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	<title>Nazione Indiana &#187; marina warners</title>
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		<title>Intervista a Marina Warners</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 19:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/interno.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Marino Magliani</strong></p>
<p><em>(Di seguito un&#8217;intervista dello scrittore ligure residente in Olanda Marino Magliani a Marina Warners, proprietaria della ormai leggendaria Libreria Bonardi di Amsterdam, che molti lettori e autori di Nazione Indiana conoscono, e che compie in questo mese trent&#8217;anni di gloriosa attività a favore della cultura italiana fuori dal nostro paese.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/14/intervista-a-marina-warners/">Intervista a Marina Warners</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/interno.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/interno.jpg" /></a></p>
<p>di <strong>Marino Magliani</strong></p>
<p><em>(Di seguito un&#8217;intervista dello scrittore ligure residente in Olanda Marino Magliani a Marina Warners, proprietaria della ormai leggendaria Libreria Bonardi di Amsterdam, che molti lettori e autori di Nazione Indiana conoscono, e che compie in questo mese trent&#8217;anni di gloriosa attività a favore della cultura italiana fuori dal nostro paese. Per questo, un augurio e un sincero grazie a Marina. FK)</em></p>
<p><strong>Qualche notizia sulla leggendaria Bonardi, Marina, come é iniziata trent&#8217;anni fa, in quanti ci lavorate, i progetti realizzati e quelli in via di realizzazione. E le difficoltà naturalmente.</strong></p>
<p>Negli anni Settanta Paolo Lombardi e io abbiamo avuto l’idea di creare uno spazio culturale per gli emigrati italiani. In Olanda non si trovavano facilmente libri italiani e così abbiamo pensato di aprire una libreria con l’aiuto di Giovanni Carnevali, un nostro amico libraio di Foligno. Il 10 ottobre 1977 aprimmo in Van Oldenbarneveldtstraat 51, Amsterdam West, la prima libreria italiana dei Paesi Bassi. Cominciammo con mobili e mensole di seconda mano, un telefono e duecento libri nuovi dall’Italia. Eravamo aperti solo il pomeriggio, la mattina si doveva lavorare “sul serio” per poter mantenere noi e la libreria.<span id="more-4620"></span> Non avevamo un capitale di partenza e quindi nemmeno i soldi per la pubblicità. I primi tempi furono veramente duri ma non ci siamo scoraggiati e i risultati si possono vedere: oggi abbiamo infatti una bella collezione di narrativa italiana moderna e classica, libri per l’apprendimento dell’italiano, guide turistiche, libri di cucina, un discreto assortimento di non fiction, letteratura per l’infanzia (di autori italiani s’intende). Inoltre vendiamo libri olandesi che parlano dell’Italia e traduzioni di letteratura italiana in olandese (e viceversa). Paolo è tornato in Italia da ormai più 25 anni, ma negli anni ho ricevuto il sostegno di tante altre persone. Il negozio adesso è situato in una zona più centrale di Amsterdam e ho due collaboratrici fisse, Dafna Fiano e Pinuccia Drago. La cosa che mi sta più a cuore è che la libreria non è soltanto un negozio di libri ma è diventato un punto di riferimento ma per tutti quelli che amano la cultura italiana: incontri con scrittori e attori, presentazioni, gare di traduzione. La nostra clientela è prevalentemente olandese (almeno due terzi). Inoltre possiamo vantarci di aver pubblicato due libri in proprio: cinque anni fa per il 25esimo compleanno della libreria abbiamo pubblicato una piccola antologia bilingue di sonetti italiani attraverso i secoli e il 20 ottobre prossimo, in occasione del nostro trentesimo anniversario, uscirà una nuova raccolta di racconti. È un’antologia bilingue intitolata La mia Olanda – Denkend aan Holland (www.bonardi.nl/attivita.html). Quindici scrittori italiani, che sono stati nostri ospiti in libreria nel corso di questi trent’anni, ci hanno regalato ognuno un pezzo dedicato all’Olanda o ad Amsterdam. La maggior parte di questi contributi è stata scritta espressamente per l’antologia, e la cosa ci riempie di soddisfazione e di gioia.<!--more--></p>
