<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nazione Indiana &#187; Clint Eastwood</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/tag/clint-eastwood/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com</link>
	<description>versione beta 3.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 18:19:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Nuovo cinema paraculo/Hereafter</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/nuovo-cinema-paraculohereafter/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/nuovo-cinema-paraculohereafter/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 10:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero sorrentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[A gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[hereafter]]></category>
		<category><![CDATA[piero sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[stroncatura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=37752</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/hereafter-movie.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Piero Sorrentino</strong></p>
<p>Va bene, la scena di apertura è bella. Il risveglio nella stanza d’albergo, il sole, le biciclette per le strade, la passeggiata indolente per il mercatino,  i mucchietti di collanine e pietre colorate esposte sui banchi. E poi, di colpo, incomprensibile, immotivata, la Tragedia, lo tsunami, l’acqua risucchiata da una forza invisibile e poi scagliata contro i palazzi, le persone travolte e annegate, le macchine che si trasformano in proiettili impazziti, la distruzione, la morte.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/nuovo-cinema-paraculohereafter/">Nuovo cinema paraculo/Hereafter</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/hereafter-movie.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/hereafter-movie-300x221.jpg" alt="" title="hereafter movie" width="300" height="221" class="alignleft size-medium wp-image-37753" /></a></p>
<p>di <strong>Piero Sorrentino</strong></p>
<p>Va bene, la scena di apertura è bella. Il risveglio nella stanza d’albergo, il sole, le biciclette per le strade, la passeggiata indolente per il mercatino,  i mucchietti di collanine e pietre colorate esposte sui banchi. E poi, di colpo, incomprensibile, immotivata, la Tragedia, lo tsunami, l’acqua risucchiata da una forza invisibile e poi scagliata contro i palazzi, le persone travolte e annegate, le macchine che si trasformano in proiettili impazziti, la distruzione, la morte. Ma, insomma, per il nuovo film di <strong>Clint Eastwood</strong> ci dobbiamo stracciare le vesti – ancora una volta – soltanto per <em>questo</em>?<br />
<span id="more-37752"></span></p>
<p>Tutti quelli che applaudono Eastwood per <em>Hereafter </em>– e, prima, lo hanno applaudito per <em>Invictus </em>– per una gran parte, danno l’impressione di quelli che fanno qualcosa perché pensano che si debba  farla. Nessuno sembra capire che per preservare la bellezza di un film come <em>Gran Torino</em> si dovrebbe invece iniziare a dire che gli ultimi lavori del regista americano sono abbastanza penosi, anche se questa pacata proposta può facilmente provocare reazioni violente perché al dogma <em>Clint Eastwood Fa Capolavori (A Prescindere)</em> molti sono pateticamente incollati. A parlare male di Eastwood c’è tutto questo immediato inarcare di sopracciglia dell’interlocutore, questo incremento di espressioni offese, queste serate-con-birra- tra- amici che si trasformano in psicodrammi galoppanti nutriti da una cordiale solidarietà nella voglia di buttare all’aria il tavolo e far scattare la rissa. Eastwood è un intoccabile, anche se realizza filmetti noiosi come <em>Hereafter</em>, dove dopo un’ora e cinque già cominci a illuminare il display del cellulare (in modalità silenzioso, ovviamente) per vedere che ore sono; in cui le tre linee narrative – quella dei gemelli, della giornalista francese e dell’ex medium Matt Damon – partono magari pure bene, ma poi si agitano penosamente senza costrutto, senza un filo capace di renderle parte di un contesto che non si risolva nella ridicola trovatina della fiera del libro; dove compare il personaggio