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	<title>Nazione Indiana &#187; Fabrizio De André</title>
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		<title>mi cercarono l&#8217;anima a forza di botte</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2010/04/24/non-mi-uccise-la-morte/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/nonmiucciselamorte.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Saverio Fattori</strong></p>
<p><em>Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l’anima a forza di botte</em>. In molte città italiane vennero affissi cartelli con queste parole. Le parole di De André accompagnano la fine di Stefano Cucchi, arrestato al Parco degli acquedotti di Roma il 15 ottobre del 2009 per venti grammi di hashish e mai più reso alla famiglia.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/04/24/non-mi-uccise-la-morte/">mi cercarono l&#8217;anima a forza di botte</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/nonmiucciselamorte.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-32998" title="cover_nonmiucciselamorte.qxp:Layout 1" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/nonmiucciselamorte-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a></p>
<p>di <strong>Saverio Fattori</strong></p>
<p><em>Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l’anima a forza di botte</em>. In molte città italiane vennero affissi cartelli con queste parole. Le parole di De André accompagnano la fine di Stefano Cucchi, arrestato al Parco degli acquedotti di Roma il 15 ottobre del 2009 per venti grammi di hashish e mai più reso alla famiglia. E mai titolo poté essere così folgorante. <em>Stefano Cucchi assassinato dallo Stato</em>. Il cartello chiudeva con questa frase.<br />
<span id="more-32997"></span><br />
Le immagini del corpo dopo il supplizio per qualche giorno sono state visibili su alcuni giornali e telegiornali. Forse hanno turbato la debilitata coscienza dell&#8217;italiano lobotomizzato da anni devastati e vili. Forse lo hanno solo infastidito, avrà indugiato qualche secondo come quando si arriva sulla scena di un incidente automobilistico fresco, prima di virare con il telecomando su un telequiz con le domande facili e i concorrenti ritardati mentali. Le tumefazioni tondeggianti attorno agli occhi, la pupilla schizzata fuori dalle palpebre, le fratture alla spina dorsale, quella magrezza estrema, trentasette chili, davvero rimaneva solo l&#8217;anima da far saltar fuori e da sputare come il nocciolo di una ciliegia. Le ossa sovraesposte, il viola pesante, tutto ci parla della bestialità della natura umana, di cadaveri scheletrici ammonticchiati, di filo spinato, di fatti lontani che bussano di nuovo alla porta, di intolleranza isterica e folle. Le facce dei torturatori, come sottolinea Cristiano Armati nel breve ma illuminate saggio che chiude questa grafic novel, non le vedremo mai.</p>
<p>Luca Moretti (fondatore della rivista <em>TerraNullius</em> e autore di <em>Cani da rapina</em>, uscito per Purple Press) si è occupato dei testi e delle pagine introduttive, Toni Bruno (illustratore, ha lavorato per la Newton Compton e per L&#8217;Unità, pubblicato fumetti per Coniglio Editore) dei disegni, il risultato è crudo, importante per la qualità e per l&#8217;importanza del tema. Queste pagine sono necessarie, mettono rabbia e lasciano una pena infinita per la famiglia, persone che credevano nelle istituzioni, fiduciosi verso gli uomini dello Stato. La madre Rita, il padre Giovanni e la sorella Ilaria non avevano ragione di dubitare che il figlio fosse in mani se non misericordiose, almeno non così pesanti. Stefano aveva qualche problema di tossicodipendenza, ma lavorava nello studio di geometra e da qualche tempo frequentava anche una palestra, la vita non ha sempre un happy end facile, qualche inciampo ci può stare prima della luce piena, la condanna sarebbe stata certa, reato colto in flagranza, ma lieve, avrebbe dovuto essere un ultimo ammonimento, nulla di definitivo e tragico, la famiglia Cucchi avrebbe aspettato Stefano e nulla era perduto. Solo la morte è per sempre. Stefano ha subito pestaggi in carcere, da chi l&#8217;anima gliela ha davvero cercato solo per gioco e per noia.</p>
<p>All&#8217;ospedale Sandro Pertini (un nome che stride in questi tempi maledetti di restaurazione e di tentazioni autoritarie) non gli lasciavano vedere il figlio ricoverato, occorreva una firma del giudice in quanto detenuto. Sono ore di stallo, la posizione dei medici non è chiara, c’è quantomeno imbarazzo. Prendono tempo. Comunque tornate, deve arrivare l’autorizzazione. E non vi preoccupate, il ragazzo è tranquillo. Ma Stefano giace e tira gli ultimi stenti come un novello Sergio Citti giovinetto di Mamma Roma. O addirittura in ospedale arriva morto.</p>
