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giacomo sartori

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adesso vai (1/2)

di Giacomo Sartori             adesso esci da me scendi i gradini scarruffati dal maestrale pesta quella sabbia (quante spiagge mano nella mano!) inala l’aria salata le espettorazioni della risacca ti sono sempre piaciute tanto abita la tua vita non dimenticare non ne potevi più ripetiti le frasi insopportabili e l’astio dei gesti dismetti l’amore ormai avariato (perché resta solo la nostalgia?) per tanti anni siamo stati bimbi adulti (discoli e temibili) ora siamo bimbi vecchi non possiamo più giocare assieme dobbiamo cavarcela ognuno da solo   adesso aiutami devo fare a meno dei tuoi sorrisi (struggenti pozzi di calce viva) della tua libertà (certo selvaggia) del tuo feroce attaccamento a me accogli pure tu...

La letteratura italiana con gli occhi di fuori #2 : mandato sociale, posterità, riviste

Francesco Forlani, Andrea Inglese, Giacomo Sartori e Giuseppe Schillaci, ossia Il Cartello, hanno curato su invito di Luigi Grazioli un intero numero di "Nuova Prosa", il 69. Presentiamo qui le ultime tre voci dell'editoriale scritto a otto mani e la nostra nota introduttiva sulle modalità di realizzazione del numero. EDITORIALE A PIÙ VOCI MANDATO SOCIALE (A. I.) Oggi si tende a fare questo ragionamento: una volta gli scrittori (narratori, poeti, drammaturghi) avevano...

La letteratura italiana con gli occhi di fuori #1: frontiera, lingua, luogo

Francesco Forlani, Andrea Inglese, Giacomo Sartori e Giuseppe Schillaci, ossia Il Cartello, hanno curato su invito di Luigi Grazioli un intero numero di "Nuova Prosa", il 69. Presentiamo qui le prime tre voci dell'editoriale scritto a otto mani e il sommario del numero. EDITORIALE A PIÙ VOCI FRONTIERA (G. Schillaci) I luoghi sono unici e diversi, simili, mai uguali. Perché sono tagliati, amputati, circoscritti, e limitati da un quadro, una prospettiva, una...

Cosa ne dirà la gente? Festa di Nazione Indiana 2018

Vi aspettiamo alla Festa di NazioneIndiana 2018! Quest'anno si terrà sabato 27 ottobre dalle 16.30 e domenica 28 ottobre dalle 10 alle 12 ed è stata organizzata in collaborazione con l'Associazione C.A.R.M.E.

Il misterioso alfabeto della malinconia di Magliani

di Giacomo Sartori In Prima che te lo dicano gli altri di Marino Magliani (uscito da poco per Chiarelettere) un protagonista di un’età non facilmente precisabile, scopriamo poi che ha cinquant’anni, vive in un piccolo paese di una valle della Liguria. Acquista all’asta un rudere, perché lì ha vissuto moltissimi anni prima l’argentino che proprio in quella casa, e per una estate, gli ha dato ripetizioni e si è occupato...

chi ne parla ai bambini

di Giacomo Sartori https://www.youtube.com/watch?v=fllO7u1jHdo Duemila e cinquecento anni fa i nostri eminenti filosofi hanno deciso che gli animali non hanno cervello, o insomma non lo sanno usare, e noi ce ne siamo subito convinti, mettendo a tacere i pochi, per esempio Plutarco e più tardi quel poverello di San Francesco, che osavano insinuare il contrario. E visto che non avevano cervello, o insomma non lo usavano, nei tempi più ravvicinati abbiamo...

