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Pietro Mirabelli è morto

  E' morto stanotte Pietro Mirabelli in galleria in Svizzera. Un masso si è staccato dal fronte mentre una squadra lavorava con il jumbo. È morto in ospedale nel Canton Ticino per troppe lesioni interne. Aveva di recente lavorato per un breve periodo alla Toto a Barberino, dopo il periodo di cassaintegrazione in seguito alla chiusura dei lavori dell’Alta Velocità. Aveva infatti lavorato dal 2000 in CAVET dove era stato...

Il paese abbagliato senza Politica – in margine alle questioni Saviano, Mondadori, legge Levi etc. etc.

di Marco Rovelli Vi è un minimo comun denominatore nelle polemiche che si sono susseguite nell’ultimo anno nell’ambito degli spazi di discussione culturale, quella sull’“icona Saviano”, e quella sulla Mondadori: a intramarle è un vuoto sostanziale di Politica. Ma il vuoto di Politica non è esattamente la questione sociale della nostra epoca, e particolarmente nel nostro paese? Non scontiamo forse tutti quanti, quotidianamente, una sempre crescente difficoltà a incontrarci in...

In tutta evidenza. Sakineh ci “riguarda” davvero?

di Marco Rovelli Poche cose appaiono alla nostra coscienza più ripugnanti della pratica della lapidazione, con quella brutalità che istituzionalizza e legittima la violenza di una comunità verso un capro espiatorio, eletto in quanto debole e diverso, e lo fa con modalità che ci viene spontaneo chiamare “barbare”, ovvero totalmente, radicalmente “altre”, un’irruzione  di una pre-umanità che vorremmo dimenticare, e che invece si ripresenta nella sua ferocia, installata al cuore...

Pietre da succhiare – Samuel Beckett

di Marco Rovelli Perché amo i romanzi della Trilogia di Samuel Beckett? Perché è come gustare, con il massimo godimento possibile, pietre. E', letteralmente, gustare la verità dell'essere. Nella Trilogia Beckett mette in scena il puro slittamento dell'essere. Da una parte limite dell'organico con l'inorganico, il punto di continuità tra l'uno e l'altro, e insieme la distanza siderale – e siderea nella sua fissità di ghiaccio – tra l'essere e la...

A Milano la mafia non c’è

di Giuseppe Catozzella Due cuori e una casa popolare. Potrebbe essere una calzante descrizione della capitale morale d'Italia. Milano possiede due cuori: il primo, splendido, in bella mostra nelle vetrine di design delle vie del centro, o affannato a stringere la ventiquattore nelle strade adiacenti a piazza Affari. L'altro, dimenticato, straccione e volgare, delle periferie. Tutta la cerchia della periferia milanese, a 360 gradi, è circondata da case popolari, nella maggior...

La responsabilità dell’autore: Christian Raimo

Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che denunciano la totale mancanza di vitalità del romanzo e della poesia nell’Italia contemporanea? Lo sguardo che riesco a avere sulla nostra letteratura contemporanea, poesia e narrativa, è ovviamente sempre parziale, per quanto sia un lettore forte, che compra e legge libri appena usciti, che si tiene aggiornato...

Vita Comune

Capitolo Primo di Riccardo De Gennaro 1 Ascolta, compagno. Ho ancora negli occhi il cielo d’un blu solenne e gli ottoni della banda che scintillavano sotto il sole nella piazza assiepata di manifestanti, quel pomeriggio di nove anni fa all’Hôtel de Ville; ho ancora nelle orecchie i canti e le grida di...

Ad limine Artaud – (ancora in margine a scrittura ed etica)

di Marco Rovelli Oggi, 4 marzo 2010, sono passati 71 anni dalla morte di Antonin Artaud. 71 è il numero atomico del lutezio. Metallo bianco-argenteo il cui nome viene dall'antica Parigi. A Parigi Artaud frequenta i surrealisti e li abbandona, a Parigi gli viene diagnosticata la malattia mentale, a Parigi Antonin Artaud muore e nasce Antonin Nalpas. (Al PAC di Milano, qualche anno fa). Artaud, messo in mostra. Il suo corpo-parola...

Servi al Teatro della Cooperativa

dal 3 al 14 marzo 2010 - prima milanese Teatro della Cooperativa con il sostegno di Lunatica Si ringrazia l’Assessorato alla Cultura di Pontremoli SERVI di Marco Rovelli e Renato Sarti Con Marco Rovelli, Mohamed Ba Musiche in scena di Marco Rovelli (chitarra e voce), Lara Vecoli (violoncello) e Davide Giromini (tastiere e fisarmonica) Regia Renato Sarti "Narrare le storie di un paese sommerso. Un paese che sta appena sottopelle, che sta nel sangue di questo paese -...

