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	<title>Nazione Indiana &#187; creative commons</title>
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		<title>Histoire d&#8217;I. FRANCESCO D&#8217;ISA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orsola puecher</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Orsola Puecher</strong><br />
<strong>I.</strong> di <strong><em>Francesco d’Isa</em></strong>, ed. <em>Nottetempo</em> 2011, come si evince dall’articolo determinativo strano, ma non singolare, che ne costituisce il titolo è un libro plurale. Ma anche quadrato, nel formato, che, uscendo dalla scontata rettangolarità editoriale, ne fa una piacevole via di mezzo fra un album illustrato per bambini e un piccolo oggetto compatto.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/02/03/histoire-d-i-francesco-d-isa/"><em>Histoire d&#8217;I.</em> FRANCESCO D&#8217;ISA</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small>di <strong>Orsola Puecher</strong></small><br />
<img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/02/172.jpg" alt="" title="172" width="415" height="415" class="alignleft" style="float:left; margin:10px 15px 10px 0px;"/><strong>I.</strong> di <strong><em>Francesco d’Isa</em></strong>, ed. <em>Nottetempo</em> 2011, come si evince dall’articolo determinativo strano, ma non singolare, che ne costituisce il titolo è un libro plurale. <span id="more-41415"></span>Ma anche quadrato, nel formato, che, uscendo dalla scontata rettangolarità editoriale, ne fa una piacevole via di mezzo fra un album illustrato per bambini e un piccolo oggetto compatto. E’ plurale anche nelle fonti grafiche e semantiche dei suoi divertenti XXXV capitoli, che derivano dall’insieme di immagini, citazioni di pubblico dominio con licenza ⇨ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons" target="_blank"><strong>Creative Commons</strong></a> messe a disposizione dalla rete, e di sue parole. E&#8217; plurale nel finale e persino nella dedica:<br />
<em>Dedicato a te per cui faccio qualunque cosa, chiunque tu sia.</em></p>
<p align="center"><script type="text/javascript"> var YWPParams = { termDetection: "on", theme: "silver",autoadvance:false,volume:1.0,defaultalbumart:'http://25.media.tumblr.com/tumblr_lsu6d6ULsK1qa6c21o1_100.png' }; </script><script type="text/javascript" src="http://webplayer.yahooapis.com/player-beta.js"></script><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/02/hen-large.mp3" target="_blank">CLICK to hen-large</a></p>
<p>&nbsp;<br />
Il criterio compositivo si rifà al concetto di ⇨ <a href="http://www.nazioneindiana.com/tag/remix/" target="_blank"><strong>remix</strong></a> applicato all&#8217;editing e montaggio digitale di una storia, una strada davvero auspicabile per <em>il polveroso &#8211; digitalmente digiuno &#8211; mondo delle lettere &#8211; ancora molto legato a ideali romantici e ideologici di creatività demiurgica</em>.<br />
<strong>I.</strong> è la storia di <strong>I.</strong> che ha <strong><em>tutte le sembianze</em></strong> e <strong><em>tutte le età</em></strong> e <strong><em>tutti i generi</em></strong> e dei suoi percorsi e avventure per sapere <strong><em>chi &#8211; o cosa &#8211; sono?</em></strong>. Ché siamo tutti immagine e specchio di ciò che è, di ciò che siamo e di ciò in cui continuamente ci trasformiamo nella realtà in continua trasformazione.<br />
<strong>I.</strong> è un fumetto, come l&#8217;autore lo definisce, con una logica di associazioni e interpolazioni che trasformano il contesto proprio delle immagini e delle parole, che stanno proprio nella tipica nuvoletta <em>balloon</em> dei fumetti, in una storia del tutto diversa dalle intenzioni e dai significati originari.<br />
