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	<title>Nazione Indiana &#187; genocidio</title>
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		<title>Lettera aperta agli scrittori di tutto il mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> di <strong>Khaled Khalifa</strong></p>
<p>[<em>Pubblico questo disperato appello che ci giunge dalla Siria, di Khaled Khalifa. La lettera, datata lunedì 6, è stata tradotta in inglese, francese, spagnolo, cinese, norvegese e albanese. Viene tradotta per la prima volta in italiano grazie all'alacre impegno e passione di Barbara Teresi, che qui ringrazio.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/02/09/lettera-aperta-agli-scrittori-di-tutto-il-mondo/">Lettera aperta agli scrittori di tutto il mondo</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/02/khaled-khalifa.jpg" alt="" title="khaled-khalifa" width="202" height="267" class="alignleft size-full wp-image-41639" /> di <strong>Khaled Khalifa</strong></p>
<p>[<em>Pubblico questo disperato appello che ci giunge dalla Siria, di Khaled Khalifa. La lettera, datata lunedì 6, è stata tradotta in inglese, francese, spagnolo, cinese, norvegese e albanese. Viene tradotta per la prima volta in italiano grazie all'alacre impegno e passione di Barbara Teresi, che qui ringrazio.</em> G.B.]</p>
<p>Amici, scrittori e giornalisti di ogni parte del mondo, e specialmente voi che vi trovate in Cina e in Russia, vorrei mettervi al corrente del fatto che il mio popolo si trova a fronteggiare un genocidio.<br />
Da una settimana a questa parte le forze del regime siriano hanno intensificato i loro attacchi alle città insorte, e in particolare Homs, Zabadani, Rastan, la provincia di Damasco, Madaya, Wadi Barada, Figeh, Idlib e i paesini del Monte Zawiya. Durante questa settimana, e fino ad ora, mentre vi scrivo queste righe, sono caduti più di mille martiri, tra cui molti bambini, e centinaia di case sono crollate addosso ai loro abitanti.<br />
La cecità di cui soffre il resto del mondo ha incoraggiato il regime a cercare di far piazza pulita della rivoluzione pacifica in Siria con una brutalità senza eguali. L’appoggio di Russia, Cina e Iran, e il silenzio del resto del mondo nei confronti dei crimini perpetrati alla luce del sole, hanno consentito al regime di decimare il mio popolo durante gli ultimi undici mesi, ma in quest’ultima settimana, dal 2 febbraio a oggi, i segni della carneficina si sono fatti più evidenti.<br />
Quella delle centinaia di migliaia di siriani scesi per le strade delle loro città e dei loro paesi la notte del massacro di Khalidiyya, tra venerdì e sabato scorsi, con le mani alzate in preghiera, in lacrime, è una scena che spezza il cuore e richiama l’attenzione del mondo sulla tragedia umanitaria siriana. È altresì un’esternazione chiara, senza veli, del nostro sentirci orfani, abbandonati dal mondo, mentre i politici si limitano a vane parole e sanzioni economiche che non fermano gli assassini né trattengono i carri armati imbrattati di sangue.<br />
Il mio popolo, che ha affrontato la morte a torso nudo, armato di soli canti, in questo preciso momento si trova a fronteggiare una campagna di genocidio: le nostre città ribelli sono soggette a uno stato d’assedio senza precedenti nella storia delle rivoluzioni, un assedio che impedisce al personale medico di prestare soccorso ai feriti, mentre gli ospedali da campo vengono bombardati a sangue freddo e distrutti. Non è consentito l’ingresso alle organizzazioni umanitarie, le comunicazioni telefoniche sono interrotte, cibo e medicine sono bloccati, al punto che il contrabbando di una sacca di sangue o una compressa di paracetamolo nelle zone sotto assedio è considerato un reato punibile con la detenzione nelle carceri per prigionieri politici, teatri di torture i cui dettagli, se mai un giorno doveste venirne a conoscenza, vi impressionerebbero.<br />
Nel corso della sua storia moderna, il mondo non ha mai visto un coraggio e un valore come quelli mostrati dai rivoluzionari siriani nelle nostre città e nei nostri paesi. Così come non ha mai assistito prima d’ora a una connivenza e un silenzio simili, che ormai possono essere considerati alla stregua di complicità nello sterminio della mia gente.<br />
Il mio popolo è un popolo di pace, di caffè e musica che mi auguro un giorno possiate gustare anche voi, e di rose di cui spero possiate sentire il profumo, affinché sappiate che il cuore del mondo è oggi vittima di un genocidio e che il modo intero è complice nello spargimento del nostro sangue.<br />
Non riesco a spiegare nulla di più in questi momenti cruciali, ma spero di avervi esortati a mostrare la vostra solidarietà al mio popolo con i mezzi che riterrete più opportuni. So che la scrittura è impotente e nuda di fronte al frastuono dei cannoni, dei carri armati e dei missili russi che bombardano città e civili inermi, ma non mi va che anche il vostro silenzio sia complice dello sterminio del mio popolo.  </p>
