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	<title>Nazione Indiana &#187; Francesco Biamonti</title>
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		<title>Face &amp; Book</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 12:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nota al libro di Marino Magliani<br />
<em>La tana degli Alberibelli </em>( ed Longanesi)<br />
di<br />
<strong>Francesco Forlani</strong></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/shipinabottlebyominousbzr4.jpg"></a></p>
<p><em>“Il movimento dignitoso di un iceberg è dovuto al fatto che soltanto un ottavo della sua mole sporge dall’acqua. Uno scrittore che omette le cose perché non le conosce, non fa che lasciare dei vuoti nel suo scritto”<br />
</em><br />
Ernest Hemingway, <strong>Morte nel pomeriggio</strong></p>
<p>Da qualche tempo sulle quarte di copertina o sul risvolto in terza, sorridono beate le facce degli scrittori.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/11/face-book/">Face &#038; Book</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nota al libro di Marino Magliani<br />
<em>La tana degli Alberibelli </em>( ed Longanesi)<br />
di<br />
<strong>Francesco Forlani</strong></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/shipinabottlebyominousbzr4.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/shipinabottlebyominousbzr4-300x234.jpg" alt="shipinabottlebyominousbzr4" title="shipinabottlebyominousbzr4" width="300" height="234" class="aligncenter size-medium wp-image-21392" /></a></p>
<p><em>“Il movimento dignitoso di un iceberg è dovuto al fatto che soltanto un ottavo della sua mole sporge dall’acqua. Uno scrittore che omette le cose perché non le conosce, non fa che lasciare dei vuoti nel suo scritto”<br />
</em><br />
Ernest Hemingway, <strong>Morte nel pomeriggio</strong></p>
<p>Da qualche tempo sulle quarte di copertina o sul risvolto in terza, sorridono beate le facce degli scrittori. Una faccia può talvolta suggerire una poetica, talaltra no, come nel caso di Jack Kerouac la cui faccia d&#8217;angelo poco ricorda l&#8217;epica  <em>on the road</em> che aveva cantato. Con questo non voglio assolutamente proporre una corrispondenza lombrosiana tra il chi è, che faccia ha, e cosa scrive. Però talvolta succede che una tale coincidenza si produca in letteratura, per esempio in Francisco Coloane o in Francesco Biamonti.<br />
<span id="more-21391"></span><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/jack.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/jack-150x150.jpg" alt="jack" title="jack" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-21952" /></a><br />
Talaltra la cosa non succede come quando a detta della stessa protagonista, Erica Jong, autrice di <strong>Paura di volare</strong>,  i giornalisti, credendo di trovarsi di fronte,<em> une femme fatale</em>, furono presi dal panico  al cospetto di una donna media americana, perfino in sovrappeso.<sup><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/11/face-book/#footnote_0_21391" id="identifier_0_21391" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Giiornalisti uomini e non scrittori visto che almeno uno di loro, sicuramente tra i pi&ugrave; grandi ne aveva scritto: &amp;#8220;This book will make literary history&amp;#8230;because of it women are going to find their own voice and give us great sagas of sex, life, joy, and adventure.&amp;#8221;  Di quale scrittore parlo? Henry Miller, naturalmente.">1</a></sup><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/Francisco-Coloane-Descontexto.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/Francisco-Coloane-Descontexto-150x150.jpg" alt="Francisco Coloane - Descontexto" title="Francisco Coloane - Descontexto" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-21953" /></a><br />
