<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nazione Indiana &#187; Rai</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/tag/rai/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com</link>
	<description>versione beta 3.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 08:01:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[agcom]]></category>
		<category><![CDATA[aids]]></category>
		<category><![CDATA[Brokeback Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[certi diritti]]></category>
		<category><![CDATA[coppie di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Buffoni]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=40869</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Certi Diritti</p>
<p>Richiesta di mobilitazione affinché la Rai svolga VERAMENTE servizio pubblico.</p>
<p>Chiedi con noi all&#8217;autorità garante delle comunicazioni, l&#8217;Agcom, che la RAI finalmente apra un dibattito pubblico sulle libertà sessuali e le discriminazioni di genere!</p>
<p>La RAI, oltre a censurare tutte le immagini di baci e matrimoni che non siano eterosessuali (come nel caso di &#8216;Brokeback Montain&#8217; e &#8216;Un ciclone in convento&#8217;), negli ultimi anni ha dedicato meno dello 0,02% dello spazio all&#8217;informazione sulle coppie di fatto, sulle famiglie non tradizionali e sulla riforma del diritto di famiglia, che è una necessità avvertita da milioni di cittadini.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/">RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Certi Diritti</p>
<p>Richiesta di mobilitazione affinché la Rai svolga VERAMENTE servizio pubblico.</p>
<p>Chiedi con noi all&#8217;autorità garante delle comunicazioni, l&#8217;Agcom, che la RAI finalmente apra un dibattito pubblico sulle libertà sessuali e le discriminazioni di genere!</p>
<p>La RAI, oltre a censurare tutte le immagini di baci e matrimoni che non siano eterosessuali (come nel caso di &#8216;Brokeback Montain&#8217; e &#8216;Un ciclone in convento&#8217;), negli ultimi anni ha dedicato meno dello 0,02% dello spazio all&#8217;informazione sulle coppie di fatto, sulle famiglie non tradizionali e sulla riforma del diritto di famiglia, che è una necessità avvertita da milioni di cittadini.<span id="more-40869"></span><br /> Che dire poi della prostituzione, un fenomeno sociale mai discusso se non in chiave moralistica o di ordine pubblico, delle malattie sessualmente trasmissibili e dell&#8217;Aids, la cui informazione a trent’anni dall’inizio della pandemia, è relegata a spazi sporadici?</p>
<p>Denunciamo la Rai per questa informazione che ci nega!</p>
<p>E&#8217; facile farlo. Basta collegarsi alla nostra pagina http://www.certidiritti.it/informerai-sulle-liberta-sessuali-e-le-discriminazioni-di-genere</p>
<p>e seguire il collegamento a fondo pagina.</p>
<p>Tutto avverrà in automatico, riceverai la ricevuta elettronica da parte dell&#8217;Agcom e poi, insieme a centinaia di altre persone che l&#8217;hanno già fatto, aspetteremo insieme la risposta.</p>
<p>Un caro e cordiale saluto,<br /> Associazione Certi Diritti</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/">RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/12/09/i-diritti-gay-sono-diritti-umani/' rel='bookmark' title='GAY RIGHTS ARE HUMAN RIGHTS'>GAY RIGHTS ARE HUMAN RIGHTS</a> <small>Il Ministro degli Esteri dell’Amministrazione Obama ha fatto un intervento...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/08/29/affermazione-civile/' rel='bookmark' title='AFFERMAZIONE CIVILE'>AFFERMAZIONE CIVILE</a> <small>di Certi Diritti Il 29 agosto h 11 la coppia...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/03/24/lettera-ai-sindaci/' rel='bookmark' title='LETTERA AI SINDACI'>LETTERA AI SINDACI</a> <small>di CERTI DIRITTI Il 23 marzo 2010 cade il primo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/09/08/certi-diritti/' rel='bookmark' title='CERTI DIRITTI'>CERTI DIRITTI</a> <small>di Certi Diritti Il Parlamento europeo ha dibattuto ieri 7...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/02/03/istat-pro-nobis/' rel='bookmark' title='ISTAT PRO NOBIS'>ISTAT PRO NOBIS</a> <small>di Gay.it In queste settimane l’Istat sta allestendo i moduli...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>25</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OPUS RAI</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/04/opus-rai/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/04/opus-rai/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 20:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Buffoni]]></category>
		<category><![CDATA[lorenza lei]]></category>
		<category><![CDATA[opus dei]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[tarciso bertone]]></category>
		<category><![CDATA[testimoni digitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=38906</guid>
		<description><![CDATA[<p>di FRANCO BUFFONI<br />
Lorenza Lei, 50 anni, è stata designata all’unanimità dal Consiglio di amministrazione della RAI a ricoprire l’incarico di direttore generale. Lei, ex responsabile di Rai-Giubileo, è molto vicina all’Opus Dei, ed è stata espressamente voluta in quell’incarico dal Segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/04/opus-rai/">OPUS RAI</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di FRANCO BUFFONI<br />
Lorenza Lei, 50 anni, è stata designata all’unanimità dal Consiglio di amministrazione della RAI a ricoprire l’incarico di direttore generale. Lei, ex responsabile di Rai-Giubileo, è molto vicina all’Opus Dei, ed è stata espressamente voluta in quell’incarico dal Segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. Al convegno Testimoni digitali, svoltosi in Vaticano lo scorso anno, l’allora vicedirettore generale della RAI Lorenza Lei sostenne che la RAI e la Chiesa cattolica sono “alleati”.<br />
Durante tale convegno Lei, dopo aver ricordato la sua partecipazione al Giubileo, ha sostenuto: “Questo è un convegno straordinario perché lo ha promosso la Chiesa”, e ha spiegato in che cosa consista la ‘missione’ della RAI: “La televisione di servizio pubblico, per sua natura, non solo è necessariamente interessata ai temi sviluppati in questo convegno, ma è naturalmente alleata alla finalità che il convegno si propone**: è una questione di identità. Lo stabilisce il contratto di servizio: la RAI deve essere un’industria culturale, lo è e lo saprà essere. Ma qual è il primo obiettivo di un’industria culturale?<span id="more-38906"></span></p>
<p>Un aspetto irrinunciabile della missione di un sistema televisivo di servizio pubblico è quello di favorire il senso di comunità, il senso di appartenenza ad una società. E la comunità esiste in quanto le persone si sentono legate da valori e comportamenti che ne definiscono le peculiarità, le ricchezze, in una parola l’identità”. Anche in chiusura di intervento Lei ha ribadito con riferimento alla chiesa cattolica: “Siamo alleati”.<br />
** Dal sito Testimoni digitali: “Capire i mutamenti operati dalle nuove tecnologie nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani, per non rimanere meri consumatori, ma testimoni della vivacità della fede cristiana anche in questa nuova cultura”.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/05/04/opus-rai/">OPUS RAI</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/' rel='bookmark' title='RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA'>RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA</a> <small>di Certi Diritti Richiesta di mobilitazione affinché la Rai svolga...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/10/04/vaticalia/' rel='bookmark' title='VATICALIA'>VATICALIA</a> <small>di Franco Buffoni Dopo gli interventi della Digos a Porta...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/06/12/moratoria-sulle-enormita/' rel='bookmark' title='MORATORIA SULLE ENORMITA&#8217;'>MORATORIA SULLE ENORMITA&#8217;</a> <small>dI Piergiorgio Paterlini Ma da quando tutte le opinioni sono...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/05/poesia-contemporanea-decimo-quaderno-italiano-a-cura-di-franco-buffoni-milano-marcos-y-marcos-2010-pp-279/' rel='bookmark' title='Poesia contemporanea. Decimo quaderno italiano, Milano, Marcos y Marcos 2010, pp. 279'>Poesia contemporanea. Decimo quaderno italiano, Milano, Marcos y Marcos 2010, pp. 279</a> <small>di Niccolò Scaffai C’è almeno un tratto che accomuna la...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/08/20/roma/' rel='bookmark' title='Roma'>Roma</a> <small> di Franco Buffoni   Da dove la balaustrata prende...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2011/05/04/opus-rai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fenomenologia di un atteggiamento diffuso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 04:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia Rosselli]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Sanguineti]]></category>
		<category><![CDATA[elio pagliarani]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquilone]]></category>
		<category><![CDATA[lirismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Mecozzi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[valerio magrelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=32704</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;">di <strong>Lorenzo Mecozzi</strong></p>
