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	<title>Nazione Indiana &#187; riccardo orioles</title>
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		<title>Saviani</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 05:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.riccardoorioles.org/">Riccardo Orioles</a></strong></p>
<p>Anche oggi Marco ha preso il motorino, è uscito di casa e se n&#8217;è andato in cerca di notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a quelli che conosce. Fa anche un giornaletto (Catania Possibile) di cui finalmente anche i lettori hanno potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati di sequestrarlo in edicola) con relative inchieste.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/10/23/saviani/">Saviani</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.riccardoorioles.org/">Riccardo Orioles</a></strong></p>
<p>Anche oggi Marco ha preso il motorino, è uscito di casa e se n&#8217;è andato in cerca di notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a quelli che conosce. Fa anche un giornaletto (Catania Possibile) di cui finalmente anche i lettori hanno potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati di sequestrarlo in edicola) con relative inchieste. Non ci guadagna una lira e fa questo tipo di cose da una decina d&#8217;anni. Ha perso, per farle, la collaborazione all&#8217;Ansa, la possibilità di uno stipendio qualunque e persino di una paga precaria come scaricatore: anche qui, difatti, l&#8217;hanno licenziato in quanto &#8220;giornalista pacifista&#8221;. Marco non ha paura (nè della fame sicura nè dei killer eventuali) ed è contento di quel che fa.<br />
<span id="more-9930"></span>Anche oggi Max è contento perché è riuscito a mandare in giro un altro numero della Periferica, il giornaletto che ha fondato con alcuni altri amici del quartiere. Il quartiere è Librino, il più disperato della Sicilia. Se ne parla in cronaca nera e nei pensosi dibattiti sulla miseria. Loro sono riusciti a mettere su una redazione, a organizzare non solo il giornale ma anche un buon doposcuola e dei gruppi locali. Non ci guadagnano niente e i mafiosi del quartiere hanno già fatto assalire una volta una sede. Max non ha paura, almeno non ufficialmente, ed è contento di quel che fa.</p>
<p>Anche oggi Pino ha finito di mandare in onda il telegiornale. Lo prendono a qualche chilometro di distanza (la zona dello Jato, attorno a Partinico) e contiene tutti i nomi dei mafiosi, e amici dei mafiosi, del suo paese. Non ci guadagna niente (a parte la macchina bruciata o un carico di bastonate) ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.</p>
<p>Anche oggi Luca ha chiuso la porta della redazione, al vicolo Sanità. Il suo giornale, Napoli Monitor, esce da un po&#8217; più di due anni e dice le cose che i giornalisti grossi non hanno voglia di dire. E&#8217; da quando è ragazzo (ha iniziato presto) che fa un lavoro così. Non ci guadagna nulla, manco il caso di dirlo, e non è un momento facile da attraversare. Ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.</p>
<p>Ho messo i primi che mi sono venuti in mente, così per far scena. Ma, e Antonella di Censurati.it? Sta passando guai seri, a Pescara, per quell&#8217;inchiesta sui padri-padroni. E Fabio, a Catania? Fa il cameriere, per vivere, ed è giornalista (serio) da circa quindici anni. E ti sei dimenticato di Antonio, a Bologna? Vent&#8217;anni sono passati, da quando gli puntarono la pistola in faccia per via di quell&#8217;inchiesta sui clan Vassallo e gli affitti delle scuole. Eppure non ha cambiato idea. E Graziella? E Carlo Ruta, a Ragusa? E Nadia? E&#8230; Vabbè, lasciamo andare. Mi sembra che un&#8217;idea ve la siate fatta. C&#8217;è tutta una serie, in Italia, di piccoli giornali e siti, coi loro &#8211; seri e professionali &#8211; redattori. Ogni tanto ne fanno fuori qualcuno, o lo minacciano platealmente; e allora se ne parla un po&#8217;. Tutti gli altri giorni fanno il loro lavoro così, serenamente e soli, senza che a nessuno importi affatto &#8211; fra giornalisti &#8220;alti&#8221; e politici &#8211; se sono vivi o no. Eppure, almeno nel settore dell&#8217;antimafia, il novanta per cento delle notizie reali viene da loro.</p>
<p>Saviano è uno di loro. Quasi tutti i capitoli di Gomorra sono usciti prima su un sito (un buon sito, Nazione Indiana) e nessuno, salvo chi di mafia s&#8217;interessava davvero, se l&#8217;è cagati. Poi è successa una cosa ottima, cioè che l&#8217;industria culturale, il mercato, ci ha messo (o ha creduto di metterci) le mani sopra. Ne è derivato qualche privilegio, ma pagato carissimo, per lui. Ma ne è derivato soprattutto che &#8211; poiché l&#8217;industria culturale è stupida: vorrebbe creare personaggi mediatici, da digerire, e finisce per mettere in circolo contenuti &#8220;sovversivi&#8221; &#8211; un sacco di gente ha potuto farsi delle idee chiarissime sulla vera realtà della camorra, che è un&#8217;imprenditoria un po&#8217; più armata delle altre ma rispettatissima e tollerata e, in quanto anche armata, vincente.</p>
<p>Ci sono tre cose precisissime che, in quanto antimafiosi militanti, dobbiamo a Saviano. Una, quella che abbiamo accennato sopra: la camorra non è la degenerazione di qualcosa ma la cosa in sè, il &#8220;sistema&#8221;. Due, che il lato vulnerabile del sistema è la ribellione anche individuale, etica. Tre, che lo strumento giornalistico per combattere questo sistema non è solo la notizia classica, ma anche la sua narrazione &#8220;alta&#8221;, &#8220;culturale&#8221;; non solo &#8220;giornalismo&#8221; ma anche, e contemporaneamente, &#8220;letteratura&#8221;. (Quante virgolette bisogna usare in questa fase fondante, primordiale: fra una decina d&#8217;anni non occorreranno più). Dove &#8220;letteratura&#8221; non è l&#8217;abbellimento laterale e tutto sommato folklorico, alla Sciascia, ma il nucleo della stessa notizia che si fa militanza.</p>
