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poesia italiana

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Giugno

di Silvia Zamperini La salma di un insetto Penelope ha schiacciato la cavalletta, sulla tappezzeria di scettri e corone. Spalmata tra un rubino e uno zaffiro si è sentita scricchiolare poco a poco. Sopra, un dagherrotipo indiano sotto, un ventaglio tibetano. Oggi è l’anniversario dei fiori con petali pari, che quando li conti t’ama sempre. Una corona per te, cavalletta, che il tuo sacrificio non sia stato vano. * Di domenica Un’oliva sul fondo del bicchiere sbeccato e sbavato di rossetto. Sono un cerino carbonizzato posso...

Incontro con la poesia

domenica 28 giugno ore 18:30 ai giardini di Castel Sant’Angelo Introduce Fabrizio Fantoni Letture dei poeti Carlo Bordini, Franco Buffoni, Bianca Maria Frabotta, Francesca Merloni, Elio Pecora, Luigia Sorrentino, Valentino Zeichen Musiche composte ed eseguite dal vivo da Marco Colonna In chiusura Transiti Concerto di poesia sonorizzata di Zingonia Zingone e Pierluigi Virelli  

A babbomorto

di Anonimo Transiberiano La connivenza a tanto ci ha ridotto che ci manca un paese sotto i piedi: vagoliamo nel vuoto pneumatico dell’etere: il brianzolo imbonitore e i suoi satelliti hanno fatto strame e lupanare. Sul giubbotto anti- proiettile ad personam veste solo decreti d’alta sartoria: sotto il reo è nudo e dà di sé spettacolo. Piccolo padre di anime morte (babbino nelle vecchie traduzioni) oggi intronato papi della patria – la connivenza a questo ci ha ridotto.

3 poesie e 2 prose

di Davide Morelli Inafferrabile Guardo di sbieco il muro. Appare la coda bifida di una lucertola, compare il dorso, rivestito di squame e... negli interstizi della siepe già non la vedo... come se con un guizzo fulmineo, un lesto strascicare di zampe si fosse divincolata in un cunicolo; come se il crocicchio dei colori lividi del tramonto, il riverbero di un fievole sfarfallio di raggi l’avesse resa invisibile. Forse è sgusciata...

Giulio Marzaioli: SUBURRA

27 maggio 2009 - ore 19,30 presso Tuma's Book Bar Via dei Sabelli, 17 Roma Giancarlo Alfano e Lucio Saviani introducono Suburra di Giulio Marzaioli Giulio Perrone Editore collana inNumeri diretta da G. Alfano sarà presente l'autore nel corso della serata proiezione del video Suburra

Cinque poesie di Ottavio Fatica

di Ottavio Fatica Celidonia o La risma Avevo una pietra d’acqua pura da ragazzo ............................petruzza cenerentola che non mi ha abbandonato. Dopo quarant’anni e più sullo scrittoio accampa un catafascio ............................di poesie una risma sciolta un fogliare folto di minuzzoli a pena contenuto da quel peso ............................specifico di pietra dura radiante cuore d’illusione ............................e d’incredulità che cova ancora e ha già dormito il suo secondo sonno. Una pietra sopra ............................come unica cura. . L’inchiostro spanto è inchiostro fatto ............................in casa d’un marrone come macchia di sangue sulla carta bianca muta...

CINQUE POESIE D’AMORE DEL DUEMILA

di Marco Palasciano __ __ __ ANTIMATERIA Mio puntino di luce colmaspazio, mia bellezza scolpita nel topazio della mente, che manchi alle mie mani – e avvento il desiderio in spazi vani, vuoti di te, del tuo incredibile essere che mi riempie con la sua assenza come il silenzio un bosco, e che frantuma o- gni povera pretesa di una scienza dell’accoppiarsi e del disaccoppiarsi… Mio piccolo armageddon, mia catarsi che giungi al fine d’una lunga èra d’ignoranza, mia primavera al mezzo d’ogni futuro inverno, mia...

