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	<title>Nazione Indiana &#187; Quarto Oggiaro</title>
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		<title>Quarto Oggiaro criminogena!</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 07:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/simoni.jpg"></a></p>
<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Intuisco, dalle parole della <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/dicembre/07/ascesa_delle_cattive_ragazze__co_7_101207019.shtml">Procura della Repubblica</a> del Tribunale dei Minori, che in una Quarto Oggiaro criminogena la malavita minorile trova spazio grazie a un senso di appartenenza al luogo degno di un clan. Vi voglio raccontare una storia: quella che fu la cava nei miei ricordi d’infanzia (cava Cabassi, in via Simoni), è da anni un bel parco con oltre trecento alberi rigogliosi dove gli uccelli nidificano e a primavera tutto fiorisce.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/12/11/quarto-oggiaro-criminogena/">Quarto Oggiaro criminogena!</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/simoni.jpg"><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/simoni.jpg" alt="" title="simoni" width="500" height="334" class="alignnone size-full wp-image-37459" /></a></p>
<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Intuisco, dalle parole della <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/dicembre/07/ascesa_delle_cattive_ragazze__co_7_101207019.shtml">Procura della Repubblica</a> del Tribunale dei Minori, che in una Quarto Oggiaro criminogena la malavita minorile trova spazio grazie a un senso di appartenenza al luogo degno di un clan. Vi voglio raccontare una storia: quella che fu la cava nei miei ricordi d’infanzia (cava Cabassi, in via Simoni), è da anni un bel parco con oltre trecento alberi rigogliosi dove gli uccelli nidificano e a primavera tutto fiorisce. Qui giocano ragazzi, i cani scorazzano e mia madre si incontra ogni giorno con un gruppo di amiche.<br />
<span id="more-37458"></span><br />
Da maggio di quest’anno decine di quartoggiaresi arrabbiati e increduli combattono affinché quel patrimonio arboreo non venga abbattuto. Il Comune accampa scuse: il terreno è contaminato, inquina la falda. Poco credibile, e lo dice per prima Lega Ambiente: sono, anzi, gli alberi stessi, niente affatto malati, che grazie alla fitorimediazione stanno già facendo il lavoro di bonifica. A costo zero e in modo sano. Ma forse esiste un business della motosega che è più forte dell’opinione di chi abita e ama il quartiere in cui vive. Questi cittadini (operai, pensionati, insegnanti, giovani, anziani) lottano perché il parco si salvi, memori dell’abbattimento di duecento alberi in via Concilio, ufficialmente malati, ma in realtà di troppo per il passaggio della prevista Gronda Nord. Ebbene: anche questo è senso di appartenenza. Ma non fa notizia. </p>
<p>Il difetto sta nel manico, me ne rendo conto, e i quotidiani non possono pubblicare giornali fatti solo di buone notizie, sarebbero noiosi e vagamente stucchevoli. Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. E a Quarto Oggiaro, da anni, la foresta, non ostante l’indifferenza, se non l’ostracismo della amministrazione e dell’opinione pubblica vagamente razzista, cresce: sana e rigogliosa. Il numero di associazioni presenti sul territorio è incredibile. E hanno fatto tutto da soli, chiedendo a gran voce al resto della città di non essere abbandonati, ottenendo sporadici interessamenti, o concessioni, quasi sempre in prossimità di qualche elezione politica (solo in quel caso gli abitanti del quartiere hanno un peso, commisurabile al loro bacino di voti). </p>
<p>Non nego che il quartiere abbia problemi e difficoltà. Sono certo che il lavoro del tribunale dei minori, così come del commissariato di zona, sia fondamentale e necessario. Ma non basta. Il senso di appartenenza “criminaloide” di molti gruppi giovanili è, dal punto di vista sociologico, una accusa sputata in faccia al resto della città: “noi non ci sentiamo cittadini di una Milano che ci ha dimenticati o abbandonati”. Che sia la politica (nel senso più nobile del termine: che sia la Polis) a restituire dignità di cittadinanza e di appartenenza ad un territorio comune. Che si dia attenzione alla foresta che cresce, come il parco di via Simoni. È così che si crea civiltà, non abbattendo gli alberi, per quanto facciano più rumore, ma lavorando sulla semina e la cura. Verrà poi il tempo del raccolto e sarà ricchissimo di soddisfazioni.</p>
