di Francesca Serafini
Pare che una volta, commentando un romanzo di Antonio Bresciani che gli era stato consigliato, Manzoni abbia ammesso di non aver superato i primi due periodi, apparsi ai suoi occhi come gendarmi che gli intimassero di non andare avanti. Quello con cui si apre il primo capitolo del romanzo d’esordio di Giorgio [...]
19 Settembre 2008 – 08:36
L’indiano Giorgio Vasta - perché come dice Biondillo se si è stati indiani una volta lo si è per tutta la vita- ha accettato di rispondere alle mie domande su un libro che è appena uscito e che sarà presentato a Pordenone legge il prossimo week end.
effeffe
ps
Per chi volesse leggersi la storia del progetto ideato [...]
26 Settembre 2007 – 00:09
di Giorgio Vasta
[Seconda parte dell'articolo su Europeana di Patrik Ourednik, pubblicato sull'ultimo numero della rivista Notable. Questa volta, intervista all'autore. Qui la recensione al libro]
In Europeana, la particolare morfologia del linguaggio – il fatto di eliminare del tutto le virgole e collegare le parti della frase tramite la congiunzione “e” – determina nel lettore la [...]
24 Settembre 2007 – 11:20
di Giorgio Vasta
[Pubblico oggi la recensione a Europeana di Patrik Ourednik, a breve l'intervista all'autore. Recensione e intervista sono entrambe pubblicate sull'ultimo numero della rivista Notable]
C’è un film di William Wyler – un western che si intitola Il grande paese ed è del 1958 – nel quale a un certo punto si assiste a una [...]
di Giorgio Vasta
Nei giorni scorsi due piccoli avvenimenti mi hanno fatto tornare in mente un appunto che avevo preso nel giugno del 2003. Due avvenimenti che hanno a che fare con l’avere e con il non avere figli.
Il primo è una frase che ho sentito leggere da Giordano Meacci all’interno di un suo racconto che [...]
di Giorgio Vasta
Pubblico a seguire la trascrizione di una lettera di implorazione di una donna sordomuta, tre volte recidiva per furto, vissuta presumibilmente nella Torino del secondo Ottocento. Questa lettera, insieme ad altri materiali analoghi, è contenuta nel volume Palimsesti del carcere. Storie, messaggi, iscrizioni, graffiti dei detenuti delle carceri alla fine dell’Ottocento, di Cesare [...]
di Giorgio Vasta
Conclusione con sorrisi
Tre consapevolezze, tre sorrisi. Due, quello di Platini e quello di Zidane, espliciti. Uno, quello di Maradona, immaginato, immaginabile, che forse sono io a imporgli ma che suppongo fisiologico, inevitabile, affiorargli alle labbra appena colpito il pallone che supererà Shilton. Più almeno un altro sorriso, quello disperato del coyote che scopre [...]
di Giorgio Vasta
Tre fotografie di consapevolezze (ultra-)calcistiche
Vorrei procedere provando a scattare tre diverse fotografie di consapevolezze direttamente legate al calcio. Sia chiaro che non è solo di una consapevolezza fisica, atletico-agonistica, che voglio parlare, ma anche, e forse soprattutto, di una consapevolezza mentale, strategica. Utilizzo il calcio perché coinvolgendo in modo evidente il corpo, dilata [...]
di Giorgio Vasta
Circa un anno fa, ai primi di novembre del 2003, si è tenuto a Torino, presso la Scuola Holden, una giornata seminariale promossa da Enrico Palandri. All’incontro di Torino ne sono seguiti altri tre, a Bologna, Milano e Venezia. Ogni volta l’obiettivo è stato quello di far convergere la riflessione su un aspetto [...]
di Giorgio Vasta
Poco meno di un anno fa, il 5 agosto del 2003, moriva a Città del Messico Carlo Coccioli, scrittore multilingue (scriveva e pubblicava in italiano, spagnolo e francese), intensissimo, silenziosissimo e silenziato (”il silenzio era tanto che lo si sentiva alitare”). Qualche notizia in breve sui giornali, qualche nota su internet, poi più [...]
di Giorgio Vasta
Una brevissima riflessione per ricollegarmi alla disputa in corso sul blog di Giulio Mozzi a proposito della libertà – e dell’opportunità – di far ricorso alle parentesi nella scrittura.
Riporto poi, a seguire, tre frammenti – da J. D. Salinger, da Antonio Porta e da Renato Rascel – che nella loro evidente eterogeneità possono [...]
di Giorgio Vasta
Il pomeriggio della domenica è poroso e assorbe tutto. Il pomeriggio della domenica è un sentimento oleoso. Non c’è modo di resistere. Non è un tempo dal quale è possibile restare fuori (ce ne sono alcuni che ti permettono di scorrergli attraverso senza che prendano possesso di te, senza farti sentire il loro [...]
di Giorgio Vasta
A questo punto diamo un’occhiata a un dialogo che si colloca sul versante opposto a quello di Will & Grace (non “migliore”: semplicemente opposto).
Tanto la sit-com americana è luminosa e siderale, tanto questo dialogo appare brutalmente basso, disorganizzato, involuto, mancante. È un dialogo nel quale le battute – fugaci o prolisse – producono [...]
di Giorgio Vasta
Quella che segue è la risposta a una domanda sul dialogo. Questa risposta (esattamente la domanda è: Quali regole seguire per scrivere un dialogo?), in una forma leggermente tagliata, verrà pubblicata insieme a molte altre in un volume dal titolo FAQ. Domande e risposte sulla narrazione (Holden Maps/Bur), in uscita nei primi giorni [...]
di Giorgio Vasta
Il nostro sistema digerente è una trama. Una vera e propria trama narrativa. Un cosiddetto plot, organizzato classicamente in una struttura in tre atti. Primo-secondo-terzo atto, esposizione-conflitto-scioglimento. O, secondo altre formalizzazioni, nel caso specifico quella di Joseph Campbell e del suo monomito, separazione-iniziazione-ritorno (ma la sostanza è la stessa).
Un plot con la sua [...]
Il cranio e la spina dorsale
di Giorgio Vasta
10. Io non conosco Vitaliano Trevisan. Conosco i suoi libri, e mi piacciono, ma non conosco la sua storia e le sue rabbie, se ha rabbie. Ho parlato con lui una volta sola, lo scorso novembre, a Macerata. Ero lì, a Macerata, per lavoro, e una sera sono [...]
di Giorgio Vasta
questa mattina
domenica 16 novembre 2003
ho visto un film
histoire de marie et julien
di jacques rivette
sintetizzando
il film racconta una storia d’amore tra un uomo e una donna
(non esattamente una grossa novità)
solo che l’uomo è vivo e la donna è morta
lo spettatore questo non lo sa
lo scoprirà soltanto alla fine
non è un film di suspence
non è [...]
di Giorgio Vasta
Falso inizio
Dal treno, rallentando, oltre il finestrino rigato del mio scompartimento, entrando nella stazione di Zugo, attraverso la parete di vetro di una palazzina moderna (ricorderebbe – ed è probabile che sia una sua diretta discendente, nella concezione vetro-cemento-metallo – la Heidi Weber Haus di Le Corbusier, che sta poco più in là, [...]
di Giorgio Vasta
Domenica 29 giugno, allo Stade de France di Saint Denis si è giocata la finale della Confederations Cup, Francia-Camerun. Il giovedì precedente, il 26, al settantaduesimo minuto della semifinale Colombia-Camerun (conclusasi con la vittoria per uno a zero del Camerun), il calciatore africano Marc Vivien Foe, ventotto anni, si è accasciato sul prato, [...]