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	<title>Nazione Indiana &#187; kindle</title>
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		<title>carta st[r]amp[al]ata n.3</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 13:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/dailymail_1.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Fabrizio Tonello</strong></p>
<p>Questa settimana avrei voluto occuparmi di telefonini e di criminalità ma, purtroppo, sabato, il solito <em><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1246886/Pictured-Three-cheetahs-spare-tiny-antelopes-life--play-instead.html">Daily Mail </a></em>ha fatto irruzione nel mio tranquillo weekend e quindi dovrò rinviare l’analisi del problema di come 6 miliardi di esseri umani possano essere proprietari di 220 miliardi di iPod, cioè 36,66 iPod a testa.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/02/carta-strampalata-n-3/">carta st[r]amp[al]ata n.3</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/dailymail_1.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/dailymail_1-300x114.jpg" alt="" title="dailymail_1" width="300" height="114" class="alignnone size-medium wp-image-29780" /></a></p>
<p>di <strong>Fabrizio Tonello</strong></p>
<p>Questa settimana avrei voluto occuparmi di telefonini e di criminalità ma, purtroppo, sabato, il solito <em><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1246886/Pictured-Three-cheetahs-spare-tiny-antelopes-life--play-instead.html">Daily Mail </a></em>ha fatto irruzione nel mio tranquillo weekend e quindi dovrò rinviare l’analisi del problema di come 6 miliardi di esseri umani possano essere proprietari di 220 miliardi di iPod, cioè 36,66 iPod a testa. Io due ne ho, ma <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/28/ipad-cellulare-pc-ultima-magia-di.html">Vittorio Zucconi </a>dovrebbe spiegarmi chi si è fregato gli altri 34 che mi spettano.<br />
<span id="more-29666"></span><br />
Prima di arrivare al tema che ci interessa, ovvero il <em>Corriere</em> e i felini, devo però segnalare un caso in cui i numeri, come spesso accade, proprio non quadrano. Secondo <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51727girata.asp">Marco Castelnuovo </a>sulla <em>Stampa</em> di sabato, “il tasso percentuale di reati commessi da stranieri regolari è di poco più alto rispetto a quello commesso dagli italiani. È circa dell’1,3% contro lo 0,75% dei cittadini italiani.” Parbleu!, come diceva Cavour quando a Torino si parlava ancora francese.</p>
<p>Lo 0,75% è “uguale” all’1,3% esattamente come 75 cioccolatini sono uguali a 130 cioccolatini, un articolo di 750 battute è uguale a uno di 1.300 battute e 7.500 paia di scarpe sono uguali a 13.000 paia di scarpe. Provi, Castelnuovo, a consegnare al suo direttore 1.300 battute quando gliene avevano chieste 750: si ritroverà ben presto a fare il corrispondente dall’Asinara.</p>
<p>La differenza tra 0,75 e 1,3 è tuttavia davvero poco rilevante se facciamo un paio di addizioni: scrive la Stampa, che il “tasso percentuale di reati” degli stranieri regolari è “circa dell’1,3% contro lo 0,75% dei cittadini italiani”. Ora, se sommiamo l’1,3% degli uni allo 0,75% degli altri, il risultato è 2,05%: il restante 97,95% dei reati da chi è commesso? Dai clandestini? Non lo dice nemmeno Bossi, non lo sostiene Borghezio e Maroni non si azzarderebbe a diffondere dati in questo senso. Non restano che gli alieni: una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ohiZa8hIHKw">Invasione degli ultracorpi</a>, tutti concentrati a delinquere in Italia.</p>
<p>Magari le percentuali di cui sopra si riferiscono al “quoziente di criminalità ogni 100.000 abitanti”, concetto leggermente differente: 0,75 significa che, ogni centomila italiani, 750 commettono un reato e 1,3 significa che 1.300 immigrati regolari ogni centomila violano ugualmente la legge. I dati, tra l’altro, si riferiscono al 2005, quindi l’interesse di citarli non sembra spasmodico. Per fortuna che il titolo dell’articolo era “Le cifre danno torto a entrambi”&#8230;</p>