<p><strong>Khaled Khalifa</strong> <em>è nato ad Aleppo nel 1964. È romanziere, poeta e sceneggiatore per la TV e il cinema. Nel 2008 il suo romanzo </em>Elogio dell’odio<em>, in Italia edito da Bompiani, è entrato a far parte della rosa dei finalisti dell’International Prize for Arabic Fiction, il più importante riconoscimento letterario nel mondo arabo. Il romanzo, censurato in patria, è stato tradotto in molte lingue.</em> </p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2012/02/09/lettera-aperta-agli-scrittori-di-tutto-il-mondo/">Lettera aperta agli scrittori di tutto il mondo</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Srebrenica 2009 appunti su un genocidio 24-25/1 Olginate LC</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 06:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/img_7886.jpg"></a></p>
<p>Un evento dedicato, in occasione della Giornata della Memoria 2009, al ricordo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica">genocidio</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Srebrenica">Srebrenica</a> (luglio 1995) e delle guerre balcaniche degli anni &#8217;90.</p>
<p>Sabato 24 gennaio 2009 ore 21.00 e domenica 25 gennaio 2009 dalle ore 11.00 a <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=Olginate+LC,+Italia&#38;sll=45.786741,9.366407&#38;sspn=0.034834,0.061283&#38;ie=UTF8&#38;g=Olginate+LC,+Italia&#38;s=AARTsJqZ2Y6n4sKLcRW1kC_IQB1q6ZDwSg&#38;view=map">Olginate (Lecco)</a><br />
</p>
<blockquote cite="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica"><p>Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.</p>&#8230;</blockquote><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/22/srebrenica-2009-appunti-su-un-genocidio-24-251-olginate-lc/">Srebrenica 2009 appunti su un genocidio 24-25/1 Olginate LC</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/img_7886.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13350" title="img_7886" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/img_7886.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p>Un evento dedicato, in occasione della Giornata della Memoria 2009, al ricordo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica">genocidio</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Srebrenica">Srebrenica</a> (luglio 1995) e delle guerre balcaniche degli anni &#8217;90.</p>
<p>Sabato 24 gennaio 2009 ore 21.00 e domenica 25 gennaio 2009 dalle ore 11.00 a <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Olginate+LC,+Italia&amp;sll=45.786741,9.366407&amp;sspn=0.034834,0.061283&amp;ie=UTF8&amp;g=Olginate+LC,+Italia&amp;s=AARTsJqZ2Y6n4sKLcRW1kC_IQB1q6ZDwSg&amp;view=map">Olginate (Lecco)</a><br />
<span id="more-13349"></span></p>
<blockquote cite="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica"><p>Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.</p>
<p>È considerato uno dei più sanguinosi stermini di massa avvenuti in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale: secondo fonti ufficiali le vittime del massacro furono circa 7.800, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica">Wikipedia</a></p></blockquote>
<p>Programma<br />
Sabato 24 gennaio 2009 &#8211; ANTEPRIMA ore 21.00 &#8211; Cinema Jolly, <a title="carta geografica" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=via+Don+Gnocchi+13,+Olginate&amp;sll=45.800517,9.415137&amp;sspn=0.009873,0.021629&amp;g=Piazza+Marchesi+d%27Adda,+Olginate&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.800249,9.412086&amp;spn=0.009873,0.021629&amp;z=16&amp;iwloc=addr">via Don Gnocchi 13</a><br />
Proiezione del film-documentario <a href="http://www.cinemaitaliano.info/ratanecebiti">RATA NECE BITI! (Non ci sarà la guerra) di Daniele Gaglianone</a></p>
<p>Domenica 25 gennaio 2009 ore 11.00 &#8211; Villa Sirtori, <a title="carta geografica" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Piazza+Marchesi+d%27Adda,+Olginate&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=45.688268,88.59375&amp;ie=UTF8&amp;z=16&amp;iwloc=addr">piazza Marchesi d’Adda</a><br />
Inaugurazione mostra fotografica “Srebrenica 1995-2007: 12 anni dopo“.<br />
ore 14.00 &#8211; Cinema Jolly<br />
Visione del film “Inventario Balcanico” ed intervento di Federico Rossin, critico cinematografico.</p>
<p>ore 16.00 &#8211; Sala consiliare, <a title="carta geografica" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Piazza+Roma,+Olginate&amp;sll=45.800249,9.412086&amp;sspn=0.009873,0.021629&amp;g=via+Don+Gnocchi+13,+Olginate&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.801685,9.411871&amp;spn=0.009873,0.021629&amp;z=16&amp;iwloc=addr">piazza Roma</a><br />
Conferenza storica: “Frammenti del conflitto in Bosnia-Erzegovina” Relatori:<br />
* Michele Nardelli, Responsabile delle Relazioni Internazionali di Osservatorio sui Balcani<br />
* Luca Rosini, regista e giornalista</p>
<p>ore 19.00 &#8211; Villa Sirtori<br />
Aperitivo balcanico.</p>
<p>ore 19.30 &#8211; Villa Sirtori<br />
Concerto dei Circo Abusivo.</p>
<p>ore 21.00 &#8211; Cinema Jolly<br />
“A come Srebrenica”. Spettacolo teatrale di e con Roberta Biagiarelli.</p>
