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	<title>Nazione Indiana &#187; putrio</title>
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		<title>Amore</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 21:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
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<p>di <strong>Marco Rovelli</strong></p>
<p>Ho letto, uno dopo l&#8217;altro, due libri di Clarice Lispector, senza saperne niente. Trovati in libreria, sfogliando. Uno è &#8220;Legami familiari&#8221;, una raccolta di racconti. L&#8217;altro è &#8220;Vicino al cuore selvaggio&#8221;, che la Lispector scrisse a 19 anni – e mentre lo leggi ogni tanto ti meravigli di come qualcuno possa scrivere così a 19 anni.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/09/01/amore-2/">Amore</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/feature_492_story2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7862" title="clarice" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/feature_492_story2-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a></p>
<p>di <strong>Marco Rovelli</strong></p>
<p>Ho letto, uno dopo l&#8217;altro, due libri di Clarice Lispector, senza saperne niente. Trovati in libreria, sfogliando. Uno è &#8220;Legami familiari&#8221;, una raccolta di racconti. L&#8217;altro è &#8220;Vicino al cuore selvaggio&#8221;, che la Lispector scrisse a 19 anni – e mentre lo leggi ogni tanto ti meravigli di come qualcuno possa scrivere così a 19 anni. Ho scoperto, poi, che è considerata la più grande scrittrice brasiliana del dopoguerra – e anche se le mie parole non aggiungeranno nulla, e forse non coglieranno neppure il punto dell&#8217;autrice, data l&#8217;esiguità del materiale che ho letto &#8211; non posso fare a meno di scriverle.</p>
<p>Anzitutto, a rapirti è la scrittura esplosa, materica, che segue piste misteriose guidandoti con gli odori come un animale. Un delirio trasparente come un guanto rovesciato: la scrittura si fa direttamente sulla pelle interiore dell&#8217;autrice. <span id="more-7861"></span>Che racconta il suo sguardo arrovesciato, e dunque la sua distanza dalle cose del mondo. Una distanza quasi mistica, in un&#8217;adesione radicale a quella pelle interiore. Ma è proprio per questo che le è permesso di vedere, senza più diaframmi, il cuore selvaggio delle cose. Le cose di disfano, si confondono, trapassano l&#8217;una nell&#8217;altra. E l&#8217;autrice le rivela per quel che sono: ovvero, la sua scrittura te le fa toccare, annusare, nella loro essenza più profonda di ente – di qualcosa che esiste. E che, esistendo, trapassa in altro &#8211; qualcosa che è sempre sul punto di scivolare fuori dalla propria esistenza (l&#8217;essere è <em>glissant</em>, scivoloso/scivolante, diceva Bataille).</p>
<p>Talvolta, quello sguardo che vede il disfacimento delle cose, come se le cose si mischiassero e perdessero i contorni, ricorda lo sguardo di Dick, la sua ossessione del <em>putrio</em> &#8211; il dissolvimento delle cose nell&#8217;impossibile Uno/Nulla. Accade, questa esplosione dello sguardo-e-delle-cose, in un racconto come &#8220;Amore&#8221; (non so, sull&#8217;onda dell&#8217;emozione mi viene da dire: questo è il racconto perfetto. Se andate su googlebooks lo trovate, è il secondo racconto di &#8220;Legami familiari&#8221;, a pagina 16: <a href="http://books.google.it/books?hl=it&amp;id=oYc5lCoILyYC&amp;dq=%22legami+familiari%22+lispector&amp;printsec=frontcover&amp;source=web&amp;ots=i-Fpv5xTA5&amp;sig=Q2GoTS1R9bD2M2gbYwKyZ_1JwGU&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;resnum=10&amp;ct=result#PPA25,M1">qui</a>). Dove è una disgustosa epifania che consente a Ana, la protagonista del racconto, di sentire finalmente la &#8220;salda radice delle cose&#8221; quella radice che aveva sempre avuto bisogno di sentire. E&#8217; un uomo cieco che mastica una gomma, un dettaglio inerte che Ana riceve come insulto, e che in lei risveglia quel bisogno di radice – e allora la vita esplode ai suoi occhi, e alla radice Ana scopre l&#8217;urlo, il male, il rovescio. Un&#8217;oscura bramosia. &#8220;La crudezza del mondo era tranquilla. Profondo era l&#8217;assassinio. E la morte non era quel che si pensava&#8221;. Appunto, ancora, quel cuore selvaggio delle cose – che poi è la purezza dell&#8217;Amore &#8211; che l&#8217;autrice pare conoscere da sempre. E il miracolo è che quel cuore sembra e-scritto in un solo movimento dal gesto scritturale di Clarice.</p>
<p>Del resto, all&#8217;inizio – nel primo capitolo del primo libro, quello appunto dei 19 anni – c&#8217;è una bambina che non s&#8217;accontenta della pelle superficiale delle cose. Non ho niente da fare, si lamenta. E quella bambina, non trovando altro, si mette a scivolare sulla propria pelle interiore – una pelle ancor più superficiale, dove s&#8217;immagina mondi, dove visione e pensiero sono tutt&#8217;uno, e creano musiche inudibili perché già da superare appena immaginate. A volte Clarice (nei suoi personaggi; ma anche nelle sue foto, in quell&#8217;algida e traslucida distanza) appare come una bambina mai cresciuta – meglio: Clarice appare <em>quella</em> bambina mai cresciuta. Che vive come monade nei suoi infiniti mondi, e proprio per questo pare conoscere ogni cosa.</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/claricelispector1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7863" title="clarice1" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/claricelispector1-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/cl.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7864" title="clarice2" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/cl-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/3faac.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7865" title="clarice3" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/3faac-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/clarice_lispector.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7866" title="clarice4" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/clarice_lispector-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/09/01/amore-2/">Amore</a></p>
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