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	<title>Nazione Indiana &#187; educazione scolastica</title>
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		<title>Nuovi autismi 8 &#8211; Le nostre erezioni</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomo sartori</dc:creator>
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<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/chaissac_eafb63af4d.jpg"></a>Se c’è una cosa della quale si parla pochissimo sono le erezioni. Intendo le erezioni maschili, quelle femminili non le conosco abbastanza bene da disquisirne in pubblico. E non penso tanto alle erezioni legate ai rapporti sessuali, ma a tutte le altre, quelle gratuite, svincolate dal sesso onanistico o non onanistico.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/09/nuovi-autismi-9-laccanimento-dei-morti/">Nuovi autismi 8 &#8211; Le nostre erezioni</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giacomo Sartori</strong></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/chaissac_eafb63af4d.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-40649" title="chaissac_eafb63af4d" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/chaissac_eafb63af4d-89x150.jpg" alt="" width="89" height="150" /></a>Se c’è una cosa della quale si parla pochissimo sono le erezioni. Intendo le erezioni maschili, quelle femminili non le conosco abbastanza bene da disquisirne in pubblico. E non penso tanto alle erezioni legate ai rapporti sessuali, ma a tutte le altre, quelle gratuite, svincolate dal sesso onanistico o non onanistico. Quelle delle pratiche sessuali sono moneta corrente, e si danno per così dire per scontate. Nei film tanto per intenderci non vengono quasi mai esibite, però lo spettatore se le immagina, le considera una condizione necessaria, come la forchetta quando si mangia. Però ci sono anche tanti altri tipi di erezione, a cominciare da quelle mattutine. O meglio, quella mattutina. Qui il partner sessuale può essere presente o meno, perché che ci sia o non ci sia l’erezione avviene lo stesso. Perfino le fantasie non sono necessarie, e men che meno la masturbazione. Avvengono, esattamente come il sole si leva e la pioggia scende dal cielo. Per quanto ne sappia nessun scienziato ha affrontato seriamente la cosa e ne ha dato una spiegazione convincente. Perché dovrebbe ergersi proprio la mattina il coso degli uomini? Perché non a mezzogiorno, o la sera? <span id="more-40611"></span>Per inforcare la prima femmina che passa (parlo naturalmente dei selvaggi che ci hanno preceduto, non del presente), risponderebbero il biologo e l’etologo, così da massimizzare le probabilità (con tutta la giornata davanti) del coronamento di un amplesso, e incrementare in questo modo le chance di perpetuazione della specie. Si può ipotizzare cioè che una frazione dei nostri antenati fosse caratterizzata da erezioni serali, ma che nel processo selettivo abbia stravinto l’erezione mattutina. Gli uomini con il gene dell’erezione serotina vagavano nel buio più completo, e in quelle condizioni  - senza illuminazione stradale, senza pila frontale, senza bar aperti nei paraggi &#8211; non gli era facile trovare un partner (ricordiamoci che gli accendini sono stati inventati solo di recente) e fare conoscenza. Senza contare l’intralcio costituito da un membro dilatato all’orizzontale in una foresta in cui non ci si vede nulla, o anche solo in una savana con sentierini appena accennati e l’onnipresenza di cespugliami orticanti o pungenti. Si può immaginare la depressione nella quale si svegliavano questi ominidi il mattino seguente. Invece i maschi caratterizzati da erezione mattutina rimaneva tutta una lunghissima giornata per scovare una femmina e convincerla a copulare (non bisogna sottovalutare le doti dialettiche dei primitivi), e quindi hanno avuto facilmente la meglio. L’erezione mattutina può insomma essere considerata un richiamo all’ordine da parte della natura, qualcosa come “sei un essere copulante, e devi copulare!”