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poesia italiana contemporanea

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Progetto per una casa

* di Giulio Marzaioli ⊕ In primo luogo sarebbe opportuno possedere una casa. Quindi abbatterla, avendo cura di salvaguardare intatte alcune porzioni (pareti o elementi architettonici) in modo da poter sempre ricordare da dove siamo partiti. La presenza di elementi a contorno della casa (alberi, siepi ecc.) potrebbe risultare irrilevante. * ⊕ Dovrebbero quantomeno potersi individuare gli spazi adibiti a ingresso, soggiorno, cucina, camera matrimoniale, cameretta dei bambini, bagno. Qualora la sorte sia propizia potranno...

Da “De la lang(ue)”

di Antonio Belfiore   Jadis, si je me souviens bien j’ai répété aussi: il corpo c’est une parfaite machine! Ma questa sporca poltiglia (chiamala soul o identité) non è altro che se stessa. E tu non mostrarmi più le solite espressioni gli sguardi e i brutti tic del tuo hic, del loro nunc: il tuo volto is worth much more, davvero molto più che solo questo. *   Quanto vorrei compiacermi anch’io di un dramma banale che sento e voglio esprimere, perché sono profondo. Commuoversi come le formiche senza sfumatura...

L’opera poetica di Bartolo Cattafi

  Per la poesia di Bartolo Cattafi di Raoul Bruni Siamo stati abituati a classificare gli scrittori italiani del Novecento per generazioni, correnti, poetiche; oppure attraverso categorie storiche o geografiche che consentano di sistemare gli autori nelle caselle di uno schedario precostituito. Con questi criteri è stata allestita la maggior parte dei manuali e delle antologie, e si è formato il canone letterario dell’ultimo secolo. Ma il Novecento, quello italiano specialmente, è...

Trittico ornitologico

di Benny Nonasky Partiamo dal presupposto che una qualsiasi cosa debba essere utile. Successivamente, quella qualsiasi cosa, deve anche essere fatta bene. Penso che sia sufficiente. Perché io mi interrogo sulla composizione, sulla bellezza, sull’esito positivo delle cose. Ma non tutte vengono bene. E non tutte hanno un’utilità positiva. Almeno le cose antropiche. In natura tutto è collegamento e rete. Se una cosa funziona, anche il resto ne giova e...

Come carta di riso: dalla vitalità all’incanto di Alessandra Montesanto

di Giuseppe Acconcia Come carta di riso (Oedipus, 2019, pp. 57, 12 euro) è il titolo dell’ultima raccolta di poesie di Alessandra Montesanto. Militante e fondatrice dell’Associazione per i diritti umani, Alessandra insegna Cinema e linguaggio dei Media a Milano. Nella prefazione a cura di Amin Wahidi si richiama la necessità del testo poetico. Il poeta, come un mistico sufi alla Rumi, riesce a ritmare le parole come fossero musica....

Due poesie sopra i destini delle mamme

di Francesca Genti   Le mamme delle poete le mamme delle poete si siedono sul divano, è tardo pomeriggio e aspettano le figlie. le vedo dalla cima di una stella; accendersi una sigaretta, farsi un bicchiere, incrociare e scrociare le gambe, girare gli anelli, mangiarsi le unghie.   le mamme delle poete sono inquiete, è tardo pomeriggio e aspettano le bimbe, poete appunto, non luminari della scienza, né capitane d’industria né avvocati, non donne che sanno organizzarti una casa, una vacanza, un veglione per...

Jacopo sul palco

di Umberto Piersanti Jacopo, tu non conosci palchi, non conosci balconi o luoghi che sopra gli altri per la gioia s’alzano o la rabbia di chi ascolta, tutto per te si svolge a rasoterra, neppure sai che ogni corpo vive nei suoi confini, che sfiorarlo o urtarlo non è permesso, è solo nella terra il tuo cammino, a cerchi e svolte che tregua non danno nella vecchia canonica gelata un giorno sopra il palco sei salito, aperto e sconfinato più della Scala, tu dei compagni il più alto e luminoso, quell’istante bocconi sopra il legno per un istante spezza il sortilegio che il...

