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	<title>Nazione Indiana &#187; transfobia</title>
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		<title>OMOFOBIA DI STATO</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 19:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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<p>Non è la prima volta che un disegno di legge anti-omofobia/transfobia viene proposto in Parlamento. Quando fu affossato per “pregiudiziali di costituzionalità” nel 2009, negli USA veniva approvata una specifica norma che tra i crimini d’odio elenca le violenze per motivi di religione, razza, colore della pelle, origine nazionale, genere, identità di genere, orientamento sessuale, disabilità (è il cosiddetto «Matthew Shepard Act»).&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/07/20/omofobia-di-stato/">OMOFOBIA DI STATO</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Bijoy M. Trentin</strong></p>
<p>Non è la prima volta che un disegno di legge anti-omofobia/transfobia viene proposto in Parlamento. Quando fu affossato per “pregiudiziali di costituzionalità” nel 2009, negli USA veniva approvata una specifica norma che tra i crimini d’odio elenca le violenze per motivi di religione, razza, colore della pelle, origine nazionale, genere, identità di genere, orientamento sessuale, disabilità (è il cosiddetto «Matthew Shepard Act»). Questo è il minimo che oggi una democrazia dovrebbe garantire per definirsi tale, insieme a una regolamentazione non discriminatoria per le coppie LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender): e su tali questioni l’Italia disattende numerose norme e raccomandazioni dell’Unione Europea, dimostrandosi incapace di avviare un processo di approfondimento dell’inclusività e della laicità dello Stato.</p>
<p>Considerato anche il recente aumento dei crimini basati sull’intolleranza nei confronti delle persone LGBT, ultimamente pure Amnesty International ha sottolineato che «le autorità italiane dovrebbero contrastare con maggiore decisione gli atteggiamenti omofobici in modo da garantire una maggiore sicurezza delle persone LGBT» (Rapporto Annuale 2010). E cosa si fa in Parlamento?<span id="more-39555"></span> Si gioca con la vita delle persone, adducendo “pregiudiziali di costituzionalità” pretestuose: fittizie perché frutto di vieti pregiudizi che si basano su usanze discriminatorie, solitamente di origine religiosa (anche se è necessario tenere presente il fatto che oggi le posizioni, all’interno anche delle stesse religioni o persino singole confessioni, sono talora diversificate).</p>
<p>C’è chi afferma che i termini “orientamento sessuale”, “omofobia”, “transfobia” ecc. non sono chiaramente definiti e definibili e che dunque ciò che a essi si riferisce (quindi anche i reati correlati) non è di facile identificazione. Nella letteratura scientifica tutti i concetti sono stati precisamente perimetrati: per esempio, non c’è la possibilità di confondere l’“orientamento sessuale” con fenomeni di tipo totalmente diverso, come pedofilia, zoofilia, necrofilia, poligamia, incesto ecc. Chi, invece, produce tale confusione concettuale e terminologica ha come obiettivo solo quello di procacciarsi un corrivo consenso facendosi portabandiera di princípi che perpetuano ideologie che incentivano la segregazione.</p>
<p>E c’è anche chi sostiene che indicare una categoria specifica di persone da proteggere va contro l’articolo 3 della Costituzione, ma è proprio questo articolo a essere, invece, la base di partenza per l’eliminazione di ogni discriminazione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Il dibattito è già stato affrontato in fase di discussione della legge Mancino, che ingloba tra i motivi di odio e violenza la razza, l’etnia, la nazione, la religione e che basterebbe integrare con il genere, l’identità di genere e l’orientamento sessuale: non accettare tale prospettiva equivale a dire che è discriminatorio prevedere specifiche sanzioni per chi attacca, per esempio, un rom in quanto rom, un canadese in quanto canadese, un ebreo in quanto ebreo, un cattolico in quanto cattolico ecc. Per questo motivo, la proposta di legge n. 2802  in questione appare un poco zoppa, visto che tratta solo dei delitti non colposi e non include anche l’incitamento e la provocazione all’odio e alla violenza: non è sufficiente, però è un passo in avanti.</p>
