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	<title>Nazione Indiana &#187; parlamento italiano</title>
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		<title>POLITICHE COMUNITARIE</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 09:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Lavinia Rivara<br />
Non è solo la legge sull’omofobia a preoccupare i custodi del matrimonio e della famiglia eterosessuale. Un altro allarme è scattato in questi giorni nella maggioranza, ed è stato tanto forte da portarla ad uno scontro con l’Unione europea.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/06/12/politiche-comunitarie/">POLITICHE COMUNITARIE</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Lavinia Rivara<br />
Non è solo la legge sull’omofobia a preoccupare i custodi del matrimonio e della famiglia eterosessuale. Un altro allarme è scattato in questi giorni nella maggioranza, ed è stato tanto forte da portarla ad uno scontro con l’Unione europea. Il Senato ha infatti bocciato il regolamento con cui il Consiglio europeo vuole risolvere i problemi patrimoniali dei coniugi o delle “unioni registrate”, che esistono in ben 14 Stati su 27. L’obiettivo dell’Ue è risolvere i problemi delle coppie “internazionali” (formate cioè da persone appartenenti a due paesi europei diversi) in caso di separazione o decesso di uno dei due partner. Si tratta di 300 mila matrimoni ogni anno su 2 milioni e 400 mila (il 13 per cento) e di 40 mila unioni su 200 mila: il 20 per cento.<br />
Poiché in alcuni Paesi europei la legge ammette le unioni e anche i matrimoni tra gay, il centrodestra ha subito alzato le barricate. <span id="more-39278"></span>E nelle commissioni Politiche comunitarie e Giustizia del Senato ha sostenuto, insieme al governo, che la proposta europea può diventare “un cavallo di troia” per introdurre anche da noi il riconoscimento non solo delle coppie di fatto etero, ma anche delle coppie omosex. E c’è chi ha paventato perfino il pericolo Islam. E’ il caso del leghista Sergio Divina che ha messo in guardia dal rischio che si potrebbe correre in caso di ingresso nell’Ue di Paesi islamici dove è legale la poligamia. E quindi, invocando l’articolo 29 della Costituzione, che parla di “società naturale fondata sul matrimonio”, i senatori della maggioranza hanno detto no all’Europa, nonostante le proteste del centrosinistra. E tutto lascia pensare che alla Camera si ripeterà lo stesso copione. Lì la commissione Politiche comunitarie ha respinto il parere presentato dal Pd, che comunque riconosceva all’Unione la competenza a regolamentare la materia, rinviando tutto all’esame della commissione Giustizia. “Che accadrebbe se l’Italia dovesse riconoscere gli effetti patrimoniali di un matrimonio tra due cittadini italiani dello stesso sesso contratto in Svezia o di una unione omosessuale registrata in Germania?” si è chiesto spaventato il presidente della commissione, il pidiellino Mario Pescante.  Insomma solo una conferma di quanto l’Italia sia agli ultimi posti in Europa per il riconoscimento dei diritti civili, come hanno sostenuto proprio in questi giorni parlamentari di diversi Stati dell’Unione in un convegno a Montecitorio.</p>
<p>http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/06/11/coppie-gay-e-scontro-con-lue/</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/06/12/politiche-comunitarie/">POLITICHE COMUNITARIE</a></p>
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		<title>LIBERI DI INFORMARE</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 13:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Avaaz</p>
<p>Lontano dai riflettori, domani il Parlamento potrebbe definitivamente votare la legge bavaglio alla tv, che metterebbe in grave pericolo la libertà d&#8217;informazione nel nostro paese.<br />
Con ben 70.000 firme, una consegna d&#8217;impatto e migliaia di telefonate, qualche mese fa siamo riusciti ad affossare la legge bavaglio alla tv, che avrebbe messo in seria difficoltà indagini giornalistiche contro la corruzione e il malgoverno e avrebbe trasformato l&#8217;informazione tv in un presidio governato dai partiti.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/liberi-di-informare/">LIBERI DI INFORMARE</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Avaaz</p>
