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	<title>Nazione Indiana &#187; Eduardo Castaldo</title>
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		<title>Vincenzo e la diossina</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 05:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>testo e foto di <a href="http://www.eduardocastaldo.com/">Eduardo Castaldo</a><br />
<br />
Una decina di giorni fa mi hanno chiamato da Roma; vogliono girare un documentario sulla vita di Vincenzo Cannavacciuolo, sulla lotta che da anni porta avanti insieme alla sua famiglia per ottenere giustizia; giustizia per il suo gregge avvelenato da diossina e decimato dai tumori, per le sue pecore malate, malformate, cieche, storpie oltre ogni immaginazione; giustizia per il suo lavoro, per quello di suo padre, di suo nonno e generazioni prima di loro; giustizia per una terra massacrata, che pochi hanno ancora il coraggio di amare.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/04/28/vincenzo-e-la-diossina/">Vincenzo e la diossina</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/04/waste57.jpg" alt="Vincenzo Cannavacciuolo e le pecore decimate dalla diossina" /></p>
<p>testo e foto di <a href="http://www.eduardocastaldo.com/">Eduardo Castaldo</a><br />
<span id="more-3790"></span><br />
Una decina di giorni fa mi hanno chiamato da Roma; vogliono girare un documentario sulla vita di Vincenzo Cannavacciuolo, sulla lotta che da anni porta avanti insieme alla sua famiglia per ottenere giustizia; giustizia per il suo gregge avvelenato da diossina e decimato dai tumori, per le sue pecore malate, malformate, cieche, storpie oltre ogni immaginazione; giustizia per il suo lavoro, per quello di suo padre, di suo nonno e generazioni prima di loro; giustizia per una terra massacrata, che pochi hanno ancora il coraggio di amare.</p>
<p>Alessandro, il nipote, me lo aveva anticipato a telefono: “Eduà, o’zì Viciénz’ sta morendo.”; di tumore, lo stesso che colpisce le sue pecore.<br />
Martedì scorso la troupe è arrivata a Napoli e sono iniziate le riprese. Sono iniziate con il funerale di Vincenzo.</p>
<p>Contemporaneamente sembra ormai ufficiale che dopo anni di lotta, denunce, arresti, occupazioni, fra una ventina di giorni le sue pecore verranno abbattute; su pressione di Bertolaso, pare che il consiglio dei ministri abbia firmato l’ordinanza.</p>
<p>Vincenzo, suo fratello Mario, i loro figli, le loro pecore, sono le uniche persone ad Acerra che davvero si sono opposte, negli anni, al disastro nel quale continua a sprofondare la nostra terra, violentata dalla politica e dalle ecomafie.</p>
<p>Quando infine, insieme a Vincenzo, anche le sue pecore se ne saranno andate, in questo deserto che è Acerra, in questa fossa nella quale l’Italia ha vomitato e continua a vomitare i suoi veleni, non rimarrà altro che la vergogna per avere permesso che tutto ciò potesse accadere.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/04/acerra-pecore-e-diossina.jpg" alt="pecore e diossina ad Acerra" /></p>
<p><em>Su questo argomento leggi anche: <a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/">La terra dei fuochi a nord di Napoli</a>, testo di Peppe Ruggiero, fotografie di Eduardo Castaldo</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/04/28/vincenzo-e-la-diossina/">Vincenzo e la diossina</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>I campetti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/12/08/i-campetti/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2006 13:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/12/08/i-campetti/</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Un incontro  fotografico di <a href="http://www.eduardocastaldo.com/ITA">Eduardo Castaldo</a> con il racconto <a href="http://www.nazioneindiana.com/2005/10/10/super-santos-pali-e-capistazione/">Super santos, pali e capistazione</a>.<br />
<br />
Quando ho cominciato a scambiare delle email con Eduardo Castaldo ero attratto dalle sue fotografie, ma non sapevo ancora da che parte incominciare. Ci stavamo scrivendo raccontandoci a ruota libera impressioni e possibilità intraviste, quando per caso arrivò in email uno scritto di Peppe Ruggiero, che fu l&#8217;occasione per pubblicare <a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/">La terra dei fuochi a nord di Napoli</a>, reportage giornalistico e fotografico sullo smaltimento dei rifiuti in Campania.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/12/08/i-campetti/">I campetti</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/senza-titolo-2w.jpg" id="image2870" alt="foto di Eduardo Castaldo" /></p>
<p>Un incontro  fotografico di <a href="http://www.eduardocastaldo.com/ITA">Eduardo Castaldo</a> con il racconto <a href="http://www.nazioneindiana.com/2005/10/10/super-santos-pali-e-capistazione/">Super santos, pali e capistazione</a>.<br />
