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	<title>Nazione Indiana &#187; gianfranco fini</title>
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		<title>Cartolina da Sanremo indirizzata a sinistra</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 20:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>helena janeczek</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Helena Janeczek</strong></p>
<p>Sanremo è Sanremo è Sanremo: come la rosa cui Gertrude Stein ha dedicato i suoi versi più celebri. Quest’anno è rifiorito. Non grazie ai giovani, ma a tre signori cui l’età non ha lasciato addosso i segni di un declino osceno che un altro volto ci ha stampato in mente. Gianni Morandi con il sorriso sempre uguale, sottolineato dalle poche rughe intorno agli occhi.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/02/21/cartolina-da-sanremo-indirizzata-a-sinistra/">Cartolina da Sanremo indirizzata a sinistra</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Helena Janeczek</strong></p>
<p>Sanremo è Sanremo è Sanremo: come la rosa cui Gertrude Stein ha dedicato i suoi versi più celebri. Quest’anno è rifiorito. Non grazie ai giovani, ma a tre signori cui l’età non ha lasciato addosso i segni di un declino osceno che un altro volto ci ha stampato in mente.<span id="more-38240"></span> Gianni Morandi con il sorriso sempre uguale, sottolineato dalle poche rughe intorno agli occhi. Roberto Vecchioni che canta e vince con il vestito del prof di lettere. E Roberto Benigni, lui stesso e la sua arte che sembrano sottratti al tempo, capaci di volarci sopra, compiere il miracolo di far risorgere il Risorgimento. Abbiamo riconosciuto un nostro desiderio nell’onda di emozione condivisa con venti milioni di spettatori diventati concittadini. Abbiamo pensato che finalmente il festival era anche per noi e che per questa volta abbiamo vinto. Ma il tricolore e l’inno di Mameli non sono stati che la metafora del desiderio profondo che Benigni ha toccato. Vorremmo non sbattere più contro il muro dell’impossibilità di comunicare quando parliamo con colleghi, clienti, conoscenti, familiari. Siamo stanchi di essere così bloccati da divisioni che fanno male, stanchi di sentirci dire che non abbiamo nient’altro che la spocchia dei perdenti che si credono la parte migliore, stanchi noi stessi di vestire questo abito difensivo. Vorremmo un paese unito. E’ questo il miraggio che abbiamo sognato sintonizzati sul rito nazional-popolare del festival di Sanremo. Persino Luca e Paolo, il giorno dopo aver obbedito alla par condicio, hanno letto Gramsci, fondatore di un giornale che si chiama “L’Unità”. Cosa si può chiedere di più al palco del Teatro Ariston e a una trasmissione di Rai Uno?</p>
<p>Ho azzardato un “noi” per qualcosa che credo di condividere e capire. Capisco che ridiamo quando due col colbacco in testa prendono in giro i politici che dovrebbero rappresentarci, suggerendo che il solo che possa unire l’opposizione sia “Berlusconi comunista”. Capisco che appena ne sentiamo il nome in bocca ai due comici ci appaia come un atto liberatorio. E un po’ di par condicio, per quanto grottesca applicata alla satira, ci sembra nulla di eccezionale. Il numero su Saviano e Santoro è stato meno divertente dello sputtanamento di Gianfranco e Silvio. Fine, amen. Nessuno pare essersi accorto che quella gag batteva sugli stessi tasti dei giornali governativi, a partire dai bersagli scelti sino agli argomenti per colpirli. Saviano è il buono per definizione di cui sparlare è tabù. Ma gratta gratta, cosa dice? Che in Campania…. c’è la camorra! Banalità, cose che sapevamo. Santoro poi: quello manda il povero Ruotolo nei peggio posti d’Italia, mentre si tiene vicino la bella Giulia Innocenzi cui proprio pochi giorni fa Belpietro aveva comunicato di essere approdata a “Annozero” per meriti identici a quelli delle veline. In più, Santoro è da quindici anni che protesta che lo vogliono far fuori, mentre in realtà sta sempre lì. E mentre sghignazzi alla battuta, ti sei già scordato l’editto bulgaro, ossia i circa quattro anni in cui il conduttore era stato allontanato dalla Rai per volere esplicito di Berlusconi. Ma il punto più dolente è Gianfranco Fini, il capobranco sempre più azzoppato, messo alla berlina due volte consecutive. L’acclamato “ti sputtanerò” è stato più pesante della postilla successiva. Gianfranco e Silvio rappresentati come in un regolamento di conti