<p>[<em>pubblicato ieri sulle pagine milanesi del </em>Corriere della Sera.<em> La foto dei giardini di via Renato Simoni viene da <a href="http://www.flickr.com/photos/quartoweb/4966578277/in/set-72157624898375538/">qui</a></em>]</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/12/11/quarto-oggiaro-criminogena/">Quarto Oggiaro criminogena!</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; festa!</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>un consiglio di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Questo fine settimana artisti, scrittori, registi, architetti, fotografi, ma soprattutto, associazioni culturali, frequentatori della rete, oratori, biblioteche, scuole, campi sportivi e gli abitanti dei quartieri Bovisa e Quarto Oggiaro fanno una festa.<br />
L&#8217;abbiamo chiamata <a href="http://www.milanopen.com/">MilanOpen</a>.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/">E&#8217; festa!</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/11/milanopen_logo1.gif" alt="" title="milanopen_logo1" width="142" height="127" class="alignnone size-medium wp-image-11318" /><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/11/milanopen_logo22.jpg" alt="" title="milanopen_logo22" width="283" height="50" class="alignnone size-medium wp-image-11317" /></p>
<p>un consiglio di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Questo fine settimana artisti, scrittori, registi, architetti, fotografi, ma soprattutto, associazioni culturali, frequentatori della rete, oratori, biblioteche, scuole, campi sportivi e gli abitanti dei quartieri Bovisa e Quarto Oggiaro fanno una festa.<br />
L&#8217;abbiamo chiamata <a href="http://www.milanopen.com/">MilanOpen</a>.<br />
Venerdì c&#8217;è l&#8217;inaugurazione della restaurata villa Scheibler (e tutta una serie di tagli di nastri e convegni). Da sabato mattina parte la festa popolare. Mi piacerebbe che anche gli altri abitanti di Milano vengano in questi quartieri e si divertano. Il programma è fitto, gli eventi sono tutti gratuiti, e per chi non sa come raggiungerci (?!?) può sempre andare o in Centrale o a Cadorna dove due servizi navetta dell&#8217;ATM (gratuitissimi!) li porteranno a destinazione.<br />
Mettete per una volta al centro una periferia.</p>
<p>(il sottoscritto gironzolerà un po&#8217; ovunque, ma mi trovate di certo, come da programma, sabato mattina alle 11.30 e domenica pomeriggio alle 15.00)<br />
<span id="more-11309"></span><br />
<strong>Venerdì 21 Novembre 2008<br />
QUARTO OGGIARO &#8211; VILLA SCHEIBLER</strong><br />
<em>Via Orsini, 21 &#8211; dalle 9:30 alle 19:30</em><br />
“OPEN CITY. WHICH URBAN DESIGN FOR THE PUBLIC CITY?”<br />
Convegno internazionale Programma Urban II Milano<br />
9.30-10.30 Introducono:<br />
Carlo Masseroli, Assessore allo sviluppo del territorio del Comune di Milano<br />
Mariolina Moioli, Assessore alla famiglia, scuola e politiche sociali del Comune di Milano<br />
Franco Sarbia, Assistenza tecnica all’elaborazione e allo sviluppo del Programma Urban II Milano<br />
Giovanni Oggioni, Direttore settore pianificazione urbanistica generale Comune di Milano<br />
11.00 – 13.00 LA CITTA’ DEL FUTURO TRA NUOVE REGOLE E PROGETTO URBANO – MODELLI DI SVILUPPO URBANO IN EUROPA E NEGLI U.S.A.<br />
Paolo Simonetti, Direttore centrale direzione sviluppo del territorio del Comune di Milano<br />
Olympia Kazi, Urban Design New York<br />
Jeroen Ruitenbeek, Urban Design Rotterdam &#8211; Studio Palmboon &#038; Van der Bout<br />
14.00 – 16.00 URBAN FUTURO &#8211; TAVOLO TECNICO: MODELLI DI ATTUAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO: I FONDI DI SVILUPPO URBANO (URBAN, UE, MINISTERO, BUONE PRATICHE, BEI)<br />
Franco Sarbia, Assistenza tecnica all’elaborazione e allo sviluppo del Programma Urban II Milano<br />
Ivano Ilardo, Direttore Generale BNL Fondi Immobiliari SGR p.A.<br />
Alberto Mutti, Capo Servizio Progettazione del Comune di Ravenna<br />
Gianni Carbonaro, European Investment Bank – BEI<br />
Loredana Campagna, Ministero delle Infrastrutture<br />
Sebastiano Zilli, Commissione Europea, DG Regio<br />
16.00 &#8211; 18.00 PENSARE GLI SPAZI PUBBLICI DEL FUTURO: L’EUROPA.<br />
Luca Molinari Studio / Milano<br />
Metrogramma / Milano<br />
A12 Associati / Milano<br />
Ecosistema Urbano / Madrid<br />
Beckmann-N’Thepe / Parigi</p>
<p>18:30<br />
Inaugurazione “MilanOpen chiama milanouel!w”<br />
Mostra fotografica a cielo aperto con scatti del gruppo di Flickr Milanouel!W<br />
Istantanee di Scalo Farini, Bovisa, Quarto Oggiaro, Villapizzone e Villa Scheibler<br />
Inaugurazione mostra “Check-in Architecture”<br />
progetto di Mario Flavio Benini a cura di Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli, Luca Molinari</p>
<p><strong>Sabato 22 Novembre 2008<br />
QUARTO OGGIARO &#8211; VILLA SCHEIBLER</strong><br />
<em>Via Orsini, 21 &#8211; dalle 9:30 alle 19:30</em></p>