<p><strong>Quanto viene seguita in Olanda la narrativa e in generale la letteratura italiana?</strong></p>
<p>La narrativa italiana in Olanda viene seguita quasi esclusivamente sulla base delle traduzioni dei romanzi italiani, spesso bestseller, e le loro recensioni.</p>
<p><strong>In un&#8217;intervista che hai rilasciato da qualche parte, oltre che di pasta al tartufo, in fatto di gusti, hai parlato della Coscienza di Zeno. E&#8217; davvero per te uno dei libri italiani più importanti ? Non ti chiedo il nome di un contemporaneo perché non credo ti piacciono i giochi della torre, allora consigliaci un autore olandese, che non sia il solito o la solita già stradotti in Italia.</strong></p>
<p>È vero, la Coscienza di Zeno è per me il più bel libro del primo Novecento anche perché è stato il primo romanzo italiano che mi ha fatto ridere. Dei miei tre autori olandesi preferiti è stato tradotto solo un romanzo a testa: Gerrit Krol (La testa millimetrata), Gerard Reve (Il linguaggio dell’amore) e Jeroen Brouwers (Rosso decantato).</p>
<p><strong>Quest&#8217;anno ad Amsterdam avete organizzato un laboratorio di scrittura creativa, in lingua italiana, docenti Giulio Mozzi e Giorgio Vasta, gli olandesi ne fanno di cose del genere, che esperienza é stata. </strong></p>
<p>Anche in Olanda ci sono corsi di scrittura creativa, ma a mio parere sono meno frequenti che in Italia. La grossa differenza con l’Italia poi è che tra i docenti non figurano scrittori noti. Qui non esistono equivalenti delle scuole Holden e Omero. L’esperienza con Mozzi e Vasta è stata decisamente positiva ed è stata accolta con grande entusiasmo dai partecipanti che hanno già espresso il desiderio di ripetere l’incontro.</p>
<p><strong>Se una piccola casa editrice ti propone i suoi libri da esporre e vendere&#8230;</strong></p>
<p>In genere accettiamo volentieri i libri in deposito, anche da piccole case editrici, ma avvertiamo sempre che venderli sarà un’impresa difficile, perché i nostri clienti vogliono nomi noti. Sono pochi infatti i clienti che si avventurano tra autori sconosciuti.</p>
<p><strong>Un posto a cui sei legata in Italia.</strong></p>
<p>Umbria: Spoleto e Foligno sono la mia seconda casa. Lì ho imparato a conoscere l’Italia e da lì sono arrivati i primi libri per la libreria: i primi anni li trasportavamo in treno con lo zaino e poi sul mio Maggiolino scassato.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/14/intervista-a-marina-warners/">Intervista a Marina Warners</a></p>
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		<title>Che cosa sta succedendo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2004 22:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>voltolini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[marina warners]]></category>
		<category><![CDATA[Theo van Gogh]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Marina Warners</strong></p>
<p> <em>[Ho chiesto alla mia amica Marina Warners, proprietaria dell'unica <a href="http://www.bonardi.nl/">libreria italiana </a>d'Olanda, di dirci cosa sta capitando nel suo Paese.<br />
Non un'interpretazione, ma semplicemente un diario dei fatti, che accogliamo come testimonianza in presa diretta, e la ringraziamo.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/11/10/che-cosa-sta-succedendo/">Che cosa sta succedendo</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Marina Warners</strong></p>
