<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nazione Indiana &#187; Marcelo Rubens Paiva</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/tag/marcelo-rubens-paiva/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com</link>
	<description>versione beta 3.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 18:19:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Di lunari e di streghe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/27/di-lunari-e-di-streghe/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/27/di-lunari-e-di-streghe/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[anna lamberti-bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[ivano fossati]]></category>
		<category><![CDATA[Luna]]></category>
		<category><![CDATA[Marcelo Rubens Paiva]]></category>
		<category><![CDATA[Nogaredo]]></category>
		<category><![CDATA[processo alle streghe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=26739</guid>
		<description><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong></p>
<p></p>
<p>Nel 1988 compare nelle librerie italiane il romanzo <em>Felice anno vecchio</em> del brasiliano <strong>Marcelo Rubens Paiva</strong>, tradotto per Feltrinelli da <strong>Anna Lamberti Bocconi</strong>. Non ho letto il romanzo, anche se mi ha colpito questa frase che ho trovato in una sua <a href="http://www.mood.com.br/literatura/9.asp">recensione</a>: «Na verdade, <em>Feliz Ano Velho</em> mostra toda a inquietação de um jovem que viveu plenamente, como se cada minuto de sua vida como se fosse o último.», ma Anna mi ha raccontato che è pieno di musica e questo è stato ciò che l’ha reso interessante nel momento in cui Anna, allora “ragazzina assoluta” (espressione da lei usata nel suo racconto) si è trovata a essere una fan di <strong>Ivano Fossati</strong> e a promettergli, avuta l’occasione di una parola al volo, di inviargli qualche bel regalo.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/27/di-lunari-e-di-streghe/">Di lunari e di streghe</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/c1TAniYFvYU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x402061&amp;color2=0x9461ca&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/c1TAniYFvYU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x402061&amp;color2=0x9461ca&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nel 1988 compare nelle librerie italiane il romanzo <em>Felice anno vecchio</em> del brasiliano <strong>Marcelo Rubens Paiva</strong>, tradotto per Feltrinelli da <strong>Anna Lamberti Bocconi</strong>. Non ho letto il romanzo, anche se mi ha colpito questa frase che ho trovato in una sua <a href="http://www.mood.com.br/literatura/9.asp">recensione</a>: «Na verdade, <em>Feliz Ano Velho</em> mostra toda a inquietação de um jovem que viveu plenamente, como se cada minuto de sua vida como se fosse o último.», ma Anna mi ha raccontato che è pieno di musica e questo è stato ciò che l’ha reso interessante nel momento in cui Anna, allora “ragazzina assoluta” (espressione da lei usata nel suo racconto) si è trovata a essere una fan di <strong>Ivano Fossati</strong> e a promettergli, avuta l’occasione di una parola al volo, di inviargli qualche bel regalo. Anna gli inviò il romanzo da lei tradotto e un po’ alla volta tra Anna e Ivano si instaurò un rapporto di amicizia e collaborazione musicale.<br />
Già all’epoca il demone della poesia possedeva Anna, e fu così che realizzò il suo sogno<span id="more-26739"></span> di fargli leggere le sue poesie – e quando Ivano lesse <em>Alla Luna</em>, chiese ad Anna di permettergli di inserirla in una sua canzone. Vi lascio immaginare la risposta di Anna. Ecco la poesia originale:</p>
