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	<title>Nazione Indiana &#187; Francesca Genti</title>
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		<title>Fiaba</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/22.jpg"></a>di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p>Venerdì 4 febbraio 2011 a Torino il collettivo Ubique ha ospitato nella sua sede la mia performance <strong><em>fiaba</em></strong>, un avvenimento piccolo e marginale, ma di cui voglio rimarcare l’importanza.</p>
<p>Da tempo sognavo e organizzavo questa azione ed ero sicura che sarebbe venuta bene.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/03/05/fiaba/">Fiaba</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/22.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/22-300x225.jpg" alt="" title="2" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-38302" /></a>di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p>Venerdì 4 febbraio 2011 a Torino il collettivo Ubique ha ospitato nella sua sede la mia performance <strong><em>fiaba</em></strong>, un avvenimento piccolo e marginale, ma di cui voglio rimarcare l’importanza.</p>
<p>Da tempo sognavo e organizzavo questa azione ed ero sicura che sarebbe venuta bene.<br />
Il primo segno della sua buona riuscita era stato sicuramente la mia GIOIA nel pensarla e prepararla, e per gioia intendo lunghi momenti in cui tutta me stessa era trasferita nel progetto senza le interferenze (ansia da prestazione, senso di inferiorità e\o superiorità che i luoghi in cui andavo a leggere mi creavano, avversione e nervosismo per un certo coté poetico-mondano in cui mi sarei trovata) che altre letture e contesti mi avevano suscitato.</p>
<p>La performance consisteva essenzialmente in una lettura <em>ad personam</em>. <span id="more-38297"></span><br />
Avevo montato una casetta (la cui vera funzione è quella di serra) in mezzo a una stanza e i partecipanti vi entravano uno ad uno. A questo punto si sedevano su un piccolo sgabello e io gli mostravo un “campionario” di temi: città, animali, solitudine, distruzione, odio, amore, ispirazione, sesso, gatti, sole, cielo: loro  sceglievano i temi e io leggevo le poesie corrispondenti.<br />
Tengo a precisare che questa idea di fare scegliere loro il tema della poesia non andava nella direzione di un gioco fine a se stesso, ma in quella di rafforzare l’intimità tra me che leggevo e loro che ascoltavano, di essere in quei pochi minuti in una situazione simile all’innamoramento: <em>in simbiotico stato di beanza</em>.<br />
Alla fine della lettura, a mia discrezione, facevo un dono all’ascoltatore: una biglia, un bottone, una busta contenente un messaggio segreto, fogli con vecchi collages che ho realizzato negli anni.</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/8.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/8-300x225.jpg" alt="" title="8" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-38300" /></a></p>
<p>Avevo fissato la durata delle performance a circa tre quarti d’ora, è durata più di tre ore, la gente entrava e usciva ringraziandomi, qualcuno addirittura con gli occhi umidi di commozione, persone sconosciute mi abbracciavano come fossi stata da tempo loro amica, nessuno si è lamentato per il tempo che ha dovuto aspettare in fila. </p>
<p>Alla fine della lettura non avevo più la voce e mi facevano male le gambe, ma mai come in quel momento ho realizzato quanto la poesia fosse qualcosa di davvero potente e necessario. Non che prima ne dubitassi, ma avevo sperimentato più che altro il lato introverso della sua forza, quello generato nel momento della scrittura, per la prima volta il 4 febbraio ho sperimentato invece la sua azione benefica e intensa sugli altri. </p>
<p><strong>IL SÉ RABBERCIATO </strong></p>
<p>	un grande classico dell’innamoramento<br />
	un evergreen  dell’inizio-relazione<br />
	la cartina tornasole dell’amore<br />
	è l’inverarsi di questa situazione:</p>
<p>	tu e l’altro asserragliati in una stanza<br />
	a parlare di sé per ore e ore<br />
	imperlati di parole e di sudore<br />
	in simbiotico stato di beanza.</p>
<p>	la parola è un filo di cotone<br />
	tu: sartina in eterno apprendistato<br />
	armata di bottone ago empatia<br />
	per donargli il tuo\suo Sé Rabberciato.</p>
<p>	poi, insieme, farne l’autobiografia.</p>
<p><strong>C’È UN ASTRONAUTA CHE STA DENTRO LA MIA PELLE </strong></p>
<p>viaggiava in una stella. io in una pancia.<br />
fino allo sbarco. qui. pianeta terra.<br />
una radiosa mattina. anni settanta.<br />
dal gorgo dell’infanzia cominciò l’esilio.<br />
per sette lunghi lustri. per mano. scivolammo.<br />
facendoci coraggio. nel folto dei decenni.</p>
<p>la strada era sbagliata. o illuminata male.<br />
soldi di cioccolato brillavano alla luna.<br />
e al sole si scioglievano. svanendo.<br />
ci sdraiavamo. allora. in mezzo ai giorni.<br />
guardando il cielo. stupendo e rovinato.<br />
intonaco di villa in decadenza.</p>
<p>le sentinelle dell’eternità. dal cielo.<br />
ci spiavano. nascoste nelle nuvole.<br />
non viste. sparavano colpi di cannone.<br />
bestiale si abbatteva il temporale.<br />
nella pelle. al riparo. l’astronauta.<br />
viaggiava dentro il sangue. palombaro.</p>
<p>mi riparavo. all’ombra di una pagina.<br />
bianca. luna di carta. vicina e siderale.<br />
e piano piano. passato il temporale.<br />
veniva a galla. di nuovo. l’astronauta.<br />
dal covo caldo. del mio corpo astrale.<br />
bagnato ancora. del mio sangue caldo.</p>
<p>lasciava. le sue orme. sulla carta.</p>
<p> <strong>LUNA</strong></p>
<p>Ciao Luna che sei dolce, pezzata, commovente:<br />
caramella, mucca piccola, spicchio di cipolla trasparente.<br />
facci dormire, dai!, dacci il sogno e la salvezza:<br />
Il tuo raggio è puro latte, è oblativa tenerezza.</p>
<p>Tu, Luna, che contieni tutti i sogni che sogniamo,<br />
e gli strati di illusioni e i calzini che perdiamo<br />
lavali per noi, nei tuoi crateri, al posto nostro<br />
noi qui giù li muteremo un po’ in sangue, un po’ in inchiostro.</p>
<p>Bianca Luna che ci nutri con l’albume del tuo pianto<br />
facci crescere e invecchiare senza perdere l’incanto.<br />
Luna cavaliere, in viaggio dentro il cielo<br />
con la parola-spada e lo scudo-pensiero.</p>
<p>Gatta Luna che scompari nella notte liquirizia<br />
che ci lasci solitarie con le stelle baby-sitter<br />
non vogliamo avere paura della nostra oscurità:<br />
il tuo esserci in assenza è la sola verità.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/03/05/fiaba/">Fiaba</a></p>
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		<title>L&#8217;abbonamento allo scrittore</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2010/12/22/labbonamento-allo-scrittore/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 06:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Genti]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Morozzi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>D: Perché accontentarsi di un libro quando puoi avere tutto lo scrittore? Questo è l&#8217;incipit della proposta di <a href="http://www.quintadicopertina.it">Quintadicopertina</a>, editore digitale di Genova. A <a href="http://salvoesaurimentoscorte.wordpress.com/">Fabrizio Venerandi</a> chiedo di descrivere questa proposta editoriale</p>
<p>R: L&#8217;abbonamento allo scrittore permette ad un lettore di seguire direttamente il lavoro di uno scrittore per un anno.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/12/22/labbonamento-allo-scrittore/">L&#8217;abbonamento allo scrittore</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D: Perché accontentarsi di un libro quando puoi avere tutto lo scrittore? Questo è l&#8217;incipit della proposta di <a href="http://www.quintadicopertina.it">Quintadicopertina</a>, editore digitale di Genova. A <a href="http://salvoesaurimentoscorte.wordpress.com/">Fabrizio Venerandi</a> chiedo di descrivere questa proposta editoriale</p>
<p>R: L&#8217;abbonamento allo scrittore permette ad un lettore di seguire direttamente il lavoro di uno scrittore per un anno. Una volta abbonati, si riceveranno almeno quattro ebook:  nessuno sa cosa ci sarà dentro. Non lo sa il lettore, non lo sa l&#8217;editore, e neppure lo scrittore. Materiali inediti, sillogi, versioni alternative, romanzi abbandonati, sperimentazioni, racconti ritrovati&#8230; è un vero e proprio laboratorio aperto dello scrittore nei confronti del lettore che avrà modo di &#8220;frugare nei cassetti&#8221; dello scrittore scelto.</p>