<p>Lontano dai riflettori, domani il Parlamento potrebbe definitivamente votare la legge bavaglio alla tv, che metterebbe in grave pericolo la libertà d&#8217;informazione nel nostro paese.<br />
Con ben 70.000 firme, una consegna d&#8217;impatto e migliaia di telefonate, qualche mese fa siamo riusciti ad affossare la legge bavaglio alla tv, che avrebbe messo in seria difficoltà indagini giornalistiche contro la corruzione e il malgoverno e avrebbe trasformato l&#8217;informazione tv in un presidio governato dai partiti. Ma con un blitz pochi giorni fa i parlamentari berlusconiani sono riusciti a imporre la votazione di questa legge. Se passerà, la nostra democrazia ne uscirà seriamente indebolita.<br />
Ci rimangono solo 24 ore &#8211; vinciamo anche questa volta! I parlamentari si riuniranno da oggi alle 14 e potrebbero votare già domani: inondiamoli di messaggi per chiedere loro di votare contro la legge bavaglio! Clicca sotto e inoltra l&#8217;appello a tutti:<br />
http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_tv/?vl<span id="more-39035"></span><br />
Il cosiddetto Atto d&#8217;indirizzo sul pluralismo darebbe un potere enorme ai dirigenti della Rai nominati dai partiti d&#8217;imbavagliare i giornalisti della tv pubblica. Le nuove misure lascerebbero i giornalisti senza alcuna protezione legale, dissuadendoli così dal compiere il loro lavoro d&#8217;inchiesta, che sarebbe schiacciato dalla minaccia di azioni legali dei poteri forti. Inoltre i politici imporrebbero a ogni trasmissione un doppio conduttore, una contro-satira e ospiti scelti da tutti i partiti politici. Il risultato sarebbe l&#8217;eliminazione di fatto della linea editoriale dei programmi, che diventerebbero così megafoni per i messaggi elettorali dei partiti.<br />
Nonostante l&#8217;incredibile opposizione che si è scagliata contro questa legge, i parlamentari della maggioranza sono riusciti a inserirla nuovamente nell&#8217;agenda grazie a un ricatto: si sono rifiutati di votare il regolamento per i programmi d&#8217;informazione sui referendum di giugno, negando così il diritto d&#8217;informazione dei cittadini, finché l&#8217;opposizione non ha accettato in cambio di mettere ai voti la legge bavaglio alla tv. Ora, se queste nuove regole dovessero passare, un velo pesante di censura cadrebbe in maniera permanente sull&#8217;informazione televisiva, indebolendo così uno dei punti chiave della nostra democrazia.<br />
Assediato da scandali sessuali e da processi per corruzione, Berlusconi sta facendo di tutto per rimanere saldo al potere attraverso il controllo e la manipolazione dell&#8217;informazione. Ma i sondaggi lo danno ai minimi storici, e per la prima volta l&#8217;opposizione potrebbe batterlo. I recenti risultati delle elezioni amministrative segnano per lui una grossa sconfitta, che potrebbe anche minare il futuro del suo governo.<br />
In questo momento di crisi, Berlusconi farebbe qualunque cosa per manipolare l&#8217;informazione a suo vantaggio. Ma il potere dei cittadini ora è più forte che mai. Sta a noi difendere tutti insieme le nostre libertà e l&#8217;indipendenza dei media. Ci rimangono solo 24 ore: manda un messaggio ai parlamentari per chiedere di votare contro le nuove regole bavaglio e inoltra questo messaggio a tutti:</p>
<p>http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_tv/?vl</p>
<p>Abbiamo già dimostrato che insieme possiamo vincere importanti sfide: lo scorso anno una mobilitazione dei cittadini mai vista prima ha fermato l&#8217;adozione della legge bavaglio, che avrebbe messo in pericolo la libertà di stampa e l&#8217;abilità dei magistrati di condurre indagini fondamentali. Se rimaniamo uniti saremo più potenti di qualunque alleanza fra poteri forti organizzati: mettiamoci insieme dalla parte di un&#8217;informazione indipendente e pluralista e di un governo responsabile.<br />
Con speranza e determinazione,<br />
Luis, Giulia, Alice, Ricken, Pascal, Benjamin, Mia e tutto il resto del team di Avaaz.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/liberi-di-informare/">LIBERI DI INFORMARE</a></p>
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		<title>IL BUON ESEMPIO</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 17:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Alfredo Matacotta Cordella</strong></p>