<p>Quante balle in questa storia, le balle di sempre, le assurdità reiterate perché come mantra impazziti possano intontire un popolo senza coscienza. Quel corpo devastato da una caduta dalle scale (tesi ribadita dal Ministro Alfano)? Dalla tossicodipendenza? Dall’Aids? Dalla anoressia (by Ministro Carlo Giovanardi)? I soliti nonsense classici che ricorrono in questi casi, menzogne che solo un popolo connivente può digerire. Nemmeno la retorica delle “Mele marce” è insufficiente giustificazione, nemmeno viene evocata. Il corpo e il viso martoriati di Stefano Cucchi urlano giustizia. Non sarà facile. Le parole di Carlo Giovanardi in un’intervista rilasciata a Maria Giovanna Maglie su <em>Libero</em> sono rivoltanti. Indegne di un paese civile maturo e laico. Non le riporterò con nessun “copia incolla”, non ce la faccio, il tasto destro del mouse si rifiuta, il senso etico del mio mouse è superiore a quello di un ministro qualunque del nostro governo. Sono parole ripugnanti e in antitesi con quel cattolicesimo di posa con cui questa gente si riempie la bocca. Prendono tranci di religiosità come fossero a un bancone di un bar all’ora dell’aperitivo, prendono quello che gli conviene al momento e lasciano la parte migliore. Si ingolfano, sono voraci.<br />
Poi ci vomitano addosso.</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/non_mi_uccise_la_morte.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-32999" title="non_mi_uccise_la_morte" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/non_mi_uccise_la_morte-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>L. Moretti e T. Bruno, <em>Non mi uccise la morte</em>, Castelvecchi (2010), pp.110, 12 euro.</strong></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/04/24/non-mi-uccise-la-morte/">mi cercarono l&#8217;anima a forza di botte</a></p>
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		<title>Il sorriso e il pescatore</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 01:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
				<category><![CDATA[A gamba tesa]]></category>
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<p>Non più tardi di qualche giorno fa si ricordava in Italia, nelle piazze e nei porti, l&#8217;anarchico Fabrizio de Andrè. Nelle sue canzoni Fabrizio de Andrè si è sempre schierato dalla parte di chi <em>fugge</em>. La Stampa Nazionale, non più tardi di qualche giorno fa, si è schierata con Fabrizio de Andrè.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/">Il sorriso e il pescatore</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1JQgNJdVDvk&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/1JQgNJdVDvk&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Non più tardi di qualche giorno fa si ricordava in Italia, nelle piazze e nei porti, l&#8217;anarchico Fabrizio de Andrè. Nelle sue canzoni Fabrizio de Andrè si è sempre schierato dalla parte di chi <em>fugge</em>. La Stampa Nazionale, non più tardi di qualche giorno fa, si è schierata con Fabrizio de Andrè. Quando il pescatore, presidente del Brasile, Lula ha rimandato al mittente la richiesta di estradizione per Cesare Battisti, la Stampa Nazionale si è schierata contro il pescatore. I pescatori , non più tardi di qualche giorno fa, si erano schierati con Fabrizio de Andrè. La Stampa Nazionale ha lanciato la caccia ai pescatori. <em>Signora</em> (Stampa Nazionale) <em>lei è una donna piuttosto distratta</em>.</p>
<p><strong>effeffe</strong><br />
 <span id="more-13344"></span></p>
<p>&#8220;<strong>Vennero in sella due gendarmi<br />
vennero in sella con le armi<br />
chiesero al vecchio se lì vicino<br />
fosse passato un assassino. </p>
<p>Ma all&#8217;ombra dell&#8217;ultimo sole<br />
s&#8217;era assopito il pescatore<br />
e aveva un solco lungo il viso<br />
come una specie di sorriso<br />
e aveva un solco lungo il viso<br />
come una specie di sorriso</strong>&#8220;</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/">Il sorriso e il pescatore</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Absolute Poetry 2008. Cantieri internazionali di poesia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/01/absolute-poetry-2008-cantieri-internazionali-di-poesia/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/06/01/absolute-poetry-2008-cantieri-internazionali-di-poesia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio De André]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli venezia giulia]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>III edizione<br />
Monfalcone: 3-7 giugno<br />
Teatro Comunale &#8211; Biblioteca Comunale &#8211; Centro di Aggregazione Giovanile</strong></p>
<p>Direzione artistica<br />
<strong>Lello Voce </strong></p>
<p>Assistenza alla direzione artistica<br />
<strong>Luigi Nacci</strong></p>
<p>Videofondali live<br />
<strong>Giacomo Verde</strong></p>
<p><br />
<strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Martedì 3 giugno</strong><br />
Anteprima<br />
Teatro Comunale<br />
Ore 16.30 – 19.30</p>
<p><strong>La poesia per immagini &#8211; Video di e sulla poesia</strong></p>
<p><strong>Antonio Poce</strong> <em>Nuvolari</em><br />