<p>Nessuna di queste cose è stata inventata da Saviano. Il concetto di &#8220;sistema&#8221;, anziché di semplice (folkloristica) &#8220;camorra&#8221; è stato espresso contemporaneamente, e credo sempre su Nazione Indiana, da Sergio Nazzaro (non meno bravo di Saviano: e vive vendendo elettrodomestici); e forse prima ancora, sempre a Napoli, da Cirelli. L&#8217;aspetto fortemente etico-personale della lotta non alla &#8220;mafia&#8221; ma al complessivo sistema mafioso è egemone già nelle lotte degli studenti (siciliani ma non solo) dei tardi anni Ottanta. La simbiosi fra giornalismo e &#8220;letteratura&#8221;, che è forse l&#8217;aspetto più &#8220;scandaloso&#8221; (e che più scandalizza; e non solo a destra) di Saviano è già forte e completa in Giuseppe Fava, e nella sua scuola.</p>
<p>Le &#8220;scoperte&#8221; di Saviano sono dunque in realtà scoperte non di un singolo essere umano ma di una intera generazione, sedimentate a poco a poco, nell&#8217;estraneità e indifferenza dell&#8217;industria culturale, in tutta una filiera di giovani cervelli e cuori. Alla fine, maturando i tempi, è venuto uno che ha saputo (ed ha osato) sintetizzarle; e che ha avuto la &#8220;fortuna&#8221; di incontrare, esattamente nel momento-chiave, anche l&#8217;industria culturale. Che tuttavia non l&#8217;ha, nelle grandi linee, strumentalizzato ed è stata anzi (grazie allo spessore culturale di Saviano, ma soprattutto dell&#8217;humus da cui vien fuori) in un certo qual senso strumentalizzata essa stessa.</p>
<p>Questa è la nostra solidarietà con Saviano. Non siamo degli Umberto Eco o dei Veltroni, benevoli ma sostanzialmente estranei, che raccolgano firme e promuovano (in buona fede) questa o quella iniziativa. Siamo degli intellettuali organici, dei militanti (&#8220;siamo&#8221; qui ha un senso profondissimo, di collettivo) che hanno un lavoro da compiere, ed è lo stesso lavoro cui sta accudendo lui. Anche noi abbiamo avuto paura, spesso ne abbiamo, e sappiamo che in essa nessuno essere umano può attendersi altro conforto che da se stesso. Roberto, che è giovane, vedrà certo la fine di di questo orrendo &#8220;sistema&#8221; e avrà l&#8217;orgoglio di avervi contribuito: non &#8211; poveramente &#8211; da solo ma volando alto e insieme, con le più forti anime di tutta una generazione.</p>
<p><em>Tratto da <strong>La Catena di San Libero</strong> n. 373 del 22 ottobre 2008</em></p>
<p><em>La &#8220;Catena di San Libero&#8221; è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di  lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla  ricevere da amici, basta scrivere a: <a href="mailto:riccardoorioles@gmail.com"> riccardoorioles@gmail.com</a>.<br />
La &#8220;Catena&#8221; esce dal 1999. L&#8217;autore è un giornalista professionista  indipendente.</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/10/23/saviani/">Saviani</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le elezioni di Palermo sono state a Medellin</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2007 04:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <strong>Riccardo Orioles</strong></p>
<p>Non credo che i brogli elettorali siano stati decisivi nella vittoria di Cammarata su Orlando, a Palermo. Personalmente, li valuto attorno al cinque per cento: un piccolo partito (ma un partito) che fa parte a pieno titolo della maggioranza.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/05/24/le-elezioni-di-palermo-sono-state-a-medellin/">Le elezioni di Palermo sono state a Medellin</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Riccardo Orioles</strong></p>
<p>Non credo che i brogli elettorali siano stati decisivi nella vittoria di Cammarata su Orlando, a Palermo. Personalmente, li valuto attorno al cinque per cento: un piccolo partito (ma un partito) che fa parte a pieno titolo della maggioranza. Non mi scandalizzo neanche eccessivamente dell’uso di questi metodi da parte dei notabili che qui esercitano il ruolo di classe politica: è un uso tradizionale (già Ottaviano pagava gli elettori) e fa parte, nel terzo mondo, delle regole del gioco.<br />
<span id="more-3919"></span><br />
Il fatto è che la Sicilia non è più terzo mondo, e non lo è più da molto tempo. La stessa signora che innocentemente, all’uscita del segno, sorride con aria d’intesa al galoppino, stasera farà zapping fra i canali di Sky, la cui antenna si erge fiera dal suo balcone (per pagare l’abbonamento, qualche mese fa, una donna prostituì la figlia adolescente). Secondo uno studio dell’università, a Palermo il novanta per cento dei bambini fra gli otto e i quattordici anni ha in telefonino. Fra qualche anno voteranno anche loro, e venderanno tranquillamente il loro voto in cambio di un telefonino nuovo. Sia il primo che il secondo telefonino sono prodotti all’estero, sono commercializzati da gigantesche (e incontrollabili) holding finanziarie italiane, e arrivano fino al bambino palermitano grazie ai finanziamenti di Roma, di Bruxelles, di Berlino, di Sidney e naturalmente di Cosa Nostra. Il bambino palermitano infatti non produce niente &#8211; nè telefonini nè altro &#8211; nè produce niente la sua famiglia. Che però, dal punto di vista consumistico, è perfettamente integrata nell’Occidente.</p>
<p>Ecco: le elezioni di Palermo non sono state a Palermo ma a Islamabad, a Medellin, in una qualunque metropoli dell’ex Terzo Mondo: che però, nel sistema che vige ora (e che non ha ancora un nome: gli regaleremo provvisoriamente una maiuscola e lo chiameremo Sistema) è perfettamente integrato nell’Occidente. Le “elezioni”, la “democrazia” e le altre etichette storiche dell’Ottocento qui sono simboleggiate da meccanismi di vario genere (la guerra di clan, l’attentato, la compravendita del voto) modellati sulle tradizioni locali. Esistevano, certamente, anche delle tradizioni democratiche &#8211; in senso vero &#8211; anche qui: ma non appartenevano alla classe dirigente bensì alla sua controparte popolare. Discioltasi questa, almeno politicamente, nel vasto e massificante calderone dell’egemonia post-industriale, resta la compresenza di forme arbitrariamente “democratiche” (”vai a votare”) e sostanze coerentemente “fasciste” (”se ti opponi ti ammazzo”).</p>
