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	Commenti a: Quattro porte su &#8216;Petrolio&#8217; # 1	</title>
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		<title>
		Di: Nazione Indiana 2.0 &#187; Blog Archive &#187; Trent&#8217;anni senza Pasolini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-11650</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana 2.0 &#187; Blog Archive &#187; Trent&#8217;anni senza Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2005 17:48:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] [vd. anche il &#8220;Corriere della era&#8221; del 7 agosto &#8216;05 e &#8220;l&#8217;Unità&#8221; del 9 agosto. E Carla Benedetti, Quattro porte su &#8220;Petrolio&#8221;, parte 1  parte 2  parte 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] [vd. anche il &#8220;Corriere della era&#8221; del 7 agosto &#8216;05 e &#8220;l&#8217;Unità&#8221; del 9 agosto. E Carla Benedetti, Quattro porte su &#8220;Petrolio&#8221;, parte 1  parte 2  parte 3 [&#8230;]</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: giuseppe genna		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-813</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe genna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eh, carla, hai ragione... bisogna parlarne di questa cosa della consolazione del protocollo interpretativo paranoide... però io ne sono affascinato in quanto motore di affabulazione e verosomiglianza, non in quanto struttura ermeneutica della realtà storica. è diverso. che si tratti di una fase superata, lo dimostra l&#039;uscita di TUTTO QUELLO CHE SAI E&#039; FALSO, presso nuovimondi media. da straleggere! bisogna riprendere il discorso sul trauma che si faceva con raimo al convegno. tu non c&#039;eri, io diedi torto a raimo e ancora glielo dò: sosteneva che la mia e la sua è una generazione che non ha subìto traumi. però raimo pone, e molto molto rigorosamente, un problema determinante. io che penso che la fase di fiction sociale imposta autorappresenti una comunità in post stress disorder syndrome devo tornare a canossa e chiedere numi a christian. c&#039;è sempre una cartina tornasole, comunque: Pynchon. vediamo che cosa fa prossimamente... :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh, carla, hai ragione&#8230; bisogna parlarne di questa cosa della consolazione del protocollo interpretativo paranoide&#8230; però io ne sono affascinato in quanto motore di affabulazione e verosomiglianza, non in quanto struttura ermeneutica della realtà storica. è diverso. che si tratti di una fase superata, lo dimostra l&#8217;uscita di TUTTO QUELLO CHE SAI E&#8217; FALSO, presso nuovimondi media. da straleggere! bisogna riprendere il discorso sul trauma che si faceva con raimo al convegno. tu non c&#8217;eri, io diedi torto a raimo e ancora glielo dò: sosteneva che la mia e la sua è una generazione che non ha subìto traumi. però raimo pone, e molto molto rigorosamente, un problema determinante. io che penso che la fase di fiction sociale imposta autorappresenti una comunità in post stress disorder syndrome devo tornare a canossa e chiedere numi a christian. c&#8217;è sempre una cartina tornasole, comunque: Pynchon. vediamo che cosa fa prossimamente&#8230; :-)</p>
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		<title>
		Di: carla benedetti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-814</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla benedetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, bisognerebbe parlarne. Grazie del commento e anche dell&#039;indicazione.
Ma non riesco a capire fino in fondo qual è la tua idea. Che vuoi dire con &quot;la fase di fiction sociale imposta autorappresenta una comunità in post stress disorder&quot;?
Un caro saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, bisognerebbe parlarne. Grazie del commento e anche dell&#8217;indicazione.<br />
Ma non riesco a capire fino in fondo qual è la tua idea. Che vuoi dire con &#8220;la fase di fiction sociale imposta autorappresenta una comunità in post stress disorder&#8221;?<br />
Un caro saluto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: giuseppe genna		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-815</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe genna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai ragione, carla, sono criptico, anche per motivi di luogo d&#039;espressione. Con quella frase intendevo: la fiction atmosferica, che Debord identifica con una fase postrema dell&#039;azione di un potere teso a sostituire definitivamente l&#039;umano, rappresenta un&#039;umanità che agisce e comunica e sente come se avesse subito un trauma. Anche così, capisco, c&#039;è molto da chiarire. Per esempio, la teoria del trauma. Mi rifaccio, qui, alle conclusioni della Shapiro (la si trova in Ubaldini): trauma che biologicamente si installa in processi cerebrali, in piena sincronicità di cognitivo ed emotivo, costringendo il soggetto, nel post trauma, a filtrare le esperienze che fa. Il filtro è una luce distorsiva. Il traumatizzato, in una fase postraumatica, non si rende conto che il trauma c&#039;è, che lui è traumatizzato, e che l&#039;esperienza che compie, quella che gli sembra l&#039;esperienza normale, è un&#039;esperienza finta, fictionalizzata dal trauma. Per altre indicazioni in merito, si può ora leggere il bellissimo LA COSCIENZA IN PSICANALISI di Alberto Semi, edito da Cortina.
