di Giacomo Sartori
adesso esci da me
scendi i gradini
scarruffati dal maestrale
pesta quella sabbia
(quante spiagge
mano nella mano!)
inala l’aria salata
le espettorazioni
della risacca
ti sono sempre
piaciute tanto
abita la tua vita
non dimenticare
non ne potevi più
ripetiti
le frasi insopportabili
e l’astio dei gesti
dismetti l’amore
ormai avariato
(perché resta solo
la nostalgia?)
per tanti anni
siamo stati
bimbi adulti
(discoli e
temibili)
ora siamo
bimbi vecchi
non possiamo più
giocare assieme
dobbiamo cavarcela
ognuno da solo
adesso aiutami
devo fare a meno
dei tuoi sorrisi
(struggenti pozzi
di calce viva)
della tua libertà
(certo selvaggia)
del tuo feroce
attaccamento
a me
accogli pure tu...
Francesco Forlani, Andrea Inglese, Giacomo Sartori e Giuseppe Schillaci, ossia Il Cartello, hanno curato su invito di Luigi Grazioli un intero numero di "Nuova Prosa", il 69. Presentiamo qui le ultime tre voci dell'editoriale scritto a otto mani e la nostra nota introduttiva sulle modalità di realizzazione del numero.
EDITORIALE A PIÙ VOCI
MANDATO SOCIALE (A. I.)
Oggi si tende a fare questo ragionamento: una volta gli scrittori (narratori, poeti, drammaturghi) avevano...
Francesco Forlani, Andrea Inglese, Giacomo Sartori e Giuseppe Schillaci, ossia Il Cartello, hanno curato su invito di Luigi Grazioli un intero numero di "Nuova Prosa", il 69. Presentiamo qui le prime tre voci dell'editoriale scritto a otto mani e il sommario del numero.
EDITORIALE A PIÙ VOCI
FRONTIERA (G. Schillaci)
I luoghi sono unici e diversi, simili, mai uguali. Perché sono tagliati, amputati, circoscritti, e limitati da un quadro, una prospettiva, una...
Vi aspettiamo alla Festa di NazioneIndiana 2018! Quest'anno si terrà sabato 27 ottobre dalle 16.30 e domenica 28 ottobre dalle 10 alle 12 ed è stata organizzata in collaborazione con l'Associazione C.A.R.M.E.
di Giacomo Sartori
In Prima che te lo dicano gli altri di Marino Magliani (uscito da poco per Chiarelettere) un protagonista di un’età non facilmente precisabile, scopriamo poi che ha cinquant’anni, vive in un piccolo paese di una valle della Liguria. Acquista all’asta un rudere, perché lì ha vissuto moltissimi anni prima l’argentino che proprio in quella casa, e per una estate, gli ha dato ripetizioni e si è occupato...
di Giacomo Sartori
https://www.youtube.com/watch?v=fllO7u1jHdo
Duemila e cinquecento anni fa i nostri eminenti filosofi hanno deciso che gli animali non hanno cervello, o insomma non lo sanno usare, e noi ce ne siamo subito convinti, mettendo a tacere i pochi, per esempio Plutarco e più tardi quel poverello di San Francesco, che osavano insinuare il contrario. E visto che non avevano cervello, o insomma non lo usavano, nei tempi più ravvicinati abbiamo...
di Giacomo Sartori (fotogrammi: film di Trapani-Sartori)
Si dà per scontato che l’età della gente
aumenti mano a mano
cambi di continuo
ciò contraddice la fisica quantistica
e più semplicemente
l’esperienza di tutti i giorni:
ognuno ha la sua età
fissa e immutabile
se la porta appresso
mese dopo mese
anno dopo anno
C’è chi è un bamboccio d’otto anni
e lo sarà sempre
chi è sempre stato un vegliardo
chi una ragazzona
I denti spuntano e cascano
i capelli s’infoltiscono e si diradano
gli stili vestimentari...
di G.