<p>Ma tutto questo non ha importanza: l’eroe della settimana è il <em>Corriere</em> che, come avevo segnalato ai lettori di Nazione Indiana due settimane fa, ha un’insana passione per i tabloid inglesi. Il 30 gennaio <a href="http://www.corriere.it/animali/10_gennaio_29/antilope-incontra-leopardi-reportage-kenya_2790138e-0cf5-11df-a99f-00144f02aabe.shtml">Simona Marchetti </a>scrive che in, Kenia, tre ghepardi “si imbattono in quella che normalmente sarebbe una loro preda”, una piccola antilope, “Ma si limitano a coccolarla”.</p>
<p>Commovente. L’autrice non si è però chiesta se i ghepardi della sequenza fotografica del <em>Daily Mail</em>, non fossero per caso stati fotografati dalla <a href="http://www.whiskas.com/default.aspx">Whiskas</a> per rilanciare il proprio marchio (poco tempo fa l’azienda produttrice Mars Petcare aveva annunciato la sospensione della produzione delle mitiche scatolette Sheba).<br />
Prendiamo, infatti, <a href="http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2010/01/29/article-1246886-07F4E916000005DC-834_964x540.jpg">la foto 1</a>.</p>
<p>Nella versione del Daily Mail, il ghepardo obeso, nutrito fin da piccolo di croccantini, allunga la zampa verso la piccola antilope e si sta palesemente chiedendo: “Cos’è questo?”</p>
<p>Per chi volesse avere un’idea di com’è fatto un ghepardo di quelli che corrono, invece di leccare le scatolette, si guardi <a href="http://www.oasisoverland.co.uk/assets/assets/add_ons/animals/Cheetah_running1.JPG">qui</a>.</p>
<p>Passiamo alla <a href="http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2010/01/29/article-1246886-07F4E5E7000005DC-780_964x437.jpg">foto 2</a> del quotidiano inglese, dove un disgustato ghepardo si volge verso il fotografo per chiedergli: “Dura molto questa seduta?”</p>
<p>Come potete notare, l’eccesso di consumo di Friskies, ha fatto lievitare la pancia del ghepardo, che se fosse lasciato in pace a correre per la savana, avrebbe probabilmente questo <a href="http://static.howstuffworks.com//gif/cheetah.jpg">aspetto</a>.</p>
<p>Invece, l’Azienda Turismo del Kenia, a corto di idee, ha fatto fotografare tre ghepardi cresciuti a bignè al cioccolato, come si può notare dalla pancia in primo piano della simpatica bestiola nella <a href="http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2010/01/29/article-1246886-07F4E8DE000005DC-817_964x757.jpg">foto 3 </a>del Daily Mail.</p>
<p>Se li lasciate liberi, e a dieta, per 4-5 anni, magari diventano come questo <a href="http://www.oasisoverland.co.uk/assets/assets/add_ons/animals/Cheetah_running1.JPG">qui</a>.</p>
<p>Domanda: se <em>Corriere</em>, <em>Repubblica</em> e <em>Stampa</em> si astenessero per un mese dallo scopiazzare i tabloid inglesi non diventerebbero dei giornali un po’ più magri e tonici anche loro?</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/02/carta-strampalata-n-3/">carta st[r]amp[al]ata n.3</a></p>
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		<title>La minaccia per autori ed editori</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>[L'introduzione a <a href="http://craphound.com/makers/">Makers</a>, l'ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un'ottima spiegazione di quel che l'autore pensa dell'editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come <a href="http://craphound.com/makers/download/">ebook gratuito</a> senza che questo ostacoli le edizioni a stampa.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/20/la-minaccia-per-autori-ed-editori/">La minaccia per autori ed editori</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[L'introduzione a <a href="http://craphound.com/makers/">Makers</a>, l'ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un'ottima spiegazione di quel che l'autore pensa dell'editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come <a href="http://craphound.com/makers/download/">ebook gratuito</a> senza che questo ostacoli le edizioni a stampa. La traduzione è mia - Jan Reister]</em></p>
