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	<title>Nazione Indiana &#187; minuti di recupero</title>
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		<title>Dieci minuti di recupero  [scuola/1]</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/09/26/dieci-minuti-di-recupero-a-scuola-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 08:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p><strong>di Chiara Valerio</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>(&#8230;) se non che arrecava sconforto il doverci allontanare dalle usanze,<br />
le quali tengon luogo di legge, quando vengon fermate dal giro de&#8217; secoli.</em><br />
N. SANTANGELO, Discorso inaugurale del VII Congresso degli Scienziati Italiani, Napoli, 1845</p>
<p>Gent.mo Signor Ministro della Pubblica Istruzione sono una docente di scuola secondaria superiore e vorrei sottoporle una questione che, se io insegnassi retorica, potrebbe apparire davvero oziosa e un esercizio per studenti brillanti, ma mi creda, non è così, è solo un mercoledì di gennaio in una scuola dove le ore contano, in barba alla comune definizione ma incontro alla necessità degli studenti, cinquanta minuti.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/09/26/dieci-minuti-di-recupero-a-scuola-1/">Dieci minuti di recupero  [scuola/1]</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-8782" title="banchi" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/scuola20media20aula20diir8-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></p>
<p><strong>di Chiara Valerio</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>(&#8230;) se non che arrecava sconforto il doverci allontanare dalle usanze,<br />
le quali tengon luogo di legge, quando vengon fermate dal giro de&#8217; secoli.</em><br />
N. SANTANGELO, Discorso inaugurale del VII Congresso degli Scienziati Italiani, Napoli, 1845</p>
<p>Gent.mo Signor Ministro della Pubblica Istruzione sono una docente di scuola secondaria superiore e vorrei sottoporle una questione che, se io insegnassi retorica, potrebbe apparire davvero oziosa e un esercizio per studenti brillanti, ma mi creda, non è così, è solo un mercoledì di gennaio in una scuola dove le ore contano, in barba alla comune definizione ma incontro alla necessità degli studenti, cinquanta minuti.<br />
<span id="more-8781"></span><br />
Premetto che la velocità, a meno che uno non sia un centometrista, non è una dote e che per converso nemmeno la lentezza lo è, seppure ci siano da sempre falangi di scrittori e filosofi arrovellate sul concetto. Falangi inteso come quantità e come parte per il tutto. Così quando a metà della scorsa settimana sono entrata in sala professori e trovato un insolito capannello attorno al faldone delle circolari d&#8217;istituto mi sono incuriosita e domandato allegra Ragazzi cosa butta?. Proprio con queste parole Signor Ministro che forse non sono parole docenti ma non è che uno insegna ventiquattro ore al giorno. Anche perché se così fosse sarebbe opportuno fornirci di un cercapersone e sottolineare quanto la scuola sia importante per la società tutta e dunque quanto sia necessario avere un corpo insegnanti pronto al subitaneo intervento a ogni ora del giorno e della notte. Secondo turni e disponibilità. Ma non voglio fare un discorso politico, mi creda Signor Ministro, e nemmeno generalista o qualunquista o altri -ista tanto cari e lieti a chi scrive di mestiere. Nè parlare dell&#8217;importanza ascrivibile alla curiosità e alla qualità dell&#8217;insegnamento, voci non rendicontabili, non certificabili ISOnovemilaerotti e dunque inesistenti nella scuola di oggi. Voglio solo scriverle riguardo al fatto che quando ho chiesto Ragazzi cosa butta?, i miei colleghi, persone degnissime e incredibilmente non rintronate dall&#8217;attuale scuola contenitore, mi hanno guardato vacui. Col medesimo sguardo che di solito indossano gli studenti quando cerchi di far loro intendere che i concetti non passano per osmosi ma bisogna sudarci sopra. Ma è un&#8217;altra storia.</p>
<p>In ogni modo ero alla considerazione che velocità e lentezza non sono un valore in sé. E infatti, noi che abbiamo studiato a lungo sappiamo di aver incontrato concetti e precetti immediati se non intuitivi e altre faccende bisognose di ruminazioni da fare invidia agli erbivori più scrupolosi del creato. Così mi sono avvicinata al tavolo e, vinta la resistenza della calca attonita, giunta a leggere la circolare quindici del duemilasette. Ho strabuzzato Signor Ministro e lo avrebbe fatto anche lei che è così composto, perché va bene che lentezza e velocità non sono doti in sé ma chiedere a un docente un recupero orario gratuito di dieci minuti dopo che egli ha, con scrupolo o con altro sentimento e modo, rimodulato da settembre la propria lezione sui cinquanta minuti è una vergogna e una pretesa da far scendere i santi dal calendario!. Non sono i docenti a decidere quanto misura un&#8217;ora e non dovrebbe essere nemmeno l&#8217;istituto! Le ore le portano gli orologi! O, a tal punto, fateci timbrare il cartellino e stabilite un minimo di concetti da impartire in un monte ore, un numero di studenti da interrogare, la quantità di gesso da utilizzare e lasciateci alla guazza nella nostra