di Dario Voltolini
ma siccome non capisce né perché sia lì
né perché stia succedendo questo
non ricorderà mai più la sensazione al tatto di quella tetta
di quel capezzolo abbastanza regalato
tutto sommato
resterà solo la situazione
e niente fra le dita
di fronte alla fioritura
ora che è notte
lampeggiano le lucciole
simulando riapparendo percorsi continui
e se invece qui se ne spegnesse una e là se ne accendesse un'altra?
perché per noi che guardiamo è invece sempre la stessa
che...
di Dario Voltolini
che fanno una luce tra il verde e l'azzurro
dentro le sale sono pulite
al primo bancone servono aperitivi
mentre si aspetta di prendere posto
la prima volta sembra un mondo a parte
poi si capisce che fa parte di una catena
di ristorazione
dove il mobilio è tutto studiato
per essere
appunto
etnico
così aspettando
non so perché ma mi è ritornato in mente un disco che avevo comperato
dove a un certo punto
partivano voci che intonavano
rejoyce! rejoyce!
così inaspettatamente...
di Dario Voltolini
dalla città alle valli
e dalle valli alla città
ci comprime dolorosamente il petto
per una contropressione inalterabile
è normale che il polmone sia stato preso
come un movimento inteso a dirci qualche cosa
per la nostra ingenua stupefatta attesa
che non osa vedere palpebre dove ci sono i petali di rosa
prima che a qualcuno venga in mente di dire questa cosa
artefatta ma meravigliosa
e allora ricordiamo l'umido irrespirabile respiro
come una cosa viva
volontaria
volonterosa
una dilatazione dell'aria...
di Dario Voltolini
la natura di foglie alberi e uccelli
vola ancora un corvo sull'abete
una gazza attraversa la strada a volo d'onda
ai margini dell'asfalto
c'era un riccio impaurito
appallottolato mentre lo si guardava da vicino
il naso piccolissimo nero
alcuni insetti fra gli aculei
zampe fragili e magre
nell'acqua torbida dello stagno
scorrono figure di carpe
girini semplicissimi e neri
scodinzolando procedono di un millimetro
libellule turchesi e verdi smilze
si accoppiano in un gioco di sfinteri
attanagliate in un motivo di cachemire
visto...
di Dario Voltolini
è sporco di olio dei freni
è tutto sintetico ormai
dice
asciugandosi con uno straccio
e sembra felice
si vede subito che sa organizzare bene il lavoro
lo si vede appena entrati nell'officina
a sinistra il gabbiotto
a destra la scala per andare di sotto
in fondo la vetrata che separa i due ambienti
e poi il quadro con gli attrezzi appesi
e il poster già all'ingresso
arrugginito fra i metalli dei motori
un vecchio poster di Gianluca Vialli
finisce come...
di Dario Voltolini
non erano mai cominciate
mettere tutte quelle cognizioni insieme
ne valeva la pena?
era lì il senso dell'operazione?
non essere più sulla cima spumosa dell'ultima onda
sostenuti in alto spinti su dalla forza intera di tutto il mare
bensì nel canneto a ricomporre con le briciole
qualcosa dell'immenso asciugamano
stancamente sorridendo irridendo
se passavano spiriti avvampati ingenuamente
c'è una lezione da imparare
come sempre
e come sempre questo vale anche
per coloro che ce la vogliono impartire
è così contigua la...
di Dario Voltolini
sulla cassettiera c'era un ventilatore
è tutto per scherzo a Fukkomukko
così almeno sembra
il forestiero non crede che sia da prendersi sul serio
tutta la questione
invece un giorno come un altro
quando uno dei due uomini era via lontano
l'altro si è portato la pistola all'altezza della testa
e si è sparato
quando sono arrivati era già morto
per terra nell'ufficio
e adesso non si può più pensare che tutto sia uno scherzo
no
non lo si può...
di Dario Voltolini
non è che adesso mi piaccia ciò che detestavo
solamente vedo quello che non notavo
che cancellavo
e la semplicissima visione
di questo e d'altro
mi rinfranca
era ingiusta la vita astrattamente limata da stilita metropolitana
la varietà chissà perché tarpata
più che altro nella testa
nella mente
che doveva preludere a un'autenticità
basata sulla semplificazione
era una pura e semplice fascinazione
molto meno che una scelta
era soprattutto illusione
così pensava
o forse no
chi può saperlo?