<p>Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell&#8217;Italia dei Valori ha proposto l&#8217;abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/il-buon-esempio/">IL BUON ESEMPIO</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Alfredo Matacotta Cordella</strong></p>
<p>Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell&#8217;Italia dei Valori ha proposto l&#8217;abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.<br />
Ecco com&#8217;è finita:<br />
Presenti 525<br />
Votanti 520<br />
Astenuti 5<br />
Maggioranza 261<br />
Hanno votato sì 22<br />
Hanno votato no 498).<br />
i 22 sono: BARBATO, BORGHESI, CAMBURSANO, DI GIUSEPPE, DI PIETRO, DI STANISLAO, DONADI, EVANGELISTI, FAVIA, FORMISANO, ANIELLO, MESSINA, MONAI, MURA, PALADINI, PALAGIANO, PALOMBA, PIFFARI, PORCINO, RAZZI, ROTA, SCILIPOTI, ZAZZERA.<span id="more-36926"></span></p>
<p>Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :</p>
<p>Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno &#8211; ce ne sono tre &#8211; e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.<br />
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.<br />
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.<br />
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.</p>
<p>Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso:<br />
<a href="http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=314&#038;Itemid=35">http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=314&amp;Itemid=35</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/il-buon-esempio/">IL BUON ESEMPIO</a></p>
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		<title>PRIDE</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 11:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Di Franco Buffoni</p>
<p>Perché è necessario coniugare la riflessione sull’omosessualità a quelle sulla laicità e sulla diffusione della cultura scientifica? L’obiettivo è l’affrancamento dal retaggio abramitico. Quel retaggio in virtù del quale si ritiene che un “creatore” abbia voluto generi e specie così come sono, immutabilmente: l’ordine del “creato”.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/07/06/pride/">PRIDE</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Franco Buffoni</p>
<p>Perché è necessario coniugare la riflessione sull’omosessualità a quelle sulla laicità e sulla diffusione della cultura scientifica? L’obiettivo è l’affrancamento dal retaggio abramitico. Quel retaggio in virtù del quale si ritiene che un “creatore” abbia voluto generi e specie così come sono, immutabilmente: l’ordine del “creato”. Con conseguente fioritura del pregiudizio anti-omosessuale (praticamente assente nel mondo greco-latino) e descrizione degli omosessuali come coloro che ostacolano la “volontà divina”.<br />
Questo assunto &#8211; che ho cercato di sciogliere in alcuni post apparsi su Nazione Indiana negli ultimi due anni &#8211; e che in tempi brevi spero di riuscire a tradurre in volume, mi è parso ancor più necessario lo scorso 3 luglio. Mentre nella ormai completamente laicizzata Londra un milione di persone sfilava in festa commemorando il primo Gay Pride di quarant’anni fa, a Roma alcune  migliaia di persone erano costrette a sfilare accanto a uno striscione affisso da una associazione cattolica &#8211; fortemente protetta dalle gerarchie vaticane e sovvenzionata coi proventi dell’8 per mille &#8211; che definiva i diritti civili reclamati dagli omosessuali come “diritti alla perversione”.<br />
Nulla di nuovo, mi si può replicare. Gli autori dello striscione sono in linea col Parlamento italiano che boccia la proposta di legge Concia contro l’omofobia e disattende sistematicamente l’art. 13 del Trattato di Amsterdam che condanna “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”. Ovvio che &#8211; se l’Italia si comportasse da paese civile e la legge contro l’omofobia fosse approvata &#8211; gli appartenenti a tali organizzazioni e i loro ispiratori e mandanti diretti e indiretti sarebbero immediatamente passibili di sanzioni.<span id="more-36041"></span><br />