<p>In Italia, oggi, anche per l’estenuante non-dibattito, visto che gli slogan retrivi si sprecano, non includere il genere, l’identità di genere e l’orientamento sessuale tra i motivi di odio e violenza in una legge relativa a determinate aggravanti significa dare un messaggio forte e chiaro a tutti: «L’omofobia e la transfobia non sono reati, quindi procedete pure indisturbati!»: siamo di fronte all’omofobia e alla transfobia di Stato. Cosí chi vota contro una legge anti-omofobia/transfobia esprime e avalla l’omofobia e la transfobia stesse, sentendosi già di per sé scagionato da ogni possibile reato che potrebbe commettere, per esempio, anche nel solo invocare «forni crematori per i culattoni» o anche nel semplice insinuare o affermare esplicitamente che le persone LGBT sono malate in quanto LGBT: invece, con l’approvazione di una legge anti-omofobia/transfobia, viene meno tutto il progetto politico di molti avventurosi (e avventati) rampichini.</p>
<p>Un moderno Stato democratico, per definirsi tale, non solo approva una legge anti-omofobia/transfobia, ma anche norme che regolino tutte le coppie in modo uguale, indistintamente rispetto anche al genere, all’identità di genere e all’orientamento sessuale. Ciò significa procedere in modo deciso verso la definizione di diritti civili per tutti, cioè dei matrimoni e delle unioni civili (piú ‘leggere’ dei matrimoni rispetto ai diritti e ai doveri) sia per gli eterosessuali sia per gli omo-/bi-/trans-sessuali. Anche qui la Costituzione non oppone ostacoli di alcun tipo, poiché – contrariamente ai proclami di alcuni politici – non vi è scritto che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna. La formulazione dell’articolo 29 non impedisce affatto un processo di inclusione della molteplicità delle formazioni familiari: «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». E mediante l’articolo 2, «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». Il benessere dell’individuo e della coppia partecipa al benessere della collettività; la sua instabilità, al contrario, rende vacillante anche la struttura sociale complessiva.</p>
<p>Abbiamo altri problemi ora? L’economia, i debiti, la crisi? Secondo alcuni la legge anti-omofobia/transfobia, le unioni civili e i matrimoni anche per le persone LGBT non sono delle priorità rispetto a altre problematiche. A costoro si può rispondere che anche su questo piano si gioca la tenuta del modello democratico di un paese: l’inclusione e la laicità sono fondamentali, quindi sono prioritarie, almeno quanto altri princípi di base. Cosí, mentre in altri Stati europei e extra-europei (si pensi, per esempio, ai cattolicissimi Brasile e Spagna…) l’ampliamento dei diritti civili alle persone LGBT è globale, in Italia manca persino una minima legge anti-omofobia/transfobia e ci sono ancora ministri che se la prendono con una pubblicità in cui due uomini o due donne si tengono per mano e ministri che affermano che per un bambino è meglio crescere orfano piuttosto che essere adottato da due uomini o due donne: questi politici non smettono mai di ricercare il fantomatico voto cattolico, senza rendersi conto che la società si sta evolvendo, è divenuta piú laica e che quindi ha bisogno di progettualità nuove.</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/07/20/omofobia-di-stato/">OMOFOBIA DI STATO</a></p>
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		<title>Educare alla diversità</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco buffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/Batinicopertina.jpg"></a>Presso Liguori è appena uscito un volume che mi sento di raccomandare caldamente non solo agli operatori della scuola e ai genitori, ma a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra civile convivenza e si riconoscono nelle direttive della Comunità Europea.</em>&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/09/educare-alla-diversita/">Educare alla diversità</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/Batinicopertina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-26083" title="Batinicopertina" src="http://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/Batinicopertina-150x150.jpg" alt="Batinicopertina" width="150" height="150" /></a>Presso Liguori è appena uscito un volume che mi sento di raccomandare caldamente non solo agli operatori della scuola e ai genitori, ma a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra civile convivenza e si riconoscono nelle direttive della Comunità Europea.<br />