<p>D: Come si ricevono gli ebook?<span id="more-37538"></span></p>
<p>R: Nel momento dell&#8217;abbonamento si ricevono i codici per scaricare il primo ebook, già pronto. Successivamente, nel corso dei mesi, si riceveranno direttamente nella casella email gli altri ebook, man mano che verranno scritti.</p>
<p>D: Torniamo allo scrittore in vendita, o meglio a noleggio per un anno: come faccio a sapere se mi piacerà? Se non conosco Francesca Genti, ad esempio, come posso capire se scriverà delle cose interessanti?</p>
<p>R: Gli scrittori che abbiamo scelto per la collana hanno già un&#8217;esperienza forte di scrittura. Sono scrittori che performano, con una forte identità come autori. Sono scrittori a tutto campo e &#8216;sociali&#8217;, anche in rete. L&#8217;abbonamento è una forma di completamento di un loro fare letteratura che il lettore può incontrare in libreria, su facebook o in un reading poetico.</p>
<p>D: L&#8217;abbonamento &#8220;aperto&#8221; allo scrittore mi ricorda un altro modello editoriale affermato, il romanzo a puntate. Anche in quel caso c&#8217;è una concessione di fiducia all&#8217;autore ed entro certi limiti libertà artistica.</p>
<p>R: Sì, e non è un caso che uno dei nostri autori, Gianluca Morozzi, riprenda il modello per proporre un romanzo a puntate all&#8217;interno del suo abbonamento. Si tratta di un luogo di scrittura che ritengo molto interessante per il rapporto tra scrittore e lettore. Da un lato la mia proposta di scrittore non è vincolata al soddisfare la necessità prettamente commerciale di un libro come &#8220;prodotto di mercato&#8221;, ma può muoversi nei territori &#8216;liquidi&#8217; della pubblicazione digitale. Nello stesso tempo questa scrittura diventa un &#8220;prodotto letterario&#8221;, uscendo dai limiti della scrittura frammentaria e performativa dei blog e dei post da social network. E poi c&#8217;è il lettore che, ricevendo questo materiale vivo nel corso dell&#8217;anno, può scrivere allo scrittore, interagire con lui e provare a indirizzare le scelte di pubblicazione dei volumi successivi.</p>
<p>D: Come editore digitale hai molta libertà, che trasmetti agli autori. Ma quale è il rapporto dei tuoi autori con gli ebook?</p>
<p>R: I primi due autori hanno sicuramente un rapporto molto stretto con la scrittura digitale su internet, non solo come luogo promozionale, ma anche come modalità per condividere esperienze e testi. Francesca Genti è su Facebook, condivide le sue opere, commenta quelle degli altri; Gianluca Morozzi ha da tempo uno spazio su Myspace. Per entrambi questa è la prima esperienza del &#8220;formato&#8221; ebook in quanto tale, ma la loro modalità di scrittura ha già le caratteristiche &#8216;liquide&#8217; di cui parlavo prima. Entrambi poi hanno una lunga esperienza con le riviste di letteratura, sia su carta come fernandel e alfabeta2, sia quelle on-line come nazione indiana. Non so se leggano già ebook in digitale, bisognerebbe chiederlo a loro!</p>
<p>D: Se tu stampassi libri dovrei chiederti ora la tiratura del progetto. Trattandosi di ebook, staremo a vedere quanti lettori si abboneranno a ciascuno autore: 100, 1000, 10.000&#8230; però la cosa interessante qui non è il numero, ma il tipo di lettore che si definisce con il tuo progetto. Si tratta di un fan, di un rapporto più stretto con l&#8217;autore, e che commercialmente non si esaurisce nell&#8217;abbonamento: se mi piace il laboratorio che Gianluca Morozzi mi apre davanti, probabilmente andrò a sentirlo ad una lettura, comprerò il suo prossimo libro.</p>
<p>R: Chi conosce già l&#8217;autore si abbona perché si fida dell&#8217;autore, ma abbiamo visto che l&#8217;idea piace anche come regalo; invece che regalare un libro, regalo l&#8217;intero scrittore. È un modo per leggere e invitare a leggere diversamente. E questo canale non è in opposizione a quello tradizionale: come giustamente dici, se mi piace quello che Morozzi o la Genti mi offrono nell&#8217;abbonamento a loro stessi, sarò stimolato ad andare a vedere i loro altri lavori, o a sentire quello che fanno nei loro reading.<br />
Fosse un testo cartaceo, ti potrei dire che la prima tiratura, quella per i lettori che acquistano &#8216;a scatola chiusa&#8217;, senza sapere che strade prenderà l&#8217;abbonamento, si potrebbe assestare sulle 400 copie.</p>
<p>D: Chi saranno gli altri autori in abbonamento l&#8217;anno prossimo?<br />
R: Abbiamo deciso di non annunciare  cose che ancora non ci sono. Specie nel digitale si rischia di creare del vaporware, e la cosa ci sembra poco seria. Annunceremo i nuovi abbonamenti nel momento in cui saranno pronti per i lettori.</p>
<p>D: La formula dell&#8217;abbonamento periodico potrebbe funzionare anche con artisti/autori in generale, rispondendo al problema del finanziamento della creatività. Un musicista, un architetto, un autore di giochi potrebbero dialogare con i loro fan all&#8217;interno delle convenzioni rese possibili dal formato digitale. I lettori di ebook hanno ancora seri limiti nel rendere immagini a colori, animazioni, calcolo, ma il formato ebook (o meglio, l&#8217;epub) ha già la possibilità di gestire contenuti e logica diversi. Penso alle Polistorie ad esempio, figlie anche della progettazione di giochi, e pubblicate sempre da Quintadicopertina.</p>
<p>R: Si tratta di dinamiche per un certo verso inedite, soprattutto per quel che riguarda l&#8217;editoria, ma che sono già conosciute in ambito informatico: penso agli abbonamenti per lo sviluppo di pacchetti software, o all&#8217;acquisto di shareware. Gli eReader a inchiostro elettronico mostrano già oggi la possibilità di creare delle nuove forme di accesso alla lettura. Sia per quel che riguarda la costruzione strutturale dell&#8217;opera, come appunto è il caso ludico-narrativo delle Polistorie che di fatto è la prima collana di narrativa non lineare, sia nel costruire canali di creazione dei contenuti che vadano al di là dell&#8217;&#8221;oggetto libro&#8221; come unica forma di prodotto narrativo completo. L&#8217;abbonamento allo scrittore lavora in questa direzione.</p>
<p>D: Grazie Fabrizio dell&#8217;intervista, ed in bocca al lupo!</p>
<p>R: Grazie a voi e ai lettori di NI</p>
<p><a href="http://www.quintadicopertina.it">http://www.quintadicopertina.it</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/12/22/labbonamento-allo-scrittore/">L&#8217;abbonamento allo scrittore</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Questo mercoledì al Cerizza</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 10:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Lambert-Bocconi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;">di <em>Antonio Sparzani</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>mercoledì 15 dicembre, ore 21, </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>al prestigioso </strong><strong>Circolo Romeo Cerizza, via Meucci 2, Milano,</strong><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/circolo-cerizza-Milano.jpg"></a></p>
<p>avrà luogo un <em>reading</em> di poesia dei poeti <strong>Francesca Matteoni</strong> e <strong>Marco Rovelli</strong>. Non sto a presentarli qui dato che sono indiani doc e quindi ben noti ai nostri lettori.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/12/14/il-mercoledi-del-cerizza/">Questo mercoledì al Cerizza</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di <em>Antonio Sparzani</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>mercoledì 15 dicembre, ore 21, </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>al prestigioso </strong><strong>Circolo Romeo Cerizza, via Meucci 2, Milano,</strong><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/circolo-cerizza-Milano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-37520" title="circolo Cerizza Milano" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/circolo-cerizza-Milano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>avrà luogo un <em>reading</em> di poesia dei poeti <strong>Francesca Matteoni</strong> e <strong>Marco Rovelli</strong>. Non sto a presentarli qui dato che sono indiani doc e quindi ben noti ai nostri lettori.</p>
