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	<title>Nazione Indiana &#187; microcenturie</title>
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		<title>Cento di questi giorni!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 10:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
				<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Galhardo]]></category>
		<category><![CDATA[microcenturie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/micro-257x3001.jpg"></a>
<p>Mancano ormai poche ore alla fine di un esperimento in rete assai interessante e di cui abbiamo già parlato <a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/delle-smarrite-lettere/">qui</a>. Si parla spesso di nuove voci ma poi si fa fatica a sentirle. Spero allora che la voce di Cristina vi giunga, chiara e forte.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/26/cento-di-questi-giorni/">Cento di questi giorni!</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/micro-257x3001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-30871" title="micro-257x300" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/micro-257x3001.jpg" alt="" width="257" height="300" /></a></div>
<p>Mancano ormai poche ore alla fine di un esperimento in rete assai interessante e di cui abbiamo già parlato <a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/delle-smarrite-lettere/">qui</a>. Si parla spesso di nuove voci ma poi si fa fatica a sentirle. Spero allora che la voce di Cristina vi giunga, chiara e forte. effeffe</p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;"><strong>Del rosso e del mille novecento e novanta e due</strong><br />
 di<br />
<strong> Cristina Galhardo</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;"><em>No no e no.</em></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;">Lo diceva in classe, faccia rossa, come rosso era l&#8217;inchiostro che ha dettato la sentenza nell’esame. La maestra, non con lo chignon o gli occhiali, invece con i jeans e la tunica, esplodeva di esasperazione. E diceva <em>No</em>. <em>Com&#8217;è possibile. Ti sei sbagliato a scrivere la data, vero? È questo, certamente. Ma come fai a sbagliarti allora in continuo, come ti permetti, dopo che ti ho corretto in classe, a ripetere in scritto queste barbarità nell’esame?</em></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;">Gli altri studenti si dividevano fra la risata e gli occhi spalancati di stupore per le sciocchezze del compagno.</span></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;"><em>Metti questo in testa, una volta per tutte, non tollero più  balordaggini. Ma tu lo sai benissimo, lo fai soltanto per annoiarmi. Ma ti costerà caro. Guarda bene: è fi-ni-ta nel mil-le no-ve-cen-to e no-van-ta e du-eeeeeee. Novanta e due! Eri appena nato! Guarda intorno a te. La vedi ancora, per caso? Senti bene,</em> e apriva ancora di più gli occhi, come fossero questi la fonte dei suoni stridenti, <em>il tre d&#8217;agosto del no-van-ta e du-e</em>, accentuando tanto il numero pari, per poi ripetere come un nastro registrato la versione dei libri di storia, <em>l&#8217;esercito della Repubblica ha finalmente fatto un assedio efficiente alla guerriglia e ha catturato il capo dei ribelli, correttamente giudicato e giustiziato. Cosa pensi altrimenti che festeggiamo, in quel giorno? La liberazione dai pidocchi? Domani, fai attenzione, leggerai per tutta la classe un testo dove, una volta per tutte, capirai bene la realtà. Che con questa non si gioca. Non stiamo parlando di un qualsiasi Paese là lontano. Gioca con la guerra soltanto chi non la conosce.</em></span><br />
<span id="more-30870"></span><br />
<span style="font-family: Georgia; font-size: medium;">I libri scompigliati nello zaino, i piedi trascinati fino a casa, dove sembra che non sia il presente che gli domandano. A cena, fra il cucchiaio di minestra e le raccomandazioni della madre, <em>non sporcare il pigiama</em>, si sente la traccia delle bestie volanti che traversano le città cresciute vicino agli aeroporti fatti tanti anni fa per sognare altri voli. E ora, siccome si conosce, non evita l&#8217;impulso di nascondersi sotto il tavolo. Il padre non fa lo stesso gesto, ma la mano gli trema e smette di portare il cucchiaio alla bocca, chiude gli occhi e si concentra, <em>passa subito, sta per passare, è passato</em>. Stasera ha la scusa per non rimanere al tavolo, ha i compiti.</span></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;">La maestra ride quando vede la pagina spruzzata in rosso, compito fatto.</span></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;"><em>Ma ragazzo, in rosso&#8230;mi vuoi imitare o questo è tutto amore?