Sull’ultimo libro di Marino Magliani,<strong> La tana degli Alberibelli</strong>, c’è soltanto una stringatissima nota biografica, e nient’altro. Solo chi ha  la fortuna di conoscerlo e frequentarlo potrà stabilire la <em>liaison dangereuse</em> tra faccia e libro, per ritrovare una corrispondenza tra pagina e vita.<br />
Ci sono degli scritti che appartengono al paesaggio, indissolubilmente. Così fu la Patagonia di Coloane  o la Liguria di Biamonti, a tal punto che sarebbe stato impensabile, per quei libri, una differente situazione. Perché si conoscono a fondo, veramente, solo quelle realtà  a cui si appartiene, a tal punto che ogni storia e scrittura non possono realizzarsi che per sottrazione piuttosto che per aggiunta. Si sanno così tante cose che una storia, e men che meno la pagina di un libro, difficilmente potrà contenerle tutte.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/1.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/1-150x150.jpg" alt="1" title="1" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-21954" /></a><br />
Ecco allora che permane nonostante l’esilio che autori del genere decidono di vivere – Marino Magliani vive in Olanda da un bel po’ di anni &#8211;  una massa incalcolabile di storie, informazioni, esperienze, sapori, di un territorio che si credeva di aver abbandonato per sempre, riemergano sollecitate da un fatto di cronaca, da un moto di rivolta verso chi vorrebbe distruggere ogni cosa o paesaggio che sia. E nella deriva di un tale corpo, sospeso tra mare del Nord e Mediterraneo, in un movimento inesorabile e lento, la scrittura, ma sarebbe più opportuno dire, la poetica, di Marino procede.<br />
Il passo è del romanziere – altro che scrittore di racconti come un tale critico si è permesso di dire &#8211; e la cartografia utilizzata dal personaggio chiave, viene annunciata attraverso l’intestazione di ogni capitolo. Ora è Sorba, poi le Schiarite, Leive, Santaleula, Crinale Pistone, tra nomi di luoghi riconoscibilmente veri, tutte comprese nel primo incipit che recita : al largo della costa ligure.<br />
Un al largo da intendersi qui come alla giusta distanza, e soprattutto in senso contrario ovvero non verso il mare, come il termine lo suggerisce, ma al di qua, nell’entroterra. Così le storie che si intrecciano su tre archi temporali disegnati dai personaggi, i due disertori di Marengo che nascondono in una grotta, la tana degli Alberibelli, un tesoro, i partigiani che tra quelle rupi, cicatrici hanno lasciato le proprie ferite ancora aperte e Jan Martin, il protagonista che esplora ognuno di questi tempi e luoghi per  raccogliere le prove di un eccidio in corso, ovvero la trasformazione della vocazione di un porto di pescherecci in un mostro denominato turismo e  affari. Jan Martin Van der Linden, agente del Bureau antifrode europeo, indaga soltanto sulle illegalità finanziarie collegate alla costruzione del “più grande porto del Mediterraneo” ma alla fine del suo viaggio, moderno Candide assetato di verità, così come il lettore, scoprirà molto di più .<br />
Un residuo, appunto che spetterà al lettore di “capire”, ovvero tutto quello che si intuisce che l’autore abbia saputo un giorno e che respira attraverso i personaggi della sua storia.</p>
<p><em>Le dita si fermarono appena sulla tastiera e ripresero:</p>
<p>Ti ricordi quando da ragazzo mi portavi sulla spiaggia di IJmuiden ed entravamo nei bunker abbandonati?</p>
<p>“Ti chiedevo cosa significa essere abbandonati…” pensò ma non lo scrisse.<br />
</em><br />
Marino  Magliani,<a href="http://images.google.com/imgres?imgurl=http://retroguardia2.files.wordpress.com/2009/03/alberibelligrande.jpg&#038;imgrefurl=http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/03/13/a-tana-degli-alberibelli-di-marino-magliani/&#038;usg=__GiL5dpagqdomTC3_tcTzaoOkutU=&#038;h=250&#038;w=169&#038;sz=41&#038;hl=it&#038;start=4&#038;sig2=IzJuPN7f257aFx8q3HQxLg&#038;um=1&#038;tbnid=u1JeH06gwppodM:&#038;tbnh=111&#038;tbnw=75&#038;prev=/images%3Fq%3Dmarino%2Bmagliani%2Btana%2Bdegli%2Balberibelli%26hl%3Dit%26client%3Dsafari%26rls%3Dit-it%26sa%3DN%26um%3D1&#038;ei=pM6fSvK6IdPFsAa-itQZ"> La tana degli Alberibelli</a>, p 27</p>