<strong>Rosaria Lo Russo </strong>e <strong>Stella Savino </strong><em>Amelia Rosselli&#8230; e l’assillo è rima</em><br />
<strong>Antonello Faretta</strong> <em>Nine Poems in Basilicata (John Giorno)</em><br />
<strong>Giacomo Verde Tokio Cut Up.</strong>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/06/01/absolute-poetry-2008-cantieri-internazionali-di-poesia/">Absolute Poetry 2008. Cantieri internazionali di poesia</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>III edizione<br />
Monfalcone: 3-7 giugno<br />
Teatro Comunale &#8211; Biblioteca Comunale &#8211; Centro di Aggregazione Giovanile</strong></p>
<p>Direzione artistica<br />
<strong>Lello Voce </strong></p>
<p>Assistenza alla direzione artistica<br />
<strong>Luigi Nacci</strong></p>
<p>Videofondali live<br />
<strong>Giacomo Verde</strong></p>
<p><span id="more-6018"></span><br />
<strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Martedì 3 giugno</strong><br />
Anteprima<br />
Teatro Comunale<br />
Ore 16.30 – 19.30</p>
<p><strong>La poesia per immagini &#8211; Video di e sulla poesia</strong></p>
<p><strong>Antonio Poce</strong> <em>Nuvolari</em><br />
<strong>Rosaria Lo Russo </strong>e <strong>Stella Savino </strong><em>Amelia Rosselli&#8230; e l’assillo è rima</em><br />
<strong>Antonello Faretta</strong> <em>Nine Poems in Basilicata (John Giorno)</em><br />
<strong>Giacomo Verde Tokio Cut Up.</strong> <em>La poesia italiana in Giappone </em><br />
<strong>Sparajurji Lab</strong> <em>Questo è un appunto importante</em><br />
<strong>Daniela Rossi </strong><em>Una poesia fragile e temeraria (Patrizia Vicinelli) </em><br />
(prima assoluta, co-produzione Le Lettere / Absolute Poetry 2008)</p>
<p>Ne discutono <strong>Enrico Ghezzi </strong>ed <strong>Andrea Cortellessa</strong></p>
<p><em>Intervallo</em></p>
<p><strong>La poesia e il lavoro – In occasione del centenario dei Cantieri di Monfalcone</strong><br />
In collaborazione con MRF- Multirifrazione Progetti</p>
<p><strong>Lavoroliquido</strong><br />
Un film di <strong>Michele Cinque</strong><br />
Sarà presente l’autore</p>
<p>*</p>
<p><strong>Mercoledì 4 giugno</strong><br />
Teatro Comunale<br />
Ore 20.45</p>
<p><strong>Ugo Pierri</strong><br />
<strong>Alessandro Vilevich</strong>, tromba</p>
<p><strong>Antonella Bukovaz</strong><br />
Storia di una donna<br />
musiche di <strong>Teho Theardo </strong>- video di <strong>Leonardo Gervasi</strong></p>
<p>Una produzione Stazione di Topolò / Postaja Topolove, in collaborazione con Absolute Poetry</p>
<p><strong>Tomaž Šalamun</strong> (Slovenia)</p>
<p><em>Intervallo</em></p>
<p><strong>Il Faber dei fabbri<br />
Nove poeti per Fabrizio De Andrè </strong></p>
<p><strong>Con il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus</strong></p>
<p><strong>Elisa Biagini </strong><em>(La canzone dell’amore perduto)</em><br />
<strong>Isabella Bordoni </strong><em>(Tutti morimmo a stento e Intermezzo)</em><br />
<strong>Ennio Cavalli</strong> <em>(Il chimico)</em><br />
<strong>Rosaria Lo Russo </strong><em>(Sidun e Khorakhané)</em><br />
<strong>Enzo Minarelli </strong><em>(Parlando del naufragio della London Valour)</em><br />
<strong>Giulio Mozzi </strong><em>(Verranno a chiederti del nostro amore)</em><br />
<strong>Aldo Nove </strong><em>(Rimini)</em><br />
<strong>Tommaso Ottonieri </strong><em>(La cattiva strada)</em><br />
<strong>Sara Ventroni</strong> <em>(Amico fragile)</em></p>
<p>Ospite d’onore: <strong>Dori Ghezzi</strong></p>
<p>*</p>
<p><strong>Giovedì 5 giugno</strong><br />
Teatro Comunale<br />
Ore 20.45</p>
<p><strong>Joumana Haddad </strong>(Libano)<br />
<strong>Alex Croce</strong>, percussioni</p>
<p><strong>Jolanda Insana </strong></p>
<p><em>Al Berto / Pessoa</em><br />
<strong>Wordsong</strong> (Portogallo)<br />
Videoscenografie di <strong>Nuno Franco </strong>e <strong>Rita Sá</strong></p>
<p><em>Intervallo</em></p>
<p><strong>Concerto di poesia</strong><br />
<strong>Non sempre ricordano &#8211; concerto per Patrizia Vicinelli</strong><br />
Musiche di <strong>Paolo Fresu </strong>– Testi di <strong>Patrizia Vicinelli</strong>con contrappunti in versi di <strong>Lello Voce</strong></p>
<p><strong>Paolo Fresu</strong>, tromba e flicorno<br />
<strong>Dhafer Youssef</strong>, houd, voce<br />
<strong>Antonello Salis</strong>, fisarmonica e pianoforte<br />
<strong>Ilaria Drago</strong>, voce recitante<br />
<strong>Lello Voce</strong>, spoken word</p>
<p>Consulenza artistica: <strong>Daniela Rossi</strong></p>
<p><em>Una produzione Absolute Poetry 2008 &#8211; Prima assoluta</em></p>
<p>*</p>
<p><strong>Venerdì 6 giugno</strong><br />
Teatro comunale<br />
Ore 20.45</p>
<p><strong>Christian Uetz</strong> (Svizzera) </p>
<p><em>Protomembrana</em><br />
<strong>Marcel.lí Antúnez </strong>(Spagna) </p>
<p><em>Intervallo</em></p>
<p><strong>The Big Boat Poetry Slam</strong><br />
Poetry Slam internazionale dedicato alla nave in occasione del Centenario del Cantiere Navale di Monfalcone</p>
<p>EmCee:<br />
<strong>Lello Voce</strong></p>
<p>Ospite d’onore:<br />