<p><strong>A proposito di questo ebook</strong> &#8211; di <a href="http://craphound.com">Cory Doctorow</a></p>
<p>C&#8217;è un pericoloso gruppo di attivisti anti-copyright che rappresenta una minaccia grave ed impellente per il futuro di autori ed editori. Non rispettano né la proprietà né le leggi. In più, sono potenti ed organizzati, e riescono a farsi ascoltare dai politici e dalla stampa.</p>
<p>Parlo ovviamente degli uffici legali degli editori di ebook.<span id="more-26440"></span></p>
<p>Queste persone non credono nella legge sul diritto d&#8217;autore. La legge sul copyright dice che quando compri un libro, è di tua proprietà. Puoi regalarlo, prestarlo, darlo in eredità ai tuoi discendenti o donarlo al più vicino dormitorio per senzatetto. Possediamo libri da molto più tempo prima di quando abbiamo iniziato a stamparli. La legge sul diritto d&#8217;autore ha sempre riconosciuto il tuo diritto a possedere i tuoi libri. Quando vengono scritte le leggi sul copyright &#8211; da politici eletti, per il bene pubblico &#8211; esse tutelano sempre questo diritto.</p>
<p>Gli editori di ebook però non rispettano la legge sul diritto d&#8217;autore, e non credono che tu abbia diritto al possesso dei tuoi beni. Al suo posto, dicono che quando &#8220;compri&#8221; un ebook, in realtà stai solo comprando una licenza per quel libro, e che la legge sul copyright è superata dalle migliaia di parole farsesche ed ingiuriose dell&#8217;accordo di licenza su cui fai clic quando completi la transazione d&#8217;acquisto. (Certo, il pulsante sul sito dice &#8220;Compra questo libro&#8221; e parlano di &#8220;vendite di ebook&#8221; alle conferenze &#8211; nessuno dice &#8220;Licenzia questo libro per il tuo Kindle&#8221; o &#8220;Le licenze totali per gli ebook sono cresciute cento volte dallo 0.00001% di tutte le edizioni allo 0.0001%&#8221;)</p>
<p>Che vadano all&#8217;inferno. L&#8217;hai comprato, è tuo. Credo nella garanzia di proprietà dei tuoi libri data dalla legge sul copyright.</p>
<p>Perciò possiedi questo ebook. L&#8217;accordo di licenza [...] è di Creative Commons e ti dà ancora più diritti di un libro normale. Ogni sua parola è un regalo, non un sequestro. Goditela.</p>
<p>Cosa voglio da te in cambio? leggi il libro. Dillo ai tuoi amici. Fai una recensione su Amazon o alla tua libreria vicino casa. Portalo al tuo circolo di lettura. Fallo leggere ai tuoi studenti (quelli più grandi per favore &#8211; quella scena di sesso è tosta) (adesso sei attento, vero?). Come scrisse Woody Guthrie:</p>
<p>&#8220;Questa canzone è sotto il Sigillo di Copyright n.154085 delle leggi degli Stati Uniti, per un periodo di 28 anni, e chiunque venga sorpreso a cantarla senza il nostro permesso sarà un nostro grande amico, perché con ce ne importa nulla. Pubblicala, scrivila, cantala, ballala, cantaci uno yodel. Noi l&#8217;abbiamo scritta, è tutto quel che volevamo fare.&#8221;</p>
<p>Già. Inoltre, se ti piace, <a href="http://craphound.com/makers/buy">compralo</a> o regala una <a href="http://craphound.com/makers/donate">copia</a> ad un&#8217;ente meritevole e privo di fondi.</p>
<p>Perché lo faccio? <strong>Perché il mio problema non è essere piratato, ma essere sconosciuto</strong> (grazie Tim O&#8217;Reilly per questo fantastico aforisma). Perché gli ebook gratuiti vendono libri stampati. Perché mi sono fotocopiato anche il culo quando avevo 17 anni e sono cresciuto spendendo praticamente ogni cent disponibile in libri quando sono diventato grande. Perché non posso impedirti di condividerlo (gli zero e gli uno non diventeranno più difficili da copiare); e perché i lettori hanno sempre condiviso il libri che amano, e quindi posso chiederti di unirti alla causa.</p>