<p>Organizzato da <a href="http://www.srebrenica2009.org/dinamo-culturale/">Associazione Dinamo Culturale</a> con il patrocinio di <a href="http://www.osservatoriobalcani.org/">Osservatorio sui Balcani</a>, Comune di Olginate, Provincia di Lecco e<a href="http://www.lescultures.it/f"> Les cultures</a>.</p>
<p>La fotografia &#8220;Due bambini dentro l&#8217;Hotel Domàvia&#8221; è di Luca Cicchello 2007 ed è tratta dalla <a href="http://www.srebrenica2009.org/2008/12/mostra-fotografica/">mostra fotografica</a> anticipata sul sito degli organizzatori.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/22/srebrenica-2009-appunti-su-un-genocidio-24-251-olginate-lc/">Srebrenica 2009 appunti su un genocidio 24-25/1 Olginate LC</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Di-mostrare l&#8217;orrore</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Ci sto pensando da alcuni giorni &#8211; dopo aver seguito la discussione a <a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/">questo </a>post &#8211; non ho il modo di articolare come vorrei, ma ora che trovo il tempo scrivo quanto meno questi appunti di getto.<br />
C&#8217;è come una evidenza basica: le fotografie di guerra, la guerra, la mostrano.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/17/di-mostrare-lorrore/">Di-mostrare l&#8217;orrore</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Ci sto pensando da alcuni giorni &#8211; dopo aver seguito la discussione a <a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/">questo </a>post &#8211; non ho il modo di articolare come vorrei, ma ora che trovo il tempo scrivo quanto meno questi appunti di getto.<br />
C&#8217;è come una evidenza basica: le fotografie di guerra, la guerra, la mostrano. Il &#8217;900 esiste nella nostra coscienza come un macigno perché esiste un numero sterminato di fonti visive -filmati, fotografie- che travalicano le fonti orali o scritte. Dirlo, raccontarlo, descriverlo, non è come vederlo. Certo, esiste una retorica dell&#8217;immagine. Certo esiste un uso propagandistico delle fotografie. Ma le foto sono lì. Si vedono. Io le ho viste tutte e le vorrò vedere ancora.</p>
<p>Perché la Turchia non può negare i morti del genocidio armeno. Si vedono.<br />
 <span id="more-13358"></span><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/bimboarmeno1.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/bimboarmeno1.jpg" alt="" title="bimboarmeno1" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13365" /></a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/fossarmena.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/fossarmena.jpg" alt="" title="fossarmena" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13367" /></a></p>
<p>Perché se abbiamo visione dell&#8217;orrore di Aushwitz lo dobbiamo a queste foto. Quelle che mi hanno riempito di sgomento quando le ho viste da ragazzo. Quella evidenza basica che nessun negazionista può frantumare con le sue deliranti congetture.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/aushwitz1.bmp"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/aushwitz1.bmp" alt="" title="aushwitz1" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13372" /></a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/auschwitz2.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/auschwitz2-150x150.jpg" alt="" title="auschwitz2" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13374" /></a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/auschwitz3.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/auschwitz3.jpg" alt="" title="auschwitz3" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13376" /></a></p>
<p>Perché a Dresda, dichiarata &#8220;città aperta&#8221;, c&#8217;erano persone, innanzitutto, prima ancora che il barocco del nord.</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/dresden.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/dresden-150x150.jpg" alt="" title="dresden" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13377" /></a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/dresden2.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/dresden2.jpg" alt="" title="dresden2" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13378" /></a></p>
<p>Perché i bimbi piangono nello stesso modo, pure a Hiroshima. I bimbi piangono in tutte le guerre. E muoiono.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/hiroshima.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/hiroshima-150x150.jpg" alt="" title="hiroshima" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13379" /></a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/hiroshima-1945.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/hiroshima-1945.jpg" alt="" title="hiroshima-1945" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13380" /></a></p>
<p>E fuggono, si disperano. Come nel Vietnam.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/vietcong001.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/vietcong001-150x150.jpg" alt="" title="vietcong001" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13381" /></a><br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/viet.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/viet.jpg" alt="" title="viet" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13383" /></a></p>