La mescolanza delle suggestioni che reciprocamente autore e lettore si scambiano di fronte a immagini note, già viste, o comunque riconducibili a un particolare stile, e che quindi portano con sè un vissuto di sensazioni precedenti, un loro bagaglio di viaggio nel tempo e nello spazio individuale, è un insieme nebuloso e sempre variabile.<br />
Una simpatica gallina rosa, forse di ⇨ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brahama_%28pollo%29" target="_blank"><strong>razza Brahma</strong></a>, con i pantaloni di piume, viene a rispondere al fondamentale quesito &#8220;<em>E&#8217; nato prima l&#8217;uovo o la gallina?</em>&#8221; ai cogitabondi soggetti della famosa incisione ⇨ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_di_Colombo" target="_blank"><strong><em>Colombo rompe l&#8217;uovo</em></strong></a> di ⇨ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/William_Hogarth" target="_blank"><strong>William Hogart</strong></a>, in cui originariamente il buon Cristoforo è intento invece a dimostrare agli scettici come un uovo possa restare in piedi, previa schiacciatura del fondo. Cioè quanto una cosa apparentemente impossibile, sia invece molto facile per chi sa e ha il coraggio di trovare la soluzione.<br />
La gallina Brahma rosa risponde:</p>
<blockquote><p><em>La domanda ha senso solo in un mondo di polli.</em></p></blockquote>
<p>Il che è il vero e proprio <strong>Uovo di Colombo</strong> di ogni tipo di comunicazione.<br />
Comunicare è appunto <strong>Capitolo XII Solo una questione di linguaggi</strong> e di diversità e mescolanze di linguaggi:<br />
&nbsp;<br />
<center><iframe src="http://player.vimeo.com/video/36069399?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ffffff" width="500" height="500" frameborder="2" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></center><br />
&nbsp;<br />
Se <strong><em>l&#8217;incipit</em></strong> ⇨ <object type="audio/x-mid" data="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/02/incipit.midi" height="40" width="70"><param name="src" value="nome_midi.mid"></param><param name="autostart" value="false"></param><param name="repeat" value="false"></param><param name="loop" value="false"></param>
</object>  di questo articolo fosse in codice Morse, ad esempio, ai più sarebbe incomprensibile ma assai piacevolmente melodioso. Come del resto qualsiasi altra frase, avendo a disposizione l&#8217;apposito codificatore:<br />
&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe height="530" src="http://www.qbit.it/lab/morse.php" width="400"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/02/03/histoire-d-i-francesco-d-isa/"><em>Histoire d&#8217;I.</em> FRANCESCO D&#8217;ISA</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La minaccia per autori ed editori</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/20/la-minaccia-per-autori-ed-editori/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/20/la-minaccia-per-autori-ed-editori/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>[L'introduzione a <a href="http://craphound.com/makers/">Makers</a>, l'ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un'ottima spiegazione di quel che l'autore pensa dell'editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come <a href="http://craphound.com/makers/download/">ebook gratuito</a> senza che questo ostacoli le edizioni a stampa.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/20/la-minaccia-per-autori-ed-editori/">La minaccia per autori ed editori</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[L'introduzione a <a href="http://craphound.com/makers/">Makers</a>, l'ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un'ottima spiegazione di quel che l'autore pensa dell'editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come <a href="http://craphound.com/makers/download/">ebook gratuito</a> senza che questo ostacoli le edizioni a stampa. La traduzione è mia - Jan Reister]</em></p>