<p>10:00 Visita guidata in Villa Scheibler<br />
“Da “Viviamo il Parco” a Vill@perta”<br />
Mostra fotografica degli eventi realizzati dalle Associazioni di Quarto Oggiaro finanziati dal Progetto Urban II Milano (2006-2008). A cura di: Associazione Vill@perta</p>
<p>“Check-in Architecture”<br />
progetto di Mario Flavio Benini a cura di Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli, Luca Molinari</p>
<p>“MilanOpen chiama milanouel!w”<br />
Mostra fotografica a cielo aperto con scatti del gruppo di Flickr Milanouel!W<br />
Istantanee di Scalo Farini, Bovisa, Quarto Oggiaro, Villapizzone e Villa Scheibler</p>
<p>15:00 Visita guidata in Villa Scheibler</p>
<p>dalle 16:00 alle 19:30<br />
“Tutti al GAS”<br />
Risparmiamo insieme facendo la spesa. Stand con assaggi di prodotti di qualità del territorio. A cura di: Circolo ACLI S. Lucia in collaborazione con QuartoGAS, GAS Pascarella e Gruppo Missionario Pentecoste</p>
<p><strong>QUARTO OGGIARO</strong><br />
9:30- 18:30 <em>Fondazione C. Perini</em> &#8211; Via Aldini 72<br />
Mostra fotografica<br />
”La memoria storica dei quartieri Quarto Oggiaro, Vialba, Musocco, Villapizzone e Bovisa”</p>
<p>11:30 <em>Biblioteca Quarto Oggiaro</em> &#8211; Via Otranto (ang. Via Carbonia)<br />
<em>”Improvvisazioni d’autore &#8211; L’Arte visiva di strada” </em>Ospiti: Gianni Biondillo, Stefano Massaron e Cosimo Argentina alla “lavagna”. A cura dell’<em>Associazione Amici delle Biblioteche </em>in collaborazione con <em>No Reply</em></p>
<p>14:30 <em>Chiesa S.Lucia</em> – Via Federico De Roberto, 20<br />
“Le Vetrate di Santa Lucia”<br />
Narrazione di Elvis Pinna sulle vetrate della chiesa da lui realizzate agli inizi degli anni ‘80.<br />
Seguirà l’itinerario presso le chiese del quartiere:<br />
. Chiesa della Pentecoste, Via Graf 29<br />
. Chiesa dei SS. MM .Nazaro e Celso, Via Aldini, 33<br />
. Chiesa di Sant’Agnese, Via Arsia, 3<br />
. Ex Chiesa dei SS. Agricola e Vitale, via Orsini<br />
. Chiesa della Resurrezione, Via Longarone, 5</p>
<p>15:00 -18:00 <em>Istituto Comprensivo Trilussa </em>- Via Trilussa, 10 &#8211; Via Graf, 70 &#8211; Via Graf, 74<br />
“Open Day”<br />
Durante l’ “Open Day Trilussa” all’interno di ciascun plesso scolastico verrà allestito un laboratorio creativo-interattivo sul tema “I bambini/ragazzi e la città”</p>
<p>16:30 &#8211; 18:00 <em>Oratorio della Parrocchia SS. MM. Nazaro e Celso in Quarto Uglerio</em> &#8211; Via Aldini, 33<br />
“Figli delle stelle. Per coperta il cielo”(2007).<br />
Proiezione del film di G. Patricola. Sarà presente il regista.</p>
<p>21:00 <em>Chiesa di SS. MM. Nazaro e Celso in Quarto Uglerio</em> &#8211; Via Aldini, 33<br />
“Un gioiello a Quarto Oggiaro. L’organo V. Mascioni, 1904”<br />
Incontro con brani organistici eseguiti da padre Gianmario Monza, introduce Fausto Moretti, agronomo ed esperto di storia del territorio locale.</p>
<p>21:00 – 23:00 <em>CAM &#8211; Centro Aggregativo Multifunzionale</em>, Via Lessona 20<br />
Proiezione di cortometraggi realizzati dagli allievi della Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media:<br />
- Milano Città Fantasma di Francesca Fuso<br />
- Un’esile incrinatura di Tomas Tezzon<br />
- Il CT delle onde di Daniela Paternostro<br />
- Milano Settanta di Davide Fois<br />
- La superficie delle cose di Dario Antonioli<br />
- Viaggio intorno a Miracolo a Milano di Sanela Baijric<br />
Sarà presente il Direttore della scuola Daniele Maggioni</p>
<p><strong>Sabato 22 Novembre 2008<br />
BOVISA</strong><br />
10:00 <em>Blitz </em>- Via Enrico Cosenz, 44/4<br />
Incontro con Andrea Branzi “Un lavoro di ricerca nell’ambito dell’università”</p>
<p>12:00 <em>Blitz </em>- Via Enrico Cosenz, 44/4<br />
Incontro con Francesco e Alessandro Mendini. In caso di bel tempo: a spasso con Francesco e Alessandro Mendini attraverso i luoghi dei cantieri dell’atelier Mendini:<br />
- Tara gialla (ex campari), via Schiaffino<br />
- Tara rossa (ex I.C.I.), via Cosenz, via Durando<br />
- Senio (ex Ronchi), via Guicciardi, via Carnevali</p>
<p><strong>Domenica 23 Novembre 2008<br />
QUARTO OGGIARO &#8211; VILLA SCHEIBLER</strong><br />
<em>Via Orsini, 21 &#8211; dalle 9:30 alle 19:30</em></p>
<p>10:00 Visita guidata in Villa Scheibler</p>
<p>“Da “Viviamo il Parco” a Vill@perta”<br />
Mostra fotografica degli eventi realizzati dalle Associazioni di Quarto Oggiaro finanziati dal Progetto Urban II Milano (2006-2008). A cura di: Associazione Vill@perta</p>
<p>“Check-in Architecture”<br />
progetto di Mario Flavio Benini a cura di Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli, Luca Molinari</p>
<p>“MilanOpen chiama milanouel!w”<br />
Mostra fotografica a cielo aperto con scatti del gruppo di Flicker Milanouel!W<br />