certo andava incontro a una Milano più...
di Dario Voltolini
con la testa voltata verso il video del computer
il suo nuovo collega era immediatamente scomparso dal suo campo visivo
il suo nuovo collega le era scaduto troppo
non esisteva nemmeno più
si può dire
un vero mentecatto
aveva pensato di lui come ultima cosa
la ragazza di Fukkomukko
a un tratto Milano le apparve
in una diversa colorazione
non c'erano più quelle persone curve
che ciondolavano attorno alla stazione
quei fari gialli sparati sopra i muri
c'erano invece le...
di Dario Voltolini
in certe valli non lontane
di gente così se ne trova quanta se ne vuole
in ogni caso
Fukkomukko
con tutte le sue storie
che è bene fare in modo
che se ne restino il più possibile
lì all'interno del mondo fukkomukkiano
un ambiente isolato è più adeguato
in questo tipo di esercizi di finzione
ma veniamo alla popolazione
sentite questa storiella
poi mi direte
dunque c'era una ragazza
che lavorava in un ufficio
là
sull'altopiano di Fukkomukko
un giorno questa ragazza
parlando con un...
di Dario Voltolini
produrrebbe un fiotto rosa di muscolo setacciato?
è arrivato qui ieri un tale
che crede di incantare la gente
col sassofono
mette su
quelle basi campionate
e si mette a soffiare nel pipone
esce appunto quella specie di lamento
che dovrebbe farci assecondare
l'azione di quel tale con le nostre
invece a noi non dice niente
e preferiamo andare a lavorare
alla fine è arrivato anche uno con il violino
si è messo in un angolo tutto tranquillo
e ha tolto...
di Dario Voltolini
c'è una losa di cento chili
nascosta nella roccia
e c'è un solo raggio che si posa
un certo giorno a una cert'ora
sulla pietra della losa
infilando drittamente senza sbavature
l'unico possibile percorso
dal sole diretto alla losa
all'immagine riflessa chiediamo
un gesto disumano
come un cenno che richiami
almeno un lasso di attenzione
a cena con le lampadine
facciamo ombre su tovaglie
e passa qualcosa
tra le foglie
non può essere che aria
lo sappiamo
e come uno scafo in mare aperto
blu cobalto...
di Dario Voltolini
sì rispondo
faceva freddo nelle capitali
poi allo zoo
abbiamo visto un po' di bestie
e di uccelli rapaci nutriti
dal personale a botte di conigli
bianchi scaraventati nei gabbioni
l'uccello rapace stava in alto
fermo
sarebbe sceso più tardi
avvicinandosi al coniglio
per smembrarlo e divorarlo
il coniglio già morto
per la fame
non per la gloria
del rapace
i treni si fermavano in stazione
il sole fermo nel cielo
l'aria mattinale un po' già usata
accartocciata
e fuori i viali lunghi della capitale
e da Gundel
pasticcio...
di Dario Voltolini
nel palazzo in cui abitano seri professionisti
capisco ripete
poi aggiunge qualcosa sulla casa
sui mobili
tipo
prenderò il computer
è a questo che pensa
e finalmente è davvero finita
fare l'amore a Genova
è un atto di umiltà
con tutto quel mare che si versa sulla terra
con tutta la terra che scende nel mare
dalla finestra si vedono passare
a pochi metri le automobili sospese
l'odore di un vecchio muro in ombra
sale dentro in casa
lo smalto verde sul legno...
di Dario Voltolini
e ripassano i parenti
quelli che stanno in Calabria
quelli che stanno in Piemonte
e ce ne sono anche in Lombardia
precisamente a Milano
a due isolati dalla fermata della metro
linea gialla
arrivi alla stazione Centrale
e poi è davvero comodo
la metro ci mette un attimo
quando riemergi in superficie
due isolati e sei arrivato
suoni e il portinaio ti apre
se la signora è in casa ti permette di salire
previamente però l'avverte
signora c'è qui il tale
va bene...