. Restano però alcuni aspetti poco chiari, perché si capisce male cosa mangiassero questi arrapati mattutini che ci hanno preceduto, se poi le giornate erano dedicate interamente al corteggiamento e al sesso. Certo che per noi, con la vita che facciamo, sarebbe forse preferibile un’erezione serale. Però la natura se ne frega dei nostri modi capitalistici di vita, e dobbiamo tenerci quella mattutina, il più delle volte devastata dalle esigenze lavorative e/o familiari. Ma ci sono poi altre fondamentali tipologie di erezioni, a cominciare da quelle scolastiche. Il tepore umidiccio e testosteronico dei corpi ammassati nelle aule, l’uggia ovattata delle materie insegnate, carburante per le più ardite divagazioni mentali, e naturalmente la condizione post-puberale, sono tutti fattori che scatenano violentissime erezioni. Spesso alle fantasie erotogene si associa il timore di essere chiamati alla lavagna, svelando al contempo la propria ignoranza e la propria animalità, il che rende le erezioni stesse ancora più struggenti e dispotiche. Gli insegnanti dovrebbero essere forse più coscienti di avere di fronte degli allievi con i sessi drizzati, e che quindi le loro nozioni hanno una spessa barriera di ormoni da attraversare prima di arrivare al cervello. Per molti aspetti i nostri sistemi pedagogici sono ancora molto arretrati. Ci sono poi le erezioni da viaggio. La maggior parte dei mezzi di trasporto producono un sensuale dondolio che, riconducendo forse alla prima infanzia, e complici anche gli sfregamenti sugli indumenti (non contemplati dal genoma), galvanizza l’organo di riproduzione maschile. Il risultato è che la totalità dei viaggiatori più giovani si tengono una mano o l’avambraccio nei pressi dell’inguine, per mimetizzare appunto la tumefazione. Chiunque può constatarlo, ma nessuno ne parla, nessuno ha mai girato un documentario intervistando i giovani viaggiatori infoiati. Che io sappia nessuno ha mai scritto una storia sociale delle erezioni, o anche solo una fenomenologia delle erezioni, o un compendio critico: è un campo di indagine ancora vergine. La realtà è che delle erezioni se ne discetta per lo più quando cominciano a affievolirsi, o non ci sono più. Io stesso ne parlo solo adesso che sono sulla via del tramonto ormonale. A ben vedere i cosiddetti esperti di erezioni, gli andrologi, bazzicano piuttosto le non erezioni: se uno ha erezioni normali se ne sta alla larga dalle loro sconfortate sale d’aspetto. Gli stessi scrittori se ne occupano prevalentemente quando diventano anzianotti: i loro personaggi cominciano a perdere colpi e a angustiarsene, tediando in sommo grado il lettore. Nessuno dei milioni di romanzi di formazione che sono stati scritti mette al centro, come sarebbe normale che fosse, le erezioni: la maggior parte manco le nominano. Del resto nemmeno delle erezioni da autore nessuno parla. Uno scrittore si eccita, quando scrive una scena un minimo sensuale, e proprio per questo il suo testo risulta così veridico e  sentito. Silenzio assoluto, perfino nelle interviste più intime. Per non parlare delle erezioni clericali, a cominciare proprio da quelle del papa, o di quelle da impiccagione, che sono senz’altro le più gotiche. O quelle chimiche, con la loro asettica e per certi versi divina imperturbabilità. Abbiamo ancora moltissima strada davanti.</p>
<p><em>[l'immagine: Gaston Chaissac, sans titre, olio su legno, 88x49 cm, 1961/1962]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/09/nuovi-autismi-9-laccanimento-dei-morti/">Nuovi autismi 8 &#8211; Le nostre erezioni</a></p>
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		<title>Educare alla diversità</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/Batinicopertina.jpg"></a>Presso Liguori è appena uscito un volume che mi sento di raccomandare caldamente non solo agli operatori della scuola e ai genitori, ma a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra civile convivenza e si riconoscono nelle direttive della Comunità Europea.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/09/educare-alla-diversita/">Educare alla diversità</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/Batinicopertina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-26083" title="Batinicopertina" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/Batinicopertina-150x150.jpg" alt="Batinicopertina" width="150" height="150" /></a>Presso Liguori è appena uscito un volume che mi sento di raccomandare caldamente non solo agli operatori della scuola e ai genitori, ma a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra civile convivenza e si riconoscono nelle direttive della Comunità Europea.<br />