Da “I ferri corti”

di Paolo Maccari   Viali È sempre lotta tra asfalto e radici. Dune sbrecciate nei parcheggi obliqui dei nostri viali. E profferta di simbolo anche ai poeti che sanno appena cinque o sei alberi. Nomi bastanti a lunghe metafore d’oppressione e rivalsa: Sollevazione delle radici, ribellione se erompono come… Ma il Comune riasfalta. Sradica, se vuole, il Comune, e ripianta. Anche questa metafora occorre far fiorire: il Comune innaffia e cura la rivolta futura, la scruta, la concima, poi stende il nastro scuro. Poi stende il nastro scuro con nostro sollievo sopra l’incuria del viale...

Da “Dire il colore esatto”

    di Matteo Pelliti   Il cervello del santo Rubato il cervello del santo, mente portatile sottratta, grigia materia disanimata che non ammette riscatto, dice l'arcivescovo: «Invito chi ha sottratto la reliquia a restituirla senza condizioni, perché si possa continuare degnamente a onorare un segno lasciato e conservato per la devozione e la fede di tutti». Chissà cosa ha pensato il Santo dell'organo rapito e se mai traccia di rapimento mistico ha attraversato i resti, le spire spente delle sinapsi di Don Giovanni...

Il poeta è un fingitore?

di Marina Massenz   Che cosa voleva dire esattamente Pessoa, autore dai molti eteronimi, quando scriveva: “Il poeta è un fingitore. / Finge così completamente / che arriva a fingere che è dolore / il dolore che davvero sente”? Penso che parlasse del “distanziamento” dell’Io dal testo poetico di cui è autore. È la distanza che permette di dire che, sì, l’autore prova davvero quel dolore, ma è così distante da...

Oceano – la poesia del cambiamento

di Benny Nonasky (Si consiglia di leggere prima la poesia senza note. Oppure solo le note e poi la poesia. Terza e ultima opzione: leggere la poesia e le note, per poi rileggerla sola ad alta voce, anche agli amici e al bar) In origine l’alba e la luce l’alba e la luce alba e luce e ormai soltanto la notte madre e padre di ogni significato e colore La notte. I Ci muoviamo dall’alto come Fetonti codarossa1 in transito...

L’ossessione dei “Fiori estinti” di Mattia Tarantino

di Daniele Ventre L’opera seconda, o se si vuole ancora quasi prima, di Mattia Tarantino, Fiori estinti, ed. Terra d’Ulivi 2019, seguita a Tra l’angelo e la sillaba, per i tipi del medesimo editore (e risalente al 2017), segna il secondo tempo del momento di esordio di un autore giovanissimo (nato a Napoli nel 2001). In Fiori estinti di Tarantino, due connotati generici, che in parte si ravvisavano già nel...

Da “Posti a sedere”

di Luciano Mazziotta       perché si odiano diluiscono le colpe nel caffè miscelano antefatti girando il cucchiaino prima in senso orario a consistere decenni dopo li riavvolgono come se fosse spago incatenato alla scogliera e sembra riva. e prima in senso orario a sbattere sui lati della tazza e dopo alla rovescia a cancellarne i segni finché dal fondo affiora una scusa sulla schiuma o spesso una domanda che almeno uno dei due si pone a mente alzando lo sguardo all’orologio. sono...

Da “Il libro di G.”

di Vincenzo Ostuni * *

Da “Trasparenza”

di Maria Borio .   Settima scena Stendevamo le mani contando i bordi di pelle incrinati. ............Questa è una scena visibile dietro una parte di me che indietreggia, si sorregge la luce insieme la carta e il digitale, ti sorreggi consegnato alla portafinestra e mi apri uscendo sopra il gelo. ............Questa è una seconda scena che mi lascia creatura tra gli uomini, tu uomo tra le creature che degradano – il balcone, la condotta di rame, i grovigli delle nuvole, una sagoma parlante. Nella terza scena...