<p>Il Circolo Cerizza è un ampio e straordinario ambiente del genere vecchia Milano, o, per meglio dire, vecchia Crescenzago, con tanti tavolini, ottimi cibi, biliardo (del tutto aggiornato agli ultimi standard), gioco di bocce (nella bella stagione, naturalmente), bariste e baristi gentili e famigliari e assiduamente frequentato da pensionati doc del quartiere. Come dire, vale una visita, soprattutto se accompagnata da letture intense come quelle di Francesca e Marco ed eventualmente, dopo, da altrettanto piacevoli libagioni.<br />
Il Circolo ospita, ogni mercoledì sera, reading di poesia, organizzati con cura, professionalità e passione, da <strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Anna Lamberti-Bocconi</strong> e <strong>Luciano Mondini</strong>, ai quali va il nostro più caldo ringraziamento.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/12/14/il-mercoledi-del-cerizza/">Questo mercoledì al Cerizza</a></p>
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		<title>I mercoledì del CERIZZA</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em></em></p>
<p>a cura di <strong> </strong></p>
<strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Anna Lamberti-Bocconi</strong>, <strong></strong>
<strong>Luciano Mondini</strong>
<h3 style="text-align: center;"><em>Circolo Romeo Cerizza</em> – via Meucci, 2 – Milano</h3>
<p>Per il terzo anno consecutivo la rassegna settimanale di poesia più  imperdibile di Milano riapre i battenti. Anna, Francesca e Luciano salutano con la mano sul cuore l&#8217;indimenticabile Circolo Sud, sede della rassegna l&#8217;anno passato, e il suo animatore, Rino, l&#8217;amico principesco che le logiche del mercato hanno costretto a chiudere.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/10/20/i-mercoledi-del-cerizza/">I mercoledì del CERIZZA</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em></p>
<p>a cura di <strong> </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Anna Lamberti-Bocconi</strong>, <strong></strong></h2>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Luciano Mondini</strong></h2>
<h3 style="text-align: center;"><em>Circolo Romeo Cerizza</em> – via Meucci, 2 – Milano</h3>
<p>Per il terzo anno consecutivo la rassegna settimanale di poesia più  imperdibile di Milano riapre i battenti. Anna, Francesca e Luciano salutano con la mano sul cuore l&#8217;indimenticabile Circolo Sud, sede della rassegna l&#8217;anno passato, e il suo animatore, Rino, l&#8217;amico principesco che le logiche del mercato hanno costretto a chiudere. Raccogliamo idealmente la sua bandiera e andiamo avanti: abbiamo trovato un altro luogo bellissimo, il Circolo Cerizza, emblema anch&#8217;esso della Milano più autentica, e non vi diciamo di più perché &#8211; ci auguriamo &#8211; presto lo vedrete.<br />
Abbiamo cambiato giorno: ora l&#8217;appuntamento fisso è al terzo giorno della settimana, con &#8220;I mercoledì del Cerizza&#8221;. Quel che non cambia mai è la voglia di poesia a fiotto di qualità, di scambio fra poeti giovani e meno giovani, affermati e meno affermati, all&#8217;insegna dell&#8217;amicizia, dell&#8217;interesse autentico e della voglia di stare bene costruttivamente.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ecco il calendario fino all’anno nuovo</span>:</p>
<h3 style="text-align: center;">20 ottobre     GRANDE INAUGURAZIONE</h3>
<p style="text-align: center;">Serata collettiva, festa della poesia, brindisi per tutti, dodici poeti ci leggono i loro lavori e poi succeda quel che succeda.<br />
<span id="more-36940"></span><br />
27 ottobre tre poete: DE LISI, SARACINO, GROSA</p>
<p><strong>Valentina De Lisi</strong> è nata a Palermo nel 1983 e vive a Torino. Pianista, ha svolto attività concertistica in Italia e negli Stati Uniti. Suoi testi sono apparsi su &#8220;Lo Specchio&#8221; della Stampa, &#8220;GQ Magazine&#8221;, &#8220;Absoluteville&#8221; e &#8220;Nazione Indiana&#8221;. Collabora con il compositore di musica elettronica Pietro Bonanno.</p>
<p><strong>Carla Saracino</strong> (1980) è di Maruggio (Ta).  Nel 2007 ha pubblicato I milioni di luoghi (Lietocolle, Premio Saba opera prima). Sue poesie sono apparse inoltre su &#8220;Nuovi Argomenti&#8221; (Mondadori), &#8220;Lo Specchio&#8221; della Stampa, &#8220;L’immaginazione&#8221; (Manni), &#8220;Tabula rasa&#8221; (Besa) e su varie antologie. Svolge lavoro di consulenza editoriale per la casa editrice Poiesis e di critica letteraria per le riviste &#8220;Le Voci della Luna&#8221; e &#8220;Geniodonna&#8221;. Nel 2009 ha pubblicato 14 fiabe ai 4 venti (Lupo). Insegna Lettere a Milano.</p>
<p><strong>Marinella Grosa</strong> è nata a Torino dove si è laureata in letteratura francese. Ha pubblicato le raccolte di poesia Geometrie dell’attesa (Campanotto 1996) e Lieto fine (Campanotto 2010). Oltre a essere poeta, è una raffinata astrologa.</p>
<p style="text-align: center;">3 novembre             LUISA PIANZOLA E MICHELANGELO COVIELLO</p>
<p><strong>Luisa Pianzola</strong> (Tortona 1960) si è laureata in Storia dell’arte contemporanea all’Università di Genova e ha studiato visual design a Milano. Dopo due saggi sull’architetto Alberto Sartoris, ha pubblicato i libri di poesia Sul Caramba (Sapiens 1992), Corpo di G. (LietoColle 2003, prefazione di Maurizio Cucchi), La scena era questa (LietoColle 2006, prefazione di Gianni Turchetta), Salva la notte (La Vita Felice 2010, note critiche di Gabriela Fantato e Mario Santagostini). Cocuratrice dell’edizione 2006 de Il Segreto delle Fragole (LietoColle) e coautrice del video poetico Bíos (2007), suoi testi sono apparsi in riviste, siti web e sono presenti nei volumi Senza Riparo. Poesia e Finitezza (Stefano Guglielmin, La Vita Felice 2009), Leggére variazioni di rotta (Le voci della luna 2008), La nebbia non si mangia. Dodici poeti alessandrini (a cura di Sandro Montalto, in uscita presso Manifattura Torino Poesia). È redattore della rivista di poesia “La Mosca di Milano”. Vive e lavora come giornalista freelance tra Tortona e Milano.</p>
<p><strong>Michelangelo Coviello</strong> (Agropoli, SA, 1950). Si è laureato in Filosofia nel 1974 presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 1978 ha lavorato come copywriter pubblicitario per le seguenti Agenzie di pubblicità: Broucc, Idea 2, Ata Univas, M &amp; AD, New Information, Gorla &amp; Associati, Promoconvention. Nel corso di diversi soggiorni a New York ha frequentato i corsi di scrittura di Syd Field.<br />
Insegna ‘Tecniche e metodi della scrittura’ presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Design della Comunicazione e ‘Scrittura Creativa’ presso lo IED di Milano. Fa parte di ‘Creative Council’, società di formazione della comunicazione.<br />
Ha pubblicato i libri di poesia Indice (Feltrinelli 1976), Grossomodo (Savelli 1982), Dobbiamo vendere il cielo (Corpo 10 ed. 1992), Casting (Niebo 1999). Tra le sue prose più recenti, i romanzi Dee Jay (Edizioni D’IF 2005) e Inferno 28 (La vita felice 2009), i racconti News (Lietocolle 2006), e i saggi Il mestiere del copy (Franco Angeli 1998), La gamba del tavolo- Memoria, retorica, pubblicità (Book Time 2008), Figure retoriche e pubblicità (Franco Angeli 2009). Come traduttore ha curato la versione italiana di Drafts and Fragments di Ezra Pound, uscita presso l&#8217;editore Guanda col titolo Prove e frammenti.</p>
<p style="text-align: center;">10 novembre           MARIA ROSA PANTÈ</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Maria Rosa Pantè</strong> vive a Borgosesia ed è insegnante. Collabora a vari siti letterari e giornalistici. Ha pubblicato la raccolta di liriche L’amplesso retorico. Voci femminili dal mito (Campanotto 2004), e il libro di racconti Noi che non fummo Muse, (Manni 2006). Da quattro anni collabora con le rassegne di Teatro e Scienza. Nel 2009 ha collaborato alla scrittura del testo teatrale dello spettacolo dell’attrice Lucilla Giagnoni, Big Bang, che è in tournée in tutta l’Italia. La sua ultima pubblicazione è il romanzo Non ho l&#8217;età (0111 Editore 2010). Ha inoltre redatto una delle voci del libro antologico Animali della letteratura italiana, ed. Carocci, curato da Gian Mario Anselmi e Gino Ruozzi dell&#8217;università di Bologna.</p>
<p style="text-align: center;">17 novembre           UMBERTO FIORI</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Umberto Fiori</strong> (Sarzana, 1949) è insegnante, scrittore, poeta e musicista. si trasferisce giovanissimo a Milano, dove si laurea in filosofia e vive tuttora. Ha fatto parte come cantante, chitarrista e autore del popolare gruppo rock militante Stormy Six.<br />