<p>Sono persone che muoiono, non nemici. Queste foto toccano davvero la coscienza. Almeno: la mia la toccano. Di-mostrano la guerra, nella sua prevaricazione fattiva, non come elegante strategia di generali che muovono le pedine del risiko. È sangue e carne la guerra. È oscena, la guerra.<br />
Le fotografie, in realtà, edulcorano l&#8217;oscenità. La impacchettano in uno scatto. Persino il voyerismo implicito (qualcuno dice pornografico) di questi scatti è nulla di fronte all&#8217;assurdo. Noi non siamo lì. </p>
<p>Non siamo a My Lai, il 16 marzo del 1968<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/my-lai-1.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/my-lai-1-150x150.jpg" alt="" title="my-lai-1" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13384" /></a></p>
<p>Non siamo in Ruanda<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/ruanda.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/ruanda-150x150.jpg" alt="" title="ruanda" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13385" /></a></p>
<p>Non siamo a Srebrenica<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/srebrenica.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/srebrenica-150x150.jpg" alt="" title="YUGOSLAVIA BOSNIA" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13386" /></a></p>
<p>Eppure troviamo insostenibile questa accozzaglia di pixel colorati. Sono vaghi riflessi, piccoli abbagli, in confronto alla massa infuocate del sole, eppure ci accecano.<br />
Perché chi prevarica, in una guerra, chi ne accetta la logica, chi ne fa una fede, deve oscurare la verità. Perché è oscena. Acceca.<br />
Però è più difficile scrivere la storia, per i vincitori, con questi documenti. Ed infatti i vincitori, prima di tutto, vogliono che questi documenti non si vedano. Che i testimoni tacciano. E se non tacciono si uccidono come Anna Politkovskaja.<br />
Infatti le foto della Cecenia non volevano farcele vedere.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/cecenia.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/cecenia-150x150.jpg" alt="" title="cecenia" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13387" /></a></p>
<p>E il regime di Saddam poteva gasare le popolazioni curde, tanto non le vedevamo.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/iraqwarchem5.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/iraqwarchem5-150x150.jpg" alt="" title="iraqwarchem" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13388" /></a></p>
<p>Perché nessuno, oggi, per strada, rimugina sulla clamorosa bugia mediatica delle armi di distruzione di massa (che non c&#8217;erano) in Irak come giustificazione di una guerra. E chi stava con Bush può persino trovare un modo, a parole, per giustificare, strategicamente, come col risiko, la sua scelta. Ma tutti hanno visto questa foto. E come puoi giustificare la tortura, quando la vedi?<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/tortureiraq7.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/tortureiraq7-150x150.jpg" alt="" title="tortureiraq7" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13389" /></a></p>
<p>Come puoi &#8220;strategicamente&#8221; giustificare questa foto?<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/guerra-iraq.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/guerra-iraq-150x150.jpg" alt="" title="guerra-iraq" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13390" /></a></p>
<p>Qualcuno ha detto che i morti vanno rispettati. Io penso che i vivi debbano essere rispettati. Bisogna che nessuno cada vittima di una guerra, e la basica evidenza di una foto può muovere più di articolati discorsi (sono retorico? Forse. Forse avrei dovuto semplicemente mettere in sequenza tutte queste foto. Punto.)<br />
Ché, per dirla con Roberto Saviano, la morte fa schifo. Ma non raccontarla, la guerra, non mostrarla, fa ancora più schifo. Come la guerra che abbiamo combattuto a casa nostra, che combattiamo.</p>
<p>La guerra mafiosa.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/giudice-terranova.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/giudice-terranova-150x150.jpg" alt="" title="giudice-terranova" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13391" /></a></p>
<p>La guerra camorrista.<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/morto-di-camorra-ad-arzano.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/morto-di-camorra-ad-arzano-150x150.jpg" alt="" title="morto-di-camorra-ad-arzano" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13392" /></a></p>
<p>Io le ho viste tutte le foto. Siamo tutti testimoni, non possiamo più tirarci indietro.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/17/di-mostrare-lorrore/">Di-mostrare l&#8217;orrore</a></p>
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