Franco Buffoni</em></p>
<p>di<strong> Federico Batini</strong> e <strong>Barbara Santoni</strong></p>
<p>La diversità non è soltanto quella culturale o di provenienza geografica. Come ci si può comportare quando uno studente viene chiamato “finocchio” e preso in giro per il suo orientamento sessuale? Come affrontare l’argomento dell’identità sessuale in classe? Omosessualità e transessualismo stanno diventando sempre più visibili all’interno della nostra società. Gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado discutono di questi argomenti sempre più spesso e cominciano a formare le loro opinioni e atteggiamenti in proposito. Parallelamente a una diffusione di informazioni distorte e parziali da parte dei media cresce la curiosità ma anche l’intolleranza verso le diversità sessuali e i casi di bullismo omofobico nei contesti scolastici, con conseguenze anche gravissime per chi ne è fatto oggetto. Pregiudizi sessuali e stereotipi di genere sono così diffusi nella nostra società che spesso insegnanti ed educatori sono a loro volta disinformati e impreparati ad affrontare questi temi.</p>
<p><span id="more-25918"></span>Questo libro raccoglie per la prima volta in Italia contributi scientifici da parte di professionisti impegnati in vari ambiti (clinico, sociale, pedagogico) su questi argomenti per dare una risposta a queste domande e fornire agli insegnanti strumenti teorici, metodi, attività e pratiche di intervento per la prevenzione del bullismo omofobico e l’educazione alle diversità sessuali.<br />
Autori del volume sono:  Federico Batini, Davide Dèttore, Antonella Montano, Luca Pietrantoni, Gabriele Prati, Barbara Santoni.</p>
<p>L’IDENTITA’ SESSUALE A SCUOLA<br />
EDUCARE ALLA DIVERSITA’ E PREVENIRE L’OMOFOBIA<br />
A cura di Federico Batini e Barbara Santoni<br />
Liguori Editore</p>
<p>PARTE I: FONDAMENTI TEORICI<br />
Cap. 1: Omosessualità e omofobia oggi (Prati – Pietrantoni)<br />
1 Fondamenti concettuali sull&#8217;omosessualità<br />
2 Gli omosessuali in Italia<br />
3 Relazioni, stili di vita e salute tra gli omosessuali<br />
4 L&#8217;atteggiamento sociale verso l&#8217;omosessualità: stereotipi, pregiudizi e discriminazioni<br />
5 L&#8217;omofobia nella società e nella scuola italiana<br />
6 Salute mentale e omosessualità<br />
7 Il riconoscimento dei diritti degli omosessuali<br />
Scheda 1.1: Indicazioni per affrontare l&#8217;argomento omosessualità in classe<br />
Scheda 1.2: L&#8217;omosessualità nei film</p>
<p>Cap. 2: Origini sociali, culturali e storiche dell&#8217;omofobia (Dèttore)<br />
Introduzione<br />
1 Il Periodo greco-romano<br />
2.Il Giudaismo e il primo Cristianesimo<br />
3.Dalla caduta di Roma al Medioevo<br />
4. Il Rinascimento<br />
5. I secoli XVIII e XIX<br />
6. Il periodo dal 1850 al 1910<br />
7 Dal XX secolo ai nostri giorni<br />
Scheda 2.1: Percorso didattico per l&#8217;introduzione relativa alle origini culturali, sociali e storiche dell&#8217;omofobia<br />
Scheda 2.2: Letture storiche sull&#8217;omofobia</p>
<p>Cap. 3 La questione “trans” (Santoni)<br />
1 Gli assunti sbagliati del genderismo<br />
2 La disforia di genere nella storia<br />
3 Lo studio di altri generi da un punto di vista antropologico<br />
4 Il transessualismo in ambito medico psichiatrico<br />
5 L&#8217;emergere del transgenderismo<br />
6 Transessuali e transgender nella società attuale<br />
7 Rappresentazioni sociali del transessualismo<br />
Scheda 3.1. Sintesi delle definizioni e concetti fondamentali del transgenderismo<br />
Scheda 3.2 Percorso didattico per la spiegazione del transessualismo a scuola<br />
Scheda 3.2. Allegato A: Il mito di Ifi e Ante<br />