Istantanee di Scalo Farini, Bovisa, Quarto Oggiaro, Villapizzone e Villa Scheibler</p>
<p>Ore 10:00 “Alla scoperta del parco di Villa Scheibler”<br />
Visita guidata del parco in compagnia di un agronomo.Ritrovo c/o l’entrata di Villa Scheibler Via Orsini. Durata del tour 90 min ca. &#8211; Presentarsi con calzature idonee<br />
A cura di: Associazione Vill@perta</p>
<p>15:00 Visita guidata in Villa Scheibler</p>
<p>dalle 15:30 alle 17:30 “Il lavoro che cambia”<br />
Selezione di filmati cine video corti dedicata agli autori di opere Cine-Video amatoriali che hanno partecipato al Concorso Nazionale Perini 2008 &#8211; A cura di: Fondazione C. Perini</p>
<p>dalle 15:30<br />
“La Ludoteca &#8211; Spazio di creatività e mostra giochi”<br />
A cura di: Associazione Asso.Ge.20</p>
<p>21.00 &#8211; c/o <em>Chiesetta SS. Agricola e Vitale </em>Complesso di Villa Scheibler<br />
“La Corale Graf per Quarto”<br />
Coro: a cura dell’Associazione Corale Graf<br />
Accompagnamento musicale: fisarmonica<br />
Programma: brani corali tratti da colonne sonore di cinema, musica sacra, musica popolare italiana e<br />
straniera</p>
<p><strong>QUARTO OGGIARO</strong><br />
9:30 Appuntamento in <em>Piazza Pompeo Castelli</em><br />
Itinerario attraverso i quartieri Mangiagalli I e II, realizzati a cavallo degli anni ‘50 (1946-1952)<br />
curato da Federico Bucci, storico dell’architettura e docente del Politecnico di Milano. In caso di maltempo l’appuntamento si terrà nello spazio ALER &#8211; Via Concilio Vaticano II, 2</p>
<p>9:30- 18:30<br />
<em>Fondazione C. Perini </em>- Via Aldini 72<br />
Mostra fotografica<br />
”La memoria storica dei quartieri Quarto Oggiaro, Vialba, Musocco, Villapizzone e Bovisa”</p>
<p>11:00 – 17:00<br />
<em>Campo di calcio dell’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile</em><br />
Trofeo di calcio <em>&#8220;la pace tra i popoli&#8221;</em> Torneo interetnico Italia &#8211; Egitto &#8211; Marocco organizzato dall’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile – Vill@perta</p>
<p>15:00 – 17:30 <em>Salone Teatro Santa Lucia,</em> Parrocchia Santa Lucia &#8211; Via Federico De Roberto, 20<br />
Proiezione dei film di Fabio Martina “A due calci dal paradiso” (2006) e “Ascolto il tuo cuore, Milano” (2007).<br />
Saranno presenti il regista Fabio Martina e lo scrittore e architetto Gianni Biondillo</p>
<p>21:00 -23:00 <em>CAM &#8211; Centro Aggregativo Multifunzionale</em> &#8211; Via Lessona 20<br />
Proiezione del film “I luoghi di Christian” di E. Annese e R. Monteleone,<br />
progetto coordinato da Ermanno Olmi “Bovisa ‘89. Postazione della Memoria”<br />
Sarà presente il regista Elvio Annese.<br />
Seguirà un’intervento dal titolo “Le ragioni di Bovisa. Note di un racconto sulla goccia di Milano”<br />
di Leonardo Cascitelli, urbanista e direttore area tecnica e marketing territoriale Aler Milano.</p>
<p><strong>Domenica 23 Novembre 2008<br />
BOVISA</strong><br />
11:00 Piazza Bausan<br />
Francesco Radino: la Bovisa raccontata attraverso la visione di un fotografo.<br />
Francesco Radino trasformerà l’itinerario in un work in progress realizzando un reportage fotografico durante il percorso.</p>
<p>14:00 Chiesa Santi Giovanni e Paolo – Via Marco Porcio Catone, 10<br />
“Un fortino tra le architetture industriali”<br />
Visita alla Chiesa si SS. Giovanni e Paolo degli Arch. L. Figini, G. Pollini (1964) condotta da Maria Vittoria Capitanucci, storico dell’architettura e docente presso il Politecnico di Milano</p>
<p><em>Come raggiungerci:</em><br />
QUARTO OGGIARO<br />
Servizio navetta dedicato ATM in partenza da Cadorna<br />
e Stazione Centrale (sabato e domenica)<br />
Ferrovie Nord Milano (Quarto Oggiaro)<br />
Tram 12, 19 / Bus 40, 57<br />
BOVISA<br />
Ferrovie Nord Milano (Bovisa)<br />
Passante ferroviario (Bovisa)<br />
Tram 3 / Bus 92, 82</p>
<p>La partecipazione agli eventi e l’ingresso alle mostre sono liberi e gratuiti.<br />
Sul <a href="http://www.milanopen.com/">sito ufficiale</a> troverete il programma, e tutta una serie di documenti da scaricare.</p>
<p><strong>MILANOPEN LAB</strong><br />
<em>Responsabile scientifico:</em> Luca Molinari<br />
<em>Contenuti e rapporto con il territorio</em>: Gisella Bassanini, Gianni Biondillo, Maria Vittoria Capitanucci<br />
<em>Coordinamento generale:</em> Francesca Raffa, Milena Sacchi</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/11/20/e-festa/">E&#8217; festa!</a></p>
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		<title>Gli altri siamo noi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 00:26:05 +0000</pubDate>