in famiglia, che si tirano addosso fango a secchiate, fango che si equivale. Di nuovo, il benedetto appartamento monegasco che nella peggiore delle ipotesi sarà stato venduto da Alleanza Nazionale al genero, viene messo sullo stesso piano di uno scandalo culminato con l’imputazione di Berlusconi per due reati penali, dove in più ci sono favorite promosse a ruoli politici, nonché l’intera maggioranza parlamentare che ha avallato la palla della nipote di Mubarak. Inoltre Gianfranco Fini, nel momento in cui figura come colui che spara fango sul ex-alleato somiglia tanto a quel burattinaio di un piano eversivo quale è stato additato da Berlusconi. Non importa se qualcuno abbia mai visto sul “Secolo d’Italia” qualcosa che possa sembrare l’opposto e speculare alla campagna del “Giornale” sulla casa di Montecarlo. E’ la licenza degli artisti, la libertà dei comici.</p>
<p>Ma è una strana libertà, quella per cui puoi sfottere il premier solo se contemporaneamente colpisci un avversario. Se fai confusione, confusione sistematica, veicolando il messaggio che tutti hanno qualcosa di cui vergognarsi. Ridendo e scherzando, ti trovi perfettamente allineato con la linea di attacco dei fedelissimi. E infatti il successivo numero su Berlusconi, dove Luca e Paolo sono seduti a un tavolo con un fiasco di vino, a rappresentanza di un’ipotetica <em>vox populi</em>, non fa altro che smontare una per una le ragioni per cui il presidente del consiglio sarebbe condannabile. Le belle ragazze piacciono a tutti, avrei fatto anch’io così. Il problema non è l’abuso di una carica pubblica perché in Italia tutto funziona con il <em>do ut des</em>. Non ha mentito sino in fondo perché non ha mai nascosto che gli piace la vita allegra. Non ha mercificato le donne perché quelle lì erano consenzienti…Conclusione: stavolta gli è soltanto andata di sfiga. Una difesa a forma di presa in giro che nemmeno Ghedini e Ferrara insieme avrebbero saputo fare in maniera più credibile.</p>
<p>Voglio immaginare che Luca e Paolo non sanno ciò che fanno. Voglio credere che pensano di fare satira di costume, come hanno detto loro stessi, quando, pur affaticati dalle formalità bipartisan, hanno fatto satira politica a vantaggio di una parte precisa. Però tranquilli, non se n&#8217;è accorto nessuno: né noi, né loro, né il consigliere Rai di maggioranza Verro che li ha criticati o il consigliere di opposizione Rizzo Nervo che li ha difesi. Ernst Jandl, poeta sperimentale austriaco, ha scritto una poesia meno famosa di quella di Gertrude Stein che comincia così: “Alcuni credono/ che sestra e dinistra non si possano<span id="_marker"> confondere./ Che errore!”                   </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"> </span></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/02/21/cartolina-da-sanremo-indirizzata-a-sinistra/">Cartolina da Sanremo indirizzata a sinistra</a></p>
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		<title>carta st[r]ampa[la]ta n.27</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 09:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/470_windsor_polo01_470x300.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Fabrizio Tonello</strong></p>
<p>Una rapida carrellata sulle notizie di sabato: otto medici, fra cui tre donne, uccisi in Afghanistan; in Russia 52 morti per gli incendi, in pericolo alcune centrali nucleari;  Fidel Castro interviene, dopo 4 anni di silenzio, per evocare il pericolo di una guerra atomica; nove miliardi di euro di tasse evase recuperati dalla guardia di finanza nel 2009; sei italiani su dieci non vanno in vacanza perché non ce la fanno.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/08/09/carta-strampalata-n-27/">carta st[r]ampa[la]ta n.27</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/470_windsor_polo01_470x300.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/470_windsor_polo01_470x300.jpg" alt="" title="470_windsor_polo01_470x300" width="470" height="300" class="alignnone size-full wp-image-36375" /></a></p>
<p>di <strong>Fabrizio Tonello</strong></p>
<p>Una rapida carrellata sulle notizie di sabato: otto medici, fra cui tre donne, uccisi in Afghanistan; in Russia 52 morti per gli incendi, in pericolo alcune centrali nucleari;  Fidel Castro interviene, dopo 4 anni di silenzio, per evocare il pericolo di una guerra atomica; nove miliardi di euro di tasse evase recuperati dalla guardia di finanza nel 2009; sei italiani su dieci non vanno in vacanza perché non ce la fanno. Insomma, anche senza ricorrere ai temi ferragostani come i vip in vacanza a Capalbio o il cane che, lasciato solo, si “suicida” (<em>Corriere</em>, p. 26 e 27), di notizie per riempire il giornale della domenica ce n’erano.<br />