Franco Buffoni</em></p>
<p>di<strong> Federico Batini</strong> e <strong>Barbara Santoni</strong></p>
<p>La diversità non è soltanto quella culturale o di provenienza geografica. Come ci si può comportare quando uno studente viene chiamato “finocchio” e preso in giro per il suo orientamento sessuale? Come affrontare l’argomento dell’identità sessuale in classe? Omosessualità e transessualismo stanno diventando sempre più visibili all’interno della nostra società. Gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado discutono di questi argomenti sempre più spesso e cominciano a formare le loro opinioni e atteggiamenti in proposito. Parallelamente a una diffusione di informazioni distorte e parziali da parte dei media cresce la curiosità ma anche l’intolleranza verso le diversità sessuali e i casi di bullismo omofobico nei contesti scolastici, con conseguenze anche gravissime per chi ne è fatto oggetto. Pregiudizi sessuali e stereotipi di genere sono così diffusi nella nostra società che spesso insegnanti ed educatori sono a loro volta disinformati e impreparati ad affrontare questi temi.</p>
<p><span id="more-25918"></span>Questo libro raccoglie per la prima volta in Italia contributi scientifici da parte di professionisti impegnati in vari ambiti (clinico, sociale, pedagogico) su questi argomenti per dare una risposta a queste domande e fornire agli insegnanti strumenti teorici, metodi, attività e pratiche di intervento per la prevenzione del bullismo omofobico e l’educazione alle diversità sessuali.<br />
Autori del volume sono:  Federico Batini, Davide Dèttore, Antonella Montano, Luca Pietrantoni, Gabriele Prati, Barbara Santoni.</p>
<p>L’IDENTITA’ SESSUALE A SCUOLA<br />
EDUCARE ALLA DIVERSITA’ E PREVENIRE L’OMOFOBIA<br />
A cura di Federico Batini e Barbara Santoni<br />
Liguori Editore</p>
<p>PARTE I: FONDAMENTI TEORICI<br />
Cap. 1: Omosessualità e omofobia oggi (Prati – Pietrantoni)<br />
1 Fondamenti concettuali sull&#8217;omosessualità<br />
2 Gli omosessuali in Italia<br />
3 Relazioni, stili di vita e salute tra gli omosessuali<br />
4 L&#8217;atteggiamento sociale verso l&#8217;omosessualità: stereotipi, pregiudizi e discriminazioni<br />
5 L&#8217;omofobia nella società e nella scuola italiana<br />
6 Salute mentale e omosessualità<br />
7 Il riconoscimento dei diritti degli omosessuali<br />
Scheda 1.1: Indicazioni per affrontare l&#8217;argomento omosessualità in classe<br />
Scheda 1.2: L&#8217;omosessualità nei film</p>
<p>Cap. 2: Origini sociali, culturali e storiche dell&#8217;omofobia (Dèttore)<br />
Introduzione<br />
1 Il Periodo greco-romano<br />
2.Il Giudaismo e il primo Cristianesimo<br />
3.Dalla caduta di Roma al Medioevo<br />
4. Il Rinascimento<br />
5. I secoli XVIII e XIX<br />
6. Il periodo dal 1850 al 1910<br />
7 Dal XX secolo ai nostri giorni<br />
Scheda 2.1: Percorso didattico per l&#8217;introduzione relativa alle origini culturali, sociali e storiche dell&#8217;omofobia<br />
Scheda 2.2: Letture storiche sull&#8217;omofobia</p>
<p>Cap. 3 La questione “trans” (Santoni)<br />
1 Gli assunti sbagliati del genderismo<br />
2 La disforia di genere nella storia<br />
3 Lo studio di altri generi da un punto di vista antropologico<br />
4 Il transessualismo in ambito medico psichiatrico<br />
5 L&#8217;emergere del transgenderismo<br />
6 Transessuali e transgender nella società attuale<br />
7 Rappresentazioni sociali del transessualismo<br />
Scheda 3.1. Sintesi delle definizioni e concetti fondamentali del transgenderismo<br />
Scheda 3.2 Percorso didattico per la spiegazione del transessualismo a scuola<br />
Scheda 3.2. Allegato A: Il mito di Ifi e Ante<br />
Scheda 3.2.Allegato B: La storia di Erica<br />
Scheda 3.2 Allegato C: “storie transgender”<br />
