Archivi dei tag: Marina Pizzi

Marina Pizzi, Vigilia di sorpasso

L’inchino del predone

di Marina Pizzi
1.
in un gravame di addio voglio andarmene
dondolo del caso sorso di abbandono
dono sul comunque di non essere
né senso né gelo di cometa.

L’ormai attestata egemonia degli autori sperimentali in Italia

[Il testo è stato pubblicato su Culturalia.]
di Marco Giovenale
Qua e là in siti web e riviste di letteratura si legge che la scrittura sperimentale, e specialmente la poesia di ricerca, sarebbe “egemone” nel nostro paese.
Trovo sia assolutamente fondato. A fatica la mattina mi faccio strada, in tram, fra gente che tiene ostentatamente aperto davanti a [...]

Il sonno della ruggine

di Marina Pizzi
1.
la giacca della rupe l’ho messa
accanto alla culla. così si capirà
che non è nascita essere bambini
i ragazzini con le caviglie esangui
le lunghe nuche senza fidanza.
in palio non c’è niente se non vedetta
di vendetta guardarci dritti negli occhi.
un compagno di asilo è stato ammesso
a fischiettare con le rondini. questo il
buono che si staglia tutto [...]

Plettro di compieta (terza parte)

di Marina Pizzi
(la prima e la seconda parte si possono leggere qui e qui)
51.
respiro un angelo con il diario in faccia
la luce sotto spoglie di rugiade
quella la diga con la voce del padre
morente, e le lentiggini bambine
senza amore, tra le spirali
d’ansia e l’ecumene culla.
cura del salto spargere la voce
verso il sodale strato della terra
terriccio universale [...]

Plettro di compieta (seconda parte)

di Marina Pizzi
(la prima parte si può leggere qui)
26.
questo mancino manico del porto
le pergamene del giro della terra
le malinconiche funi del maiale,
l’ira del tavolo zoppo
fa rovesciare i bicchieri,
le pallide energie del tema in classe.

Plettro di compieta (prima parte)

di Marina Pizzi
…. il cane gioca
a eludere per volere
il cappio che ha
MARCO GIOVENALE
1.
stagioni al pane
critica e memoria
dove la casa in estro di giostrina
secca le stanze che si stanno atee.
in meno di un marsupio
il nodo della corsa
per rivedere il sasso
che mi portò sott’acqua
dalla canoa più sciatta
alla novellina tanica di fuoco.
2.
un mansueto sconfitto intorno al coro
del subìto [...]

Miserere asfalto (afasie dell’attitudine) # 4

di Marina Pizzi
246.
in un gioco di penombre la breccia della leccornia (la tavola imbandita) per convincere il sole a farsi dominante così da poter sbattere le coperte in piena pace dal balcone.
247.
le rivalità dell’ombra giochicchiano imbattute
248.
con il limite degli occhi ci guardiamo in cagnesco
249.
con una biglia so giocare come fosse un anfiteatro

Miserere asfalto (afasie dell’attitudine)# 3

di Marina Pizzi
152.
E’ qui che mi si dà il soqquadro dell’amarezza al tasto che tutto può nei tasti gemelli di genesi con esito diverso. Si formano le parole e le guardo nel leggerle con la fratellanza del mito, con il polso gonfio di evocarle musiche al calendario da stracciare a poco a poco.
153.
Alla bocciofila c’è [...]

Sei autrici per margini, frontiere – anteprima Sud 11

Maria Grazia Calandrone
Il ciliegio quell’anno aveva un male nel corpo
a fiorire, come
se inclinasse una chioma innaturale
verso un mondo che non vagliava
le cavità del mondo (…)
Alessandra D’Agostino
dieci mattoni
uno sopra l’altro
stucco a farcire (…)
Giovanna Frene
«Il nervo scoperto della nostra virtù: la vita
separata in due frammenti incoincidenti,
la dignità del mondo attraversata
come una scorciatoia» (…)
Florinda Fusco
conto le ossa [...]

Variazioni Meridiano – 1: Marina Pizzi

Un progetto di Luigi Pingitore
Sono passati 38 anni da Il Meridiano di Paul Celan.
Quel discorso, pronunciato in occasione dell’assegnazione del premio “Büchner”, fu tra le tante cose una riflessione lucida, tutt’altro che dogmatica, e piena di strazi, sul significato che Celan attribuiva al proprio fare poesia; in un’epoca in cui la poesia aveva ampiamente dismesso [...]

Un gerundio di venia # 2

di Marina Pizzi 
33.
dove è calesse il nido del cervello
quando se lieta la manciata di sabbia
torni al vagito di tutto innamorare:
quasi marsupio il sibilo del nodo
mai più di pianto lo scoscendere

Un gerundio di venia # 1

di Marina Pizzi
1.
sulla scrivania alla voce lacuna
è nata un’edera così che il tormento
dell’ignoranza superi la ronda
dello steccato faccia scempio
di corsari d’ascia