Hai un acquitrino
sotto il pancino
hai un acquitrino
ben periglioso
le dita slittano
non ce la fanno
a ripartire
(nemmeno
se faccio leva
con la bocca
se chiedo aiuto
al tuo fiato)
Quando la voglia
quando la voglia
t’attanaglia
gli occhi
d’acqua verde
ti stropicci
le narici
strizzi e torci
la bocca
la tua faccia
di bimba adulta
si squaglia
sulla battigia
dell’ossitocina
(dove corre
corre corrivo
il nostro amore)
Cosa fai
cosa fai
ti masturbi?
hai chiesto
mi tocco un po’
mentre ragioniamo
del nostro rapporto
tanto asimmetrico
e tanto tenero
ho risposto
Sul davanti
sul davanti
ti sporgono
due birilli
birichini
due sferette
fiere
deliziosamente
impiccione
per non dire
esibizioniste
(arroccate
su collinette
ergonomiche:
precise precise
per la...
di Giacomo Sartori
(Questo testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e ora nel numero 68 di “Nuova Prosa” col titolo Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano.)
Il mio quinto romanzo, l’ultimo venuto, è stato rifiutato da tutti gli editori, come del resto i precedenti. E non parliamo delle raccolte di racconti, che sarebbero la mia...
di Giacomo Sartori
facce affacciate (alle facciate)
facce affaccendate (alle faccende)
facce sfaccendate
facce sfaccettate
facce sfatte
facce fascinose
faccine facinorose
facce fasciste
facce fasciate
facce sfasciate
facce che guardano in faccia
facce che non guardano in faccia nessuno
facce che non hanno la faccia
facce che hanno due facce
visi invisibili
visi visibili
visi viscidi
visi risibili
visi invivibili
visi imbevibili
visi virginali
visi virgiliani
visi virali
visi virulenti
visi purulenti
facce da culo
facce da mulo
facce mulatte
facce culattone
facce da rinculo (al poligono di tiro)
facce da paraculo
facce fantastiche
facce fantasticanti
facce fantasmatiche
facce da fantasma
facce fantasiose
facce fantascientifiche
facce in...
Cose mai viste (le riviste)
di Francesco Forlani
Ci saranno performance, musica improvvisata, reading, convivialità, conversations, preferendo questo termine, civile, a quello di dibattito generalmente stantio come l’acqua nelle caraffe posate sul tavolo dei relatori. Le feste di Nazione Indiana sono state e saranno questo. A Fano faremo come a Milano, Mesagne, Pistoia, Torino, Parigi, Fos’di Novo, Bolzano, dunque non mancate.
Scrivere storie di Storia (letture e riflessioni)
di Giacomo Sartori
I confini tra i testi degli storici e le narrazioni dei romanzieri sono ora molto meno netti di quanto lo fossero in passato. Pur nelle nette differenze di metodo e di finalità, i contributi vicendevoli sono innegabili, e i territori in comune numerosi.
Nella sua storia lunga ormai ben 14 anni Nazione Indiana ha pubblicato più di 10.000 articoli di critica, racconti, poesia, traduzione di inediti e saggistica con quasi 150.000 commenti dei lettori, spesso in appassionate e agguerrite discussioni. La Redazione, composta attualmente da 25 membri, vivendo in uno spazio virtuale fra Italia, Francia, Inghilterra e America, dal 2010 ogni anno sente il bisogno di organizzare un evento festa-convegno, per...
di Giacomo Sartori
vedi com’è
com’è la vita
la vita vissuta
nel chiuso di muri
taggati di ricordi
(frasi impiccate
penzolanti nel vuoto
e sorrisi fossili)
ora son io che vado
vado via
via da me stesso
anche se
anche se
in queste cose
mai si sa
chi va
per restare
e chi resta
(essendo cacciato)
per far sloggiare
chi va per far restare
chi ama e chi detesta
chi ama e detesta
chi ama detestare
chi detesta amare
(gli intricati dettami
dell’amore!)