<p><span style="color: #b812ec;"><strong>Alla Luna</strong></span><br />
<em> Ma tu chi sei, cos’hai, perché non parli,<br />
non argenti di stelle anche lo scialbo<br />
mattino? Sei tu stessa a incasellarli,<br />
gli astri lucenti, dentro il grande albo<br />
del cielo, o sei anche tu una figurina,<br />
senza potere, se non nelle notti<br />
di ferire gli amanti come spina?<br />
E quanto più sei gelida più scotti.<br />
Ahi, bella, se potesse tutto il male<br />
che mi consuma mutare la spada<br />
di luce tua in un giro di scale<br />
armoniche, ascendenti, in una strada<br />
che a te mi conducesse! Ma non vale<br />
niente che io faccia, che resista o cada.<br />
Tu non mi ami. E’ questo il grande lutto<br />
che oscura le mie vesti. Ma ora voglio<br />
dirti la verità del lato brutto,<br />
paradossale, a cui non si rimedia:<br />
tu non mi ami: questo è il grande male;<br />
io non ti amo: questa è la tragedia.</em></p>
<p>Testo che Anna poi inserì nella raccolta <em>Sale rosso</em>, uscita nel 1992 (Stampa Alternativa) e in <em>Il vino di quella cosa</em> (Campanotto 1995).</p>
<p>Per capire la canzone in cui Ivano Fossati inserì <em>Alla Luna</em>, occorre sapere la storia delle streghe di Nogaredo, che racconterei così, senza ovviamente tener conto di tutte le varianti esistenti nei documenti e nei racconti pervenutici e seguendo abbastanza fedelmente <a href="http://www.girovagandointrentino.it/puntate/2003/estate/rovereto/streghe.htm">questa traccia</a>:</p>
<p>Corre l’anno 1646: Galileo è morto da quattro anni e Newton balbetta le prime frasi, l&#8217;Europa è sconvolta e ormai stremata dalla guerra dei trent&#8217;anni, che si concluderà due anni dopo e che ha visto tra l&#8217;altro inasprirsi ancora i conflitti tra protestanti e cattolici.<br />
A <strong>Nogaredo</strong>, comune della Vallagarina, ora in provincia di Trento, dall’altra parte dell’Adige rispetto a Rovereto, una certa Mercuria accusa Domenica Chemelli di furto e stregoneria: a seguito di tale accusa, le due donne sono rinchiuse nelle carceri di <a href="http://www.comune.nogaredo.tn.it/storia_e_arte/castel_noarna.htm">Castel Noarna</a>, e vengono loro tagliati i capelli come segno delle accuse mosse nei loro confronti. Mercuria, che viene a sua volta accusata di stregoneria, afferma che sono state Domenica e la figlia Lucia a insegnarle come diventare una strega, trattenendo l&#8217;ostia consacrata sotto la lingua dopo la Comunione e imprimendole il marchio del demonio su una spalla. Anche Lucia e Domenica vengono quindi arrestate, rinchiuse nelle carceri del castello e sottoposte a varie torture.<br />
Mercuria, dopo le torture subite, ammette di essere una strega, di partecipare ai sabba e di aver praticato guarigioni con unguenti satanici e polvere di ossa di persone morte. Afferma inoltre di aver avuto rapporti con tale stregone Delaito. A seguito degli interrogatori, Mercuria venne rilasciata.<br />
Lucia invece, sempre sotto tortura, narra di quella volta in cui lei ed altre donne stregarono il signor Cristoforo Sparamani: una notte, trasformate in gatti, entrarono nella sua camera da letto e lo cosparsero con un unguento dato loro dal diavolo, poi, riprese le sembianze umane, festeggiarono con pane, formaggio e vino sottratti alla sua cucina. Spesso, durante questi festeggiamenti, il diavolo si univa a loro, sotto sembianze sia umane che animali (una capra).<br />
Successivamente, altre donne delle giurisdizioni di Castel Noarna e Castellano vengono arrestate per stregoneria. Domenica, Lucia e le altre donne, stremate dalla tortura, ammettono la loro stregoneria e narrano di sabba e pozioni magiche.<br />