Scheda 3.2.Allegato B: La storia di Erica<br />
Scheda 3.2 Allegato C: “storie transgender”<br />
Scheda 3.2. Allegato D: “Daniele, l&#8217;incontro con lo sguardo sociale”<br />
Scheda 3.2. Allegato E: “La storia di Roberta”.<br />
Scheda 3.2. Allegato F: Cronistoria<br />
Scheda 3.3. Trans famosi/e</p>
<p>PARTE II: LE DIVERSITA&#8217; SESSUALI A SCUOLA<br />
Cap. 4: Identità sessuali diverse in adolescenza (Santoni &#8211; Montano)<br />
1. I difficili compiti evolutivi dell&#8217;adolescenza<br />
2 Le componenti dell&#8217;identità sessuale<br />
2.1. Il sesso biologico<br />
2.2 L&#8217;identità di genere<br />
2.3 Il ruolo di genere<br />
2.4 L&#8217;orientamento sessuale<br />
2.5. Presupposti teorici fondamentali inerenti l&#8217;identità sessuale<br />
3 Adolescenza e omosessualità<br />
3.1.La presa di coscienza della propria omosessualità<br />
3.2.L&#8217;omofobia interiorizzata<br />
3.3 Conseguenze dell&#8217;omofobia interiorizzata<br />
3.4 La formazione dell&#8217;identità omosessuale<br />
3.5 Percorsi di coming out<br />
3.6 I rapporti con le famiglie di origine<br />
4 Lo sviluppo atipico di genere in età evolutiva<br />
4.1. Lo sviluppo atipico di genere in età evolutiva<br />
4.2 Giovani “trans” a scuola<br />
Scheda 4.1. Percorso didattico per la spiegazione delle componenti dell&#8217;identità sessuale<br />
Scheda 4.1. Allegato A. Questionario su sesso, intersessualità e ermafroditismo<br />
Scheda 4.1. Allegato B. La storia di “Antonello” e la storia di “Erica”<br />
Scheda 4.1. Allegato C. Lettura su omosessualità.<br />
Scheda 4.2. Attività didattica per la riflessione sui ruoli di genere<br />
Scheda 4.3 Role play sul rapporto con le diversità sessuali<br />
Scheda 4.4. Un gioco di ruolo per il coming out<br />
Scheda 4.5. Film</p>
<p>Cap.5: Le dinamiche del pregiudizio e della discriminazione nei contesti scolastici (Prati &#8211; Pietrantoni)</p>
<p>1. Significati e caratteristiche del bullismo<br />
2.	Specificità del bullismo omofobico<br />
3. Gli effetti psicosociali del bullismo omofobico<br />
4. Modelli teorici della riduzione del bullismo omofobico<br />
5. Strategie di intervento per la prevenzione primaria<br />
Scheda 5.1. Stereotipi e diversità<br />
Scheda 5.2: Il bullismo fisico<br />
3.	Scheda 5.3. Attivazione delle offese da corridoio</p>
<p>Cap. 6: Educare alle diversità e prevenire il bullismo omofobico nelle scuole (Santoni – Batini)</p>
<p>1. La scuola come agente di cambiamento culturale e sociale<br />
2 Presupposti fondamentali per educare alle diversità<br />
3 Il ruolo degli insegnanti<br />
4 L&#8217;educazione alle diversità a scuola</p>
<p>Scheda 6.1. Il Project 10 Handbook<br />
Scheda 6.2 Contenuti per la ristrutturazione dei pregiudizi<br />
Scheda 6.3 Domande del gioco “io sì, io no”<br />
Scheda 6.4 Consigli per il dialogo interculturale<br />
Scheda 6.5. “Orientarsi nelle diversità”</p>
<p>Cap. 7 &#8211; Comprendere la diversità delle famiglie. Cosa gli insegnanti dovrebbero conoscere<br />
(Antonella Montano)<br />
1.Tanti tipi di famiglie<br />
2.Il ruolo della scuola nella gestione delle difficoltà delle famiglie omosessuali<br />
Fig. 7.1 – Modello delle dinamiche relazionali fra scuola, famiglia e contesto sociale<br />
3.Famiglie omogenitoriali<br />
3.1 Difficoltà di una famiglia omogenitoriale<br />
3.2 Come aiutare i bambini a comprendere la propria famiglia<br />
4. Pregiudizi legati alla cura dei bambini<br />
4.1 Uno sguardo agli studi<br />
5. La vita dei figli di genitori omosessuali<br />
5.1 Raccontami com’è andata<br />
5.2 Vivi e lascia vivere<br />
5.3 Due madri sono meglio di una<br />
5.4 Costruire una famiglia<br />
Scheda 7.1 – Ricordiamoci che<br />
Scheda 7.2 – Consigli per la gestione della classe<br />
Scheda 7.3 – Cosa i docenti possono fare<br />
Scheda 7.4 – Rosa e Azzurra, storia di due principesse<br />
Scheda 7.5 – Rispettare i diversi tipi di famiglie<br />
La giornata di Marco<br />
Riferimenti bibliografici<br />
Risorse in Rete<br />
Alternative Family Magazine<br />
Family Pride Coalition</p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/09/educare-alla-diversita/">Educare alla diversità</a></p>
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