<p><strong>Nota</strong><br />
Nelle foto sono ritratti nell&#8217;ordine, Jack Kerouac, Francisco Coloane e Francesco Biamonti.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/11/face-book/">Face &#038; Book</a></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_21391" class="footnote">Giiornalisti uomini e non scrittori visto che almeno uno di loro, sicuramente tra i più grandi ne aveva scritto:<em> &#8220;This book will make literary history&#8230;because of it women are going to find their own voice and give us great sagas of sex, life, joy, and adventure.&#8221; </em> Di quale scrittore parlo? Henry Miller, naturalmente.</li></ol><hr/><p>Related posts:<ol>
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		<title>(non solo) Genova per noi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 09:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
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<p>su &#8220;<strong>La Liguria nero su bianco.</strong>&#8221; ( Il Foglio Letterario )<br />
di<br />
Marino Magliani</p>
<p>Un narratore ligure, progettando di raccontare la sua terra, e provando dunque a distinguerne i multipiani, che sono mille, da quello delle terrazze all&#8217;opaco, terrazze di gola, a quello dei costoni esposti, degli spuntoni sulle mulattiere che servivano da posatoio, dei fondovalle, dei tetti, non dovrebbe utilizzare il termine Liguria verticale.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/non-solo-genova-per-noi/">(non solo) Genova per noi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WubDzON1Vx4&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WubDzON1Vx4&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>su &#8220;<strong>La Liguria nero su bianco.</strong>&#8221; ( Il Foglio Letterario )<br />
di<br />
Marino Magliani</p>
<p>Un narratore ligure, progettando di raccontare la sua terra, e provando dunque a distinguerne i multipiani, che sono mille, da quello delle terrazze all&#8217;opaco, terrazze di gola, a quello dei costoni esposti, degli spuntoni sulle mulattiere che servivano da posatoio, dei fondovalle, dei tetti, non dovrebbe utilizzare il termine Liguria verticale.<br />
Non esiste una Liguria verticale, nel senso che se la si guarda dal basso verso l&#8217;alto, la Liguria si vedrà obliqua, e dall&#8217;alto verso il basso é lo stesso, una Liguria obliqua. Per vederla verticalmente dall&#8217;alto si dovrebbe ripetere il gesto aereo di quel grande narratore, il quale sostiene che per ottenere un punto di vista verticale occorre aprire una botola nel ventre dell&#8217;aereo e guardare giù. Per ultimo non si guardarebbe mai la stessa cosa perché l&#8217;aereo si sposta.<br />
<span id="more-5968"></span><br />
Nel guardarla obliquamente dal basso, si possono cominciare a fare distinzioni, di luce, di colori.<br />
Ad esempio, il fondovalle solitamente é fatto di tre cose, che sono paesi, orti e torrenti. Dunque tetti lungo i corsi, canneti gialli, con intonaci lungo gli asfalti e sopra gli intonaci ardesie grige e tegole rosse.<br />
E orti di una verdura in eterna ombra. Poi vigne e ulivi sbiaditi, ma qui si risale già il costato, e allora si vedono altre cose, si intuisce una luce di mare. Infine sono querce, roverelle, e prati di altura con scogliere affioranti.<br />
Ma sono cose stradette. Cose che non si possono più dire.<br />
L&#8217;unica maniera per provare a raccontare i multipiani liguri, allora é decidere di provarci con un&#8217;antologia. Ecco i multipiani. Ecco le frontiere, quelle legali, create dagli eserciti, quelle liquide create dalla luna, quelle delle memoria create dai nostri padri che ci supplicavano di girar le spalle alla mondanità delle spiagge e ci mostravano la salvezza salvifica della fatica, della ruralità.<br />