nemmeno si deve
idealizzare
certi giorni
certi giorni
te ne stai alla larga
manco fossi furente
manco avessi da
da rimproverarmi
qualcosa
un...
di Giacomo Sartori
come faccio senza
senza la tua eleganza
di pantera nera
la tua grazia
senza grazia
poche cose
così poche
mi dan pace
e piacere
la prima sei tu
perché privarmi
proprio ora
mica ho fatto
niente di male
(quasi niente)
mica mica
appena m’avvisti
sgambetti a strusciarti
contro le mie gambe
le mie gambe
o più spesso
più spesso
ti butti per terra
a pancia in su
aspetti che ti gratti
e ti carezzi
sei tanto
tanto contenta
a me s’imballa
tanto il cuore
tanto
l’anno scorso eri tu
che dovevi partire
partire per sempre
i tuoi padroni
vendevano
(causa separazione)
mi schiattava il...
di Giacomo Sartori
come faccio
senza te
giorno dopo
dopo giorno
dimmi come
faccio senza
senza te
trova tu
la soluzione
io mica
la vedo
tu la
sei così bella
così bella
così lucida
e i tuoi occhi
i tuoi occhi
mi fanno pazzo
come farò
ora che
ora che
tu resti
son io che vado
le cose cessano
anche quando
quando paiono
eternamente eterne
di botto
giù il sipario
s’ha da sloggiare
la vita è così
bisogna ubbidirle
bisogna
sarà amore
sarà abitudine
sarà quel che sarà
ma per me
per me
ci sei solo tu
solo tu
il resto è tedio
e seccature
senza fine
senza fi
fi fi
quando ti vedo
mi si...
8 settembre – 9 settembre
Dal 8 settembre alle 14:30
al 9 settembre alle 18:00
Museion Bozen-Bolzano
Piero Siena Platz / Piazza Piero Siena, 1
39100 Bozen / Bolzano, Trentino-Alto Adige
Convegno letterario - Literaturtagung
Con - mit:
Gianni Biondillo
Alessandro Costazza
Francesco Forlani
Maria C. Hilber
Helena Janeczek
Kurt Lanthaler
Giorgio Mascitelli
Maxi Obexer
Davide Orecchio
Orsola Puecher
Carlo Romeo
Anna Rottensteiner
Nicole Sabella
Giacomo Sartori
Bernd Schuchter
Moderazione - Moderation:
Barbara Siller
Gabriele Di Luca
Stefano Zangrando
Programm(a)
8.9
14:30 Grußwort und Einleitung - Saluto e presentazione
15:00 Giacomo Sartori, Kurt Lanthaler, Helena Janeczek
16:00 Break
16:30...
di Giacomo Sartori
Qualche mese fa ho ammazzato mia madre. Mai più avrei immaginato che avrei potuto freddare qualcuno a bruciapelo, e tanto meno mia madre, però l’ho fatto. Non ho agito da solo, ma insomma l’ho fatta fuori. Forse dovrei sentirmi a disagio per quello che è successo, e invece sostanzialmente mi sento come mi sentivo prima. Altrettanto insoddisfatto, incongruo.
Una settimana prima era tornata a casa dall’ospedale con la...
di Vincenzo Pardini
L’amico Giacomo Sartori mi ha invitato a scrivere qualcosa sul mio libro, che sta per uscire da il Saggiatore: Grande secolo d’oro e di dolore. Lo faccio volentieri sia per Giacomo sia per gli amici di questo giornale che più volte mi ha ospitato e sostenuto. È il libro più lungo che abbia realizzato: 357 pagine. Ma sarebbero state molte di più non le avessi espunte, lasciando...
di Giacomo Sartori
Sempre pollo!
sempre pollo!
sempre pollo!