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<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>[a<em> fine luglio, dopo una <a href="http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/07_Luglio/27/quarto_oggiaro_spaccio_vecchia.shtml">operazione di polizia</a> a Quarto Oggiaro che ha messo in carcere un po' di persone, nel giro di una settimana sia le pagine milanesi di <strong>Repubblica</strong> che quelle del <strong>Corriere</strong> mi hanno chiesto un'opinione.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/gli-altri-siamo-noi/">Gli altri siamo noi</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/08/qo-ni.JPG' alt='qo-ni.JPG' /></p>
<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>[a<em> fine luglio, dopo una <a href="http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/07_Luglio/27/quarto_oggiaro_spaccio_vecchia.shtml">operazione di polizia</a> a Quarto Oggiaro che ha messo in carcere un po' di persone, nel giro di una settimana sia le pagine milanesi di <strong>Repubblica</strong> che quelle del <strong>Corriere</strong> mi hanno chiesto un'opinione. Solo ora riesco ad allegarle qui di seguito.]</em><br />
<span id="more-4307"></span><br />
<strong>1.</strong><br />
Sono da circa una settimana sotto il caldo torrido dello Jonio. Fra un bagno e l’altro telefono a mia madre a Quarto Oggiaro per informarmi come va. Con cadenza regolare mi racconta di come il caldo abbia dato alla testa ai suoi vicini di casa: il signore del settimo piano, arrestato, dopo aver minacciato la moglie con una pistola, il ragazzino catturato dopo una rapina in banca armato di un coltello… Storie di ordinaria follia che se non fossero intimamente tragiche parrebbero quasi pittoresche. Ma non lo sono.<br />
Ricordo, quasi quindici anni fa, l’operazione di polizia che mise in ginocchio la malavita organizzata del mio quartiere: ricordo gli elicotteri alle dieci del mattino, le retate, il senso di sollievo dei miei vicini di casa, dopo anni di indifferenza da parte delle autorità preposte all’ordine pubblico. In fondo da quel giorno Quarto Oggiaro ha cercato un cambiamento (tutto dentro di sé data l’indifferenza del resto della città): sono nate associazioni, s’è lavorato a partire dalle scuole, sempre in prima linea, sulla socialità e sul senso di appartenenza al quartiere. Non che si sia trasformato in un esclusivo quartiere residenziale, certo che no. Qualche storia d’ordinaria follia, buona per il nuovo commissariato di polizia di stanza da appena tre anni, non è mai mancata. Ma la notizia di oggi, invece, è di tutt’altro tenore. E non tanto per le modalità dell’arresto che tanto hanno affascinato i giornalisti alla ricerca della curiosità: la capoclan accompagnata a piedi in commissariato sotto gli applausi e i saluti solidali del suo vicinato rispetta una messa in scena che non è semplicemente folcloristica ma appartiene ad un linguaggio del corpo che bisogna saper decrittare. Facile sarebbe, insomma, credere che il quartiere, nella sua totalità, parteggi per i quattordici arrestati. Se chiedessi a mia madre e ai suoi vicini di condominio, loro per primi si feliciterebbero dell’operazione di polizia. La maggioranza silenziosa, si sa, non fa rumore, sui giornali fanno clamore quegli applausi, che sono, con molta probabilità, un modo di dire all’interessata che nessuno ha tradito.<br />
È ben altro quello che mi preoccupa. È che abbiamo creduto che queste storie, queste scene, non ci appartenessero; che erano relegate nelle pagine di un libro, Gomorra, che parlava di un territorio a noi distante anni luce. Roba di meridionali, cosa loro. Sembrava quasi che nella civilissima Milano, puzzetta sotto il naso, i fiumi di cocaina sgorgassero miracolosamente per partenogenesi. Pulita, pulitissima, senza interferenze con la malavita, pronta all’uso, indolore. Ma non è, ovviamente, così. Abbiamo scoperto che Milano e Napoli sono vicine, vicinissime, che Roberto Saviano scrivendo di Casal di Principe o di Secondigliano parlava anche di noi e per noi. Che dobbiamo, una volta per tutte, capire che qui c’è da fare i conti con i clan storici di calabresi, o con la mafia russa  e le triadi cinesi. Che in Italia la globalizzazione del malaffare ha un ganglio vitale proprio qui a Milano. Che gli altri, i barbari, accettiamolo una volta per tutte, siamo noi. </p>
<p><strong>2.</strong><br />
Lessi una volta di una proposta che prevedeva l’abbattimento dei palazzoni di via Lopez o, in alternativa, la loro trasformazione nel Museo della Criminalità. Mi indignai. Ci sono cresciuto in via Lopez e ci torno tutte le settimane a trovare mia madre. Non vedo perché si debba abbattere la casa di migliaia di persone oneste o peggio, pensare che siano tutti antropologicamente criminali. C’era, in quel progetto, una demagogia un po’ pedestre che ritrovo identica nelle, ben inteso doverose, pagine dei quotidiani nazionali, che si ricordano di Quarto Oggiaro solo d’estate, quando, si sa, sembra che a Milano non accada mai nulla e i giornali bisogna pur riempirli di qualche notizia.<br />