<span id="more-36373"></span><br />
Infatti, domenica 8 agosto <em>Libero</em> ha un titolo che domina la prima pagina: “I Fini ora chiedono la privacy”, notizia il cui impatto sulla vita di tutti i cittadini non può sfuggire ad alcuno.  Sempre in prima pagina c’è un editoriale dal titolo un po’ criptico, “Basta umor nero. Adesso ha deciso di farci sbellicare”,  un intervento di Mario Giordano di un’obiettività anglosassone, “Bocchino e soci fanno il doppio gioco” e perfino il richiamo a un articolo di Geronimo (al secolo Paolo Cirino Pomicino, la cui carriera fu stroncata dallo scandalo delle mazzette della sanità): “Inutile rinegoziare con i fuorusciti”.</p>
<p>Ai quattro articoli di prima pagina su Fini seguono due articoli a p. 2 (con foto dell’ormai troppo noto appartamento di Montecarlo), due articoli a p. 3 (con foto di Elisabetta Tulliani e del fratello), due articoli a p. 4, tre articoli a p. 6, tre a p. 7, tre a p. 8 e uno a p. 9. Totale 17 pezzi tutti sullo stesso argomento, interrotti solo dalla pubblicità di stivali da polo (tipico sport bergamasco) che occupa tutta la p. 5.</p>
<p>Dimenticavo di segnalare, a p. 10, un commento del noto costituzionalista Stefania Craxi che fa le pulci a Montesquieu: “Ha perfettamente ragione il Presidente Berlusconi quando contrappone la grande quantità di volontà popolare, raccolta da lui e dal suo Governo, agli stop e alle recriminazioni di istituti della democrazia scritta”. Per esempio, quando la banda Bassotti se ne va col malloppo della banca, i poliziotti non dovrebbero gridare: “Stop! In nome della legge fermatevi!” Sarebbe una recriminazione. Se poi si bada alla “democrazia scritta” dove si va a finire? Ridateci la democrazia orale, magari con le mentine per avere l’alito più fresco.</p>
<p>Sempre di fronte al menù di stragi in Afghanistan, catastrofi ecologiche in Russia, appelli di Fidel Castro e altre sciocchezzuole domenicali, il <em>Giornale</em> che fa? Prima di tutto mette una bella foto di Jean Paul Belmondo con la nuova compagna sotto il titolo “Lasciate che i settantenni si godano la vita” (sì, caro Feltri, sappiamo che ne hai compiuti 67, ma insomma&#8230;). Poi, ignorando i 1600 morti per le alluvioni in Pakistan, le previsioni sull’aumento della disoccupazione italiana in autunno e il blocco di esportazioni di grano dalla Russia (che minaccia di far salire i prezzi del pane alle stelle) il quotidiano del Fratello-di-voi-sapete-chi dedica il titolo principale alle case di Alleanza Nazionale: “Dopo il cognato spunta l’amico”. Troviamo poi un intervento dell’Heidegger di Bisceglie, Marcello Veneziani, su Fini ex subacqueo e un’intervista a Giuliano Urbani “Il ribaltone è già fallito”. Questo si che è giornalismo.</p>
<p>A seguire, le pagine 2, 3, 4, 5, 6 e 9 sono dedicate a Fini e al patrimonio di AN, per esempio: “Che fine ha fatto il gatto ereditato?” (p. 2) che si collega  idealmente alla pubblicità di croccantini di p. 8: “Per un’estate che lascia il segno divertitevi con i vostri amici a 4 zampe”. A p. 7 la già citata pubblicità di stivali da polo <em>La Martina</em>, che sicuramente attirerà l’attenzione del popolo della Val Brembana e della Val Seriana, tirato in ballo da una dotta analisi delle pagine culturali: “Come in politica, anche in pittura si allungano le distanze fra i gusti delle élite e quelli popolari”. L’articolo di Luca Beatrice  (p. 19) rivendica orgogliosamente  la passione per “un’arte bella, autentica, ideale fusione fra contemporaneità e tradizione, non generica ma fortemente incline  a considerare le radici locali” perché la sinistra “fin dai tempi di Togliatti non riconosce il bello”. </p>
<p>Ecco, noi saputelli che invece ci accontentiamo di un’arte brutta, falsa,  generica e priva di radici  come quella di Francis Bacon subiremo il giusto contrappasso: studiare l’opera omnia di Erica il Cane, il Caravaggio  dei nostri tempi, secondo il <em>Giornale</em>. Un’opera alquanto vasta, trattandosi di giganteschi murales, opere per definizione “radicate” nei muri dove sono state dipinte.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/08/09/carta-strampalata-n-27/">carta st[r]ampa[la]ta n.27</a></p>