<p>Pasolini, molti anni fa, diceva alcune cose antipatiche sul fascismo. Distingueva il fascismo-fascista, quello storico, che però non riusciva a distruggere (in quanto elitario, in fondo) la cultura profonda delle classi popolari; e il fascismo-postfascista, quello contemporaneo a lui, che invece riusciva a penetrarvi grazie alla massificazione, al conformismo, al consumo e insomma a un’egemonia totalizzante dei valori che prima erano considerati (in vetero-linguaggio) “borghesi”.</p>
<p>Mi sembra che il discorso di Pasolini sia perfettamente valido, qui in Sicilia, per la mafia. Quella di prima (la mafia-mafiosa, quella che ammazzava Falcone) non era affatto egemonica, non era assolutamente “popolare” e suscitava opposizioni. Quella di ora, che non ammazza i Falcone ma impedisce “politicamente” che ne sorga uno, invece è perfettamente integrata nel sistema, si basa sugli stessi valori, esercita (almeno in alcuni momenti) un’egemonia. E merita dunque le sue maiuscole: il Sistema Mafioso.</p>
<p>Il commerciante palermitano &#8211; ad esempio &#8211; non è “mafioso”. E perché mai dovrebbe esserlo? Anche nel vecchio fascismo il commerciante romano mica era “fascista”: alle adunate del sabato ci andava, quando ci andava, malvolentieri. Però gli conveniva che il negozietto ebreo, che gli faceva concorrenza, fosse tolto di mezzo. Oggi al commerciante di Palermo (Palermo centro, non periferia) conviene che ci sia la pena di morte, a pagamento, contro la microcriminalità. I ragazzi di Addio Pizzo hanno tentato per due anni di seguito di convincere i commercianti palermitani a dire semplicemente “io sono contro il pizzo”. Ne hanno convinto circa duecento, su circa diecimila. Questo spiega, fra le altre cose, il voto palermitano: sia la sconfitta “politica” di Orlando (che poi, tecnicamente, è stata un’avanzata notevole in termini di voti) che la vittoria politica, stavolta senza virgolette, del partito del vendo-il-voto. Non se ne esce coi vecchi riti, con le manifestazioni generiche e con le celebrazioni. A Falcone non basta essere ricordato.</p>
<p>Se ne esce &#8211; ad esempio &#8211; sviluppando le lotte dei senzacasa e chiedendo che siano dati a loro i palazzi sequestrati ai mafiosi. Ma chi lo fa? Pochi benemeriti, come Abbagnato o Umberto Santino, sempre più ignorati dai media e sempre meno presenti nei convegni ufficiali. Sono le lotte dei poveri (i senzacasa, le cooperative contadine di Libera siciliane e calabresi, ecc.) quelle che fanno più paura al Sistema. Su esse bisogna puntare al massimo, generalizzarle, sostenerle, avere una politica di alleanze (dai “moderati” agli “estremisti”, senza puzze al naso) basata su di esse; e sviluppare una battaglia di comunicazione (giornali, tv, internet: nel nostro piccolo Casablanca, Sanlibero, TeleJato) senza la quale nessuna battaglia può essere generalizzata. Licausi, Radio Aut e Pio La Torre non sono dei nomi storici, sono semplicemente le cose da fare ora.</p>
<p>Bookmark: <a href="www.enniobonfanti.netsons.org/images/Elezioni/urna4.jpg">urne elettorali per la strada</a>, in un paesino della Sicilia</p>
<p>da: <em>La Catena di San Libero</em> 23 maggio 2007 n. 353</p>
<p>La &#8220;Catena di San Libero&#8221; è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a: riccardoorioles@sanlibero.it.<br />
La &#8220;Catena&#8221; non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L&#8217;autore è un giornalista professionista indipendente. Puoi riprenderla su web, mail, volantini, giornali ecc, purché non a fini di lucro. Puoi forwardarla ai tuoi amici. Se hai un sito o un blog puoi montarci la &#8220;Catena&#8221; e i successivi aggiornamenti.<br />
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<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/05/24/le-elezioni-di-palermo-sono-state-a-medellin/">Le elezioni di Palermo sono state a Medellin</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Catena di Sanlibero 306</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/10/18/catena-di-sanlibero-306/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 05:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>________________________________________<br />
riccardo orioles <br />
La Catena di San Libero<br />
17 ottobre 2005 n. 306<br />
________________________________________</p>
<p>Preliminare 1. Sara&#8217; l&#8217;Australia il primo paese occidentale a vietare<br />
formalmente gli scioperi dei lavoratori. L&#8217;annuncio e&#8217; stato dato dal<br />
primo ministro John Howard e sta suscitando un dibattito alquanto aspro<br />
nel paese.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2005/10/18/catena-di-sanlibero-306/">Catena di Sanlibero 306</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>________________________________________<br />
riccardo orioles <riccardoorioles><br />
La Catena di San Libero<br />
17 ottobre 2005 n. 306<br />
________________________________________</riccardoorioles></p>
<p>Preliminare 1. Sara&#8217; l&#8217;Australia il primo paese occidentale a vietare<br />
formalmente gli scioperi dei lavoratori. L&#8217;annuncio e&#8217; stato dato dal<br />
primo ministro John Howard e sta suscitando un dibattito alquanto aspro<br />
nel paese. &#8220;E&#8217; una riforma&#8221;, sostiene la destra. &#8220;Ma forse tutto sommato<br />
sarebbe giusto che pure i lavoratori ogni tanto potessero avere anche<br />
qualche diritto&#8221; obbietta pensosamente la sinistra. La &#8220;riforma&#8221; in ogni<br />
caso prevede il licenziamento senza giusta causa per le aziende sotto i<br />
cento dipendenti, la possibilita&#8217; di dichiarare illegali gli scioperi<br />
che il governo considera dannosi, contratti personali e non di<br />
categoria, contrattazione individuale anche su ferie e orario di lavoro.<br />