Gli anarchici

  di Marco Rovelli Gli anarchici, a Torino, sono un elemento di disturbo. Forte. Un virus inoculato nelle arterie della città, che mostra l'esistenza di una società non pacificata. L'accanimento nei loro confronti, perciò, non stupisce. E' facile immaginare un sospiro di sollievo all'interno delle stanze della politica – di tutto l'arco politico, indistintamente. Essi rappresentano, e sono, il rimosso che affiora: scomodo, inopportuno. E non gentile. Il rimosso che affiora...

iHitler

di Marco Rovelli L'effigie di Mussolini ci ammorba oscenamente da tempo: nelle stazioni di servizio se ne vendono i busti, nei tabaccai gli accendini come in memoria dei primi roghi appiccati all'indomani di piazza San Sepolcro, in ogni edicola campeggiano i calendari del Benito a guisa di velina trapassata per le fantasie inconfessabili di giovanissimi camerati, perfino nei bar le bottiglie di vino griffate Duce che a berle si rovescerebbe...

Il coraggio che manca alla “sinistra” che parla come la destra

di Marco Rovelli Se la sinistra perde, è anche perché non ha compreso come funziona la mente umana. In Pensiero politico e scienza della mente (Bruno Mondadori, 2009), George Lakoff, uno dei più eminenti linguisti americani, torna a invitare la sinistra ad articolare un proprio linguaggio piuttosto che inseguire la destra sul suo terreno. Secondo Lakoff questa rincorsa ha segnato negativamente il destino dei liberal americani nei confronti dei repubblicani...

Primo marzo 2010 – sciopero degli stranieri

di Emilia Zazza   La parola sciopero sa di stantio, è una parola piena di polvere, dimenticata su un armadio. Non la si tira giù nemmeno per le pulizie di Pasqua. Perché sciopero vuol dire diritti dei lavoratori. E chi è, ormai, che ce l'ha un lavoro? Contiamoci. E anche qualora ce l'avessi, magari garantito a tempo indeterminato le fabbriche, semplicemente, chiudono, e puoi scioperare quanto vuoi... ma la fabbrica non...

When I was a child – I am a child

Spiracle by Soap&Skin   When I was a child I toyed with dirt and I fought As a child, I killed the slugs I bored with a bough In their spiracle When I was a child, pears pushed me hard In my head, In my neck, in my chest, in my waist, in my butt I still beg, please help me When I was a child I threw with dung as I fought As a child, I killed all...

Favola amara di un Giudice Istruttore che sa come vanno le cose

di Anonimo Lombardo (da Arcoiris, qui) 25 dicembre 2009: "Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne". L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di...

Traumi italiani

Traumi italiani. Immaginario della vittima e identità nazionale. Seminario di studio. Intervengono: Giorgio Boatti - Andrea Cortellessa - Daniele Giglioli - Nunzia Palmieri - Gabriele Pedullà - Marco Rovelli 18/12/2009 ore 14.30 - Università degli Studi di Bergamo - Facoltà di Scienze Umanistiche - Aula 1 - Via Pignolo 123

Presi nella rete – Il Capo, il web, la libertà

di Marco Rovelli     Non stupisce che la pluralità delle voci del web diventino issue dell'agenda politica solo quando attentano al Capo. "Attentano", ovviamente, in senso esclusivamente etimologico, ovvero nella misura in cui lo "riguardano". Ma dal guardare il Capo, di farne oggetto di "mira", al mirare effettivo come quello di un attentatore non c'è che un passo. E a decidere se il passo varca la soglia sono, oggi, i vari...

Anelli – Su Suttree di Cormac McCarthy

di Marco Rovelli   La fuga viene alla fine, stavolta. Nel romanzo di Cormac McCarthy Suttree (che risale al 1979, e che finalmente è stato tradotto da Einaudi), nessun esodo nel deserto, come in altri suoi romanzi, nessun inseguimento. Solo un esodo interno, per così dire, un vagare incessante nei margini di una città, nelle sue miserie e mostruosità che poi sono il cuore stesso dell'umano. Macerie, relitti, baracche, acque nere...

Mediterraneo e Oriente

* Venerdì 20 novembre Padiglione esterno, Palazzo San Niccolò via Roma 56, Siena Mediterraneo e Oriente ore 17.00 – Wu Ming presenta “Altai”. ore 18.30 – Marco Rovelli presenta “Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro” ore 21.30 – Scrittori Precari & Vanni Santoni nel reading/performance “Trauma Cronico” Ingresso libero Lotta all'immigrazione clandestina, respingimento, permesso di soggiorno. E' nel linguaggio e nelle sue parole-marionetta che la violenza politica di un paese emerge in modo evidente,...

Appunti sulla scrittura del reale

di Marco Rovelli Ho cercato di ordinare qualche idea sulla natura della  scrittura "ibrida" che dà forma al mio Servi come a molti altri libri apparsi negli ultimi anni. "Reportage narrativo" è un sintagma ormai assodato, e in effetti ha  senso. A me piace però di più l'espressione "narrazione sociale", dove la narrazione non è attributo ma sostanza, e trovo che sia più atta a dire la specificità di queste...

Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)

di Marco Rovelli Al cuore della questione Marrazzo (che emerge per par condicio con le escort di Berlusconi),  la mancanza di aderenza tra posizione etica e posizione politica. Non si fraintenda: non è questione di moralismo. Tutt'altro. Il moralismo, piuttosto, si basa proprio sullo scollamento tra i piani, su quella frattura tra etica singolare e politica pubblica (per richiamare la distinzione aristotelica), ciò che consente alla Morale la possibilità di...