<p style="text-align: left;">[questo post è apparso per la prima volta sul blog <a href="http://quattrocentoquattro.wordpress.com/">quattrocentoquattro.wordpress.com</a>/]</p>
<p style="text-align: right;"><em>mentre Giovanni declama,<br />
&#8220;Zanzi&#8221; va fuori tema,<br />
ed Edoardo mette lì un poema<br />
col cruciverba della settimana<br />
e i logaritmi della sera prima&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;">La Corazzata Potemkin &#8211; Vecchioni</p>
<p>Era il 1989,  l&#8217;anno delle illusioni sulla fine della storia e sulla fine di tutte le contrapposizioni, quando la RAI, su quello che era ancora solo il primo canale, trasmetteva L&#8217;Aquilone.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/">Fenomenologia di un atteggiamento diffuso</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">di <strong>Lorenzo Mecozzi</strong></p>
<p style="text-align: left;">[questo post è apparso per la prima volta sul blog <a href="http://quattrocentoquattro.wordpress.com/">quattrocentoquattro.wordpress.com</a>/]</p>
<p style="text-align: right;"><em>mentre Giovanni declama,<br />
&#8220;Zanzi&#8221; va fuori tema,<br />
ed Edoardo mette lì un poema<br />
col cruciverba della settimana<br />
e i logaritmi della sera prima&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;">La Corazzata Potemkin &#8211; Vecchioni</p>
<p>Era il 1989,  l&#8217;anno delle illusioni sulla fine della storia e sulla fine di tutte le contrapposizioni, quando la RAI, su quello che era ancora solo il primo canale, trasmetteva L&#8217;Aquilone.</p>
<p>Il programma nasceva da un&#8217;idea Filippo Canu: si trattava di un settimanale culturale in onda il venerdì alle 15 su RAIUNO. Condotto da Claudio Angelini, con la collaborazione di Franco Foresta Martin,, Luciano Lucignani, Gianni Raviele, Vanni Ronsisvalle e Giorgio Weiss, si presentava come la più seguita rivista letteraria dell&#8217;epoca, con una audience media di 500 mila spettatori. [<a href="http://www.giorgioweiss.it/node/226">http://www.giorgioweiss.it/node/226</a> ] All&#8217;interno della trasmissione ebbe luogo un concorso ad eliminazione diretta tra poeti in gara con la lettura di una propria poesia. L&#8217;esperimento fu riproposto l&#8217;anno successivo, con leggere variazioni di contenuti, dovendo i poeti in gara proporre opere di classici della letteratura italiana piuttosto che proprie liriche.</p>
<p><span id="more-32704"></span></p>
<p>Questo breve amarcord, che poi tanto amarcord non è per chi come me all&#8217;epoca non era ancora nato, può risultare utile per improvvisare una riflessione sulla condizione della poesia (che diventa, nell&#8217;ambito televisivo, metonimia di un certo tipo di cultura letteraria) negli ultimi vent&#8217;anni, approntata non da uno specialista o da un poeta, ma da chi ne ha affrontato lo studio in ambito accademico partendo dalle impressioni che l&#8217;immaginario postmoderno ha da offrire.</p>
<p>Tra i sedici nomi in gara spiccano quelli di due fra i più importanti poeti del secondo <strong>N</strong>ovecento (Sanguineti e Rosselli) e quelli di due autori di sicuro valore come Pagliarani e Magrelli; ad accomunarli: la sconfitta.</p>
<p>Il risultato naturalmente deve essere relazionato al particolare tipo di competizione: in una gara in cui i poeti leggono le proprie poesie alla televisione, elementi come la dizione, la gestualità e la mimesi facciale, la leggibilità e la chiarezza espressiva giocano un ruolo determinante. In un medium che abolisce molte delle mediazioni che caratterizzano il testo scritto, necessariamente i criteri di giudizio estetico vengono determinati da fattori eterogenei al giudizio critico del testo letterario. Agli spettatori, inoltre, non è richiesto nessun tipo di specializzazione al momento della scelta. Questi elementi, reagendo insieme, possono senz&#8217;altro giustificare la bocciatura da parte del pubblico. Ma credo sia indispensabile, per comprende tali illustri esclusioni, giudicare anche la natura dei testi che i quattro poeti hanno presentato, in relazione soprattutto alle poesie dei loro avversari.</p>
<p>Immediatamente verrebbe da pensare: Sanguineti è Sanguineti. E non sarebbe semplicistico: la natura sperimentalistica dell&#8217;opera che il poeta genovese presenta rischia di schiacciare il senso di un testo che richiede senz&#8217;altro una lettura più mediata e circostanziata, se confrontato con la poesia &#8220;più o meno&#8221; d&#8217;amore di Cucchi, in cui emergono parole <em>semplici</em> come &#8220;guerra&#8221; &#8220;fantasia&#8221; &#8220;angelo&#8221;. Ed è sempre una poesia <em>quasi d&#8217;amore</em>, dalla sintassi e dal lessico semplicissimi, in cui il metaforismo non inficia un&#8217;evocazione patetica adeguata, quella di Valentino Zeichen, ad eliminare Amelia Rosselli, con la sua dizione conturbante e fortemente musicale che trasferisce al parlato il ritmo dilabente viscerale dello scritto. La poesia concettosa di Magrelli deve lasciar spazio alla lirica di Margherita Guidacci in cui è l&#8217;acqua a dire &#8220;io&#8221;. Pagliarani e la povera ragazza Carla, con la sua “Milano grigia e anonima” che si presenta attraverso &#8220;verbalizzazioni differenziate&#8221;<strong>[Poeti italiani del '900, a c. di Pier Vincenzo Mengaldo, Milano, Mondadori, 1981]</strong> non possono nulla contro il gozzaniano, dunque più scolastico, Riviello.</p>
<p>Ad uscire sconfitte dalle quattro sfide non sono solo le poesie, mi sembra: sono la novità e la sperimentazione contro un senso comune sedimentato ed alimentato dalla scolarizzazione media e dall&#8217;immaginario che condiziona l&#8217;idea stessa di poesia. I poeti che arriveranno in finale si presentano inizialmente con poesie o &#8220;tradizionali&#8221; o &#8220;maledette&#8221; <strong>, </strong>entrambe in qualche modo velatamente decadenti.</p>
<p>Quando le mediazioni opportune vengono a mancare, quando il discorso intorno alla poesia viene a coinvolgere un pubblico vero, quando si ricreano le condizioni perché un uditorio possa ricongiungersi al mondo della letteratura contemporanea in versi, questa sembra impreparata ad assecondare il gusto degli spettatori. O sono loro, i nuovi lettori, ad essere presi in contro tempo.</p>
<p>Le cause sono sicuramente molteplici e difficilmente sintetizzabili. Ma<strong>,</strong> ripercorrendo indietro nel tempo le vicende della nostra storia letteraria<strong>,</strong> non posso non soffermarmi sul<strong> </strong>periodo delle avanguardie storiche: pensare all&#8217;impatto dirompente che il Futurismo ha avuto sull&#8217;idea comune di poesia. A come ne sia uscita violentata l&#8217;autorità sacrale della poesia, come questa abbia perso da quel momento il diritto di parlare da un pulpito. E se alla perdita del mandato sociale dei poeti ha risposto il successo della musica pop-rock, ciò a mio avviso è dovuto al fatto che i novelli Orfeo sono riusciti a coniugare gli assunti <em>absolument  moderne </em>della poesia romantica – quindi la lirica come espressione dell&#8217;interiorità, della sensibilità individuale e soggettiva, della &#8220;passione eccitata da eventi reali&#8221; <strong>[Wordsworth e Coleridge, Prefazione alle <em>Lyrical Ballads, </em>in Ballate liriche, Milano, Mondadori, 1999]</strong> – con la necessità minima di uno stile che rimanga &#8220;variazione ornamentale&#8221; <strong>[Roland Barthes,<em> Il grado zero della scrittura, </em>Torino, Einaudi, 1982]</strong>. La canzone si è impossessata della dimensione &#8216;poetica&#8217; della poesia, che la letteratura del Novecento agli occhi del pubblico non specialistico sembra aver abbandonato. Non c&#8217;è poesia nello &#8220;scialo di triti fatti&#8221;, non c&#8217;è poesia in una gronda, non c&#8217;è poesia presso il Bisenzio. Il critico Pier Vincenzo<strong> </strong>Mengaldo nella sua antologia &#8220;Poeti italiani del Novecento&#8221; coglie la fenomenologia di questo iato tra poesia e percezione della poesia, ma non ne comprende forse la portata qualitativa, scrivendo di Pavese che non è possibile avere uguale comprensione (rispetto a <em>Lavorare stanca)</em> per &#8220;<em>Verrà la morte e avrà i tuoi occhi</em>,<em> </em>droga di intere generazioni di liceali&#8221;. Gli stessi studenti che hanno amato il Pavese &#8220;dell&#8217;eccessiva e infantile fiducia [...] nel valore esemplare della propria biografia&#8221;[Poeti italiani del '900, a c. di Pier Vincenzo Mengaldo, Milano, Mondadori, 1981] hanno imparato a ritrovare quell&#8217;illusione nelle canzoni. Le sperimentazioni di Zanzotto, Sanguineti, Rosselli e Pagliarani appaiono prive di un sentimento poetico, lontane dalle attese dei lettori. Allo stesso modo l&#8217;indiscussa novità di Magrelli nel panorama italiano &#8211; negli anni de <em>Il nome della rosa</em>, avventuroso best-seller per eccellenza del postmodernismo.</p>