alienazione da catena di montaggio. Senza che io tiri fuori la profonda incoerenza rispetto ai diffusi diktat in salsa pedagogica del tipo Il programma è rigido meglio il modulo, il nodo concettuale dipende dal linguaggio da iniziati, le scuole di specializzazione in didattica delle singole discipline sono utilissime. Tutto questo e poi il recupero di dieci minuti per giustificare il mancato pagamento delle supplenze o delle ore a disposizione?. Perché i dieci minuti non si recuperano nelle proprie classi, il recupero non è per gli studenti o per la qualità della didattica!. No!. Inventatevene un&#8217;altra Signor Ministro, lei e le sue autonomie scolastiche, meno umiliante e, ripeto, fateci timbrare il cartellino! Sarebbe molto meglio e ci identificherebbe come operai specializzati e tecnici dell&#8217;insegnamento piuttosto che missionari intenti a diffondere un verbo che non ammette e non cerca infedeli o e non lascia libertà di ateismo. Perché non si boccia più nessuno!. È diventato più difficile essere bocciati che comprendere una nozione qualsivoglia! Mi perdoni se utilizzo un gergo così poco laico ma ogni religione ha i suoi infedeli e quindi possiamo capirci senza fraintendimenti. Così quando è entrata la collega di chimica, che sta sempre sulle barricate vivaddio, e detto Ma perché siete tutti lì?, l&#8217;ho guardata vacua come ieri, quando una studentessa ha bussato alla porta della mia aula, interrotto la lezione e chiesto se poteva uscire qualcuno di cui però non conosceva il nome. Io le ho risposto stupita No con fermo garbo e quella si è messa polemizzare. Le ore di cinquanta minuti e la studentessa democraticamente alla deriva che polemizza mi volge le spalle e mi chiama Maleducata a voce sostenuta e tono piccato. Allontanandosi di tre quarti nel corridoio. Io ho guardato vacua la studentessa altrettanto perché gli eccessi mi innervosiscono. E agli eccessi che la scuola clientelare definisce giovanili ardori rabbrividisco doppiamente. Ma questa anche è un&#8217;altra storia. Per intanto la collega di chimica mi ha preso sottobraccio e detto facciamo un conto. Facciamo un conto Signor Ministro. Addizioni e sottrazioni, niente che possa allontanarla dalla lettura di poche righe rissose. Come sa, da contratto, le ore di un docente a tempo pieno, le ore di una cattedra, sono in media diciotto. Né mi risulta che le ore siano scomposte e definite in una quantità di minuti diversa dal senso comunque. Mi segue?.</p>
<p>Questo implica che con le ore di cinquanta minuti ogni docente deve recuperare centottanta minuti che sono tre ore a settimana. Sarebbero tre ore normali ma in realtà sono tre ore e mezzo scolastiche. Ciò implica ancora, e per non cadere in difetti di costruzione, che un docente deve recuperare sette ore ogni due settimane. Che significa quasi diciotto ore al mese. Logici e sindacalizzati come siamo, gioiamo tutti del fatto che è coerente ridefinire il mese dopo aver rinominato l&#8217;ora, ma assai meno quando la conclusione è che il mese di un docente di scuola secondaria dura circa cinque settimane. Al prezzo di quattro. Che fatti i dovuti distinguo è una immoralità senza precedenti visto che le ore accademiche durano quarantacinque minuti, e i professori universitari espongono concetti quanto noi. Quarantacinque minuti Signor Ministro che mi pare increscioso. Avranno anche loro problemi di tagli all&#8217;istruzione e alla ricerca ma almeno è noto che le loro ore sono di quarantacinque minuti e senza recupero! O mi sbaglio?. La collega di chimica mi ha sorriso e io a lei e poi siamo scoppiate a ridere Signor Ministro, che nemmeno è molto docente ma quanto è liberatorio!, perché il provvedimento della circolare è reatroattivo e quindi le ore di supplenza fatte, da settembre a qui, non me le paga nessuno e io, che non ho la tendenza al lucro ma solo al ventisette, penso di aver perso tempo. E mi creda, avere la tendenza al tempo è sano e umano e io di essere un pollo in batteria davanti a ventotto trenta polli in batteria non me la sento proprio. Almeno un bonus di produzione! Almeno un corso di aggiornamento come guardiano diurno delle masse studentesche che bussano alla porta durante le ore di lezione. Almeno! Un pollo in batteria potrebbe corrispondere al soggetto della circolare quindici del duemilasette ma un professore no, un professore non ha uova da covare ma solo immenso sconcerto da inghiottire. E adesso, un&#8217;ultima curiosità Signor Ministro. Quanto durano le sue ore?.</p>
<p>Perché forse urge rimodulare il calendario. Ore contenenti differenti quantità di minuti spiegherebbero lo sfasamento tra amministrazione scolastica e corpo docente. Tiriamo un sospiro di sollievo Signor Ministro, è uno sfasamento temporale e non di intenti non di vedute!. Come è lampante! Rimetterci in fase è una soluzione. O metterci in soluzione è una fase. Non so, anagrammi lei, perché qui ci stiamo solo sciogliendo dietro alle definizioni e di cultura non parliamo nemmeno in quei dieci minuti di recupero. E adesso vado, buone cose Signor Ministro e ci pensi.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/09/26/dieci-minuti-di-recupero-a-scuola-1/">Dieci minuti di recupero  [scuola/1]</a></p>
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