Lasciato il mondo della musica nei primi anni ottanta, si è dedicato a tempo pieno alla poesia. Nel 1986 esce la sua prima raccolta, Case, alla quale seguono Esempi (1992), Chiarimenti (1995), Parlare al muro (1996), Tutti (1998) e La Bella Vista (2002). Insegnante e saggista, ha collaborato come docente di letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 2007 escono il suo primo romanzo, La vera storia di Boy Bantàm, e la raccolta di saggi La poesia è un fischio.</p>
<p style="text-align: center;">24 novembre           LUCIANO NERI</p>
<p><strong>Luciano Neri</strong> è nato il 5 giugno 1970 a Genova, dove vive e lavora. Ha pubblicato Dal cuore di Daguerre  (1997, Gazebo) con prefazione di Mariella Bettarini, e La spedizione del controtempo nel Nono quaderno di poesia italiana, a cura di Franco Buffoni e con introduzione di Fabio Posterla. E’ in uscita presso Puntoacapo editrice la sua ultima raccolta, Lettere Nomadi.</p>
<p style="text-align: center;">1 dicembre		GUIDO OLDANI</p>
<p><strong>Guido Oldani</strong> è nato nel 1947 a Melegnano (Milano, Italia), dove vive. Ha pubblicato sulle principali riviste letterarie, come &#8220;Alfabeta&#8221;, &#8220;Paragone&#8221;, &#8220;Il Belpaese&#8221;. &#8220;Poesia&#8221;. E’ del 1985 la sua raccolta &#8220;Stilnostro&#8221;, introdotta da Giovanni Raboni. Ha contribuito alla riscoperta del poeta vociano Clemente Rebora (1885-1957), curando, nel 1986, il volume unico della rivista &#8220;Psichopatology&#8221;, a lui dedicato. Il suo lavoro poetico si snoda essenzialmente attraverso gli annuari di poesia dell’editore Crocetti (1997-2000). E&#8217; presente in alcune antologie, &#8220;80 Poesia&#8221;,&#8221;Poeti d&#8217;inverno&#8221;, &#8220;Poesia 89&#8243; , &#8220;Poesia italiana&#8221; (1952-1988), &#8220;La via lombarda&#8221;. Negli anni novanta le riviste &#8220;Kamen&#8221; e &#8220;Block Notes&#8221; gli hanno dedicato l’intera sezione critica. Di lui hanno scritto, fra gli altri, Angelo Romanò, Mario Spinella, Luciano Erba, Maurizio Cucchi, Giancarlo Majorino, Tiziano Rossi, Giorgio Luzzi, Giuliano Gramigna e Roberto Sanesi. E’ stato invitato al festival internazionale &#8220;Milano Poesia&#8221; (1987) e nel 1988 vi ha presentato la delegazione dei poeti russi, ricevendo a sua volta l’invito per Mosca. Ha rappresentato l’Italia al convegno internazionale della Fondazione Vardo (Stoccolma – 1997). Ha fatto parte della delegazione dei poeti italiani a New York nel 1999. Collabora come critico letterario e conduttore di rubriche di poesia con il quotidiano &#8220;Avvenire&#8221;. Fa parte del comitato scientifico del mensile &#8220;Luoghi dell’infinito&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">15 dicembre 		FRANCESCA MATTEONI</p>
<p>Francesca Matteoni è nata nel 1975 a Pistoia, ha svolto diversi lavori e ha conseguito un dottorato in storia moderna presso l’Università di Hatfield (UK). È nella redazione del blog letterario “Nazione Indiana” e della rivista romana “Metromorfosi”. Si interessa di molte cose tra cui le fiabe popolari, storie e tradizioni sugli animali e tutto quello che è nord. Tra le sue pubblicazioni: Artico (Crocetti, 2005), Appunti dal parco (Wizarts, 2008), Higgiugiuk la lappone, nel X Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2010), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa, 2010).</p>
<p>Anna: 333 2876 930 &#8211; Francesca: 347 0500037 &#8211; Luciano: 340 7373 943</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/10/20/i-mercoledi-del-cerizza/">I mercoledì del CERIZZA</a></p>
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		<title>Sotto botta. Nuove poesie.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/24/sotto-botta-nuove-poesie/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[fatto a mano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Sotto botta <em> (titolo preso dalla tammurriata nera) sono 100 piccoli libri in fogli colorati di carta per origami, realizzati a mano dall&#8217;autrice, secondo i principi della cromoterapia. Dieci nuove poesie. Un collage differente nell&#8217;ultima pagina di ogni libro. Il tutto inguainato in un&#8217;elegante busta frigo marca &#8220;Frio&#8221; (triplo strato).</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/24/sotto-botta-nuove-poesie/">Sotto botta. Nuove poesie.</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2429/4121895056_04ec6bccc9_m.jpg" class="alignleft" width="240" height="180" /> Sotto botta <em> (titolo preso dalla tammurriata nera) sono 100 piccoli libri in fogli colorati di carta per origami, realizzati a mano dall&#8217;autrice, secondo i principi della cromoterapia. Dieci nuove poesie. Un collage differente nell&#8217;ultima pagina di ogni libro. Il tutto inguainato in un&#8217;elegante busta frigo marca &#8220;Frio&#8221; (triplo strato).</em> </p>
<p>di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p><strong>L’INIZIO DELL’AUTUNNO</strong></p>
<p>Andavano i pianeti in concrezione<br />
nel cielo basso del primo pomeriggio:<br />
era l’inizio, di nuovo, dell’autunno. <span id="more-26527"></span><br />
Munita di panino, burro e zucchero<br />
nell’ovatta del centro della casa,<br />
al centro della stanza mi sedevo.<br />
Sprofondavo nel centro della stanza.<br />
Era l’inizio, di nuovo, dell’autunno.<br />
La fine dell’estate era sancita<br />
dall’inizio, di nuovo, dei programmi.<br />
La televisione emetteva vibrazioni,<br />
i suoi colori bellissimi e ispirati<br />
armonizzavano con l’aria frizzantina.<br />
Era l’inizio, di nuovo, dell’autunno.<br />
Tutto era completamente azzurro:<br />
il cielo, le impressioni dell’estate,<br />
la gigantesca tristezza che provavo,<br />
i quaderni, le gomme, le matite,<br />
il fottuto grembiule d’ordinanza.<br />
Sprofondavo nel centro della stanza.<br />
Davanti all’ oracolo-totem-focolare<br />
sprofondavo nel centro del panino<br />
lo zucchero non era per niente consolatorio.<br />
Guardavo i miei cartoni preferiti:<br />
un cane semi-handicappato,<br />
adottato da un’orfana, innamorato di una gatta,<br />
fidanzata, purtroppo, con un gatto molto grosso.<br />
Così, per pomeriggi e pomeriggi,<br />
stratificati, magliette tutte uguali in un armadio.<br />
Una stupenda e sexy aliena con le corna<br />
innamorata di un semi-debosciato,<br />
innamorato di una gatta morta, a sua volta<br />
innamorata del più bello della scuola,<br />
innamorato della stupenda e sexy aliena.<br />
Così per sempre. Nell’eterno dell’autunno<br />
che si ripete in pomeriggi smisurati.<br />
Un gigantesco suono di campane.<br />
E solenni, dolorose, trascorrevano le ore.<br />
Passi tutti uguali nei lunghi corridoi.<br />
Si allineavano i pianeti nello spazio<br />
formando trame delle nostre vite.<br />
Cambiavano i compagni di banco, a giro ruzzolavano.<br />
Nei cieli liquidi, amniotici, notturni<br />
sfrecciavano pianeti, robot, astronavi.<br />
Erano, questi colori, qualcosa di meraviglioso.<br />
Soprattutto quando lottavano i robot.<br />
L’arancione mi ha salvato dalla malinconia.<br />
Pezzi di pianeti si staccavano, se li tiravano addosso,<br />
anche le stelle venivano mangiate.<br />
Così per tutti i giorni, eternamente. Andando.<br />
Fino a che si sprofondava nell’inverno.<br />
Le luci rinnovate del Natale, di nuovo, mi salvavano dal Male.</p>
<p><strong>GITA A LAVENO</strong></p>
<p>La funzione precipua di un amico<br />
è accompagnarti, tra un amore e l’altro,<br />
in gita. Qua e là. Di tanto in tanto.<br />
Siete in novembre. Tra un amore e l’altro.<br />
Si è appena chiuso il ciclo estivo e il sole.<br />
Il tuo precipuo compito è astenerti<br />
almeno fino al vischio dal baciare.<br />
Il sole è rotto.<br />
La terra è fredda. Tu, non tanto.<br />
E fai una gita tanto per distrarti.<br />
Cominci gite invece dello shampoo.<br />
Roteando senza senso in mezzo all’aria<br />
opalina. Da eterno minigolf.<br />
Roteando il volante a destra e a manca.</p>
<p>Decidete di imboccare verso i laghi.<br />
Molte visioni vi corrono di lato:<br />
un raduno di alpini, hotel Romagna,<br />
qualche incongrua palma scardinata:<br />
“Sembra quei quadri che fanno gli psicotici”.<br />
Ora e ore di derive di chilometri<br />
mentre cala la mannaia della luce.<br />
Ormai nel buio. Approdati a Laveno.<br />
“È come fine agosto a Pietra Ligure”<br />
Qualcosa di micidialmente triste e ossuto.<br />
Nel lussuoso locale vista lago<br />
non vi siete mai sentiti così uniti<br />
sprofondati nelle sedie di velluto.</p>
