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	<title>Nazione Indiana &#187; winston smith</title>
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		<title>Annullare la direttiva sulla data retention: richiesta delle ONG europee alla Corte</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 17:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>(2008-04-08) &#8211; Oggi 43 ONG per i diritti civili e associazioni professionali basate in 11 paesi europei hanno inviato alla Corte di Giustizia Europea una richiesta di annullamento della direttiva europea che impone la registrazione a tappeto dei dati sulle telecomunicazioni e sulla posizione di 494 milioni di cittadini europei.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/04/08/annullare-la-direttiva-sulla-data-retention-richiesta-delle-ong-europee-alla-corte/">Annullare la direttiva sulla data retention: richiesta delle ONG europee alla Corte</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>(2008-04-08) &#8211; Oggi 43 ONG per i diritti civili e associazioni professionali basate in 11 paesi europei hanno inviato alla Corte di Giustizia Europea una richiesta di annullamento della direttiva europea che impone la registrazione a tappeto dei dati sulle telecomunicazioni e sulla posizione di 494 milioni di cittadini europei.<span id="more-5655"></span></p>
<p>La lettera (<a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/content/view/216/79/lang,en/#letter">testo</a>, <a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/images/data_retention_brief_08-04-2008.pdf">pdf</a>) fa riferimento ad un <a href="http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/gettext.pl?where=&amp;lang=en&amp;num=79939084C19060301&amp;doc=T&amp;ouvert=T&amp;seance=REQ_COMM">atto</a> di annullamento fatto dall&#8217;Irlanda nel 2006 e sottolinea che, oltre ai motivi formali portati dall&#8217;Irlanda, la direttiva è soprattutto illegale di fatto. Secondo il documento, la data retention viola il diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza, la libertà di espressione, e il diritto alla protezione della proprietà privata per i fornitori di accesso. &#8220;Mentre minaccia di infliggere gravi danni alla società, i suoi benefici potenziali sembrano complessivamente minimi. Solo in pochi casi,  generalmente di importanza secondaria, la data retention può servire a proteggere i diritti individuali. Non è prevedibile un effetto permanente nella riduzione della criminalità.&#8221; Con l&#8217;applicazione della data retention, &#8220;i cittadini rischiano che i dati delle loro comunicazioni portino a false incriminazioni, e abusi da parte delle autorità o di privati. Per questo la data retention minaccia le libere comunicazioni nella società intera.&#8221;</p>
<p>La lettera è firmata da 43 organizzazioni per le libertà civili, fornitori di accesso ad Internet, telefoni di sostegno, giornalisti e associazioni della stampa. La <a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/content/view/216/79/lang,en/#letter">lista completa dei firmatari</a> è pubblicata online.</p>
<p><strong>Informazioni e approfondimenti</strong>:</p>
<p>I dati sulle comunicazioni permettono di sapere chi ha contattato chi via telefono, cellulare o email. Nel caso delle telefonate dal cellulare o di SMS, viene registrata anche la posizione dell&#8217;utente. Questi dati permettono di conoscere gli spostamenti dei cittadini e di controllare i contatti personali o di lavoro. Possono anche essere ricavate informazioni sul contenuto delle comunicazioni stesse, come gli interessi personali  ed altri aspetti della vita privata individuale.</p>
