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Il poema disumano di Luigi Nacci a Milano

SI INSTALLA IL poema disumano A MILANO All’interno della rassegna POESIA PRESENTE lunedì 21 aprile alle ore 18 presso lo SPAZIOSTUDIO di Patrizia Gioia via Paolo Lomazzo 13 - Milano tel. 348.7498744 e-mail: abraxas7p@libero.it verrà inaugurata l’installazione del POEMA DISUMANO di Luigi Nacci progetto dell’installazione a cura di Gianmaria Nerli e Luigi Nacci; supporto tecnico (e morale) di Dome Bulfaro; disegni di Ugo Pierri; musiche e effetti fonici di Lorenzo Castellarin; voci di Michele Alessio, Xenia Isabel Docio Altuna, Bertal Cevahir, Matteo Danieli,...

Le voci, la città. La scrittura per ripensare spazi e accessi

E’ appena uscito Le voci, la città. La scrittura per ripensare spazi e accessi, a cura di Gianmaria Nerli e Luigi Nacci, Firenze, Edizioni Cadmo, con CD audio. Il volume, diviso in due sezioni, una dedicata ai racconti e l’altra alla poesia, raccoglie i risultati dei lavori di un meeting dedicato alla scrittura e ai giovani autori svoltosi a Fiesole dal 7 al 10 giugno 2007. A impreziosire la pubblicazione un CD...

Delle spietate purezze

La materia del dire su Spietate purezze di Cesare Cuscianna (commentario) di Lucio Saviani ...

Il presidente Kibaki, Raila e tutti i keniani sono imputati

Una lettera anonima da Nairobi Scrivere questa lettera sarà la mia ultima azione mortale su questa terra. Ho deciso, per due ragioni, di raccogliere gli indirizzi mail delle persone preminenti che conosco e dei miei amici e mandarla da un indirizzo anonimo. La prima è risparmiar loro lo sconforto di sapere anticipatamente quel che mi accingo a fare e quindi sottrarli ad ogni colpevolezza. E in secondo luogo perché la mia...

Genesi di uno scrittore

di Emanuele Giordano La genesi di un atto di espressione è un processo di estrazione, uno spremere fuori. Niente viene estratto se non da una materia originariamente grezza. L’uomo di norma dà figure nuove a cose che ha sottomano. Allora fare un’opera è il far breccia di uomo verso se stesso. E’ esatto ciò che ci dice il Sohar: il libro è infisso, in fondo a una caverna, in una...

Usus scribendi – io non sono uno scrittore

di Cristiano Cavina E’ difficile parlare dello scrivere, e molto più difficile è dire in proposito qualcosa di originale e soggettivo. Chi cerca di scrivere per mestiere, e chi ci prova, ha una propria personale idea, che in larga parte però è dovuta alla lettura di pezzi scritti sull’argomento da autori affermati, che a loro volta hanno attinto da opere e autori precedenti, e così via fino ai grandi classici. Quello che...

Scriverei anche di un sasso

  Franz Krauspenhaar intervista Cristina Annino Cristina Annino è una bionda bellezza matura che ricorda le eroine hitchcockiane, è una toscana che dice quello che pensa non per vezzo ma per imposizione del benigno demone del suo carattere, soprattutto è una poetessa importante. E se dico importante non voglio dire che ha il petto colmo di medaglie al valore e onorificenze al merito, ma perché il suo lavoro letterario, pur poco...

Il viaggio e le parole. Note su Ultimo parallelo di Filippo Tuena

di Francesca Matteoni Quando ho iniziato a leggere Ultimo parallelo di Filippo Tuena ero spinta da tre motivi: il fatto che parlasse di un viaggio reale in un luogo estremo, ai margini della terra e del vivente; un rapido scambio sul potere evocativo della fotografia al termine del quale mi è stata consigliata la lettura; il fatto che in questo libro si parlasse di altri libri, a loro volta indizi...