<p>Bevendo una cioccolata che simboleggia la merda.</p>
<p><strong>QUESTA È LA SITUAZIONE</strong></p>
<p>sono a Genova. vicino alla stazione.<br />
davanti alla vetrina di una tabaccheria<br />
che espone decine di peluche.<br />
Foche piccole, normali, cerbiatti,<br />
tigri, marmotte, mamma mucca<br />
e i suoi vitelli, una razza, una murena.<br />
Grandi occhi supplichevoli, fissi<br />
di domenica infinita, eterna, incastrata.<br />
Io sono un topo grigio, questo è il mio umore,<br />
quello che sento, sotto il cielo di marmo grigio.<br />
È domenica, va detto, è questo non depone<br />
a favore di niente, soprattutto del mio umore.<br />
“Devo andarmene affanculo” penso, anzi dico<br />
a tutti questi peluche. Mio pubblico meraviglioso.<br />
“Sì, ma dove?” penso e dico. E mi rispondo:<br />
“forse là, dietro al cassonetto, a destra del tossico<br />
che si allaccia le scarpe, mi guarda,<br />
cade”. Ridacchio. Lugubre: “forse dietro la lavagna.<br />
Se andassi ancora a scuola, certamente”.<br />
“Sui binari, questa è una trovata!<br />
un grande classico è andare affanculo sui binari”.<br />
Il cielo è grigio marmo, io sono grigio topo,<br />
Questa è la situazione, qui, a Genova, questa domenica,<br />
settembre duemilanove, prima di prendere il treno.<br />
Questa è la situazione: il diapason interno<br />
comincia a vibrare, ad accordare me con tutto e<br />
tutto il resto si confonde nel grigio marmo e i topi.<br />
Sono nata dotata di questo diapason.<br />
Dalla nascita: guance pacioccone, diapason.<br />
E voglia, ogni tanto, di andare affanculo.<br />
E non sapere bene dove. Non essere qui e neanche lì.<br />
Incastrata in una domenica lunghissima, eterna,<br />
che dura ormai da trentaquattro anni.<br />
Non so come farla smettere. Non so come<br />
disinnescare questo e il diapason che poi è la mia vita,<br />
che poi è la poesia, dominata da Saturno.<br />
Puramente malinconica, pura Luna che decresce,<br />
cala: “guardarla è troppo bello, troppo doloroso”.<br />
Penso, forse dico anche questo ai peluche,<br />
e la foca, soprattutto, sembra capirmi.<br />
Parlo forte, a voce alta, me ne frego,<br />
(per via dell’invenzione degli auricolari).<br />
La situazione è questa: frana l’impalcatura<br />
dentro di me, il diapason d’argento,<br />
la luna, la poesia, una spirale, il respiro.<br />
Come i pianeti si mette in movimento.<br />
Come quei suoni che fanno impazzire i cani.</p>
<p><a href="null"><img alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2609/4121122799_83dcb32b29.jpg" class="alignnone" width="276" height="400" /></a></p>
<p><em>Nell&#8217;immagine di coda: &#8220;Orfana&#8221; di Francesca Genti</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/24/sotto-botta-nuove-poesie/">Sotto botta. Nuove poesie.</a></p>
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		<title>In questo oscuro andare nella notte</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/09/04/in-questo-oscuro-andare-nella-notte/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 06:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Genti]]></category>
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		<category><![CDATA[mario schifano]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p>lungo la statale da Pavia a Broni,<br />
la primavera mi entra nei polmoni<br />
e nella testa nascono pensieri:<br />
ultraviolenti, desadiani, neri.<br />
Il lato tenero della mia persona,<br />
l’attitudine gioviale-venusiana<br />
a tollerare qualsiasi crudeltà<br />
(più per pigrizia che per vera bontà),<br />
lascia posto alla voglia di vendetta,<br />
al lato oscuro, plutonico-notturno,<br />
a Taxi Driver, al Canaro, a Nerone.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/04/in-questo-oscuro-andare-nella-notte/">In questo oscuro andare nella notte</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3501/3868027356_34002cb464_o.jpg" alt="null" /></p>
<p>di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p>lungo la statale da Pavia a Broni,<br />
la primavera mi entra nei polmoni<br />
e nella testa nascono pensieri:<br />
ultraviolenti, desadiani, neri.<br />
Il lato tenero della mia persona,<br />
l’attitudine gioviale-venusiana<br />
a tollerare qualsiasi crudeltà<br />
(più per pigrizia che per vera bontà),<br />
lascia posto alla voglia di vendetta,<br />
al lato oscuro, plutonico-notturno,<br />
a Taxi Driver, al Canaro, a Nerone.<br />
E mi abbandono a pensieri di abiezione.<br />
<span id="more-21041"></span><br />
Io voglio ucciderti, mio caro ex amore,<br />
croce e delizia degli ultimi due anni,<br />
la liquirizia che stillava dal mio cuore,<br />
irrancidita dai tuoi continui inganni.<br />
Il cibo trasformato in spazzatura,<br />
il vino trasformato in scuro aceto,<br />
l’amore trasformato in un errore<br />
e in voglia di vederti agonizzante:<br />
sulla strada, qui, subito, adesso,<br />
a terra, svenuto, dentro il sangue.<br />
Punire tutti i torti che hai commesso<br />
con un’unica sterzata di volante.</p>
<p>Mario Schifano ha fatto grandi tele gialle,<br />
giallo è per lui il colore dell’amore,<br />
ma giallo è anche il colore del limone<br />
del tossico che scioglie l’eroina.<br />
Mario Schifano è stato eroinomane<br />
Mario Schifano è stato un gran pittore.<br />
Da grande pittore e grande eroinomane<br />
ha fissato nel GIALLO le due cose.<br />
Voglio vederti crepato di overdose.</p>
<p>Tenera è la notte, e senza vento,<br />
senza macchia il mio cuore, né paura,<br />
senza l’ombra di sensi di colpa,<br />
immagino altri strumenti di tortura.<br />
Mi piacerebbe vederti incaprettato<br />
<em>à la façon de la </em>Sacra Corona Unita,<br />
rivedere nel tuo sguardo spaventato,<br />
il mio di sguardo quando, sbigottita,<br />
appresi in modo del tutto inaspettato<br />
dove, come, con chi mi avevi tradita.<br />
Mi piacerebbe darti tanti calci in culo.<br />
Mi piacerebbe ridurti in fin di vita.</p>
<p>Ma soprattutto mi piacerebbe assistere<br />
allo squarciarsi di tutte le illusioni<br />
sotto la mazza ferrata-Verità,<br />
al tintinnante infrangersi dei sogni<br />
scagliati male e a gran velocità<br />
contro quel muro duro e necessario<br />
che chiamano Principio di Realtà.</p>
<p>Mentre penso queste cose brutte,<br />
mentre penso queste cose voluttuose,<br />
sfreccio davanti a villette con giardino<br />
e mischio il nero con l’odore delle rose<br />
e sento forte la rabbia e il gelsomino.<br />
(Penso al senso della primavera<br />
alla catartica violenza necessaria<br />
per uccidere l’inverno e quel che c’era).</p>
<p>È quasi ora di tornare a casa.<br />
Guido placida, ascolto Brian Eno,<br />
mi sorprende la bellezza quasi magica<br />
della luna che si specchia nel Ticino.<br />
Corre per la strada un animale,<br />
freno dolcemente, penso alla mia gatta,<br />
penso a guidare non distratta,<br />
penso all’Amore Universale.</p>
<p>A casa accarezzo la mia gatta,<br />
penso alla Via della Mano Sinistra,<br />
alla mano sinistra per questa poesia,<br />
che è bello fare i conti col passato,<br />
dirimere tranquilla il contenzioso,<br />
usufruendo della fantasia.</p>
<p>Penso che ho un sonno che mi si porta via.<br />
E che il futuro sarà meraviglioso.</p>
<p><em>Nell&#8217;immagine: Mario Schifano, Vero amore N°3</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/04/in-questo-oscuro-andare-nella-notte/">In questo oscuro andare nella notte</a></p>
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		<title>Francesca Genti: bimba urbana e ragazza kamikaze</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 15:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Genti]]></category>
		<category><![CDATA[francesca matteoni]]></category>
		<category><![CDATA[marco simonelli]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>di <strong>Marco Simonelli</strong></p>
<p>Persino tra noi quattro lettori di poesia contemporanea italiana persiste la convinzione che la lirica, intesa come genere poetico, sia esausta, esaurita, decisamente inadatta al nostro tempo se non addirittura dannosa: siamo abituati a bollare i brevi componimenti in versi a tematica amorosa con gli epiteti più spregevoli: <em>“poeticume liricheggiante”, “sbrodolamento versificato”, “sentimentalismi adolescenziali”</em>; ne stiamo alla larga e ne parliamo a bassa voce come mamme all&#8217;asilo preoccupate per un&#8217;epidemia di pidocchi.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/04/07/francesca-genti-bimba-urbana-e-ragazza-kamikaze/">Francesca Genti: bimba urbana e ragazza kamikaze</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v2511/183/6/1126222760/n1126222760_30350921_8365286.jpg" class="alignnone" width="223" height="304" /></p>