<p>L&#8217;ONG tedesca Gruppo di Lavoro sulla Data Retention (Arbeitskreis Vorratsdatenspeicherung) ha organizzato nel 2007 una protesta contro questo progetto, a cui <a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/content/view/142/79/lang,en/" title="Liberty instead of Fear: more than 15,000 participants">più di 15.000 persone hanno partecipato</a> a Berlino. L&#8217;ONG ha organizzato anche <a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/content/blogcategory/27/79/lang,en/" title="Historic class-action lawsuit filed against telecommunications data collection">una class action</a> sostenuta da 34.000 cittadini. A marzo la Corte Costituzionale Federale tedesca <a href="http://www.edri.org/edrigram/number6.6/germany-data-retention-decision-cc" title="German Constitutional Court limits data retention law">ha stabilito</a> che, in attesa di un pronunciamento, i dati raccolti possono venie utilizzati solo per perseguire gravi reati. Il Gruppo di Lavoro sulla Data Retention prevede che la Corte di Giustizia Europea annulli la direttiva sulla data retention nel corso di quest&#8217;anno, permettendo così alle corti nazionali di annullare le leggi che la recepiscono. Uno studio commissionato dagli attivisti a febbraio rivela che la data retention agisce da serio deterrente all&#8217;uso di telefoni, cellulari, posta elettronica ed Internet.</p>
<p>Original text: <a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/content/view/216/79/lang,en/">European NGOs ask Court to annul data retention directive (2008-04-08)</a>; translation: Jan Reister; translation license: <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons by-nc-sa 2.5</a></p>
<p>Tra i <a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/content/view/216/79/lang,en/#letter">firmatari</a> italiani: <a href="http://www.alcei.it/">ALCEI</a>, <a href="http://winstonsmith.info/pws/index.html">Progetto Winston Smith</a> .</p>
<p><em> [il testo della lettera </em>(<a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/content/view/216/79/lang,en/#letter">testo</a>, <a href="http://www.vorratsdatenspeicherung.de/images/data_retention_brief_08-04-2008.pdf">pdf</a>)<em>, lungo ma articolato e scorrevole, merita una lettura anche per la confutazione dei principali argomenti a favore della sorveglianza tecnologica nella società. JR]</em></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/04/08/annullare-la-direttiva-sulla-data-retention-richiesta-delle-ong-europee-alla-corte/">Annullare la direttiva sulla data retention: richiesta delle ONG europee alla Corte</a></p>
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		<title>Occorre davvero temere il Grande Fratello?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 05:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di <a href="http://www.schneier.com/blog/archives/2007/05/is_big_brother_1.html">Bruce Schneier</a></p>
<p>Il Grande Fratello non è quel che era solito essere. Lo stato totalitario che George Orwell descrisse nella sua opera più famosa si basa sullo scenario degli anni Quaranta. La società dell’informazione attuale non somiglia per niente al mondo di Orwell, e l’osservazione e l’intimidazione di una popolazione oggi differiscono di gran lunga dall’esperienza di Winston Smith.&#8230;</p><p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/occorre-davvero-temere-il-grande-fratello/">Occorre davvero temere il Grande Fratello?</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.schneier.com/blog/archives/2007/05/is_big_brother_1.html">Bruce Schneier</a></p>
<p>Il Grande Fratello non è quel che era solito essere. Lo stato totalitario che George Orwell descrisse nella sua opera più famosa si basa sullo scenario degli anni Quaranta. La società dell’informazione attuale non somiglia per niente al mondo di Orwell, e l’osservazione e l’intimidazione di una popolazione oggi differiscono di gran lunga dall’esperienza di Winston Smith.<br />
<span id="more-4567"></span><br />
La raccolta di informazioni in “1984” era intenzionale; oggi è involontaria. Nella società dell’informazione noi ci troviamo a generare dati spontaneamente. Nel mondo di Orwell le persone erano per natura anonime; oggi noi tutti lasciamo tracce digitali dappertutto.</p>
<p>Lo stato di polizia di “1984” era centralizzato; oggi è decentralizzato. Le compagnie telefoniche sanno chi chiamate, le compagnie delle carte di credito sanno dove fate i vostri acquisti e Netflix sa quali film guardate. Il vostro Internet Provider può leggere le vostre email; il telefonino può tracciare i vostri movimenti e i supermercati possono controllare ciò che preferite comprare. Non esiste un’unica entità governativa che raccoglie tutti questi dati, perché non ce n’è bisogno. Come ha detto Neal Stephenson, la minaccia non è più rappresentata dal Grande Fratello, ma da migliaia di Piccoli Fratelli.</p>