Usus scribendi – Una cosa sui miei racconti

di Luca Ricci Per merito (o colpa?) di Guido Davico Bonino, che nel risvolto del mio primo libro einaudiano mi accusava di originalità, mi sono sentito spesso rivolgere la fatidica domanda: ti reputi originale? Ovviamente è una domanda che porta a un vicolo cieco. Credo a una letteratura che è un impasto diabolico tra conscio e inconscio. Vista l’ossessione da cui scaturisce, la parte di controllo sembrerebbe minima. Eppure...

Usus scribendi – Come si nuota

di Elena Varvello Perdonatemi se parto da lontano, e se quello che dirò sfiorerà soltanto il cuore del problema – la scrittura, il suo significato, la visione che ne ho. È solo che, col tempo, mi sembra sempre più difficile ragionare intorno a quel che faccio, o che tento di fare, tutti i giorni. Flannery O’Connor diceva che una cosa è scrivere, un’altra è parlarne, e che tanto...

Usus scribendi – La Sete e il Viaggio

di Marco Missiroli Una fontana, nel caldo impietoso di luglio, credo abbia spiegato quel che faccio scrivendo. Non è facile spiegar lo scrivere, ecco perché questa fontana mi darà una mano abbastanza seria. Probabilmente se non ci fosse stata avrei detto che la mia narrativa è prima di tutto raccontastorie e che nelle mie storie c’è qualcosa sotto, che pulsa (spero) e che deve far pensare. Altrimenti la storia...

Cubicoli

di Alessandra Lisini Le ultime cose che restano in uno spazio prima che si svuoti sono le più difficili da spostare. Perciò nelle case si ritrova sempre qualcosa di chi ci abitava prima, e anche per questo prima di rimuovere l'ultimo pezzo, negli ultimi momenti di un trasloco, ci si guarda bene attorno sperando di vedere l'ulteriore ultima cosa, prestando attenzione che in quel penultimo spostamento l'aria della stanza non...

Prima che la storia finisca

di Alessandra Galetta Uno Si chiamava Akan Kappa e poteva dirsi fortunato. Aveva superato l’attraversamento del deserto in camion, le onde del Mediterraneo su una tinozza che imbarcava acqua, le camionette della polizia sulla costa, ed era giunto a Roma in un giorno di sole e dopo due ore era già in una fabbrica a scaricare pacchi di abiti usati. E la notte disteso su un materasso con cinque euro in tasca...

Per una critica futura n° 4

È on line sul sito di Biagio Cepollaro il numero 4 di Per una critica futura a cura di Andrea Inglese Indice + Editoriale: Andrea Inglese, Editoriale Giuliano Mesa, Biografie perdute (2° parte) Stelvio Di Spigno, La credibilità del contrabbando: poeti contemporanei e lo «spirito del tempo» Biagio Cepollaro, Intervista di Sergio La Chiusa su Poesia Integrata. Le parole che trasformano Fabio Moliterni, «Il vero che è passato.» Poesia e tempo in Franco Fortini Erminia Passannanti,...

Il trono di Grazia

di Demetrio Paolin Ad Annalisa Salirono in macchina. Il viaggio fu piacevole, l’aperta campagna s’apriva a un verde smagliante dintorno. Una primavera forsennata che aveva deciso dimostrare tutta la sua bellezza. Arrivarono a una chiesa. Non era niente di che, un edificio scarno e mezzo abbandonato. “E’ sconsacrata, sai?” “Ah…” “Ma un’associazione culturale vuole restaurarla. Facendo i lavori hanno trovato dentro una cosa molto interessante: una tela di dimensioni grandi, di fine Cinquecento, conservata...