<p>di <strong>Marco Simonelli</strong></p>
<p>Persino tra noi quattro lettori di poesia contemporanea italiana persiste la convinzione che la lirica, intesa come genere poetico, sia esausta, esaurita, decisamente inadatta al nostro tempo se non addirittura dannosa: siamo abituati a bollare i brevi componimenti in versi a tematica amorosa con gli epiteti più spregevoli: <em>“poeticume liricheggiante”, “sbrodolamento versificato”, “sentimentalismi adolescenziali”</em>; ne stiamo alla larga e ne parliamo a bassa voce come mamme all&#8217;asilo preoccupate per un&#8217;epidemia di pidocchi. Ci piace l&#8217;epica poematica, l&#8217;impegno civile metapoetico, avanguardistico, neo-metrico o neo-orfico – il resto è raccolta differenziata.<br />
A farci percepire la nostra imbecillità ci pensa questo piccolo capolavoro di <strong>Francesca Genti </strong>che porta il titolo di <strong><a href="http://www.purplepress.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=81:poesie-damore-per-ragazze-kamikaze&amp;catid=38:narrativa&amp;Itemid=58">“Poesie d&#8217;amore per ragazze kamikaze”</a></strong>, liriche di quelle che “esprimono il sentimento più intimo del poeta”, come vuole la definizione canonica e non se ne vergognano affatto, anzi: la sfoggiano con una grazia sobria eppure compiaciuta, proprio come farebbe una giovane padrona di casa che indossa un semplice tubino nero capace d&#8217;esaltarne la bellezza e lascia alle matrone ingioiellate sue ospiti la tronfia convinzione che l&#8217;avvenenza sia strizzarsi in un Dolce&amp;Gabbana leopardato. <span id="more-16438"></span><br />
Sia chiaro che, nonostante la strategia retorica di Genti faccia di tutto per dimostrare il contrario, non siamo di fronte all&#8217;opera di una principiante, di una ragazzina che scrive pensierini (seppur geniali) sul diario: si tratta piuttosto di un&#8217;opera che prevede la dissimulazione della riflessione profonda, la semplificazione ai minimi termini della complessità del reale, il camuffamento come strategia comunicativa. Francesca Genti possiede una saggezza epicurea che per essere applicata ed espressa artisticamente necessita di una maschera, la <em>dramatis persona</em> della <em>Bimba urbana</em> (così si intitolava infatti la sua prima raccolta uscita per le edizioni Mazzoli nel 2001 e poi parzialmente ripresa e ampliata nel successivo <em>Il vero amore non ha le nocciole</em>, Meridiano Zero, 2004). Capricciosa e assolutista, dolcissima (ma d&#8217;uno zucchero sapientemente filato che mai sconfina nell&#8217;attacco iperglicemico fine a sé stesso) quanto spesso lugubre e risentita fino a sfiorare il paradosso, la bimba urbana è invincibile perché armata fino ai denti delle proprie debolezze e del proprio candore, è facile immaginarla come un supereroe (supereroina) di un <em>manga</em> di ispirazione neorealista:</p>
<p>vorrei essere la slava del metrò<br />
che combatte gli albanesi attaccabrighe.<br />
la ragazza kamikaze poesia<br />
che ti uccide e si sfracella in quattro righe.</p>
<p>Tigre e pulcino, indifesa e agguerrita, la bimba urbana sperimenta e riversa in poesia una gamma di stati d’animo contrastanti: da un “effetto di gioia immediato” provocato da una “sborrata arcobaleno” paragonata a “un chilo di gelato”, alla “luna di mattino a primavera” e a “una bella notizia sul giornale”, fino alla tanto breve quanto malinconica <em>Al suono ipnotico della lavatrice</em>:</p>
<p>lavo le mie macchie<br />
curo le ferite<br />
trasformo il dolore in cicatrice.</p>
<p>La poesia di Genti sembra svilupparsi sulla ripetizione di elementi-base rintracciabili nella maggior parte del <em>corpus</em>: il titolo, quasi sempre parte integrante del testo tanto da generare rime nei componimenti più brevi, è un’<em>ouverture</em> bizzarra e straniante ad una variazione-riflessione sul tema del quotidiano declinato come un correlativo oggettivo dello stato d’animo dell’autrice. L’ironia che pervade il libro, lungi dall’essere impiegata in un mero <em>divertissement</em>, è piuttosto scudo con cui difendersi da un ipercritico superego. Si veda ad esempio <em>È eterno solamente il desiderio</em></p>
<p>quindi non riesco a prenderlo sul serio:</p>
<p>gli anelli di famiglia i matrimoni la festa<br />
di natale pasqua e le altre tradizioni.</p>
<p>(sono una nuvola rigonfia di tempesta<br />
un vecchio frocio senza più illusioni).</p>
<p>Alla perentoria sentenza del titolo (che forma un distico a rima baciata col primo verso) fa seguito una quartina la cui prima parte ha il compito di chiarire tramite elencazione l’accidente biografico della riflessione mentre nella seconda racchiude in parentesi gli esiti lirici: se la “nuvola rigonfia di tempesta” potrebbe essere di per sé immagine abusata e trita, il “vecchio frocio senza più illusioni” spinge in alto l’originalità metaforica aggiornando i linguaggi dell’esito emotivo.<br />
Nel lessico volutamente semplificato di Genti, l’amore non ha esclusivamente a che fare con l’<em>eros</em> piuttosto con un sentimento di appartenenza e identificazione verso la natura (sempre consigliera o consolatrice, intravista nel grigio di una Milano alienante) e verso gli oggetti: il “castoro di peluche” visto come unico interlocutore, un “panino depressivo” per identificare “il dolore delle cose”, schermi del computer, bibite, alcolici, gatti – elementi più prosastici che lirici i quali erompono nel dettato piano perfettamente cesellato dalle rime proponendo risultati surreali tuttavia dolorosamente riusciti.<br />
A voler guardare più in profondità il <em>corpus</em> poetico di Francesca Genti, potremmo intravedere remote matrici della tradizione letteraria italiana: Pascoli, ad esempio (cos’altro potrebbe essere la “bimba urbana” se non una versione del fanciullino al femminile, proiettata nel ventunesimo secolo e pronta a meravigliarsi di fronte a un “tramonto rosa bibita”, ad un glicine parlante, ad un sole-psichiatra i cui “raggi sono un elettroshock”?) Potremmo citare il primo Palazzeschi per la commistione costante di serio e faceto capace però di produrre immagini imprevedibili quanto lancinanti e precise; l’insistenza sul tema amoroso e la limpidezza del verso potrebbero discendere da Penna e, volendo, potremmo anche cercare rapporti di cuginanza stilistica con due autrici contemporanee come Vivian Lamarque e Patrizia Cavalli, se solo non fosse evidente quanto il discorso di Genti rifugga dal (seppur pregevole) ritmo cantilenante della prima quanto dalla tendenza epigrammatica della seconda. Stratagemma che dimostra la necessità di un discorso poetico capace di avvicinare un numero di lettori maggiore dei quattro di cui sopra, la tendenza al candore e all’assolutismo infantile di Genti è una seducente prosopopea che tocca i temi più scontati di ciò che comunemente viene percepito come “poesia”, li fa propri, attuali e rinnovati grazie ad una costruzione metrica che accoglie riferimenti e figurazioni <em>pop</em>, accessibili e tuttavia potenti, efficaci soprattutto quando il discorso approfondisce il dramma: si veda ad esempio un testo come <em>Io, oggi, con la mia disperazione</em> in cui l’autrice si confronta col suo lato oscuro che ha le fattezze di una tigre “a cui voglio tanto bene/ ma che non riesco ad addomesticare”; oppure <em>Sono la guardia e sono il delinquente</em>, “ululato” che “da dentro la prigione della mente/ nell’ergastolo dell’autolesionismo/ risuona all’infinito”, una poesia che utilizza una ridda linguistica capace di confonde l’<em>io</em> col <em>tu</em> per materializzare a parole l’umana, nevrotica condizione dell’<em>autontimerumenos</em>.<br />
Libro profondo tuttavia cantabile, serio nonostante eviti ad ogni pagina di sembrarlo, <em>Poesie d’amore per ragazze kamikaze</em>, nella sua tormentata ricerca dell’amore e della serenità è un prodotto letterario godibile e per niente frivolo.<br />
