di Mauro Baldrati
Ho sempre ammirato lo stile di Natalia Aspesi. Durante gli anni dorati milanesi, nella città da bere, era una giornalista di moda temuta, perché scriveva articoli al vetriolo su certe sfilate, sulle trovate grottesche di alcuni stilisti, sull’uso becero dell’immagine femminile. Non era una finta trasgressiva, come ce ne sono tanti – troppi – in Italia, lo era veramente. E lo era dall’interno, non arroccata in uno...
http://www.youtube.com/watch?v=uc-VqT97iZQ
di Mauro Baldrati
Io e la lady ci facciamo questa pista, sottraendola al sacchetto che dobbiamo portare all’avvocato. Modica quantità, per andare su di giri, non per uscire di testa. L’avvocato non se accorgerà. Perché non può accorgersene, visto che non avrà certo il tempo di pesarla.
“Ah!” esclama la lady rovesciando indietro la testa. L’anello che le pende dal naso tintinna. Tiro a mia volta, la roba scende in gola,...
di Mauro Baldrati
“I librai prenotano pochissime copie dei libri di narrativa. Non si fidano. Sanno, o qualcuno ha detto loro, che venderanno solo un piccolissimo numero di romanzi italiani, e solo di alcuni autori” scriveva Enrico Piscitelli su Alfabeta 2.
Qualcuno ha detto loro.
Ma non solo ai librai. Quel “qualcuno” è per esempio il distributore, che valuta un autore unicamente dalla pesatura di mercato, senza avere necessariamente letto un solo...
di Mauro Baldrati
Abito in San Donato. Polvere, veleno, rumore. Morti, sono tutti morti. Cadaveri che camminano. Mummie al volante. Ectoplasmi col passeggino.
Anche Dorian è morto. E’ già sepolto. La sua sentenza capitale è stata la perdita del lavoro, quel giorno è salito sul patibolo. Il suo padroncino di autocarri è fallito, i camion confiscati, Dorian a terra con la liquidazione vaporizzata. La moglie lo ha lasciato, anzi, l’ha buttato...
di Mauro Baldrati
“Non esistono i beat, ma solo un gruppo di ragazzi che vogliono essere pubblicati” dice il personaggio di Allen Ginsberg nel film Urlo. In effetti il vero Ginsberg tentò di smorzare l’attenzione dei media sul gruppo di scrittori e poeti di cui faceva parte, che tutti chiamavano beat, e in seguito beatnick. Erano soprattutto degli amici che vivevano insieme, che viaggiavano, che scrivevano e cercavano di pubblicare...
di Mauro Baldrati
Di grande, di rivoluzionario non c’è che il minore. Odiare ogni letteratura di padroni.
Deleuze Guattari, Kafka
E se esistesse veramente?
Se esistesse un gruppo di scrittori – senza identità collettiva per ora – o per sempre – che utilizzando i codici e gli stili del genere noir produce una visione del mondo dove alcune tendenze vengono portate al limite di rottura e la realtà che ci sta intorno esplode...
di Mauro Baldrati
In redazione a Frigidaire, a Roma, arrivavano molte visite. Una quantità di collaboratori veniva nella palazzina di Monteverde Vecchio, una villetta col cortile interno, un giardino abbastanza trascurato e un piccolo pergolato, per consegnare articoli, disegni, proposte. Talvolta per litigare, durante misteriose riunioni nell’ufficio del direttore. Con Tanino Liberatore, per esempio, che arrivava da Parigi, non mancavano mai urla, o rumori non meglio identificati. Quando era il...
di Marco Rovelli
Mauro Baldrati è un habitué della rete: redattore del blog collettivo La Poesia e lo Spirito, scrive spesso anche su Nazione Indiana. Adesso dalla rete la sua firma si trasferisce sulla carta, con La città nera (Perdisa editore). Si tratta di una distopia in piena regola, un futuro che ci attende tra gli infiniti possibili, e il peggiore immaginabile, tracciato come punto di fuga a partire dal...
di Mauro Baldrati
Il taxi procede in colonna, a passo d’uomo, verso l’ingresso. Il vialetto è presidiato dalle guardie, probabilmente carabinieri in borghese, che controllano i documenti.