Tomada, un attraversamento

di Francesco Tomada a cura di Francesco Marotta Da: L'infanzia vista da qui, prefazione di Maurizio Mattiuzza, illustrazioni di Gennj Volk, Gorizia, Editrice La Quercia, "Sottomondo", 2005. (I disedifici) Double face (pensiero all'uscita del turno di notte) Guarda le gru di Marghera altissime e bianche nel buio come radici di alberi piantati a rovescio nella terra dunque questo non è cielo ma un cielo capovolto questa non è vita ma quello che alla vita viene tolto . Su un verso di Antonella Anedda Anch'io di...

La collana ChapBook a Roma

Roma, giovedì 23 aprile 2009, ore 19:00 presso la Libreria Empirìa in via Baccina 79 (rione Monti): Presentazione della collana ChapBook delle edizioni Arcipelago (Poesia e prosa di ricerca : http://gammm.org/index.php/chap/) Interventi critici di Paolo Giovannetti e di Gherardo Bortolotti (direttore della collana con Michele Zaffarano) Leggono Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Adriano Padua _____________________________________________________ Empirìa, via Baccina 79 - tel. 0669940850 - email: info empiria com

La paura

di Riccardo Held È sempre quello torna sempre uguale e sono già passati quarant'anni ma torno sempre lì non serve a niente, riesce sempre a farmi così male, qualcuno o qualche cosa mi ha spezzato, tolto di mezzo, rotto, fatto fuori, e non ho mai capito ve lo giuro, non lo capisco oggi cosa sia, so solo che è così, precisamente, mi basta per saperlo la paura che non mi lascia mai, resta in silenzio, nei luoghi dove sono, sta discreta mi...

Air mail ( libro di poesie )

di effeffe Turbolenze Quando uno saluta l’altro per un viaggio d’affari, un tornaconto fondamentale è il fotogramma esatto della fine – per questo i nostri padri portavano in stazione fazzoletti bianchi. Se te ne vai con un'incazzatura o la tristezza degli occhi, i tuoi di lei, quella ti resta dentro non finisce Ecco perché durante il volo che il comandante domina e dirige della voce che corre con le belle gambe del personale di bordo, alto parlante cerco le sue carezze l'allegrezza Avverti prima...

Roberto Roversi a Roma

a Roma, Giovedì 26 marzo 2009, dalle ore 18:30 presso le Edizioni Empirìa via Baccina 79 (Rione Monti) Carlo Bordini e Marco Giovenale presentano Roberto Roversi, TRE POESIE E ALCUNE PROSE Testi 1959-2004. A cura di Marco Giovenale Con una nota di Fabio Moliterni Luca Sossella Editore http://lucasossella.it/arte_poetica/tre_poesie.html Roberto Roversi raccoglie nelle “Tre poesie” del titolo Dopo Campoformio (nella versione 1965), Le descrizioni in atto (1969-85) e i versi degli anni Settanta e Ottanta riuniti nel...

da “peepshow”

di Giovanni Turra Superfici Non c’è sguardo che fissi la mia nuca ma un’altra nuca ancora, seduti come siamo, lo sconosciuto e io, dentro il gazebo che fa vela a Treviso, in Piazza Pola. Impareremo a decifrare, immobili entrambi e premurosi, l’orografia dei corpi, le superfici vaste, le nostre schiene come tabulae incisae. Insetti ermafroditi a pelo d’acqua che si toccano da dietro. * Quattro a.m. Càlati in un sasso, dormi. Inoltrati in un sonno senza sogni. Fresco dev’esserci lì dentro, e una penombra d’acquario. Sono le quattro, dormi. Ti attraversano correnti contrarie,...

Un anno dopo il doppio

di Mariasole Ariot Per ciò che verrà - Nella fonte d'ogni chiasso - Ho fissato la bugia. Coprirò poi con stracci di risvolti ogni tritume e sedativo A distillare vento dal primo riposo di maggio.