<p>Da quando avevo sei anni ho sempre sognato di scrivere romanzi di fantascienza. Ora lo faccio davvero. E&#8217; un sogno realizzatosi, come fare da grande il cowboy o l&#8217;astronauta, tranne che non vieni vessato dai rancher e non devi restare 28 ore sulla rampa di lancio col pannolone. L&#8217;idea che possa infastidirmi quando le persone &#8211; i lettori celebrano ciò che scrivo è incredibilmente assurda.</p>
<p>Quindi scarica questo libro.</p>
<p>Alcune regole:</p>
<p>E&#8217; tradizione qui che i lettori convertano i miei ebook nel loro formato preferito e me li spediscano, ed è bello! Se hai convertito in un altro formato i file, inviameli [...] e li pubblicherò, ma prima leggi questo:</p>
<ul>
<li>[...] Niente copertine. Il testo del libro è liberamente copiabile, la copertina non proprio. Ne controlla i diritti il mio editore, quindi non inserirla nel file.</li>
<li>Niente DRM. La licenza Creative Commons proibisce la condivisione del file con &#8220;DRM&#8221; (detto anche &#8220;protezione da copia&#8221;), e per me è bene così. Non mandarmi il libro con del DRM. Se converti ad un formato che ha l&#8217;opzione DRM, controlla di averla disabilitata.</li>
</ul>
<p><strong>Una parola a insegnanti, bibliotecari e persone che vogliono regalarmi dei soldi</strong></p>
<p>Ogni volta che metto online gratis un libro, ricevo delle email da lettori che vogliono fare una donazione. Apprezzo la generosità di spirito, ma non mi interessano le donazioni in denaro, perché<strong> i miei editori sono davvero molto importanti per me</strong>. Essi danno un contributo enorme al libro, lo migliorano, lo offrono ad un pubblico che non potrei mai raggiungere, mi aiutano a fare di più col mio lavoro. Non ho intenzione di tagliarli fuori dal giro.</p>
<p>Ma ci deve essere un modo per mettere a frutto questa generosità e forse l&#8217;ho trovato.</p>
<p>Ecco come: ci sono tanti insegnanti e bibliotecari che vorrebbero mettere delle copie di questo libro tra le mani dei loro studenti e frequentatori, ma non hanno i fondi per farlo.</p>
<p>Ci sono persone generose che mi vogliono spedire dei soldi per dirmi grazie dei libri gratis.</p>
<p>Propongo di farli incontrare.</p>
<p>Se sei un insegnante o un bibliotecario e vuoi una copia gratuita di Makers, scrivi a freemakers@gmail.com col tuo nome, il nome e l&#8217;indirizzo della tua scuola. Verrà pubblicato qui sotto dalla mia fantastica assistente, Olga Nunes, perché potenziali donatori lo possano vedere.</p>
<p>Se ti è piaciuta l&#8217;edizione elettronica di Makers e vuoi donare qualcosa per dire grazie, controlla qui sotto per trovare un insegnante o una biblioteca da sostenere. Poi vai su Amazon, BN.com o la tua libreria online preferita ed ordina una copia per loro, invia una copia della ricevuta (se vuoi cancella il tuo indirizzo ed altre informazioni personali) a freemakers@gmail.com così Olga segnerà la copia come spedita. Se non vuoi essere ringraziato pubblicamente per la tua generosità, diccelo e ti terremo anonimo, altrimenti sarai ringraziata sulla pagina delle donazioni.</p>
<p>Vai a <a href="http://craphound.com/makers/donate">http://craphound.com/makers/donate</a> per insegnanti, bibliotecari ed altre persone simili che cercano donazioni.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/20/la-minaccia-per-autori-ed-editori/">La minaccia per autori ed editori</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Editoria digitale, ebook e mercato italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p><em><a href="http://www.simplicissimus.it">Antonio Tombolini</a> (Simplicissimus.it) <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">commenta</a> l&#8217;uscita dell&#8217;ebook-reader di Barnes&#38;Noble (Nook, concorrente di Amazon Kindle) e dopo aver analizzato le strategie dei due editori USA, offre il suo punto di vista sul </em>mercato dell&#8217;editoria in Italia<em>. Da leggere con attenzione. Jan Reister</em></p>