<p>Sul modo di percepire la poesia influiscono enormemente l&#8217;istruzione scolastica e la tradizione tramandata attraverso il senso comune. Per usare le parole di Montale, l&#8217;Italia “ha avuto un d&#8217;Annunzio”<strong>[Eugenio Montale, <em>Il “Nuovo Colombo” della poesia francese</em>, in E.M. <em>Secondo Mestiere. Prose I</em>, Milano, Mondadori, 1996  ]</strong> capace di influire pesantemente sull&#8217;immaginario poetico in senso “stranamente estetizzant<em>e” </em>e decadente: un maledetto poeta che per tutti è un poeta maledetto; d&#8217;altra parte il Montale che si studia a scuola, insieme a Pascoli e Carducci, è quello di “Meriggiare pallido e assorto // presso un rovente muro d&#8217;orto” e non di “com&#8217;è tutta la vita e il suo travaglio // in questo seguitare una muraglia”. I primi versi rimandano ad un&#8217;idea tradizionale di poesia, gli altri necessitano una contestualizzazione storica, la consapevolezza di un mutamento. Il Novecento viene, <em>tranquillamente,</em> insegnato come colpo di coda di una tradizione millenaria. D&#8217;Annunzio, con il suo vitalismo ed il continuo processo di stilizzazione estetizzante supplisce alla mancanza di poeti realmente romantici. Nell&#8217;immaginario di ogni giorno il momento di rottura del futurismo agisce soltanto come giustificazione a scrivere versi. Non viene avvertita la necessità di riformulare l&#8217;idea stessa di poesia: che in definitiva resta un&#8217;idea romantica. Da una parte l&#8217;aspirazione del poeta al sublime, dall&#8217;altra la necessità di una minima stilizzazione.</p>
<p>La canzone, attraverso la continua esposizione della dimensione sentimentale e privata, sembra aspirare al sublime. Proprio banalizzando gli strumenti della poesia, e mascherandoli attraverso la musica, giustifica tale aspirazione: in una dialettica che agli occhi del pubblico si allontana meno dall&#8217;idea della poesia romantica come eccitata passione.</p>
<p>Il risultato è l&#8217;equazione poesia=lirico=poetico, per cui anche la stilizzazione finisce in subordine rispetto all&#8217;erompere dell&#8217;individualità e dell&#8217;interiorità. Sempre più forte emerge la presenza di un “io” che osserva il mondo attraverso una dimensione mistica che mistifica l&#8217;idea stessa di poesia, non lasciando spazio alle sperimentazioni avanguardistiche che finiscono per parlare solo agli addetti ai lavori: a chi è capace di comprendere gli sviluppi di una tradizione che si è allontanata forse definitivamente dal proprio pubblico, rimasto in gran parte immobile.</p>
<p>“Se una forma d’arte viene emarginata è perché non parla davvero alla gente” scrive David Foster Wallace, e la gente non percepisce i poeti come profeti di un sapere superiore, ma come disordinati soldati di una caotica e incomprensibile Corazzata Potëmkin.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tur8Ll4vVy4&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=tur8Ll4vVy4&amp;feature=player_embedded</a> Amelia Rosselli e Valentino Zeichen</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7N-DwBzQ0Tw&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=7N-DwBzQ0Tw&amp;feature=player_embedded</a> Edoardo Sanguineti e Maurizio Cucchi</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_TXqQ5VYqGw&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=_TXqQ5VYqGw&amp;feature=related</a> Margherita Guidacci e Valerio Magrelli</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FN988oPfXaM&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=FN988oPfXaM&amp;feature=related</a></p>
<p>Elio Pagliarani e Vito Riviello.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/">Fenomenologia di un atteggiamento diffuso</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/il-violino-di-frankenstein/' rel='bookmark' title='Il violino di Frankenstein'>Il violino di Frankenstein</a> <small>di Isabella Mattazzi In un passaggio del suo ultimo libro,...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/02/25/sotto-lintercessione-di-pasolini/' rel='bookmark' title='Sotto l&#8217;intercessione di Pasolini'>Sotto l&#8217;intercessione di Pasolini</a> <small>Pubblico l&#8217;ultimo intervento della manifestazione Sguardi a perdita d&#8217;occhio. I...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/02/20/e-vostra-la-vita-che-ho-perso/' rel='bookmark' title='È vostra la vita che ho perso'>È vostra la vita che ho perso</a> <small> di Amelia Rosselli e Isabella Vincentini [L'intervista L'immagine del...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/05/03/sguardi-a-perdita-docchio/' rel='bookmark' title='Sguardi a perdita d&#8217;occhio'>Sguardi a perdita d&#8217;occhio</a> <small> I poeti leggono il cinema Rassegna di poesia contemporanea...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2007/10/10/conversazioni-con-giuliano-mesa/' rel='bookmark' title='Conversazioni con Giuliano Mesa'>Conversazioni con Giuliano Mesa</a> <small>Il Centro Culturale La Camera Verde [Roma, via G.Miani 20]...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La responsabilità dello scrittore (in tv)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 09:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
				<category><![CDATA[A gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[aldo busi]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[reality show]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/nggshow.jpg"></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#34;NON C’È PIÙ RACCONTO&#34;</strong></p>
<p style="text-align: center;">non solo nell&#8217;isola</p>
<p style="text-align: center;">ma anche nella penisola</p>
<p style="text-align: left;"><em>Grazie Aldo</em></p>
<p>Questo &#232; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/">La responsabilità dello scrittore (in tv)</a></p>
<p>Related posts:
<a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/' rel='bookmark' title='RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA'>RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA</a> di Certi Diritti Richiesta di mobilitazione affinché la Rai svolga...&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/">La responsabilità dello scrittore (in tv)</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/nggshow.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-32030" title="nggshow" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/nggshow-248x300.jpg" alt="" title="nggshow" width="248" height="300" /></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>&quot;NON C’È PIÙ RACCONTO&quot;</strong></p>
<p style="text-align: center;">non solo nell&#8217;isola</p>
<p style="text-align: center;">ma anche nella penisola</p>
<p style="text-align: left;"><em>Grazie Aldo</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/">La responsabilità dello scrittore (in tv)</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/30/rai-informazione-negata/' rel='bookmark' title='RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA'>RAI &#8211; INFORMAZIONE NEGATA</a> <small>di Certi Diritti Richiesta di mobilitazione affinché la Rai svolga...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/09/02/pubblicare-per-mondadori/' rel='bookmark' title='Pubblicare per Mondadori?'>Pubblicare per Mondadori?</a> <small>[Si riprendono in esponente due note apparse nei commenti di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/28/la-liberta-di-internet-proteggerla-prima-di-diffonderla-1/' rel='bookmark' title='La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (1)'>La libertà di Internet: proteggerla prima di progettarla (1)</a> <small>di Ethan Zuckerman &#8211; traduzione di B. Borgato e B....</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/03/14/la-giornata-mondiale-contro-la-censura-online/' rel='bookmark' title='La giornata mondiale contro la censura online'>La giornata mondiale contro la censura online</a> <small>articolo originale di Diego Casaes · tradotto da Antonella Grati · vai...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/04/25/come-rendersi-invisibili-in-rete-una-puntata-su-current-tv/' rel='bookmark' title='Come rendersi invisibili in rete? Una puntata su Current tv'>Come rendersi invisibili in rete? Una puntata su Current tv</a> <small>Sono stato intervistato da Ilaria Nicosia e Giacomo Canelli per...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>177</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Yes I Kea &#8211; I ragazzi di non è (più) la RAI</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2010/01/08/yes-i-kea-i-ragazzi-di-non-e-piu-la-rai/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2010/01/08/yes-i-kea-i-ragazzi-di-non-e-piu-la-rai/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 05:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
				<category><![CDATA[A gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[aldo grasso]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Branduardi]]></category>
		<category><![CDATA[Billy]]></category>
		<category><![CDATA[Carletto Marx]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[Fantozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[franco battiato]]></category>
		<category><![CDATA[Harpo Marx]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[Parrucche e critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[photoshoperò]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Benjamin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=28430</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Questo &#232; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/01/08/yes-i-kea-i-ragazzi-di-non-e-piu-la-rai/">Yes I Kea &#8211; I ragazzi di non è (più) la RAI</a></p>
<p>Related posts:
<a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/19/photoshopero34-parole-andrea-inglese-musica-effeffe/' rel='bookmark' title='Photoshoperò#34 Parole Andrea Inglese-Musica effeffe'>Photoshoperò#34 Parole Andrea Inglese-Musica effeffe</a>  Questo &#232; un articolo pubblicato su Nazione Indiana in:Photoshoperò#34...