<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/archives/amsterdam20025.JPG" alt="amsterdam20025.JPG" align="left" border="0" height="120" hspace="4" vspace="2" width="160" /> <em>[Ho chiesto alla mia amica Marina Warners, proprietaria dell'unica <a href="http://www.bonardi.nl/">libreria italiana </a>d'Olanda, di dirci cosa sta capitando nel suo Paese.<br />
Non un'interpretazione, ma semplicemente un diario dei fatti, che accogliamo come testimonianza in presa diretta, e la ringraziamo. </em></p>
<p><em>D.V.]</em><br />
<span id="more-697"></span><br />
martedì 9 novembre 2004 23.17</p>
<p>Caro Dario,<br />
ti racconterò brevemente quello che sta succedendo ad Amsterdam e in Olanda.<br />
Una settimana fa è stato ucciso Theo van Gogh, cineasta, tv-intervistatore,<br />
scrittore, elzevirista, polemista, ecc., un uomo apprezzato da molti e<br />
odiato da altrettanti altri. Oggi, nel tardo pomeriggio, c&#8217;è stata la<br />
cerimonia di cremazione, trasmessa direttamente in tv su uno dei nostri<br />
canali nazionali. Dentro e fuori l&#8217;aula c&#8217;erano centinaia di persone:<br />
parenti, amici, vip e altri. Nell&#8217;aula si poteva fumare e mi sembra più che<br />
giusto trattandosi di una cremazione e essendo stato Theo un fumatore<br />
accanito: il nome del suo sito &#8211; <a href="http://www.theovangogh.nl">www.theovangogh.nl </a>- è infatti  &#8216;De<br />
gezonde roker&#8217; (Il sano fumatore). Hanno parlato i genitori, le sorelle e<br />
alcuni amici, tra cui un ex-politico che ha sottolineato che il nostro<br />
paese in questo momento è confuso, che dominano la costernazione e la paura<br />
ma che il nostro ordinamento giuridico è e rimane basato sull&#8217;uguaglianza e<br />
che la madre della democrazia è la liberta d&#8217;espressione. Già. Sulla cassa<br />
da morto erano messi fiori, un pacchetto di sigarette, una bottiglia di<br />
vino e un telefonino. Alla fine si ascoltava <em>A perfect day </em>di Lou Reed. Si<br />
rideva, si piangeva, c&#8217;erano applausi.</p>
<p>Theo van Gogh nei suoi elzeviri ha sempre detto quello che pensava e ha<br />
trattato regolarmente, anche nei suoi film, argomenti scottanti. Era un<br />
duro propugnatore della libertà d&#8217;espressione (ha intervistato due volte<br />
Pim Fortuyn), era spesso divertente e ha offeso un sacco di gente. Negli<br />
ultimi anni ce l&#8217;aveva soprattutto con i musulmani fondamentalisti che<br />
chiamava &#8216;scopatori di capre&#8217;.<br />
Il risultato dell&#8217;indagine ufficiale della sua morte non è ancora reso<br />
noto. Si pensa che il killer, Mohammed B. che ha una doppia nazionalità<br />
marocchino-olandese, faceva parte di una rete di musulmani radicali e ora<br />
si sta cercando il loro leader spirituale. Molti arresti, anche.</p>
<p>Il vicepremier Zalm ha dichiarato la guerra al terrorismo. Altri ministri<br />
hanno attutito questo statement. Cominciano a criticarsi fra di loro.<br />
L&#8217;altro ieri hanno dato fuoco a una scuola elementare musulmana, stanotte a<br />
una chiesa protestante e una moschea. E poco tempo fa ad una seconda scuola<br />
elementare musulmana.<br />
Oggi pomeriggio un gruppo di giovani marocchini ha fatto un giro silenzioso<br />
in bici attraverso Amsterdam, contro il terrorismo.<br />
Chiedono la tolleranza, chiedono l&#8217;approccio duro. E si parla, parla, parla.</p>
<p>Buonanotte,<br />
m</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2004/11/10/che-cosa-sta-succedendo/">Che cosa sta succedendo</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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