Posts Tagged ‘ carlo emilio gadda ’

L’Italia che non è in me

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7 settembre 2010
L’Italia che non è in me

 

di Tommaso Pincio

La questione è un terreno minato. Pertanto si preferisce eluderla o ammantarla d’altro. È che ne siamo troppo intrisi. È quello che siamo. A prenderla di petto, ci vedremmo costretti a gettare il bambino prima ancora dell’acqua sporca.…


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Photoshoperò#58 -Motore di ricerca: Amelia Rosselli

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6 maggio 2010

Poesia
di
Amelia Rosselli

Se sinistramente, ti vidi
apparire, come un sole nero
la tua biondezza, e il sole
recuperava tutto – o quasi

il tutto che in te trovai……


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Libri speciali per gente comune

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31 marzo 2010

di Andrea Cortellessa

Perché si dovrebbe leggere con lentezza, in un mondo che da tempo ha scelto di andare al massimo della velocità, precipitandosi verso la fine col piede a tavoletta sull’acceleratore?
Se si legge con lentezza lo si fa nella speranza – o nell’illusione – che la lettura che oggi abbiamo scelto per noi...
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Letteratura come filosofia naturale

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23 novembre 2009
Letteratura come filosofia naturale

di Marco Belpoliti

Mario Porro, Letteratura come filosofia naturale, Medusa, pp. 226

Viviamo in un’epoca segnata da una deriva conservatrice connotata dalla riduzione di ogni problema al paradigma della “semplicità”. Ovvero: semplificazione e superficialità. La cultura tutta tesa ad aprire nuovi spazi di rinascita intellettuale e politica, di cui Primo Levi e Italo...
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Come vendicarsi di Villa Gadda

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29 ottobre 2009
Come vendicarsi di Villa Gadda

di Marco Belpoliti

Piffete e puffete e “tu ne giungi felicemente a Breanza”. Sul treno, “ferrocarril” delle Ferrovie Nord, ci s’imbarca a Piazzale Cadorna, in Milano, direzione Asso, fermata Erba. Qui si scende per risalire su un autobus – allora non c’era – destinazione Longone al Segrino.…


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Un lontano saluto

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1 luglio 2009
Un lontano saluto

di Domenico Pinto

Dresda come appare prima che sia distrutta, nel fotogramma aereo da ovest, è un radiante traversato dai ponti Augustus, Albert e Carola; l’esse dell’Elba la taglia, quasi scaturita dalla mente di un geometra taoista. A quell’altezza il braille dell’abitato, in legno dolce, era ancora fittissimo.…


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Giovanni Cossu: il chiodo, lo stivale e Goethe

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4 dicembre 2008
Giovanni Cossu: il chiodo, lo stivale e Goethe


di
Francesco Forlani

Quando Franz K. ha deciso di lasciare Nazione Indiana, Giovanni Cossu gli ha dedicato una invettiva che valeva più di ogni ragionamento, riflessione, che pure quella decisione, improvvisa, per molti di noi ingiustificata, aveva provocato.
La voce di Giovanni Cossu trasmetteva infatti una rara forma di energia...
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Oralità e scrittura in Gadda 2

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3 ottobre 2007

(Prima parte qui)

Eros e Priapo: oltre il pamphlet

di Andrea Inglese

Nel suo saggio sul pamphlet moderno, Marc Angenot ricorda: “la forma primitiva ed elementare del pamphlet è l’invettiva ; lo spettacolo dello scandalo e dell’impostura richiede innanzitutto l’esplosione della collera, l’abreazione aggressiva, tanto più aggressiva dal momento che l’autore del pamphlet si sente...
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Oralità e scrittura in Gadda 1

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1 ottobre 2007

(Nella discussione scaturita dal suo ultimo post, Massimo Rizzante ha ricordato come la storia del romanzo sia in gran parte dipesa dalla capacità dello scrittore di captare il magma dell’oralità, per iscriverlo all’interno dell’architettura narrativa. L’oralità è il mostro che il romanziere deve domare, affinché la lingua in cui scrive non sia...
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Il pasticciaccio, passati cinquant’anni

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20 febbraio 2007

di Christian Raimo

Uno pensa a Gadda e Pasolini, milanese l’uno e friulano l’altro e tutti e due romani d’assimilazione, che nel Pasticciaccio brutto de via Merulana e in Ragazzi di vita, decidono di utilizzare il romanesco: perché? per la sua carica espressionista, per la sua capacità di verità.…


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