</em></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia; color: #ff0000; font-size: medium;">“Il tre d&#8217;agosto del mille novecento e novanta e due è finita la guerra nel nostro Paese, il tre d&#8217;agosto non più il rumore che rende sorde le mie notti, ma lui c’è, nelle mani di mio padre quando copre le orecchie perchè non c&#8217;è più spazio per niente in noi, e lui non sa se quella sera ci deve trascinare sotto il letto che arrivano subito i proiettili, se sono i suoi che vengono a prenderlo e portarlo a un momento di più pace, adesso non ci trascina più,  me e mio fratello, ha soltanto il primo sguardo di terrore e poi ricorda, ma il rumore segue abitando a casa mia, sono le notti trascorse in bianco perchè lui deve parlare e io ascoltare perchè se nessuno l&#8217;ascolta ho paura che lui esploda da solo e non ci sia nessuno per raccogliere i pezzi, i suoi gridi nella notte mi ricordano che non devo sognare perchè lui dice <em>io ho fatto quello, l&#8217;ho fatto, come posso averlo fatto</em>, sono le mattine in cui si fa la barba e si mente dicendo <em>tutto bene</em> e va al lavoro, sono le ore che rimane lavandosi del sangue che l&#8217;acqua non porta via e lui strilla <em>non ce la faccio a levare questo da sotto le unghie</em> e io guardo e non posso mentire, c&#8217;è sangue e non so dire se è quello di tanto sfregare o l&#8217;altro, o se i due si sono mischiati e non più il rosso andrà via di là, di qua, da me e dai suoi occhi e sembra che non è ancora mille novecento e novanta e due”<em>.</em></span></p>
<p>da <a href="http://www.microcenturie.it/racconti/">Microcenturie</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/26/cento-di-questi-giorni/">Cento di questi giorni!</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Delle Smarrite Lettere</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Flaviano Fillo (effe)]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[lucia Saetta]]></category>
		<category><![CDATA[microcenturie]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Mulliri (webmaster)]]></category>
		<category><![CDATA[Zena Roncada]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/micro.jpg"></a></p>
<p><strong>Il progetto è aperto a tutti.</strong><br />
Romanzi in atto unico, dispersi per essere ritrovati e per far giungere altri fin qui, a raccontare ancora e far esistere sempre nuovi mondi. Inviate i vostri contributi a microcenturie@gmail.com, allegando (in formato word o compatibile) la vostra microcenturia lunga una sola pagina circa, corredata dal vostro nome o nickname, dalla url del vostro eventuale spazio web e dall’indicazione del luogo in cui smarrirete la microcenturia, in modo da poter tracciare una <a href="http://www.microcenturie.it/mappa/">cartografia</a> complessiva fatta di storie.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/delle-smarrite-lettere/">Delle Smarrite Lettere</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/micro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-29785" title="micro" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/micro-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /></a></p>
<p><strong>Il progetto è aperto a tutti.</strong><br />
Romanzi in atto unico, dispersi per essere ritrovati e per far giungere altri fin qui, a raccontare ancora e far esistere sempre nuovi mondi. Inviate i vostri contributi a microcenturie@gmail.com, allegando (in formato word o compatibile) la vostra microcenturia lunga una sola pagina circa, corredata dal vostro nome o nickname, dalla url del vostro eventuale spazio web e dall’indicazione del luogo in cui smarrirete la microcenturia, in modo da poter tracciare una <a href="http://www.microcenturie.it/mappa/">cartografia</a> complessiva fatta di storie. Chiunque può stampare e smarrire racconti altrui: lo segnali, anche in modo dettagliato, nello spazio dei commenti corrispondente al testo disperso.</p>
<p><a href="http://www.microcenturie.it/">I racconti, pubblicati</a> secondo l’ordine di arrivo, potranno essere stampati in formato pdf da autori e lettori utilizzando l’apposita funzione presente in calce alle singole microcenturie. Le pagine andranno quindi disperse presso cantieri edili, viali, negozi, metropolitane, reparti di fabbrica, mense scolastiche, uffici postali, parcheggi multipiano di centri commerciali e ogni altro interstizio del mondo reale. I contributi comunque disseminati dovranno contenere l’indirizzo www.microcenturie.it.</p>
<p>Ogni autore permette e auspica la diffusione del proprio contributo tra le fondamenta del reale.<br />
a cura di <em>Flaviano Fillo (effe), Zena Roncada, Lucia Saetta, Salvatore Mulliri (webmaster)</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/delle-smarrite-lettere/">Delle Smarrite Lettere</a></p>
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