declamavi
scimmiottando
l’agiata vicina
durante la guerra
il pollo noi
ce lo sognavamo
la notte
dicevi
sprofondando
nei marosi
d’una risata
per una volta
vera
Da domani
da domani
andiamo al ristorante
sempre e solo al ristorante
non voglio più
stare ai fornelli
dicevi
Mi guardano
mi guardano
come fossi
una mummia
sei sbottata
l’ultima volta che
t’ho accompagnata
a sciare
All’ospedale
all’ospedale
mentre assaporavi
un sopore di tregua
singhiozzavo e
singhiozzavo
(non potevo domarmi)
al piede del letto
mio nipote e la sua bella
covavano ieratici
la loro incoluminità
di giovani sportivi
(grazia simmetrica
d’etruschi)
Ho sognato
ho sognato
che dovevo passare
la maturità
e non sapevo...
Lisa Ginzburg risponde a Giacomo Sartori
GS "Per Amore" si ispira a una tua vicenda personale, ma poi molti elementi sono di invenzione, mi dicevi. Mi piacerebbe sapere con quali criteri, se ci sono, e se ti va ti rispondere, hai rispettato la “verità dei fatti”, e dove invece te ne sei allontanata. Non certo per scavare nella tua vita personale, ma per capire meglio la genesi e le motivazioni...
di Giacomo Sartori
Volevo dirti
volevo dirti che
il libro su dio
vendicchia benino
anche se certo
la critica latita
(i clerici delle lettere
son così ligi
ai riti prestabiliti
così disattenti
così asserviti!)
i cattoliconi svicolano
e gli esteti atei
sogguardano da sopra
volevo dirti che
le beghe ereditarie
non sono poi serie
archiviati i conticini
si squaglieranno certo
come avanzi di neve
in aprile
volevo dirti che
sono un po’ giù
questa sera
la pioggiolina
è tanto lagnosa
(lo zelo si dilava
nel buio umido)
ma certo passerà
certo verrà mattina
verrà il sole sfacciato
non devi preoccuparti
volevo dirti...
di Giacomo Sartori
Al maestro dicevo
al maestro dicevo
ch’eri sempre fuori
sempre fuori
di giorno e di notte
(soprattutto la notte)
fuori con la pelliccia
fuori con i rossetti
ogni sera via
nella notte buia
con le calze a rete
poi i pomeriggi
saldata alla cornetta
sbraitando chissà che
tutti quei nomi
che chiamavano
per fissare l’ora
e fare baldoria
lui t’ha convocata
non senza prosopopea
ma anche clemente
(cristiano praticante)
ognuno fa
quel che il fato
gli posa sul capo
ha esordito
quel tuo mestiere
(se di mestiere
potevasi discorrere)
era quel che era
dovevi però pensare
pure ai...
di Giacomo Sartori
In una foto
in una foto sulla neve
(sfondo di pareti
simili a pandori)
hai calzoni rastremati
di protosportiva
scarponi di pelle
fissi l’obiettivo
(certo tua figlia)
contenta dell’attimo
gli occhi sorridono
(poi scruteranno
da uno scranno
di disincanto)
ancora coerente
con te stessa
minuscolo sciatore
famelico di contatto
premo la spalla
sulla tua coscia
una tutina di panno
quasi d’aviatore
cincischio le manopole
canto o grido
il mio broncio
(labbrette protese)
pencolo il mio bisogno
la tempia sull’anca
del mio sostegno
per non concedermi
quello ch’anelo
il tuo braccio
fugge all’indietro
Dovresti andare in vacanza
dovresti andare in vacanza
lavori sempre
mi...
di Giacomo Sartori
Come potevano
come potevano
l’incongruenza del pensiero
la presunzione
la foia di primeggiare
la petulanza
(in sintesi lo snobismo)
dare un cocktail
così umano
e così toccante
come potevi
farti tanto amare?
