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	<title>Nazione Indiana &#187; piero marrazzo</title>
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		<title>un&#8217;altra volta</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 16:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/piero-large.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p>Piero Marrazzo è l’ultimo uomo politico italiano ad aver mancato l’opportunità di diventare eroe nazionale. Con un unico gesto, con il superpotere perduto del senso dello stato e della giustizia, avrebbe potuto uscire da Via Gradoli con la testa alta e la camicia disordinata dal desiderio e dire Sì, sono stato con un transessuale e questo non pregiudica la mia capacità di amministrare una regione, sapete, hanno provato a ricattarmi ma io non ho temuto e al presidente del consiglio che mi ha chiamato per segnalarmi un video scabroso sui miei comportamenti sessuali ho risposto che non bisogna avere paura delle parole dopo che si è ceduto hai fatti.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/08/22/fantapolitica/">un&#8217;altra volta</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/piero-large.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-39912" title="piero-large" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/piero-large-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p>di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p>Piero Marrazzo è l’ultimo uomo politico italiano ad aver mancato l’opportunità di diventare eroe nazionale. Con un unico gesto, con il superpotere perduto del senso dello stato e della giustizia, avrebbe potuto uscire da Via Gradoli con la testa alta e la camicia disordinata dal desiderio e dire Sì, sono stato con un transessuale e questo non pregiudica la mia capacità di amministrare una regione, sapete, hanno provato a ricattarmi ma io non ho temuto e al presidente del consiglio che mi ha chiamato per segnalarmi un video scabroso sui miei comportamenti sessuali ho risposto che non bisogna avere paura delle parole dopo che si è ceduto hai fatti. Avrebbe potuto vantarsi della normalità delle proprie indefinitezze e metterle in comune con le persone che lo avevano votato, restituire, con quel gesto, la fiducia che gli era stata data con la matita copiativa sulla scheda elettorale. E poi scusarsi, infinitamente, per aver usato una macchina che non era per lui ma per la carica che era stato chiamato a ricoprire. Scusarsi perché è perdita di democrazia confondere il singolo col ruolo. Così, quando il giorno di Ferragosto ho visto l’<a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/08/15/news/intervista_marrazzo-20450866/">intervista su Repubblica</a> ho gioito e esultato Vai Marrazzo! E invece, nelle domande belle, incalzanti e politiche di Concita De Gregorio, si è ripresentato uguale a sé stesso. Le giustificazioni tutte virate al piano morale, giovani e droghe, prostitute e famiglia, abitudini sessuali e matrimonio,<em> le Confessioni </em>di Agostino il cui unico messaggio ritenuto è Se hai conosciuto il male non devi più nasconderti. Vorrei chiedere a Marrazzo a quale male allude, alla seduzione d’un desiderio o al malcostume di una classe politica che ha reso la rappresentazione di sé il gagliardetto dell’assenza di democrazia. Solo dal primo non devi più nasconderti.</p>
<p><span style="color: #008000;">[queste righe sono state pubblicate il 19 Agosto 2011 su l'Unità]</span></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/08/22/fantapolitica/">un&#8217;altra volta</a></p>
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		<title>Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 13:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Marco Rovelli</strong></p>
<p>Al cuore della questione Marrazzo (che emerge per <em>par condicio</em> con le escort di Berlusconi),  la mancanza di aderenza tra posizione etica e posizione politica. Non si fraintenda: non è questione di moralismo. Tutt&#8217;altro. Il moralismo, piuttosto, si basa proprio sullo scollamento tra i piani, su quella frattura tra etica singolare e politica pubblica (per richiamare la distinzione aristotelica), ciò che consente alla Morale la possibilità di un giudizio permanente (essa si fa &#8220;pontefice&#8221; tra un piano e l&#8217;altro).&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/25/note-sul-rapporto-tra-personale-e-politico-in-margine-al-caso-marrazzo/">Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Marco Rovelli</strong></p>
<p>Al cuore della questione Marrazzo (che emerge per <em>par condicio</em> con le escort di Berlusconi),  la mancanza di aderenza tra posizione etica e posizione politica. Non si fraintenda: non è questione di moralismo. Tutt&#8217;altro. Il moralismo, piuttosto, si basa proprio sullo scollamento tra i piani, su quella frattura tra etica singolare e politica pubblica (per richiamare la distinzione aristotelica), ciò che consente alla Morale la possibilità di un giudizio permanente (essa si fa &#8220;pontefice&#8221; tra un piano e l&#8217;altro). Si mostra ancora una volta che l&#8217;idea di politica intesa come mera &#8220;capacità tecnica&#8221; è solo astrazione: essa non regge quando sfrega con il suo &#8220;supplemento&#8221; necessario, ovvero la sfera dei &#8220;valori morali&#8221;. <span id="more-25394"></span>Tra etica e politica, allora, è necessaria una continuità, non un (immaginario, ovvero ideologico, falso) distacco, come se il politico fosse solo un dispositivo macchinale &#8211; buono, allora, solo per gestire l&#8217;esistente. La separazione privato/pubblico è solo una falsa coscienza, funzionale all&#8217;esistente. Il personale è immediatamente politico &#8211; non nel senso iper-ideologico che talvolta era all&#8217;opera negli anni settanta, dove il giudizio morale categorizzava, discriminava e incriminava il &#8220;privato&#8221;, ma nel senso che devono essere le pratiche reali a informare la politica. Partire dai corpi, dalle singolarità, e trasformare il politico.<br />
(Si potrebbe anche dire, la possibilità di rappresentare qualcuno deve poggiare sul presupposto dalla possibilità di rappresentare se stessi. E che la rappresentanza non può esimersi dalla rappresentazione).<br />
Tanto più, allora, per chi si pone l&#8217;obiettivo di un cambiamento sociale, la posizione etica deve &#8220;provarsi&#8221;. Per un politico di sinistra non deve esistere privato dove si possa essere differenti dal modo in cui ci si rappresenta pubblicamente. Non esiste trasformazione possibile, e neppure pensabile, senza etica.<br />
Nella fattispecie, Piero Marrazzo doveva rivendicare i suoi comportamenti,  farne un motore di un&#8217;azione politica &#8220;altra&#8221;. Che difendesse gay e trans. Che facesse una battaglia per i dico. Che combattesse la Binetti nel suo partito. (Ma l&#8217;iimpefetto va inteso al passato: era <em>prima </em>che doveva fare tutto questo). Ma non lo fa. Resta nel paradigma dello scollamento privato/pubblico, dicendo che le sue sono solo &#8220;debolezze private&#8221;. Prova vergogna e si dimette. (Sia chiaro, non ci sono scappatoie in questo caso alla vergogna di Marrazzo: anni e anni di menzogne alla propria donna non possono avere altro esito). E&#8217; allora è giusto così, che se ne vada. Così come dovrebbero andarsene &#8211; e più ancora &#8211; tutti i divorziati, puttanieri, amanti, che si fanno latori delle posizioni della Chiesa, o i noti consumatori di coca che appoggiano politiche proibizioniste, o chi parla di legalità e poi commette abusi edilizi nel proprio privato&#8230; (Poi certo, che Berlusconi abbia negato tutto, non dica la verità e non pensi nemmeno lontanamente a dimettersi, è un piano diverso del discorso, il paragone non dovrebbe neanche porsi&#8230;).</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/25/note-sul-rapporto-tra-personale-e-politico-in-margine-al-caso-marrazzo/">Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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