<p><strong>A proposito di questo ebook</strong> &#8211; di <a href="http://craphound.com">Cory Doctorow</a></p>
<p>C&#8217;è un pericoloso gruppo di attivisti anti-copyright che rappresenta una minaccia grave ed impellente per il futuro di autori ed editori. Non rispettano né la proprietà né le leggi. In più, sono potenti ed organizzati, e riescono a farsi ascoltare dai politici e dalla stampa.</p>
<p>Parlo ovviamente degli uffici legali degli editori di ebook.<span id="more-26440"></span></p>
<p>Queste persone non credono nella legge sul diritto d&#8217;autore. La legge sul copyright dice che quando compri un libro, è di tua proprietà. Puoi regalarlo, prestarlo, darlo in eredità ai tuoi discendenti o donarlo al più vicino dormitorio per senzatetto. Possediamo libri da molto più tempo prima di quando abbiamo iniziato a stamparli. La legge sul diritto d&#8217;autore ha sempre riconosciuto il tuo diritto a possedere i tuoi libri. Quando vengono scritte le leggi sul copyright &#8211; da politici eletti, per il bene pubblico &#8211; esse tutelano sempre questo diritto.</p>
<p>Gli editori di ebook però non rispettano la legge sul diritto d&#8217;autore, e non credono che tu abbia diritto al possesso dei tuoi beni. Al suo posto, dicono che quando &#8220;compri&#8221; un ebook, in realtà stai solo comprando una licenza per quel libro, e che la legge sul copyright è superata dalle migliaia di parole farsesche ed ingiuriose dell&#8217;accordo di licenza su cui fai clic quando completi la transazione d&#8217;acquisto. (Certo, il pulsante sul sito dice &#8220;Compra questo libro&#8221; e parlano di &#8220;vendite di ebook&#8221; alle conferenze &#8211; nessuno dice &#8220;Licenzia questo libro per il tuo Kindle&#8221; o &#8220;Le licenze totali per gli ebook sono cresciute cento volte dallo 0.00001% di tutte le edizioni allo 0.0001%&#8221;)</p>
<p>Che vadano all&#8217;inferno. L&#8217;hai comprato, è tuo. Credo nella garanzia di proprietà dei tuoi libri data dalla legge sul copyright.</p>
<p>Perciò possiedi questo ebook. L&#8217;accordo di licenza [...] è di Creative Commons e ti dà ancora più diritti di un libro normale. Ogni sua parola è un regalo, non un sequestro. Goditela.</p>
<p>Cosa voglio da te in cambio? leggi il libro. Dillo ai tuoi amici. Fai una recensione su Amazon o alla tua libreria vicino casa. Portalo al tuo circolo di lettura. Fallo leggere ai tuoi studenti (quelli più grandi per favore &#8211; quella scena di sesso è tosta) (adesso sei attento, vero?). Come scrisse Woody Guthrie:</p>
<p>&#8220;Questa canzone è sotto il Sigillo di Copyright n.154085 delle leggi degli Stati Uniti, per un periodo di 28 anni, e chiunque venga sorpreso a cantarla senza il nostro permesso sarà un nostro grande amico, perché con ce ne importa nulla. Pubblicala, scrivila, cantala, ballala, cantaci uno yodel. Noi l&#8217;abbiamo scritta, è tutto quel che volevamo fare.&#8221;</p>
<p>Già. Inoltre, se ti piace, <a href="http://craphound.com/makers/buy">compralo</a> o regala una <a href="http://craphound.com/makers/donate">copia</a> ad un&#8217;ente meritevole e privo di fondi.</p>
<p>Perché lo faccio? <strong>Perché il mio problema non è essere piratato, ma essere sconosciuto</strong> (grazie Tim O&#8217;Reilly per questo fantastico aforisma). Perché gli ebook gratuiti vendono libri stampati. Perché mi sono fotocopiato anche il culo quando avevo 17 anni e sono cresciuto spendendo praticamente ogni cent disponibile in libri quando sono diventato grande. Perché non posso impedirti di condividerlo (gli zero e gli uno non diventeranno più difficili da copiare); e perché i lettori hanno sempre condiviso il libri che amano, e quindi posso chiederti di unirti alla causa.</p>