Intanto proseguono, senza più fare notizia, le quotidiane aggressioni verbali e fisiche a cittadini omosessuali che hanno la sola colpa di essere, di esistere… A meno che &#8211; E QUESTA E’ LA VERA RAGIONE PER CUI PUBBLICO QUESTO POST &#8211; non si comportino come i signori autori dello striscione e i loro mandanti desiderano. E cioè, leggiamo nel comunicato successivo allo striscione: “Come quegli omosessuali onesti che vivono la propria condizione con disagio”.<br />
E’ palese che siamo di fronte a un passo avanti: anche i signori dello striscione sono approdati ormai al più recente catechismo della chiesa cattolica: gli omosessuali esistono, ma devono vivere la loro condizione con disagio.<br />
Poiché sappiamo bene da chi i parlamentari italiani siano ispirati quando si tratta di diritti civili, non nutriamo speranze per questa legislatura. Ma sappiamo anche quanto sensibile ai sondaggi sia chi attualmente – di quei nominati – detiene la quota di maggioranza. Il tappo dell’ipocrisia nei confronti dell’omosessualità sta per saltare. Si avvicina il momento in cui l’Italia potrà allinearsi a Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, piuttosto che a Cipro, Malta, Lituania e San Marino. I conti con i signori dello striscione e i loro mandanti sono aperti.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/07/06/pride/">PRIDE</a></p>
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		<title>SCHEMINO ILLUMINISTICO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Franco Buffoni</strong></p>
<p>Il suddito pontificio Giacomo Leopardi &#8211; che per terrore del freddo rinunciò alla cattedra universitaria in Germania (filologia classica e studi danteschi) &#8211; a Roma non potè lavorare nemmeno come bibliotecario per il rifiuto ad indossare l’abito talare.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/schemino-illuministico/">SCHEMINO ILLUMINISTICO</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Franco Buffoni</strong></p>
<p>Il suddito pontificio Giacomo Leopardi &#8211; che per terrore del freddo rinunciò alla cattedra universitaria in Germania (filologia classica e studi danteschi) &#8211; a Roma non potè lavorare nemmeno come bibliotecario per il rifiuto ad indossare l’abito talare.<br />
A Leopardi &#8211; suddito pontificio dissidente – ho spesso pensato nelle scorse settimane di apparente resa “ai preti”, che “possono ancora e potranno eternamente tutto”. (Dalla Lettera a Luigi De Sinner del 22 dicembre 1836: “La mia filosofia è dispiaciuta ai preti, i quali e qui e in tutto il mondo, sotto un nome o sotto un altro, possono ancora e potranno eternamente tutto”).</p>
<p>DIRIGENTI POLITICI E RELIGIOSI<br />
Violenza fisica e violenza morale sono strettamente connesse: non si può pensare di condannare l’una giustificando allo stesso tempo l’altra. Ricordo la direttiva approvata dal Parlamento europeo il 26 aprile 2007 che &#8211; riprendendo l’art. 13 del trattato di Amsterdam, disatteso dall’Italia &#8211; ribadisce l’invito agli stati membri “a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso” e condanna “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”.<br />
E i nostri deputati, nel bocciare la proposta di legge Concia, hanno fatto riferimento a “privilegi” che si sarebbero “concessi” agli omosessuali e di “attentato alla libertà di pensiero” (ovviamente di cattolici, fascisti e leghisti). Spingendo sempre più ai margini della cittadinanza il 10% dei cittadini.<br />
Perché cito Leopardi e leopardianamente “i preti”, e non me la prendo direttamente con i parlamentari italiani? Perché il vero scontro in atto non è tra il Parlamento italiano e gli omosessuali, ma tra il Vaticano e il Parlamento europeo, alias tra il Vaticano e la modernità.<br />
Prendersela con questo Parlamento italiano di nominati sarebbe fin troppo facile e riduttivo. Più interessante cercare di capire le ragioni profonde dello scontro.<span id="more-26672"></span></p>
<p>Le bestie nere del Vaticano nell’ultimo decennio si chiamano Gender Theory e Relativismo.</p>
<p>GENDER THEORY<br />
“Donne non si nasce, si diventa”, diceva Simone de Beauvoir. Chi nasce di sesso femminile è indotto a crescere come la sua società ritiene che debba essere una donna. Lo stesso potrebbe dirsi per l’omosessuale, almeno per quanto attiene alla sfera della cosiddetta “omofobia interiorizzata”, cioè a quelle istanze antiomosessuali prevalenti nel mondo sociale che il bambino inconsapevolmente assorbe e poi volge in primis contro se stesso.<br />