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		<title>LIBERTA&#8217; DI CURA</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 20:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Ignazio Marino</p>
<p>“Si tratta di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione, quello cioè di affermare che non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie”. Aldo Moro, dibattito sull&#8217;articolo 32 della Costituzione, Commissione per la Costituzione della Repubblica Italiana,  28 gennaio 1947</p>
<p>Il 9 febbraio 2009 Eluana Englaro, dopo 17 anni passati senza coscienza in un letto, divenne finalmente libera.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/08/liberta-di-cura/">LIBERTA&#8217; DI CURA</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Ignazio Marino</p>
<p>“Si tratta di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione, quello cioè di affermare che non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie”. Aldo Moro, dibattito sull&#8217;articolo 32 della Costituzione, Commissione per la Costituzione della Repubblica Italiana,  28 gennaio 1947</p>
<p>Il 9 febbraio 2009 Eluana Englaro, dopo 17 anni passati senza coscienza in un letto, divenne finalmente libera. Direi liberata, dall&#8217;impegno civile di un padre esemplare e dal sussulto democratico di una parte del Paese che non tollerava l&#8217;illecita invadenza dello Stato nell’imporre ad una persona terapie non volute per prolungarne l’agonia.<br />
Il dibattito sul testamento biologico fu allora travolto e al Senato si arrivò all&#8217;approvazione di una legge contro la libertà di scelta, calpestando il principio dell&#8217;autodeterminazione dell&#8217;individuo.<br />
Oggi scrivo per ribadire, ad un anno dall&#8217;appello sul sito www.appellotestamentobiologico.it: non permettiamo che venga dato il via libera a una legge contro la libertà di scegliere.</p>
<p>La legge approvata dalle destre al Senato lo scorso marzo è adesso all&#8217;esame della Camera dei Deputati. Si tratta di una norma contro la libertà individuale nella scelta delle terapie. Di fatto impone a tutti noi l&#8217;obbligo di terapie mediche quali la nutrizione e l&#8217;idratazione artificiali, anche se siamo contrari, anche se servono solo a prolungare una irreversibile agonia.<span id="more-30165"></span></p>
<p>La strada da percorrere è un confronto aperto e libero da condizionamenti ideologici. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha mostrato aperture in tal senso, ma il Governo sembra voler utilizzare la propria forza per imporre un voto ideologico sul testamento biologico, contro le prove scientifiche e la libertà individuale.</p>
<p>Per questo chiedo a voi, donne e uomini liberi e laici, di esercitare i vostri diritti di cittadini, promuovendo un&#8217;azione di pressione sulla Camera dei Deputati.</p>
<p>E&#8217; il momento di fare sentire la nostra voce: scriviamo al Presidente Fini, utilizzando il modello di lettera allegato, oppure scrivendo un testo diverso. Se saremo in tanti riusciremo a fare &#8220;massa critica&#8221; e non resteremo inascoltati.</p>
<p>Per scrivere a Gianfranco Fini:  fini_g@camera.it</p>
<p>Presidente Fini,<br />
sono un sostenitore dell&#8217;appello per il testamento biologico (www.appellotestamentobiologico.it) promosso dal senatore Ignazio Marino e da numerose personalità del mondo giuridico, scientifico e culturale italiano.<br />
La legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, approvata dal Senato sarà presto all&#8217;esame dell&#8217;Aula della Camera dei Deputati.<br />
Le scrivo per invitarLa a non ignorare la mia voce.<br />
Chiedo una legge per il diritto alla salute ma contro l’obbligo alle terapie.<br />
Chiedo una legge laica, tracciata nel solco dell&#8217;art. 32 della nostra Costituzione.<br />
Mi auguro che il Suo contributo sia determinante nell&#8217;aprire una nuova fase di riflessione e condivisione su un testo che attualmente è contro le prove scientifiche e la libertà individuale.<br />
Desidero un confronto che consenta di uscire da un’impostazione ideologica, così che ciascuno possa scegliere liberamente a quali terapie sottoporsi e a quali rinunciare.</p>
<p>Grazie</p>
<p>Firma</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/08/liberta-di-cura/">LIBERTA&#8217; DI CURA</a></p>
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