Quanto al sindacato, gli verra&#8217; semplicemente vietato l&#8217;ingresso nelle<br />
aziende dove non e&#8217; gia&#8217; presente ora.<br />
<span id="more-1384"></span><br />
________________________________________</p>
<p>Preliminare 2. Der Grosse Inkiuken. La sinistra &#8211; fra socialdemocratici,<br />
verdi e nuova sinistra di Lafontaine &#8211; avrebbe la maggioranza dei seggi,<br />
ma il governo di sinistra, moderata o radicale che sia, non si fara&#8217;. Si<br />
fara&#8217; invece una Grande Coalizione fra socialdemocratici e<br />
democristiani, lasciando fuori le due estreme di destra (dove sono<br />
nazisti e sono quattro gatti) e di sinistra (dove sono democratici e<br />
hanno il dieci per cento dei voti). I ministeri verranno spartiti fra<br />
ex-centrodestra ed ex- centrosinistra, secondo il Kenkellimanual, e la<br />
politica economica continuera&#8217; a essere lasciata sostanzialmente in mano<br />
alle imprese (che stanno gia&#8217; delocalizzando tutto). Pieno impiego per<br />
quasi tutto il personale politico, liberato nel suo complesso<br />
dall&#8217;incubo dell&#8217;opposizione.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Situazione. Adesso i partiti sono tre, il centro, la sinistra e la<br />
destra. La sinistra, ne abbiamo parlato tante volte, e comunque ha il<br />
grande merito di non avere piu&#8217; a capo D&#8217;Alema. La destra consiste nei<br />
leghisti (gli unici motivati: o al balcone, o al muro) e in<br />
numerosissimi commercialisti, avvocati, cavalieri d&#8217;industria e cumenda<br />
che per una volta nella loro vita hanno avuto il culo terrificante di<br />
Salire in Alto: un evento irripetibile come la congiunzione di Marte e<br />
Mercurio in Giove, per difendere il quale sono disposti a tutto e anche<br />
a qualcosa di piu&#8217;. Il centro, va sans dire, c&#8217;est la Dc. Ma e&#8217; una Dc<br />
frammentata, come quei personaggi dei vecchi cartoni animati che si<br />
dividevano in cento se stessi piccolissimi, ciascuno dei quali si<br />
agitava freneticamente persuaso di essere il se stesso unico e vero.</p>
<p>Le strategie: per la destra, tenere. Tenere, sopravvivere, rinchiudersi<br />
in Salo&#8217;, diventar papalini, farsi buddisti, chiamare Erode, aspettare<br />
E.T. &#8211; qualunque cosa, pur di restare la&#8217;, di non abbandonare le<br />
poltrone. E che cosa potrebbe fare un Calderoli, nella vita? La Russa,<br />
almeno, tornerebbe a fare l&#8217;avvocato di Ligresti. Non e&#8217; la piu&#8217;<br />
sofisticata delle strategie ma non e&#8217; neanche da buttar via, perche&#8217; non<br />
nasce dal cervello ma dalle darwiniane viscere profonde. Avete presente<br />
un bambino all&#8217;ottavo mese e mezzo che vuole disperatamente non essere<br />
espulso dalla mamma? Ecco, quello li&#8217;. Per Berlusconi non c&#8217;e&#8217; problema<br />
- puo&#8217; sempre emigrare all&#8217;estero &#8211; ma gli altri? La maggior parte, e&#8217;<br />
tanto se riuscirebbero a esulare fino a Pavia. E la Finanza ha le<br />
braccia lunghe, e cosi&#8217; le Procure.</p>
<p>La sinistra, nella quale noi del chiamiamolo &#8220;movimento&#8221; (societa&#8217;<br />
civile, cococo&#8217;, girotondini, pacifisti, base: insomma, il<br />
dieci-quindici per cento di questo allegro paese) per nostra colpevole<br />
cacioneria non siamo rappresentati, oscilla fra i gesuiti di buone e<br />
civili letture come Fassino e i socialisti lombardiani come Bertinotti.<br />
Poi c&#8217;e&#8217; Di Pietro che sogna di coronare il sogno della sua vita,<br />
comprendente il cav. Berlusconi Silvio e un&#8217;affollata cerimonia in una<br />
pubblica piazza. C&#8217;e&#8217; Diliberto e Cossutta, che approfittano<br />
sfacciatamente dell&#8217;assenza di Karl Marx. C&#8217;e&#8217; Pecoraro dei Verdi, c&#8217;e&#8217;<br />
Ernesto (sarebbe la corrente purodurista di Rifondazione, che ogni volta<br />
che vede Prodi lo misura accuratamente e ne calcola il peso). C&#8217;e&#8217;<br />
Prodi, naturalmente, a cui per punizione dei suoi trascorsi peccati<br />
(licenzio&#8217; migliaia di operai all&#8217;Alfasud) e&#8217; toccato infine d&#8217;essere<br />
odiato dai padroni in quanto communista. Al seguito, migliaia di<br />
politici minori, amministratori (in genere buoni), giornalisti (in<br />
genere scialbi), funzionari, giu&#8217; giu&#8217; fino ai militanti semplici di<br />
base.</p>
<p>A livello di questi ultimi la statura morale s&#8217;innalza bruscamente e<br />
possiamo dire che abbiamo ancora una bella sinistra &#8211; quella per la<br />
strada &#8211; ed e&#8217; un vero peccato che si debba affidarla a una dirigenza<br />
tanto sgangherata. Ma parlavamo di strategie. Quella della sinistra e&#8217;,<br />
in alto, di amministrare; in basso, di salvarsi dalla terrificante<br />
catastrofe che s&#8217;e&#8217; gia&#8217; ingoiata gran parte dei giovani e degli operai<br />
e sta digerendosi adesso con tutta tranquillita&#8217; il ceto medio.<br />
Purtroppo per loro, il politico piu&#8217; ammirato dai loro dirigenti e&#8217;<br />
Blair. Purtroppo per i dirigenti, pero&#8217;, essi non hanno piu&#8217; uno<br />
strumento di controllo sociale com&#8217;era (insieme ai suoi molti meriti) il<br />
sindacato degli anni Settanta. Quindi, se vorranno blaireggiare,<br />
blaireggeranno: ma bisogna vedere quanto li lascera&#8217; blaireggiare in<br />
pace la loro base, o almeno una seria parte di essa.</p>
<p>Che probabilita&#8217; hanno le altre due forze di veder realizzate le loro<br />
strategie? Ben poche. Nessuna destra e&#8217; mai riuscita a sopravvivere<br />
nelle condizioni di quella di ora. Immaginate Hitler circondato non<br />
dagli americani e sovietici ma dai brasiliani da una parte e dalle<br />
truppe del Regno di Napoli dall&#8217;altra. Sarebbe durato di piu&#8217;, e questo<br />
gli avrebbe dato anche una certa illusione. Ma se il nemico fosse<br />