<p>Da quando avevo sei anni ho sempre sognato di scrivere romanzi di fantascienza. Ora lo faccio davvero. E&#8217; un sogno realizzatosi, come fare da grande il cowboy o l&#8217;astronauta, tranne che non vieni vessato dai rancher e non devi restare 28 ore sulla rampa di lancio col pannolone. L&#8217;idea che possa infastidirmi quando le persone &#8211; i lettori celebrano ciò che scrivo è incredibilmente assurda.</p>
<p>Quindi scarica questo libro.</p>
<p>Alcune regole:</p>
<p>E&#8217; tradizione qui che i lettori convertano i miei ebook nel loro formato preferito e me li spediscano, ed è bello! Se hai convertito in un altro formato i file, inviameli [...] e li pubblicherò, ma prima leggi questo:</p>
<ul>
<li>[...] Niente copertine. Il testo del libro è liberamente copiabile, la copertina non proprio. Ne controlla i diritti il mio editore, quindi non inserirla nel file.</li>
<li>Niente DRM. La licenza Creative Commons proibisce la condivisione del file con &#8220;DRM&#8221; (detto anche &#8220;protezione da copia&#8221;), e per me è bene così. Non mandarmi il libro con del DRM. Se converti ad un formato che ha l&#8217;opzione DRM, controlla di averla disabilitata.</li>
</ul>
<p><strong>Una parola a insegnanti, bibliotecari e persone che vogliono regalarmi dei soldi</strong></p>
<p>Ogni volta che metto online gratis un libro, ricevo delle email da lettori che vogliono fare una donazione. Apprezzo la generosità di spirito, ma non mi interessano le donazioni in denaro, perché<strong> i miei editori sono davvero molto importanti per me</strong>. Essi danno un contributo enorme al libro, lo migliorano, lo offrono ad un pubblico che non potrei mai raggiungere, mi aiutano a fare di più col mio lavoro. Non ho intenzione di tagliarli fuori dal giro.</p>
<p>Ma ci deve essere un modo per mettere a frutto questa generosità e forse l&#8217;ho trovato.</p>
<p>Ecco come: ci sono tanti insegnanti e bibliotecari che vorrebbero mettere delle copie di questo libro tra le mani dei loro studenti e frequentatori, ma non hanno i fondi per farlo.</p>
<p>Ci sono persone generose che mi vogliono spedire dei soldi per dirmi grazie dei libri gratis.</p>
<p>Propongo di farli incontrare.</p>
<p>Se sei un insegnante o un bibliotecario e vuoi una copia gratuita di Makers, scrivi a freemakers@gmail.com col tuo nome, il nome e l&#8217;indirizzo della tua scuola. Verrà pubblicato qui sotto dalla mia fantastica assistente, Olga Nunes, perché potenziali donatori lo possano vedere.</p>
<p>Se ti è piaciuta l&#8217;edizione elettronica di Makers e vuoi donare qualcosa per dire grazie, controlla qui sotto per trovare un insegnante o una biblioteca da sostenere. Poi vai su Amazon, BN.com o la tua libreria online preferita ed ordina una copia per loro, invia una copia della ricevuta (se vuoi cancella il tuo indirizzo ed altre informazioni personali) a freemakers@gmail.com così Olga segnerà la copia come spedita. Se non vuoi essere ringraziato pubblicamente per la tua generosità, diccelo e ti terremo anonimo, altrimenti sarai ringraziata sulla pagina delle donazioni.</p>
<p>Vai a <a href="http://craphound.com/makers/donate">http://craphound.com/makers/donate</a> per insegnanti, bibliotecari ed altre persone simili che cercano donazioni.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/20/la-minaccia-per-autori-ed-editori/">La minaccia per autori ed editori</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Luci e ombre di Google in Francia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/03/luci-e-ombre-di-google-in-francia/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/04/03/luci-e-ombre-di-google-in-francia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 05:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il collettivo Ippolita ha pubblicato per Payot&#38;Rivages <a title="la scheda del libro in francese" href="http://www.payot-rivages.fr/index.asp?P=fiche%2E5703">La face Cachée de Google</a>, l&#8217;edizione francese di  <a href="http://ippolita.net/google">Luci e Ombre di Google. Futuro e Passato dell&#8217;Industria dei Metadati</a> (<a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2908&#38;isbn=9788807710278">IBS</a>, <a href="http://bol.it/libri/scheda/ea978880771027.html">BOL</a>), di cui Nazione Indiana <a title="Luci e ombre di Google, un libro di Ippolita su Nazione Indiana" href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/08/luci-e-ombre-di-google-un-libro-di-ippolita/">ha già parlato in passato</a>.