<p><a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">Scrive</a> Tombolini:</p>
<p>[...]</p>

<strong>un’idea per gli autori&#8230;</strong>: cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre.<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/21/editoria-digitale-ebook-e-mercato-italiano/">Editoria digitale, ebook e mercato italiano</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-24831" title="kindle-vs-nook" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/kindle-vs-nook1.jpg" alt="kindle-vs-nook" width="446" height="321" /></p>
<p><em><a href="http://www.simplicissimus.it">Antonio Tombolini</a> (Simplicissimus.it) <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">commenta</a> l&#8217;uscita dell&#8217;ebook-reader di Barnes&amp;Noble (Nook, concorrente di Amazon Kindle) e dopo aver analizzato le strategie dei due editori USA, offre il suo punto di vista sul </em>mercato dell&#8217;editoria in Italia<em>. Da leggere con attenzione. Jan Reister<span id="more-24825"></span></em></p>
<p><a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">Scrive</a> Tombolini:</p>
<p>[...]</p>
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<li><strong>un’idea per gli autori</strong>: cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre. Se il libro è in qualche modo una realtà parallela, e se nella realtà di ogni giorno la rete sta integrando una <span id="apture_prvw6"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Augmented%20reality"><em>augmented reality</em></a></span>, attraverso cui ogni individuo può abbinare alla realtà dei luoghi e dei momenti che vive le informazioni e i tool che a quei luoghi e a quei momenti la rete abbina. Bene: scrivete tenendo presente la possibilità che il lettore possa integrare una <em>augmented reality</em> anche nel mondo e nelle vicende che state raccontando.</li>
<li>un’idea per editor e agenti letterari: aiutate gli autori a pensare al libro come sopra, diventando voi stessi esperti di ciò che la rete può offrire, e valutate caso per caso se non sia forse possibile autopubblicare il proprio ebook, sperimentando anche modalità di rapporto nuovo con i lettori</li>
<li><strong>un’idea per gli editori, <em>anzi due</em></strong>: <strong>la prima</strong>, rilasciate subito tutto il vostro catalogo in formato ePub, cribbio, cosa state ancora aspettando? E se avete il fegato per farlo, <em>senza <span id="apture_prvw7"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital%20rights%20management">DRM</a></span></em>, ché tanto sappiamo già tutti che tra due anni, forse meno, saremo lì a toglierli (noi di Simplicissimus vi suggeriamo <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/ebook-ok-ma-come-venderli-sbf-stealth/">SBF STEALTH</a>, con i <span id="apture_prvw8"><a href="http://blog.feedbooks.com/?p=82" target="_blank">Social DRM</a></span>, col nostro tool di <span id="apture_prvw9"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital%20watermarking"><em>watermarking</em></a></span>, che consente una personalizzazione dell’ebook aggiungendo sul frontespizio del libro un vero e proprio <em>ex-libris</em> digitale, col nome e cognome dell’acquirente); se però non ne avete il fegato, metteteci pure i DRM (tanto tra due anni, forse meno, li toglierete), e <em>rilasciate subito ’sto benedetto catalogo!</em> <strong>Seconda idea</strong>, smettetela di dire agli autori che il vostro ruolo non morirà mai perché siete voi a dare autorevolezza ai loro libri appiccicandoci il vostro <em>brand</em>. Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: la<em> ricerca e scoperta di talenti nuovi, e la loro cura</em>, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori, … imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di <em>padroneggiare la tecnologia</em> per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori</li>