<span id="more-2871"></span><br />
Quando ho cominciato a scambiare delle email con Eduardo Castaldo ero attratto dalle sue fotografie, ma non sapevo ancora da che parte incominciare. Ci stavamo scrivendo raccontandoci a ruota libera impressioni e possibilità intraviste, quando per caso arrivò in email uno scritto di Peppe Ruggiero, che fu l&#8217;occasione per pubblicare <a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/">La terra dei fuochi a nord di Napoli</a>, reportage giornalistico e fotografico sullo smaltimento dei rifiuti in Campania.</p>
<p>La nostra chiacchierata proseguì parlando di campetti di calcio, quando Eduardo scovò dei vecchi provini che vi si inserivano con naturalezza. Le cinque foto recuperate fortunosamente dal suo archivio (oltre a quella pubblicata qui sopra) sono il frutto di questo dialogo: le ho inserite nel racconto <a href="http://www.nazioneindiana.com/2005/10/10/super-santos-pali-e-capistazione/">Super santos, pali e capistazione</a> da cui la nostra conversazione e le nostre suggestioni erano partite.</p>
<p>Oggi, rileggendo i commenti a quel pezzo, ne ho trovato <a href="http://www.nazioneindiana.com/2005/10/10/super-santos-pali-e-capistazione/#comment-50796">uno del mese scorso</a> che mi fa pensare che sui campetti si incrociano più storie di quante riusciamo a raccontare.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/12/08/i-campetti/">I campetti</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La terra dei fuochi a nord di Napoli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2006 05:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>testo di <strong>Peppe Ruggiero</strong>, fotografie di <a href="http://www.eduardocastaldo.com/">Eduardo Castaldo</a><br />
<br />
Un lungo stradone, la spina dorsale del diavolo, un budello di asfalto e cemento ostinatamente definito strada, che collega i comuni dell&#8217;hinterland a nord di Napoli con le rotte dell&#8217;ecomafia. Percorrendo l&#8217;asse mediano voltando lo sguardo a destra e a sinistra tra centinaia di case abusive, capannoni industriali anonimi, casermoni di cemento  si intravedono  le colonne di fumo nero che minacciose danno il benvenuto.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/">La terra dei fuochi a nord di Napoli</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/waste1.jpg" id="image2697" alt="Somma Vesuviana" /></p>
<p>testo di <strong>Peppe Ruggiero</strong>, fotografie di <a href="http://www.eduardocastaldo.com/">Eduardo Castaldo</a><br />
<span id="more-2695"></span><br />
Un lungo stradone, la spina dorsale del diavolo, un budello di asfalto e cemento ostinatamente definito strada, che collega i comuni dell&#8217;hinterland a nord di Napoli con le rotte dell&#8217;ecomafia. Percorrendo l&#8217;asse mediano voltando lo sguardo a destra e a sinistra tra centinaia di case abusive, capannoni industriali anonimi, casermoni di cemento  si intravedono  le colonne di fumo nero che minacciose danno il benvenuto. Siamo nella Terra dei fuochi.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/waste30-17.jpg" id="image2699" alt="Afragola - vestiti destinati ai paesi in via di sviluppo" /><br />
<em>Afragola, vestiti destinati ai paesi in via di sviluppo &#8211;  la criminalità gestisce anche gli aiuti umanitari internazionali; riceve fondi europei per inviare abiti, giocattoli e cibo nel terzo mondo</em></p>
<p>Qualiano, Villaricca, Giugliano, il &#8220;triangolo della monezza&#8221;. Qui a pochi km da Napoli, comincia l&#8217;area che nel piano regolatore della camorra è stato assegnata alla sepoltura illecita dei rifiuti. Un territorio che unisce la camorra casertana, del clan dei casalesi, con quella napoletana del clan dei Mallardo. E&#8217; proprio il caso di dirlo, in questo triangolo maledetto comandano loro. I clan della rifiuti connection. I becchini della camorra che, tra l&#8217;impunità assoluta,  sfacciatamente continuano a seppellire ed incendiare i rifiuti. Di tutti i tipi. Di giorno e di notte. Senza distinzione. Basta farsi un giro in qualsiasi giorno della settimana. Anche in pieno giorno.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/waste26-16.jpg" id="image2700" alt="Afragola - vestiti destinati ai paesi in via di sviluppo" align="left" hspace="3" vspace="3" /> <em>nella foto: Afragola</em></p>
<p>Percorriamo le stradine che portano alla discariche, e immediatamente entrano in azione le ronde della camorra. Ti seguono, ti scrutano dalla testa ai piedi. Vedono se sei del posto o un &#8220;forestiero&#8221;. Viaggiano in motorino o in macchina di grossa cilindrata. Sono agili e veloci. Si muovono incontrastati in un territorio, che in questo periodo, è super controllato dalle forze dell&#8217;ordine. Attraversiamo queste zone, in piena guerra di camorra. Poche settimane fa, sotto una pioggia di piombo, è stato trucidato Nicola Pianese, `o mussut&#8217; boss di Qualiano. Boss di camorra, legato ai Mallardo.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/waste19-20.jpg" id="image2698" alt="Afragola - vestiti destinati ai paesi in via di sviluppo" /><br />
