di Orsola Puecher
La narrazione1 del corto francese LOGORAMA, di François Alaux, Hervé de Crécy e Ludovic Houplain, vincitore dell’Oscar per l’Animazione 2010, ci illustra un mondo ormai coperto da copyright pubblicitario in ogni sua più piccola manifestazione, naturale o artificiale che sia. Read more »
- Devo purtroppo usare l’inflazionata parola, ma qui il contesto del ⇨ narrare è pertinente. Negli anni ’70 tutto era politico, da il personale al voto ecumenicamente assolutorio degli esami universitari, ma oggi, passando dal tutto è arte, lungo tutti gli anni ’80 e ’90, attraverso un confuso periodo in cui le cose non sono solo le cose, non solo pane e non solo frutta e non solo libri e non solo qualsiasi cosa, si è arrivati al dogma che tutto è narrazione, racconto. Tutti scrivono, anzi scrivono tutti. Scrivono anche senza scrivere. Parafrasando il ogni istante è già memoria di Bergson, oggi ogni istante è già narrazione. Non c’è più bisogno di operazioni transitive e di soggetto e complemento oggetto. L’universo è riflessivo: si racconta da solo. Non si vive più, si scri-vive ogni cosa. Ci si narra addosso. Chi ha cominciato? Busi andandosene dall’Isola dei Famosi con la sua celebre ironica battuta “Non c’è più racconto…”? O forse Vendola con la sua affabulazione retorica della politica e le sue metafore kitsch? Con la sua “Italia manipolata dal racconto Berlusconiano“, con la sua ⇨ “narrazione berlusconiana piena di smagliature“? Chi lo sa… ma temo che questo gingle ci resterà in eredità per anni, come il brunch, le spallone imbottite e le giacche decostruite Armani. [↩]




Commenti recenti