Scheda 3.2. Allegato D: “Daniele, l&#8217;incontro con lo sguardo sociale”<br />
Scheda 3.2. Allegato E: “La storia di Roberta”.<br />
Scheda 3.2. Allegato F: Cronistoria<br />
Scheda 3.3. Trans famosi/e</p>
<p>PARTE II: LE DIVERSITA&#8217; SESSUALI A SCUOLA<br />
Cap. 4: Identità sessuali diverse in adolescenza (Santoni &#8211; Montano)<br />
1. I difficili compiti evolutivi dell&#8217;adolescenza<br />
2 Le componenti dell&#8217;identità sessuale<br />
2.1. Il sesso biologico<br />
2.2 L&#8217;identità di genere<br />
2.3 Il ruolo di genere<br />
2.4 L&#8217;orientamento sessuale<br />
2.5. Presupposti teorici fondamentali inerenti l&#8217;identità sessuale<br />
3 Adolescenza e omosessualità<br />
3.1.La presa di coscienza della propria omosessualità<br />
3.2.L&#8217;omofobia interiorizzata<br />
3.3 Conseguenze dell&#8217;omofobia interiorizzata<br />
3.4 La formazione dell&#8217;identità omosessuale<br />
3.5 Percorsi di coming out<br />
3.6 I rapporti con le famiglie di origine<br />
4 Lo sviluppo atipico di genere in età evolutiva<br />
4.1. Lo sviluppo atipico di genere in età evolutiva<br />
4.2 Giovani “trans” a scuola<br />
Scheda 4.1. Percorso didattico per la spiegazione delle componenti dell&#8217;identità sessuale<br />
Scheda 4.1. Allegato A. Questionario su sesso, intersessualità e ermafroditismo<br />
Scheda 4.1. Allegato B. La storia di “Antonello” e la storia di “Erica”<br />
Scheda 4.1. Allegato C. Lettura su omosessualità.<br />
Scheda 4.2. Attività didattica per la riflessione sui ruoli di genere<br />
Scheda 4.3 Role play sul rapporto con le diversità sessuali<br />
Scheda 4.4. Un gioco di ruolo per il coming out<br />
Scheda 4.5. Film</p>
<p>Cap.5: Le dinamiche del pregiudizio e della discriminazione nei contesti scolastici (Prati &#8211; Pietrantoni)</p>
<p>1. Significati e caratteristiche del bullismo<br />
2.	Specificità del bullismo omofobico<br />
3. Gli effetti psicosociali del bullismo omofobico<br />
4. Modelli teorici della riduzione del bullismo omofobico<br />
5. Strategie di intervento per la prevenzione primaria<br />
Scheda 5.1. Stereotipi e diversità<br />
Scheda 5.2: Il bullismo fisico<br />
3.	Scheda 5.3. Attivazione delle offese da corridoio</p>
<p>Cap. 6: Educare alle diversità e prevenire il bullismo omofobico nelle scuole (Santoni – Batini)</p>
<p>1. La scuola come agente di cambiamento culturale e sociale<br />
2 Presupposti fondamentali per educare alle diversità<br />
3 Il ruolo degli insegnanti<br />
4 L&#8217;educazione alle diversità a scuola</p>
<p>Scheda 6.1. Il Project 10 Handbook<br />
Scheda 6.2 Contenuti per la ristrutturazione dei pregiudizi<br />
Scheda 6.3 Domande del gioco “io sì, io no”<br />
Scheda 6.4 Consigli per il dialogo interculturale<br />
Scheda 6.5. “Orientarsi nelle diversità”</p>
<p>Cap. 7 &#8211; Comprendere la diversità delle famiglie. Cosa gli insegnanti dovrebbero conoscere<br />
(Antonella Montano)<br />
1.Tanti tipi di famiglie<br />
2.Il ruolo della scuola nella gestione delle difficoltà delle famiglie omosessuali<br />
Fig. 7.1 – Modello delle dinamiche relazionali fra scuola, famiglia e contesto sociale<br />
3.Famiglie omogenitoriali<br />
3.1 Difficoltà di una famiglia omogenitoriale<br />
3.2 Come aiutare i bambini a comprendere la propria famiglia<br />
4. Pregiudizi legati alla cura dei bambini<br />
4.1 Uno sguardo agli studi<br />
5. La vita dei figli di genitori omosessuali<br />
5.1 Raccontami com’è andata<br />
5.2 Vivi e lascia vivere<br />
5.3 Due madri sono meglio di una<br />
5.4 Costruire una famiglia<br />
Scheda 7.1 – Ricordiamoci che<br />
Scheda 7.2 – Consigli per la gestione della classe<br />
Scheda 7.3 – Cosa i docenti possono fare<br />
Scheda 7.4 – Rosa e Azzurra, storia di due principesse<br />
Scheda 7.5 – Rispettare i diversi tipi di famiglie<br />
La giornata di Marco<br />
Riferimenti bibliografici<br />
Risorse in Rete<br />
Alternative Family Magazine<br />
Family Pride Coalition</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/09/educare-alla-diversita/">Educare alla diversità</a></p>
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