comunque giunto alla periferia di Berlino, la situazione sarebbe stata<br />
insanabile lo stesso: questione di tempo. Berlusconi non ha di fronte<br />
Zukov e nemmeno l&#8217;Ottava Armata. Ma, al punto in cui ormai e&#8217;, bastano<br />
Fassino e Rutelli. Tutto quel che puo&#8217; ottenere, non tanto lui (che e&#8217;<br />
sempre il nuovo Agnelli d&#8217;Italia, e puo&#8217; comandare in tanti altri modi)<br />
quanto i suoi piu&#8217; derelitti seguaci, e&#8217; un bel Gotterdammerung finale.<br />
Da questo punto di vista, occhio ai &#8220;terroristi islamici&#8221; e a tutto cio&#8217;<br />
che si potra&#8217; muovere prima delle elezioni.</p>
<p>Infine, la Dc: l&#8217;esperta Dc, l&#8217;abile Dc, la furbissima Dc. Secondo me,<br />
sia la Dc di destra che quella di sinistra hanno perso i tempi. Rutelli<br />
e&#8217; riuscito solo a logorare Prodi, non a sostituirlo. Un po&#8217; come<br />
Mastella, che ogni volta che incontra qualcuno gli grida &#8220;Communista!&#8221;<br />
ma solo perche&#8217; vuole le cento lire. Quello mette la mano in tasca,<br />
gliele da&#8217; e poi continua per la sua strada. Insomma, se vuoi venderti<br />
il &#8220;moderato&#8221; te lo puoi vendere una volta, o la va o la spacca; non ci<br />
puoi campare per mestiere. A destra, la riscossa Dc e&#8217; dovuta quasi<br />
esclusivamente a Follini; Casini al casino nel Polo in effetti ha<br />
contribuito ben poco; anche qui (basta scendere a vedere i Dc siciliani<br />
per capirlo) minacciare di fare la Dc e&#8217; molto meglio che farla per<br />
davvero. E poi, con chi? Il vero leader politico del partito &#8220;cattolico&#8221;<br />
c&#8217;e&#8217; gia&#8217;, ed e&#8217; Ruini. Ruini non avrebbe mai lasciato crescere Sturzo o<br />
De Gasperi, figurarsi  Rutelli e Follini. Personalmente, in queste cose<br />
mi fido di piu&#8217; dei cardinali che, essendo atei, non rischiano &#8211; a<br />
differenza di molti politici &#8211; di far cazzate per fanatismo coglione.<br />
(Di Fini e&#8217; inutile parlare perche&#8217; non esiste).</p>
<p>Insomma, dopo le elezioni (o &#8220;elezioni&#8221;: ancora non si sa) ci sara&#8217;<br />
confusione. I cococo&#8217; rideranno, balleranno, applaudiranno Prodi e<br />
Fassino e poi cominceranno a&#8230;</p>
<p>..A pretendere, signora mia. Sapesse come pretendono tutti quanti.<br />
Pretendono. E ahime&#8217;, com&#8217;e&#8217; rovinata l&#8217;economia&#8230; A questo punto<br />
tornate al Preliminare 1 e al Preliminare 2, e la partita ricomincera&#8217;<br />
daccapo.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Ancora non e&#8217; chiaro se fra qualche mese si va a votare o semplicemente<br />
a &#8220;votare&#8221;. Le virgolette non sono per il proporzionale (un modo come un<br />
altro, a parte che mentre si gioca a poker non e&#8217; elegante dire: &#8220;Da<br />
questo momento si sta giocando a canasta, percio&#8217; sai dove puoi<br />
ficcarteli i tuoi quattro assi!&#8221;) ma per il proporzionale corretto. La<br />
&#8220;correzione&#8221; infatti riguarda una cosa semplicissima, che nessun altro<br />
al mondo ha  avuto finora la genialita&#8217; di trovare, e cioe&#8217;: &#8220;Puoi<br />
votare solo ed esclusivamente per il candidato che ti indica il tuo<br />
partito&#8221;. Cioe&#8217; non puoi piu&#8217; scegliere fra il numero uno (Almirante) e<br />
il numero 47 (ovviamente, La Morte) o fra il numero 1 (Pannella Giacinto<br />
detto Marco) e il numero 31 (Cicciolina). No, niente piu&#8217; capricci, e<br />
men che mai voti di protesta: devi votare solo ed esattamente come<br />
vogliono loro. Cioe&#8217;, se sono a Gallipoli debbo votare per forza&#8230; non<br />
oso neanche dirlo.</p>
<p>Beh, il sistema puo&#8217; essere ancora perfezionato, ma di poco. Ci sono<br />
troppi partiti. Uno sarebbe sufficiente. La destra, un tempo, difatti<br />
pensava che uno bastava. Ora concedono che ce ne sia anche piu&#8217; di uno,<br />
purche&#8217; rigidamente tenuto al guinzaglio da gente seria e non da quei<br />
debosciati di elettori.</p>
<p>Ah, i comizi! Ah il voto libero! Ah le elezioni! Li ricorderemo con<br />
nostalgia, come il gelo di melone, piazzale Ostiense coi filobus, le<br />
gemelle Kessler e tante altre dolcissime cose del buon tempo che fu.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Riciclaggio. Lo sospetta la magistratura svizzera a proposito di ingenti<br />
movimenti di capitali con la copertura di un&#8217;azienda televisiva di un<br />
grosso imprenditore italiano, molto vicino a un professionista siciliano<br />
gia&#8217; condannato per reati mafiosi. Indagini in corso.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Caucaso. Il 13 ottobre un gruppo di uomini armati prende d&#8217;assalto<br />
Nalchik, la capitale della Repubblica di Kabardino-Balkaria, a ovest<br />
dell&#8217;Ossezia e della Cecenia, e puntualmente i nostri media si svegliano<br />
dal torpore e ricordano che sul mappamondo esiste qualcosa chiamato<br />
Caucaso. Per chi non crede che un complesso intreccio di problemi<br />
geopolitici possa essere  rappresentato come uno scontro tra indiani e<br />
cowboys segnaliamo l&#8217;attivita&#8217; della Russian-Chechen Friendship Society.<br />
Questa organizzazione non governativa di Niznij Novgorod (la quarta<br />
citta&#8217; della Russia) ha realizzato un centro informativo che raccoglie e<br />
diffonde notizie sul conflitto ceceno, fa attivita&#8217; di riabilitazione e<br />
programmi sanitari per i minori vittime della guerra, azioni di tutela<br />
legale e ricerca di persone disperse e detenute arbitrariamente. Tutto<br />
questo e&#8217; bastato a scatenare una violenza meno scenografica di quella<br />
armata, ma non per questo meno pericolosa.</p>
<p>Le autorita&#8217; russe e i servizi segreti dell&#8217;Fsb hanno deciso di far<br />
chiudere i battenti all&#8217;organizzazione, e il primo bersaglio e&#8217; stata la<br />
rivista Pravozascita (letteralmente &#8220;difesa dei diritti&#8221;), indagata per<br />