5 poesie

di Fabrizio Bajec Questi inediti fanno parte di una serie intitolata Stati di emergenza, successiva ma sulla stessa linea de La collaborazione (Marcos y Marcos 2018). Si inseriscono nel contesto delle manifestazioni di protesta che scuotono la Francia da due mesi, pur ispirandosi ad altri scontri sopraggiunti sotto le ordinanze del governo Macron, nei primi tempi della sua elezione. Traducono un aumento esponenziale di violenza poliziesca che dall’approvazione della riforma...

In tutte le direzioni, purché non nella falsa coscienza

di Lorenzo Mari   A tre anni di distanza da Epica dello spreco (Dot.com, 2015), è uscito, alcuni mesi fa, il secondo libro di poesia di Laura Di Corcia, intitolato In tutte le direzioni (Lietocolle, collana gialla, 2018) e già finalista al Premio Rimini 2017 con il titolo Traduzioni e microsismi. La genealogia del libro, però, non si esaurisce qui: come ha dichiarato la stessa autrice in questo interessante e intenso...

Dix fiabes difficìles

di Andrea Franzoni “l'eroe in A. F., in quell'unica riga, è un corpo in cui il peso del portato tradizionale e familiare si depone nel senso del mantello. Si depone cioè si mette al margine, tenta anzi di spostarsi ma il peso del mantello, per sua assunzione, è un peso centrale. Individuale. Ma la deposizione del mantello è un continuo tentativo di dargli un posto per la notte. La tragedia...

Da “La città delle mosche”

di Benny Nonasky Pubblichiamo una selezione da La città delle mosche (Gilgamesh Edizioni 2017). Più un testo inedito. É una città di merda. <<Me cumpà, i cosi càngianu si cangia a genti. Ma a genti simu nui. E a nui sulu a morti ndi cangia.>>1 Lo ripeto: è una città di merda. ** E le mosche amano la merda. Le mosche. Le mosche sono:         il popolo. Le mosche sono:         i gnuri.2 Le mosche sono lo spazio e i tre participi temporali. Presente. Futuro. Passato. Concatenanti. La pancia piena/A panza china      ...

Da “La visione a distanza”

di Alessandro De Francesco I 12 testi che presentiamo sono tratti da diverse sezioni del libro La visione a distanza (Arcipelago Itaca, 2018). Segue una nota dell'autore. * *   * * *** Nota dell'autore Coloro che conoscono il mio lavoro sanno che esso è decisamente orientato verso l'internazionale. La vita, e il mio lavoro di poeta, mi hanno portato molto presto a concepirmi non tanto come un poeta italiano, ma come come poeta italofono multilingue apolide o forse...

Lo stanzone

di Andrea Inglese   non sembrerebbe, ma è l’albero cinese, del paradiso, comincia qui, dopo il primo cordone di dune, oltre gli stagni, le cortine di giunco nero, c’è lo stanzone, e sul lato aperto, crollato, i fusti nani e quelli già alti degli ailanti, una sedia scura nel mezzo con lo schienale altissimo, le porcellane posate su cuscinetti di muschio, le ragazze mutano l’ordine delle ciotole e dei piatti, corrono avanti e indietro con polpacci luminosi, non fanno alcun rumore, ma...

Pietro Tripodo, poeta e traduttore

(Lo scorso 8 novembre si è tenuto presso la Società Dante Alighieri, a Roma, il convegno “Altre visioni”. Pietro Tripodo poeta e traduttore. Riportiamo tre interventi dalla giornata: Roberta Alviti, Pietro Tripodo traduce Antonio Machado; Michele D’Ascenzo, Pietro Tripodo e la musica: il suono e il tempo; Tarcisio Tarquini, I perciatellini di Pietro. Tripodo è nato a Roma nel 1948; nella stessa città ha vissuto, lavorato ed è prematuramente scomparso nel 1999; la maggior parte della sua...

Nuove nughette

di Leonardo Canella Da Nuove nughette, Edizioni Prufrock spa, 2017 ti avvicini e mi vuoi far male. Hai i denti grossi. Rotti. Piccolo, mi vuoi far male e mi racconti la storia di tua figlia che non la vedi da dodici anni. Penso che hai letto i Promessi Sposi quando mi mostri il bubbone che hai sullo stomaco. Fuoriesce di 20 cm. Mi dici che è un’ernia nonricordocosa e penso però che i Promessi Sposi non...