POVERI MA VECCHI ::: rassegnetta di suoni apparentemente italiani :::

A Roma, giovedì 26 febbraio 2009, dalle ore 19:00 presso la Libreria Empiria (via Baccina 79) POVERI MA VECCHI -- rassegnetta di suoni apparentemente italiani -- quattro giovani poeti attestati negli anta introducono testi nuovi : Andrea Inglese, Andrea Raos, Marco Giovenale, Michele Zaffarano leggono pagine inedite e èdite. da A. I.: La distrazione (Sossella, 2008) A. R.: Le api migratori (Oèdipus, 2007) M. G.: La casa esposta (Le Lettere, 2007) M. Z.: A New House (La Camera Verde, 2008) * reading presso Edizioni...

Su Marco Giovenale, Criterio dei vetri

di Fabio Moliterni Ormai da tempo, la scrittura di Giovenale è testimonianza in atto di una ricerca progettuale, laboriosissima, che investe il fare poetico nella convergenza di plurimi riferimenti culturali e apporti teoretici. Sono i necessari approfondimenti per testare la tenuta e le possibilità sociali del linguaggio lirico all’altezza del presente. Laddove la pratica di nuove strade di comunicazione (la rete come archivio aperto, deposito di tracce ragionative, vetrina di...

L’annerita, prosa per De Signoribus

di Marco Ceriani Che cosa o chi guida la direzione di scrittura di Eugenio De Signoribus, ora che Garzanti mette a disposizione del lettore il suo "quasi tutto" («Raccolgo in questo volume i cinque libri a oggi pubblicati. I libri, non altro. Non le prove che precedono o affiancano, non i versi d'occasione o d'adesione, magari compiuti ma non entrati nel respiro dell'opera» ci dice il poeta), sagomato sapientemente in...

Di quand’ero poeta (e non lo sapevo)

di Roberto Bugliani L’opzione Il poster d'un clown bislacco alla parete era il tuo doppio fidato e silente con la lacrima aggrappata al ciglio che rifiutava di scivolare giù per l'abbrivo della guancia mal rasata preferendo la penombra truffaldina degli occhi all'ingloriosa agonia sulla stoffa della giacca o tra le fessure impietose del parquet. * Ulteriori proponimenti Sì, qui vi dico - e ve lo giuro: mollo tutto al suo destino barloccio, pianto in asso l’avveduto scalpiccio dei doveri, lascio le albe alle loro smorfie di ventriloqui...

salita al monte tauro

di Massimo Bonifazio quanta strada, si dice, e per ritrovare qui quanta lordura: lattine dentro ai vicoli, cartacce, pozze di benzina, i rivoli di sangue delle offerte che arrossano i solchi dei canali scavati nel nero della pietra; li leccano i cani, presi a calci dall'uomo che avanza con la palma salmodiando un inno marinaro; all'altezza dell'arco lo sorpassa, lo sfiora con l'orlo della veste, intrisa di un presagio di riarso: residuo della festa, odore dei cadaveri smembrati,...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 16

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato, non dico che tutto questo non sia servito a nulla, detto oggi, di 25 dicembre, una data non certo anodina, anche se difficile dire perché, per quale diverso sovrapporsi di piccole apparizioni, di entrate in scena, di tuffi fuori dal cono di luce, di dimenticanze di guanti o chiavi, all’ultimo momento, o di partenze senza gomme di scorta, o con i cani già ammalati, con le piaghe che peggiorano ad ogni...