<strong>Marc Kelly Smith </strong>(USA, inventore del Poetry Slam)</p>
<p>Partecipano:</p>
<p><strong>Eduard Escoffet </strong>(Spagna)<br />
<strong>Regie Gibson </strong>(USA)<br />
<strong>Jürg Halter </strong>(Svizzera)<br />
<strong>Laureline Kuntz </strong>(Francia)<br />
<strong>The Monarchy Sisters </strong>(Ungheria)<br />
<strong>Nii Parkes </strong>(UK/Ghana)<br />
<strong>Silvia Salvagnini </strong>(Italia)<br />
<strong>Christian Sinicco</strong>(Italia)<br />
<strong>Sookee</strong> (Germania)<br />
<strong>Sparajurji Lab </strong>(Italia)</p>
<p><strong>Premio: 500 €.</strong></p>
<p>*</p>
<p><strong>Sabato 7 giugno</strong><br />
Teatro Comunale<br />
Ore 20.45</p>
<p><em>Miserere</em><br />
<strong>Canio Loguercio </strong><strong>Maria Pia De Vito</strong>, voce<br />
<strong>Rocco De Rosa</strong>, pianoforte</p>
<p><em>Intervallo</em></p>
<p><strong>Mike Ladd </strong>(USA)<br />
<strong>Vijay Iyer </strong>(USA)<br />
<strong>Lydia Lunch </strong>(USA)</p>
<p><strong>EVENTI COLLATERALI</strong></p>
<p><strong>Giovedì 29 maggio</strong><br />
Centro di Aggregazione Giovanile<br />
Ore 20.30</p>
<p><strong>Da Marin a Michelstaedter: un secolo di poesia nella provincia di Gorizia</strong></p>
<p>Coordina <strong>Ivan Crico</strong></p>
<p>Testi di <strong>Biagio Marin, Carlo Michelstaedter, Giovanni Lorenzon, Celso Macor, Simon Gregorčič, Alojs Gradnik, Silvio Domini;</strong> e di <strong>Silvio Cumpeta, Alberto Princis, Liljana Visintin, Ivan Crico, Giovanni Fierro, Francesco Tomada.</strong></p>
<p><strong>Erica Benfatto</strong>: voce<br />
<strong>Gabriele Benfatto</strong>: chitarra e voce</p>
<p><em>l’incontro è a cura di <strong>Ivan Crico </strong>- in collaborazione con Associazione Culturale Bisiaca / Sociazión Culturàl Bisiàca, Centro Studi &#8220;Biagio Marin&#8221; di Grado, Società Filologica Friulana / Socjetât Filologjche Furlane, Associazione culturale &#8220;Jadro&#8221;, Associazione culturale &#8220;Tržič&#8221; </em></p>
<p>*</p>
<p><strong>Mercoledì 4 giugno</strong><br />
Biblioteca Comunale<br />
Ore 16</p>
<p><strong>Fuori formato: pomeriggio di studi sulle scritture contemporanee</strong></p>
<p>Coordina <strong>Cristina Benussi </strong></p>
<p>Intervengono:<br />
<strong>Andrea Cortellessa<br />
Marianna Marrucci<br />
Gianmaria Nerli<br />
Gilda Policastro<br />
Massimo Rizzante</strong></p>
<p><em>con la collaborazione del Dipartimento di Dipartimento di Letterature Straniere, Comparatistica e Studi Culturali dell’Università degli Studi di Trieste</em></p>
<p>*</p>
<p><strong>Giovedì 5 giugno </strong><br />
Biblioteca Comunale<br />
Ore 17.30</p>
<p><strong>Tavola rotonda sulla poesia contemporanea del Friuli Venezia Giulia</strong></p>
<p>Coordina <strong>Roberto Dedenaro</strong></p>
<p>Intervengono:</p>
<p><strong>Ivan Crico<br />
Michele Obit<br />
Silvio Ornella<br />
Mario Turello</strong></p>
<p>Leggono:</p>
<p><strong>Silvio Cumpeta<br />
Luciano Morandini<br />
Silvana Paletti<br />
Sergio Penco<br />
Gian Mario Villalta </strong></p>
<p><em>in collaborazione con la Casa della Letteratura di Trieste</em></p>
<p>*</p>
<p><strong>Venerdì 6 giugno</strong><br />
Centro di Aggregazione Giovanile<br />
Ore 16</p>
<p><strong>Tavola rotonda sulla poesia slovena contemporanea</strong></p>
<p>Coordina <strong>Darja Betocchi</strong></p>
<p>Intervengono:</p>
<p><strong>David Bandelj<br />
Veronika Dintinjana<br />
Marko Kravos<br />
Gasper Malej<br />
Marcello Potocco<br />
Ass.cult. Jadro e Tržič</strong></p>
<p><em>in collaborazione con le Associazioni Culturali &#8220;Jadro&#8221; e &#8220;Tržič&#8221;</em></p>
<p>Ore 17.30</p>
<p><strong>Calabrone’s reading</strong></p>
<p>Presentazione de <em>Il volo del calabrone. Un progetto di poesia performativa </em>(postfazione di <strong>Gabriele Frasca</strong>, a cura de <strong>“Gli Ammutinati”</strong>, Battello stampatore, 2008).</p>
<p>Leggono alcuni autori inseriti nel volume:</p>
<p><strong>Dome Bulfaro<br />
Matteo Danieli<br />
Adriano Padua<br />
Furio Pillan<br />
Silvia Salvagnini<br />
Christian Sinicco</strong></p>
<p><em>in collaborazione con l’Associazione Culturale “Gli Ammutinati”</em></p>
<p>*</p>
<p><strong>Sabato 7 giugno</strong><br />
Biblioteca Comunale<br />
Ore 17.00</p>
<p><strong>Vose de puisia. La poesia bisiaca dalle origini ad oggi</strong></p>
<p>Coordina <strong>Ivan Crico</strong></p>
<p>Leggono:</p>
<p><strong>Sergio Gregorin<br />
Marilisa Trevisan<br />
Amerigo Visintini<br />
Marina Zucco</strong></p>
<p><em>l’incontro è a cura di <strong>Ivan Crico </strong>- in collaborazione con Associazione Culturale Bisiaca / Sociazión Culturàl Bisiàca, Gruppo Incontri Bisiachi di Monfalcone, Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi di Turriaco, Circolo Culturale &#8220;Brandl&#8221; di Turriaco </em>*</p>
<p>Trieste <strong>Mercoledì 11 giugno</strong><br />
Casa della Musica<br />
Ore 18</p>
<p><strong>Tavola rotonda: <em>Mastica e sputa</em>, da una parte la poesia, dall’altra la musica</strong></p>
