di Giovanni Catelli
Ceske Budejovice
Tu sai che non ci rivedremo, nel momento preciso in cui affronti la piazza, lungo il passo interminabile che frana sui selciati, senza sosta, mentre il piede si precipita, lentissimo, nell’aria che non regge, si fa largo, nella grande piazza che trabocca, dalla minima fessura che incide l’avvenire, si divarica nell’ora, [...]
di Giovanni Catelli
Den nezavisimosti (Kiev)
…Et le cafard t’a rattrapé, rapide sur le boulevard, comme une foudre derrière toi, tu ne pouvais pas te défendre, comme toujours, tu le savais…
Il carillon della torre ha suonato le ore, ad una ad una, in fila, sul grande viale colmo di uniformi e vento, mentre tu tradivi ogni minuto [...]
di Giovanni Catelli
Verso Karlštejn
Vorrei partire, una sera della vita, verso Karlštejn.
Il locale mi aspetta, sempre, al primo binario di Hlavní Nádraží, alle diciassette e venticinque: entra in stazione, lentissimo, si arresta come in sogno, accanto al marciapiede basso degli anni lontani, apre le sue porte, ormai elettriche, sui neon fiochi, le plastiche usate, azzurrine, [...]
di Giovanni Catelli
Odessa, albe
Che sapore ha la birra, che sapore ha il fuoco, nella sigaretta il silenzio, la separazione dal vuoto, dalle luci fosforiche.
Solo il gesto dell’alba ti cala, feroce, la distanza, quali piazze del giorno concedi ai poteri del fato.
Nella prima luce nel freddo trema il vero sapere, la misura perfetta, il senso fuggente [...]
II edizione
Cremona: prologo 24 maggio, 5-8 giugno
Per contatti e informazioni:
www.cremonainpoesia.it
Tel. 348-3515505
Era di maggio, io no, non mi dimentico,
cantavamo una canzone a due voci…
Più tempo passa e più me ne ricordo,
fresca era l’aria e la canzone dolce…
E diceva: “Cuore, cuore!
cuore mio, vai lontano,
tu mi lasci, io conto le ore…
chissà quando tornerai!”
È con la prospettiva del piacevole [...]
di Giovanni Catelli
Stazioni
Bratislava, Autobusova stanica
E di nuovo le strade sono vuote, la piazza reclama l’aria dei respiri, accelera la corsa degli affanni, verso il buio che preme le mura del tramonto, insegue la caduta della luce, morde quell’incendio d’esili finestre, quel perduto fremere di foglie ai transiti del cielo :
di Giovanni Catelli
Verso Chernobyl
La polvere arriva, in grandi nuvole grigie, dalle profondità dell’Est, quando il corso dei venti si confonde, gli ostacoli delle stagioni s’accasciano, sulle pianure, spalancano il cammino senza difese, alla pressione immensa delle correnti, alle onde argentate che s’infrangono, verso il tramonto, sull’arenile stupito dei nostri sobborghi, sulla roccia friabile di [...]
di Giovanni Catelli
Caffè, Yalta
E tu sapevi tutto eterno, mi ricordo, in quei caffè del porto, a Yalta, dissipavi le penombre, con la mano leggera, l’incessante sigaretta, vigilavi sull’autunno, quell’onda più lesta, nel buio, quel rammarico di sabbie, cancellavi, le distanze dalla vita, reclamavi quei minuti, lì, per sempre, li fissavi nell’acciaio, dello sguardo più lucente, [...]
di Giovanni Catelli
Hlavnà Stanica
Ora puoi stringere il dono dell’istante, al caffè della stazione, a Bratislava, nell’ora dubbiosa che mescola i treni e divide, l’arrivo il partire, la sosta l’addio, l’attesa il ritorno, quali sostanze aduni al ricordo, quali stagioni trattieni alla mano, senza smarrire il peso del giorno, vasta misura di brezze penombre, luci fragori, [...]
26 Settembre 2007 – 12:47
di Giovanni Catelli
Hradec Kralové
Tu ricordi questi alberghi tiepidi, a cui tornare nell’alba, fumando piano sulle scale in attesa del giorno, disponibili alla luce, alla visione della vita, precari nell’altezza, sospesi, all’insegna sottile che sbiadisce d’azzurro, nell’ora del mattino che venera il silenzio, mi confortano, leggeri di vetrate, deserti, così giovani a sorreggere il presente, la [...]
di Giovanni Catelli
Il Dnepr e’ vasto e potente come il silenzio.
Qui, all’ombra del ponte bianco voluto da Breznev nel 1969, che pare quasi gettare le sue brevi arcate senza numero verso la Florida, e non verso Lievo Bierezni, appare l’irrealtà di questo inverno tiepido e ventoso come una primavera, visitato da brezze umide quasi [...]
di Giovanni Catelli
Piat rubliei, dice il negoziante, et voila’ Odessa, come tornare a casa: la stazione, dalla grande piazza, sembra il terminal delle astronavi per la luna, con i pionieri della rivoluzione a trainare la cupola d’argento. Odessa, citta’ da sempre di cultura russa e cosmopolita, ove ancora usa chiamare Rublo l’attuale Hrivnia, sembra navigare [...]
di Giovanni Catelli
Osservate la foto. Proprio qui, sull’arteria monumentale di Kiev, il Kreshatik, vasto e severo viale di architettura staliniana costruito dopo le feroci distruzioni naziste, accurate anche nel cancellare il preesistente quartiere art nouveau, in questo luogo di interminabili parate sovietiche, esibizioni decennali di missili e carri armati, luogo dove il potere ha [...]
di Giovanni Catelli
Al viaggiatore che arrivi, come sempre, con il Tisza express dalla frontiera del Chop, l’Ucraina, il giorno dopo la vittoria elettorale di Viktor Yushenko, appare la stessa. Ma forse non lo è, e , in modo continuo ed invisibile, non lo sarà più. Anche la temperatura, insolitamente tiepida, +5 gradi alla stazione [...]