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/04/03/luci-e-ombre-di-google-in-francia/">Luci e ombre di Google in Francia</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il collettivo Ippolita ha pubblicato per Payot&amp;Rivages <a title="la scheda del libro in francese" href="http://www.payot-rivages.fr/index.asp?P=fiche%2E5703">La face Cachée de Google</a>, l&#8217;edizione francese di  <a href="http://ippolita.net/google">Luci e Ombre di Google. Futuro e Passato dell&#8217;Industria dei Metadati</a> (<a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2908&amp;isbn=9788807710278">IBS</a>, <a href="http://bol.it/libri/scheda/ea978880771027.html">BOL</a>), di cui Nazione Indiana <a title="Luci e ombre di Google, un libro di Ippolita su Nazione Indiana" href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/08/luci-e-ombre-di-google-un-libro-di-ippolita/">ha già parlato in passato</a>. Il libro è Copyleft, viene distribuito commercialmente ed è scaricabile liberamente <a href="http://ippolita.net/google">dal sito degli autori</a> e <a title="The dark side of Google - by Ippolita.net PDF" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/thedarksideofgoogle.pdf">qui</a>.</p>
<p>Ho chiesto ai membri di Ippolita una breve intervista, che propongo qui ai lettori di Nazione Indiana.<br />
<span id="more-5630"></span><br />
<em>Domanda: Buongiorno Ippolita. Il vostro è uno pseudonimo collettivo che contraddistingue gli autori del libro &#8220;Luci e ombre di Google&#8221; e di altri progetti di ricerca. Quanto ha influito questo pseudonimo nella promozione e diffusione del libro? E&#8217; stato capito, o è stato un ostacolo? </em></p>
<p>Ippolita: All&#8217;hackmeeting del 2006, quando il testo è stato presentato in anteprima, diverse testate nazionali hanno riportato dichiarazioni di sedicenti &#8220;membri di Ippolita&#8221; che si facevano beffe di Google, il nuovo Grande Fratello. In quell&#8217;occasione c&#8217;è stata una specie di gara a dire &#8220;io sono Ippolita&#8221;, e ha funzionato bene, soprattutto è stato divertente.</p>
<p>Senz&#8217;altro è stato utile aver creato un&#8217;identità che va &#8220;percorsa&#8221; perché rimanda subito a uno spazio, il sito<a title="il sito del collettivo Ippolita" href="http://ippolita.net"> ippolita.net</a>, e a un metodo di studio e indagine sulla scrittura delle tecnologie digitali. Uno spazio in evoluzione e soprattutto non direttamente legato ai suoi animatori e alle loro attività: ognuno di noi può spendersi questa esperienza e questa identità in altri ambiti, senza per questo venire identificato ogni volta con &#8220;Ippolita&#8221; 1, 2 o 77 che sia. Possiamo usare altri nomi e altri pseudonimi, dipende da quello che facciamo! Come abbiamo detto più volte, ognuno deve scegliere cosa, come e quando rendere pubblico. Per questo, parliamo di &#8220;gruppo di ricerca&#8221;. E ci permettiamo di cambiare opinione, non ci interessa rimanere coerenti, ma esplorare territori che ci intrigano.</p>