Quando scelsi di mettere in scena Quarto Oggiaro nei miei romanzi fu non solo per ragioni autobiografiche ma anche per motivi più prettamente ideologici: escludere, cioè, i luoghi triti della milanesità (il Duomo, la Scala, la Borsa) per mettere al centro di questa città sempre più anomica la sua periferia più malfamata, scoprendola, in fondo, molto più carica di umanità e vitalità, non ostante le contraddizioni, i problemi, le emergenze. Quarto Oggiaro è il nervo scoperto di una metropoli insensibile, che ha perduto la sua vocazione alla solidarietà. È la cattiva coscienza di un infighettato centro storico che aspira come un’idrovora i fiumi di cocaina tagliati e spacciati nelle sue periferie. È il vuoto di una politica che riappare solo sotto le elezioni per promettere faraonici e risolutori interventi fatti di aria fritta. Eppure qui, in un quartiere grande come una cittadina, dove non c’è una piazza, non c’è un teatro, non c’è un cinema, non c’è neppure uno straccio di libreria, qui, da anni, abbandonati dal centro cittadino che sdegnoso gli dà le spalle, operano con ammirevole protervia, gruppi di cittadini, associazioni, scuole, parrocchie.<br />
Quarto Oggiaro, così come in tutte le altre periferie meneghine, è dove vive un popolo che ha partecipato ad un sogno di emancipazione collettiva costruendo la ricchezza di una Milano che ora, irriconoscente, non salda il conto. Non so per quanto ancora, però, gli elegantissimi morti viventi che popolano la cerchia dei Navigli potranno dare le spalle alla sua cintura periferica. Quarto Oggiaro esiste anche nel resto dell’anno, e se non troviamo una politica insediativa e culturale degna di una città civile, se non avremo una politica che esca dai salotti buoni, insomma, la catastrofe sarà imminente.<br />
Noi siamo abituati all’emergenza, ma, mi chiedo, e voi?</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/08/20/gli-altri-siamo-noi/">Gli altri siamo noi</a></p>
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		<title>Quarto Oggiaro come Scampia!</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2007 16:14:24 +0000</pubDate>
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di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Martedì scorso mi ha cercato un giornalista di cronaca nera. Voleva rendermi noto degli arresti di alcuni spacciatori fatti a Quarto Oggiaro e della reazione, a suo dire, della popolazione del quartiere che li ha difesi, insultando gli agenti di polizia.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/05/21/quarto-oggiaro-come-scampia/">Quarto Oggiaro come Scampia!</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/05/mappazonedimilano1.jpg' alt='mappazonedimilano1.jpg' /><br />
di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Martedì scorso mi ha cercato un giornalista di cronaca nera. Voleva rendermi noto degli arresti di alcuni spacciatori fatti a Quarto Oggiaro e della reazione, a suo dire, della popolazione del quartiere che li ha difesi, insultando gli agenti di polizia. <span id="more-3905"></span>Voleva, insomma, una mia opinione “antropologica”, da “esperto”. C’era un’altra cosa che lo stupiva: il boss arrestato era soprannominato Mimmo <em>lo zoppo</em>, e lui sapeva che fra i personaggi dei miei libri c’è un Mimmo <em>‘O Animalo</em> e un Gigi <em>lo zoppo</em>. In pratica una specie di contrazione della mia fantasia che si faceva realtà. “Pensavo fossero cose da romanzo” mi ha detto. </p>
<p>Io allora mi sono prodigato a spiegargli il ruolo dei soprannomi nella cultura popolare, soprattutto (ma non solo) meridionale. Sulla reazione invece della popolazione indigena che difendeva gli arrestati ho creduto fino ad un certo punto. Saranno stati i parenti stretti che lanciavano un messaggio di appartenenza, per far capire che loro non c’entravano, che non veniva da loro la soffiata. Di certo la maggioranza silenziosa ha pure tirato un sospiro di sollievo, felici dell’arresto. Insomma, come al solito, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. </p>
<p>“Dove l’hanno arrestato?” ho chiesto.<br />
“In Piazza Prealpi”.<br />
“Ma non è a Quarto Oggiaro!” ho detto stupito.<br />
“No? E dov’è?”<br />
Insomma che fosse in Mac Mahon, più distante da Quarto di quanto lo sia dai quartieri borghesi lì vicino, appena dentro la circonvallazione, non faceva testo. È stato il commissariato di Quarto Oggiaro a portare avanti l’operazione, quindi la cosa s’è svolta lì! E così era su tutti i quotidiani il giorno appresso. Se ce n&#8217;era bisogno ancora una volta si dimostra ciò che dico da anni: il pressappochismo di un certo giornalismo d’accatto crea luoghi comuni mostruosi, difficili poi da estirpare.</p>