<p>Coordina <strong>Gabriele Centis</strong></p>
<p>Intervengono:<br />
<strong>Sergio Cossu<br />
Roberto Dedenaro<br />
Gino D’Eliso<br />
Roberto Dedenaro<br />
Alfredo Lacosegliaz<br />
Marydim<br />
Maurizio Mattiuzza<br />
Pavle Merkù<br />
Carlo Muscatello<br />
Luigi Nacci<br />
Stefano Schiraldi<br />
Christian Sinicco<br />
Lino Straulino</strong></p>
<p>È prevista la partecipazione di altri cantautori e poeti del Friuli Venezia Giulia</p>
<p><em>in collaborazione con la Casa della Musica di Trieste</em></p>
<p><strong>ACTION POETRY<br />
Azioni poetiche per le strade di Monfalcone</strong></p>
<p>Anche quest’anno le strade di Monfalcone si colorano di poesia in attesa che il Festival animi gli spazi del Teatro, della Biblioteca e del Centro di Aggregazione Giovanile. <strong>Luisa Vermiglio</strong>, che dal 2000 coordina a Monfalcone diversi percorsi di ricerca teatrale rivolti a giovani e giovanissimi, propone un percorso di coinvolgimento poetico in città, in collaborazione con i ragazzi del <strong>Laboratorio “Fare Teatro”</strong> e con <strong>“Banda Larga”</strong>, l’Associazione di Promozione Sociale che gestisce il Centro Giovani di viale S. Marco. <strong>Mercoledì 4 e giovedì 5 giugno, alle 18.30</strong>, una prima “azione poetica” avrà luogo presso il <strong>Centro di Aggregazione Giovanile</strong>: nel corso della performance, ai versi dei ragazzi del Laboratorio si intrecceranno quelli, liberi, dei cittadini di Monfalcone. Presso l’atrio del Centro Giovani, infatti, è stata già allestita una <strong>Poetry Box </strong>destinata ad accogliere versi e composizioni di tutti, professionisti e dilettanti della poesia, di ogni età o provenienza, anche in forma assolutamente anonima. Conclusa la performance, avrà luogo un <strong>corteo “poetico-musicale”</strong> che porterà tutti in <strong>piazza della Repubblica</strong>; qui, a partire dalle <strong>19.30</strong>, alcuni giovani attori e musicisti animeranno un vero e proprio reading e daranno voce, ancora una volta, ai versi di tutti coloro che desiderano “farsi sentire”. Il <strong>microfono</strong> e i musicisti, inoltre, saranno <strong>a disposizione </strong>delle persone che vogliono leggere le proprie poesie, nell’attesa che abbiano inizio le serate in programma al Teatro. Venerdì 6 e sabato 7 giugno le stesse performance avranno luogo in <strong>piazza della Repubblica a partire dalle 19.00 </strong>.<br />
________________________________________<br />
<strong>Comune di Monfalcone &#8211; Assessorato alla Cultura</strong></p>
<p><em>con il patrocinio di </em></p>
<p><strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia<br />
Provincia di Gorizia<br />
Università degli Studi di Trieste &#8211; Dipartimento di Letterature Straniere Comparatistica e Studi Culturali<br />
Consolato Generale della Repubblica di Slovenia a Trieste<br />
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia</strong></p>
<p><em>con il contributo di</em></p>
<p><strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia &#8211; Assessorato Istruzione, Cultura, Sport e Politiche della Pace<br />
Provincia di Gorizia</strong></p>
<p><em>con il sostegno di</em></p>
<p><strong>Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Gorizia<br />
Accademia d’Ungheria in Roma<br />
Istituto Svizzero di Roma<br />
Goethe-Institut Triest<br />
Associazione Scrittori Sloveni</strong></p>
<p><em>in collaborazione con</em></p>
<p><strong>Feltrinelli Mediastores<br />
Fnac<br />
Melbooks<br />
Libreria La Rinascita (Monfalcone)<br />
Libreria Svevo, Libreria Minerva, Nero su Bianco (Trieste)<br />
Libreria Moderna Udinese (Udine)<br />
Libreria Antonini (Gorizia)</p>
<p>Associazione &#8220;Banda Larga&#8221;<br />
Associazione Culturale “Gli Ammutinati”<br />
Associazione Culturale Bisiaca / Sociazión Culturàl Bisiàca<br />
Associazione Culturale &#8220;Fucine Mute&#8221;<br />
Associazione Culturale &#8220;Jadro&#8221;<br />
Associazione Culturale &#8220;TriesteDistrettoCulturale&#8221;<br />
Associazione Culturale &#8220;Tržič&#8221;<br />
Casa della Letteratura di Trieste<br />
Casa della Musica di Trieste<br />
Centro Studi &#8220;Biagio Marin&#8221; di Grado<br />
Circolo Culturale &#8220;Brandl&#8221; di Turriaco<br />
Gruppo Incontri Bisiachi di Monfalcone<br />
Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi di Turriaco<br />
Istituto di Cultura Veneta del Friuli Venezia Giulia<br />
Laboratorio &#8220;Fara Teatro&#8221;<br />
Società Filologica Friulana / Socjetât Filologjche Furlane</strong></p>
<p><strong>INFORMAZIONI UTILI:</strong></p>
<p><strong>I luoghi del Festival</strong></p>
<p>Teatro Comunale<br />
Corso del Popolo, 20<br />
tel. 0481 790 470</p>
<p>Biblioteca Comunale<br />
Via Ceriani, 10<br />
tel. 0481 494 372</p>
<p>Centro di Aggregazione Giovanile<br />
Viale San Marco, 70</p>
<p><strong>Biglietti</strong><br />
Ingresso 1 serata € 7,00<br />
Abbonamento 4 serate € 15,00<br />