La linea automatica produce trecento piani cucina

di Francesco Terzago La linea automatica produce trecento piani cucina al giorno, ogni giorno, senza sosta. Ventiquattro ore su ventiquattro. Trecentosessantacinque giorni all’anno (o trecentosessantasei, se necessario) - le lastre di pietra da tre-quattrocento chilogrammi sono mosse dai bracci meccanici con la stessa semplicità con la quale io posso sollevare un giornale o una corteccia di betulla e usarla come un ventaglio; il foro dove sarà ospitato il lavello è ricavato con un getto largo come uno spillo, un getto...

da In che luce cadranno / Gabriele Galloni

  I morti tentano di consolarci ma il loro tentativo è incomprensibile: sono i lapsus, gli inciampi, l’indicibile della conversazione. Sanno amarci con una mano – e l’altra all’Invisibile *** Ai morti si assottiglia il naso. Quando li sogni se lo coprono. È normale vederli a volto coperto passare dal corridoio al bagno alla cucina. *** Si parlava dei morti. Sulla tavola i resti sparsi della cena – quelle bistecche appena cotte. Il frigorifero in dialogo amoroso con le stelle. *** I morti vanno in cerca...

Il messaggio è democratico

  di Andrea Inglese   In ogni suo punto il messaggio è complesso, stratificato, rilevante a perdita d’occhio, ma nel suo insieme è liscio, flessibile, omogeneo.   Altisonante, il messaggio risuona nella macchina simbolica dell’uomo, della donna, è irrilevante, per tutti ed ognuno, lascia spazio dentro, lascia il vuoto.   Quando è al suo culmine, trasparente e leggero, il messaggio raggiunge il popolo, è DEMOCRATICO.   Il messaggio quando è democratico non spaventa e non rintrona, il messaggio...

Overbooking: Primo Levi

Nota di Alida Airaghi Di Primo Levi (Torino, 1919-1987) tutti conoscono i capolavori narrativi, testimonianze tragiche dell’esperienza vissuta nel campo di Auschwitz, in cui fu deportato nel 1944 in quanto ebreo: Se questo è un uomo, La tregua, Se non ora quando?, I sommersi e i salvati. In pochi sanno invece che Levi fu anche autore di versi, scritti tra il 1943 e il 1987, anno del suo suicidio, e pubblicati...

da Punu / Silvia Tripodi

Potete trovare la raccolta Punu di Silvia Tripodi qui. Per spiegare meglio questo concetto in modo che se ne faccia rappresentazione si può utilizzare l’esempio del tè la sequenza di azioni di preparazione la bollitura dell’acqua raggiunta la temperatura conforme all’infusione del preparato il tempo di infusione delle piante sminuzzate il dopo che si filtra è filtrato pronto per essere bevuto dentro il corpo. *** Per spiegare meglio questo concetto per farne una rappresentazione si può immaginare una bellissima pianta rigogliosa di un verde...

Da “Sinopia” (e dintorni)

di Luigi Severi   mestiere dopo mestiere, ha tracciato confini con il dito (storia del bianco, dice, che è un volo più perfetto, dove la fiamma danza, a bassitudini   immaginiamo il cerchio: per cominciare, dice, tra parentesi, riponendo con ordine gli ultimi tre bicchieri di cristallo:   sempre stata così (dice ancora, poi sputa) la storia delle cose: parte, riparte, emula / da questo stesso punto / snoda riannoda snida particole, dal nero – non più di due o tre per cominciare   ⁂   sembriamo in...

Mesa e Di Ruscio: dittico degli insubordinati

di Andrea Inglese Nel 1997, per Anterem Edizioni (collezione del premio Lorenzo Montano), è uscito Improvviso e dopo (poesie 1992-1995) di Giuliano Mesa. Nel 1999, per la PeQuod di Ancona è uscito Firmum (1953-1999) di Luigi Di Ruscio. Improvviso e dopo costituisce la terza raccolta personale di Mesa, Firmum si presenta invece come un’autoantologia personale di Luigi Di Ruscio. Lascio al lettore il compito di approfondire le ragioni di un...