<p>Un altro giornalista, un paio di giorni prima, mi aveva chiesto, candido: “ma lei, se avesse una figlia diciottenne, si fiderebbe a lasciarla andare in giro la sera a Quarto Oggiaro?”<br />
E&#8217; stato fortunato ad intervistarmi al telefono, non so quale sarebbe stata la mia reazione di persona. Gli ho risposto, il più urbanamente possibile (ma con inevitabile acredine), che mi fidavo molto di più a vederla girare da sola, a mezzanotte, in quel quartiere, che magari in Corso Como, quartiere fighetto di Milano, pieno di locali notturni, discoteche, veline, furbetti del quartierino, tronisti e cocaina a chili. A Mimmo <em>lo zoppo</em>, da  quello che leggo sui giornali, gli hanno sequestrato 235 grammi di cocaina e 10mila euro in contanti. Non sono cifre da pezzo grosso queste, non è stato arrestato il <em>ras</em> di Milano. Una serata qualunque nei posti giusti di Corso Como fa girare altrettanta coca e molto più denaro.</p>
<p>C’è una sorta di quartoggiarizzazione dell’immaginario periferico meneghino. Tutto ciò che non conosco, tutto ciò che mi è oscuro, è Quarto Oggiaro. Mercoledì sui quotidiani ho letto titoli del genere: “Quarto Oggiaro come Scampia!” Questo modo di raccontare le cose fa torto sia al quartiere milanese che a quello napoletano. Cosa sappiamo, di più di Quarto, cosa di più di Scampia? Cosa abbiamo capito da un titolo così raffazzonato, così volgare?<br />
Che tutto il male alligna lì, il resto della città si sente perciò integra, onesta,  libera dalle tentazioni. Pulita. Ma non è così, abituatevi all’idea che non è affatto così, cari i miei giornalisti: portate fuori il culo dalle redazioni, tornate sulle strade, imparate a leggere il territorio una buona volta. O quanto meno compratevi una mappa della città! Ci fate una figura migliore.</p>
<p>[<em>pubblicato in una forma più breve su </em>Epolis Milano <em>di oggi</em>]</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/05/21/quarto-oggiaro-come-scampia/">Quarto Oggiaro come Scampia!</a></p>
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		<title>Quartowood</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 09:44:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p></p>
<p>Ad un certo punto arrivarono i camion e scaricarono tutto, ci passarono l’intero pomeriggio, solo alla sera, al buio, incominciarono a girare. Il cortile di casa mia, via Lopez 6, Milano, Quarto Oggiaro, fu invaso da Cinecittà. Era il 1994.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/01/08/quartowood/">Quartowood</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p><img id="image2848" style="width: 399px; height: 225px" height="225" alt="a due calci dal paradiso" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/adcdp.jpg" width="399" /></p>
<p>Ad un certo punto arrivarono i camion e scaricarono tutto, ci passarono l’intero pomeriggio, solo alla sera, al buio, incominciarono a girare. Il cortile di casa mia, via Lopez 6, Milano, Quarto Oggiaro, fu invaso da Cinecittà. Era il 1994. La sera tutti gli abitanti guardavano dai balconi Margherita Buy e Lello Arena che duettavano. Un faro di una potenza inaudita fu piazzato nel soggiorno di casa mia; il mese dopo la bolletta della luce ebbe un’impennata considerevole ma nessuno mi pagò la differenza. Era lo scotto della magia del cinema, in fondo.<span id="more-2849"></span><br />
La sceneggiatura del film prevedeva un passaggio nei <em>turbolenti anni ’70</em>, a Milano. Da Roma, dalla capitale del cinema, si decise che se dovevi rappresentare i <em>turbolenti anni ‘70</em>, a Milano, dovevi, inevitabilmente, mettere in scena Quarto Oggiaro. Fu così che mi ritrovai Mario Monicelli seduto sotto un catafalco assurdo nel mezzo del cortile di casa mia, che ogni tanto, noiosamente, diceva “azione” e poi si rifondava a pensare ai fatti suoi.<br />
Sembrava una calata di un esercito colonialista che veniva a civilizzare i villici. Lello Arena deragliava con uno scooter, in pieno cortile (che nella finzione invece era una strada), Margherita Buy aspettava, spiritata, e firmava autografi, un esercito di comparse vestite in modo ridicolo passava e ripassava davanti la cinepresa eseguendo gli ordini di qualcuno.<br />
Il cinema, così, visto da sottocasa, fu per me davvero deludente.<br />
E il film, uscito l’anno appresso, altrettanto deludente. Riconobbi a malapena il balcone di casa. L’appartamento sembrava illuminato da una fievole candelina, il cortile scomparve, gli attori mimavano d’essere quello che non erano. E lo fecero male. Il film si intitolava <em>Facciamo paradiso</em> ed è a tutt’oggi una delle cose più brutte che Roma ha saputo girare a Milano.<br />