LA VERA ETA’

di Giacomo Sartori (fotogrammi: film di Trapani-Sartori) Si dà per scontato che l’età della gente aumenti mano a mano cambi di continuo ciò contraddice la fisica quantistica e più semplicemente l’esperienza di tutti i giorni: ognuno ha la sua età fissa e immutabile se la porta appresso mese dopo mese anno dopo anno C’è chi è un bamboccio d’otto anni e lo sarà sempre chi è sempre stato un vegliardo chi una ragazzona I denti spuntano e cascano i capelli s’infoltiscono e si diradano gli stili vestimentari...

sei poesie erotiche

di G.               Hai un acquitrino   sotto il pancino hai un acquitrino ben periglioso le dita slittano non ce la fanno a ripartire (nemmeno se faccio leva con la bocca se chiedo aiuto al tuo fiato)     Quando la voglia   quando la voglia t’attanaglia gli occhi d’acqua verde ti stropicci le narici strizzi e torci la bocca la tua faccia di bimba adulta si squaglia sulla battigia dell’ossitocina (dove corre corre corrivo il nostro amore)     Cosa fai   cosa fai ti masturbi? hai chiesto mi tocco un po’ mentre ragioniamo del nostro rapporto tanto asimmetrico e tanto tenero ho risposto                   Sul davanti   sul davanti ti sporgono due birilli birichini due sferette fiere deliziosamente impiccione per non dire esibizioniste (arroccate su collinette ergonomiche: precise precise per la...

GLI SCRITTORI PREPOSTUMI

di Giacomo Sartori (Questo testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e ora nel numero 68 di “Nuova Prosa” col titolo Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano.) Il mio quinto romanzo, l’ultimo venuto, è stato rifiutato da tutti gli editori, come del resto i precedenti. E non parliamo delle raccolte di racconti, che sarebbero la mia...

FACCE (elenchi # 5)

di Giacomo Sartori                     facce affacciate (alle facciate) facce affaccendate (alle faccende) facce sfaccendate facce sfaccettate facce sfatte   facce fascinose faccine facinorose facce fasciste facce fasciate facce sfasciate   facce che guardano in faccia facce che non guardano in faccia nessuno facce che non hanno la faccia facce che hanno due facce   visi invisibili visi visibili visi viscidi visi risibili visi invivibili visi imbevibili   visi virginali visi virgiliani visi virali visi virulenti visi purulenti   facce da culo facce da mulo facce mulatte facce culattone facce da rinculo (al poligono di tiro) facce da paraculo                                             facce fantastiche facce fantasticanti facce fantasmatiche facce da fantasma facce fantasiose facce fantascientifiche   facce in...

una rete di storie CALUMET VOLTAIRE cabaret letterario


Cose mai viste (le riviste)
di Francesco Forlani
Ci saranno performance, musica improvvisata, reading, convivialità, conversations, preferendo questo termine, civile, a quello di dibattito generalmente stantio come l’acqua nelle caraffe posate sul tavolo dei relatori. Le feste di Nazione Indiana sono state e saranno questo. A Fano faremo come a Milano, Mesagne, Pistoia, Torino, Parigi, Fos’di Novo, Bolzano, dunque non mancate.

una rete di storie SCRIVERE LA STORIA


Scrivere storie di Storia
(letture e riflessioni)
di Giacomo Sartori
I confini tra i testi degli storici e le narrazioni dei romanzieri sono ora molto meno netti di quanto lo fossero in passato. Pur nelle nette differenze di metodo e di finalità, i contributi vicendevoli sono innegabili, e i territori in comune numerosi.

una rete di storie festa di Nazione Indiana 2017

Nella sua storia lunga ormai ben 14 anni Nazione Indiana ha pubblicato più di 10.000 articoli di critica, racconti, poesia, traduzione di inediti e saggistica con quasi 150.000 commenti dei lettori, spesso in appassionate e agguerrite discussioni. La Redazione, composta attualmente da 25 membri, vivendo in uno spazio virtuale fra Italia, Francia, Inghilterra e America, dal 2010 ogni anno sente il bisogno di organizzare un evento festa-convegno, per...

