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	Commenti a: Rue du Bac	</title>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/12/25/rue-du-bac/#comment-1661</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando ho letto il nome della via &quot;du Bac&quot; mi è tornato in mente un nome simile &quot;L&#039;Ubac&quot; l&#039;atelier a Vence in cui Dubuffet materializzava le sue Barbes, insomma ero contento già per il titolo, e poi c&#039;è un&#039;altra affinità sotterranea, il protagonista del racconto vende liquori pregiati, Dubuffet aveva un grande commercio di vino ereditato dalla famiglia, che salvò dal fallimento durante l&#039;occupazione nazista. Ma Dubuffet per un&#039;abitudine era abbastanza suonato: non conservava mai i libri che aveva letto (tantissimi) per colpa di un&#039;analogia che aveva stabilito tra libri letti e bottiglie di vino bevute, così li regalava. 

Peccato che l&#039;antologia in cui è inserito Rue du Bac (credo) non sia più in commercio. 
Questo è un link per i curiosi:
http://www.cafeletterario.it/204/8887064067.htm
e poi
http://www.dubuffetfondation.com/oeuvre_set.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho letto il nome della via &#8220;du Bac&#8221; mi è tornato in mente un nome simile &#8220;L&#8217;Ubac&#8221; l&#8217;atelier a Vence in cui Dubuffet materializzava le sue Barbes, insomma ero contento già per il titolo, e poi c&#8217;è un&#8217;altra affinità sotterranea, il protagonista del racconto vende liquori pregiati, Dubuffet aveva un grande commercio di vino ereditato dalla famiglia, che salvò dal fallimento durante l&#8217;occupazione nazista. Ma Dubuffet per un&#8217;abitudine era abbastanza suonato: non conservava mai i libri che aveva letto (tantissimi) per colpa di un&#8217;analogia che aveva stabilito tra libri letti e bottiglie di vino bevute, così li regalava. </p>
<p>Peccato che l&#8217;antologia in cui è inserito Rue du Bac (credo) non sia più in commercio.<br />
Questo è un link per i curiosi:<br />
<a href="http://www.cafeletterario.it/204/8887064067.htm" rel="nofollow ugc">http://www.cafeletterario.it/204/8887064067.htm</a><br />
e poi<br />
<a href="http://www.dubuffetfondation.com/oeuvre_set.htm" rel="nofollow ugc">http://www.dubuffetfondation.com/oeuvre_set.htm</a></p>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/12/25/rue-du-bac/#comment-1662</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bravo Voltolini. Mi piace talmente quello che scrivi, che spero tu sia una brava persona. Ma anche se non lo sei va bene lo stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Voltolini. Mi piace talmente quello che scrivi, che spero tu sia una brava persona. Ma anche se non lo sei va bene lo stesso.</p>
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		<title>
		Di: mario bianco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/12/25/rue-du-bac/#comment-1663</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eh, Voltolini scrive bene, benissimo e questo ragno metaforico che cattura con la vista e non sugge (mai!) le sue vittime è ben interessante, è ben intorcinato su se stesso. 
Me lo sono visto in Rue du Bac, dove dicono che una volta ci fosse un Bacco, (di pietra, romano); mi sono talmente immedesimato nella relazione del liquorista che mi sono intirizzito a smicciarlo rintanato, rincantucciato presso uno stipite della sua vetrina.
Lo cercavo là in fondo nel suo cantuccio, l&#039;ho scorto quale ombra tra l&#039;opaco dei legni di rovere e noce con il libro tra le mani, un romanzo, sì.
Pareva leggesse, ma troppo spesso le sue pupille giravano verso i vetri ed io mi nascondevo ai suoi sguardi. 