Gli appuntamenti in programma martedì 3 giugno e quelli presso la Biblioteca, il Centro di Aggregazione Giovanile e la Casa della Musica di Trieste sono ad ingresso libero</p>
<p><strong>Prevendita</strong> (a partire da sabato 24 maggio)<br />
Biglietteria del Teatro Comunale di Monfalcone<br />
da lunedì a sabato, ore 17-19<br />
tel. 0481 790 470<br />
Biglietti on line su www.greenticket.it</p>
<p><strong>Come raggiungerci</strong><br />
In aereo: l’aeroporto del Friuli Venezia Giulia (Ronchi dei Legionari) dista circa 5 km dal centro di Monfalcone. In autostrada A4: provenendo da Venezia, uscita di Monfalcone Ovest; da Trieste, uscita di Monfalcone Est. In treno: all’uscita della stazione di Monfalcone si può raggiungere il centro proseguendo a piedi per circa dieci minuti lungo Via Randaccio e Via Toti.</p>
<p><strong>Informazioni<br />
Ufficio comunicazione</strong><br />
tel. 0481 494 369<br />
fax 494 352<br />
absolutepoetry@comune.monfalcone.go.it<br />
www.absolutepoetry.org<br />
________________________________________<br />
<em>Progetto grafico</em><br />
<strong>Robert Rebotti </strong>(jacklamotta)</p>
<p>http://www.garadinervi.com</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/06/01/absolute-poetry-2008-cantieri-internazionali-di-poesia/">Absolute Poetry 2008. Cantieri internazionali di poesia</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Juke-box del come eravamo: io se fossi Dio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/09/juke-box-del-come-eravamo-io-se-fossi-dio/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/05/09/juke-box-del-come-eravamo-io-se-fossi-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 16:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[Cecco Angiolieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio De André]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Gaber]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/05/09/juke-box-del-come-eravamo-io-se-fossi-dio/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong></p>
<p></p>
<p><a TITLE="Io se fossi Dio" TARGET="_blank" HREF="http://italy.indymedia.org/uploads/2003/01/io_se_fossi_dio_giorgio_gab.mp3">IO SE FOSSI DIO</a><br />
[di <strong>Giorgio Gaber</strong>, 1980, canzone spesso censurata]</p>
<p>Io se fossi Dio&#8230;<br />
e io potrei anche esserlo,<br />
sennò non vedo chi!</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,<br />
non sarei mica un dilettante,<br />
Sarei sempre presente!&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/09/juke-box-del-come-eravamo-io-se-fossi-dio/">Juke-box del come eravamo: io se fossi Dio</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong></p>
<p><img SRC="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/giorgio-gaber.jpg" BORDER="0" WIDTH="200" HEIGHT="303" /></p>
<p><a TITLE="Io se fossi Dio" TARGET="_blank" HREF="http://italy.indymedia.org/uploads/2003/01/io_se_fossi_dio_giorgio_gab.mp3">IO SE FOSSI DIO</a><br />
[di <strong>Giorgio Gaber</strong>, 1980, canzone spesso censurata]</p>
<p>Io se fossi Dio&#8230;<br />
e io potrei anche esserlo,<br />
sennò non vedo chi!</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,<br />
non sarei mica un dilettante,<br />
Sarei sempre presente!<br />
Sarei davvero in ogni luogo a spiare<br />
o meglio ancora a criticare<br />
appunto cosa fa la gente.<br />
Per esempio il piccolo borghese<br />
com&#8217;è noioso,<br />
non commette mai peccati grossi,<br />
non è mai intensamente peccaminoso.<br />
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino<br />
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sweda<br />
lui pensa che l&#8217;errore piccolino non lo conti o non lo veda.<br />
<span id="more-5871"></span><br />
Per questo<br />
io se fossi Dio,<br />
preferirei il secolo passato,<br />
se fossi Dio<br />
rimpiangerei il furore antico,<br />
dove si odiava, e poi si amava,<br />
e si ammazzava il nemico!</p>
<p>Ma io non sono ancora<br />
nel regno dei cieli,<br />
sono troppo invischiato<br />
nei vostri sfaceli&#8230;</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non sarei così coglione<br />
a credere solo ai palpiti del cuore<br />
o solo agli alambicchi della ragione.</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
sarei sicuramente molto intero<br />
e molto distaccato<br />
come dovreste essere Voi!</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non sarei mica stato a risparmiare,<br />
avrei fatto un uomo migliore.<br />
Si vabbè lo ammetto<br />
non mi è venuto tanto bene,<br />
ed è per questo, per predicare il giusto,<br />
che io ogni tanto mando giù qualcuno,<br />
ma poi alla gente piace interpretare<br />
e fa ancora più casino!</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non avrei fatto gli errori di mio figlio,<br />
e sull&#8217;amore e sulla carità<br />
mi sarei spiegato un po&#8217; meglio.</p>
<p>Infatti non è mica normale<br />
che un comune mortale<br />
per le cazzate tipo compassione e fame in India,<br />
c&#8217;ha tanto amore di riserva<br />