(tu ch’amare
sapevi male)
A spezzare l’idillio
a spezzare l’idillio
tsunami arcano
(pedissequa gelosia
guardando indietro)
giunse la voce adulta
una prima amichetta
poi un’altra
quasi mogliettina
e non parliamo
dei rivoluzionari
i grezzi operai
il prete spretato
il grecista comunista
coacervo trasandato
(scarpe sformate
e capelli unti)
m’hai ripudiato
come si congeda
un domestico
ch’ha rubato
pure l’amico tanto caro
lo squisito omosessuale
(il mio padrino):
radiato dai radar
del mio esistere
(niente più...
di Giacomo Sartori
Portavi i fiori
portavi i fiori
sulla tomba di famiglia
brullo muro
nel cupo del colonnato
(neoclassicismo malmesso
dei cimiteri)
dov’è il dandy
che tanto t’è mancato
(presenza immateriale)
tua mamma cosmopolita
dalla lingua tagliente
suo fratello incisore
quello erudito
professore e libraio
più giù nella lista
lo scienziato mazziniano
poliomielitico bigamo
tuo cugino narciso
figlio d’una scopata militare
nei Balcani in fiamme
(la madre l’ha portato
in un involto
e s’è riavviata)
superbo e permaloso
(fino alla fine
bisticci e paci
d’indomiti vecchini)
due tue sorelle
ben più belle
(e sposate ben meglio)
e altri nevrotici
(mica si...
di Giacomo Sartori
Eri bella mentre morivi
eri bella
all’ospedale
senza rossetti e fronzoli
senza plateali
parole
eri bella
avviata alla morte
priva d’attrezzatura
bramosa di concludere
(sobbarcandoti pur sempre
la lunga marcia)
eri bella
prima di morire
(basta ospedale)
davvero tanto bella
finalmente calma
finalmente assorta
(con una così
faceva voglia
ricominciare)
eri bella
finalmente leggera
nell’etere della morfina
leggera come una piuma
leggera come il tuo nome
stavi bene
e te ne andavi
eri bella
sballata e rilassata
senza più disprezzi
senza fingere interesse
senza esigere
d’essere finita
eri tanto bella
divertita e incantata
dalla recita privata
(danze certo di morti)
avevi vinto
(il dolore e le...
di Giacomo Sartori
Adoravi i risotti
adoravi i risotti
il prosciutto di Parma
i formaggi cremosi
i bianchi secchi
i rossi leggerini
la frutta gonfia di succo
e i dolci
tutti i dolci
morbidi o crostosi
i cioccolatini
il torrone burroso
piluccavi avidi bocconcini
becchettatine d’uccello
mimetizzate nelle arguzie
spigliate o analitiche
(guai all’ingordigia
solo il volgo
s’abbuffa e strafà)
detestavi i buongustai
e chi mangia d’appetito
se sceglievo un buon posto
decriptavi il menù
stringendo le guance
e poi chiedevi del pollo
normale pollo arrosto
indignata del disservizio
(davvero non servite pollo?)
Mi raccontavi
mi raccontavi
ch’avevi sbagliato tram
poi...
di Giacomo Sartori
Il tuo fascismo
il tuo fascismo
era la voluttà della neve
l’asprigno di resina
(pino mugo e larice)
l’aria grezza nei capelli
la disciplina dell’alpinismo
le risate interclassiste la sera
(eterno brio di giovinezza)
il tuo fascismo
era la nostalgia
d’un dandy
appena intravisto
dei dettami e delle norme
che non t’aveva lasciato
(neppure per interposta persona)
il tuo fascismo
erano le libidini
del tuo corpicino
indomito e ligio
i severi precetti
che gli imponevi
la tua perseveranza
il tuo fascismo
era la febbre
delle forme
della bellezza
dei vestiti
dei mobili antichi
della distinzione
il tuo...
di Giacomo Sartori
Le parole che leggiamo sono prigioniere, se ne stanno rassegnate nelle loro gabbie modulari, hanno gli occhi spenti. Sono stufe di loro stesse, stufe di noi. Non ne possono più di essere sfruttate come schiave, di essere sprezzate, violentate. Sanno che non possono scappare, e reagiscono non dando più retta a nessuno, lasciandosi andare all’abbruttimento. Se aprono la bocca parlano male - a chi si prende la...