<a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/alfazeta-per-alfabeta-p-come-%d0%bf%d0%be%d1%82%d1%91%d0%bc%d0%ba%d0%b8%d0%bd/' rel='bookmark' title='alfazeta per alfabeta: P come Потёмкин'>alfazeta per alfabeta: P come Потёмкин</a>  Puntata di Alfazeta per Alfabeta, dedicata alla presentazione del...&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/01/08/yes-i-kea-i-ragazzi-di-non-e-piu-la-rai/">Yes I Kea &#8211; I ragazzi di non è (più) la RAI</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nJLFldJAxMA&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nJLFldJAxMA&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/01/08/yes-i-kea-i-ragazzi-di-non-e-piu-la-rai/">Yes I Kea &#8211; I ragazzi di non è (più) la RAI</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/10/19/photoshopero34-parole-andrea-inglese-musica-effeffe/' rel='bookmark' title='Photoshoperò#34 Parole Andrea Inglese-Musica effeffe'>Photoshoperò#34 Parole Andrea Inglese-Musica effeffe</a> <small> Questo &egrave; un articolo pubblicato su Nazione Indiana in:Photoshoperò#34...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/06/01/alfazeta-per-alfabeta-p-come-%d0%bf%d0%be%d1%82%d1%91%d0%bc%d0%ba%d0%b8%d0%bd/' rel='bookmark' title='alfazeta per alfabeta: P come Потёмкин'>alfazeta per alfabeta: P come Потёмкин</a> <small> Puntata di Alfazeta per Alfabeta, dedicata alla presentazione del...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/un-libro-vi-trasportera-michel-deon/' rel='bookmark' title='Un libro vi trasporterà: Michel Déon'>Un libro vi trasporterà: Michel Déon</a> <small>In casa d&#8217;amici (si vedono di giovedì) ho messo su...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/17/ai-no-corrida/' rel='bookmark' title='Ai no corrida!'>Ai no corrida!</a> <small> Nel quadro della rassegna letteraria &#8220;GIULIO PASSAMI IL LIBRO:...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/12/26/photoshopero-video-journal-turineis/' rel='bookmark' title='Photoshoperò- video journal turineis'>Photoshoperò- video journal turineis</a> <small>Questo lo dedico a voi indiani, amici, innanzitutto, poi compagni....</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2010/01/08/yes-i-kea-i-ragazzi-di-non-e-piu-la-rai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Caro Papà</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/30/caro-papa/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/30/caro-papa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero sorrentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[A gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Celli]]></category>
		<category><![CDATA[piero sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=26926</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p><em>una possibile lettera di risposta del figlio di Celli immaginata da</em> <strong>Piero Sorrentino</strong></p>
<p>Caro papà,</p>
<p>grazie dei complimenti per la carriera universitaria che mi fai dalle pagine di uno dei principali quotidiani di questo Paese. È una fortuna non da poco.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/30/caro-papa/">Caro Papà</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/busta2-240x300.jpg" alt="busta" title="busta" width="240" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-26930" /></p>
<p><em>una possibile lettera di risposta del figlio di Celli immaginata da</em> <strong>Piero Sorrentino</strong></p>
<p>Caro papà,</p>
<p>grazie dei complimenti per la carriera universitaria che mi fai dalle pagine di uno dei principali quotidiani di questo Paese. È una fortuna non da poco. Non tutti i figli hanno il privilegio di leggerli, e non tutti i padri di scriverli. Per esempio il papà del mio compagno di corso Cesare, un metalmeccanico di Latina con tre figli e una moglie casalinga, ha acquistato nelle pagine di cronaca locale del <em>Messaggero </em>un piccolo box di tre righe per la laurea di suo figlio: solo per la soddisfazione di veder comparire il nome del suo pupillo &#8211; e la relativa, brillante votazione &#8211; a pag. 47, nella colonna riservata alla “piccola bacheca”, tra un annuncio di massaggi erotici e un appello per il ritrovamento di <em>Bibo</em>, un cucciolo di Jack Russell scomparso a Vairano Scalo la settimana scorsa.<br />
<span id="more-26926"></span><br />
Ho letto con attenzione la tua <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html">lettera</a>. Intanto mi chiedo perché tu non me l’abbia lasciata sul tavolo della cucina, o spedita nella mia casella privata di posta elettronica. Che, per caso ti si è impallata di nuovo la rubrica, e il mio nome è andato a finire sotto l’indirizzo della redazione di <em>Repubblica</em>?<br />
Non ti preoccupare; anche se fosse stato un gesto sbadato, non importa. È lo stesso una lettera bellissima. Lo sfogo di un uomo amareggiato, addolorato. Un’invettiva rabbiosa contro i poteri forti di questo Paese. Contro chi questo Paese se l’è mangiato, giorno dopo giorno, ingoiandolo a grossi bocconi o a microscopici pezzi. Contro questa “società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l&#8217;affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.”. Ben detto, papà. Un Paese debole, cinico, falsamente morale ma profondamente moralista, che ama presentarsi al mondo sotto una veste seducente e amabile, salvo poi sapersi vendere in privato al miglior offerente, al più forte, al più aggressivo, al più furbo, al più ricco; un popolo capace di nascondere sotto una coltre di frizzi e lazzi il peggior sangue, le truffe più pericolose, le ribalderie della peggior specie. Bravo papà!<br />
Gruppi bancari, università, compagnie telefoniche, aziende che fatturano centinaia di milioni di euro. <em>Unicredit</em>, <em>Eni</em>, <em>Omnitel</em>, <em>Wind</em>, <em>Rai</em>, <em>Luiss Guido Carli</em>. Tu sì che sei un esperto della materia! In questi anni sei stato immerso fino al collo nel midollo di potere italiano. Ti sei seduto su poltrone che scottavano. Sei stato per ben tre anni al vertice della Rai. Direttore generale, eh! Tre anni son tanti. Chissà quanto ti sei dovuto barcamenare tra lottizzazioni selvagge, tentativi di raccomandazione, bustarelle, intrallazzi, veleni. Non deve essere stato facile per te uscirne talmente pulito da poterti permettere di scrivere a testa alta quella lettera a <em>Repubblica</em>. Papà, che orgoglio mi dà la stesura di questa lettera! Che brivido mi corre lungo la schiena, a leggere il tuo appello a lasciare questo Paese martoriato da gruppi bancari, università, compagnie telefoniche, aziende che fatturano centinaia di milioni di euro all’anno. Ma come hai fatto, mi chiedo?<br />
Hai tenuto gli occhi chiusi per tutti questi anni, papà mio? Il naso turato per non sentire il puzzo che saliva da sotto quelle potentissime poltrone che hai occupato? Quanto hai dovuto tenere stretti i tuoi occhi, papà, per non vedere il marcio che mi indichi nella tua meravigliosa lettera?<br />
Quanto dolore, povero papà mio.<br />
Mica come il papà di Cesare, il metalmeccanico con le ritenute fiscali in busta paga. Lui di questo Paese non sa niente. Tu no, papà. Tu sai tutto.</p>
<p>Ti abbraccio,</p>
<p>tuo figlio</p>
<p>p.s. Mi è arrivata una email anonima. Contiene la scheda editoriale del tuo superbo saggio “Comandare è fottere”.<br />
Dice: &#8220;<em>Ci sono troppe cose che si fanno ed è bene non dire</em>. Questo è un libro che non fa giri di parole. Che magari mentre tu stai lì a farli, gli altri ti soffiano la poltrona da sotto il sedere. Il mondo del lavoro è una giungla, con poche regole e tanti aspiranti leoni. Lo sa bene Celli, che per anni è stato ai vertici delle maggiori aziende italiane. E allora risultano inutili, se non addirittura ridicoli, i discorsi buonisti e politicamente corretti sulle strategie per fare carriera.<br />
In questo &#8220;piccolo vademecum per bastardi di professione&#8221; l&#8217;ex presidente della Rai dice tutto quello che di solito in proposito si tace. Ovvero che, alla faccia dell&#8217;utopia delle pari opportunità, &#8220;nascere bene&#8221; aiuta eccome. Così come aiuta saper scegliere la persona giusta da servire per poi abbandonarla quando serve, selezionare alleati e nemici, usare l&#8217;arte della seduzione e della finzione. E quando arrivi poi, consiglia Celli, non guardarti indietro, sii sempre pronto a succedere a te stesso o a farti rimpiangere attraverso i successori.&#8221;</p>