Poi però, il ghiaccio era rotto, si fece vivo Gilberto Squizzato. Nel 1999 su RAI 3 vidi le quattro puntate de <em>I racconti di Quarto Oggiaro</em>. Un, si disse all’epoca, <em>real movie</em>. (Oggi come si dice? <em>Docu-fiction</em>?) Cioè in buona sostanza qualcosa che mischiava realtà e finzione, una storia che prendeva spunto da un fatto realmente accaduto (un benzinaio che uccise un suo rapinatore), attori presi dalla strada, produzione più agile, meno invadente… Ammetto senza vergogna che in alcuni momenti mi sono addormentato. Ma quello era dovuto anche alla programmazione notturna, non solo al ritmo blando e un po’ soporifero del girato. La storia stava in piedi con le grucce ed aveva in certi momenti una inverosimiglianza, per me quartoggiarese, impressionante. Ma riconosco a Squizzato l’occhio attento allo scenario e, soprattutto, l’aver compreso che quel panorama non aveva senso alcuno se escluso dai suoi abitanti. Margherita Buy a Quarto Oggiaro, diciamocelo, non c’entra una cippa. Squizzato prese alcuni miei vicini di casa e li fece recitare, col loro idioma barbaro. Alla fine ne è uscita un’opera recitata magari da cani, ma vera come mai un film cinecittadino ha mai saputo essere quando ha parlato di qualcosa che non fosse una terrazza romana.<br />
Andò, insomma, che Quarto Oggiaro piacque ai cineasti milanesi, che del quartiere ne sapevano a malapena la collocazione geografica (e forse neppure quella). Sembrava persino “figo”, <em>trendy</em>, girarci, alla ricerca del degrado da <em>banlieu</em> parigine (molti poi ci restarono male, non trovando stupratori e scippatori ad ogni angolo di strada) o da Bronx nuovayorchese &#8211; che poi, qualcuno dovrà dirlo a  questi alternativi di sinistra che il Bronx, oggi, è un quartiere graziosissimo e fighetto assai…<br />
Comunque, tornando a noi&#8230;<br />
Antonio Bocola e Paolo Vari si misero sotto con un gruppo di amici sceneggiatori e decisero di raccontare la periferia milanese come simbolo di tutte le periferie d’Italia. È da un po’ che ci giravano attorno, dal 1997, con un mediometraggio presentato al festival Filmmaker. Dai e dai autoproducono il film e, proprio come Squizzato, cercano le facce sul posto.<br />
Il posto è una ipotetica piazza Gagarin alla Barona. Noi tutti sappiamo che non esiste nessuna piazza Gagarin a Milano. E, ancora meglio, che la Barona, in <em>Fame chimica</em>, si vede a malapena. Perché il film viene girato in piazzetta Capuana a Quarto Oggiaro. Magia del cinema, lo so. Alcune di quelle facce sono davvero meravigliose, al punto che il protagonista, troppo bello, troppo buono, troppo “attore professionista” stona in modo stridente con la vitalità e la bravura espressa dai non professionisti. La storia è quella che è, ma il film merita, anche per l’involontario sguardo antropologico dovuto dai corpi, dai volti, dalle voci di quegli attori. Nel 2004, quando lo vidi, non ricordo nulla di davvero più interessante nel panorama cinematografico nazionale.<br />
C’è da dire, poi, che nello stesso periodo Fabio Martina stava lavorando con i ragazzi del quartiere, con laboratori di recitazione, proiezioni di film, e al contempo cercando contatti con la Provincia di Milano per ottenere finanziamenti… Martina è un tipo ostinato. Gli frullava da un po’ in testa una storia che aveva letto sul giornale. Ad un certo punto mi contatta, mi travolge col suo entusiasmo, mi fa leggere la sceneggiatura del suo progetto, <em>A due calci dal paradiso</em>, storia di una amicizia che, a differenza di <em>Fame chimica</em>, va in crisi non per una donna, ma per un provino all’Inter. Roba più terra terra, forse. Più ruspante.<br />
Fabio il film lo fa, esce nel 2006, ed è ancora (inutile dirlo) un <em>docu-fiction</em>, come se non ci fosse altro modo per raccontarlo quel quartiere se non utilizzando non solo lo scenario dei palazzoni e dei campi di pallone spelacchiati, ma anche e soprattutto il materiale umano che quel luogo sa esprimere.<br />
Mi rendo conto, ora, che a furia di avvicinarcisi Quarto Oggiaro diventa, di film in film, sempre meno luogo comune e sempre più luogo reale. Bene. Il territorio c’è, le facce pure. Di maestranze e voglia di fare ce n’è fin troppa. I soldi… i soldi, ho capito, che bene o male si trovano.<br />
Ora, però, vi prego, vorrei anche le storie. E quelle, davvero, in quel posto non mancano. Fidatevi.</p>
<p>[<em>pubblicato in </em>FILMMAKER 17<em>, novembre 2006</em>]</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/01/08/quartowood/">Quartowood</a></p>
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