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I poeti “appartati”: Eugenio Tescione

Robert Doisneau, 1943, le remorqueur du-Champ-de-Mars
Canestro canestrino
pieno di parole
le sole le solite
non nuove
ninnoli ninna-nanna
a briglia sciolte
sciogli la lingua
manina tira il naso
liscia la barba,
il tocco delicato di mia figlia
seta, soffio che si sente
come presenza della mano nella mente.

Dismenteat scurdat

di
Eugenio Tescione

o pulzella, dorlean più bella
per te per me
che diletto riafferrare il mare
profilare il respiro del primo parlare
nel mio divaricar di lingue
rubato, il rubato alle parole
che evanescenti e salde
«ora solide e puntute
ora acque mosse dal vento»