<p>Secondo me è quello stronzo di Cesare. Adesso lo chiamo e gliene dico quattro.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/30/caro-papa/">Caro Papà</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/01/21/il-cavaliere-e-la-morte/' rel='bookmark' title='Il Cavaliere e la morte'>Il Cavaliere e la morte</a> <small> di Franco Arminio Berlusconi ha paura di morire. Questa...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/02/17/marmo/' rel='bookmark' title='Marmo'>Marmo</a> <small>di Piero Sorrentino Il Signore sorregge tutti quelli che cadono...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/' rel='bookmark' title='La lingua italiana dopo Silvio Berlusconi'>La lingua italiana dopo Silvio Berlusconi</a> <small> di Marco Mancassola L’attuale Presidente del Consiglio italiano è...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/30/unaltra-festa-del-lavoro-primo-maggio-evento-annullato/' rel='bookmark' title='Un&#8217;altra festa del lavoro: Primo maggio evento annullato'>Un&#8217;altra festa del lavoro: Primo maggio evento annullato</a> <small>&#8220;Noi poveri passerotti empirici&#8221; GAETANO SALVEMINI Pubblico il comunicato che...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2005/10/12/operazioni-mobili-di-massacro/' rel='bookmark' title='Operazioni mobili di massacro'>Operazioni mobili di massacro</a> <small>di Piero Sorrentino “Sai qual è la prima cosa che...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/11/30/caro-papa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>51</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Malati senza saperlo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/08/31/malati-senza-saperlo/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/08/31/malati-senza-saperlo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[case farmaceutiche]]></category>
		<category><![CDATA[chiara valerio]]></category>
		<category><![CDATA[disease mongering]]></category>
		<category><![CDATA[dottor knock]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Nava]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[il saggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[inventori di malattie]]></category>
		<category><![CDATA[jules romains]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Cambi]]></category>
		<category><![CDATA[marcia angell]]></category>
		<category><![CDATA[marco motta]]></category>
		<category><![CDATA[Nicoletta Dentico]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=20749</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>di <strong>Marco Motta</strong></p>
<p>Del dottor Knock vi potete fidare. Non lascia mai nulla al caso. Un vago malessere v’insidia, e lui accende la luce sul versante in ombra della vostra salute. Vi dice nome e cognome del malanno, vi spiega che siete solo uno tra i moltissimi che ne soffrono, e che una terapia efficace e sicura c’è già, basta fare un salto in farmacia.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/08/31/malati-senza-saperlo/">Malati senza saperlo</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/content_female-300x169.jpg" alt="content_female" title="content_female" width="300" height="169" class="alignnone size-medium wp-image-20753" /></p>
<p>di <strong>Marco Motta</strong></p>
<p>Del dottor Knock vi potete fidare. Non lascia mai nulla al caso. Un vago malessere v’insidia, e lui accende la luce sul versante in ombra della vostra salute. Vi dice nome e cognome del malanno, vi spiega che siete solo uno tra i moltissimi che ne soffrono, e che una terapia efficace e sicura c’è già, basta fare un salto in farmacia. E sul bancone troverete anche la sua pillola di saggezza: <em>le persone sane sono malati senza saperlo</em>. Il dottor Knock, bombetta occhialini tondi e viso arcigno, protagonista di un film francese degli anni cinquanta (ma basato su un’opera teatrale scritta da Jules Romains nel 1923, <em>Knock o il trionfo della medicina</em>), è il cinico Virgilio del documentario <strong>Inventori di malattie</strong>, trasmesso il 5 agosto scorso su Rai3 nella serie <em>C’era una volta </em>(ma ancora visibile <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2d46eae7-7cab-4a04-a354-be9b1e43ef3f.html?p=0">qui</a>), frutto del lavoro di Nicoletta Dentico, Francesca Nava e Luca Cambi, che ne ha anche curato la regia.<br />
<span id="more-20749"></span><br />
Antesignano del marketing delle malattie, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gMqEkyNnjbE">il dottor Knock </a>incarna perfettamente lo spirito odierno di Big Pharma, il complesso delle grandi industrie farmaceutiche mondiali. E il suo motto riassume il principio che orienta da un po’ di anni a questa parte le strategie dei produttori di pillole. <em>Disease mongering </em>l’hanno chiamato negli Stati Uniti, la creazione di malattie, una gigantesca operazione di marketing.</p>
<p>Di marketing e non di ricerca, perché, come racconta Marcia Angell in <strong>Farma&#038;Co</strong> (Il Saggiatore, 2006), le grandi industrie riutilizzano anche principi attivi già noti come quello del più celebre degli antidepressivi Prozac per curare disturbi lievi: un nome nuovo (Sarafem) un colore nuovo (rosa e lavanda invece di verde), ed ecco trovata la cura per il disturbo disforico premestruale, lo stato di irritabilità che accompagna quei giorni.</p>
<p>Sindrome delle gambe stanche, disturbo da ansia sociale (la timidezza d’un tempo), sindrome del colon irritabile sono tra le hit più popolari delle nuove malattie negli Usa. Ma anche dove si tratta di colesterolo o di ADHD (il deficit di attenzione nei bambini iperattivi), che in certi specifici casi possono richiedere l’uso di medicine, il problema è l’allargamento ingiustificato a milioni di persone della terapia farmacologica.</p>
<p>La ricetta del successo: conflitti di interesse, quindi medici ricerche e associazioni di pazienti finanziati dai colossi del farmaco, e soprattutto massicce dosi di pubblicità. Già perché il telespettatore americano, spaparanzato in poltrona a guardare la tv nelle fasce di massimo ascolto, viene bombardato di pubblicità diretta sui farmaci, che gli fa scoprire semplici soluzioni per quei fastidiosi disturbi. A ognuno la sua malattia, milioni di pillole per milioni di nuovi malati. E i farmaci blockbuster ingrossano i bilanci delle aziende con miliardi di dollari. Un deriva tutta americana? In Europa da anni è in corso una battaglia sulla pubblicità diretta dei farmaci, ma il Parlamento europeo ha sempre respinto l’idea. Finora. La bombetta del dottor Knock, però, già s’intravede all’orizzonte.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-20759  aligncenter" title="knock_1" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/knock_1-300x221.jpg" alt="knock_1" width="300" height="221" /></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/08/31/malati-senza-saperlo/">Malati senza saperlo</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/03/14/38357/' rel='bookmark' title='natural born gay'>natural born gay</a> <small> di Silvia Bencivelli Io non ho niente contro i...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/03/28/una-specie-di-anticamera/' rel='bookmark' title='il critico e il suo personaggio'>il critico e il suo personaggio</a> <small> di Ginevra Bompiani [Questo saggio è stato pubblicato come...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/11/04/ritagli-da-unintervista-fallita/' rel='bookmark' title='ritagli da un&#8217;intervista fallita'>ritagli da un&#8217;intervista fallita</a> <small> di Flavia Piccinni Non esistono interviste facili, ma quando...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/04/24/non-mi-uccise-la-morte/' rel='bookmark' title='mi cercarono l&#8217;anima a forza di botte'>mi cercarono l&#8217;anima a forza di botte</a> <small> di Saverio Fattori Non mi uccise la morte, ma...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/01/31/wrestling-spoon-river-vintage-version/' rel='bookmark' title='Wrestling Spoon River [vintage version]'>Wrestling Spoon River [vintage version]</a> <small> di Carlo Carabba La notte tra sabato 21 e...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/08/31/malati-senza-saperlo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Michele Santoro e Gaza, la televisione tra narrazione e conversazione</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/17/michele-santoro-e-gaza-la-televisione-tra-narrazione-e-conversazione/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/17/michele-santoro-e-gaza-la-televisione-tra-narrazione-e-conversazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 21:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[annozero]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Carotenuto]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[michele santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=13433</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>[Questo articolo è apparso su <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/5528-michele-santoro-e-gaza-la-televisione-tra-narrazione-e-conversazione/" target="_blank">Giornalismo partecipativo</a>]</em></p>
<p>di <strong>Gennaro Carotenuto</strong></p>
<p>Giovedì sera è andata in scena ad “Anno Zero”, in una trasmissione dedicata ai giovani e Gaza, una rappresentazione chiara del bivio di fronte al quale si trova il più di massa dei media, la televisione.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/17/michele-santoro-e-gaza-la-televisione-tra-narrazione-e-conversazione/">Michele Santoro e Gaza, la televisione tra narrazione e conversazione</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Questo articolo è apparso su <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/5528-michele-santoro-e-gaza-la-televisione-tra-narrazione-e-conversazione/" target="_blank">Giornalismo partecipativo</a>]</em></p>