di un cuoco italiano, naturalmente coi baffi, che sembra ritagliato paro paro dallo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HsHs_U9zcik">chef Luigi</a> dei Simpson,  e schiaffato in una sequenza rubata all’indimenticato <em>Lezioni di cioccolato</em> con <strong>Luca Argentero</strong> e <strong>Violante Placido</strong>; in cui i Gemellini Sfortunati E Teneri, parlando della loro mamma, manifestamente zoccola, alcolizzata e strafatta, passano le informazioni allo spettatore con dialoghi del tipo: “Ce la farà la mamma, stavolta, a uscire dal terribile tunnel dell’alcol?” “Non lo so, sono tre anni che prova a disintossicarsi senza successo, ma noi dobbiamo starle vicino e aiutarla nel suo processo, in fondo è buona e ci vuole tanto bene” (e dire che c’è stato pure qualcuno che s’è commosso, in sala, quando Quello Col Cappellino è stato messo sotto dal furgoncino); dove <strong>Matt Damon</strong> – che ovviamente s’è beccato i superpoteri da medium dopo un’operazione complicata che lo ha quasi accoppato – in una scena dell’agognato finale sta facendo una cosa manifestamente stupida e, mentre cammina, a un certo punto si ferma, quasi guarda dritto in macchina e, giuro, dice: “Devo essere proprio impazzito, sto facendo una cosa molto stupida!” (e prima aveva ovviamente fatto al fratello arraffone il discorsetto “Questo Del Parlare Coi Morti Non È Un Dono Ma Una Maledizione”) ; un film in cui – vado a memoria, magari qualche altra disgrazia me la scordo – capitano, nell’ordine: lo tsunami in Asia, un investimento mortale di un pedone minorenne, gli attentati con morti e feriti nella metropolitana di Londra, una bambina violentata da suo papà, una encefalomielite quasi mortale; in cui a farla drammaturgicamente da padrona per TUTTO il film è quella trovatina da ultimissima spiaggia narrativa che gli sceneggiatori chiamano il “Guardacaso”; e dove, alla miliardesima scena in cui sei costretto a guardare le ombre scure dei morti che si agitano nell’aldilà, hai un profondo desiderio di stare pure tu da quella parte, finalmente in pace, lontano da Clint. </p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/nuovo-cinema-paraculohereafter/">Nuovo cinema paraculo/Hereafter</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/07/07/brotherhood/' rel='bookmark' title='Brotherhood'>Brotherhood</a> <small>di Aldo Busi Bisogna assolutamente promuovere il film più bello...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/15/la-pelle-che-abito/' rel='bookmark' title='la pelle che abito'>la pelle che abito</a> <small> di Nicola Ingenito Sto per recensire l’ultimo film di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2006/05/24/scrittore-morto-con-natura-e-viceversa/' rel='bookmark' title='Scrittore morto con natura (e viceversa)'>Scrittore morto con natura (e viceversa)</a> <small> di Piero Sorrentino “Un gorgo di acqua limpida” (Nero.)....</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2006/01/18/bocca-di-rosa/' rel='bookmark' title='Bocca di rosa'>Bocca di rosa</a> <small>L&#8217;ex partigiano e l&#8217;invenzione dei carabinieri trucidati di Piero Sorrentino...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2005/10/27/il-sabato-del-villaggio-globale/' rel='bookmark' title='Il sabato del villaggio (globale)'>Il sabato del villaggio (globale)</a> <small>di Elio Paoloni All’uscita del penultimo libro, il cupo, inquietante,...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/nuovo-cinema-paraculohereafter/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>58</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gran Torino, Detroit, USA</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/18/gran-torino-detroit-usa/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/18/gran-torino-detroit-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Torino]]></category>
		<category><![CDATA[mauro baldrati]]></category>
		<category><![CDATA[William Munny]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=15840</guid>
		<description><![CDATA[<p>di <strong>Mauro Baldrati</strong><br />
</p>