che neanche se lo sogna,<br />
che viene da dire:<br />
&#8220;Ma dopo come fa a essere così carogna?&#8221;</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non sarei ridotto come Voi<br />
e se lo fossi io certo morirei<br />
per qualcosa di importante.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;occasione<br />
di morire simpaticamente<br />
non capita sempre,<br />
e anche l&#8217;avventuriero più spinto<br />
muore dove gli può capitare<br />
e neanche tanto convinto.</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
farei quello che voglio,<br />
non sarei certo permissivo,<br />
bastonerei mio figlio,<br />
sarei severo e giusto,<br />
stramaledirei gli Inglesi<br />
come mi fu chiesto,<br />
e se potessi<br />
anche gli africanisti e l&#8217;Asia<br />
e poi gli Americani e i Russi;<br />
bastonerei la militanza<br />
come la misticanza<br />
e prenderei a schiaffi<br />
i volteriani, i ladri,<br />
gli stupidi e i bigotti:<br />
perché Dio è violento!<br />
E gli schiaffi di Dio<br />
appiccicano al muro tutti!</p>
<p>Ma io non sono ancora<br />
nel regno dei cieli,<br />
sono troppo invischiato<br />
nei vostri sfaceli&#8230;</p>
<p>Finora abbiamo scherzato!<br />
Ma va a finire che uno<br />
prima o poi ci piglia gusto<br />
e con la scusa di Dio tira fuori<br />
tutto quello che gli sembra giusto.</p>
<p>E a te ragazza<br />
che mi dici che non è vero<br />
che il piccolo borghese<br />
è solo un po&#8217; coglione,<br />
che quel uomo è proprio un delinquente,<br />
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia<br />
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!</p>
<p>Io come Dio inventato,<br />
come Dio fittizio,<br />
prendo coraggio<br />
e sparo il mio giudizio e dico:<br />
&#8220;Speriamo che a tuo padre<br />
gli sparino nel culo cara figlia!&#8221;.<br />
Così per i giornali diventa<br />
un bravo padre di famiglia.</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
maledirei davvero i giornalisti<br />
e specialmente tutti,<br />
che certamente non son brave persone<br />
e dove cogli, cogli sempre bene.<br />
Compagni giornalisti avete troppa sete<br />
e non sapete approfittare delle libertà che avete,<br />
avete ancora la libertà di pensare<br />
ma quello non lo fate<br />
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,<br />
e di fotografare immagini geniali e interessanti,<br />
di presidenti solidali e di mamme piangenti.<br />
E in questa Italia piena di sgomento<br />
come siete coraggiosi, voi che vi buttate<br />
senza tremare un momento:<br />
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,<br />
e si direbbe proprio compiaciuti.<br />
Voi vi buttate sul disastro umano<br />
col gusto della lacrima in primo piano.<br />
Sì vabbè lo ammetto<br />
la scomparsa dei fogli e della stampa<br />
sarebbe forse una follia,<br />
ma io se fossi Dio,<br />
di fronte a tanta deficienza<br />
non avrei certo la superstizione della democrazia!</p>
<p>Ma io non sono ancora<br />
del regno dei cieli,<br />
sono troppo invischiato<br />
nei vostri sfaceli&#8230;</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,<br />
nel regno dei cieli non vorrei ministri<br />
e gente di partito tra le balle,<br />
perché la politica è schifosa<br />
e fa male alla pelle.<br />
E tutti quelli che fanno questo gioco,<br />
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso<br />
come la lebbra e il tifo,<br />
e tutti quelli che fanno questo gioco,<br />
c&#8217;hanno certe facce<br />
che a vederle fanno schifo,<br />
che sian untuosi democristiani<br />
o grigi compagni del P.C.<br />
Son nati proprio brutti<br />
o perlomeno tutti finiscono così.</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
dall&#8217;alto del mio trono<br />
vedrei che la politica è un mestiere come un altro<br />
e vorrei dire, mi pare Platone,<br />
che il politico è sempre meno filosofo<br />
e sempre più coglione!:<br />
è un uomo tutto tondo<br />
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,<br />
che scivola sulle parole<br />
anche quando non sembra o non lo vuole.</p>
<p>Compagno radicale,<br />
la parola compagno non so chi te l&#8217;ha data,<br />
ma in fondo ti sta bene,<br />
tanto ormai è squalificata,<br />
compagno radicale,<br />
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino<br />
ti muovi proprio bene in questo gran casino<br />
e mentre da una parte si spara un po&#8217; a casaccio<br />
e dall&#8217;altra si riempiono le galere<br />
di gente che non centra un cazzo!<br />
Compagno radicale,<br />
tu occupati pure di diritti civili<br />
e di idiozia che fa democrazia<br />
e preparaci pure un altro referendum<br />
questa volta per sapere<br />
dov&#8217;è che i cani devono pisciare!</p>
<p>Compagni socialisti,<br />
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,<br />
compagni socialisti,<br />
con le vostre spensierate alleanze<br />
di destra, di sinistra, di centro,<br />
coi vostri uomini aggiornati,<br />