<p>di <strong>Gennaro Carotenuto</strong></p>
<p>Giovedì sera è andata in scena ad “Anno Zero”, in una trasmissione dedicata ai giovani e Gaza, una rappresentazione chiara del bivio di fronte al quale si trova il più di massa dei media, la televisione. Non è in questa sede <a href="http://valentini.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/01/16/fra-santoro-e-annunziata/" target="_blank">importante</a> <a href="http://news.google.it/nwshp?client=firefox-a&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;hl=it&amp;tab=wn&amp;ncl=1271641867&amp;topic=h" target="_blank">riprendere</a> <a href="http://mosquitofsky.wordpress.com/2009/01/16/tivu-di-pupu/" target="_blank">le</a> <a href="http://ilbuoncaffe.blogspot.com/2009/01/viva-santoro.html" target="_blank">polemiche</a> <a href="http://solleviamoci.wordpress.com/2009/01/16/fini-su-annozero-superata-la-decenza-santoro-indecente-e-chiedere-censure-palermi-pdci-uno-splendido-e-commovente-anno-zero/" target="_blank">e</a> <a href="http://sorvegliato.wordpress.com/2009/01/16/quel-porco-di-santoro/" target="_blank">giudicare</a> <a href="http://linotype.wordpress.com/2009/01/16/santoro-sei-un-cretino/" target="_blank">il</a> <a href="http://arciprete.ilcannocchiale.it/post/2144342.html" target="_blank">plotone</a> <a href="http://www.articolo21.info/4791/editoriale/annozero-su-gaza-solidarieta-allannunziata.html" target="_blank">di</a> <a href="http://www.articolo21.info/4792/editoriale/il-problema-non-e-lucia-annunziata-o-michele.html" target="_blank">esecuzione</a> <a href="http://lapennachegraffia.blogspot.com/2009/01/faziosit.html" target="_blank">schierato</a> <a href="http://www.tvblog.it/post/12234/bufera-su-annozero-santoro-litiga-con-la-annunziata-che-si-va-israele-protesta-e-il-mondo-politico-attacca" target="_blank">in</a> <a href="http://spaziamente.blogspot.com/2009/01/politicatelevisiva.html" target="_blank">queste</a> <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/01/17/spettacoli-indecenti" target="_blank">ore</a><a href="http://zerovirgolaniente.blogspot.com/2009/01/santoro-e-le-polemiche-su-israele.html" target="_blank">contro</a> <a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/01/con-lucia-annunziata-contro-santoro.html" target="_blank">Michele</a> <a href="http://4mfnews.blogspot.com/2009/01/pcknews-annozero-sul-massacro-di-gaza.html" target="_blank">Santoro</a> e gli arcangeli e i serafini in fila a santificare Lucia Annunziata. Ma è importante fare un altro tipo di riflessione che concerne il medium.</p>
<p>Chi va in televisione può fare tre tipi diversi di cose. Può <strong>performare</strong>, ovvero dimostrare cosa sa fare o cosa conosce, ballare, cantare, far ridere, rispondere a quiz come a “Lascia o Raddoppia”. Può <strong>narrare</strong>, raccontando fatti reali o inventati, in un reportage o in una telenovela. O infine può <strong>conversare</strong>, dei massimi sistemi, in maniera aulica o del più e del meno, giù giù fino a “Porta a porta”.<span id="more-13433"></span></p>
<p>L’imbarbarimento della vita televisiva è dato dal disequilibrio tra questi tre grandi filoni. La performance è di fatto scomparsa. Nell’impoverimento culturale della società i quiz sono diventati idioti perché è fastidioso e controproducente far vincere dei soldi a qualcuno <em>solo</em> perché sa. Per far ridere poi in genere bastano quattro parolacce e qualche allusione sessuale. Perfino nelle vecchie tribune politiche si performava, si sciorinavano dati, si mostrava un eloquio da retori oggi sostituito dalle torte in faccia.</p>
<p>Anche la narrazione in tivù è in crisi. I documentari sono confinati sul satellite e i reportage li fa solo quel comunista di Riccardo Iacona. D’altra parte anche le storie ce le siamo finite e non si può fare una nuova edizione di “Guerra e pace” o “I promessi sposi” ogni 10 anni. Del resto “il pubblico non capirebbe”. Le soap poi sono un surrogato di conversazione tanto che molti format e reality sono delle soap camuffate.</p>
<p>La conversazione quindi trionfa in tutte le sue forme. Chiacchiere più o meno vuote nelle isole dei famosi, chiacchiere rigorosamente vuote nei programmi di approfondimento giornalistico, Porta a porta, Ballarò eccetera. Oramai i politici vanno in tivù (probabilmente imbottiti di stupefacenti) aspettando solo il momento di alzare la voce e avventarsi sulla controparte perché è sul wrestling che ritengono che il popolo bue li giudichi.</p>
<p>In questo modo tutto può passare, si può far passare come esperto un fanatico destinato al girone degli iracondi come Edward Luttwak, oppure trattare come statisti personaggi con condanne gravi come Marcello dell’Utri. Basta far sparire i fatti, anche se si parla di argomenti serissimi. In questo modo una ragazza messa lì ad accavallare le gambe può essere chiamata a parlare (sic) di genetica o di Resistenza e il suo punto di vista essere anteposto a quello di Rita Levi Montalcini o Claudio Pavone che hanno dedicato ai rispettivi campi di studio tutta la vita.</p>
<p>Il meccanismo è perverso. Per poter far credere ai telespettatori che la guerra è bella, che la precarietà è un bene, che gli immigrati sono cattivi o che la mafia non esiste devono sparire i fatti, la narrazione dei fatti. Solo così possono essere contrapposte su un piano di parità tesi che pari non sono.</p>
<p>Cosa c’entra con tutto ciò Michele Santoro?</p>
<p>Michele Santoro, nella trasmissione di giovedì sera non fa bella figura e forse non ha nemmeno il pieno controllo sull’evoluzione della stessa. Fa un errore marchiano dicendo all’Annunziata “stai acquisendo dei meriti nei confronti di qualcuno”, ha ragione ma la fa passare da vittima, ma soprattutto commette (il secondo probabilmente in maniera preterintenzionale) due peccati capitali.</p>
<p><strong>Il primo peccato capitale</strong> è che ha proposto dei frammenti di narrazione giornalistica in un contesto che è percepito come destinato solo alla conversazione. Ha mostrato le immagini. E le immagini parlano, non sono neutre. Se i fatti narrano, come ha dimostrato il <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/5440-gaza-se-guardano-vedono/" target="_blank">reportage</a> di Lorenzo Cremonesi sul “Corriere”, o il <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/5518-nellultimo-mese-il-blog-di-vittorio-arrigoni-da-gaza-il-pi-letto-ditalia/" target="_blank">successo</a> del blog di Vittorio Arrigoni da Gaza, ipotecano il dibattito che non può più prescindere da esso. A quel punto non esistono più due realtà virtuali contrapposte per par condicio. Ci sono i fatti che pendono da un lato, piuttosto che dall’altro. Non puoi più cambiare argomento, alzare la voce, tergiversare. Devi commentare quello che vedi senza eluderlo. Questo per lo stato attuale dell’informazione in Italia è intollerabile.</p>
<p>Di cosa è accusato Santoro? Di strumentalizzazione. Di cosa? Dei fatti. Come se si potesse prescindere da essi. Come ha calcolato <a href="http://www.agoravox.it/Annozero-prove-tecniche-di-censura" target="_blank">Elia Banelli</a> su Agoravox gli ospiti di Santoro giovedì erano perfettamente in equilibrio tra pro-israeliani e filo-palestinesi. Nel paese della par condicio è indispensabile che così sia anche se si parla di calcio. Nello specifico, se si mostra come ha fatto Santoro il fatto che i morti in Medio oriente sono in una proporzione di cento palestinesi per ogni israeliano e che un terzo di tali morti sono bambini si viene accusati di fare un’operazione di propaganda filopalestinese o addirittura filo-Hamas (che non è lo stesso ma tutto serve per estremizzare i toni). In realtà i palestinesi in trasmissione, a partire da Rula Jebreal, erano contro Hamas o agnostici.</p>
<p>Il problema allora non era nel dibattito; era nei fatti con i quali i politici e (quel che è peggio) i giornalisti non sono più abituati a fare i conti. Se i fatti, la proporzione di 100 morti contro uno, pendono a favore di una parte, i fatti stessi sono considerati una intollerabile deviazione rispetto alla par condicio che serve a dire tutto e il contrario di tutto. Quando crollò l’Argentina neoliberale l’unica maniera di difendere le politiche del Fondo Monetario Internazionale era prescindere dai fatti: sul dilagare della povertà, sulle morti per fame, sulla disoccupazione strutturale in un paese abituato alla piena occupazione, su un paese deindustrializzato dal modello bisognava glissare. Anche allora i fatti infastidivano chi voleva negare l’evidenza. Oppure leggete le dichiarazioni degli avvocati difensori dei manager della Thyssen Krupp su cosa pensano del “clamore mediatico”, ovvero dei fatti?</p>
<p>Con i fatti, i bambini morti, diviene impresentabile un Andrea Nativi che magnifica la straordinaria efficacia delle bombe a frammentazione o al fosforo o che ci vuol convincere che è normale per chi guida un elicottero d’assalto far tante vittime civili. Chi ha visto la trasmissione ha osservato la stizza di Nativi stesso ogni volta che veniva mostrato un frammento di narrazione su quello che si vede che è successo a Gaza, i fatti.</p>
