Lassù qualcuno ci ama

13 ottobre 2003
Pubblicato da

di Dario Voltolini

tulip.gifEsiste, nella città di Amsterdam, un piccolo luogo affacciato su un calmo canale. È la stella polare di chiunque, in Olanda, ami la nostra letteratura. La Libreria Bonardi, unica libreria italiana nel paese di Vermeer e Cruijff, compie in questi giorni 25 anni. Per l’occasione Marina Warners – la titolare – ha dato alle stampe un elegantissimo piccolo volume dal titolo Il sonetto italiano attraverso i secoli.

Si tratta di un’edizione bilingue“, spiega Marina Warners, “ed è la prima pubblicazione della Fondazione Bonardi, la nostra casa editrice. Sono 25 sonetti, da Giacomo da Lentini fino a Giorgio Caproni, con una introduzione del poeta e traduttore di poesie Jean Pierre Rawie, il poeta più conosciuto in Olanda, che scrive esclusivamente sonetti. Il volumetto contiene 5 traduzioni nuove e 20 altre già esistenti.

Marina Warners è una delle più attente e aggiornate lettrici che la narrativa italiana possa vantare. Che idea si è fatta della nostra narrativa attuale?

Che negli ultimi 10 anni si è sviluppata in Italia una narrativa molto stimolante, attraente, intelligente, matura. Non ha più niente di provinciale, è proprio a livello internazionale. Autori che scrivono molto bene e che coprono tutti i generi letterari. Narrativa ora seria e impegnata, ora divertente e molto umoristica. Un ruolo importante hanno alcune riviste letterarie come Maltese Narrazioni e Fernandel e alcune piccole case editrici che fanno un lavoro pionieristico ammirevole, come Mobydick, Portofranco, Pequod, Sironi e altre. Accanto ai miei ‘vecchi’ autori che ammiro già da anni (per esempio Piersanti, Celati, Vassalli, Malerba, Lodoli, Pontiggia, Busi, Veronesi) ho scoperto e letto negli ultimi anni numerosi autori italiani che in Olanda sono sconosciuti e che meriterebbero di essere tradotti in olandese perché proprio molto bravi e fra di loro completamente diversi: Nori, Cornia, Giorgi, Drago e ancora tanti altri. E proprio di recente ho scoperto Trevisan, Bottone, Romano, Buschi, Morozzi, Bajani, Tramutoli, Mammi e altri ancora: una marea di scrittori nuovi e nuovissimi. Che avventura quella della narrativa italiana!”

È di questi giorni la traduzione italiana di un autore olandese importante, Harry Mulisch (La scoperta del cielo, Rizzoli). Quali sono gli altri scrittori che vorrebbe vedere tradotti in Italia?

Gli altri due che, insieme a Mulisch, fanno parte dei ‘grandi tre’ della letteratura olandese del dopoguerra: Gerard Reve e Willem Frederik Hermans. Un autore che ha scritto alcuni gioielli prima della seconda guerra mondiale: Nescio. E i miei autori preferiti Gerrit Krol di cui è stato tradotto in italiano nel 1969 La testa millimetrata (Mondadori) e Jeroen Brouwers (1998: Rosso decantato, Editori Associati, ancora disponibile).

Siamo ai festeggiamenti per il quarto di secolo della sua raffinata libreria. Ma c’è stato un altro anniversario che lei ricorda con grande emozione.

Sì, quello del 1987“, racconta. “Proprio in questi giorni ho ritrovato una lettera di Primo Levi scritta da lui tre giorni prima della sua morte. Quindici anni fa stavo preparando un catalogo e una mostra per il nostro decimo anniversario, 100 anni di letteratura italiana e olandese in traduzione (1887 al 1987). C’era (ed è ancora disponibile presso Adelphi) una traduzione di Primo Levi della Notte dei girondini (1976) dell’autore olandese Jacob Presser. Ho scritto a Levi chiedendogli se l’aveva tradotto veramente direttamente dall’olandese. E la sua risposta era affermativa! Incredibile. Ho ricevuto la sua lettera una settimana dopo la sua morte. Ancora oggi provo una forte emozione quando penso che questa sua gentilissima lettera è una delle ultime cose che lui ha scritto.

Il turista italiano che navighi per i canali di Amsterdam può trovare la Libreria Bonardi all’indirizzo Entrepotdok 26.
L’indirizzo per il turista che navighi in Rete è invece http://www.bonardi.nl.

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Pubblicato su Tuttolibri nel dicembre 2002

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2 Responses to Lassù qualcuno ci ama

  1. Inch il 13 ottobre 2003 alle 11:05

    bello

  2. andrea il 13 ottobre 2003 alle 20:19

    Inoltre Marina Warners è di una gentilezza così immensa, che bisognerebbe pensare, come correlativo oggettivo, al Kilimanjaro evocato da Montanari nell’articolo sotto. Da Amsterdam mi ha mandato un catalogo che è una meraviglia del gruppo COBRA. Che la spontaneità, bellezza del linguaggio COBRA possano commuovere tutti i casseur mascherati di N.I.! :-)
    E W Marina!



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