Non avevo capito niente

di Piero Sorrentino Se, come ha detto una volta Peter Stein, il “monologo non è mai teatro”, si potrebbe allo stesso modo affermare che “la prima persona non è mai romanzo”. Con un sorriso, il famoso regista tedesco ammetteva che quando assisteva a un monologo sulla scena, istintivamente aspettava, “perché finalmente ci fosse teatro”, che da un momento all’altro arrivasse un secondo attore. Come per le scene teatrali – anche...

Passi spiegati

di Mariasole Ariot Ho contato i minuti senza tener conto del tempo, quando mi sono accasciata alla decima delle sedie chiamate sedute. Aveva gli occhi stupidi, i tacchi alti, una vetrina di manuali, sulla testa e mi sorrideva elencando le solite domande di dettaglio – ché la circostanza, in quelle stanze, non concede alcun dubbio. Poi mi ha stretto la mano, debole, e mi ha detto: «Vede, ogni sua parola, i...

Moleskine 3

di Sergio Garufi Stilos ha chiuso. In molti ne hanno rimarcato i difetti: il provincialismo delle foto e delle didascalie degli autori dei pezzi, la diffusione non proprio capillare, il tono quasi esclusivamente elogiativo degli articoli, l’assenza di retribuzione, l'eccessiva autoreferenzialità. Avendoci collaborato per 4 anni, potrei aggiungerne altri, come il fatto che spesso i pezzi venivano tagliati arbitrariamente, senza avvertire l’autore, e questo faceva infuriare molti. Ma è pur...

Intervista a Giancarlo De Cataldo

di Gianni Biondillo Vivo un mio personale conflitto d'interessi. M'è stato chiesto di intervistare un amico, Giancarlo De Cataldo. Potrebbe diventare abbastanza rischiosa la deriva indulgente, la sviolinata in tempo reale, il, per dirla alla maniera di Quentin Tarantino, “farsi i pompini a vicenda”. Ma sono abbastanza certo di non cadere in tale tentazione. Ho dalla mia la fortuna di averlo conosciuto, e rispettato, prima come scrittore e poi, solo...

Oralità e scrittura in Gadda 2

(Prima parte qui) Eros e Priapo: oltre il pamphlet di Andrea Inglese Nel suo saggio sul pamphlet moderno, Marc Angenot ricorda: “la forma primitiva ed elementare del pamphlet è l'invettiva ; lo spettacolo dello scandalo e dell'impostura richiede innanzitutto l'esplosione della collera, l'abreazione aggressiva, tanto più aggressiva dal momento che l'autore del pamphlet si sente invaso, minacciato e impotente". Queste osservazioni si attagliano perfettamente alla condizione di Gadda, il cui sentimento d’impotenza...

Buràn, scritture invisibili dal mondo

Vanta collaborazioni con il British Council di Londra e con la Boston University. Pubblica il racconto che ha vinto l'ultimo prestigioso Million Writers Award. Scopre talenti e scritture dalla Cambogia, dal Ghana, dall'Estonia e dal resto del mondo. E' il nuovo numero di Buràn (http://www.buran.it), rivista letteraria online che insegue storie e racconti in tutta la Rete mondiale, traducendole – esperienza unica nel nostro Paese – per la rete...

Oralità e scrittura in Gadda 1

(Nella discussione scaturita dal suo ultimo post, Massimo Rizzante ha ricordato come la storia del romanzo sia in gran parte dipesa dalla capacità dello scrittore di captare il magma dell’oralità, per iscriverlo all’interno dell’architettura narrativa. L’oralità è il mostro che il romanziere deve domare, affinché la lingua in cui scrive non sia lingua “libresca”. Sfida ardua, intorno alla quale si è giocato il destino di alcuni capolavori. Ma il...

Anteprima 1 Sud 9/ Martina Mazzacurati

PROVE DEL PASSAGGIO TERRENO di Martina Mazzacurati Che il professor Giancarlo Mazzacurati, maestro dei generi letterari trasversali e delle metafore universali, ad un certo punto della sua vita si sia messo a buttar giù pensieri transitori compiuti, non stupisce. Non stupisce lo sdoppiamento in Carlo Curati e Giovanni Mazza, i coautori dell’opera. Né stupisce il titolo provvisorio, Il brogliaccio, con tanto di sottotitolo aleatorio ipo-romanzo per coro di voci soliste… Tanto meno...