Un bacione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, carla, sono criptico, anche per motivi di luogo d&#8217;espressione. Con quella frase intendevo: la fiction atmosferica, che Debord identifica con una fase postrema dell&#8217;azione di un potere teso a sostituire definitivamente l&#8217;umano, rappresenta un&#8217;umanità che agisce e comunica e sente come se avesse subito un trauma. Anche così, capisco, c&#8217;è molto da chiarire. Per esempio, la teoria del trauma. Mi rifaccio, qui, alle conclusioni della Shapiro (la si trova in Ubaldini): trauma che biologicamente si installa in processi cerebrali, in piena sincronicità di cognitivo ed emotivo, costringendo il soggetto, nel post trauma, a filtrare le esperienze che fa. Il filtro è una luce distorsiva. Il traumatizzato, in una fase postraumatica, non si rende conto che il trauma c&#8217;è, che lui è traumatizzato, e che l&#8217;esperienza che compie, quella che gli sembra l&#8217;esperienza normale, è un&#8217;esperienza finta, fictionalizzata dal trauma. Per altre indicazioni in merito, si può ora leggere il bellissimo LA COSCIENZA IN PSICANALISI di Alberto Semi, edito da Cortina.<br />
Un bacione!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Gabriella Fuschini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-816</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avendo letto con molto interesse gli articoli della Benedetti e il tuo post,mettendo a nudo la mia incapacità di comprendere fino in fondo,mi piacerebbe un chiarimento del nesso della teoria del trauma,che ho chiara,con l&#039;azione di un potere teso a sostituire definitivamente l&#039;umano.Cioè,vorrei un chiarimento sul collegamento che tu fai tra trame di potere e umnità traumatizzata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo letto con molto interesse gli articoli della Benedetti e il tuo post,mettendo a nudo la mia incapacità di comprendere fino in fondo,mi piacerebbe un chiarimento del nesso della teoria del trauma,che ho chiara,con l&#8217;azione di un potere teso a sostituire definitivamente l&#8217;umano.Cioè,vorrei un chiarimento sul collegamento che tu fai tra trame di potere e umnità traumatizzata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe genna		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-817</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe genna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il potere, per come lo approccio, è un meccanismo che occupa l&#039;umano: un riflesso condizionante che crea effetti condizionati su larga scala. E&#039; un dèmone che sta nell&#039;etere: di natura anelementale, penetra nella realtà psichica, è una sovrarealtà psichica. Sostengo che la fiction, che per me è automaticamente una strumentazione del potere, agisce e condiziona soltanto nel momento in cui l&#039;uomo è mutato, in quanto condizionato. Per sostenere una simile tesi, sono costretto a parlare di fiction di potere e di fiction umanistica. La prima essendo una perversione della seconda, che è puro affrontamento dell&#039;indeterminatezza e dell&#039;incalcolabilità del mondo. Questo, che io considero il &quot;canone umano&quot;, si abbassa a riflesso quando il potere &quot;occupa&quot; l&#039;uomo: e qui mi riferisco soprattutto all&#039;espropriazione come categoria marxiana. L&#039;uomo che sembra l&#039;uomo si schiera contro l&#039;uomo che è l&#039;uomo. Che si manifesti un uomo che sembra uomo io lo attribuisco a una traumatizzazione dell&#039;uomo, che non è consapevole di avere subìto il trauma. Chiarimenti in privato, se vuoi, Gabriella, perché altrimenti qui splafono in un trattato... :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il potere, per come lo approccio, è un meccanismo che occupa l&#8217;umano: un riflesso condizionante che crea effetti condizionati su larga scala. E&#8217; un dèmone che sta nell&#8217;etere: di natura anelementale, penetra nella realtà psichica, è una sovrarealtà psichica. Sostengo che la fiction, che per me è automaticamente una strumentazione del potere, agisce e condiziona soltanto nel momento in cui l&#8217;uomo è mutato, in quanto condizionato. Per sostenere una simile tesi, sono costretto a parlare di fiction di potere e di fiction umanistica. La prima essendo una perversione della seconda, che è puro affrontamento dell&#8217;indeterminatezza e dell&#8217;incalcolabilità del mondo. Questo, che io considero il &#8220;canone umano&#8221;, si abbassa a riflesso quando il potere &#8220;occupa&#8221; l&#8217;uomo: e qui mi riferisco soprattutto all&#8217;espropriazione come categoria marxiana. L&#8217;uomo che sembra l&#8217;uomo si schiera contro l&#8217;uomo che è l&#8217;uomo. Che si manifesti un uomo che sembra uomo io lo attribuisco a una traumatizzazione dell&#8217;uomo, che non è consapevole di avere subìto il trauma. Chiarimenti in privato, se vuoi, Gabriella, perché altrimenti qui splafono in un trattato&#8230; :-)</p>