<p>Il Grande Fratello di “1984” era condotto dallo stato; il Grande Fratello di oggi viene condotto dal mercato. Data broker come ChoicePoint e agenzie di credito come Experian non stanno cercando di creare uno stato di polizia, ma solo di ricavare profitti. Ovviamente queste compagnie approfitteranno dei documenti di identità nazionali, sarebbero degli stupidi a non farlo. E il tipo di correlazioni, di data mining e di precise categorizzazioni che queste entità sono in grado di effettuare sono la ragione per cui il governo degli Stati Uniti compra da loro le informazioni commerciali.</p>
<p>Gli stati di polizia stile “1984” necessitavano di un gran numero di persone. La Germania dell’Est si serviva di un informatore ogni 66 cittadini. Oggi non c’è motivo di assumere persone per osservare altre persone; ci sono i computer che possono fare questo lavoro. Gli stati di polizia stile “1984” erano molto costosi. Oggi la memorizzazione dei dati si sta facendo sempre più economica. Se è troppo caro salvare certe informazioni oggi, sarà fattibile nel giro di pochi anni.</p>
<p>Infine, lo stato di polizia di “1984” fu costituito deliberatamente, mentre oggi sta emergendo spontaneamente. Non vi è motivo di postulare una forza di polizia malevola e un governo che tentano di sconvolgere le nostre libertà. I processi informatici producono naturalmente dati personalizzati; le compagnie li archiviano a scopo di marketing e finiranno con l’essere utilizzati anche dalle forze dell’ordine più oneste e benintenzionate.</p>
<p>Certo, il Grande Fratello orwelliano possedeva una spietata efficienza che è difficile immaginare in un governo attuale. Ma questo non vuol dire assolutamente nulla. Uno stato di polizia approssimativo e inefficiente non è tanto migliore: basta guardare il film “Brazil” per rendersi conto di quanto possa essere pauroso un simile scenario. Alcuni accenni già si possono trovare nella no-fly list, totalmente anomala e inefficace, e negli innumerevoli quanto inutili progetti per categorizzare segretamente le persone a seconda del loro potenziale coefficiente di rischio terroristico. Gli stati di polizia sono intrinsecamente inefficienti, e non c’è ragione di assumere che quelli odierni possano essere più efficienti di quanto non sono.</p>
<p>Il timore non è tanto un governo orwelliano che crei intenzionalmente lo stato totalitario supremo, anche se potrebbe essere una tesi facilmente sostenibile visti i programmi statunitensi di sorveglianza telefonica, le intercettazioni illegali, il data mining su vastissima scala, un documento d’identità nazionale che nessuno vuole, e i vari abusi del Patriot Act. Il grosso guaio è che noi stessi stiamo creando tutto questo, come sottoprodotto naturale della società dell’informazione. Stiamo costruendo l’infrastruttura informatica che permette a governi, multinazionali, organizzazioni criminali e anche a giovanissimi hacker di registrare tutto ciò che facciamo con estrema facilità e persino di cambiare i nostri voti elettorali. E continueremo a farlo a meno di non approvare leggi che regolamentino la creazione, l’utilizzo, la protezione, la rivendita e il trattamento dei dati personali. È proprio l’atteggiamento di considerare insignificante questo problema la causa del problema stesso.</p>
<p>&#8211;<br />
Questo articolo è apparso nel numero di maggio di “Information Security” come seconda parte di un ‘botta e risposta’ con <a href="http://www.ranum.com/security/computer_security/editorials/point-counterpoint/bigbrother.html" title="Pioin and counterpoint: Marcus Ranum on Big Brother">Marcus Ranum</a>.</p>
<p>Edizione italiana curata da <a href="http://www.communicationvalley.it">Communication Valley SpA</a></p>
<p>Questo &egrave; un articolo pubblicato su <a href="http://www.nazioneindiana.com">Nazione Indiana</a> in:<br/><br/><a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/occorre-davvero-temere-il-grande-fratello/">Occorre davvero temere il Grande Fratello?</a></p>
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