<li><strong>un’idea per i tipografi</strong>: dedicatevi alla stampa su carta di qualità elevata, anzi no, di qualità <em>altissima</em>; e per il pane quotidiano attrezzatevi per <em>stampare</em> ebook di qualità professionale nei vari formati. L’ebook non è il vostro nemico, <em>è il vostro futuro!</em></li>
<li><strong>un’idea per i distributori</strong>: cambiate (progressivamente) mestiere, quello che fate attualmente è destinato a rimpicciolirsi drammaticamente. Siete voi quelli che soffriranno di più dal cambiamento: <em>ci sarà sempre meno carta da trasportare avanti e indietro</em>. Del resto è anche logico che sia così: <em>siete stati voi quelli che hanno guadagnato di più negli ultimi 50 anni</em>, proprio portando avanti e indietro montagne di carta. E magari dedicatevi di più a fare gli editori (coi soldi che avete guadagnato avete spesso comprato molti editori vostri clienti) o riconvertitevi alla <em>distribuzione digitale</em> degli ebook: ma fatelo solo se avete spalle larghe, ché di distributori digitali non ne servono molti, sono i bit a dover essere immagazzinati e distribuiti, mica pallet di carta!</li>
<li><strong>un’idea per i librai <em>brick&amp;mortar</em></strong>: siete ancora lì senza neanche un ebook reader da vendere? Siete ancora lì senza neanche una connessione wifi da offrire gratuitamente ai vostri visitatori? Siete ancora lì senza neanche una poltroncina su cui sedersi, un salottino in cui leggere e chiacchierare, un caffè a cui rifocillarsi? Siete ancora lì senza avere qua e là un computer con la connessione pronta e attiva a disposizione dei visitatori? Siete ancora lì ad ammucchiare copie su copie di libri di carta, invece di aver già attrezzato una sezione ebook, una specie di tabellone con su le sole copertine dei libri e il link per il download immediato dell’ebook corrispondente da comprare lì, seduta stante? E siete ancora lì senza aver allestito la vostra e-dicola, da cui consentire l’acquisto a tutti i quotidiani e periodici disponibili in formato ebook?</li>
<li><strong>un’idea per i librai <em>online</em></strong>: aprite <em>subito</em>, ma <em>subito subito</em>, una sezione ebook e cominciate a venderli. Siete privilegiati, grazie alle piattaforme di distribuzione non dovete investire un solo euro per farlo. Se non in termini di dedizione, di arricchimento di contenuti, di tool, di informazioni da offrire al cliente. Ed è un business in cui la logistica la fanno le piattaforme di distribuzione di cui vi servite, non vi servono magazzini, corrieri, spedizioni… ci state ancora pensando?</li>
<li><strong>un’idea per i lettori</strong>: smettetela di fare i bambini capricciosi, <em>ah ma vuoi mettere la carta e l’inchiostro e il profumo…</em> <strong>tutte balle</strong>, il 95% della carta stampata che maneggiate fa schifo, è stampata male, puzza, vi sporca le dita, i caratteri sono troppo piccoli e da una pagina vedete in trasparenza quella successiva. E pesa. E… insomma, piantatela: date soddisfazione al vostro feticismo spendendo dei bei soldoni in qualche <em>realmente bella</em> edizione cartacea, e correte a comprarvi un ebook reader, e cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che <strong>leggerete di più</strong>, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.</li>
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<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/21/editoria-digitale-ebook-e-mercato-italiano/">Editoria digitale, ebook e mercato italiano</a></p>
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