In sostanza, l’identità sessuale di ogni persona è stabilita dal sesso biologico, dall’identità di genere (il sentirsi maschio o femmina), dal ruolo di genere (i comportamenti che ogni cultura definisce appropriati per un maschio e per una femmina) e dall’orientamento sessuale. L’orientamento sessuale nulla ha a che fare con l’identità di genere.<br />
Genere maschile, specie omosessuale/eterosessuale; genere femminile, specie omosessuale/eterosessuale. Desiderare la donna non è una prerogativa solo del genere maschile, e desiderare l’uomo non è una prerogativa solo del genere femminile.<br />
La conseguenza più drammatica della sovrapposizione del genere alla sessualità consiste nel dare per scontato il secondo in base al primo, dalla nascita. Questo è il fondamentale luogo comune da sfatare. Il sesso biologico si riconosce subito (salvo in alcuni particolari casi); per l’orientamento sessuale occorre attendere almeno un decennio. Ed è proprio questa sovrapposizione, questo luogo comune, la causa di inenarrabili sofferenze, ambiguità, menzogne, isolamenti, crisi esistenziali e quant’altro.<br />
In sintesi: conta non il sesso biologico ma l’orientamento sessuale. Da qui la necessità di codificare nuovi diritti umani, sessuali e riproduttivi.<br />
Judith Butler è la studiosa statunitense che maggiormente ha contribuito alla codificazione di una Gender Theory. In base alla quale, nel mondo moderno, la differenza tra uomo e donna finisce inevitabilmente con l’essere più un fatto  sociale che biologico e l&#8217;omossessualita&#8217; diviene un destino culturalmente accettabile.<br />
Da qui il conflitto con il Vaticano. L’ultimo proclama l&#8217;ha lanciato l’8 ottobre scorso il segretario della Congregazione per l&#8217;Evangelizzazione dei Popoli, mons. Robert Sarah. Che ha definito la Gender Theory “una ideologia omicida”.   Per mons. Sarah, la Gender Theory  &#8221;destabilizza il senso della vita coniugale e familiare, si oppone all&#8217;identità sponsale della persona umana, alla complementarietà antropologica tra l&#8217;uomo e la donna, al matrimonio, alla maternità e alla paternità, alla famiglia e alla procreazione&#8221;. Si tratta, per Sarah, di una &#8221;ideologia irrealistica e disincarnata&#8221;, &#8221;che nega il disegno di Dio&#8221;, e che spinge la società a &#8221;forgiare il genere maschile e femminile a seconda delle scelte mutevoli dell&#8217;individuo&#8221;.   &#8221;Essendo il diritto di scelta il valore supremo di questa nuova etica, l&#8217;omosessualità diventa una scelta culturalmente accettabile, e la possibilità di questa scelta viene in tal modo promossa&#8221;.</p>
<p>L’ORDINE DEL CREATO<br />
Il mio obiettivo è di coniugare la riflessione sull’omosessualità a quelle sull’ateismo e sulla diffusione della cultura scientifica perché sono convinto che una vera e profonda accettazione dell’omosessualità nelle nostre società non possa che conseguire all’affrancamento dal retaggio abramitico. Quel retaggio in virtù del quale si ritiene che un “creatore” abbia voluto generi e specie così come sono, immutabilmente: l’ordine del “creato”.<br />
Da tale retaggio viene l’ottuso trincerarsi di molti dietro al cosiddetto “diritto naturale”. Da qui i feroci attacchi da parte dei vari fondamentalismi abramitici &#8211; in primis quello vaticano &#8211; contro il movimento gay e la Gender Theory.<br />
Costoro non hanno digerito Darwin; costoro &#8211; se messi alle strette &#8211; giungono a inventarsi la teoria dell’Intelligent Design. Per costoro le rivendicazioni femministe e gay vanno contro l’ordine naturale e dunque contro la creazione. (Lo dicevano anche delle suffragette di un secolo fa). Con costoro non si può discutere: costoro devono solo essere sconfitti politicamente. Come è avvenuto in Spagna e come purtroppo non sta avvenendo in Italia.</p>
<p>DIRITTI RIPRODUTTIVI<br />