di Dario Voltolini
di abbarbicarsi sulla chiglia
il toro fu abbattuto spingendogli un pistone
frontalmente dentro il cranio a percussione
la bestia subito franò a terra
sparando una fontana di sangue dal cervello
gli uomini lo trasportarono poco lontano
lo decapitarono e presero a scuoiarlo
lo segarono in due nel senso della lunghezza
amputate le zampe e sviscerato il ventre
così aprendo il corpo del toro
i macellatori restarono stupefatti
vedendo il grosso cuore che ancora
si dibatteva fra le masse dei...
di Dario Voltolini
candidi biancorescenti e salmastri
colonnati che si sgranano in altri colonnati
che sorreggono altri ordini di colonnati e portici e balconi
come i pilastri di cemento che con un certo vanto
osserviamo a certe uscite d'autostrada
appena fatti
magari
così nitidi e precisi
non ancora sgretolati
né corrosi
si è svegliato l'uomo dal quel sogno?
abbiamo abbastanza bisogno di lui
qui adesso
nella penultima stanza che si affaccia al cortile
perché nessuno si ricorda come si fa a dire
al fotografo
come uscire
senza...
di Dario Voltolini
oltre la sua ultima stanza
oltre le colline
in quella trattoria
infilano perle
oppure le sparpagliano
fra le gambe dei tavoli di legno
sulla segatura bagnata di birra
e di pioggia
tutti i velieri delle scalinate salpano
all'alba
nel palazzo
nel castello
il fotografo americano
si sta smarrendo
ha fatto un flash
che sta ancora rimbalzando da uno specchio
all'altro di salone in salone
ci eravamo sempre domandati se non fosse
possibile imprigionare un raggio di luce
in una scatola dalle pareti a specchio
pensavamo così (eravamo
stupidi?)...
di Dario Voltolini
o un po' d'umidità
il trabiccolo parcheggiato nella corte è a vapore
smaltato di nero
metallico
con quelle scritte verdi e gialle
e le figure
il ragazzo non sa che cosa fare
ogni tanto riprova
a chiamare quel nome
ma niente
altre scale defluiscono da queste scale
piegano e scendono a spirale
o s'impennano fluendo in altre scale
la prima cosa che si vede arrivando
è l'orologio
perché spicca bianco sulla torre
il legno dei pavimenti scricchiola
e gli specchi hanno chiazze scure
nessuno ha...
di Dario Voltolini
madre
però
adesso che mi hai fatta dimmi anche
che cosa devo fare
dimmi anche dove devo andare
dimmi chi incontro e cosa vuole
dimmi la casa dimmi se è vuota
e se di notte ci sono rumori
e se le porte mi chiudono fuori
dimmi
madre
davvero ti assomiglio mentre parlo e faccio da mangiare?
mentre parlo invece di cantare mentre ritorno a casa sola mentre la notte
piano si svuota?
e che mi dici dei nostri rancori e che...
di Dario Voltolini
che dalla veranda non ci fanno muovere
che marcisce nell'acqua della calle
che senza muoversi
produce di riflesso immagini false
sui vetri delle finestrelle vuote
lasciava il motorino accanto al muro
e per la spesa entrava nel negozio
era snella nervosa e olivastra
le gambe il ventre il seno levigati
per condannarmi a un continuo supplizio
era un dolore senza movimento
sfioravo la ragazza con le mani
tremavo nel silenzio della chiesa
salivo scale ripide nel buio
correvo contro il vento...
di Dario Voltolini
tanti anni
è piovuto ancora sul pavimento
tanta polvere
ma lei è ancora lì aguzza oggi come faccia non si sa
sullo sfondo una città
certo spopolata
certo rovinata
certo adagiata contro il fianco di una collina
franata
morta evacuata morta consumata
sorta per una causa dimenticata
resti di un'epoca strana resti di un'attività umana
resti di una fatica puttana più viva di una
banca il fine settimana
luna
palladiana
di settembre
in fase calante
oscurata dai fumi
di città trasparenti
inizia l'autunno chiazzato di catrame
vogliamo rivederti...
di Dario Voltolini
annesso alla garitta carapace
scatto di chele attorno al materiale
presa potente
antigravitazionale
blocchi spostati tolti traslocati
ora dal tuo abitacolo di metallo duro
sala comandi cervello manovrante
sono scomparsi il soldato l'operaio il paguro
nell'antica fonderia discoteca sta
producevano la ghisa con il carbon coke
che bruciava con il ferro producendo smog
carbon ghisa ferro ghisa un bel giorno stop
questa notte suoneranno teratechno rap
ci saranno raggi laser verdi rossi e blu
marchingegni zigrinati sparsi qua e là
testimoni di...