il suo lavoro di documentazione sulle violazioni dei diritti umani in<br />
Cecenia, che agli occhi delle autorita&#8217; giudiziarie e&#8217; diventato una<br />
&#8220;incitazione all&#8217;estremismo&#8221;. Il fuoco incrociato sulla Ong comprende<br />
anche indagini amministrative e fiscali, maltrattamenti, irruzioni e<br />
perquisizioni senza mandato da parte dell&#8217;Fsb. Gli attivisti della Rcfs<br />
sono stati minacciati e intimiditi. L&#8217;unica via d&#8217;uscita alla morte<br />
annunciata di questa organizzazione e&#8217; il sostegno dell&#8217;opinione<br />
pubblica internazionale, che sarebbe molto interessata a questa<br />
non-notizia se ci fossero meno sparatorie in prima serata. [carlo<br />
gubitosa]</p>
<p>Bookmark: <a href="http://friendly.narod.ru/2005-1e/indexe.htm">http://friendly.narod.ru/2005-1e/indexe.htm</a></p>
<p>________________________________________</p>
<p>&#8220;I politici cornuti sono! Tutti gli stessi sono! Rossi, gialli, verdi,<br />
celesti, neri azzurri&#8230; tutti uguali!&#8221;. Enzo Mangion, figlio di<br />
Francesco, braccio destro del boss mafioso Nitto Santapaola, si esprime<br />
cosi&#8217; al telefono con il suo sodale Orazio Grimaldi, mentre gli racconta<br />
quali politici la &#8220;famiglia&#8221; ha sostenuto. E giu&#8217; un elenco di esponenti<br />
della Margherita, di An, di Forza Italia, dell&#8217;Udc, con annessi favori.<br />
È quanto emerge dall&#8217;ultima inchiesta della procura di Catania su mafia<br />
e appalti che fa tremare l&#8217;amministrazione Scapagnini.</p>
<p>La racconta il mensile &#8220;L&#8217;isola possibile&#8221; nel suo primo numero a<br />
tiratura regionale, nelle edicole siciliane in accoppiata con &#8220;il<br />
manifesto&#8221;. Nato quattro anni fa, dopo Genova 2001, come strumento del<br />
Social forum etneo, il nuovo periodico mette in rete una serie di<br />
piccole ma battagliere realta&#8217; dell&#8217;informazione isolana &#8220;sul web,<br />
cartacee, radiofoniche, tv&#8221; e tenta l&#8217;avventura dell&#8217;edicola. Sedici<br />
pagine formato tabloid che si aprono con una &#8220;Cuffaro story&#8221;, proseguono<br />
con un&#8217;inchiesta sugli intrallazzi della Banca agricola popolare di<br />
Ragusa sui quali Bankitalia ha dormito, e continuano con inchieste e<br />
cronache da tutte le province dell&#8217;isola. Una scommessa basata sul<br />
volontariato e la militanza, quella dei compagni siciliani, che ancora<br />
una volta dovranno fare i conti con il silenzio dei media regionali e<br />
nazionali sulla nascita di un nuovo giornale e con un mercato<br />
pubblicitario asfittico. [sebastiano gulisano]</p>
<p>Info: redazione@isolapossibile.it</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Istantanee. Lo spettacolo della morte non se lo perde nessuno. Intere<br />
famiglie in balcone, i bambini in prima fila per vedere meglio. In<br />
strada i ragazzi si mischiano agli adulti. Una donna ha un bambino in<br />
braccio di non piu&#8217; di due anni, ha una tuta blu a righe bianche, sei<br />
euro sulle bancarelle, e il ciuccio in bocca. I colpi di pistola li<br />
hanno sentiti tutti, almeno sei, esplosi in mezzo alla folla delle otto<br />
e mezzo di sera. E ora sono li&#8217; a guardare lo spettacolo. Il cadavere<br />
sta a pancia in giu&#8217; in mezzo alla strada, la testa rivolta verso<br />
sinistra e le braccia in alto, come i bambini quando fingono di essere<br />
morti. L&#8217;orologio luccica illuminato dalle torce dei poliziotti. Due<br />
rivoli di sangue scendono verso il tombino. Quelli della scientifica<br />
cercano di non calpestarli mentre scattano fotografie da tutte le<br />
angolazioni. Il furgone della polizia mortuaria aspetta a luci accese.<br />
Qualche ora piu&#8217; tardi tutto cio&#8217; che rimane e&#8217; una strada coperta di<br />
segatura. La mattina dopo, tra il lastricato c&#8217;e&#8217; ancora sangue. All&#8217;<br />
inizio di agosto un ragazzo di ventitre&#8217; anni e&#8217; stato ammazzato nello<br />
stesso modo a pochi metri di distanza. E&#8217; la guerra di camorra. Ma non<br />
siamo a Scampia. Siamo nel centro di Napoli. A quattrocento metri<br />
dall&#8217;ufficio del sindaco. [francesco feola]</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Cartolina da Santo Domingo. &#8220;Colmado&#8221;: e&#8217; l&#8217;equivalente della nostra<br />
&#8220;botteguccia sotto casa&#8221; (in Sicilia si chiamano &#8220;putie&#8221;), quelle che<br />
tanto-pago-a-fine-mese, con la lista a nome tuo. Dentro ci trovi di<br />
tutto (e ne trovi uno ogni cinquecento metri), dalle saponette ai<br />
liquori, dalla frutta e verdura a tutto lo scatolame possibile. Poi<br />
vino, birra, salumi, formaggi, pane, biscotti, succhi di frutta, uova e<br />
moltissimo altro ancora. Ci sono anche le ricariche telefoniche e i<br />
giornali. In qualcuna anche medicine. La forma e&#8217; sempre la stessa: due<br />
entrate e un grande bancone circolare, tre o quattro persone dietro<br />
pronti a servirti. Sono anche luogo d&#8217;incontro alla sera, per una<br />
&#8220;cerveza ben fria&#8221; o un bicchiere di rum Brugal. [rocco rossitto]</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Cartolina da Rio. Un giorno qualsiasi in una metropoli brasiliana.<br />
Banditi armati di fucili e mitragliette rapinano automobilisti fermi al<br />
semaforo. Quindici uomini assaltano furgone portavalori davanti a un<br />
centro commerciale, tre vigilanti uccisi. All&#8217;uscita dallo stadio, un<br />
agente spara due colpi per disperdere la folla, un morto. Lite<br />
condominiale, poliziotto in pensione uccide il vicino a colpi di<br />
pistola. In una favela, bambina ferita alla testa da pallottola<br />
vagante&#8230; Il 23 ottobre i brasiliani sono chiamati alle urne per<br />
rispondere a una sola domanda: bisogna vietare il commercio di armi e<br />