Procrea chi vuole, chi se la sente di prendersi la responsabilità di crescere una giovane vita. Questo è stato definitivamente sancito dalla Conferenza del Cairo su Popolazione e sviluppo del 1994: “I diritti riproduttivi fanno parte dei diritti umani. Ogni SINGOLO individuo ha il diritto di decidere quanti figli avere e quando; e ad essere scientificamente informato onde ottenere il massimo possibile di salute sessuale e riproduttiva, libero da ogni discriminazione, coercizione e violenza”.<br />
In Italia ai single non è consentito accedere all’istituto dell’adozione. In Francia è possibile dal 1966; in Inghilterra dal 1976. E perché in Italia, dove fino al terzo mese è consentito l’aborto, è invece illegale la selezione degli embrioni basata sulla diagnosi pre-impianto? Qui siamo davvero al paradosso e al ridicolo. Qui la deriva biologistica e antiscientifica della Chiesa cattolica e del Parlamento italiano tocca il fondo, riducendo il giudizio sull’”idoneità” di una coppia a crescere un minore alla “natura” del loro sesso; e riducendo la nascita di una persona alle avventure e disavventure di un embrione. Per non parlare di morte e testamento biologico. Finché queste ossessioni ricadono all’interno della stessa Chiesa cattolica sono fatti loro, ma quando per via dei parlamentari cattolici, fascisti e leghisti è l’intera società a subirle&#8230;</p>
<p>È NATURALE&#8230; ?<br />
È naturale produrre il fuoco, mungere e addomesticare gli animali, arare il suolo, produrre frutti attraverso innesti, far fermentare l’uva? È naturale produrre energia, fabbricare plastica, telefonare, accendere la luce? A cattolici, leghisti e fascisti questo non interessa. Cattolici e assimilati il problema se lo pongono solo per l’omosessualità e per la procreazione assistita.<br />
Siamo ormai una specie troppo poco “naturale” per parlare di che cosa è naturale. Per gli appartenenti alla sapiens-sapiens, oggi, “naturale” dovrebbe essere l’accentuazione di educazione, gentilezza, civiltà: umanizzare il mondo, diceva Rilke. La sapiens-sapiens è diventata tale proprio perché si è distanziata dalla natura, dalla animalità. Infine, la natura non disdegna affatto l’omosessualità. In molte specie l’accoppiamento omosessuale è un dato di consuetudine anche in presenza di individui del sesso opposto. E non solo in cattività. Inoltre, in molte specie vicine all’homo sapiens il sesso è slegato dal ciclo riproduttivo. E questo è fondamentale: la separazione tra sessualità e procreazione.</p>
<p>IL DIRITTO NATURALE<br />
La teoria del diritto naturale, o giusnaturalismo &#8211; alla quale cattolici, leghisti e fascisti ancora oggi si rifanno &#8211; postula l’esistenza di una serie di princìpi eterni e immutabili, inscritti nella natura umana, cui si dà il nome di diritto naturale. Il diritto positivo (cioè il diritto effettivamente vigente) non sarebbe altro che la traduzione in norme di quei principi. Per le Chiese ovviamente si tratta dei princìpi dettati dai loro testi sacri: la Bibbia, il Corano&#8230; Per gli studiosi laici ottocenteschi i princìpi furono quelli di giustizia e di equità, oppure concezioni quali il popolo, lo stato. Non essendoci accordo sui princìpi (a meno che essi non siano imposti da un potere autoritario, alias da uno stato etico), il fondamento stesso della teoria del diritto naturale cominciò ad essere considerato obsoleto già alla fine dell’Ottocento.</p>
<p>IL GIUSPOSITIVISMO<br />
Verso la fine dell’Ottocento si afferma il positivismo giuridico o giuspositivismo che, contrapponendosi al giusnaturalismo, asserisce che il diritto è solo ed esclusivamente diritto positivo, e non c’è alcuno spazio per alcun diritto naturale trascendente il diritto positivo. Il diritto si sposta così dal campo del trascendente a quello dell’immanente, dal dominio della natura a quello della cultura.</p>
<p>IL RELATIVISMO<br />
Nel secondo Novecento con il relativismo si comprende che un’osservazione &#8220;oggettiva&#8221; e &#8220;distaccata&#8221; della realtà non è possibile, e che l’osservatore, interpretando la realtà, la influenza necessariamente. Giuristi e giudici non sono &#8220;indagatori&#8221; o &#8220;applicatori&#8221; di una realtà già data ma, nel momento in cui la interpretano, ne diventano veri e propri &#8220;creatori&#8221;.<br />