I motivi d’indignazione. Appunti su “L’Italia sepolta sotto la neve” di Roberto Roversi

di Fabio Moliterni L’ultimo poema di Roberto Roversi sembra presentarsi costitutivamente – vista la stesura pluridecennale che l’accompagna(1) – in quanto summa e specimen di un intero percorso poetico. Questo vale per una serie di motivi che cercherò di sintetizzare, e che fanno per investire o interessare tanto il piano formale della poesia roversiana quanto quello che inferisce la sin troppo nota vicenda editoriale delle sue opere: tal che, a...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 13

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato, che tu sia muta, e lo sia di circostanza, come se fosse questo un riguardo nei miei confronti, un modo preoccupato, quasi apprensivo, di accogliermi, di farmi tuo ospite, con un piacevole senso di privilegio, di compimento, non so, non credo, è quanto dovrebbe risultare da un’analisi benevola dei fatti, ma non posso, in tutta sincerità, abbandonarmi a questa benevolenza, che tu sia muta, è un fatto, il perché tu lo...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 10

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato, la nostra storia è sempre la stessa, anche quando, di mese in mese, – se ben ricordo qualcosa del tempo – si aggiungono più ampi progetti, si modifica il tuo profilo e con esso il mio, acquistiamo tratti di somiglianza, come fratelli, imperfettamente vicini, tu più in alto, io dietro, o in basso, ma al mio posto, anche quando guardo una traccia di urina gelata che si biforca sull’asfalto, e disprezzo questo...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 9

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato, Ti ho mentito, non sono mai stato a Buenos Aires. Non sopporterei, per altro, una città dove qualcuno ha sofferto a lungo, inutilmente, per un amore, continuando a sperare, ad elaborare una storia parallela, favorevole a sé, come un calmante, impegnandosi nei dettagli, come un letterato professionista, e forse la letteratura nasce così, tutta la finzione che inonda il mondo, è nata per riparare l’angoscia d’amore, e parare lo...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 7

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato, lo stare male, per me, non è mai stato un problema. Quando c’è da stare male, sono in grado di farlo, di stare male a lungo, ininterrottamente, senza riserve. A Buenos Aires, una città fredda, sono stato male per più di un anno, con qualche breve interruzione al tramonto, e dopo cena, via, si riprendeva. (E al porto, o al ristorante seduto solo al tavolo, imparando a memoria la breve...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 6

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato, vorrei fosse venuto il momento di ricordarti che sono con evidenza destinato alla morte, di questo fatto, e di come te lo dico, io ho un chiaro ricordo, basta un piccolo sforzo, perché io riporti alla mente – come un evento accaduto di recente – che la morte mi è destinata, è una certezza, come giunta da una remota dimostrazione, anonima, mormorata, che anche tu possiedi, e che non...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 5

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato mi mancano le risorse sembra poco un problema non decisivo quello delle risorse una condizione momentanea come un calo di energie e temporaneamente non si riesce ancora a riposare basterebbe trovare una stanza con un letto o anche in luogo pubblico una poltrona o una sedia qualunque abbastanza al riparo un angolo non troppo frequentato le risorse non dico tante ma sento che mancano c’è di peggio c’è gente che sta...

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 4

di Andrea Inglese Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato, le mie relazioni sociali esistono posso stare tranquillo quando mi capita di pensarci nel loro insieme tutte quante senza neppure soppesarle da vicino le relazioni – mi dico – ci sono ed è sufficiente questo: un pensiero (l’insieme delle mie esistenti relazioni sociali) e sono invaso da un senso di tranquillità e non le conto neppure non voglio considerarle con eccessiva precisione – sotto un aspetto globale così è sufficiente: sono relazioni di...

Una trentina di Gabriele Frasca

di Gilda Policastro All'interno del genere antologico, che in Italia stando anche solo all'ultimo quinquennio ha fatto registrare, particolarmente per la poesia, una reviviscenza pressoché incontrollata, la specie dell'auto-antologia non ha avuto similare debordante fortuna: è stato l'editore Sossella a rilanciarla all'interno della collana di "arte poetica", a partire dal volume d'esordio, lo scorso anno, di Michel Deguy. Stavolta tocca a un autore nostrano ripercorrersi e risistemarsi in volume unitario:...