<p>Sembrava dire, Nativi, “ma se mostrate i fatti le mie chiacchiere perdono peso, nessuno crede più che le armi siano bellissime. Non è giusto, se narrate i fatti allora il dibattito non è più equilibrato”. Squilibrato dai fatti. Nessuno infatti ha messo in dubbio gli effetti nefasti e criminali dei razzi sul Neghev. Il problema è che i razzi su Sderot o Ashkelon restano intollerabili solo fino a che non vengono paragonati a quanto sta accadendo a Gaza, fino a quando una narrazione artificiosa dei fatti fa credere che i tre (3) morti causati dai razzi di Hamas in tre settimane siano equivalenti (o addirittura più gravi) agli oltre mille causati da Tsahal.</p>
<p><strong>Il secondo peccato capitale</strong> di Michele Santoro è di aver sostituito per la conversazione i soliti navigati politici, giornalisti, docenti universitari, pronti a mettere in scena il solito teatrino stando alle regole del gioco, con dei ragazzi. Dei ragazzi italo-israeliani e dei ragazzi italo-palestinesi. Dei ragazzi, soprattutto le due ragazze, che hanno scatenato la reazione di Lucia Annunziata, che hanno usato i mezzi conversazionali del XXI secolo: hanno strillato come matte.</p>
<p>Entrambe presentabili, parlando un ottimo italiano, sufficientemente colte, carine, sicuramente entrambe in buona fede, hanno sbattuto l’una sulla faccia dell’altra gli argomenti di un conflitto irrisolvibile con le armi, dove non tutto è bianco né nero (come sostengono la Annunziata o Claudio Pagliara o in maniera speculare i fan italiani di Hamas, “intifada fino alla vittoria”).</p>
<p>A quel punto, con quelle due oneste ragazze, l’italo-israeliana e l’italo-palestinese, completamente fuori controllo a rinfacciarsi l’una all’altra 60 anni di conflitto e di pregiudizi il re era nudo. Il re della televisione. La tivù, quando sostituisce la narrazione con la conversazione, quando si mostra equidistante, in realtà sta solo prendendo le parti di chi è più distante dai fatti, per farsi strumento di dominio e di falsificazione della realtà stessa.</p>
<p>Il palesamento di questa realtà, per una ex-presidente della RAI come l’Annunziata, non era accettabile: “Michele, questo conflitto in mano a due ragazze non si può mettere”. L’unica conversazione possibile è un minuetto tra cicisbei che urlano, strepitano ma stanno al gioco. Se si sostituiscono con due ragazze in buona fede il castello di carte cade. E, di nuovo, restano i fatti.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/01/17/michele-santoro-e-gaza-la-televisione-tra-narrazione-e-conversazione/">Michele Santoro e Gaza, la televisione tra narrazione e conversazione</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/09/15/combattenti-per-la-pace-un-viaggio-in-palestina-seconda-parte/' rel='bookmark' title='Combattenti per la pace: un viaggio in Palestina (seconda parte)'>Combattenti per la pace: un viaggio in Palestina (seconda parte)</a> <small>Testo e fotografie di Lorenzo Bernini. La prima parte è...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/07/23/la-storia-degli-altri/' rel='bookmark' title='La storia degli altri'>La storia degli altri</a> <small>[Da sempre ritengo che il conflitto tra lo stato d'Israele...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/01/14/israele-boicottaggio-ritiro-degli-investimenti-e-sanzioni/' rel='bookmark' title='Israele: boicottaggio, ritiro degli investimenti e sanzioni'>Israele: boicottaggio, ritiro degli investimenti e sanzioni</a> <small>[pubblichiamo un testo che riteniamo importante - Andrea Inglese, Mattia...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/09/26/solution-196-213-united-states-of-palestine-israel/' rel='bookmark' title='Solution 196-213. United States of Palestine-Israel'>Solution 196-213. United States of Palestine-Israel</a> <small>di Lucia Tozzi Se non fosse il sesto volume della...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/09/17/i-palestinesi-un-popolo-di-troppo-intervista-a-jeff-halper/' rel='bookmark' title='I Palestinesi, un popolo di troppo &#8211; Intervista a Jeff Halper (1)'>I Palestinesi, un popolo di troppo &#8211; Intervista a Jeff Halper (1)</a> <small> [Invito tutti coloro che s'interessano alla questione israelo-palestinese a...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2009/01/17/michele-santoro-e-gaza-la-televisione-tra-narrazione-e-conversazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>30</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Photoshoperò- video journal turineis</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2008/12/26/photoshopero-video-journal-turineis/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2008/12/26/photoshopero-video-journal-turineis/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 17:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione non udenti]]></category>
		<category><![CDATA[Checco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Ciccio Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[effeffe]]></category>
		<category><![CDATA[françois]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Franck]]></category>
		<category><![CDATA[Furlanza]]></category>
		<category><![CDATA[Furlen]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[video journal turineis]]></category>
		<category><![CDATA[www.ibridamenti.com]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=12914</guid>
		<description><![CDATA[<p><em>Questo lo dedico a voi indiani, amici, innanzitutto, poi compagni.</em><br />
E a coloro che quel giorno manifestavano davanti alla Rai di Torino per ottenere un servizio più che dovuto. Appello alla Rai, allora. Visto che ormai nessuno ha più i titoli, sti cazzi di sottotitoli li vogliamo mettere?&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/12/26/photoshopero-video-journal-turineis/">Photoshoperò- video journal turineis</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo lo dedico a voi indiani, amici, innanzitutto, poi compagni.</em><br />
E a coloro che quel giorno manifestavano davanti alla Rai di Torino per ottenere un servizio più che dovuto. Appello alla Rai, allora. Visto che ormai nessuno ha più i titoli, sti cazzi di sottotitoli li vogliamo mettere?<br />
effeffe</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tvN8XMjOWhM&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tvN8XMjOWhM&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/12/26/photoshopero-video-journal-turineis/">Photoshoperò- video journal turineis</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/04/15/photoshopero-18-della-lenta-ginestra/' rel='bookmark' title='photoshoperò #18 della lenta ginestra'>photoshoperò #18 della lenta ginestra</a> <small> Questo &egrave; un articolo pubblicato su Nazione Indiana in:photoshoperò...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/03/23/dalla-camera-accanto-photoshopero-16-piero-gobetti/' rel='bookmark' title='dalla camera accanto: photoshoperò #16 Piero Gobetti'>dalla camera accanto: photoshoperò #16 Piero Gobetti</a> <small> Questo &egrave; un articolo pubblicato su Nazione Indiana in:dalla...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/03/15/photoshopero-15-detto-dei-quatre-couleurs/' rel='bookmark' title='Photoshoperò #15 detto dei Quatre Couleurs'>Photoshoperò #15 detto dei Quatre Couleurs</a> <small> Questo &egrave; un articolo pubblicato su Nazione Indiana in:Photoshoperò...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/02/01/photoshopero-10-detto-anche-dei-due-e-piu-mondi/' rel='bookmark' title='Photoshoperò #10 &#8211; detto anche dei due e più mondi'>Photoshoperò #10 &#8211; detto anche dei due e più mondi</a> <small> immagine di copertina: Philippe Schlienger Questo &egrave; un articolo...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/10/28/alfa-zeta-e-come-eternity/' rel='bookmark' title='Alfa Zeta: E come Eternity'>Alfa Zeta: E come Eternity</a> <small>Nuova puntata di Alfa Zeta per Alfabeta2. qui, le puntate...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2008/12/26/photoshopero-video-journal-turineis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il contemporaneo Ottocento</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/</link>
		<comments>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 11:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[antonio scurati]]></category>
		<category><![CDATA[fiction]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra e Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Ottocento]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Tolstoj]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>di <strong>Antonio Scurati</strong></p>
<p>L’Italia è un Paese culturalmente arretrato. Qualsiasi valutazione su <em>Guerra e pace</em>, la fiction che prometteva di riportare la grande letteratura in prima serata su Rai Uno, deve partire da questa constatazione.<br />