<em>Afragola &#8211; falò di materiali plastici e scorie industriali </em></p>
<p>Raffaele Del Giudice, di Legambiente, in questi luoghi ci è nato e continua a viverci. Da sempre. Nonostante le minacce, lo sconforto e l&#8217;abbandono. &#8220;Con mio nonno da piccolo coltivavo queste terre, ortaggi, mele, primizie. Un terra ricchissima, un oasi. Oggi queste terre sono state trasformate in un unico gigantesco deposito di spazzatura.&#8221;.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/waste37-26.jpg" id="image2701" alt="Acerra - inceneritore in construzione" /><br />
<em>Acerra &#8211; inceneritore in costruzione</em></p>
<p>Questa zona rappresenta la frontiera del male, dello sporco affare. Qui ogni giorno si bruciano tonnellate di rifiuti di ogni tipo. Il tutto sotto la regia della camorra. E i danni non si contano. Il giro d&#8217;affari nel compartimento agricolo in quest&#8217;area è in picchiata. La vendita dei prodotti ortofrutticoli dell&#8217;area nord è calata negli ultimi cinque anni del 25%. Crollo per kiwi, mele, fragole e pesche. E molte piante sono seccate alla radici.</p>
<p>&#8220;E i contadini &#8211; ci confida con rabbia Raffaele-  presi dai due fuochi, da un lato gli affari che vanno male, dall&#8217;altro le pressioni della camorra, si trovano costretti a cedere i terreni&#8221;. Un vero disastro economico per i 190 piccoli coltivatori della zona. E nel nostro &#8220;monezza tour&#8221;, noi come i camion dei rifiuti, siamo accompagnati dalle vedette che viaggiano in Mercedes. Del resto sono loro che da decenni controllano il territorio. Sanno chi far passare e chi no.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/waste53-33.jpg" id="image2702" alt="Diossina - il gregge del Sig. Cannavacciuolo decimato dal cancro" /><br />
<em>Acerra &#8211; il gregge del Sig. Cannavacciuolo si è ridotto in tre anni da 3000 capi a 180, 3 pecore morte di cancro al giorno</em></p>
<p>Siamo in un&#8217;area fortemente urbanizzata, dove risiedono circa 150 mila persone, e ben 39 discariche di cui 27 probabilmente con presenza di rifiuti pericolosi. Negli ultimi cinque anni le discariche illegali sono aumentate del 30%. Come i tumori tra la popolazione. Con gli anni i criminali hanno cambiato tipologia di smaltimento: dalle discariche ai roghi di copertoni usati spesso come base comburente per bruciare anche altre sostanze tossiche.</p>
<p>I piccoli rom,  che vivono nei campi nomadi della zona, sono utilizzati per appiccare i fuoco e per una sorta di vigilanza passiva per garantire ai camion il percorso libero da eventuali improbabili controlli. I clan gli danno 50 euro a cumulo bruciato. Nella terra dei fuochi,  dal colore del fumo si capisce cosa si brucia: fumo nero significa copertoni, color grigio fitto è la  plastica delle serre, ma quando il colore è strano nuovi rifiuti stanno arrivando nelle zone.</p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/waste54nola.jpg" id="image2703" alt="Nola " /><br />
<em>Nola &#8211; nel 2004 &#8216;The Lancet Oncology&#8217; definì l&#8217;area tra Nola, Acerra e Marigliano &#8216;il triangolo della morte&#8217;, analizzando gli alti indici di mortalità tumorale nella zona.</em></p>
<p>Camminando tra le terre divorate dalla diossina, dal rame, il fumo nero ti arriva fino alla gola. Gli occhi incominciano a lacrimare. &#8220;Noi ormai ci siamo abituati, per noi il cielo ha perso il suo colore originale&#8221;, tristemente racconta Raffaele. Torniamo indietro e davanti a noi, nelle vicinanze del campo rom,  alcuni camionisti, arruolati come soldati dall&#8217;esercito dell&#8217;ecomafia continuano a scaricare nella discarica &#8220;de zingar&#8221;. &#8220;Adesso conviene andar via,  per i rom è giunta l&#8217;ora di riscuotere la diaria&#8221;. Ci allontaniamo mentre i bambini giocano con un terreno colore cenere nera.</p>
<p>&#8212;<br />
Peppe Ruggiero è giornalista e curatore del <a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/rapportoecomafia2006campania.pdf" id="p2696" title="Rapporto Ecomafia 2006 Campania">Rapporto Ecomafia 2006 Campania</a>  (pdf 1MB) di <a href="http://http://www.legambiente.campania.it/">Legambiente</a>. Questo articolo è stato pubblicato in forma ridotta su Left del 29 settembre 2006.<br />
Eduardo Castaldo , fotografo, ha realizzato tra luglio e ottobre 2006 un <a href="http://www.eduardocastaldo.com/wasteland.htm">reportage sulla &#8220;terra dei rifiuti&#8221;</a>, da cui queste fotografie sono tratte.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/">La terra dei fuochi a nord di Napoli</a></p>
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