Con il costruttivismo relativistico giuridico di fine Novecento (l’ambito è quello dei filosofi analitici vs i filosofi continentali), l’uomo contemporaneamente osserva e modifica, influenza e viene influenzato, interpreta e crea. Non è completamente libero, ma nemmeno completamente vincolato; subisce pesanti interferenze da parte della realtà, ma interviene a modificarla.<br />
Per il relativismo, dunque, da una parte l’interprete (giurista o giudice) è ancorato alle norme esistenti, in quanto non può prescindere da esse; ma, interpretando le norme giuridiche per applicarle al caso concreto, vi immette sempre qualcosa di suo: influisce su di esse in quanto influisce sulla loro futura interpretazione ed applicazione, crea mentre interpreta. E fa entrambe le cose non in maniera arbitraria, ma sempre fortemente vincolato dall’ambiente storico, culturale e giuridico in cui si pone.<br />
Il diritto, secondo il costruttivismo relativistico, è in conclusione un fatto dinamico, un processo, una pratica sociale di carattere interpretativo, in cui norma giuridica e sua interpretazione interagiscono costantemente.</p>
<p>CONCLUSIONE  PRIMA<br />
Credo che queste poche nozioni siano sufficienti almeno a mostrare il ritardo culturale della posizione cattolica, leghista e fascista. Sull’omosessualità, non si dimentichi, così recita il Catechismo della Chiesa cattolica:</p>
<p>2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati». Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.</p>
<p>GENESI PSICHICA INSPIEGABILE? ALLORA È UNA MALATTIA</p>
<p>2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.</p>
<p>INGIUSTA DISCRIMINAZIONE? ALLORA ESISTE QUELLA GIUSTA (e siamo di nuovo a confrontarci con la direttiva del 26 aprile 2007 del Parlamento europeo e con l’art. 13 del trattato di Amsterdam).</p>
<p>2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.</p>
<p>CONCLUSIONE  SECONDA<br />
In queste poche ultime righe si nasconde la storia dell’Occidente cristiano, dalle torture, i supplizi e i roghi dell’Inquisizione fino al triangolo rosa.<br />
Questo antico Occidente cristiano è stato sconfitto dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione francese. Il suo spirito sopravviverà ancora per qualche tempo in Sud America, nell’Africa subsahariana, a “Porta a porta” e nei telegiornali italiani.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/23/schemino-illuministico/">SCHEMINO ILLUMINISTICO</a></p>
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		<title>CIVILTA&#8217; BOCCIATA</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 20:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Andrea Maccarrone<br />
Presidente Circolo Mario Mieli &#8211; Roma</p>
<p>Con la bocciatura della proposta di legge contro omofobia e transfobia, consumatasi intorno a una pregiudiziale di costituzionalità, è stata scritta un’altra pagina tristissima della nostra democrazia.</p>
<p>Un Parlamento sempre più delegittimato e distante dai problemi dei cittadini; un Parlamento di nominati &#8211; che dimostra la sua efficienza solo nell’approvare norme liberticide o ad personam – ha deciso di tapparsi occhi e orecchie di fronte alla crescente violenza contro omosessuali e transessuali, riesumando il vergognoso  paragone dell’omosessualità alla pedofilia, all’incesto e alla zoofilia.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/15/civilta-bocciata/">CIVILTA&#8217; BOCCIATA</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Andrea Maccarrone<br />
Presidente Circolo Mario Mieli &#8211; Roma</p>
<p>Con la bocciatura della proposta di legge contro omofobia e transfobia, consumatasi intorno a una pregiudiziale di costituzionalità, è stata scritta un’altra pagina tristissima della nostra democrazia.</p>
<p>Un Parlamento sempre più delegittimato e distante dai problemi dei cittadini; un Parlamento di nominati &#8211; che dimostra la sua efficienza solo nell’approvare norme liberticide o ad personam – ha deciso di tapparsi occhi e orecchie di fronte alla crescente violenza contro omosessuali e transessuali, riesumando il vergognoso  paragone dell’omosessualità alla pedofilia, all’incesto e alla zoofilia.</p>