<p>Da quel vecchio combattente della OAE (Old American Epic) che è, Clint Eastwood ha girato un film epico sulla solitudine, la vecchiaia, i padri, l’amicizia, il sacrificio. Walt Kowalski, il suo personaggio, riassume tutti i <em>cow boys</em> solitari che si sono avvicendati lungo le varie e transgenerazionali frontiere americane; porta con sé i generi, gli stili, l’azione, la violenza, la prepotenza del mondo, l’ingiustizia, contro cui i suoi eroi si sono ribellati, spesso in nome di valori mai dichiarati ma sottintesi di onestà, coraggio, difesa dei deboli.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/03/18/gran-torino-detroit-usa/">Gran Torino, Detroit, USA</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Mauro Baldrati</strong><br />
<img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/03/grantorino-202x300.jpg" alt="grantorino" title="grantorino" width="202" height="300" class="alignright size-medium wp-image-15841" /></p>
<p>Da quel vecchio combattente della OAE (Old American Epic) che è, Clint Eastwood ha girato un film epico sulla solitudine, la vecchiaia, i padri, l’amicizia, il sacrificio. Walt Kowalski, il suo personaggio, riassume tutti i <em>cow boys</em> solitari che si sono avvicendati lungo le varie e transgenerazionali frontiere americane; porta con sé i generi, gli stili, l’azione, la violenza, la prepotenza del mondo, l’ingiustizia, contro cui i suoi eroi si sono ribellati, spesso in nome di valori mai dichiarati ma sottintesi di onestà, coraggio, difesa dei deboli. Li riassume in sé e li usa, li scambia. Per arrivare a una scelta finale che, forse, è il bilancio di una vita.<br />
Walt, ex operaio della catena Ford, vive in una villetta dei sobborghi di Detroit. Un tempo questi erano i quartieri della piccola e media borghesia americana, gli operai specializzati, gli impiegati, col piccolo prato e la veranda. Ora tutto è in decadenza, le recinzioni sono sfondate, sull’asfalto cresce l’erba. Poche persone per le strade, bande perlopiù. La villetta vicino alla sua è abitata da una famiglia di asiatici, i “musi gialli” che lui, reduce dalla Corea, ha combattuto e ucciso. <span id="more-15840"></span><br />
Li guarda, e noi guardiamo la sua faccia in primissimo piano mentre li guarda, una maschera di durezza e di caparbietà, la maschera di un vecchio uomo gonfio di rancore e di ostilità, indignato per l’invasione della “sua” America, e davvero ci viene in mente la definizione affettuosa che di lui dava Sergio Leone: “ha due espressioni: una col cappello e una senza cappello”. La sua maschera rigida, arcigna, è quella di William Munny, il killer de <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gli_spietati">Gli Spietati</a>, e talvolta ci chiediamo se agirà come lui, se applicherà le regole del genere violento che <em>Gran Torino</em> sembra contenere nel suo plot.<br />
In realtà sappiamo che l’ostilità di Kowalski sta per ammorbidirsi. Ci sono i segnali: la ragazzina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miao">hmong</a> è simpatica, è gentile, spigliata. Non può che fare breccia in quel vecchio cuore indurito. E il ragazzino, Thao, che lui chiama Tardo, è timido, sprovveduto, “una femminuccia”, che non sa neanche capire se una ragazza carina ha puntato gli occhi su di lui. Lo becca, Tardo, nel suo garage mentre cerca maldestramente di rubargli la Gran Torino, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ford_Torino">coupé Ford</a> dei primi anni ’70 (era l’auto di Starsky e Hutch) che lui conserva come un trofeo, per sottostare al rito di iniziazione di una gang, capeggiata dal cugino, che lo perseguita.<br />
E qui avviene il primo dei filtraggi di genere. La storia potrebbe prendere la direzione della violenza, le armi da fuoco, le bande, i bulli vigliacchi, e il vecchio giustiziere che li sfida a viso aperto. Invece tutto questo incombe sulle scene, ma resta come sospeso, una minaccia che appare e scompare, che trascuriamo, pur senza dimenticarla. Kowalski scopre il mondo arcaico <em>hmong</em>, “la gente della giungla”, un popolo fuggito in America in seguito alla guerra del Vietnam, perché “i comunisti ammazzavano tutti”. Sono gentili, non parlano né capiscono l’inglese, gli portano continuamente doni sulla scala di casa, fiori, piatti cucinati. Gli sono grati per avere difeso Tardo da un assalto della banda, che lui ha fatto fuggire minacciandoli col suo vecchio fucile della guerra di Corea, e per avere accettato di farlo lavorare per lui come riparazione al tentativo di furto.<br />