Francesca Genti oggi è forse l’unica poetessa italiana che riuscirebbe a utilizzare la rima “cuore/amore” evitando anche solo l’ombra della banalità.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/04/07/francesca-genti-bimba-urbana-e-ragazza-kamikaze/">Francesca Genti: bimba urbana e ragazza kamikaze</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>È l&#8217;amore la bestia più calda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/e-lamore-la-bestia-piu-calda/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca matteoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Genti]]></category>
		<category><![CDATA[francesca matteoni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href='http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/07/disco_solitude.jpg'></a></p>
<p>di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p>I.</p>
<p>Sono a Milano. In via Farini. In bicicletta.<br />
Davanti a me un cielo soprannaturale:<br />
gommoso, grigio, gioiarespingente.<br />
La Settanta che cerca di bucarlo,<br />
che arranca verso un sole inesistente.<br />
Sale il cavalcavia, sprofonda,<br />
svolta in direzione Porta Volta,<br />
porta le persone a lavorare.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/e-lamore-la-bestia-piu-calda/">È l&#8217;amore la bestia più calda</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/07/disco_solitude.jpg'><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/07/disco_solitude.jpg" alt="" title="disco_solitude" width="320" height="240" class="alignnone size-full wp-image-6349" /></a></p>
<p>di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p>I.</p>
<p>Sono a Milano. In via Farini. In bicicletta.<br />
Davanti a me un cielo soprannaturale:<br />
gommoso, grigio, gioiarespingente.<br />
La Settanta che cerca di bucarlo,<br />
che arranca verso un sole inesistente.<br />
Sale il cavalcavia, sprofonda,<br />
svolta in direzione Porta Volta,<br />
porta le persone a lavorare.</p>
<p>È una visione molto futurista.</p>
<p>Sono in bicicletta e, come loro,<br />
sto dirigendomi sul posto di lavoro.<br />
<span id="more-6348"></span></p>
<p>II.</p>
<p>Da qualche mese lavoro in un call center,<br />
faccio la cartomante telefonica,<br />
sono una Grande Veggente d&#8217;Italia.<br />
Bislacca attività  semi-illegale,<br />
naturalmente pagata molto male.</p>
<p>Con lo pseudonimo di maga Fernanda<br />
mi occupo di problemi di famiglia,<br />
di tradimenti, di saldi non pagati,<br />
distribuisco terni a destra e a manca,<br />
dò consigli sugli amori tormentati.</p>
<p>III.</p>
<p>È qui, seduta davanti al mio telefono,<br />
che un&#8217;intuizione dell&#8217;adolescenza<br />
diventa dolorosa conoscenza,<br />
illuminazione  dura, salda.<br />
Verità da cui non puoi scappare:</p>
<p>&#8220;è l&#8217;amore la bestia più calda&#8221;.</p>
<p>Me lo dice al telefono un signore,<br />
precisamente Rino da Treviso.<br />
È del &#8217;39 e ne ha viste tante.<br />
E comunque è un assioma condiviso,<br />
una verità transgenerazionale,<br />
una certezza per tutto lo Stivale.</p>
<p>IV.</p>
<p>Va avanti così per tutta la serata:<br />
passano i minuti, scorrono parole,<br />
le storie sempre uguali si accavallano<br />
fatica, umanità, noia, dolore<br />
e un&#8217;imperterrita consapevolezza:</p>
<p>&#8220;l&#8217;amore più lo insegui, più ti spezza<br />
l&#8217;equilibrio, i sogni, il sonno, il cuore&#8221;. </p>
<p>Uomini e donne in un perpetuo moto<br />
lo cercano, lo perdono, si affannano.</p>
<p>V.</p>
<p>Verso la fine del mio turno di lavoro<br />
(sono le tre di notte, sto quasi per smontare)<br />
mi capita un fatto che ha dell&#8217;inquietante,<br />
una chiamata semi-paranormale:</p>
<p>mi telefona Francesca  da Torino,<br />
erre moscia, classe Settantacinque<br />
e come in un racconto di E.T.A. Hoffman<br />
vengo a contatto con il mio doppelgänger.</p>
<p>Il mio doppio non fa eccezione,<br />
mi racconta la sua storia disperata,<br />
finita con una potente litigata,<br />
in cui lei gli ha sfasciato la sua Punto.</p>
<p>“C&#8217;è ancora qualcosa da sperare?”<br />
mi chiede con tono fiducioso<br />
e sentendo un leggero disappunto,<br />
un mio tergiversare nella voce,</p>
<p>mi sbatte la cornetta sulla faccia,<br />
non prima però di sentenziare:</p>
<p>&#8220;è l&#8217;amore la bestia più feroce&#8221;.</p>
<p>VI.</p>
<p>Sono le cinque meno venti di mattino,<br />
è gennaio tagliente e io ho finito.<br />
Riprendo la mia bici per tornare<br />
al mio rifugio, il mio bunker personale.</p>
<p>Guardo il cielo nerissimo di stelle,<br />
guardo fissa la stella del mattino,<br />
chiedo a Venere: &#8220;c&#8217;è qualche novità?&#8221;<br />
lei mi guarda, mi strizza l&#8217;occhiolino:</p>
<p>&#8220;è l&#8217;amore, la bestia che ci salverà&#8221;</p>
<p><em> Immagine: Francesca Genti, Disco-Solitude </em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/07/22/e-lamore-la-bestia-piu-calda/">È l&#8217;amore la bestia più calda</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il bosco interiore. Festa della Ghiacciaia a Pistoia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/07/04/il-bosco-interiore-festa-della-ghiacciaia-a-pistoia/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 17:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong></strong>
<strong></strong>
<strong></strong>
<strong></strong>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">Domenica 6 luglio 2008 dalle ore 15.00 in poi</p>
<p style="text-align: center;">Il bosco interiore: La Festa della Ghiacciaia (2° edizione)</p>
<p style="text-align: center;">Ghiacciaia della Madonnina, località Le Piastre (Pistoia)</p>
<p></p>
<p style="text-align: center;">Ente promotore: Legambiente (Pistoia). In collaborazione con Pro-loco Le Piastre</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Programma</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 15.00</em></p>
<p style="text-align: center;">“Una fiaba tra gli alberi”<br />
Lettura di “Il ragazzo drago” tratta dal libro <strong>La rosa d’oro e altre fiabe (Curcio, 2008)</strong> di <strong>Aurora di Cugno</strong>.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/07/04/il-bosco-interiore-festa-della-ghiacciaia-a-pistoia/">Il bosco interiore. Festa della Ghiacciaia a Pistoia</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong></strong></div>
<div><strong></strong></div>
<div><strong></strong></div>
<div><strong></strong></div>
<p><strong></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.provincia.pistoia.it/ecomuseo/eco_immagini/ghiacciaiaMadonnina.jpg" alt="" width="320" height="222" /></p>
<p style="text-align: center;">Domenica 6 luglio 2008 dalle ore 15.00 in poi</p>
<p style="text-align: center;">Il bosco interiore: La Festa della Ghiacciaia (2° edizione)</p>
<p style="text-align: center;">Ghiacciaia della Madonnina, località Le Piastre (Pistoia)</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: center;">Ente promotore: Legambiente (Pistoia). In collaborazione con Pro-loco Le Piastre<span id="more-6302"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Programma</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 15.00</em></p>
<p style="text-align: center;">“Una fiaba tra gli alberi”<br />
Lettura di “Il ragazzo drago” tratta dal libro <strong>La rosa d’oro e altre fiabe (Curcio, 2008)</strong> di <strong>Aurora di Cugno</strong>. Legge <strong>Chiara Moretti.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 16.00</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>“In margine”.</strong> Letture di poesia.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Partecipano i poeti:</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Massimo Baldi<br />
Francesca Genti<br />
Andrea Raos</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 17.40</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Frammenti”</strong> di <strong>Alida Pellegrini</strong>. Legge <strong>Chiara Moretti</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ore 18.00</em></p>
<p style="text-align: center;">Storie, ballate, canti estemporanei<br />
con <strong>Mauro Chechi</strong></p>
<p style="text-align: center;"> e <strong>Marco Rovelli</strong> e la sua chitarra sbandata</p>
<p style="text-align: center;"><em>Dal tardo pomeriggio</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Merenda-cena con prodotti tipici della montagna pistoiese.</strong><br />
La merenda è preparata dalla Pro-loco in collaborazione con gli assistiti del centro diurno di riabilitazione mentale dell&#8217;A.S.L di Pistoia.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Altri Eventi:</em></p>