Il processo, che si tiene a Palazzo Lodron, si protrae per un anno. Durante il processo, l&#8217;avvocato difensore delle imputate, Marco Antonio Bertelli di Nomi, dimostra come gli interrogatori non siano stati eseguiti correttamente e ottiene il permesso di far sottoporre a perizia medica le accusate. Dalla perizia risulta che le donne non portano segni diabolici sul corpo e l&#8217;avvocato – bontà sua – sostiene quindi come le loro colpe siano sempre inferiori in quanto le donne sono &#8220;fragili, imbecilli nell&#8217;intelletto, ignoranti, credulone e facilmente soggiogabili&#8221;.<br />
Nonostante le tesi sostenute dalla difesa, le donne vengono dichiarate colpevoli. Questo il testo della sentenza di condanna:</p>
<p style="padding-left: 50px;">SENTENZA di CONDANNA delle STREGHE del 13 APRILE 1647<br />
Noi Paride Madernino, Giudice Delegato, sentenziamo e codanniamo<br />
DOMENICA CHEMELLI &#8211; LUCIA CAVADEN &#8211; DOMENICA GRAZIADEI &#8211; CATERINA FITOLA &#8211; GINEVRA CHEMOLA &#8211; ISABETTA e PAOLINA BRENTEGANI<br />
che per mano del Ministro di giustizia, a tutte sopra le Giare, luogo a questo effetto destinato, gli sii tagliata la testa dal busto, a tale che se ne morino e le anime loro si separino dalli corpi; e inoltre gli cadaveri di quelle siino abbruciati e le reliquie sue in dette giare seppellite ad esempio d&#8217;altri.</p>
<p>Il giorno seguente, 14 aprile 1647, in località Giare, la sentenza venne eseguita dal boia Ludovico Oberdorfer di Merano: decapitazione e successivo rogo, alla quale dovette assistere tutta la popolazione, pena un&#8217;ammenda di 25 ducati a persona.<br />
Nel processo venne incriminato anche un uomo, Santo Graziadei, che morì in prigione nel 1651.</p>
<p>Ed ecco il testo della canzone che Fossati dedicò alla vicenda e che inserì nell’album &#8220;Discanto&#8221; del 1990:</p>
<p><span style="color: #b812ec;"><strong>Lunario di settembre</strong></span><br />
(<em>Il processo di Nogaredo</em>)<br />
(Fossati &#8211; Lamberti Bocconi)</p>
<p><span style="color: #b812ec;"><strong>L&#8217;Accusa</strong></span><br />
<em>Durante gli interrogatori è riuscito<br />
che le imputate<br />
in tempo di luna al primo quarto<br />
hanno rinunziato al sacramento<br />
del battesimo<br />
seducendosi l&#8217;una per l&#8217;altra<br />
a commettere tale mancamento<br />
permettendo per maggiore dannazione<br />
delle loro anime<br />
di essere ribattezzate<br />
con una nuova infusione d&#8217;acqua<br />
sopra il capo<br />
essendosi sottoposte a tal legame<br />
di obbedienza<br />
al Nemico del genere umano. </em></p>
<p><em>Che in tempo di luna piena<br />
a ore comode, ai malfatti propizie<br />
erano portate in aria<br />
invisibilmente<br />
in maledetti congressi<br />
dove venivano compiute<br />
diversità e quantità di incantagioni, sortilegi<br />
giochi bestiali ed ereticali. </em></p>
<p><em>Che in luna di ultimo quarto<br />
hanno esse confessato le violenze<br />
i venefici, i danni infiniti<br />
le infermità incurabili<br />
alle persone, agli animali. </em></p>
<p><em>In luna nuova di settembre<br />
la distruzione dei raccolti<br />
nelle campagne<br />
mediante la sollevazione<br />
di venti e tempi<br />
impetuosi. </em></p>
<p><span style="color: #b812ec;"><strong>Dialogo fra l&#8217;inquisitore e un&#8217;imputata</strong></span><br />
<em>Ma tu chi sei<br />
cos&#8217;hai perché non parli<br />
non argenti di stelle<br />
questo scialbo mattino<br />
non sei tu stessa<br />
a incasellarli<br />
gli astri lucenti<br />
nel grande albo del cielo<br />
o sei anche tu una figurina<br />
senza potere<br />