munizioni in Brasile? I promotori del referendum, che fanno campagna per<br />
il si&#8217;, affermano che la maggior parte degli incidenti con armi da fuoco<br />
avviene per futili motivi. Il comitato del no risponde che la<br />
proibizione non disarma i banditi e lascia il cittadino senza<br />
possibilita&#8217; di difendersi. Il si&#8217; ribatte che, a Rio de Janeiro, delle<br />
90 mila armi sequestrate ai banditi negli ultimi sei anni, il 61%<br />
provenivano da persone senza precedenti penali&#8230; E cosi&#8217; via, il<br />
dibattito continua: per i promotori del referendum e&#8217; gia&#8217; un risultato<br />
importante. [luca rossomando]</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Scoperte. E&#8217; stato un viaggiatore napoletano a scoprire la Cina, circa<br />
quattromila anni fa. La prova inconfutabile viene dai ricercatori<br />
dell&#8217;Istituto di Geofisica dell&#8217;Accademia delle Scienze pechinese che in<br />
un sito del tardo paleolitico a nord-est del Fiume Giallo, non lontano<br />
dal villaggio di Lajia, hanno trovato un vaso di terracotta contenente<br />
un alimento a base di farina dalla caratteristica forma spaghettiforme.<br />
Gli spaghetti, perfettamente conservati, avevano ancora un bel colore<br />
giallo paglierino. Gli scienziati si chiedono con quali strumenti i<br />
cavernicoli di Lajia mangiassero gli spaghetti: non e&#8217; da escludere che<br />
usassero delle rudimentali bacchette di legno o d&#8217;osso, poiche&#8217; nessuna<br />
forchetta e&#8217; stata rinvenuta nei paraggi.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo elemento ha scatenato diverse ipotesi  fra gli studiosi:<br />
alcuni ritengono che il napoletano che ha introdotto gli spaghetti in<br />
Cina si sia poi allontanato talmente in fretta dal villaggio (avendone<br />
ancora numerosi altri da evangelizzare) da dimenticare di fornire agli<br />
indigeni lo strumento. Altri pero&#8217; avanzano l&#8217;ipotesi di un&#8217;improvvisa<br />
fuga dovuta magari all&#8217;ostilita&#8217; dei potentati locali, ostili a<br />
qualsiasi forma di progresso.</p>
<p>Gli spaghetti furono ritrovati in Cina molti secoli dopo da Marco Polo,<br />
a un banchetto di Kublai Khan, che nell&#8217;occasione gli chiese se per caso<br />
sapesse come si fa la pummarola. Il veneziano, esperto di molte altre<br />
cose ma non di pasta, non seppe che rispondergli. E anzi, tornato in<br />
Europa, divulgo&#8217; la notizia che in Cina si mangiava uno strano tipo di<br />
polenta filiforme, mai vista in nessuno dei suoi numerosi viaggi<br />
all&#8217;estero (sempre pero&#8217; limitati al nord di Gaeta). Da cui molti<br />
equivoci, alcuni dei quali durano tuttora.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Toto&#8217;. Iraq (Ansa). Catturato il barbiere di Al Quaeda. Sarebbe quello<br />
che doveva tagliare le barbe degli sceicchi per non farli riconoscere<br />
dai soldati (trama: Gennaro Esposito, rinomato barbiere di<br />
Mergellina&#8230;).</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Belushi. I nazisti dell&#8217;Illinois &#8211; quelli dei Blue Brothers &#8211; esistono<br />
davvero e si sono fatti vivi in un sobborgo povero di Chicago con un<br />
minaccioso corteo per la &#8220;supremazia bianca&#8221;. La gente naturalmente ha<br />
reagito e ne sono nati dei tafferugli.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Bologna. Tolleranza zero per i numerosi lavavetri abusivi (quasi sempre<br />
extracomunitari e a volte addirittura negri) che ormai da tempo invadono<br />
le vie del capoluogo felsineo. L&#8217;allarme, gettato dai consiglieri locali<br />
di Forza Italia, e&#8217; stato prontamente raccolto dal sindaco Cofferati,<br />
che l&#8217;altra notte c&#8217;eravamo sognati a capo della Repubblica Popolare<br />
Italiana. Mai piu&#8217; fagioli con le cotiche prima di andare a letto.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Catania. &#8220;Guglielmino! La macchina pronta e&#8217;?&#8221;. &#8220;Pronta, signora! Agli<br />
ordini!&#8221;. Il signor Guglielmino, un tipo molto decorativo, e&#8217;: l&#8217;Autista<br />
dda&#8217; Mugghieri ddu Sinnicu. In italiano, sarebbe semplicemente l&#8217;autista<br />
della signora Scapagnini; ma ditelo in catanese, e vedete che siete gia&#8217;<br />
nell&#8217;atmosfera giusta. Guglielmino, che spesso parla in dialetto ed e&#8217;<br />
vissuto a lungo accanto a Scapagnini, e&#8217; dunque anche un esperto di<br />
teatro dialettale: e percio&#8217; e&#8217; giusto che, fra le centinaia di<br />
delibere-manna che piovono sugli amici del Comune, ce ne sia stata una<br />
anche per lui. &#8220;Per l&#8217;organizzazione di due Rassegne di Teatro<br />
Dialettale, euri&#8230;&#8221;. Vabbe&#8217;. Meglio tardi che mai, un magistrato ci<br />
vuol vedere chiaro. &#8220;Signor sindaco, ma in base a che cosa lei ha<br />
firmato quella delibera?&#8221;. &#8220;Firmato? Chi firmo&#8217;?  Io non firmai! Non e&#8217;<br />
mia, quella firma! Me l&#8217;hanno falsificata!&#8221;.</p>
<p>Arriva il perito calligrafo, chiamato dal tribunale, e dopo qualche<br />
settimana comunica: no, la firma falsa firma vera e&#8217;, proprio del signor<br />
sindaco di sua propria mano in persona personalmente. E ora?  Abuso<br />
d&#8217;ufficio? Galera? Nooo! Lasciatelo li&#8217;, poveru sinnicu: e&#8217; vero che di<br />
costare costa assai, ma e&#8217; dai tempi di Angelo Musco che a Catania non<br />
si vedeva uno che ci faceva divertire cosi&#8217;.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Sicilia. Diversi intellettuali e sindacalisti siciliani hanno firmato un<br />
appello ai partiti (arg arg &#8211; ndr) chiedendo di rinunciare alla &#8220;caccia<br />
a vecchie celebrita&#8217;&#8221; (eh eh &#8211; ndr) e di assumersi, in nome della<br />
credibilita&#8217;, il rischio di scegliere personalita&#8217; nuove che si<br />
distinguano &#8220;per progetto politico, competenze e capacita&#8217; innovativa&#8221;<br />
