di Sergio Garufi
Un’idea che m’è venuta poco fa, parlando con Pino. Pino è un mio caro amico da quasi 30 anni. Da ragazzini suonavamo assieme in un complessino new wave sfigatissimo, i Dopo. Lui la chitarra e io la batteria. Entrambi con scarso talento e altrettanto scarsa determinazione. Sciolto il gruppo abbiamo continuato a frequentarci, [...]
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Expertise
Moleskine 3
di Sergio Garufi
Stilos ha chiuso. In molti ne hanno rimarcato i difetti: il provincialismo delle foto e delle didascalie degli autori dei pezzi, la diffusione non proprio capillare, il tono quasi esclusivamente elogiativo degli articoli, l’assenza di retribuzione, l’eccessiva autoreferenzialità. Avendoci collaborato per 4 anni, potrei aggiungerne altri, come il fatto che spesso i pezzi [...]
Moleskine 2
di Sergio Garufi
Sfilata di chierici venduti in televisione. L’Ecclesiaste va aggiornato. Chi più sa, più s’offre.
Scampoli di cinismo contemporaneo. In fila alla cassa del supermercato c’è davanti a me un ragazzino di non più di 12 anni. La cassiera lo riconosce. “Ciao Jacopo, come va?” E lui, con aria serissima e stanca: “Sopravvivo”.
La mia [...]
Moleskine
di Sergio Garufi
Diverse vie di Milano sono tappezzate da manifesti e striscioni che pubblicizzano un corso di antiquariato a pagamento. L’immagine che accompagna il testo, ritenuta rappresentativa di questa nobile professione, è quella del ritratto di Jacopo Strada eseguito da Tiziano Vecellio. Strada era un antiquario veneziano di successo, e il dipinto in questione [...]
Copiare
di Sergio Garufi
Ho copiato Giulio Mozzi. Una volta lui ha scritto che quando legge un bel libro gli viene voglia di telefonare all’autore per chiedergli delucidazioni. Io ho telefonato a un personaggio. Lo si incontra a pag. 383 de Il disordine perfetto, l’ultimo volume di Marcus Du Sautoy (Rizzoli). Il personaggio in questione si chiama [...]
Il negozio
di Sergio Garufi
I suoi detrattori affermano che l’etimologia è il luna-park dei filologi, e che il significato originario delle parole non coincide mai con quello attuale. I suoi sostenitori ribattono che in quello scarto semantico spesso si annida il segno della decadenza dei tempi. Per gli antichi Romani, ad esempio, il “negozio”, cioè il “lavoro”, [...]
Simmetrie e coefficienti di correlazione
di Sergio Garufi
Platonici si nasce, e io, modestamente, lo nacqui. Me ne resi conto un giorno di 8 anni fa, quando un amico, che conosceva la mia passione per Houellebecq e Cioran, mi consigliò di visitare un sito in rete che elaborava dei coefficienti di correlazione fra autori diversi, ossia stabiliva matematicamente quanto due variabili [...]
Tecniche di suicidio
di Sergio Garufi
L’incipit di un libro è un tentativo di adescamento, e quello folgorante e lapidario de Il mito di Sisifo di Albert Camus è fra i più riusciti che io conosca. Vi si afferma in modo perentorio che esiste un solo “problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o [...]
La vanitas di Damien Hirst
di Sergio Garufi
“Le immagini di mattatoi e di carne mi hanno sempre molto colpito [...] Che altro siamo, se non potenziali carcasse? Quando entro in una macelleria mi meraviglio sempre di non esserci io, appeso lì, al posto dell’animale”.
Francis Bacon, La brutalità delle cose, 1991.
Ha ragione Anna Detheridge: “Damien Hirst è più antico di quanto [...]
Le torri di Anselm Kiefer a Milano
di Sergio Garufi
“Esistono nicchie temporali che non sono contemporanee alla nostra epoca? Sacche di tempo fossile che si perpetuano a dispetto del calendario?”; si chiede uno scrittore italiano de cuyo nombre no puedo acordarme, almeno non qui. Certo che esistono. Una di queste si trovava a Milano, in un punto del trafficatissimo viale Monza. [...]
Il testamento estorto
di Sergio Garufi
Andiamo per ordine: la copertina è molto bella. C’è una foto in bianco e nero, di Carlos Goldin, che ritrae il dettaglio di una mano anziana, di quelle che la pelle sembra carta velina tanto è sottile e impalpabile. E’ una mano che stringe il manico di un bastone di legno nodoso e [...]
Coetzee e le euforiche esequie del reading
di Sergio Garufi
Che avesse ragione Pontiggia, quando sosteneva che i reading letterari sono delle euforiche esequie sulle cui poltrone educatamente s’attedia/ il pubblico di gente intelligente/ più della media (G. Giudici)?