se non nelle notti<br />
di ferire i viandanti<br />
come spina. </em></p>
<p><em>Ahi signore<br />
se potesse tutto il male<br />
che mi consuma<br />
mutare la spada tua<br />
in un giro di scale armoniche<br />
ascendenti<br />
o in una strada<br />
che via mi conducesse.<br />
Ma non vale niente che io faccia<br />
che resista o che cada<br />
tu non capisci<br />
è questo il grande lutto<br />
che oscura le mie vesti<br />
ma voglio dirti la verità<br />
dal lato brutto a cui non si rimedia<br />
tu non capisci<br />
è questo il grande male<br />
io non ti amo<br />
è questa la tragedia. </em></p>
<p><span style="color: #b812ec;"><strong>La sentenza </strong></span><br />
<em>Visto il processo<br />
coi testimoni esaminati<br />
dove manifestamente si comprova<br />
il corpo dei diversi delitti<br />
per essere stati commessi<br />
viste le dottissime difese<br />
per parte delle dette rappresentate<br />
viste finalmente<br />
le cose che devono vedersi<br />
e considerate<br />
quelle che devono essere considerate<br />
avuto il parere decisivo<br />
dei molti illustri e chiari signori<br />
commissari di questa giurisdizione<br />
affinché non abbiano a gloriarsi<br />
delle loro pessime opere<br />
ad esempio di altri<br />
in via definitiva<br />
sentenziamo e condanniamo. </em></p>
<p><em>Il 14 aprile 1647, nel luogo designato<br />
davanti ai contadini obbligati ad assistere al supplizio vengono decapitate:<br />
Lucia Caveden, Domenica, Isabetta e Polonia Graziadei,<br />
Caterina Baroni, Ginevra Chemola e Valentina Andrei<br />
i corpi sono bruciati, i resti seppelliti alle Giarre in terra maledetta.<br />
I beni delle donne confiscati.</em></p>
<p>Per amor di precisione si può notare che Fossati cambia qualche parola rispetto al testo di Anna; forse il cambiamento più rilevante, oltre al salto del verso <em>E quanto più sei gelida più scotti</em>, è la sostituzione di “amanti” con “viandanti” e di “tu non mi ami” con “tu non mi capisci”, cambiamenti del resto coerenti con la logica e il contesto della canzone.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/27/di-lunari-e-di-streghe/">Di lunari e di streghe</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/10/20/i-mercoledi-del-cerizza/' rel='bookmark' title='I mercoledì del CERIZZA'>I mercoledì del CERIZZA</a> <small> a cura di Francesca Genti, Anna Lamberti-Bocconi, Luciano Mondini...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/15/32886/' rel='bookmark' title='Il Canto di Anna'>Il Canto di Anna</a> <small>di Antonio Sparzani Venerdì 16 e sabato 17 aprile, ore...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/09/26/il-tormentino-del-neutrino/' rel='bookmark' title='IL TORMENTINO DEL NEUTRINO'>IL TORMENTINO DEL NEUTRINO</a> <small>di Antonio Sparzani La prima notizia arrivò nel 1953 dal...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/03/25/il-piu-dolce-delitto/' rel='bookmark' title='Il più dolce delitto'>Il più dolce delitto</a> <small>di Francesca Bertazzoni gianCarlo Onorato è cantautore di lungo corso,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2004/06/13/dialogo-sullentropia-9-laristogas/' rel='bookmark' title='Dialogo sull&#8217;entropia (#9). &lt;i&gt;L&#8217;Aristogas.&lt;/i&gt;'>Dialogo sull&#8217;entropia (#9). <i>L&#8217;Aristogas.</i></a> <small>di Antonio Sparzani e Dario Voltolini Molto bene, allora. Proviamo...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/27/di-lunari-e-di-streghe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic page generated in 0.467 seconds. -->
<!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-13 08:12:32 -->
<!-- Compression = gzip -->