Scrivere al computer tra cancellature e versioni

di Vincenzo Della Mea E’ interessante osservare ciò che dall’informatica filtra verso la letteratura per almeno tre ragioni. La prima è che, come osserva Giuseppe O.Longo in “Homo technologicus” (Meltemi, 2001), sta avvenendo una trasformazione da homo sapiens a homo technologicus, in quanto la tecnologia che produciamo va a modificare l’ambiente in cui viviamo, e questo a sua volta vincola il processo evolutivo dell’uomo. Poiché parte di questa tecnologia è...

El boligrafo boliviano 1

Una nota di Gianni Biondillo sul diario andino di Silvio Mignano Ho conosciuto Silvio Mignano in una di quelle manifestazioni di provincia dedicate agli scrittori che, ho scoperto nel tempo, sono sempre più un modo non solo per farsi conoscere ai lettori ma anche un modo per conoscersi a vicenda. Io di lui non avevo letto nulla. Silvio, non me l’ha mai confessato, sono certo che già mi avesse letto,...

Un po’ di autoreferenzialità

di Christian Raimo Provo a dire delle cose... A me viene in mente questa cosa qui. Negli ultimi anni, nel decennio berlusconiano, c’è stata evidentemente una sorta di diaspora, quasi sradicazione, evaporazione delle professionalità. Questo da una parte. Perché da un’altra c’è stato un fenomeno di disgregazione di quelle che sono state le palestre collettive. Provo a declinare un po’ meglio questo discorso. Nel senso che noi abbiamo...

Slanci frenati

di Carla Benedetti Cari indiani, la lettera di commiato di Antonio Moresco non mi sorprende. Chi era presente all'ultima riunione di Nazione Indiana sa che anch'io in quella occasione ho detto cose analoghe. E ora provo a ridirle qui, con la maggiore serenità possibile. Come sapete tutti, ma lo ricordo per i lettori, tra gli stili di comportamento che ci siamo dati al momento di dar vita a questa cosa che...

Sommessamente, sulle scuole di scrittura

di Raul Montanari Se Riccardo Ferrazzi ha fatto fatica ad arrivare in fondo al discorso di Veronesi, io ho addirittura saltato qua e là perché proprio non ce la facevo. Spero nessuno si offenda se dico che questo discorso è molto scombinato; ci sono scrittori bravi a scrivere romanzi - e Veronesi è sicuramente uno di questi - che però magari hanno qualche problema a teorizzare. Tralascio di commentare la...

Il professionista e il dilettante

Una lezione di scrittura sulle lezioni di scrittura di Sandro Veronesi (Questa è la trascrizione di una lezione tenuta da Sandro Veronesi a un corso di scrittura presso minimum fax) Il problema di questi...chiamiamoli corsi, più o meno strutturati, è sempre il rapporto che si determina tra chi viene a parlare e chi va ad ascoltare. C’è tutta una teoria secondo la quale questi corsi sono inutili perché non si può imparare...

Bloggers, siete peggio di Liala!

di Tiziano Scarpa Sommario di questo intervento: I diari in rete fanno pena. Sono autocensura giornaliera in pubblico. Enormi spazi di espressione libera sprecati a raccontare fuffa. Nessuno ha il coraggio di descrivere il trauma e la gioia di essere vivi. ___________________________________________________________________ Io sono molto contento che esista lo strumento del blog. nazioneindiana.com non sarebbe possibile senza l’agilità tecnica dell’autopubblicazione in rete, altrimenti detta blog. Mi hanno divertito gli articoli di denigrazione che molti giornalisti hanno dedicato al...