Qualcuno particolarmente pignolo potrebbe riconoscere, in queste scene etniche, un blando razzismo paternalista, sulla falsariga di quello usato, per esempio, da Somerset Maugham quando rappresenta i cinesi. In realtà è un gioco di ruoli che Clint Eastwood porta avanti senza reticenze, partendo proprio dal suo personaggio che è “uno sporco polacco rincoglionito”, come lo chiama quel “ladro mangiaspaghetti” dell’amico barbiere; i giochi virili da uomini con le palle americani che provengono da mille paesi, da mille razze.<br />
Ma tutto si complica. E’ destino. La banda minaccia, e colpisce. Colpisce con ferocia e viltà, come colpisce il branco, e semina dolore e distruzione. Nulla è più come prima. Bisogna fare giustizia. Una giustizia superiore, quella giustizia che la legge non può garantire, perché nessuno parla, nessuno denuncia. L’omertà hmong tutto blocca e tutto cancella: la giustizia del cow boy della retorica OAE, la vediamo dipinta a tinte fosche sulla maschera di Kowalski quando va a sfidare i bulli della banda, li va a prendere nella loro casa, mentre schiamazzano sguaiati. Li fronteggia da solo, con sarcasmo, li insulta. Vediamo veramente William Munny mentre sta per entrare nel saloon dove c’è lo sceriffo delinquente Gene Hackman, e fa una strage, e punta in faccia la doppietta allo sceriffo, che gli dice “spara”, e lui gli spara; e potrebbe essere questo il finale che ci aspettiamo, la catarsi nel sangue e nella distruzione violenta della violenza.<br />
Forse non ci sono più finali inediti, perché, come sostiene qualcuno, tutto è già stato detto, scritto, girato. Ma non è il finale in sé che può sorprendere; è come conclude la storia che lo precede, come sbuca dalle radici della sceneggiatura che ci stupisce.<br />
Il finale di <em>Gran Torino</em> è forse l’ultima scelta possibile del cavaliere solitario nato, vissuto e morto da <em>outsider</em>. La fine del viaggio.<br />
La fine di chi non ha più nulla da dare, o da dire, se non offrire il proprio estremo sacrificio per la salvezza e per il bene degli altri. </p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/03/18/gran-torino-detroit-usa/">Gran Torino, Detroit, USA</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/06/03/l%e2%80%99underground-milleriano-di-uno-sticky-boy/' rel='bookmark' title='L’underground milleriano di uno Sticky Boy'>L’underground milleriano di uno Sticky Boy</a> <small>di Mauro Baldrati For God and the Empire è il...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/02/28/le-strane-cose-di-raul-montanari/' rel='bookmark' title='Le &lt;em&gt;strane cose&lt;/em&gt; di Raul Montanari'>Le <em>strane cose</em> di Raul Montanari</a> <small>di Mauro Baldrati Esistono dei romanzi che seguono un percorso...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/09/10/elogio-dello-stile-reticente-disseccato-inorganizzato-ovvero-dell%e2%80%99assenza-di-stile/' rel='bookmark' title='Elogio dello stile reticente, disseccato, inorganizzato, ovvero dell’assenza di stile'>Elogio dello stile reticente, disseccato, inorganizzato, ovvero dell’assenza di stile</a> <small>di Mauro Baldrati La questione dello stile è da sempre...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/03/10/il-wrestler-che-e-in-noi/' rel='bookmark' title='Il wrestler che è in noi'>Il wrestler che è in noi</a> <small>di Mauro Baldrati Attenzione! Questo è uno spoiler del film;...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/02/01/richard-avedon-prima-di-tutto-lo-stile/' rel='bookmark' title='Richard Avedon, prima di tutto lo stile'>Richard Avedon, prima di tutto lo stile</a> <small>di Mauro Baldrati Forse è stato il fotografo più patinato...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/03/18/gran-torino-detroit-usa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>35</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic page generated in 0.573 seconds. -->
<!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-13 04:19:55 -->
<!-- Compression = gzip -->
