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/04/l%e2%80%99odiatore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic page generated in 1.016 seconds. -->
<!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-13 02:09:38 -->
<!-- Compression = gzip -->