come faccio senza te (3/3)

di Giacomo Sartori               vedi com’è com’è la vita la vita vissuta nel chiuso di muri taggati di ricordi (frasi impiccate penzolanti nel vuoto e sorrisi fossili) ora son io che vado vado via via da me stesso anche se anche se in queste cose mai si sa chi va per restare e chi resta (essendo cacciato) per far sloggiare chi va per far restare chi ama e chi detesta chi ama e detesta chi ama detestare chi detesta amare (gli intricati dettami dell’amore!)                                 nemmeno si deve idealizzare certi giorni certi giorni te ne stai alla larga manco fossi furente manco avessi da da rimproverarmi qualcosa un...

come faccio senza te (2/3)

di Giacomo Sartori               come faccio senza senza la tua eleganza di pantera nera la tua grazia senza grazia poche cose così poche mi dan pace e piacere la prima sei tu perché privarmi proprio ora mica ho fatto niente di male (quasi niente) mica mica   appena m’avvisti sgambetti a strusciarti contro le mie gambe le mie gambe o più spesso più spesso ti butti per terra a pancia in su aspetti che ti gratti e ti carezzi sei tanto tanto contenta a me s’imballa tanto il cuore tanto                                 l’anno scorso eri tu che dovevi partire partire per sempre i tuoi padroni vendevano (causa separazione) mi schiattava il...

come faccio senza te (1/3)

di Giacomo Sartori               come faccio senza te giorno dopo dopo giorno dimmi come faccio senza senza te trova tu la soluzione io mica la vedo tu la   sei così bella così bella così lucida e i tuoi occhi i tuoi occhi mi fanno pazzo come farò ora che ora che   tu resti son io che vado le cose cessano anche quando quando paiono eternamente eterne di botto giù il sipario s’ha da sloggiare la vita è così bisogna ubbidirle bisogna                   sarà amore sarà abitudine sarà quel che sarà ma per me per me ci sei solo tu solo tu il resto è tedio e seccature senza fine senza fi fi fi   quando ti vedo mi si...

World Wide Wars [ conflitti e narrazione ]

8 settembre – 9 settembre Dal 8 settembre alle 14:30 al 9 settembre alle 18:00 Museion Bozen-Bolzano Piero Siena Platz / Piazza Piero Siena, 1 39100 Bozen / Bolzano, Trentino-Alto Adige Convegno letterario - Literaturtagung Con - mit: Gianni Biondillo Alessandro Costazza Francesco Forlani Maria C. Hilber Helena Janeczek Kurt Lanthaler Giorgio Mascitelli Maxi Obexer Davide Orecchio Orsola Puecher Carlo Romeo Anna Rottensteiner Nicole Sabella Giacomo Sartori Bernd Schuchter Moderazione - Moderation: Barbara Siller Gabriele Di Luca Stefano Zangrando Programm(a) 8.9 14:30 Grußwort und Einleitung - Saluto e presentazione 15:00 Giacomo Sartori, Kurt Lanthaler, Helena Janeczek 16:00 Break 16:30...

L’esecuzione di mia madre

di Giacomo Sartori               Qualche mese fa ho ammazzato mia madre. Mai più avrei immaginato che avrei potuto freddare qualcuno a bruciapelo, e tanto meno mia madre, però l’ho fatto. Non ho agito da solo, ma insomma l’ho fatta fuori. Forse dovrei sentirmi a disagio per quello che è successo, e invece sostanzialmente mi sento come mi sentivo prima. Altrettanto insoddisfatto, incongruo. Una settimana prima era tornata a casa dall’ospedale con la...