<p><em>D: &#8220;Luci e ombre di Google&#8221; è stato pubblicato con <a title="licenza di attribuzione, non commerciale e condivisibile allo stesso modo" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">licenza Creative Commons</a> by-nc-sa-2.5 e distribuito come libro in libreria, e come pdf scaricabile da <a title="scarica il libro Luci e ombre di Google" href="http://ippolita.net/6.html">ippolita.net</a> (con donazione facoltativa). Quante copie del libro sono state vendute? Quante copie del pdf avete distribuito? E quante donazioni volontarie avete ricevuto per il PDF?</em></p>
<p>Non abbiamo rendiconti precisi: come da copione l&#8217;editore non si sbilancia, non sapremo nulla di certo fino a giugno 2008. Possiamo pero&#8217; dire che in libreria e&#8217; praticamente introvabile, quindi a rigore dovrebbero essere state vendute tutte quelle stampate da Feltrinelli, quindi circa 5mila.</p>
<p>A oggi il conteggio delle copie scaricate è di 22mila. Il libro è uscito esattamente un anno fa. Ovviamente possiamo controllare solo i &#8220;nostri&#8221; punti di download. Il pdf pero&#8217; circola sulle reti p2p, dunque i download effettivi sono sicuramente di più.</p>
<p>Certo, online imperversa il &#8220;click-facile&#8221;, specie quando un oggetto e&#8217; gratuito. Copie scaricate non significa copie lette. Ma fossero anche solo la meta&#8217; o un quarto le copie effettivamente lette o scorse, 10mila o 5mila copie in più&#8217; rimane una cifra di tutto rispetto per un saggio di divulgazione scientifica italiano.</p>
<p>Le sottoscrizioni sono qualche decina, in media circa 5 euro l&#8217;una. Interessante notare che buona parte delle donazioni sono arrivate da italiani residenti all&#8217;estero.</p>
<p><em>D: Quale è stato l&#8217;impatto del libro in termini di citazioni, articoli e riferimenti?<br />
</em><br />
Direi piuttosto buono, Repubblica e Corriere ci hanno dedicato almeno una recensione. Molte anche le critiche positive dai giornali locali. Sul nostro sito abbiamo raccolto buona parte della<a title="rassegna stampa sul libro Luci e ombre di Google" href="http://ippolita.net/11.html"> rassegna stampa</a>:</p>
<p>I giornalisti hanno spesso difficoltà a gestire il linguaggio tecnologico, sia in termini di riflessione che circa la valutazione di un software. Tuttavia lo sforzo divulgativo del testo ha pagato, la lettura non è per soli tecnici e con un po&#8217; di curiosità si possono affrontare anche i capitoli più matematici.</p>
<p>Occorre dire però che abbiamo fatto un grosso lavoro di ufficio stampa e back office. Abbiamo estrapolato le tesi di fondo in brevi comunicati, siamo stati sempre disponibili all&#8217;intervista, alle delucidazioni.</p>
<p>Feltrinelli non è riuscita a farci avere granché di visibilità, il loro ufficio stampa ha lavorato poco e male. (Oppure, il che e&#8217; la stessa cosa a livello di risultati, l&#8217;investimento della struttura Feltrinelli per questo testo e&#8217; stato minimo e dunque il buon impatto sulla stampa è dipeso sostanzialmente dal nostro impegno)</p>
<p>Alla maggior parte dei blogger il volume invece non è piaciuto. Riferimenti e commenti non sono mancati, ma &#8220;le critiche sono troppo radical&#8221;, insomma siamo risultati faziosi. Credo che la sub-cultura del web 2.0 sia essenzialmente conservatrice. Un paradosso?</p>
<p><em>D: &#8220;Luci e ombre di Google&#8221; si concentra principalmente sugli aspetti d&#8217;impresa di Google e sulle funzioni del motore di ricerca. Quali sono le vostre considerazioni sugli altri servizi di Google, come Gmail, Analytics (che Nazione Indiana usa), Earth e Maps, Code (da voi descritto nella sezione sulle licenze)?<br />
</em></p>
<p>Le considerazioni di base sono sempre le stesse. Analytics permette di indicizzare anche gli utenti che non stanno navigando direttamente su un servizio o sito web di Google stesso. Gli fornisci dati di altre persone (oltre ai tuoi) Ogni servizio ha il suo specifico ambito, ma l&#8217;obiettivo è sempre lo stesso: fare data mining.</p>