<p>Non stupisce che un Parlamento sostanzialmente omofobo, nel discutere questa legge, parli di “privilegi” e di legge “contro la libertà di pensiero”. Quel che davvero risulta inaccettabile è l’utilizzo dello stratagemma della pregiudiziale di costituzionalità che spinge sempre più ai margini della cittadinanza il 10% dei cittadini. L’impressione è che ancora una volta le pesanti sollecitazioni sotterranee del Vaticano abbiano pesato in modo determinante.<span id="more-24345"></span></p>
<p>Questo Parlamento si fa così sostanzialmente istigatore di violenza e di odio e porta il peso della responsabilità dell’evidente imbarbarimento culturale di cui gli omosessuali sono vittime. Violenza fisica e violenza morale sono strettamente connesse: non si può pensare di condannare l’una e giustificare allo stesso tempo l’altra.</p>
<p>E’ importante anche fare chiarezza su un altro punto della norma appena respinta, concernente l’orientamento sessuale. Una legge che introduca aggravanti sulla base di questa motivazione non introdurrebbe elementi di discriminazione in base al soggetto che subisce violenza, ma in base al movente di chi commette il reato.<br />
È scandaloso che alcuni parlamentari e giornalisti (tra gli altri Buttiglione, Volontè, Storace, Renato Farina del Giornale) intendano fare bieca speculazione su questo punto.</p>
<p>Nessuna discriminazione verrebbe introdotta ma una norma di responsabilità che, come già accade da anni per violenze motivate da odio razziale o religioso (legge Mancino) riconosca la realtà della violenza motivata da odio omofobo e transofobo. Una norma di civiltà elementare presente ormai nella legislazione di tutti gli stati moderni, avanzati e civili.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/15/civilta-bocciata/">CIVILTA&#8217; BOCCIATA</a></p>
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		<title>IGNORA(N)TI</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/09/30/ignoranti/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/09/30/ignoranti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 21:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>IGNORA(N)TI</p>
<p>di Circolo Mario Mieli, Roma</p>
<p>2 Ottobre,21.00 in Piazza Montecitorio</p>
<p>Il vero nemico delle persone GLBTQI non è la violenza ma l’ignoranza e per combatterla servono impegno e cultura.</p>
<p>Continueremo davanti alla Camera dei deputati la raccolta di libri che nei secoli hanno raccontato l’amore omosessuale, saggi che raccontano la normalità del nostro amore e delle nostre famiglie, che parlino di noi, delle nostre vite, dei nostri desideri e delle nostre istanze.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/30/ignoranti/">IGNORA(N)TI</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>IGNORA(N)TI</p>
<p>di Circolo Mario Mieli, Roma</p>
<p>2 Ottobre,21.00 in Piazza Montecitorio</p>
<p>Il vero nemico delle persone GLBTQI non è la violenza ma l’ignoranza e per combatterla servono impegno e cultura.</p>
<p>Continueremo davanti alla Camera dei deputati la raccolta di libri che nei secoli hanno raccontato l’amore omosessuale, saggi che raccontano la normalità del nostro amore e delle nostre famiglie, che parlino di noi, delle nostre vite, dei nostri desideri e delle nostre istanze.</p>
<p>La serata sarà dedicata ad una lettura popolare.</p>
<p>Invitiamo chiunque interverrà a scegliere una pagina, un estratto, un brano che parli di temi e storie delle persone lgbt, che poi leggerà a tutte le persone presenti.<br />
Se non puoi venire di persona manda il testo che vuoi leggere alla nostra email, ci penseremo noi.<br />
Venerdì, 2 Ottobre, ore 21.00 in Piazza Montecitorio portiamo i libri che ci piacciono, quelli che parlano di noi, quelli che vorremmo far leggere ai politici.</p>
<p>La cultura è la prima medicina per curare l’ignoranza e quindi tutte le fobie che riguardano le persone glbtqi.<span id="more-23090"></span></p>
<p>Pòrtati una o più candele, torce, lumini, fiaccole, fai passa parola alla massima velocità e invita chi vuoi a venire!<br />
Se piove, porta un OMBRELLO RAINBOW (lo trovi in vendita a pochi euro).</p>
<p>Saranno graditi solo simboli e bandiere rainbow, non collegati a partiti, associazioni ed altre istituzioni.<br />
Sito: http://fiaccolataglbt.wordpress.com<br />
Telefono: 366.12.70.612<br />
E-mail: fiaccolataglbt@gmail.com</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/09/30/ignoranti/">IGNORA(N)TI</a></p>
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