Scrivere per dare udienza ai fantasmi

di Vincenzo Pardini L’amico Giacomo Sartori mi ha invitato a scrivere qualcosa sul mio libro, che sta per uscire da il Saggiatore: Grande secolo d’oro e di dolore. Lo faccio volentieri sia per Giacomo sia per gli amici di questo giornale che più volte mi ha ospitato e sostenuto. È il libro più lungo che abbia realizzato: 357 pagine. Ma sarebbero state molte di più non le avessi espunte, lasciando...

mater (# 13)

di Giacomo Sartori             Sempre pollo! sempre pollo! sempre pollo! declamavi scimmiottando l’agiata vicina durante la guerra il pollo noi ce lo sognavamo la notte dicevi sprofondando nei marosi d’una risata per una volta vera     Da domani   da domani andiamo al ristorante sempre e solo al ristorante non voglio più stare ai fornelli dicevi                               Mi guardano   mi guardano come fossi una mummia sei sbottata l’ultima volta che t’ho accompagnata a sciare     All’ospedale   all’ospedale mentre assaporavi un sopore di tregua singhiozzavo e singhiozzavo (non potevo domarmi) al piede del letto mio nipote e la sua bella covavano ieratici la loro incoluminità di giovani sportivi (grazia simmetrica d’etruschi)                                               Ho sognato   ho sognato che dovevo passare la maturità e non sapevo...

Un’intervista a Lisa Ginzburg

Lisa Ginzburg risponde a Giacomo Sartori   GS "Per Amore" si ispira a una tua vicenda personale, ma poi molti elementi sono di invenzione, mi dicevi. Mi piacerebbe sapere con quali criteri, se  ci sono, e se ti va ti rispondere, hai rispettato la “verità dei fatti”, e dove invece te ne sei allontanata. Non certo per scavare nella tua vita personale, ma per capire meglio la genesi e le motivazioni...

mater (# 12)

di Giacomo Sartori Volevo dirti volevo dirti che il libro su dio vendicchia benino anche se certo la critica latita (i clerici delle lettere son così ligi ai riti prestabiliti così disattenti così asserviti!) i cattoliconi svicolano e gli esteti atei sogguardano da sopra   volevo dirti che le beghe ereditarie non sono poi serie archiviati i conticini si squaglieranno certo come avanzi di neve in aprile   volevo dirti che sono un po’ giù questa sera la pioggiolina è tanto lagnosa (lo zelo si dilava nel buio umido) ma certo passerà certo verrà mattina verrà il sole sfacciato non devi preoccuparti   volevo dirti...

mater (# 11)

di Giacomo Sartori Al maestro dicevo al maestro dicevo ch’eri sempre fuori sempre fuori di giorno e di notte (soprattutto la notte) fuori con la pelliccia fuori con i rossetti ogni sera via nella notte buia con le calze a rete poi i pomeriggi saldata alla cornetta sbraitando chissà che tutti quei nomi che chiamavano per fissare l’ora e fare baldoria   lui t’ha convocata non senza prosopopea ma anche clemente (cristiano praticante) ognuno fa quel che il fato gli posa sul capo ha esordito quel tuo mestiere (se di mestiere potevasi discorrere) era quel che era dovevi però pensare pure ai...

mater (# 10)

di Giacomo Sartori     In una foto   in una foto sulla neve (sfondo di pareti simili a pandori) hai calzoni rastremati di protosportiva scarponi di pelle fissi l’obiettivo (certo tua figlia) contenta dell’attimo gli occhi sorridono (poi scruteranno da uno scranno di disincanto) ancora coerente con te stessa   minuscolo sciatore famelico di contatto premo la spalla sulla tua coscia una tutina di panno quasi d’aviatore cincischio le manopole canto o grido il mio broncio (labbrette protese) pencolo il mio bisogno la tempia sull’anca del mio sostegno   per non concedermi quello ch’anelo il tuo braccio fugge all’indietro     Dovresti andare in vacanza   dovresti andare in vacanza lavori sempre mi...