<p style="text-align: center;">Durante la festa saranno consegnati il <strong>Premio Ghiacciolo</strong> dalla Pro Loco &#8220;Alta Valle del Reno&#8221; ed il <strong>Premio Rampino.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>All’interno della ghiacciaia arriveranno le balene!</strong> Gli animali più misteriosi del nostro pianeta ci accompagneranno per tutta la giornata con la proiezione del documentario “Whales. An Unforgettable Journey”.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Immagina, disegna, scrivi:</strong> per i bambini intervenuti e non solo, sarà allestito un banco con carta, pennarelli, matite, pastelli e scotch per inventare il loro bosco colorato.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Per maggiori informazioni potete visitare</em> <a href="http://ghiacciaialepiastre.splinder.com">il blog della ghiacciaia </a><br />
<em>Per contatti:</em> Francesca e-mail: francymat@inwind.it, tel. 3280479021</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://brunelleschi.imss.fi.it/ist/luogo/ecomuseoghiacciomadonnina.html"><strong>Qui</strong></a><strong> per saperne di più sulla Ghiacciaia e su come raggiungerla</strong></p>
<p style="text-align: center;"><!--more--></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/07/04/il-bosco-interiore-festa-della-ghiacciaia-a-pistoia/">Il bosco interiore. Festa della Ghiacciaia a Pistoia</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La poesia di ricerca oggi in Italia (2)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/05/la-poesia-di-ricerca-oggi-in-italia-2/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2007/05/05/la-poesia-di-ricerca-oggi-in-italia-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2007 06:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Florinda Fusco]]></category>
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		<category><![CDATA[Laura Pugno]]></category>
		<category><![CDATA[massimo rizzante]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Ostuni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a title="immagine-100.jpg" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/05/immagine-100.jpg"><br />
</a>Casa della Poesia, largo Marinai d’Italia, <strong>Milano</strong><br />
<strong>8 maggio 2007</strong>, ore 21</p>
<p>La poesia di ricerca oggi in Italia (2)</p>
<p><em>A cura di Andrea Inglese </em></p>
<p>Con <strong>Francesco Forlani</strong>, <strong>Florinda Fusco</strong>, <strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Vincenzo Ostuni</strong>, <strong>Laura Pugno</strong>, <strong>Massimo Rizzante</strong>.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/05/05/la-poesia-di-ricerca-oggi-in-italia-2/">La poesia di ricerca oggi in Italia (2)</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="immagine-100.jpg" href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/05/immagine-100.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/05/immagine-100.thumbnail.jpg" alt="immagine-100.jpg" /><br />
</a>Casa della Poesia, largo Marinai d’Italia, <strong>Milano</strong><br />
<strong>8 maggio 2007</strong>, ore 21</p>
<p>La poesia di ricerca oggi in Italia (2)</p>
<p><em>A cura di Andrea Inglese </em></p>
<p>Con <strong>Francesco Forlani</strong>, <strong>Florinda Fusco</strong>, <strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Vincenzo Ostuni</strong>, <strong>Laura Pugno</strong>, <strong>Massimo Rizzante</strong>.</p>
<p><span id="more-3847"></span><br />
Questo incontro si pone come ideale proseguimento dell’esplorazione intorno alle scritture di ricerca in Italia avviata il 23 novembre 2006 sempre alla Casa della Poesia. L’attenzione è portata sopratutto ad autori compresi tra i trenta e i quarant’anni, ossia ad autori con un percorso importante alle spalle, ma il cui lavoro merita una maggiore notorietà, soprattutto nei confronti di un pubblico non specialistico.<br />
Gli autori presenti possono essere associati tra loro secondo tre direttrici di ricerca fondamentali: la pronuncia infantile e straniante di Forlani e Genti, che assume nel primo tratti di plurilinguismo comico e nella seconda figurazioni di fiaba ipermoderna, la relazione tra parola poetica e memoria storica di Ostuni e Rizzante, il quotidiano e l’oggettuale visionari di Fusco e Pugno. Queste direttrici non offrono che punti d’avvio per un ascolto, in quanto ognuno di questi poeti lavora a costituire un vocabolario e un repertorio di forme del tutto personale.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/05/05/la-poesia-di-ricerca-oggi-in-italia-2/">La poesia di ricerca oggi in Italia (2)</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le poe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/09/09/le-poe/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2004/09/09/le-poe/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2004 17:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Genti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><br />
di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p><strong>BISCOTTO SECCO A FORMA DI ANIMALE</strong></p>
<p>fatto con uova di coltivazione<br />
fatto con tuorli senza sapore<br />
con latte a lunga conservazione.</p>
<p>in stampini a forma di leone</p>
<p>di gatto lince zebra e cane<br />
di orso panda mucca alligatore.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/09/09/le-poe/">Le poe</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/archives/beuyslemon.jpg" alt="beuyslemon.jpg" align="left" border="0" height="210" hspace="4" vspace="2" width="190" /><br />
di <strong>Francesca Genti</strong></p>
<p><strong>BISCOTTO SECCO A FORMA DI ANIMALE</strong></p>
<p>fatto con uova di coltivazione<br />
fatto con tuorli senza sapore<br />
con latte a lunga conservazione.</p>
<p>in stampini a forma di leone</p>
<p>di gatto lince zebra e cane<br />
di orso panda mucca alligatore.<br />
<span id="more-565"></span><br />
muto<br />
senza sangue né colore<br />
movimento<br />
o cognizione del dolore.</p>
<p>senza  zucchero<br />
cambiamenti di umore<br />
senza midollo<br />
marrone.</p>
<p>(ma mi piace<br />
la tua confezione<br />
l&#8217;idea<br />
che non sarai mai macellato<br />
inzupparti<br />
e potere pensare<br />
che non soffri<br />
nell&#8217;essere mangiato).</p>
<p>*</p>
<p><strong>DA QUESTA CASA</strong></p>
<p>te ne devi andare.</p>
<p>hai fatto un disastro<br />
non puoi più restare.</p>
<p>hai fatto cadere la torta in cucina<br />
e dialoghi troppo con le piastrelle<br />
non devi cibarti di unghie<br />
tu devi mangiare più vitamina.</p>
<p>sei brutta, lo sai?</p>
<p>e hai fatto una cosa schifosa:</p>
<p>sporcato il vestito<br />
sporcate le gambe<br />
reciso il gambo a una rosa.</p>
<p>vattene allora.</p>
<p>e porta con te le tue cose:</p>
<p>un pezzo di specchio<br />
un pezzo di torta<br />
un pezzo di spina</p>
<p>e un pezzo di corpo<br />
di quand&#8217;eri bambina.</p>
<p>*</p>
<p><strong>OGNI BAMBINA</strong></p>
<p>desidera avere:</p>
<p>A.<br />
uno zaino<br />
che contenga la sua vita:</p>
<p>con pasticche<br />
vitamine<br />
integratori</p>
<p>accessori<br />
per far fronte<br />
alla fatica.</p>
<p>B.<br />
della plastica<br />
per impacchettare:</p>
<p>le sue mani<br />
il cervello<br />
il suo cuore</p>
<p>precauzioni<br />
per cercare di evitare<br />
una morte violenta<br />
per amore.</p>
<p>(una mucca<br />
inutilmente pazza<br />
macellata<br />
a tradimento<br />
in pieno sole).</p>
<p>*</p>
<p><strong>AGOSTO VENALE</strong></p>
<p>tanti cani abbandonati<br />
tanti sassi sui parabrezza</p>
<p>dentro le strade piene di sole.</p>
<p>(e levigate di tristezza).</p>
<p>*</p>
<p><strong>L&#8217;ABITO DA SPOSA</strong></p>
<p>è color uva<br />
pesante<br />
di feltro<br />
autunnale.</p>
<p>è a forma di fragola<br />
e dentro la chiesa<br />
più che le nozze<br />
sembra carnevale.</p>
<p>il sangue<br />
dentro il corpo<br />
è color vino<br />
e scorre a fiumi<br />
nel bicchiere<br />
del cuore.</p>
<p>certe volte<br />
il bicchiere si rompe.</p>
<p>(e dentro la carne<br />
nel profondo delle vene<br />
le schegge di vetro<br />
conficcano strette<br />
insieme al terrore<br />
le gocce indelebili<br />
del succo dell&#8217;amore).</p>
<p>(tratte da: <em>Il vero amore non ha lenocciole</em>, Meridianozero, 2004)</p>
<p>(immagine di Beuys)</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/09/09/le-poe/">Le poe</a></p>
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