(ah ah ah &#8211; ndr) da candidare alle primarie per la presidenza della<br />
Regione. Vabbe&#8217;. Chi vuole puo&#8217; firmare il benemerito appello.<br />
Personalmente, se fossimo in Sardegna o in Toscana lo firmerei<br />
volentieri. Ma in Sicilia, so gia&#8217; esattamente che tipo di uso (molto<br />
improprio) i vari boss dei partiti faranno di questo e di ogni altro<br />
appello. Comunque, ecco dove firmare.</p>
<p>Firme: antonioriolo@hotmail.com.</p>
<p>________________________________________</p>
<p>stinkfoot@cheapnet.it wrote:<br />
&lt; Questi elettori di centrodestra hanno una morale piuttosto singolare:<br />
si indignano se il sig. D&#8217;Alema abita al centro di Roma a un prezzo<br />
bassissimo (ricordate?), ma sono sempre pronti a chiudere entrambi gli<br />
occhi sulle innumerevoli mostruosita&#8217; commesse dai loro beniamini. Danni<br />
irreversibili all&#8217;ambiente, alla cultura, all&#8217;economia, alla giustizia,<br />
alle istituzioni, alla democrazia, alla civile convivenza e al comune<br />
buon senso sembrano aver davvero poca importanza per questa gente.<br />
Pressocche&#8217; inutile tentare di ragionarci, di argomentare, di provare a<br />
uscir fuori dal trito schema sinistra-destra e a tenersi lontani dalle<br />
ideologie: tempo perso, fiato sprecato, fegato ingrossato e ulcera<br />
duodenale.&gt;</p>
<p>________________________________________</p>
<p>piero.ricca@email.it wrote:<br />
&lt; Ma la &#8220;moral suasion&#8221; e&#8217; legittima? Leggo che il Capo dello Stato<br />
avrebbe esercitato la sua &#8220;moral suasion&#8221; anche sulla riforma della<br />
legge elettorale. Se ho ben capito dal Quirinale sarebbero stati<br />
preventivamente segnalati aspetti di dubbia costituzionalita&#8217; di un<br />
testo legislativo in itinere, giudicato dall&#8217;opposizione un attentato<br />
alla democrazia. Mi chiedo: tale prassi e&#8217; prevista dalla Costituzione?<br />
Costituisce una legittima consuetudine? Non sarebbe piu&#8217; trasparente e<br />
opportuno attendere l&#8217;approvazione della legge ed eventualmente<br />
rinviarla alle Camere con provvedimento motivato?&gt;</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Michele Galluzzo <diotranoi> wrote:<br />
&lt; Io adoro Andrea Pazienza e leggere &#8220;Viviamo esattamente nel mondo di<br />
Andrea Pazienza&#8221;, mi ha fatto piacere e mi ha altrettanto incuriosito.<br />
Nulla, vorrei solo sapere come mai questa affermazione? Spero di non<br />
intralciarti troppo con questa domanda e spero di ricevere una risposta.<br />
Pace amore e rocknroll &gt;<br />
* * *<br />
Eh.</diotranoi></p>
<p>________________________________________</p>
<p>rozapataci@virgilio.it wrote:<br />
&lt; Caro R., ti continuo a leggere con interesse, percependo la tua stoica<br />
amarezza. Ti avevo scritto se c&#8217;era possibilita&#8217; &#8211; anche col tam tam in<br />
rete per quanto concerne l&#8217;economico &#8211; di stampare un mensile o<br />
settimanale a 4 /8 fogli del tipo I Siciliani ultima serie. Non mi hai<br />
risposto&#8230;&gt;</p>
<p>________________________________________</p>
<p>(Sono arrivate diverse lettere sul caso di un giovane torinese<br />
intossicato dalla droga. Ci spiace, ma questo giornale non si occupa<br />
contemporaneamente a Vespa di queste cose).</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Domenico Stimolo wrote:<br />
&lt; Alla faccia dei censuratori locali, piccoli e grandi, che viaggiono<br />
sull&#8217;inchiostro e/o negli spazi cibernetici;  &#8220;mezzi-mezzi&#8221; e<br />
quaquaraquaa&#8217;; vecchi, nuovi, e parolai che soffiano al vento;<br />
&#8220;libertari&#8221;&#8230; in liberta&#8217;; venditori di salsiccie bruciate e di calia<br />
ammuffita: da questa sera e&#8217; in onda su ARCOIRIS.TV una lunga intervista<br />
a Marco Benanti&gt;</p>
<p>Bookmark: <a href="http://www.arcoiris.tv">http://www.arcoiris.tv</a></p>
<p>________________________________________</p>
<p>Memo. Riunione di redazione martedi&#8217; alle 18 in via Bertani 8<br />
(Trastevere) a Roma, presso Cuntrastamu. Argomento: siti (Wema, PL,<br />
Censurati e gli altri che vorranno aderire) e Arcoiris (gruppi locali da<br />
organizzare, video da fare).</p>
<p>________________________________________</p>
<p>Ricciardo Aloisi <nbawac> wrote:</nbawac></p>
<p>Vecchi trucchi per scrivere le poesie</p>
<p>&lt; Basta prendere un gatto e un anello<br />
e il gatto se lo mette per cappello<br />
ma quando piove si bagna la testa</p>
<p>oppure trovare uno spaghetto cosi&#8217; lungo<br />
che arriva da casa tua fino in America<br />
e un equilibrista ci passa sopra<br />
e ci attraversa il mare<br />
senza ammollarsi e senza vomitare.</p>
<p>oppure dire le parole buffe<br />
come l&#8217;arte culinaria.</p>
<p>ma il trucco piu&#8217; bello e&#8217; quando dici la verita&#8217;&gt;</p>
<p>________________________________________<br />
Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche<br />
semplicemente per liberarsene, basta scrivere a<br />
riccardoorioles@sanlibero.it &#8212; Fa&#8217; girare.<br />
&#8220;A che serve vivere, se non c&#8217;e&#8217; il coraggio di lottare?&#8221; (Giuseppe<br />
Fava)<br />
________________________________________</p>
<p>(*) La &#8220;Catena di San Libero&#8221; e&#8217; una e-zine gratuita, indipendente e<br />
senza fini di lucro.</p>
<p>Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o<br />
farla ricevere da amici, basta scrivere a:<br />
riccardoorioles@sanlibero.it. La &#8220;Catena&#8221; non ha collegamenti di<br />
alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce<br />
dal 1999.  L&#8217;autore e&#8217; un giornalista professionista indipendente.</p>
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www.centomovimenti.it, www.clarence.com, www.cuntrastamu.org,<br />
www.consumietici.it, www.freaknet.org, www.girodivite.it,<br />
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