Siamo quasi arrivati al posto di blocco. Non vedo perquisizioni, o passeggeri fatti scendere dai taxi o dalle berline scure. I controlli devono essere discreti, e rispettosi. La sicurezza va garantita, ma si tratta pur sempre di persone importanti. E le persone importanti hanno...
di Mauro Baldrati
Esistono dei romanzi che seguono un percorso apparentemente obbligato, che neanche l’autore – talvolta identificabile col conduttore di una diligenza lanciata lungo un itinerario da lui stesso stabilito – riesce a modificare. Vanno avanti per i fatti loro, perché così sono stati iniziati, indirizzati. I motivi posso essere diversi: certe caratterizzazioni di personaggi molto forti, più forti del loro creatore, che vede ridursi sempre più i margini...
di Mauro Baldrati
Chi ama Proust, chi ha letto la Ricerca e ne è rimasto affascinato, o impressionato, spesso ama anche le sue cose, gli oggetti, le notizie della sua vita. E' come se da questo romanzo immenso, abissale, si sprigionasse un fascino che coinvolge il suo autore, l'angelo notturno, la macchina di scrittura totale che fonde la vita con la letteratura, tanto che, con Kafka, potrebbe affermare, e di...
di Mauro Baldrati
Io e Luigi camminiamo sempre veloci, passo di marcia, ma oggi dobbiamo avanzare come lumaconi, andatura frenata da passeggio, perché abbiamo al traino lo zio.
Ci caracolla dietro lo zio, fa del suo meglio, muove le braccia senza coordinazione, ciondola la testa.
Luigi ogni tanto si gira e lo guarda preoccupato.
“Tutto bene?” chiede.
Lo zio borbotta. Non si capisce se risponda a Luigi o parli da solo. E' così lo...
di Mauro Baldrati
Qualcuno ha scritto che A serious man di Joel e Ethan Coen è un film incomprensibile per chi non conosce a fondo la cultura ebraica. Molti sono infatti i riferimenti alla lingua, alla Torah, al bar mitzvah. Forse è per questo che l’inizio, una scena ambientata in uno sperduto shtetl polacco del secolo scorso, sommerso dalla neve, recitata in lingua originale coi sottotitoli, sembra scollegato dal resto...
di Mauro Baldrati
Per parlare dell’ultimo libro di Alan D. Altieri, Hellgate (Tea, 2009), bisogna fare una riflessione sulla violenza e la sua rappresentazione. La violenza è ormai parte del nostro quotidiano, esce con enfasi e autocompiacimento dai telegiornali, che sono zeppi di cronaca nera che viaggia sui particolari macabri, sulla violenza verbale degli aggettivi (massacro, strage, sgozzato, ecc), e si basa su un presunto voyeurismo dark del pubblico al...
di Mauro Baldrati
La Lettera del Veggente porta la data del 15 maggio 1871, era indirizzata al poeta Paul Demeny, amico di Georges Izambard, una figura importante nella vita e nella formazione di Arthur Rimbaud: giovane professore del Ginnasio, intellettuale repubblicano e laico (e per questo particolarmente odiato dalla madre, una donna dura, bigotta, dalla quale Rimbaud non riuscì mai a separarsi veramente) lo iniziò alle letture dei romantici e...
di Mauro Baldrati
La questione dello stile è da sempre un elemento di pesatura rilevante per gli scrittori. Esistono pulsioni, risonanze, esiste, forse, il tempo; esistono concatenazioni di pensieri – siano essi coscienti, palesi, sinceri o menzogneri – che cercano di spiegare (ma anche di negare) la realtà. Scrivere produce un movimento forzato, più o meno lineare e indifferente ai mimetismi, alle reticenze, alle finzioni di chi scrive, che organizzando...
di Mauro Baldrati
Forse a qualcuno è capitato di spedire un manoscritto a un editore e sentirsi rispondere – quando l’editore risponde, il che non accade sempre – che è “un genere che non va.” Oppure che è l’argomento che non va.
A me è accaduto. Ho inviato il file di un romanzo breve a due editori, che sono anche amici. Mi hanno risposto dopo un paio di settimane, con...
di Mauro Baldrati
Non ho mai lavorato per la mafia italiana.
Raramente i boss si rivolgono a uno specialista, preferiscono utilizzare uomini loro, che addestrano in proprio e tengono sul libro paga. I lavori della mafia sono esecuzioni in strada, raffiche di mitra sulle auto, esplosioni, stragi. Io non mi tiro mai indietro, elimino chi deve essere eliminato, ma non sono i miei sistemi. Io lavoro scientificamente, pianifico, studio, non sono...
di Mauro Baldrati
Da quel vecchio combattente della OAE (Old American Epic) che è, Clint Eastwood ha girato un film epico sulla solitudine, la vecchiaia, i padri, l’amicizia, il sacrificio. Walt Kowalski, il suo personaggio, riassume tutti i cow boys solitari che si sono avvicendati lungo le varie e transgenerazionali frontiere americane; porta con sé i generi, gli stili, l’azione, la violenza, la prepotenza del mondo, l’ingiustizia, contro cui i...
di Mauro Baldrati
Attenzione! Questo è uno spoiler del film; chi non vuol conoscerne l'intera trama, non legga.