Distratto, mi son fatto l&#039;idea che colui sia distratto ed eccessivamente fantasticoso, incapace di vera concentrazione. Però la curiosità mi ha avvampato, mi ha preso le budella. Mi è colato il nevischio nel collo, il rivolo è sceso giù per la schiena tanto che non sapevo se mi ghiacciava l&#039;artificio mentale del tipo o il liquefarsi della neve  nei pressi dei lombi miei. Come novello Maigret avrei voluto possedere un intuito magistrale e le prove per arrestarlo e farlo condannare ad una qualche pena detentiva, in isolamento, perché non mi andava che se ne stesse là ad almanaccare su me ed i passanti, gratuitamente, senza prove intessendo lubriche congetture su quello e quell&#039;altra.
Sono entrato allora, titubante, quasi tremante, non ho chiesto di nulla, mi sono soltanto fermato là, davanti al possente bancone, impalato e colante a respirare, odorare le fragranze e a stupirmi, a reprimere curiosità mista ad astio. Lui, con quel suo camice  bruno, mimetico ai legni, manco si è alzato o mosso dal suo buco; mi ha fissato per ben 12 secondi, poi ha lentamente alzato una mano che dispiegava l&#039;indice verso di me :
Erano alcuni anni che ti aspettavo, per te ho tenuto questo libro&#8230;il libro: finalmente sei pronto, siamo pronti&#8230;è Simenon, naturalmente, è &quot; Il liquorista di Rue du Bac&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh, Voltolini scrive bene, benissimo e questo ragno metaforico che cattura con la vista e non sugge (mai!) le sue vittime è ben interessante, è ben intorcinato su se stesso.<br />
Me lo sono visto in Rue du Bac, dove dicono che una volta ci fosse un Bacco, (di pietra, romano); mi sono talmente immedesimato nella relazione del liquorista che mi sono intirizzito a smicciarlo rintanato, rincantucciato presso uno stipite della sua vetrina.<br />
Lo cercavo là in fondo nel suo cantuccio, l&#8217;ho scorto quale ombra tra l&#8217;opaco dei legni di rovere e noce con il libro tra le mani, un romanzo, sì.<br />
Pareva leggesse, ma troppo spesso le sue pupille giravano verso i vetri ed io mi nascondevo ai suoi sguardi.<br />
Distratto, mi son fatto l&#8217;idea che colui sia distratto ed eccessivamente fantasticoso, incapace di vera concentrazione. Però la curiosità mi ha avvampato, mi ha preso le budella. Mi è colato il nevischio nel collo, il rivolo è sceso giù per la schiena tanto che non sapevo se mi ghiacciava l&#8217;artificio mentale del tipo o il liquefarsi della neve  nei pressi dei lombi miei. Come novello Maigret avrei voluto possedere un intuito magistrale e le prove per arrestarlo e farlo condannare ad una qualche pena detentiva, in isolamento, perché non mi andava che se ne stesse là ad almanaccare su me ed i passanti, gratuitamente, senza prove intessendo lubriche congetture su quello e quell&#8217;altra.<br />
Sono entrato allora, titubante, quasi tremante, non ho chiesto di nulla, mi sono soltanto fermato là, davanti al possente bancone, impalato e colante a respirare, odorare le fragranze e a stupirmi, a reprimere curiosità mista ad astio. Lui, con quel suo camice  bruno, mimetico ai legni, manco si è alzato o mosso dal suo buco; mi ha fissato per ben 12 secondi, poi ha lentamente alzato una mano che dispiegava l&#8217;indice verso di me :<br />
Erano alcuni anni che ti aspettavo, per te ho tenuto questo libro&#8230;il libro: finalmente sei pronto, siamo pronti&#8230;è Simenon, naturalmente, è &#8221; Il liquorista di Rue du Bac&#8221;</p>
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		Di: dario voltolini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/12/25/rue-du-bac/#comment-1664</link>

		<dc:creator><![CDATA[dario voltolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per gli apprezzamenti, mi fanno piacere. Non so se sono una brava persona o un figlio di puttana, molto probabilmente una mescolanza. Ma a chi sto rispondendo?
Ciao

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per gli apprezzamenti, mi fanno piacere. Non so se sono una brava persona o un figlio di puttana, molto probabilmente una mescolanza. Ma a chi sto rispondendo?<br />
Ciao</p>
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