di Dario Voltolini
ammatassati
sala macchine chiusa a chiave
sigillata vuota tecnici assenti
pavimenti basculanti
reti locali abbandonate
paralizzate
chiosco di fiori accanto al cimitero
sgommavano macchine all'uscita del curvone
nottetempo tra i fari e i lampioni bianchi
qualche ombra e qualche movimento
qualche ruota bruciata sul cemento
e ondeggiavano i fianchi malamente
con gesti stanchi finché non albeggiava
non era spento
solamente riposava nella notte
e aspettava nuovi fiori per tombe diurne
di chi se ne fregava non essendoci più
lo stesso stupidissimo contorno di case...
di Dario Voltolini
vedo chiaramente i luoghi e i comportamenti
vedo i muri di mattoni anneriti dai fumi grassi
vedo i caffè desolati
con le luci stente in inverno
banconi di zinco e vecchi sgretolati negli angoli
bicchieri di bianchi secchi velenosi e a ciondolare
tutto il giorno tutti i giorni i tipi con l'affare a portata di mano
domani stesso forse già stasera!
a indebitarsi a spararle grosse a lanciare sguardi furbi
strizzando l'occhio facendo la smorfia facendo...
di Dario Voltolini
un poco di tristezza
la gente moriva davvero la gente viveva davvero
voi nelle vostre stanze un po' dopo il tramonto
un po' prima di cena
facevate l'occhio torvo al destino che
immaginavate vi spettasse
mentre invece passavano solamente le ore
facevate a pugni ubriachi con altri come voi
in birrerie di periferia
in pub di montagna dove v'imbottigliavate
le domeniche pomeriggio per il grog
per il punch al mandarino
e vi scambiavate informazioni su chi fosse
tra quelle
la più...
di Dario Voltolini
guardare intorno
e nessuna casa era calda quell'inverno
avete vissuto vite senza sostanza
avete fatto cose senza senso
e vi piacevate
vi inorgogliva sentirvi un po' abbandonati
un po' fuori dal giro un po' originali
tutto in minime quantità
sprecavate pomeriggi in case
vuote facendo ululare la Fender Stratocaster
chissà cosa pensavate di fare
di essere
niente eravate niente avete fatto
un portone buio e nel cortile il capannone con le seghe
del falegname
c'è odore di legno segato
il falegname si è...
di Dario Voltolini
rotolando sulle ruote
da molti anni siete lontani
dalla finestra
poco male
erano tempi squallidi
senza vie d'uscita
ora però non sapete chi vi sta di fianco
un albero carico di limoni fa ombra sulla sedia lasciata nel cortile
una sfera d'aria è impigliata nelle foglie
sta finendo aprile
sarà domani maggio
non sapete
così distanti
né dove andate né quando finirà
questo formidabile ponte George Washington
e nelle città più piccole
dove si aprono cortili lungo le strade
acciottolate
che scendono verso il lago
ci...
di Dario Voltolini
sotto il lenzuolo sopra il cuscino la stanza rotola
voltano i muri capovolgendosi
dalla finestra passa un fischio d'aria e alza le pagine del libro
torniamo a casa con l'incerto equilibrio e nauseati
siamo tornati a casa e ci siamo infilati a letto
siamo ancora per la strada
siamo già a letto
spegniamo le luci
c'è il lampione che ciondola che bella cosa
che muri lunghi a preservare proprietà
ma ce n'era uno più alto di tutti...
di Dario Voltolini
ha socchiuso gli occhi per un momento
non ha capito niente
e guardava i clienti con la faccia strafottente
ma loro avevano solo fatto una battuta
per rompere il ghiaccio
città che non si conosce
prima volta che si va
primo contatto con i locali
proprio lui
l'uomo dell'hotel
e sulla parete della hall
un foglio di giornale d'epoca
e un titolo in quella lingua
che sembrava apposta fatto per un gioco di parole
solo che l'uomo dell'hotel non l'ha gradito
per...