<p>Il punto è che la gratuità ha un prezzo. Tutto qui.Nessuno dice che non si deve usare Google, l&#8217;importante è sapere COSA stai usando, come funziona, cosa gli dai in cambio. Ci sono altri software gratis (ma anche free che è tutta un&#8217;altra storia) che si possono usare per fare statistiche, il problema è che gli utenti (anche quelli meno ingenui) non li trovano abbastanza &#8220;cool&#8221;. La verità è che ci siamo intossicati, solo 7 anni fa aravamo molto più critici, più sbilanciati in avanti, smaniosi di imparare.</p>
<p><em>D: Il libro è del 2006 (hackmeeting) e il pdf del 01/2007. Ora è marzo 2008 e nel frattempo i servizi di Google (ricerca, pubblicità, servizi geografici, web analytics, codice) sono diventati sempre più usati e pervasivi. Cosa è cambiato nell&#8217;edizione francese?<br />
</em></p>
<p>L&#8217;edizione francese ha una grafica davvero minimalista. I materiali (carta, inchiostro) e il lavoro editoriale (impaginazione, presentazione) sono decisamente migliori dell&#8217;edizione italiana: rilegature a filo, non incollata e basta.Prezzo molto elevato, 19 euro, anche se in linea con il mercato francese. Con questa edizione, sono 240 pagine, assai leggibili e piacevoli all&#8217;occhio.</p>
<p>Per quanto riguarda la traduzione nel complesso la resa eccellente. Maxime Rovere, il traduttore conosce l&#8217;argomento, o quanto meno si e&#8217; documentato a fondo.La resa francese degli esempi: non banale, ma sostanzialmente riuscita. es. trenitalia e&#8217; sostituito da sncf (ferrovie francesi), l&#8217;esempio della parola &#8220;penna&#8221; da ricercare su google diventa &#8220;plume&#8221;: è stata effettuata la nuova ricerca e sono stati riportati i risultati.</p>
<p>Le note sono state riportate in francese con edizioni originali o tradotte in francese &#8211; e fin qui è pratica corrente nelle buone traduzioni &#8211; ma lo stesso è stato fatto per quasi tutti i link a wikipedia, operazione non scontata.</p>
<p>In diverse occasioni, la traduzione ha migliorato il testo, reso più&#8217; scorrevole, es. nel famigerato esempio dei &#8220;vasi&#8221; (cap VI) ha girato le frasi e s&#8217;è&#8217; preso qualche libertà&#8217; che chiariscono perfettamente il concetto. C&#8217;è qualche incertezza su dettagli tecnici, ma trascurabile</p>
<p><em>D: Il libro  propone un cambiamento culturale e una diversa consapevolezza di fronte alla presenza di Google come unico punto di vista sulla rete e sull&#8217;informazione. Al contempo esistono contromisure tecniche a difesa della privacy: la rete anonima Tor, le funzioni di privacy in Firefox ad esempio. Quale è la vostra posizione su queste tecnologie? Le usate?<br />
</em></p>
<p>I: Ovviamente si, anzi di più. Vi invitiamo a provare un  simpatico software che abbiamo proposto qualche giorno fa sulla lista Hackmeeting: <del datetime="2008-08-26T08:32:59+00:00"><a title="un addon per Fiorefox, pagina download" href="http://www.ippolita.net/gcookies/">GCookie</a></del><ins datetime="2008-08-26T08:32:59+00:00"><a title="SCookies un addon per Firefox" href="http://www.autistici.org/bakunin/scookies/">SCookie</a></ins>.  E&#8217; un estensione per Firefox. Manda i cookie di Google dell&#8217;utente al server il quale ne restituisce un altro di uguale tipo, ma di un diverso utente che abbia eseguito la stessa operazione. Prendete il tutto come un&#8217;alpha poco testata e scritta &#8220;di getto&#8221; in un giorno&#8230; Li&#8217; trovate sia l&#8217;estensione e sia il backend php + mysql. Semplice semplice.</p>
<p>Non è una risposta complessiva, ma noi del resto diffidiamo dalle risposte complessive.</p>
<p><em>Grazie Ippolita per questa intervista.</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/04/03/luci-e-ombre-di-google-in-francia/">Luci e ombre di Google in Francia</a></p>
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