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		<title>
		Di: carla benedeti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-818</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla benedeti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Giuseppe,
io faccio ancora abbastanza fatica a seguirti, ma forse è colpa mia. Però mi domando, come mai il potere di cui parla Pasolini è chiarissimo, per quanto lui lo avvolga di mistero, talmente chiaro che si sa cosa provoca, chi uccide e come funziona, mentre il potere di cui tu parli, questo &#039;dèmone che sta nell&#039;etere&#039;, di natura anelementale&#039;, non mi fa capire molto del mondo in cui siamo immersi? Perché tutto questo esoterismo? E poi, scusa, che ne è nel tuo quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di rsistenza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe,<br />
io faccio ancora abbastanza fatica a seguirti, ma forse è colpa mia. Però mi domando, come mai il potere di cui parla Pasolini è chiarissimo, per quanto lui lo avvolga di mistero, talmente chiaro che si sa cosa provoca, chi uccide e come funziona, mentre il potere di cui tu parli, questo &#8216;dèmone che sta nell&#8217;etere&#8217;, di natura anelementale&#8217;, non mi fa capire molto del mondo in cui siamo immersi? Perché tutto questo esoterismo? E poi, scusa, che ne è nel tuo quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di rsistenza?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe genna		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-819</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe genna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Carla, tutto ciò che si dice, da un certo punto di vista, è esoterismo. Allora, o si va sul piano dell&#039;analisi, sul quale se certe cose non si sanno non si possono evocare trattatistiche in pillole, o si va su quello dell&#039;intervento civile e della letteratura, dove davvero non c&#039;è bisogno di esoterismo. L&#039;analisi di pasolini sarà pure chiara, fatto sta che non ha avuto effetti sul reale: ma davvero NESSUN effetto. L&#039;analisi di Foucault sarà esoterica, fatto sta che continua ad avere effetti sul reale. Anche se, con quell&#039;esoterismo, Focault rischia, come sai bene, di essere misinterpretato, ridotto a sociologo, a manifestino poco utile. Mi chiedo, a questo punto, che cosa significhi Debord nella tua lettura: è esoterico &quot;La società dello spettacolo&quot;? No, perché Debord parla di spettacolare integrato in una maniera in cui davvero è difficile ridurlo al &quot;quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di resistenza&quot;... E poi, resistenza a cosa? E quale resistenza? Cioè, si resiste analizzando? Protestando? Scrivendo? Intervenendo?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Carla, tutto ciò che si dice, da un certo punto di vista, è esoterismo. Allora, o si va sul piano dell&#8217;analisi, sul quale se certe cose non si sanno non si possono evocare trattatistiche in pillole, o si va su quello dell&#8217;intervento civile e della letteratura, dove davvero non c&#8217;è bisogno di esoterismo. L&#8217;analisi di pasolini sarà pure chiara, fatto sta che non ha avuto effetti sul reale: ma davvero NESSUN effetto. L&#8217;analisi di Foucault sarà esoterica, fatto sta che continua ad avere effetti sul reale. Anche se, con quell&#8217;esoterismo, Focault rischia, come sai bene, di essere misinterpretato, ridotto a sociologo, a manifestino poco utile. Mi chiedo, a questo punto, che cosa significhi Debord nella tua lettura: è esoterico &#8220;La società dello spettacolo&#8221;? No, perché Debord parla di spettacolare integrato in una maniera in cui davvero è difficile ridurlo al &#8220;quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di resistenza&#8221;&#8230; E poi, resistenza a cosa? E quale resistenza? Cioè, si resiste analizzando? Protestando? Scrivendo? Intervenendo?</p>
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