nuovi di fuori e vecchi di dentro,<br />
compagni socialisti fatevi avanti<br />
che questo è l&#8217;anno del garofano rosso e dei soli nascenti,<br />
fatevi avanti col mito del progresso<br />
e con la vostra schifosa ambiguità!<br />
Ringraziate la dilagante imbecillità!</p>
<p>Ma io non sono ancora<br />
nel regno dei cieli,<br />
sono troppo invischiato<br />
nei vostri sfaceli&#8230;</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non avrei proprio più pazienza,<br />
inventerei di nuovo una morale<br />
e farei suonare le trombe<br />
per il Giudizio universale.</p>
<p>Voi mi direte perché è così parziale<br />
il mio personalissimo Giudizio universale?<br />
Perché non suonano le mie trombe<br />
per gli attentati, i rapimenti,<br />
i giovani drogati e per le bombe?<br />
Perché non è comparsa ancora l&#8217;altra faccia della medaglia.<br />
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,<br />
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili<br />
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,<br />
ma come uomo come sono e fui<br />
ho parlato di noi, comuni mortali,<br />
quegli altri non li capisco,<br />
mi spavento, non mi sembrano uguali.<br />
Di loro posso dire solamente<br />
che dalle masse sono riusciti ad ottenere<br />
lo stupido pietismo per il carabiniere,<br />
di loro posso dire solamente<br />
che mi hanno tolto il gusto<br />
di essere incazzato personalmente.<br />
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,<br />
cioè solo l&#8217;immagine del grande smarrimento.</p>
<p>Però se fossi Dio<br />
sarei anche invulnerabile e perfetto,<br />
allora non avrei paura affatto,<br />
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,<br />
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!</p>
<p>Ecco la differenza che c&#8217;è tra noi e gli innominabili:<br />
di noi posso parlare perché so chi siamo<br />
e forse facciamo più schifo che spavento,<br />
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c&#8217;è solo lo sgomento.</p>
<p>Ma io se fossi Dio,<br />
non mi farei fregare da questo sgomento<br />
e nei confronti dei politicanti<br />
sarei severo come all&#8217;inizio,<br />
perché a Dio i martiri<br />
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.</p>
<p>E se al mio Dio che ancora si accalora,<br />
gli fa rabbia chi spara,<br />
gli fa anche rabbia il fatto<br />
che un politico qualunque<br />
se gli ha sparato un brigatista,<br />
diventa l&#8217;unico statista.</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,<br />
c&#8217;avrei ancora il coraggio di continuare a dire<br />
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana<br />
è il responsabile maggiore di vent&#8217;anni di cancrena italiana.</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
un Dio incosciente enormemente saggio,<br />
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,<br />
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora<br />
quella faccia che era!</p>
<p>Ma in fondo tutto questo è stupido<br />
perché logicamente<br />
io se fossi Dio,<br />
la Terra la vedrei piuttosto da lontano<br />
e forse non ce la farei ad accalorarmi<br />
in questo scontro quotidiano.</p>
<p>Io se fossi Dio,<br />
non mi interesserei di odio o di vendetta<br />
e neanche di perdono<br />
perché la lontananza è l&#8217;unica vendetta<br />
è l&#8217;unico perdono!</p>
<p>E allora<br />
va a finire che se fossi Dio,<br />
io mi ritirerei in campagna<br />
come ho fatto io&#8230;</p>
<p>Qualche anno prima, nel 1968, <strong>Fabrizio De André</strong> musicò questo sonetto di <strong>Cecco Angiolieri</strong> (1260-1312)</p>
<p><a HREF="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/cecco-angiolieri-s-i-fosse-foco.mp3" TARGET="_blank" TITLE="S'ì fosse fuoco, arderei 'l mondo">S&#8217;i&#8217; fosse foco, arderei &#8216;l mondo;</a><br />
s&#8217;i&#8217; fosse vento, lo tempestarei;<br />
s&#8217;i&#8217; fosse acqua, i&#8217; l&#8217;annegherei;<br />
s&#8217;i&#8217; fosse Dio, mandereil&#8217; en profondo;</p>
<p>s&#8217;i&#8217; fosse papa,  sarei allor giocondo,<br />
tutti cristïani imbrigarei;<br />
s&#8217;i&#8217; fosse &#8216;mperator, sa che farei;<br />
a tutti mozzerei lo capo a tondo.</p>
<p>S&#8217;i&#8217; fosse morte, andarei da mio padre;<br />
s&#8217;i&#8217; fosse vita, fuggirei da lui;<br />
similemente faria da mi&#8217; madre.</p>
<p>Si&#8217; fosse Cecco com&#8217;i&#8217; sono e fui,<br />
torrei le donne giovani e leggiadre:<br />
e vecchie e laide lasserei altrui.</p>
<p>S&#8217;i&#8217; fosse fuoco, arderei &#8216;l mondo;<br />
s&#8217;i&#8217; fosse vento, lo tempestarei;<br />
s&#8217;i&#8217; fosse acqua, i&#8217; l&#8217;annegherei;<br />
s&#8217;i&#8217; fosse Dio, mandereil&#8217; en profondo.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/09/juke-box-del-come-eravamo-io-se-fossi-dio/">Juke-box del come eravamo: io se fossi Dio</a></p>
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