Puó anche succedere che tra i racconti dell&#8217;antologia ve ne siano di ambientati su spiagge e piazze slave. L&#8217;operazione resta intatta e molto valida. Raccontare il mondo guardandolo dalla Liguria, ecco, l&#8217;abbiamo spiegato il progetto. E allora si vedono le cose diversamente, si cambia passo. E&#8217; un po&#8217; come quando in Liguria l&#8217;estate, un tempo &#8211; ma forse ancora adesso &#8211; si riconoscevano dal passo le donne che scendevano dalla pianura. Oppure, é un po&#8217; come se vi fermate a parlare in città con qualcuno abituato alla mulattiera. </p>
<p>Ne noterete la posizione incerta, un stare eretti con un non so che di provvisorio, come se ad ogni momento costui stesse per scapparvi e abbrivare la rampa.<br />
E&#8217; inutile, il ligure, o non ligure, che scrive dalla Liguria é condannato alla dolcezza delle frontiere e a non raggiungerla mai.<br />
<em>La Liguria nero su bianco </em>( <strong>Il Foglio Letterario</strong>, 12 euro ) é una raccolta di 8 racconti.<br />
Uno degli scrittori é <strong>Francesco Biamonti</strong>, scomparso nel 2001, la voce più alta che questa terra pietrosa e appesa ci abbia mai dato. Il suo racconto, <em>La fiaba del vino e del cielo,</em> é un&#8217;immersione nel terreno odorante delle cantine liguri, che conservano molto più del vino.<br />
C&#8217;é un&#8217;atmosfera noir invece in <em>Morte al casinó</em>. E naturalmente é un racconto ligure anche <em>La nuova alba di un bancario ligur</em>e, mentre <em>Dunja</em> é ambietato in una cittadina turistica della costa croata.<br />
<em>Anafora</em>, narra un labirinto geniale. Se in <em>Dunja</em> l&#8217;incontro che avviene é dolcissimo, in <em>L&#8217;appuntament</em>o abbiamo la durezza della vita.<br />
Poi abbiamo le belle pagine del <em>Santo e la vittoria,</em> dell&#8217;<em>Inquilina</em> e infine <em>Averti fra le braccia</em> che racconta pezzi di tempo e di strade liguri, degli anni &#8217;80.<br />
Gli autori sono <strong>Alessandro Troisi</strong>i, che vive  a Ventimiglia, saggista e autore , <em>Il serpente,</em> e <em>La lanterna di Diogene</em> ( Il Foglio Letterario ), curatore dell&#8217;antologia.<br />
<strong>Enzo Barnabà</strong>, francesista, ha vissuto parecchio tempo in Africa, autore di <em>Dietro il Sahara </em><br />
( Philobiblon ) e di un romanzo, <em>Le ventre du pythion,</em> per ora uscito solo in Francia, per Editions de L&#8217;aube.<br />
<strong>Andrea B. Nardi</strong>, vive tra Savona e Montecarlo, giornalista, narratore e saggista. E&#8217; autore del romanzo <em>Ecce deus</em> ( Robin ) ed é in uscita un suo saggio, <em>Altri dei,</em> per l&#8217;editore Eumeswil. (<em>E&#8217; un pazzo scatenato e per questo gli voglio bene, nota del postatore</em> effeffe)<br />
<strong>Fabio Beccacini</strong>, regista e narratore, per il Foglio Letterario ha pubblicato il noir <em>Via del campo</em>.<br />
<strong>Andrea Becca</strong>, vive a Bordighera, giornalista, traduttore e romanziere. I suoi lavori ( <em>I segreti dei Giardini Hambury,</em> e <em>L&#8217;ultimo enigma di Aprosio di Ventimiglia </em>) sono usciti per l&#8217;editore Frilli.<br />
<strong>Stefania Ponzone</strong>  e <strong>Marco Timossi</strong>, sono tra l&#8217;altro gli autori del bel saggio <em>Batman la maschera e il volto</em>.<br />
E infine <strong>Marco Vallarino</strong>, giornalista e narratore, che ha scritto racconti per L&#8217;Unità, Alacran, Coniglio, autore del noir <em>Ombre,</em> ( Dominici editore ) e direttore artitistico di Mare Noir.<br />
La prima nazionale dell&#8217;antologia avrà luogo a Imperia, anzi a <strong>Porto Maurizio</strong>, durante la Fiera del libro, il 2 giugno alle ore 15.<br />
ps<br />
<em>Noi ci saremo.</em> (effeffe)</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/22/non-solo-genova-per-noi/">(non solo) Genova per noi</a></p>
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