Ida Magli, ma ci faccia il piacere

di Marco Rovelli Nel vedere quei volti e sentire quelle voci che riempivano le strade di Roma, ho ripensato alle parole che l'antropologa Ida Magli ha scritto sul Giornale, e che un giorno forse verranno ricordate come uno dei manifesti del nuovo razzismo italiano. Conviene rileggerne qualche brano, perché è impossibile restituirne il grado di aberrazione con altre parole: “Stiamo male perché siamo costretti a vivere nello stesso territorio con...

L’infanzia assoluta – Su “Cristi polverizzati” di Luigi Di Ruscio

di Andrea Cavalletti Il ghirigoro elegante del naso, il piccolo tratto orizzontale e la sinusoide della bocca, l’occhio lungo sotto la lunga arcata: è il volto dell’Amalasunta, vergato a matita da Osvaldo Licini sulla carta un po’stropicciata di una busta postale, col suo timbro d’ufficio e la data: 16 febbraio ’53. Ed è anche l’immagine che Luigi Di Ruscio ha scelto per la copertina del suo nuovo libro, il romanzo...

Le verità elementari di Percival Everett

di Marco Rovelli Leggi "Ferito", l'ultimo romanzo di Percival Everett, pubblicato ancora una volta da Nutrimenti, e resti sorpreso. Ti aspetti ancora un testo frammentario, disseminato, traversato da riflessioni linguistiche e filosofiche, da flussi torrenziali: un romanzo che si dice "sperimentale", insomma. E invece, stavolta, una narrazione lineare, una storia che ti tiene passo passo, fino allo scioglimento atteso. Una storia, però, incatalogabile: c'è la frontiera del west, con un...

La visione di Arno Schmidt

di Marco Rovelli All'inizio sembra un sogno, uno di quei sipari che Schmidt alza nel corso della narrazione: un uomo solitario che vaga per boschi e strade di campagna deserti, solo scheletri umani a segnare il cammino. Dopo un certo numero di pagine, in cui sei “preso” nella fantasmagorica lingua di Schmidt, catturato nei suoi interstizi, nei suoi ritmi, ti accorgi che è invece tutto fantasticamente vero: una guerra, una...

Il serial killer di negri

di Marco Rovelli S. annoda i due indici delle mani stretti, lo fa più volte, come a dire quel che gli è mancato e continua a mancargli. “Noi senegalesi siamo così”, dice. Solidali. Non succederebbe che qualcuno venga lasciato morire per la strada. E' questo lo sradicamento, l'inaccettabile profondo: trovarsi in una comunità che non sa più di essere tale. Ci siamo incontrati in piazza del Duomo, perché S. (l'iniziale...

libertAria

c gmail.com (12 euri + 2 per la spedizione).] https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/07/03-traccia-3.mp3 Nel giardino dei mirti un etiope parlava Azena parola di tagliola diceva a un ingegnere mezzo apuo e mezzo niente che a un poeta basta una parola sola per scintillare mondi e sciogliere frontiere saltare oltre ogni retta via parlò finalmente il giovane ingegnere io voglio la mia parte di Dio la mia parte di anarchia L'anarchia non smette mai di domandare diceva la donna dei deserti e il giovane sostava e...

Ci salveranno i piedi, non le radici – Intervista a Marco Aime

di Marco Rovelli Marco Aime, docente di Antropologia culturale all’università di Genova e scrittore, ha pubblicato di recente due libri: La macchia della razza (Ponte alle Grazie), Il primo libro di antropologia e Una bella differenza (entrambi per Einaudi). Ma è soprattutto un appassionato antropologo che guarda al nostro presente, e ci è parso importante riflettere con lui, mettendo in gioco il suo acuto «sguardo da lontano», su quella che...

Clam-des-tinus

di Marco Rovelli Clandestino, clam-des-tinus. Ciò che sta nascosto al giorno, e odia la luce. Chi sta nell'ombra. L'agguato al varco, là in fondo al corridoio nero, un film di Lynch. L'uomo nero, unheimlich. Uomo sabbiolino: Enter sandman. Exit light. Enter night. Tu, clandestino, sei un delinquente. La tua invisibilità, la tua condizione d'inesistenza, prodotta dal diritto, da oggi il diritto la punisce. Che meraviglioso gioco di prestigio. E che meraviglioso...

African Inferno

di Marco Rovelli Del romanzo "African inferno" di Piersandro Pallavicini (ed. Feltrinelli) alcuni giornali di destra hanno parlato bene, a fronte di un apparente silenzio di quelli di sinistra. Sul suo blog (a cui rimando per valutare l'ampiezza del dibattito), l'autore ribadisce la sua provenienza da sinistra. Ora, il libro di Pallavicini non è politically correct: ecco, è proprio questa la sua forza di sinistra (perciò a mio parere non...
NOTE
  1. Primo capitolo del romanzo “La Comune 1871” di Riccardo De Gennaro, Transeuropa edizioni