<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nazione Indiana &#187; portogallo</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/tag/portogallo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com</link>
	<description>versione beta 3.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 18:19:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Monsanto, Portugal</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/24/monsanto-portugal/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/24/monsanto-portugal/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 06:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[monsanto]]></category>
		<category><![CDATA[portogallo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2008/02/24/monsanto-portugal/</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/02/monsanto03-029.jpg" title="monsanto03-029.jpg"></a> </p>
<p>di <strong>Cristina Babino</strong></p>
<p>Monsanto è un lembo sperduto e antico del Portogallo centrale, nella regione interna di Beira Baixa. Nel 1938 il regime fascista, col suo vacuo primatismo da propaganda, coniò per esso la definizione di <em>villaggio più portoghese del Portogallo</em>, motto che occhieggia tutt’ora nei dépliant turistici e sui cartelli stradali.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/02/24/monsanto-portugal/">Monsanto, Portugal</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/02/monsanto03-029.jpg" title="monsanto03-029.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/02/monsanto03-029.thumbnail.jpg" alt="monsanto03-029.jpg" /></a> </p>
<p>di <strong>Cristina Babino</strong></p>
<p>Monsanto è un lembo sperduto e antico del Portogallo centrale, nella regione interna di Beira Baixa. Nel 1938 il regime fascista, col suo vacuo primatismo da propaganda, coniò per esso la definizione di <em>villaggio più portoghese del Portogallo</em>, motto che occhieggia tutt’ora nei dépliant turistici e sui cartelli stradali. Dall’aeroporto di Lisbona occorrono circa tre ore di macchina per giungere qui, nel distretto di Castelo Branco, a sud-est della catena montuosa della Serra de Estrela. Il confine spagnolo è a un passo, si avverte nei nomi delle cose, e nell’aria calda e calma che pervade le vallate anche in inverno. Dalla capitale si punta in autostrada al cuore di roccia del Paese, per due buone ore e mezzo, poi ci si inerpica per strade più o meno impervie tra i diciassette villaggi del comprensorio di Idanha-a-Nova, di cui Monsanto è un municipio &#8211; una <em>freguesia</em>, secondo il termine locale usato ai tempi dei remoti splendori dell’Impero portoghese. <span id="more-5394"></span></p>
<p>Salire fin quassù è un’ascensione che sa di penitenza, in un modo. La religiosità pervade questi luoghi con un’aura millenaria, sentita e vissuta nel profondo di un quotidiano che pare impermeabile alle lusinghe della modernità. Durante il periodo pasquale, qui si celebrano i rituali della Passione più suggestivi del Paese: la statua del Cristo calata dalla Croce da uomini incappucciati, con l’ausilio di scale fedeli all’iconografia tramandataci dalle opere d’arte, quindi avvolta nel sudario bianco e deposta al compianto delle donne, che intonano canti struggenti di dolenza e confessione.</p>
<p>Nel resto dell’anno, croci di pietra porosa e solidissima fanno da voto e sentinella quasi a ogni angolo. Le finestre, e le strade, si popolano di tanto in tanto solo di anziane donne in fazzoletto e veste neri, grandi ceste di verdure portate sotto il braccio, l’andatura affaticata dall’età e dalla pendenza delle vie dai ciottoli serrati. Spesso le si vedono sedute a piccole congreghe sui gradini delle scale in pietra che conducono alle loro case, per scomparire poi d’un tratto dietro le porte di legno scorticato e verde tipiche di questa zona. A volte i mariti le accompagnano, nei brevi tragitti tra i vicoli umidi di muschio, le coppole calzate sulle fronte, indosso le camicie a scacchi di flanella. Si ritrovano, poi, gli uomini, nello slargo che dà sul belvedere: non c’è una vera piazza, a Monsanto, la sua è una conformazione tanto particolare da renderlo un luogo unico, meta soltanto di pochi, coraggiosi visitatori che qui si fermano un pomeriggio ad ammirare la grandiosità silenziosa del paesaggio, mai però a passare la notte. Che può essere molto fredda, e ventosa, con sbalzi di temperatura forti e imprevedibili.</p>
<p>La gente è curiosa della curiosità di chi arriva, sorride cordiale mai mancando di rivolgerti qualche parola di benvenuto, qualche forma di bonaria accoglienza. E&#8217; raro, ormai, altrove, il costume del saluto immotivato. In Italia sopravvive solo nelle anticamere dei dottori, e tra gli escursionisti&#8230;</p>