Mickey Rourke-Randy è spesso ripreso di spalle, massiccio, abbronzato, coi lunghi capelli ossigenati come Hulk Hogan, l’anziano wrestler acciaccato protagonista di un reality americano, e noi lo seguiamo nei suoi spostamenti per lo schermo, come se ci guidasse in un viaggio impedendoci la vista del panorama; poi si gira e ci mostra...
di Mauro Baldrati
Forse è stato il fotografo più patinato della storia della fotografia. Tutto in lui era stile. Non solo i servizi di moda, le sterminate pubblicità per Versace o i redazionali per Vogue o Harper’s Bazaar dei primi anni ’50, fino alle soglie del 2000, anche i ritratti, i reportages. Persino il lungo racconto della lenta morte del padre, bianchi e neri crudeli, immagini di amore e sofferenza,...
di Mauro Baldrati
E' un antieroe quello che ci guida in questa narrazione . Un antieroe disperso, disarticolato e disanimato che parte e riparte dall'estate "di ignavia e tremore del 2007", l'estate "sfinita e irregolare del 2007", l'estate "cristica e anoressica del 2007", l'estate "scomposta e cadaverica del 2007".
Sette mesi prima è morto suo padre, la notte di capodanno. Lo trova, il narratore Giuseppe Genna, la mattina del primo gennaio,...
di Mauro Baldrati
“Ed è vero che sul piano dell’espressione la testa bassa si collega alla foto” scrivevano nel 1975 Deleuze e Guattari nel prodigioso Che cos’è una letteratura minore? In effetti i personaggi – i due personaggi – del romanzo di Paolo Giordano hanno la testa bassa, sono personaggi laterali, solitari, piegati dalla vita e dai propri destini. E Alice, la ragazzina che un padre scostante, insensibile, costringe a...
testo di Mauro Baldrati, illustrazione di Magnus
Di fronte al cancello della scuola media Da Vinci, al di là del viale, vi è una fermata dell’autobus; di fianco alla pensilina una strada secondaria costituisce un esempio perfetto di “sofferenza urbanistica”: i ragazzi all’uscita da scuola sciamano verso la fermata, si fermano, fanno la lotta, ostacolano il traffico.
Alle 13.10 arriva un Suv Cayenne nero che deve svoltare, si ferma perché un...
Tex compie sessant’anni. Esce lo Speciale n.22, intervista all’autore
di Mauro Baldrati
Sessant’anni di avventure, di sparatorie, di scazzottate. Tex nasce nel 1948, inventato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini come personaggio di sostegno al fumetto di cappa e spada Occhio Cupo, ma presto prende una strada sua e diventa il più famoso e il più venduto in Italia. Fin dai primi numeri si caratterizza come il fumetto western che...
di Mauro Baldrati
Questo è il mio primo lavoro politico. Ed è, forse, il più rischioso di tutta la mia carriera. I lavori politici di solito vengono portati a termine dalle stesse organizzazioni, che utilizzano uomini loro. Raramente ricorrono a un professionista. In questo caso, però, c’era bisogno di un’alta specializzazione. Questa almeno è la motivazione ufficiale. In realtà la Resistenza ha bisogno di una figura esterna, uno straniero che,...
di Mauro Baldrati
Con l’inglese proprio non va.
Il fatto è che alle medie, qua al paese, c’era francese, una lingua bella e facile, anche se bisogna storcere la bocca con quelle “u” e “ue”. Ma quest’anno all’Istituto Tecnico Cosmodemonico mi hanno appioppato inglese obbligatorio e, anche se ho frequentato un corso accelerato di recupero, non combino un accidente. Primo compito in classe: 4; secondo compito in classe: 4; interrogazione: 5...
di Mauro Baldrati
Questo viale deserto, grigio e tremebondo io lo chiamo la Prospettiva Cosmodemonica. E’ diritto, coi platani ai lati, marciapiedi senza pedoni, poche auto parcheggiate, pochi negozi. Non è neanche lungo, è un viale corto, il viale principale del paese fantasma merdacchioso di Mezzaluna.
Lo percorro tre volte, avanti e indietro, con la R4, cercando chissà che, forse di vedere qualche faccia conosciuta, poi rinuncio e me ne torno...
di Mauro Baldrati
Io non sono qui è un film che diventa bello, a tratti molto bello con qualche picco di bellissimo o addirittura di meraviglioso: all’inizio serpeggia l’inquietudine perché sorge il sospetto che si tratti di una copia di No Direction Home, il documentario con filmati originali di Scorsese: interviste veloci, tracce di concerti, canzoni, ritmo serrato, ma il tutto filtrato dalla finzione e dalla patina del rifacimento e...
di Mauro Baldrati
Disanimati, disarticolati, aspettiamo nella notte gelida e nebbiosa. Aspettiamo qualche novità, facciamo l’ultimo tentativo prima di naufragare nel salone immenso del Bar Unità gremito di omacci urlanti che giocano a carte, a biliardo, a Mah-Jong.
Sulle panchine del Viale dei Platani, il nostro quartier generale, c'è un po' di gente, altri arrivano alla spicciolata. Arriva anche il mio amico Dennis che dice, tremebondo: "O', andiamo a Caprarossa o...