Nessun giudizio di valore ne può prescindere: si tratta del prodotto culturale di punta di un Paese culturalmente arretrato.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/">Il contemporaneo Ottocento</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/guerra_pace01g.jpg" alt="guerra_pace01g.jpg" /></p>
<p>di <strong>Antonio Scurati</strong></p>
<p>L’Italia è un Paese culturalmente arretrato. Qualsiasi valutazione su <em>Guerra e pace</em>, la fiction che prometteva di riportare la grande letteratura in prima serata su Rai Uno, deve partire da questa constatazione.<br />
Nessun giudizio di valore ne può prescindere: si tratta del prodotto culturale di punta di un Paese culturalmente arretrato. L&#8217;assunto di partenza, per quanto spiacevole, è purtroppo incontestabile. Tutti i dati statistici e i parametri sociologici lo confermano.<span id="more-4697"></span> Al giro del millennio, in Italia aveva il diploma appena il 42 per cento della popolazione adulta compresa tra i 25 e i 64 anni contro la media europea del 59 per cento; solo il 9 per cento degli italiani adulti possedeva una laurea contro una media europea del 21 per cento. In Italia si producono poco più di 750 brevetti l&#8217;anno, mentre la Spagna ne deposita circa 2000 (la Germania 15000). Nel 2002 in Italia si sono vendute 102 copie di quotidiani ogni mille abitanti contro una media europea, comprendente anche l&#8217;Italia, di 270. I dati relativi al numero di libri acquistati e letti disegnano, anno dopo anno, uno sconfortante scenario di deserto della lettura pubblica. Ne citerò uno solo: quasi il 70 per cento di commercianti, professionisti e imprenditori dichiara di non leggere nemmeno un libro all&#8217;anno. Ma la cosa più grave è che non li leggono perché molti di loro non sanno più leggere: secondo un&#8217;indagine condotta dal Cede &#8211; come scrive Tullio De Mauro in La cultura degli italiani, un libricino che tutti gli italiani dovrebbero leggere se sapessero ancora farlo &#8211; più di 2 milioni di adulti sono analfabeti completi, quasi quindici milioni sono semianalfabeti, altri quindici milioni sono a rischio di ripiombare in tale condizione.</p>
<p>La fiction prodotta dalla Lux Vide assieme alla Rai è stata trasmessa in un Paese nel quale il 66 per cento della popolazione manifesta un&#8217;insufficiente competenza alfabetica e aritmetica funzionale. Il che significa, tradotto in soldoni, che buona parte dei milioni di italiani che domenica e lunedì hanno assistito alla prime due puntate di <em>Guerra e pace </em>non sarebbero in grado di leggere il romanzo da cui proviene. Non ne hanno mai avuta la capacità linguistica o non ce l&#8217;hanno più. Sembra inverosimile che nell&#8217;ottobre del 2007, dopo sessant&#8217;anni di pace e crescente benessere, la situazione culturale italiana sia ancora quella di un eterno, interminabile dopoguerra. Ma tant&#8217;è. Con questa strisciante selvatichezza dobbiamo fare i conti. E, allora, salutiamo con favore il tentativo di trasmissione dell&#8217;eredità culturale via etere, rallegriamoci per i sei milioni e mezzo di telespettatori che lo hanno scelto e poi facciamo questi conti. E i conti si fanno chiedendosi non che cosa la fiction di <em>Guerra e pace</em> restituisca al genio letterario di Tolstoj ma che cosa restituisca a noi del suo capolavoro, non quanti debiti saldi con lo strepitoso romanzo cui s&#8217;ispira ma quanto del lascito di quella formidabile eredità culturale giunga fino ai telespettatori odierni e quanto si disperda. Così si fanno i conti con la tradizione: non stabilendo quanto le dobbiamo ma quanto ci prendiamo, o ci perdiamo, della sua forza immane.</p>
<p>Molto, purtroppo, va perduto. Soltanto due esempi. Innanzitutto va perduto il meraviglioso respiro epico del racconto tolstojano, quella qualità che scaturisce dal procedere lento e maestoso del passo narrativo di un romanzo grandioso. Nel libro, al principio di quel cammino, la realtà è soltanto una frantumaglia di allusioni orecchiate in un pettegolezzo da salotto ma alla fine quell&#8217;incedere inesorabile e magnanimo consente al lettore di abbracciare con un solo sguardo un intero mondo, un&#8217;intera epoca e, attraverso di essa, l&#8217;umanità tutta. Nella versione tv, invece, una girandola di situazioni consumate in fretta conduce precocemente all&#8217;epifania del divino sul campo di battaglia di Austerlitz e lo svilisce al semplice svenimento di un personaggio (il principe Andrej) che ancora non esiste. Lo s&#8217;imputerà alla dittatura del telecomando, ma questo può valere per la mediocrità di una serata qualunque trascorsa a fare zapping non per la straordinaria occasione di televisione festiva offerta da Guerra e Pace. Altrimenti meglio non scomodare Tolstoj.</p>
<p>L&#8217;altra cosa che va perduta è una delle più grandi invenzioni dovute al genio narrativo di Tolstoj: la capacità di raccontare le vicende individuali sullo sfondo di quelle collettive, di mettere il mondo umano &#8211; la pace &#8211; a contrasto con il mondo storico &#8211; la guerra. Andrej, Natasa, Pierre, sono &#8211; come notava Leone Ginzburg &#8211; «personaggi umani che amano, soffrono, sbagliano, si ricredono, cioè, in un parola, vivono»; ma sono simultaneamente personaggi storici condannati a recitare una parte che non è stata scritta né da loro né per loro, anche se loro immaginano d&#8217;improvvisarla. La versione tv, invece, elimina quasi completamente la dimensione storica, riducendo le scene di massa a momenti quasi grotteschi, le guerre napoleoniche e l&#8217;insurrezione del popolo russo a un rumore di fondo, l&#8217;intreccio troppo spesso a un piccolo dramma sentimentale da camera in odore di soap-opera. In questo modo si smarrisce proprio il dono che dall&#8217;arte narrativa di Tolstoj giunge fino alle narrazioni televisive seriali dei nostri tempi. Le migliori serie tv hanno, infatti, cominciato fin dagli anni &#8217;80 a far uso di strutture narrative complesse grazie alle quali l&#8217;evoluzione cronologica delle vicende legate alla vita privata dei personaggi scorre parallelamente a quella di una vicenda collettiva con la quale si incastra ripetutamente. In questo modo, il racconto delle piccole vicende sentimentali di individui simili a noi entra in risonanza con l&#8217;eco più vasta della vicenda collettiva, che può essere la cronaca di un reparto ospedaliero di medicina d&#8217;urgenza, quella di un distretto di polizia, o la storia d&#8217;Europa, come nel caso di Tolstoj. Insomma, da questo punto di vista, c&#8217;è più Tolstoj in <em>ER</em> o in <em>NYPD</em> che non nel <em>Guerra e pace</em> visto su Rai Uno.</p>
<p>Ma la strada da percorrere è questa. L&#8217;Ottocento di Tolstoj, il secolo in cui fiorì la grande civiltà del romanzo, è nostro contemporaneo più di quanto non si creda. Bisogna solo abbandonare l&#8217;idea del divorzio tra la cultura tradizionale di matrice letteraria e la cultura visuale oggi imperante. Dobbiamo propiziare, invece, il matrimonio tra le punte più avanzate della narrazione televisiva e i secoli di grande letteratura che ci siamo lasciati alle spalle. Potrebbe scaturirne uno sposalizio salvifico anche per un Paese culturalmente arretrato. Non siamo noi che dobbiamo salvare il nostro grande passato. E&#8217; lui che verrà in nostro soccorso.</p>
<p>[<em>pubblicato su</em> La Stampa <em>del 24.10.2007</em>]</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/">Il contemporaneo Ottocento</a></p>
<hr/><p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2011/10/13/di-chi-e-la-colpa/' rel='bookmark' title='Di chi è la colpa?'>Di chi è la colpa?</a> <small> di Gianni Biondillo Di chi è la colpa? Di...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/' rel='bookmark' title='La responsabilità dello scrittore (in tv)'>La responsabilità dello scrittore (in tv)</a> <small> &quot;NON C’È PIÙ RACCONTO&quot; non solo nell&#8217;isola ma anche...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2009/07/05/tetti-di-vetro/' rel='bookmark' title='Tetti di vetro'>Tetti di vetro</a> <small>di Antonio Sparzani Vorrei tanto condividere con voi questa esperienza...</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/12/26/photoshopero-video-journal-turineis/' rel='bookmark' title='Photoshoperò- video journal turineis'>Photoshoperò- video journal turineis</a> <small>Questo lo dedico a voi indiani, amici, innanzitutto, poi compagni....</small></li>
<li><a href='http://www.nazioneindiana.com/2008/01/15/palinsesti-di-risarcimento/' rel='bookmark' title='Palinsesti di risarcimento'>Palinsesti di risarcimento</a> <small>   di Franz Krauspenhaar Quello che il poeta fiorentino...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nazioneindiana.com/2007/10/31/il-contemporaneo-ottocento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>47</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic page generated in 1.751 seconds. -->
<!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-12 09:09:10 -->
<!-- Compression = gzip -->