<p>Monsanto è un angolo del Portogallo cosiddetto <em>profondo</em>, ruvido, irto, sassoso. E bellissimo. Di un fascino poco accomodante, però, e inesorabile. Qualcosa di molto simile al sublime descritto dai romantici. Il villaggio è arroccato alle pendici del Mons Santo, incastonato in un declivio disseminato d’impressionanti megaliti, che sono il tratto distintivo, l’orgoglio, le stigmate di un paesaggio antichissimo. Le case, tutte in pietra e legno, formano un’ entità unica con gli enormi sassi che le sovrastano, concrezioni granitiche che le inglobano a volte, a volte vi si appoggiano con tangente gigantismo: difficile è distinguere dove cominci la costruzione, dove finisca il prodigio naturale, il lavorio e la paziente levigatura del tempo. Passi tra i vicoli angusti, odorosi di legna da ardere, le strettoie infiltrate di vento e parietarie, e in tutta la sua evidenza t&#8217;accorgi che questo abitato è il frutto di millenni di lotte estenuanti dell’uomo col suo ambiente, una lotta con le forze naturali impari, eppure miracolosamente vinta, tanto difficile è capire quanto l’uomo si sia piegato all’asprezza di questo luogo, per insediarsi, e quanto questo luogo sia stato domato, facendo dei megaliti non più minaccia ma provvidenziale sostegno, e riparo.</p>
<p>Percorrendo la via che dal cuore del paese sale alla vetta del monte, ci s’inoltra in un labirinto di vicoli diramati come vene asciugate e pulsanti in cui è facile perdersi, seguendo il richiamo di un dettaglio, di uno spiraglio di paesaggio che s’indovina alla vista tra le intercapedini dei muri, e s’apre poi in vedute inattese e larghe, generose e sorprendenti.</p>
<p>Giungere alla cima ripaga del fiato fatto grosso, della vaga sensazione di vertigine che coglie. L’antico castello, in resti, domina ancora &#8211; in una vetustà che sa di millenni e di rovina, di guerre sanguinose, di invasioni barbariche e misteri templari &#8211; la vita del paese e della vallata.<br />
Rocce d’ogni dimensione, arrotondate dalla carezza delle ere, s’appoggiano al verde dei cespugli, a una vegetazione ispida dal colore che s’accende al sole scoperto dalle nuvole in lento transito. Alberi di mimosa giganteggiano spontanei e frequenti, ancorati nel loro giallo lieve tra i macigni. Qualche mandorlo audace è già fiorito con la promessa bianca e tenue dei suoi frutti.</p>
<p>Si sentono lontani canti provenire dalle case: nenie di lavandaie, echi di pastori inseguiti dall’abbaiare dei cani ai loro greggi. Versi attutiti di uomini e animali accompagnati dai vespri sussurrati delle donne in nero raccolte nelle chiese.</p>
<p>Monsanto, Portogallo, 21 febbraio 2008.</p>
<p><em>(Foto: La porta verde, di Cristina Babino. Altre foto su <a href="http://www.lacuginaargia.wordpress.com">www.lacuginaargia.wordpress.com</a>)</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/02/24/monsanto-portugal/">Monsanto, Portugal</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/25/stili-di-vita-alternativi-nella-valle-degli-elfi-intervista-a-mario-cecchi-2%c2%b0-parte/' rel='bookmark' title='Stili di vita alternativi. Nella Valle degli Elfi: intervista a Mario Cecchi (2° parte)'>Stili di vita alternativi. Nella Valle degli Elfi: intervista a Mario Cecchi (2° parte)</a> <small>di Giuseppe Moretti Qui la prima parte dell&#8217;intervista Parlaci di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/04/30/i-pirati-della-spazzatura/' rel='bookmark' title='I pirati della spazzatura'>I pirati della spazzatura</a> <small> di Loretta Napoleoni [È con vero piacere che ospito...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2007/05/04/le-vie-infinite-dei-rifiuti/' rel='bookmark' title='Le vie infinite dei rifiuti'>Le vie infinite dei rifiuti</a> <small>Sabato, 5 maggio 2007 ore 17,30 ilmediano.it, col patrocinio del...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2006/11/10/la-terra-dei-fuochi-a-nord-di-napoli/' rel='bookmark' title='La terra dei fuochi a nord di Napoli'>La terra dei fuochi a nord di Napoli</a> <small> testo di Peppe Ruggiero, fotografie di Eduardo Castaldo Un...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2004/02/23/emergenza-di-specie/' rel='bookmark' title='Emergenza di specie'>Emergenza di specie</a> <small>di Carla Benedetti Il discorso della politica copre e rimuove...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2008/02/24/monsanto-portugal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic page generated in 0.431 seconds. -->
<!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-13 01:26:35 -->
<!-- Compression = gzip -->