mater (# 9)

di Giacomo Sartori           Come potevano come potevano l’incongruenza del pensiero la presunzione la foia di primeggiare la petulanza (in sintesi lo snobismo) dare un cocktail così umano e così toccante come potevi farti tanto amare? (tu ch’amare sapevi male)     A spezzare l’idillio   a spezzare l’idillio tsunami arcano (pedissequa gelosia guardando indietro) giunse la voce adulta una prima amichetta poi un’altra quasi mogliettina e non parliamo dei rivoluzionari i grezzi operai il prete spretato il grecista comunista coacervo trasandato (scarpe sformate e capelli unti) m’hai ripudiato come si congeda un domestico ch’ha rubato   pure l’amico tanto caro lo squisito omosessuale (il mio padrino): radiato dai radar del mio esistere (niente più...

mater (# 8)

di Giacomo Sartori   Portavi i fiori portavi i fiori sulla tomba di famiglia brullo muro nel cupo del colonnato (neoclassicismo malmesso dei cimiteri) dov’è il dandy che tanto t’è mancato (presenza immateriale) tua mamma cosmopolita dalla lingua tagliente suo fratello incisore quello erudito professore e libraio più giù nella lista lo scienziato mazziniano poliomielitico bigamo tuo cugino narciso figlio d’una scopata militare nei Balcani in fiamme (la madre l’ha portato in un involto e s’è riavviata) superbo e permaloso (fino alla fine bisticci e paci d’indomiti vecchini) due tue sorelle ben più belle (e sposate ben meglio) e altri nevrotici (mica si...

mater (# 7)

di Giacomo Sartori Eri bella mentre morivi eri bella all’ospedale senza rossetti e fronzoli senza plateali parole   eri bella avviata alla morte priva d’attrezzatura bramosa di concludere (sobbarcandoti pur sempre la lunga marcia)   eri bella prima di morire (basta ospedale) davvero tanto bella finalmente calma finalmente assorta (con una così faceva voglia ricominciare)   eri bella finalmente leggera nell’etere della morfina leggera come una piuma leggera come il tuo nome stavi bene e te ne andavi   eri bella sballata e rilassata senza più disprezzi senza fingere interesse senza esigere d’essere finita   eri tanto bella divertita e incantata dalla recita privata (danze certo di morti) avevi vinto (il dolore e le...

mater (# 6)

di Giacomo Sartori Adoravi i risotti adoravi i risotti il prosciutto di Parma i formaggi cremosi i bianchi secchi i rossi leggerini la frutta gonfia di succo e i dolci tutti i dolci morbidi o crostosi i cioccolatini il torrone burroso piluccavi avidi bocconcini becchettatine d’uccello mimetizzate nelle arguzie spigliate o analitiche (guai all’ingordigia solo il volgo s’abbuffa e strafà) detestavi i buongustai e chi mangia d’appetito se sceglievo un buon posto decriptavi il menù stringendo le guance e poi chiedevi del pollo normale pollo arrosto indignata del disservizio (davvero non servite pollo?)                                           Mi raccontavi   mi raccontavi ch’avevi sbagliato tram poi...

mater (# 5)

di Giacomo Sartori   Il tuo fascismo il tuo fascismo era la voluttà della neve l’asprigno di resina (pino mugo e larice) l’aria grezza nei capelli la disciplina dell’alpinismo le risate interclassiste la sera (eterno brio di giovinezza)   il tuo fascismo era la nostalgia d’un dandy appena intravisto dei dettami e delle norme che non t’aveva lasciato (neppure per interposta persona)   il tuo fascismo erano le libidini del tuo corpicino indomito e ligio i severi precetti che gli imponevi la tua perseveranza   il tuo fascismo era la febbre delle forme della bellezza dei vestiti dei mobili antichi della distinzione   il tuo...

Le parole liberate dagli outsider

di Giacomo Sartori               Le parole che leggiamo sono prigioniere, se ne stanno rassegnate nelle loro gabbie modulari, hanno gli occhi spenti. Sono stufe di loro stesse, stufe di noi. Non ne possono più di essere sfruttate come schiave, di essere sprezzate, violentate. Sanno che non possono scappare, e reagiscono non dando più retta a nessuno, lasciandosi andare all’abbruttimento. Se aprono la bocca parlano male - a chi si prende la...